WhatsApp, ora si può invitare alle chiamate anche chi non ha un profilo
Orfani di Publisher? LibreOffice Draw viene in vostro soccorso
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Google Messaggi: protezione antitruffa con Gemini su Android
Google ha annunciato nuove protezioni contro le truffe per Android. La funzionalità Scam Detection dell’app Messaggi verrà aggiornata nelle prossime settimane per migliorare le difese sfruttando i modelli Gemini sul cloud e installati sul dispositivo. Altre novità riguardano le truffe telefoniche.
Protezione avanzata con GeminiLa funzionalità Scam Detection in Google Messaggi rileva già le truffe tradizionali e quelle basate su conversazioni. I truffatori usano però tecniche sempre più sofisticate per eludere i filtri standard. Google ha quindi implementato nuovi livelli di protezione che saranno disponibili nelle prossime settimane (dovranno essere attivate nelle impostazioni).
La prima funzionalità sfrutta i modelli Gemini più avanzati sul cloud per analizzare il contesto del messaggio e comprendere più rapidamente le intenzioni di un truffatore, quando è impegnato in una conversazione con un mittente sconosciuto. L’analisi cloud è basata su Private AI Compute, in cui i dati vengono cifrati ed elaborati in uno spazio sicuro e dedicato, quindi sono riservati e inaccessibili anche a Google. Occorre però un dispositivo che supporta AICore.
Google Messaggi offre già la protezione URL per segnalare i link a noti siti dannosi o di phishing. I truffatori registrano però siti completamente nuovi che non sono ancora stati catalogati. Il modello Gemini Nano, installato sul dispositivo, rileva in tempo reale se il link punta ad un sito affidabile. Anche in questo caso servono dispositivi compatibili, tra cui Pixel 10 e successivi, Galaxy S26, Galaxy Z Fold8 e Galaxy Z Flip8.
L’ultima funzionalità arriverà invece su tutti i dispositivi con almeno Android 6. Google ha ridisegnato gli avvisi per fornire agli utenti un contesto più chiaro prima di toccare i link ricevuti da numeri non presenti nei contatti. La protezione antitruffa nelle notifiche verrà infine estesa ad altri smartphone entro fine anno (era presente solo sui Pixel).
Le ultime due protezioni servono per bloccare le truffe telefoniche basate sull’ingegneria sociale. Quando viene utilizzata la condivisione dello schermo, Android oscura automaticamente i dati sensibili, come password, login bancari e codici di sicurezza della carta di credito. Sarà disponibile entro fine ottobre (serve almeno Android 15).
I truffatori spesso tentano di reindirizzare di nascosto le chiamate in arrivo verso un altro numero, così da poter sottrarre i codici monouso (OTP) e prendere il controllo dell’account. Android ora impedisce alle app di attivare silenziosamente il trasferimento di chiamata in background e mostra un avviso quando l’utente digita un codice di inoltro MMI sul tastierino numerico. La protezione sarà disponibile all’inizio di dicembre.
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Epic Games annuncia il nuovo launcher e Fornite su Linux
Epic Games ha annunciato il nuovo launcher per Windows, macOS e Linux. Il supporto per il sistema operativo del pinguino è la vera novità, ma sono supportate solo tre distribuzioni. La software house guidata da Tim Sweeney specifica chiaramente che il launcher è “vibe coded”, quindi sono stati utilizzati tool AI durante lo sviluppo. Epic Games ha inoltre comunicato che Fortnite arriverà anche su Linux.
Epic Games Launcher e Fortnite per LinuxIl nuovo Epic Games Launcher è in versione preliminare. Può essere già scaricato dal sito ufficiale, ma potrebbero esserci bug non essendo una versione stabile. La software house sottolinea che è più leggero, consuma meno risorse di sistema e l’avvio è più veloce (5,47 secondi).
Ci sono inoltre novità per libreria e download. Gli utenti noteranno miglioramenti relativi alle informazioni sui giochi, alla visualizzazione della libreria, alla ricerca e al monitoraggio dei download. Come detto, il launcher è disponibile per la prima volta anche su Linux. Sono supportate solo Ubuntu 22.04 LTS, Fedora 43 e Debian 12 o versioni successive. Potrebbe funzionare su altre distribuzioni, ma non sono state testate.
L’uso dell’intelligenza artificiale ha permesso di accelerare lo sviluppo. Gli agenti AI hanno scritto l’intero codice, ma c’è stata sempre la supervisione umana. Epic Games ha posticipato il lancio di un gioco basato su personaggi Disney (Marvel e Star Wars) per passare allo sviluppo “AI first”.
Tramite il launcher per Linux verrà portato Fortnite sul sistema operativo del pinguino. Finora non era disponibile perché il gioco non supporta il servizio Easy Anti-Cheat (EAC). Il supporto verrà aggiunto con EAC Linux v2 che offre una protezione simile a quella su Windows. Prima del lancio ufficiale verranno eseguiti test con varie distribuzioni.
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Google crea AI anti-truffa che analizza i messaggi sullo smartphone
Google DeepMind e GovTech Singapore stanno sviluppando un’intelligenza artificiale capace di riconoscere le truffe che prendono forma nel corso di una conversazione. Anziché limitarsi a individuare link sospetti o parole specifiche, il sistema cerca di identificare le strategie con cui i truffatori conquistano la fiducia delle vittime e le manipolano.
La tecnologia utilizza Gemma, la famiglia di modelli AI aperti di Google, e potrebbe rivelarsi utile ben oltre Singapore. Le tecniche con cui i truffatori conquistano la fiducia delle vittime sono un problema globale.
L’AI di Google cerca di capire come si costruisce una truffa
Il sistema funziona in due fasi. Un primo programma leggero esamina i messaggi in arrivo al fine di rilevare eventuali segnali sospetti, limitando al contempo il consumo di risorse dello smartphone.
Se viene identificato un rischio, un modello Gemma specializzato analizza un insieme più ampio di messaggi. L’obiettivo è individuare i meccanismi di manipolazione, in particolare l’usurpazione d’identità o le richieste insolite, anziché limitarsi a cercare parole chiave o link fraudolenti.
Prendiamo l’esempio di un falso reclutatore che scambia messaggi con una persona per diversi giorni. I primi messaggi possono sembrare perfettamente ordinari. È solo dopo aver instaurato un rapporto di fiducia che richiede delle “spese di pratica” per finalizzare un’assunzione fittizia. È questo tipo di progressione che Google cerca di identificare, senza che si sappia ancora a quale stadio il suo sistema sarebbe in grado di far scattare un’allerta.
Quando viene sospettato un tentativo, il telefono può mostrare un avviso che invita l’utente a usare prudenza prima di comunicare informazioni sensibili o effettuare un pagamento.
Per addestrare la sua AI, Google e GovTech hanno utilizzato dati anonimizzati provenienti da segnalazioni di frodi e informazioni sulle modalità operative locali, senza integrare le conversazioni private dei cittadini.
I dubbi sull’efficacia e la diffusioneL’analisi dei messaggi direttamente sul dispositivo non è una novità. WhatsApp propone già Scam Alert, mentre Messaggi di Google rileva alcuni SMS fraudolenti. Il nuovo progetto si distingue per la sua analisi delle conversazioni nel tempo, con un modello addestrato a riconoscere strategie di manipolazione a partire da dati sulle truffe censite.
Gli scambi vengono analizzati sullo smartphone, senza essere trasmessi ai server di Google o delle autorità competenti. Una garanzia interessante per la riservatezza, anche se restano domande sull’accesso ai messaggi, sulle applicazioni coinvolte e sui controlli lasciati all’utente.
Google non fornisce ancora cifre dettagliate sull’efficacia del sistema o sui falsi allarmi. Sviluppata inizialmente per Singapore, questa tecnologia non è ancora disponibile per il grande pubblico. Non si sa quali servizi di messaggistica e quali smartphone saranno compatibili, né se arriverà nel resto del mondo, anche se sarebbe utile (a patto che funzioni).
KDE Plasma 6.8: novità del nuovo ambiente desktop
A distanza di circa quattro mesi dalla precedente versione è disponibile KDE Plasma 6.8. Il nuovo ambiente desktop è arrivato giusto in tempo per festeggiare il 30esimo compleanno. Come sempre, le novità sono piuttosto numerose e riguardano diversi componenti, tra cui l’addio al gestore grafico X11.
Principali novità di KDE Plasma 6.8La prima novità di KDE Plasma 6.8 riguarda l’accessibilità. Gli utenti con problemi di mobilità possono utilizzare la funzionalità “dwell clicker” che invia un clic del mouse quando il puntatore smette di muoversi. In pratica è sufficiente mantenere fermo il puntatore su un pulsante, un checkbox o un’opzione e viene automaticamente generato un clic, come si vede nel video.
https://kde.org/announcements/plasma/6/6.8.0/05-dwellclicker.webm
Plasma 6.8 introduce inoltre il supporto per il calendario Bikram Sambat nell’orologio digitale e per l’amarico nella tastiera a schermo. Il System Monitor consente ora di assegnare le attività più onerose in termini di calcolo esclusivamente a specifiche CPU. Tre novità riguardano il desktop remoto: prestazioni e qualità superiori per reti lente e contenuti dello schermo in rapido aggiornamento, modalità esclusiva che blocca lo schermo del server e fornisce al client uno schermo virtuale corrispondente alle dimensioni della sua finestra, sincronizzazione bidirezionale degli appunti.
Spectacle, l’app per cattura degli screenshot e registrazione schermo, consente ora di includere sia l’audio di sistema che l’ingresso del microfono nelle registrazioni dello schermo, rendendo possibile commentare una registrazione.
Dopo 30 anni, la versione 6.8 di KDE Plasma non supporta più le sessioni X11. Il sistema grafico predefinito è Wayland che offre un migliore supporto per moderni display e schede video. Le poche applicazioni che richiedono ancora X11 continueranno a funzionare tramite il livello di compatibilità “XWayland”.
Altri miglioramenti hanno permesso di velocizzare il caricamento dell’ambiente desktop e usare meno memoria. Nei prossimi giorni sarà disponibile con le principali distribuzioni.
Come creare videogiochi con i prompt tramite Google Playground
Da bambini, quasi tutti hanno immaginato il proprio videogioco ideale. Il problema era sempre lo stesso: tra l’idea e il gioco c’era di mezzo il mare… Anni di studio in programmazione, grafica, matematica e progettazione. Tutte competenze che la maggior parte delle persone non aveva e non avrebbe mai avuto. L’idea restava un’idea, il gioco restava un sogno. Punto.
Playground di Google è pronta a stravolgere tutte le nostre convinzioni. La piattaforma prende un prompt testuale, vale a dire una descrizione del gioco che si vuole creare, e lo trasforma in un videogame giocabile direttamente nel browser, completo di grafica, meccaniche, punteggi, controlli per tastiera e tocco. Nessuna riga di codice, zero competenza tecnica, nessun programma da installare. La promessa di Big G è: “Se puoi pensarlo, puoi giocarci.” E a detta di chi ha avuto modo di provarla, la promessa è vicina alla realtà.
Come funziona Playground di GoogleLa pagina principale di Playground di Google accoglie con una selezione di giochi già pronti, realizzati con il motore avanzato della piattaforma e giochi popolari della comunità. Si possono esplorare le creazioni degli altri o iniziare subito con le proprie.
Per creare un gioco, si sceglie la modalità bidimensionale, si decide se è per un giocatore singolo o più giocatori e si scrive il prompt. La piattaforma si occupa del resto. Quindi raccoglie gli elementi grafici necessari, genera automaticamente le risorse e costruisce il gioco in uno stato funzionante. Se qualcosa non convince, si possono apportare modifiche e Playground le integra nel risultato.
Come creare 3 videogiochi con un prompt su Google PlaygroundLa generazione richiede alcuni minuti, il tempo per il progetto grafico, il piano di implementazione, la creazione vera e propria, il controllo di qualità e la finalizzazione. Una volta completato, il gioco è pronto per essere testato e, se il risultato soddisfa, condiviso con il resto della comunità.
La piattaforma è utilizzabile gratuitamente, con la possibilità di estendere i limiti di utilizzo attraverso un abbonamento al piano AI di Google.
1. Corsa senza fine in cittàSe le idee scarseggiano o non sono molto chiare, si può ricorrere anche ChatGPT o qualsiasi altro chatbot per definire meglio l’idea.
Esempio di prompt: Costruisci un gioco per browser chiamato “Corsa Mattutina”. Il giocatore controlla un personaggio che corre attraverso una città trafficata, salta gli ostacoli e raccoglie tazze di caffè per fare punti. Il gioco deve diventare progressivamente più veloce, avere tre tipi diversi di ostacoli, un contatore di punteggio, un sistema di record, effetti sonori e schermate semplici di inizio e fine partita. Usa i controlli da tastiera su computer e i controlli a tocco su telefono. Dai al gioco uno stile visivo colorato e moderno e rendi tutto giocabile direttamente nel browser.
2. Rompicapo quotidianoEsempio di prompt: Crea un gioco completo di rompicapo quotidiano chiamato “Tre Indizi”. Ogni turno dà al giocatore tre indizi progressivamente più ovvi per indovinare una parola misteriosa. Il giocatore ha sei tentativi, con punti assegnati in base alla velocità di risoluzione. Includi un cronometro, un contatore di serie, suggerimenti, animazioni, un pulsante per condividere i risultati e un nuovo rompicapo che cambia ogni giorno. L’interfaccia deve sembrare un gioco mobile rifinito, non un prototipo. Non usare servizi esterni e non richiedere l’accesso con un account.
3. Sparatutto a scorrimento lateraleEsempio di prompt: Crea uno sparatutto arcade a scorrimento laterale bidimensionale chiamato “Fuga al Neon”. Il giocatore controlla un’astronave futuristica che vola da sinistra a destra attraverso una città al neon nel cielo. I nemici volano continuamente da destra, inclusi piccoli droni, caccia veloci e navi corazzate più grandi. Il giocatore può muoversi liberamente in alto e in basso, sparare continuamente, schivare gli attacchi e raccogliere potenziamenti che migliorano le armi. Includi tre tipi di armi, uno scudo energetico, una curva di difficoltà crescente, una barra della salute sullo schermo, un contatore di punteggio, un moltiplicatore di combo, effetti particellari, esplosioni e un combattimento con un capo alla fine del livello. Aggiungi una schermata di inizio, un pulsante di pausa, una schermata di fine partita e un sistema di record. Usa i controlli da tastiera su computer e i controlli a tocco su telefono. Il gioco deve risultare veloce, reattivo e in stile arcade, con un’estetica retrofuturistica colorata. Mantieni tutto autonomo in modo che sia giocabile direttamente nel browser.
Pro e controI tre giochi sono effettivamente funzionanti, divertenti e visivamente più curati di quanto ci si aspetterebbe da un generatore automatico. La grafica non compete con i giochi professionali, ma ha uno stile coerente e piacevole. I controlli rispondono bene sia su tastiera sia a tocco.
I limiti sono quelli prevedibili, cioè i giochi restano semplici nella struttura, la varietà dei contenuti è limitata rispetto a un gioco sviluppato manualmente e la personalizzazione, come animazioni specifiche, bilanciamento preciso della difficoltà, dettagli narrativi, richiede interventi successivi che la piattaforma permette, ma che non emergono automaticamente dal primo prompt.
La piattaforma prevede anche un motore avanzato per creazioni più complesse, non ancora disponibile per tutti. Quando lo sarà, la qualità e la complessità dei giochi sulla piattaforma potrebbero fare un salto di qualità.
Per chi è pensatoGoogle Playground non è uno strumento per sviluppatori professionisti, nessun gioco generato da un prompt sostituirà le produzioni sviluppate per console e computer (almeno per ora). Ma per chiunque abbia mai avuto un’idea per un gioco senza i mezzi per realizzarla, è una figata.
Per i curiosi, per chi vuole un progetto divertente del fine settimana, per chi insegna e cerca un modo per spiegare la logica dei giochi, per i genitori che vogliono creare qualcosa con i figli, Playground è una bella occasione.
Googlebook: perché Gmail, YouTube e Docs usano la versione web
Tra le promesse di Googlebook, il successore dei Chromebook, c’è la possibilità di accedere al vasto catalogo di applicazioni Android attraverso il Play Store, proprio come su uno smartphone. Tuttavia, i primi utenti hanno notato una stranezza: servizi come Gmail e YouTube non vengono eseguiti nelle rispettive app Android, ma attraverso versioni web. Una scelta che ha sollevato qualche dubbio su come funzioneranno le applicazioni sul nuovo dispositivo.
Google spiega perché impone le versioni web di Gmail, YouTube e Docs sui GooglebookGmail, Docs e Fogli sono in realtà applicazioni web lanciate su Chrome (una PWA, ovvero Progressive Web App). Anche YouTube e YouTube Music funzionano in questo modo sul Googlebook, come Trusted Web Activities (TWA). Ciò significa che vengono visualizzate su Chrome, ma senza che si veda l’interfaccia del browser. Al contrario, altri servizi Google come Keep si avviano effettivamente come applicazione Android. Questo funzionamento è intenzionale.
Riteniamo che gli utenti dovrebbero poter usufruire della migliore versione delle nostre applicazioni sul loro Googlebook. Per gli strumenti di produttività come Docs, Fogli e Gmail, l’esperienza web completa da desktop rappresenta il riferimento sui computer portatili, poiché queste applicazioni sono state ottimizzate per oltre due decenni specificamente per un utilizzo su browser desktop giustifica Mishaal Rahman di Google su Reddit.
L’argomentazione regge, ma non bisogna dimenticare che tutti i Googlebook hanno uno schermo touch. Uno di essi può persino ribaltare quest’ultimo per trasformare il PC in tablet. Ora, navigare su un’applicazione Android con la punta delle dita è più intuitivo che farlo sulla versione desktop della stessa.
Nulla di insormontabile, anche se si comprende lo stupore di fronte a quella che sembra un limite. Diversi utenti in rete rispondono che bisognerebbe poter lasciare la scelta tra PWA e app Android agli utenti. Ma Big G potrebbe non voler offrire agli utenti la possibilità di scegliere tra l’app Android e la versione web dello stesso servizio, perché teme che avere due versioni disponibili possa creare confusione.
Possiamo invitare ospiti senza account alle chiamate su WhatsApp
Con l’obiettivo di portare il maggior numero possibile di utenti sulla piattaforma (quelli registrati sono già più di tre miliardi), il team di Meta al lavoro su WhatsApp annuncia oggi la possibilità di invitare chiunque a una chiamata o videochiamata. Non è necessario che gli ospiti abbiano un account. È l’annuncio ufficiale di una caratteristica già avvistata e documentata in più occasioni durante la fase di test.
WhatsApp permette di invitare gli ospiti alle chiamateNon ci sono limiti di tempo con i quali fare i conti e non sono previsti costi. A livello di privacy, anche chi non è iscritto può contare sulla protezione garantita dalla crittografia end-to-end. L’unica cosa richiesta a chi si collega come guest è aspettare che l’organizzatore della chiamata approvi il suo ingresso, all’interno di una sala d’attesa. Inoltre, potrebbe essere rimossi in qualsiasi momento, non è in grado di vedere i numeri di telefono degli altri partecipanti, inviare messaggi o aggiungere altre persone all’incontro.
Come funziona? Dalla schermata principale è sufficiente selezionare l’icona + e creare un link da condividere poi con chi si desidera inviare (solo chi ha un account può farlo). Chi lo riceve potrà aprirlo nel browser, digitando il proprio nome ed entrando nella chiamata (con un massimo di 32 persone). Potrebbe non risultare ancora disponibile: è normale, come sempre le novità impiegano da qualche giorno a un paio di settimane prima di raggiungere tutti.
Tra le funzionalità accessibili dagli ospiti ci sono quelle essenziali: dalla condivisione dello schermo del computer e dei materiali per collaborare alle reazioni, fino all’alzata di mano per chiedere di intervenire. Nel post di annuncio, il team di WhatsApp conferma che entro fine anno implementerà anche le nuove integrazioni necessarie per creare le chiamate direttamente dai calendari di Google e Outlook. L’obiettivo sembra essere quello di insidiare le piattaforme concorrenti come Meet, Teams e Zoom.
Fujifilm instax SQUARE 2 è la nuova istantanea con filtri integrati
C’è da segnalare una new entry nel catalogo di fotocamere istantanee di Fujifilm: è il modello instax SQUARE 2. Presentata solo poche settimane dopo l’arrivo della instax Pal 2, che propone invece una digitale vecchio stile, è un’analogica che stampa direttamente foto su pellicola in formato quadrato, nelle dimensioni 62×62 millimetri. Il tempo di sviluppo stimato è di circa 90 secondi, a seconda della temperatura.
Fujifilm instax SQUARE 2 con Mood Filter SwitchHa in dotazione il controllo automatico dell’esposizione e del flash, ma la vera novità è un’altra e si chiama Mood Filter Switch. Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un selettore posizionato sulla parte frontale che permette di scegliere fra tre filtri diversi: Warm per conferire una tonalità calda allo scatto, Cool per uno stile più freddo (tendente al blu) oppure Spento per non alterare l’illuminazione naturale dell’ambiente.
Altre caratteristiche degne di nota sono la forma arrotondata del design con il logo inciso in rilievo, l’impugnatura ruvida studiata per adattarsi alla mano, le tre modalità di scatto selezionabili ruotando la ghiera dell’obiettivo (Landscape, Standard e Close-up) e lo specchio selfie utile per inquadrarsi nel migliore dei modi prima di un autoritratto.
La nuova Fujifilm instax SQUARE 2 è disponibile in tre colorazioni: Misty white, Slate blue e Brick red. È in vendita al prezzo di 119,95 dollari negli Stati Uniti (quello italiano sarà ufficializzato domani). Chiudiamo con le parole di Bing Liem, Presidente della divisione Imaging di FUJIFILM North America Corporation.
I nostri prodotti instax SQUARE hanno sempre offerto quello stile classico e quella simmetria che molti fotografi di fotografia istantanea ricercano nei loro scatti. Né troppo grande né troppo piccola: una nuova opzione di fotocamera SQUARE era richiesta da tempo dai nostri consumatori; siamo quindi entusiasti di proporla con un look completamente rinnovato e funzionalità inedite per la nostra linea SQUARE.
LibreOffice Draw arriva in soccorso degli orfani di Publisher
Dopo aver sottolineato in più occasioni che OOXML non è uno standard open source, The Document Foundation continua ad evidenziare le conseguenza dei software proprietari offerti da Microsoft. Lo spunto è stavolta rappresentato dall’addio a Publisher dopo 35 anni. La fondazione consiglia di usare LibreOffice Draw.
Un documento non deve essere un sottoprodotto dell’applicazionePublisher non è più disponibile per gli abbonati a Microsoft 365 dal 1 ottobre. Ieri è stato interrotto il supporto per la versione inclusa in Office 2021 e Office LTSC 2021. Nel primo caso, gli utenti non potranno più aprire i file PUB. The Document Foundation evidenzia quindi che l’unica applicazione compatibile è stata abbandonata, impedendo la visualizzazione e la modifica di newsletter, volantini, programmi, manifesti e calendari.
In una pagina dedicata, Microsoft consiglia di convertire i file PUB in formato PDF per visualizzazione e stampa, e in formato DOCX per la modifica. Il primo non è però adatto per l’editing, mentre il secondo elimina la formattazione per i documenti complessi.
In entrambi i casi, Microsoft suggerisce di trasferire i contenuti da un formato proprietario ad un altro formato proprietario. Ciò accade perché i documenti sono considerati un sottoprodotto dell’applicazione, anziché informazioni di proprietà di chi li ha creati. La soluzione migliore è quella che l’azienda di Redmond non ha consigliato, ovvero usare un software open source.
Grazie al reverse engineering del formato PUB è stata creata la libreria libmspub usata da Scribus e LibreOffice Draw per importare i file Publisher. Scribus è open source, ma usa il formato SLA basato su XML (non standard). LibreOffice Draw apre i documenti Publisher, permette la modifica e li salva nel formato standard ODF.
The Document Foundation avvisa gli utenti: se il formato è proprietario, l’accesso ai documenti viene controllato dal fornitore (Microsoft in questo caso). Enti pubblici, scuole o associazioni dovrebbero verificare se il formato di file è proprietario e pianificare la transizione verso un formato open source finché è ancora possibile aprire i file.
Microsoft spinge gli utenti a usare Edge: le accuse di Mozilla
Le accuse di pratiche commerciali abusive nei confronti di Microsoft non sono certo una novità. Bisogna ammetterlo, l’azienda di Redmond non ha mai brillato per e sue tecniche pubblicitarie… Ma se alcuni tentativi di far usare Copilot, la suite Office o persino certe funzioni di Windows 11 saltano all’occhio, altri sono molto più insidiosi. È generalmente in quest’ultima categoria che si ritrovano le sollecitazioni a usare Edge.
Secondo Mozilla, Microsoft fa di tutto per costringere a usare il suo browser EdgeDa mesi, una coalizione di browser web, che riunisce in particolare Chrome, Opera e Vivaldi, attacca direttamente Microsoft per denunciare le sue pratiche ritenute scorrette, che deviano gli utenti dalla concorrenza per reindirizzarli verso Edge. Quest’ultima può ormai contare su un nuovo alleato. Senza grande sorpresa, Mozilla, che difende un Internet libero e open source tramite il suo browser Firefox, non è nemmeno lei una grande fan delle pratiche di Microsoft.
Mozilla attacca Microsoft e le sue pratiche aggressive per EdgeIn un recente post sul blog, l’organizzazione torna così sul suo rapporto Over The Edge 2.0, pubblicato 100 giorni fa. Rapporto che elenca tutte le tecniche più o meno subdole utilizzate da Microsoft per spingere verso il proprio browser web, nella speranza di interpellare il colosso della tecnologia. Senza grande successo, a quanto pare. 100 giorni dopo, nulla è cambiato sul fronte di Redmond.
Mozilla sottolinea persino che Microsoft fa tutto ciò che è in suo potere per costringere a usare Edge. Persino all’interno dell’Unione europea, dove la legislazione in materia è più severa che in America o nel Regno Unito, l’azienda trova metodi per incentivare gli utenti a cambiare il proprio browser predefinito.
Appare chiaramente che Microsoft rispetterà la scelta degli utenti solo quando vi sarà costretto, scrive Mozilla. Per Microsoft, il rispetto delle scelte degli utenti si riduce alla conformità legale. Non si tratta di ciò che è meglio per i propri utenti, né dei propri princìpi dichiarati, né di ciò che è tecnicamente fattibile, e nemmeno di ciò che già fa per gli utenti in Europa.
SpaceX riduce le prestazioni di Starlink in Ucraina
SpaceX ha introdotto restrizioni su alcuni servizi Starlink in Ucraina, causando l’interruzione delle missioni militari. Senza nessun preavviso, l’azienda di Elon Musk ha implementato una restrizione sulla velocità massima dei terminali in movimento, bloccando di fatto l’uso dei droni che intercettano quelli russi. Qualcuno sospetta che ci sia lo zampino di Donald Trump.
Non può essere una coincidenzaIl servizio satellitare di SpaceX viene utilizzato dai cittadini per accedere ad Internet, ma anche dai militari sul campo di battaglia. Oltre che per le comunicazioni, Starlink viene sfruttato per guidare i droni verso bersagli nei territori ucraini occupati e per intercettare i droni russi. Non si tratta ovviamente della versione consumer, ma del servizio Starshield progettato per usi militari, intelligence e sicurezza nazionale.
Il consulente per le tecnologie di difesa (Serhiy Beskrestnov) ha dichiarato che SpaceX ha limitato le prestazioni per i terminali in movimento. Quando i droni raggiungono una velocità di 110-120 Km/h, la connessione si interrompe per 10-20 secondi. Ciò rende impossibile il controllo a distanza. I militari non hanno ricevuto nessun preavviso. Diverse missioni sono state annullate.
Al momento non è arrivata nessuna dichiarazione da SpaceX o Elon Musk. Il consulente ritiene che non si tratta di una coincidenza, ma è legata all’attuale situazione politica. Donald Trump aveva chiesto al governo ucraino di non colpire le raffinerie di petrolio in Russia (Starlink non funziona in Russia, quindi i militari usano un altro sistema di comunicazioni). Secondo il Presidente degli Stati Uniti, gli attacchi di Kiev contro le raffinerie russe hanno causato un aumento dei prezzi del diesel (non dalla guerra in Iran, ndr).
Elon Musk ha così commentato il video su X:
Zelensky si è spinto troppo oltre.
Secondo Serhii Sternenko, attivista ed ex consulente del Ministero della Difesa ucraino, SpaceX ha introdotto le restrizioni su ordine di Trump.
Ecco il nuovo logo di Apple Music: addio all'icona con sfondo rosso
Tra i cambiamenti introdotti con la beta 4 di iOS 27.2 ce n’è una passata inosservata ai più, ma destinata a far discutere: il nuovo logo di Apple Music. A dire il vero, era già stato mostrato il mese scorso con la presentazione della Hall, la sala concerto realizzata dal gruppo di Cupertino nella Battersea Power Station di Londra. Ora i tempi sembrano essere ormai quasi maturi per il rollout sui dispositivi.
Apple Music ha un nuovo logo, meglio abituarsiNessuna rivoluzione al servizio, le funzionalità rimarranno le stesse. La decisione di passare dall’icona bianca su sfondo rosso utilizzata per ben 13 anni a una nera su sfondo bianco (o viceversa, a seconda del tema impostato) porta al seguente risultato.
C’è anche un’altra sottile differenza. Come parte del restyling, la nota musicale risulta leggermente spostata verso sinistra. O meglio, le sue dimensioni sono di poco maggiori. Per capirlo ho aggiunto due linee guida all’immagine qui sopra. Non si tratta certo di un intervento accidentale, la mela morsicata non lascia questi dettagli al caso.
Il designer Andreas Storm, il primo che ha riportato la notizia, ha pubblicato su X un’immagine in cui mostra il nuovo logo in quattro versioni diverse. Nello specifico sono Default, Dark, Clear e Tinted. Se come già detto le prime due vengono scelte in base al tema impostato sul dispositivo (chiaro o scuro), le due rimanenti possono essere caricate all’occorrenza, nelle situazioni che lo richiedono, in-app o nei contesti particolari.
La notizia ricorda inevitabilmente quanto accaduto nei mesi scorsi con Spotify. La piattaforma ha introdotto un nuovo logo per celebrare i suoi 20 anni, una sorta di palla da discoteca. Alla community non è piaciuto, dando vita a una sorta di ribellione sui social e spingendo l’azienda a tornare a quello classico.
@PopCrave Alright, we know glitter is not for everyone. Our temp glow up ends soon. Your regularly scheduled Spotify icon returns next week.
— Spotify (@Spotify) May 17, 2026