ChatGPT e Roblox nel mirino dell'UE, potrebbero diventare VLOP
Presto, anche ChatGPT e Roblox potrebbero finire nell’elenco delle VLOP (very large online platform) compilato dalla Commissione Europea. Nella lista finiscono le piattaforme che superano la soglia dei 45 milioni di utenti all’interno del territorio Ue, chiamate a soddisfare tutti i requisiti definiti nel Digital Services Act.
ChatGPT e Roblox nella lista delle VLOP?Tra gli obblighi previsti ci sono la valutazione periodica dei rischi, l’adozione di misure per mitigarli, la conduzione di audit indipendenti, la trasparenza sugli algoritmi impiegati e sulle strategie legate alle attività pubblicitarie. In particolare, le realtà designate devono attuare una politica di tipo notice and action per quanto riguarda la rimozione dei contenuti illegali. In caso di mancata conformità, le aziende rischiano sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale. Tra quelle già multate ci sono AliExpress (Alibaba) per 550 milioni di euro e X di Elon Musk per 120 milioni di euro.
Il rumor a proposito della nomina di ChatGPT e Roblox a VLOP arriva da Bloomberg, che ha ottenuto l’informazione da parte di una persona ritenuta a conoscenza dell’intenzione di Bruxelles. La designazione dovrebbe avvenire già nel mese di agosto.
Le very large online platform attive in EuropaSecondo l’attuale lista definita dalla Commissione europea, queste sono le piattaforme online e dei motori di ricerca di dimensioni molto grandi presenti e attive nel Vecchio continente. Tra parentesi la società che le controlla.
- AliExpress;
- App Store (Apple);
- Pornhub (Aylo Freesites);
- Booking.com;
- Google Search (Google Ireland);
- Google Play (Google Ireland);
- Google Maps (Google Ireland);
- Google Shopping (Google Ireland);
- YouTube (Google Ireland);
- SHEIN (Infinite Styles Services);
- LinkedIn (LinkedIn Ireland);
- Facebook (Meta Platforms Ireland);
- Instagram (Meta Platforms Ireland);
- Bing (Microsoft Ireland);
- XNXX (KNK Associates);
- Pinterest (Pinterest Europe);
- Snapchat (Span B.V.);
- Stripchat (Technius);
- TikTok (TikTok Technology);
- Temu (Whaleco Technology);
- XVideos (WebGroup Czech Republic);
- WhatsApp (WhatsApp Ireland);
- Wikipedia (Wikimedia Foundation);
- X (X Internet);
- Zalando.
iPhone 17e da 256GB: la scelta giusta per non svenarsi in offerta su eBay
Hai sempre desiderato un iPhone ma i prezzi proibitivi non ti hanno mai dato l’opportunità di portartelo a casa, e prenderne uno ricondizionato non ti va? Allora la soluzione si chiama iPhone 17e, che oggi su eBay puoi avere a 616,55 euro, anziché 729 euro, inserendo il codice promozionale AUG26 al momento del pagamento.
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iPhone 17e: la pesa è più bassa ma il valore rimaneCon l’iPhone 17e Apple ha deciso di mettere sul mercato un prodotto a un prezzo più contenuto riuscendo comunque a mantenere molto alti gli standard. Troviamo infatti un ottimo display OLED Super Retina XDR da 6,1 pollici con refresh rate da 60 Hz e luminosità di picco da 1200 nit. Pesa solo 170 grammi e ha la resistenza per l’acqua e la polvere certificata IP68.
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Alcuni corpi di Pompei hanno i denti e c'è una spiegazione per questo
Si torna a parlare di una delle catastrofi naturali più antiche e terribili della storia. Secondo quanto scoperto, alcuni corpi delle vittime di Pompei hanno ancora i denti. Prima di capire come mai tutto questo è fondamentale partire dalle origini di questa scoperta. Una novità eccezionale che ha ritrovato la luce grazie a Giuseppe Fiorelli, l’archeologo italiano che nel 1863 ebbe l’idea di riempire i calchi delle vittime con del gesso.
“Sebbene gran parte dei cadaveri fosse in stato di decomposizione, frammenti minerali, tra cui ossa e denti, erano ancora presenti“, spiega Rachael Funnell, specializzata in comportamento animale, evoluzione, paleontologia e ambiente e autrice dell’articolo pubblicato da IFLSCIENCE. “Alcuni mostrano una fila di denti apparentemente perfetta. Altri sono stati addirittura ritrovati con indumenti addosso“.
Caitie Barrett, archeologa di NatGeo e protagonista della recente serie Pompeii: Out Of Time With Tom Hiddleston, a IFLSCIENCE ha spiegato: “Una cosa che a volte la gente immagina è che tutti siano morti dopo l’eruzione del Vesuvio. Purtroppo molte persone hanno perso la vita, ma ci sono stati anche dei sopravvissuti“. In altre parole, non tutte le vittime erano morte a causa dell’eruzione del vulcano, ma anche per altre cause.
Come sono morti i corpi di Pompei che hanno denti e indumentiUn’eruzione lavica a contatto con qualsiasi cosa la brucia letteralmente. Come mai alcuni corpi di Pompei hanno ancora denti e in certi casi anche indumenti? Una recente indagine, svolta nel 2023, ha concluso che l’asfissia sarebbe la causa di morte più probabile per i cittadini di Pompei. “Questa ipotesi è supportata dal ritrovamento di alcuni dei defunti che si coprivano con dei panni e morivano in posizione prona“, si legge nell’articolo.
Inoltre, “l’archeologia ha la sua archeologia“. Barrett ha precisato: “In un sito come Pompei, le persone lavorano lì da centinaia di anni. Voglio dire, l’archeologia di Pompei ha una sua archeologia a sé stante. Negli scavi che co-dirigo, troviamo spesso resti fisici di scavi risalenti al XIX secolo. Abbiamo rinvenuto pipe di terracotta che questi uomini fumavano, gli strumenti che utilizzavano. Questo è un luogo in cui molte persone hanno lavorato per lungo tempo“.
HP DeskJet 4320: stampante multifunzione a colori WiFi a soli 49€
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Google Lyria 3.5 crea canzoni con l'AI, sfida a Suno e Udio
La prima generazione del modello AI di Google per la creazione della musica è stata presentata poco più di un anno fa, nell’aprile 2025. Lo sviluppo corre veloce nell’ambito dell’intelligenza artificiale e oggi siamo già arrivati a Lyria 3.5, appena annunciato e già disponibile all’interno di Flow Music.
Lyria 3.5 è disponibile in Google Flow MusicIl prodotto può essere in qualche modo descritto come un’alternativa a Suno e Udio, in cui l’utente digita un prompt e ottiene in risposta una canzone finita, pronta per l’ascolto o la condivisione.
Ecco quali sono le novità introdotte, stando al changelog condiviso sul blog ufficiale.
- Musicalità migliorata: crea strutture melodiche più ricche e complesse che suonano più naturali;
- testi migliorati: genera testi di qualità superiore con una maggiore aderenza al prompt e una migliore consapevolezza strutturale;
- voci migliorate: dona più espressività ed emozione alle tue canzoni con voci più realistiche e ricche di sfumature emotive, oltre a una pronuncia migliorata;
- controllo creativo: controlla più facilmente il tempo e la durata delle tue produzioni.
Abbiamo fatto un test, sottoponendo all’intelligenza artificiale un prompt molto semplice, per lasciare che si occupasse anche dei versi: Crea una canzone su Lyria 3.5 disponibile in Google Flow Music. Questo è il risultato.
Il fatto curioso è che l’AI sembra non aver coscienza di se stessa (per fortuna), non riconoscendo il riferimento diretto e generando un testo con riferimenti a un mondo dominato dalla meccanica, dal metallo e dall’assenza di umanità. Si intitola “Altare d’Ossido”.
Noi siamo fango
Tu sei architettura
Silenzio sovrano
Fine del segnale
Questo è invece lo stile che ha ritenuto più vicino alla richiesta.
IDM, Cinematic Industrial, heavy bit-crushed percussion, metallic scraping textures, deep sub-bass pulses, androgynous detached vocals, close-mic’d dry delivery, fragmented rhythmic syncopation, cold atmospheric tension, 95 BPM, D minor, industrial ritualistic vibe, jagged digital decay.
Ridurre la popolazione per raggiungere la sostenibilità: la proposta che spaventa
Un recente studio, pubblicato su WILEY Online Library, sostiene che per raggiungere la sostenibilità sarebbe necessario ridurre la popolazione mondiale. Una tesi che sta preoccupando alcuni e indignando altri. Tuttavia, a scanso di equivoci e provocazioni, l’obiettivo di questi ricercatori non è certo quello di attuare politiche autoritarie che “eliminino” i milioni di persone in eccesso fino a raggiungere i 4 miliardi entro il 2200.
“Rallentare e invertire gradualmente la crescita demografica fino a circa 4 miliardi o meno entro il 2200, moderando al contempo l’impatto pro capite, rappresenta la strada verso la sostenibilità“, hanno spiegato gli studiosi. “Tra i benefici si annoverano il recupero degli habitat e la conservazione delle specie selvatiche, la riduzione delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti, la diminuzione dei conflitti per le risorse e la riduzione della povertà globale“.
Per raggiungere questo obiettivo lo studio parla di “invertire gradualmente la crescita demografica” e non di “eliminare” quello che già c’è. Questa teoria viene espressa attraverso l’idea di espansione dei diritti e delle opportunità, soprattutto per le donne. Un concetto completamente differente dal “bloccare” o “ridurre drasticamente” la crescita demografica. I ricercatori parlando quindi di una crescita personale della mentalità.
Ridurre la popolazione: una soluzione per la sostenibilitàRidurre la popolazione è la scelta necessaria per la sostenibilità, secondo quanto indicato dallo studio di questi ricercatori. “Sappiamo che, a lungo termine, la crescita demografica in sé è insostenibile“, hanno specificato. Tuttavia, “specificare impatti pro capite realmente sostenibili è più complicato“. Come mai? Tutto dipende da quattro fattori:
- la metrica, la regione e la sua densità di popolazione;
- realtà biofisica;
- orizzonte temporale per il periodo di sostenibilità, poiché non può essere infinito;
- quantità di effetti negativi considerati “tollerabili” e per chi.
Ridurre la popolazione gestendo in maniera intelligente la crescita demografica è la soluzione che permetterà di raggiungere la sostenibilità. “Ciò alleggerirà la pressione sulle risorse naturali, diminuirà la povertà nelle regioni ad alto tasso di natalità grazie a famiglie più piccole, ridurrà l’inquinamento, i conflitti per le risorse e l’immigrazione e migliorerà la qualità della vita nelle aree densamente popolate“, hanno concluso gli studiosi.
Hosting WordPress gestito, VHosting integra l'AI nella creazione del sito
L’intelligenza artificiale è diventata una presenza quasi obbligatoria nelle offerte di hosting, anche quando non è chiaro quale lavoro svolga davvero. Con il nuovo hosting WordPress gestito con AI, VHosting sceglie un perimetro più preciso: usare l’assistente per accelerare la creazione iniziale del sito, senza affidargli la gestione del server.
Cosa fa davvero l’assistente AILa funzione è integrata in Softaculous, il sistema utilizzato per installare e configurare WordPress. Durante il setup, l’utente descrive la propria attività, indica il tipo di sito da realizzare e specifica gli obiettivi del progetto.
A partire da queste informazioni, l’assistente propone automaticamente una struttura composta da pagine, contenuti iniziali, immagini e layout. Il risultato viene trasferito in WordPress, dove può essere modificato attraverso la normale area di amministrazione.
Non è quindi un sito pronto per la pubblicazione. Testi, organizzazione delle pagine e impostazione grafica devono essere controllati e adattati. Il vantaggio è un altro: evitare di partire da un’installazione vuota e ridurre il tempo impiegato nelle prime decisioni.
Il confine tecnico è netto. L’AI non assegna risorse, non modifica la configurazione del server e non esegue autonomamente interventi sulle prestazioni. È un acceleratore del setup, non il pilota automatico dell’hosting.
Nei piani compare anche una funzione di Protezione BOT AI, destinata a gestire gli accessi dei crawler automatizzati che possono occupare banda e capacità di calcolo. L’intelligenza artificiale assume così due ruoli opposti: aiuta a costruire il sito, ma genera anche traffico che l’infrastruttura deve riconoscere e controllare.
L’infrastruttura sotto l’assistenteUna volta completata la configurazione, la qualità del servizio dipende ancora da rete, server, isolamento delle risorse e procedure di recupero. È qui che l’offerta si allontana dal semplice generatore di siti.
I piani Cloud WordPress utilizzano cluster ad alta affidabilità sul cloud proprietario di VHosting e datacenter situati in Italia. Lo spazio web è basato su SSD NVMe, mentre LiteSpeed e LSCache gestiscono la cache e la distribuzione dei contenuti. Nelle configurazioni Plus è disponibile anche Redis, che riduce le richieste ripetute al database.
Il supporto a HTTP/3-QUIC e TCP-BBR interviene sulla gestione delle connessioni e del trasferimento dei dati. CloudLinux, attraverso l’isolamento LVE, separa invece le risorse assegnate ai singoli account: un consumo anomalo generato da un sito dovrebbe quindi avere un impatto più contenuto sugli altri progetti ospitati nello stesso ambiente.
Per i backup viene utilizzato JetBackup, con copie giornaliere conservate per 30 o 60 giorni in base al piano. A queste si aggiunge una replica oraria su un datacenter remoto, prevista per le procedure di disaster recovery. L’uptime indicato nello SLA è del 99,90% su base annua.
La protezione comprende ImunifyAV+ e ModSecurity. Il provider dispone inoltre delle certificazioni ISO 9001, 14001, 27001, 27017 e 27018 ed è qualificato presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
Sono aspetti meno visibili dell’assistente AI. Ma restano quelli che contano quando un sito riceve più traffico del previsto, deve essere ripristinato o incontra un problema di sicurezza.
La gestione: cosa viene tolto dalle mani dell’utenteIl servizio comprende gli aggiornamenti automatici di WordPress e dei plugin, il certificato SSL gratuito, la migrazione gratuita di un sito e il supporto tramite ticket attivo 24 ore su 24.
Le funzionalità sono incluse nei piani di [link_plain format_type=”link” link=”https://www.vhosting.com/hosting-wordpress/”]hosting WordPress con AI gestito[/link_plain], disponibili in quattro configurazioni con risorse comprese tra 2 e 3 vCPU, da 2 a 4 GB di RAM e da 10 a 35 GB di spazio web NVMe. Lo spazio dedicato alla posta elettronica è separato da quello utilizzato dal sito.
I prezzi indicati vanno da 47 a 89 euro all’anno, IVA esclusa. Il dominio .it o .eu è incluso gratuitamente per il primo anno, mentre la garanzia varia da 30 a 45 giorni in base al piano scelto.
La gestione non impedisce agli utenti più tecnici di intervenire direttamente. Sono disponibili WP-CLI, Git, Composer, ambienti di staging e strumenti per amministrare i cron job. Un’agenzia o uno sviluppatore mantengono quindi accesso alle funzioni operative, mentre una PMI senza reparto IT può delegare una parte delle attività ricorrenti.
La posizione di VHostingLa scelta di collocare l’intelligenza artificiale nel setup, e non nell’ottimizzazione automatica del server, risponde alla volontà di mantenere separati due ambiti: la preparazione del sito e la gestione dell’infrastruttura:
«Abbiamo scelto di utilizzare l’AI in una fase in cui può ridurre il lavoro ripetitivo senza prendere decisioni al posto dell’utente. L’assistente prepara una prima struttura del sito, ma non interviene autonomamente sul server e non sostituisce il lavoro di sviluppatori, agenzie o professionisti. Allo stesso tempo, per le imprese italiane resta importante sapere dove vengono ospitati i dati e quale soggetto gestisce il servizio. La presenza di datacenter in Italia, insieme a un supporto che conosce il mercato locale, è uno degli elementi con cui un provider italiano può distinguersi dai grandi operatori internazionali»
spiega VHosting.
La collocazione dei datacenter non risolve automaticamente ogni adempimento legato al GDPR, che dipende anche da configurazioni, trattamenti e responsabilità del titolare del sito. Rende però più chiaro dove viene erogato il servizio e accorcia la distanza tra azienda e fornitore.
Il nuovo assetto può essere utile a chi apre siti con frequenza, alle agenzie, ai freelance e alle PMI che non dispongono di un reparto IT interno. È meno adatto a chi cerca uno strumento capace di progettare, pubblicare e amministrare un sito senza intervento umano. In questo caso l’AI serve a partire prima. La gestione quotidiana resta affidata a WordPress, agli utenti e all’infrastruttura.
In collaborazione con VHosting
Biglietti aerei, l'AI fa aumentare i prezzi in tempo reale
Ci eravamo illusi che l’intelligenza artificiale potesse aiutarci a risparmiare anche denaro, oltre che tempo, ma non sarà così. Se ne sta accorgendo chi è a caccia di biglietti aerei, magari last minute, per partire. Benvenuti nell’era del dynamic AI pricing, il nuovo mantra delle compagnie per farci pagare di più.
Il dynamic AI Pricing per i biglietti aereiA fotografare il fenomeno è un report appena pubblicato da Bloomberg, che lo documenta dati alla mano e citando direttamente le aziende che già lo stanno facendo: da Delta Air Lines a Virgin Atlantic, da WestJet ad Azul Airlines, affidandosi alle soluzioni fornite da società come Amadeus e PROS. È un modo per far fronte all’incremento dei costi, in particolare quelli legati alla fornitura di cherosene (jet fuel) che questa estate ha rischiato di rovinare le vacanze a molti. La ripresa della guerra in Medio Oriente e l’ennesima chiusura dello stretto di Hormuz si stanno facendo sentire.
In passato, le compagnie aeree hanno adottato un approccio piuttosto prevedibile per cambiare in corsa i prezzi dei biglietti. Di norma, la regola è sempre stata: si aumentano le tariffe del 20% quando un quarto dei posti è stato prenotato. L’intelligenza artificiale lo fa in modo più efficiente per loro e meno conveniente per i passeggeri, valutando decine di variabili in tempo reale. La leggenda del martedì come giorno migliore per risparmiare sui voli è destinata ad andare in archivio.
Tra le realtà che stanno facendo la voce grossa in questo settore nascente c’è la startup israeliana Fetcherr, con la sua piattaforma AI che aggiorna i costi in tempo reale a seconda delle condizioni del mercato. Prende in considerazione fattori come le fluttuazioni del petrolio, le mosse dei concorrenti, le tratte cancellate e la domanda generale. L’obiettivo principale non è però quello di incrementare la spesa per ogni singolo viaggiatore, ma di riempire il maggior numero possibile di posti. Questo il commento del co-fondatore Uri Yerushalmi.
I nostri modelli analizzano decine, se non centinaia, di classi di variabili per calcolare le tariffe. Questo è possibile solo ora grazie all’intelligenza artificiale. La piattaforma è in grado di adattare immediatamente le offerte ogni volta che qualcosa cambia nel mercato.
A questa nuova dinamica si affianca quella della rivendita. Stanno prendendo piede le soluzioni che consentono di cedere i propri biglietti, magari acquistati molto tempo prima a prezzo più basso, a chi ne ha bisogno all’ultimo minuto per partire con un’urgenza. In questo caso, l’intelligenza artificiale può fare da intermediario.
ChatGPT per i ricercatori accademici, gratis coi modelli più avanzati
L’intelligenza artificiale più avanzata disponibile gratuitamente per 100.000 tra scienziati, matematici e ingegneri. È questo l’obiettivo di ChatGPT per i ricercatori accademici, nuovo programma appena lanciato da OpenAI. Le candidature per l’accesso sono aperte.
Il programma ChatGPT per i ricercatori accademiciLa prima fase dell’iniziativa, al via questa estate, arriverà a coinvolgere un totale pari a 10.000 account. Poi arriverà a regime entro il 2027. A chi risulterà idoneo ed entrerà a farne parte sarà consentito l’utilizzo dei modelli della famiglia GPT-5.6 (incluso GPT-5.6 Sol Pro) in strumenti come ChatGPT, ChatGPT Work e Codex, con limiti di utilizzo più elevati e finestre di contesto più ampie, oltre a corsi di formazione dedicati e supporto. Di default, i dati immessi e generati non verranno usati per finalità di addestramento.
Il progetto rientra nella visione di OpenAI, che entro il prossimo anno, ha intenzione di impegnare oltre 250 milioni di dollari a sostegno della ricerca scientifica in ogni suo ambito. Tra le istituzioni idonee a partecipare ce ne sono anche alcune italiane. Sono l’Università Bocconi, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l’Università degli Studi di Torino e CRUI/Fondazione CRUI. L’elenco verrà esteso in futuro.
Nel comunicato che accompagna l’annuncio sono riportati alcuni esempi di come l’intelligenza artificiale stia già aiutando la ricerca scientifica. Uno è quello relativo al Boston Children’s Hospital, che la impiega per supportare la diagnosi delle malattie genetiche che affliggono i bambini. Poi, ci sono gli astrofisici computazionali che, con Codex, stanno sviluppando nuovi approcci per simulare il plasma attorno ai buchi neri, accelerando fino a 1.000 volte l’esecuzione dei calcoli.
Tornando ai modelli di ultima generazione, GPT-5.6 Terra è quello che bilancia capacità ed efficienza per la ricerca quotidiana, GPT-5.6 Luna garantisce tempi di risposta più rapidi e GPT-5.6 Sol è adatto per i problemi scientifici e matematici più difficili, mentre GPT-5.6 Sol Pro è indicato per ottenere risultati di qualità superiore nelle attività complesse.
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AI Act: pareri del Garante Privacy sui decreti legislativi
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicati due pareri su altrettanti decreti legislativi che disciplinano l’attuazione in Italia dell’AI Act europeo. Il primo decreto attuativo definisce la competenza dell’autorità sui sistemi AI ad alto rischio e introduce regole per l’uso dell’AI nella formazione. Il secondo decreto attuativo disciplina l’impiego dei sistemi AI da parte delle forze di polizia.
Parere sull’uso dell’AI per la formazionePer quanto riguarda il primo decreto legislativo, il Garante ha indicato ulteriori condizioni e osservazioni per rafforzare la tutela dei diritti delle persone. L’autorità chiede che le venga riconosciuto il potere di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche nell’ambito di riferimento (come per le altre autorità). Invita inoltre i legislatori a chiarire le regole per l’applicazione delle sanzioni in base alla legge sulla privacy.
Il Garante chiede che venga inoltre chiarito il proprio ruolo nell’ambito delle procedure di valutazione della conformità dei sistemi AI ad alto rischio, per i quali l’AI Act gli attribuisce specifiche funzioni di vigilanza. Propone inoltre di estendere il divieto di decisioni basate esclusivamente su sistemi AI anche alle valutazioni che possono incidere in modo significativo sul rapporto di lavoro, come quelle relative alle prestazioni, all’attribuzione di premi o alle progressioni di carriera.
Parere sull’uso dell’AI per attività di poliziaPiù delicato l’argomento del secondo decreto legislativo, in quanto prevede l’uso dei sistemi AI per l’identificazione biometrica in tempo reale da parte delle forze di polizia. Il Garante evidenzia che il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici non è coerente con l’AI Act.
Il regolamento europeo consente il riconoscimento facciale a posteriori solo per ricerche mirate. L’elaborazione dei dati biometrici dovrebbe quindi avvenire esclusivamente sulle registrazioni già acquisite e in presenza di una specifica esigenza operativa, evitando raccolte massive e preventive.
I legislatori dovrebbero inoltre aggiungere il divieto di utilizzo di banche dati ottenute mediante tecniche di scraping non mirato o in violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali. I due decreti legislativo sono stati sottoposti al parere (non vincolante) delle commissioni parlamentari.
Microsoft 365: indagine sugli aumenti nel Regno Unito
La Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito ha avviato un’indagine nei confronti di Microsoft per accertare l’eventuale violazione della legge che protegge i consumatori, dopo aver aumentato i prezzi degli abbonamenti alla suite Microsoft 365. Simili procedimenti sono stati avviati in Italia e in Australia.
Aumenti con l’arrivo di CopilotSecondo l’autorità antitrust del Regno Unito, Microsoft non avrebbe fornito informazioni chiare sugli abbonamenti, quando è stato aggiunto Copilot ai piani Microsoft 365 Personal e Family. A partire da gennaio 2025, l’azienda di Redmond ha automaticamente offerto ai clienti esistenti l’accesso all’assistente AI e altre funzionalità, senza costi aggiuntivi per la durata rimanente dell’abbonamento.
Alla scadenza dell’abbonamento, i clienti sono stati automaticamente trasferiti ad un piano con le funzionalità aggiuntive offerto ad un prezzo superiore. Potevano disdire l’abbonamento o scegliere un altro piano (i precedenti Personal e Family non sono più disponibili). Per i clienti esistenti con piani Personal e Family è stata offerta un’opzione a tempo limitato per passare ad un piano “Classic” con le stesse funzionalità precedenti (senza Copilot). Il costo annuale era 25 sterline in meno.
La CMA valuterà se le comunicazioni di Microsoft ai clienti prima del rinnovo dei contratti siano state fuorvianti, ovvero se sono state fornite informazioni chiave sui piani tariffari e sulla differenza di costo, in modo da consentire loro di comprendere le opzioni a disposizione prima di prendere una decisione.
In caso di violazione della legge che protegge i consumatori, Microsoft rischia una sanzione fino al 10% del fatturato globale annuale. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che collaboreranno con la CMA.
Fastweb + Vodafone per il cambio di nome e genere sui contratti
I clienti di Fastweb + Vodafone ora hanno a disposizione una nuova procedura dedicata e senza costi aggiuntivi per modificare il nome e il genere anagrafico sui contratti sottoscritti. Vale per quelli di rete fissa e delle utenze mobile. Si tratta di un’iniziativa pensata per rispondere alle esigenze di chi sta affrontando un percorso di transizione e ha già ottenuto l’aggiornamento dei propri dati presso le autorità.
Nuova procedura per i clienti Fastweb + VodafoneLa modalità garantisce piena riservatezza, rimuovendo quella che fino a oggi era una barriera amministrativa. Di seguito le parole di Silvia Cassano, Chief People Officer di Fastweb + Vodafone, che sottolinea l’importanza del concetto di inclusione per l’operatore.
L’inclusione si costruisce ogni giorno, con gesti concreti. Accompagnare chi sta vivendo un momento così importante rappresenta, per noi, il modo più autentico di dare sostanza ai nostri valori, mettendo davvero le persone, con le loro unicità, al centro di ogni nostra scelta.
Come funziona? La richiesta può essere presentata direttamente dall’area clienti My Fastweb oppure attraverso il sito ufficiale Vodafone o presso i punti vendita in tutta Italia. Tutto ciò che bisogna fare è compilare un modulo, allegando il documento di identità e il codice fiscale aggiornati. Sarà poi presa in carico da un team dedicato che la verificherà e allineerà i dati nei sistemi interni. Una volta completata, entro un massimo di 30 giorni, l’esito verrà comunicato al cliente.
In arrivo il rebranding con l’addio a Vodafone?Nei mesi scorsi abbiamo scritto di un possibile addio al marchio Vodafone e di un rebranding per Fastweb, con l’adozione di un nuovo logo. La redazione del sito MondoMobileWeb ha anche pubblicato quelli che sono stati depositati all’inizio dell’anno presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Eccoli. Va sottolineato che fino a oggi non sono arrivati annunci a confermare o smentire l’indiscrezione.
Telegram: mandato di arresto internazionale per Pavel Durov
Siamo all’ennesimo capitolo dello scontro tra Pavel Durov, co-fondatore e CEO di Telegram, e la Russia. Il Paese in cui è nato l’ha messo nel mirino ormai da parecchio tempo, accusandolo a più riprese di aver favorito attività terroristiche attraverso la sua piattaforma di messaggistica. Oggi l’autorità locale FSB ha emesso un mandato di arresto internazionale (Google Traduttore), ma non è dato sapere quali Stati dovrebbero aderire.
Mosca vuole arrestare il CEO di TelegramIl dito di Mosca è puntato soprattutto contro l’utilizzo del servizio da parte di civili e militari ucraini, dall’inizio dell’invasione in poi, per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo. La replica del diretto interessato non si è fatta attendere ed è arrivata sotto forma di una fotografia pubblicata su X. Non è accompagnata da alcuna didascalia, ma il significato non è poi così difficile da comprendere.
— Telegram Messenger (@telegram) July 29, 2026
Durov, 41 anni e all’estero fin dal 2014, sostiene da tempo che le accuse mosse nei suoi confronti siano semplicemente un diversivo, il tentativo di spostare l’attenzione su sue presunte colpe con il solo scopo di inventare nuovi pretesti per limitare l’accesso dei russi a Telegram. Al momento, l’applicazione è utilizzata da decine di milioni di utenti nel Paese, anche per la possibilità che offre di comunicare in modo protetto, grazie alla crittografia integrata.
I tanti attriti tra Pavel Durov e la RussiaOltre ad aver co-fondato la piattaforma con il fratello Nikolaj, ha dato vita nel lontano 2006 anche a VKontakte, definito il Facebook della Russia. Il social network è ancora attivo (è il sito più popolare in patria e nella Top 50 al mondo), ma dal 2014 non ha più nulla a che fare con Durov, uscito dal progetto per divergenze di vedute con il presidente Vladimir Putin. Oggi la piattaforma è controllata dalla banca di stato Gazprombank e dalla compagnia di assicurazioni Sogaz.
Tutela dei minori: AGCOM ordina blocco di Escort Advisor
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha ordinato il blocco dell’accesso in Italia al sito Escort Advisor, i cui contenuti sono facilmente immaginabili solo leggendo il nome. È il terzo provvedimento adottato sulla base dell’art.13-bis del decreto legge n. 123 del 15 settembre 2023, noto come Decreto Caivano, dopo i due di fine marzo nei confronti di Hentai Ita e Giochi Premium.
Nessuna verifica dell’etàIl suddetto decreto prevede l’obbligo per le piattaforme che diffondono in Italia immagini e video a carattere pornografico di adottare sistemi efficaci di verifica dell’età per impedire l’accesso ai minori. Durante la sua attività di monitoraggio, AGCOM ha accertato che il sito Escort Advisor è accessibile liberamente a tutti. Viene solo specificata la presenza di contenuti per maggiorenni.
La società che gestisce il sito (DonTouch di Lugano) afferma che si tratta solo di annunci e recensioni su servizi per adulti, che opera solo come fornitore di piattaforma per inserzione di terzi e che rispetta la legge svizzera. Dopo ulteriori monitoraggi, l’autorità ha confermato la presenza di contenuti (immagini e video) sessualmente espliciti.
Il Decreto Caivano si applica anche ai siti che non hanno una responsabilità editoriale e che offrono l’accesso in Italia. Sono state pertanto respinte le tre giustificazioni della società svizzera. Nonostante la diffida inviata a giugno 2026, DonTouch non ha implementato un sistema efficace di verifica dell’età.
AGCOM ha pertanto ordinato agli ISP italiani di impedire l’accesso mediante blocco del DNS fino al ripristino da parte della società DonTouch delle condizioni di fornitura conformi ai contenuti della diffida impartita dall’autorità. Questo tipo di blocco non serve praticamente a nulla, in quanto l’accesso è ancora possibile usando servizi DNS di terze parti.
Applaude durante una riunione sui data center, va in carcere
Lux Claridge ha 37 anni ed è un insegnante di fisica nella scuola superiore di Emporia, in Kansas. È finito in carcere dopo aver applaudito al termine di un intervento, durante una riunione cittadina sul delicato tema della realizzazione di un data center. Il filmato dell’accaduto è qui sotto, ognuno può giudicare da sé e trarre le proprie conclusioni.
Data center, uomo arrestato per un applausoLe autorità presenti avevano chiesto di evitare comportamenti che potessero disturbare l’ordine pubblico. Dopo l’ennesimo avvertimento, evidentemente, è stato ritenuto eccessivo battere le mani pur avendo lasciato finire chi era al microfono. Di seguito il comunicato rilasciato dalla polizia locale, la più classica delle dichiarazioni di rito.
Il dipartimento di polizia di Emporia ribadisce il proprio impegno a garantire che le riunioni pubbliche si svolgano in modo sicuro e ordinato, nel rispetto del diritto di tutti i cittadini a partecipare al processo civico.
L’uomo è stato portato in carcere, poi rilasciato, ma a settembre dovrà comparire davanti a un giudice. Ha fatto sapere di avere intenzione di proclamarsi innocente per le accuse che gli saranno rivolte. Queste le sue parole.
Sono contento di essere fuori, ma è stato solo un inconveniente. Non mi impedirà di esprimere la mia opinione o, suppongo, di applaudire.
Nessuno li vuole, ma tutti ne hanno bisognoLa discussione era incentrata sulla costruzione di un’infrastruttura chiamata Flint Hills Digital Campus. È indubbio che ci sia una certa tensione attorno alla realizzazione di nuovi data center: nessuno li vuole vicino a casa (not in my back yard), ma tutti ne hanno un disperato bisogno. Senza i server del cloud non si possono gestire i servizi dell’intelligenza artificiale su cui si fa sempre più leva in ogni ambito. Ne sentiremo parlare sempre più spesso anche in Italia, è solo una questione di tempo.
Intelligenza artificiale in azienda: perché oggi servono competenze manageriali
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nella quotidianità delle imprese. Dopo una prima fase di sperimentazione, durante la quale molte aziende hanno iniziato a testare chatbot, strumenti di analisi predittiva e soluzioni di AI generativa, oggi la sfida è cambiata. La domanda non è più se adottare queste tecnologie, ma come integrarle nei processi aziendali in modo efficace, in questa fase, il rischio è confondere l’entusiasmo con la concretezza.
La diffusione dell’AI sta infatti modificando il modo in cui le organizzazioni prendono decisioni, gestiscono i dati e ripensano processi consolidati. È un cambiamento che coinvolge sempre meno la sola area IT e sempre più il management.
Ogni progetto basato sull’intelligenza artificiale ha conseguenze sull’organizzazione del lavoro, sulla governance dei dati, sulla gestione del rischio e sulle competenze delle persone. Per questo cresce la richiesta di professionisti capaci di fare da collegamento tra innovazione tecnologica e strategia d’impresa.
Dall’adozione dell’AI alla sua governanceL’intelligenza artificiale trova oggi applicazione in quasi tutti i settori. Supporta la manutenzione predittiva nell’industria, migliora la gestione della supply chain, aiuta il marketing ad analizzare il comportamento dei consumatori e consente agli istituti finanziari di individuare anomalie o tentativi di frode in tempi molto più rapidi rispetto al passato.
Ma introdurre una nuova tecnologia non significa automaticamente innovare. Molti progetti di AI non falliscono per limiti degli algoritmi, ma perché non vengono integrati nei processi aziendali.
Pensiamo, ad esempio, a un’azienda manifatturiera che utilizza modelli predittivi per programmare la manutenzione degli impianti oppure a una banca che integra sistemi di AI per supportare la valutazione del rischio. In entrambi i casi gli algoritmi rappresentano soltanto una parte del progetto: servono persone capaci di comprenderne limiti e potenzialità, valutare l’impatto sui processi aziendali e accompagnarne l’introduzione.
È questo il significato della governance dell’intelligenza artificiale.
Governance con l’AI significa definire obiettivi chiari, individuare i casi d’uso realmente utili, scegliere dove investire, garantire la qualità dei dati e monitorare le prestazioni dei modelli nel tempo. Significa anche stabilire chi è responsabile delle decisioni supportate dall’AI, verificare gli output prima che incidano su clienti o processi critici e assicurarsi che gli strumenti adottati rispettino requisiti di trasparenza, sicurezza e conformità normativa.
Temi come privacy, protezione delle informazioni, affidabilità degli algoritmi ed etica non rappresentano più aspetti secondari, ma elementi centrali di qualsiasi strategia di adozione.
In altre parole, il valore dell’AI non dipende soltanto dalla tecnologia, ma dalla capacità dell’impresa di inserirla all’interno di una visione di lungo periodo.
Il manager digitale come punto di incontro tra tecnologia e businessIn questo scenario emerge una figura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più definito: il manager digitale.
Non è uno sviluppatore e non è nemmeno un data scientist.
Il suo compito è comprendere il linguaggio della tecnologia e quello del business, mettendoli in relazione quando è necessario prendere decisioni. Eppure, esiste ancora spesso uno scarto evidente tra le competenze disponibili e le aspettative delle aziende.
Questo significa conoscere le logiche del machine learning, dell’AI generativa, del Natural Language Processing, della computer vision e dell’analisi dei dati senza necessariamente sviluppare algoritmi. L’obiettivo è capire quando queste tecnologie possono generare valore per l’organizzazione e quando, invece, rischiano di aggiungere complessità senza produrre benefici concreti.
Accanto alle competenze digitali diventano sempre più importanti anche quelle manageriali. Leadership, capacità di negoziazione, problem solving, pensiero critico e gestione del cambiamento sono ormai parte integrante del profilo richiesto dalle imprese.
Non sorprende quindi che le aziende cerchino figure capaci di dialogare con sviluppatori, consulenti, manager e vertici aziendali, traducendo esigenze tecniche in decisioni operative e strategiche.
Formarsi per guidare la trasformazioneSe cambia il ruolo del manager, cambia anche il modo di formarlo.
Oggi non basta conoscere il funzionamento degli algoritmi. È necessario capire come applicare l’AI ai processi aziendali, interpretare i dati, valutare gli impatti organizzativi e prendere decisioni in contesti complessi.
Per rispondere a questa evoluzione delle competenze, anche le business school stanno ripensando la propria offerta formativa, con percorsi che integrano tecnologia, strategia e management.
È questa l’impostazione del major in Applied Artificial Intelligence for Business della Luiss Business School, specializzazione del Master in Digital Transformation for Corporate and Business Strategy.
Il percorso, erogato a Roma in lingua inglese e realizzato in partnership con Accenture, affronta l’intelligenza artificiale con una prospettiva orientata alle esigenze delle imprese.
Il piano di studi combina basi manageriali e competenze specialistiche, coprendo sia le principali tecnologie AI sia il loro utilizzo nei processi decisionali, oltre a seminari dedicati a etica, privacy, data governance e impatto delle nuove tecnologie sul mercato del lavoro. A questi si affiancano moduli dedicati all’AI Strategy, ai modelli di business basati sull’AI, alle applicazioni nel marketing, nella supply chain e nelle operations, oltre a seminari dedicati a etica, privacy, data governance e impatto delle nuove tecnologie sul mercato del lavoro.
Grande attenzione è riservata anche all’applicazione pratica. Le Business Challenge, sviluppate insieme ai partner aziendali, chiedono agli studenti di lavorare su esigenze reali delle imprese, affiancati da tutor provenienti dal mondo aziendale. Accanto a queste attività trovano spazio casi d’uso dedicati a settori come sanità, retail, finanza, assicurazioni, mobilità ed entertainment, così da comprendere come le stesse tecnologie possano produrre risultati differenti a seconda del contesto.
Il percorso dedica inoltre ampio spazio alle competenze trasversali. Attraverso laboratori dedicati a leadership, people management, design thinking, negoziazione, decision making e problem solving, gli studenti sviluppano quelle capacità che oggi affiancano la preparazione tecnica nella gestione di progetti complessi.
Tutti i dettagli sul programma, sul piano di studi e sulle modalità di ammissione sono disponibili nella pagina dedicata al major.
Il major fa parte dell’offerta della Luiss Business School, accreditata con la Triple Crown Accreditation, riconoscimento riservato a meno dell’1% delle business school nel mondo. La faculty riunisce docenti universitari e professionisti provenienti dalle imprese, mentre i Career Services accompagnano gli studenti attraverso attività di orientamento, incontri con le aziende, simulazioni di colloqui, networking e supporto all’inserimento professionale. Secondo i dati dichiarati dalla School, il tasso di placement dei Master Full-Time raggiunge il 98%.
Una competenza destinata a diventare sempre più centraleNei prossimi anni strumenti, modelli e piattaforme continueranno a evolversi. Allo stesso tempo, anche il quadro normativo e le aspettative delle imprese in termini di sicurezza, trasparenza e responsabilità diventeranno sempre più articolati.
La tecnologia, però, continuerà a rappresentare soltanto una parte dell’equazione.
La vera differenza la faranno le persone chiamate a decidere dove utilizzare l’AI, con quali obiettivi e all’interno di quali processi aziendali. Gli algoritmi possono suggerire una soluzione o accelerare un’analisi, ma trasformare queste informazioni in una decisione di business resta una responsabilità umana.
È proprio questa capacità di coniugare competenze tecnologiche, visione strategica e leadership che le organizzazioni stanno ricercando con sempre maggiore convinzione.
In collaborazione con Luiss Business School
Arriva la carta d'identità elettronica con rinnovo a vita
Scatta giovedì 30 luglio il rinnovo a vita della carta di identità elettronica, ma solo ed esclusivamente per gli over 70. È una misura approvata dal Governo all’inizio dell’anno con un doppio obiettivo: da una parte rendere le cose più semplici ai cittadini nella terza età, dal’altra diminuire il carico di lavoro agli sportelli degli uffici anagrafe.
Rinnovo a vita per la CIE a tutti gli over 70Va precisato che non si tratta di una novità retroattiva. La durata illimitata del documento è prevista solo per chi ha compiuto 70 anni al momento del rilascio o del rinnovo. Nel testo del decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio 2026 si legge che la carta di identità elettronica […] rilasciata a decorrere dal 30 luglio 2026 a soggetti di età pari o superiore a 70 anni al momento della richiesta di rilascio, ha una durata illimitata ed è utilizzabile anche ai fini dell’espatrio.
Volendo essere precisi, i termini illimitata ed eterna non sono i più adatti a descrivere ciò che cambia. È infatti prevista una validità di 50 anni per gli over 70, il che porterebbe l’età del prossimo rinnovo obbligatorio a 120 anni. Ci auguriamo che qualcuno possa averne bisogno.
Carta di identità elettronica sempre più centraleRicordiamo che l’obiettivo ormai dichiarato del Governo è quello di rendere CIE lo strumento principale per la gestione dell’identità digitale degli italiani, con buona pace di chi, nel corso degli anni, ha preso confidenza con lo SPID.
E quella cartacea che fine è destinata a fare?La scadenza del 30 luglio non è stata scelta in modo casuale: a partire dai prossimi giorni, dal 3 agosto, la versione cartacea avrebbe dovuto andare definitivamente fuori corso. La scadenza è però stata posticipata con una disposizione del Consiglio dei Ministri a metà giugno. Se non ancora scaduta, rimarrà valida fino al 31 gennaio 2027. Anche in questo caso, l’obiettivo è evitare la corsa allo sportello dell’ultimo momento.