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Tutto si trasforma: l'innovazione, ogni giorno
Updated: 17 min 51 sec fa

Il relay privato iCloud non nasconde l'IP, le falle di Apple

Gio, 08/06/2026 - 09:02

Private Relay dovrebbe nascondere il proprio indirizzo IP quando si naviga con Safari. È una funzione a pagamento, disponibile solo per gli abbonati iCloud+, che promette privacy durante la navigazione web. Due ricercatori di sicurezza hanno dimostrato che non funziona, l’IP reale è visibile nonostante Private Relay sia attivo. Talal Haj Bakry e Tommy Mysk hanno pubblicato le falle martedì e hanno creato un sito web dove chiunque può verificare se il proprio IP reale trapela.

Private Relay di Apple non protegge l’IP: scoperta una falla che rivela l’indirizzo reale

Le falle risiedono in tre funzionalità di WebKit, il motore del browser di Apple usato da tutti i browser su iOS. Non solo Safari, qualsiasi browser su iPhone usa WebKit, e tutti sono vulnerabili.

Private Relay non è una VPN. Non protegge l’IP a livello di sistema, funziona solo durante la navigazione con Safari. Se si usa un’app che non è Safari, Private Relay non fa nulla. E adesso si scopre che anche con Safari, l’IP può trapelare.

I ricercatori hanno scelto di non segnalare la falla ad Apple perché, secondo la loro esperienza, segnalare questo problema avrebbe comportato mesi di ritardi, comunicazione incoerente, e in alcuni casi, negazione dell’impatto del problema. Non sarebbe la prima volta, del resto. È capitata la stessa cosa al ricercatore Tyler Murphy con Nascondi la mia email, che ha segnalato il bug un anno fa senza che Apple lo correggesse.

L’atteggiamento riluttante di Apple sulla privacy

Apple vende la privacy come valore fondamentale del brand, ma degli strumenti di privacy che non funzionano è peggio che non averli affatto, perché l’utente crede di essere protetto e agisce di conseguenza.

Mysk e i colleghi hanno sviluppano Psylo, un browser privato che dicono avere mitigazioni per impedire il leak dell’IP. Ma la soluzione non dovrebbe essere quella di usare un altro browser, piuttosto dovrebbe essere Apple a garantire il corretto funzionamento di una funzione per cui, nel caso di Private Relay, è richiesto anche un abbonamento a iCloud+.

Cloudflare OS, un sistema operativo AI open source per le aziende

Gio, 08/06/2026 - 08:58

L’intenzione di puntare tutto sull’intelligenza artificiale da parte di Cloudflare si era intuita già con la presentazione di EmDash, la sua alternativa a WordPress. Anche il nuovo Cloudflare OS si basa su un concetto simile: è un sistema operativo open source che fa leva sul concetto di agenti AI, con l’obiettivo di innovare la gestione dei flussi di lavoro in ambito enterprise.

Cloudflare OS è una piattaforma AI e open source

La differenza rispetto a quanto offrono già altri strumenti simili è da ricercare nell’origine delle informazioni considerate per svolgere i compiti assegnati. Non parte da una base di conoscenza generale, ma dai dati specifici dell’azienda, così da svolgere in modo più efficace le attività richieste: dalla creazione di documenti all’esecuzione di ricerche con la modalità conversazionale, fino alla collaborazione in tempo reale. Ecco la descrizione riportata nell’annuncio ufficiale.

Cloudflare OS inizia con una conversazione nel tuo browser, come molti altri strumenti di intelligenza artificiale. La differenza sta nel fatto che ogni conversazione si basa sul contesto e sulle competenze consolidate dalla tua organizzazione. Assegna un obiettivo al tuo spazio di lavoro e Cloudflare OS potrà attingere a tali conoscenze e utilizzare gli strumenti e i dati che la tua organizzazione già impiega per raggiungerlo.

Tutto viene gestito via browser e ogni realtà può decidere a quale modello AI affidarsi, attraverso un apposito gateway. Il sistema operativo fa leva su tre componenti principali. L’obiettivo è far sì che il flusso di lavoro sia gestito nel modo più semplice e intuitivo possibile, per creare, ad esempio, un doc o un’app partendo da un semplice prompt.

  • Un ambiente di lavoro per gli agenti basato sul contesto e sulle competenze definite dall’azienda, con un runtime isolato in cui gli agenti possono scrivere ed eseguire codice;
  • un nuovo framework di sicurezza e governance per un accesso sicuro a dati e servizi interni;
  • una piattaforma per app personali e modificabili che gli utenti possono creare, condividere e modificare.

Cloudflare afferma di aver iniziato a testare in modo intensivo la piattaforma nel mese di maggio, dando accesso a tutti i suoi dipendenti. Oggi la decisione di renderla open source. Per altre informazioni rimandiamo al sito ufficiale del progetto e al suo repository GitHub.

Muse Code: agente di programmazione con Muse Spark 1.2

Gio, 08/06/2026 - 08:48

Anche Meta ha il suo agente AI per la scrittura di codice. Muse Code è il nome del concorrente di Claude Code (Anthropic) e Codex (OpenAI). Sfrutta il nuovo modello Muse Spark 1.2 che, rispetto alla precedente versione rilasciata circa un mese fa, offre notevoli miglioramenti proprio nella programmazione.

Agente AI basato su Muse Spark 1.2

Muse Code, disponibile in versione beta, utilizza il modello Muse Spark 1.2 per eseguire complesse attività di programmazione su repository di grandi dimensioni. Il tool a linea di comando (terminale) per macOS e Linux può pianificare modifiche, scrivere codice e convalidare i risultati.

Muse Code può delegare i compiti ad un gruppo di sub-agenti che operano in background. Questi agenti specializzati rimangono attivi per tutta la durata di ogni sessione, anziché essere avviati per singole attività, evitando così la raccolta ridondante di informazioni. Eseguono i passaggi successivi e decidono quando comunicare con l’agente principale. La loro persistenza riduce la latenza e la necessità di intervenire manualmente in attività complesse e a più fasi.

L’agente AI sfrutta le capacità avanzate del nuovo modello Muse Spark 1.2. Rispetto alla precedente versione ci sono miglioramenti nella generazione di codice, nel debugging complesso, nella comprensione del codice sorgente e nei flussi di lavoro di sviluppo end-to-end. Meta ha aumentato significativamente la potenza di calcolo per l’addestramento di attività di programmazione, ampliando al contempo la diversità degli ambienti di addestramento.

L’azienda di Menlo Park ha addestrato Muse Spark 1.2 insieme a Muse Code per garantire che il modello mostrasse le sue migliori prestazioni e usabilità di programmazione quando utilizzati insieme. Può eseguire attività di programmazione a lungo termine, tra cui la generazione di interi repository, grandi progetti end-to-end e la ricerca automatica.

Oltre che tramite Muse Code, Muse Spark 1.2 è disponibile con le Meta Model API e sulla piattaforma OpenRouter. I prezzi sono 1,25 dollari per un milione di token in input e 4,25 dollari per un milione di token in output.

Il display fa davvero male ai bambini? I risultati dello studio sono inaspettati

Gio, 08/06/2026 - 08:30

Forse ci siamo abituati e non lo notiamo più, ma spesso al ristorante o nei luoghi pubblici è diventato normale vedere dei genitori che parlano tra loro mentre i loro figli sono intenti a guardare lo smartphone o a giocare con una console portatile come la Nintendo Switch. E solo perché non siamo stati invitati, ma a casa l’intrattenimento smart continua davanti al televisore. La fruizione del display fa davvero male ai bambini?

Una domanda che tanti si stanno ponendo in un’era in cui il digitale fa parte della nostra vita sì o sì. Radicati nelle nostre vite, gli schermi digitali diventano un accesso in età sempre più precoce, aumentando così il tempo trascorso davanti ai dispositivi nel corso della vita. Qual è l’influenza che questi hanno sulla salute dei più piccoli? Un recente studio ha rivelato risultati ed evidenze particolarmente inaspettati e sorprendenti.

In un nuovo articolo pubblicato su JAMA Network Open, i ricercatori hanno dichiarato: “Non sono state riscontrate associazioni significative tra l’uso di schermi e difficoltà di sviluppo a 5 o 10 anni di età, e un’associazione con un punteggio di difficoltà più elevato a 15 anni di età è stata osservata solo per un uso molto elevato di videogiochi e non per altre forme di utilizzo di schermi. Un uso elevato degli schermi in età precoce è stato associato a maggiori difficoltà a 10 anni, ma questa associazione non si è mantenuta a 15 anni“.

Bambini e display: raccomandazioni e risultati dello studio non vanno d’accordo

Gli autori dello studio non sono nemmeno d’accordo con le raccomandazioni circa la relazione tra tempo passato davanti al display e bambini. Nello specifico, i risultati “suggeriscono che le linee guida di salute pubblica che si concentrano esclusivamente sulla limitazione dell’uso degli schermi potrebbero non riflettere accuratamente la complessa relazione tra il tempo trascorso davanti agli schermi e lo sviluppo psicosociale“.

Gli autori fanno riferimento a quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che consiglia un’ora al giorno o meno di schermo digitale per i bambini di età inferiore ai 5 anni. Victoria Whitington, professoressa di pedagogia presso l’Università di Adelaide in Australia, ha affermato: “Tra le aree di ricerca future vi è l’accesso a dati su cosa fanno effettivamente i bambini davanti allo schermo e con chi lo fanno, o se lo fanno da soli“.

È importante studiare cosa fanno i bambini quando non sono davanti agli schermi e se il tempo trascorso davanti a uno schermo, in un certo senso, escluda la possibilità di dedicarsi ad altre attività, come ad esempio l’interazione verbale e fisica di persona e il tempo trascorso all’aria aperta in ambienti altamente sensoriali che coinvolgano appieno i sensi dei bambini.

Accise: proroga solo per il diesel, malcontento tra chi va a benzina

Gio, 08/06/2026 - 08:13

Quella che stiamo vivendo è un’estate complicata, tra le ondate di caldo e il caro carburanti. Il Governo ha scelto di prorogare il taglio delle accise per quasi tutto il mese, fino al 24 agosto (il comunicato ufficiale dice 24, mentre diverse testate riportano 25). Di fatto, viene confermato il diesel a -17 centesimi oltre la scadenza di oggi, decisa a fine luglio, mentre per quanto riguarda la benzina non sono previsti sconti.

Taglio accise solo per il diesel, la benzina no

La decisione è arrivata con il Consiglio dei Ministri di martedì. Viene confermata la riduzione dell’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’IVA di altri 3 centesimi, senza nuovi o maggiori tributi, esclusivamente per il gasolio. È inoltre stato prorogato, per il mese di agosto, il credito d’imposta riconosciuto agli autotrasportatori.

Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa. Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento.

La misura, che punta a dare un po’ di sollievo in questo periodo difficile, non è stata accolta nel migliore dei modi. Anche il numero uno di Confindustria, Emanuale Orsini, ha espresso la sua insoddisfazione per un taglio ritenuto non sufficiente. Lo stesso hanno fatto diverse associazioni dei consumatori, puntando il dito alla volontà di intervenire solo a favore di chi ha un mezzo diesel, lasciando di fatto gli altri (quelli con un veicolo a benzina) in balia dei rincari.

Il motivo? Gli aumenti dei prezzi al distributore hanno interessato principalmente il gasolio. Le cause sono da ricercare sia nel nuovo blocco dello stretto di Hormuz sia, come spesso accade, nella speculazione delle compagnie. Rimandiamo infine al nostro articolo dedicato alle app che aiutano a risparmiare quando c’è da fare rifornimento.

La sabbia dei fiumi sta finendo in tutto il mondo: l'emergenza invisibile

Gio, 08/06/2026 - 08:00

Gli scienziati hanno lanciato un allarme globale pubblicando un’ampia revisione di 411 studi condotti dal 1974 che rivela come la domanda globale di sabbia e ghiaia fluviale per la produzione di materiali da costruzione sia insostenibile. In pratica, la sabbia dei fiumi sta finendo in tutto il mondo. Questa emergenza invisibile è un problema enorme perché la sua estrazione industriale è molto più veloce dei cicli naturali che il nostro pianeta mette in azione per reintegrarla.

La sabbia e la ghiaia dei fiumi vengono estratte in tutto il mondo in volumi che ormai eguagliano la loro rigenerazione naturale, eppure la conoscenza quantitativa di questa attività estrattiva e delle sue conseguenze è molto indietro rispetto a molte altre pressioni ambientali globali.

“Le prove mostrano una marcata discrepanza di scala“, si legge nell’articolo di studio. “I fattori regionali e globali alimentano un’estrazione locale in gran parte non documentata, mentre gli impatti si propagano ben oltre i siti di estrazione“. Le conseguenze di tutto questo sono preoccupanti e altamente impattanti per l’ecosistema e l’ambiente.

Questi cambiamenti fisici si ripercuotono a cascata sulla perdita di habitat, sui danni alle infrastrutture e sull’insicurezza dei mezzi di sussistenza, soprattutto nelle regioni in rapido sviluppo dell’Asia e dell’Africa. Questi risultati evidenziano la necessità di un monitoraggio a livello di bacino, di una governance transfrontaliera e di interventi sul lato della domanda che colleghino esplicitamente i limiti di estrazione ai bilanci sedimentari.

Le conseguenze di un’estrazione amorale della sabbia dei fiumi

L’estrazione incontrollata e intensiva di sabbia dei fiumi genera incisioni dell’alveo (letto del fiume), crollo delle sponde, abbassamento delle falde acquifere, deterioramento della qualità dell’acqua e migrazione verso l’interno di acque saline nelle aree costiere.

La domanda di queste risorse minerarie è aumentata rapidamente a causa dell’urbanizzazione, della crescita demografica e dell’espansione delle infrastrutture in tutto il mondo.  A livello globale, la domanda di sabbia e ghiaia per la produzione di calcestruzzo è aumentata costantemente da 11,74 miliardi di tonnellate nel 2000 a 28,03 miliardi di tonnellate nel 2024.

Con un linguaggio semplice, i ricercatori hanno spiegato: “La sabbia e la ghiaia provenienti dai letti dei fiumi contribuiscono alla formazione di delta fertili e alla stabilità dei canali, ma la crescente domanda di cemento sta rimuovendo i sedimenti da molti fiumi a un ritmo più veloce di quanto i processi naturali riescano a reintegrarli“.

Lyca Mobile, problemi il 6 agosto: gli aggiornamenti sul down

Gio, 08/06/2026 - 07:48

C’è un picco di segnalazioni su Downdetector inviate dai clienti di Lyca Mobile. Non si può parlare di un vero e proprio down esteso, ma vale la pena metterlo sotto la lente di ingrandimento, considerando quanto accaduto la scorsa settimana, durante la migrazione alla rete TIM. Aggiorneremo questo articolo con tutte le novità del caso.

Il down di Lyca Mobile del 6 agosto

Nei giorni scorsi, l’operatore virtuale ha pubblicato un post sul blog ufficiale che spiega come ripristinare la connessione se non funziona. È una guida per Android e iOS (iPhone). Abbiamo inoltre ricevuto direttamente dall’assistenza il seguente messaggio.

La preghiamo di riavviare il dispositivo e seguire i passaggi seguenti:

  • SIM Toolkit → Modalità → Manuale → Nazionale/Italia.
  • Impostazioni → Rete → Selezione rete → Manuale → Lyca Mobile / TIM.
  • Si assicuri che LTE/4G/4G+, Dati mobili e Roaming dati siano ATTIVI.

APN: data.lycamobile.it

  • Nome utente: lmit
  • Password: plus

Se il problema persiste, la preghiamo di comunicarci il suo numero Lyca Mobile, il modello del telefono, il codice postale e uno screenshot dell’errore.

… in aggiornamento

Disclaimer

È bene precisare che, quanto riportato in questo articolo, si basa solo ed esclusivamente sui feedback mostrati dal portale Downdetector (link in coda) e inviati dagli utenti, sulle segnalazione raccolte attraverso i social network, su quelle inviate dai nostri lettori alla redazione oppure su testimonianza diretta. Un down temporaneo e circoscritto, dovuto a un problema tecnico o di altra natura, non è da ritenere in alcun modo un giudizio sulla qualità generale di un servizio, di un prodotto o di una piattaforma.

8 perle in offerta su eBay a prezzo succulento

Gio, 08/06/2026 - 07:30

Abbiamo trovato 8 perle in offerta su eBay. Eccole qua a un prezzo succulento, disponibili in quantità limitata e con possibilità di pagare a tasso zero.

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Il sequel de Il Diavolo veste Prada è disponibile in esclusiva su Disney+

Gio, 08/06/2026 - 07:02

In queste torride giornate d’estate chi è tornato dalle vacanze estive o chi partirà soltanto alla fine di agosto tende a rifugiarsi in casa e stare davanti al televisore, con la voglia magari di recuperare uno o più contenuti di un certo valore. Tra le novità streaming più notevoli figura ad esempio il sequel de Il Diavolo veste Prada, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci che tornano a interpretare gli iconici personaggi del primo film.

Il Diavolo veste Prada 2 è disponibile in esclusiva sulla piattaforma streaming Disney+, che in questi giorni offre i piani della durata di sei mesi [affiliate_link link_id=”544″]a partire da 5,99 euro al mese[/affiliate_link]. Nel caso migliore, il risparmio che si può ottenere è pari al 25%.

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Il sequel di una delle commedie più riuscite del XXI secolo porta in dote una riflessione sulla crisi del giornalismo, in particolare quello cartaceo, e sulla capacità di adattarsi alla rivoluzione dei social e del mondo digitale che si riflettono gioco forza in ambito lavorativo e aziendale.

Vediamo così Andy (Anne Hathaway) nelle vesti di una prestigiosa giornalista indipendente, che dall’oggi al domani si ritrova senza lavoro per colpa di un taglio di personale. Da qui il ritorno alla rivista Runaway, ma senza il consenso di Miranda (Meryl Streep), nel frattempo finita al centro di uno scandalo mediatico.

Miranda è sempre la stessa, ma in cuor suo probabilmente sa bene che quanto costruito fin qui potrebbe crollare da un momento all’altro, sotto la pressione dell’AI e delle multinazionali automatizzate.

Il piano più economico, Standard con pubblicità, disponibile a 5,99 euro al mese per i primi sei mesi poi a 6,99 euro al mese senza vincoli, consente di accedere all’intero catalogo della piattaforma con due riproduzioni in contemporanea e la qualità video fino a 1080p Full HD.

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L'ebook perfetto per le tue letture in spiaggia

Gio, 08/06/2026 - 07:00

Oggi puoi incontrare l’ebook perfetto per le tue letture in spiaggia di quest’estate. Segui la nostra selezione che trovi qui sotto e acquistalo a un prezzo super scontato su Amazon. Grazie alle ottime offerte soddisfi la tua passione e risparmi anche. Con Prime la consegna gratuita è inclusa nel prezzo.

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VPN gratis da usare ad agosto, è il momento di provare Surfshark

Mer, 08/05/2026 - 19:30

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Starship Flight 14: volo orbitale e recupero secondo stadio

Mer, 08/05/2026 - 19:08

Durante la prima earnings call dopo la quotazione in Borsa, Elon Musk ha fornito interessanti dettagli sul 14esimo test per Starship. Il razzo effettuerà un volo orbitale e verrà tentata la cattura del secondo stadio con le “braccia” della torre di lancio (Mechazilla). È previsto inoltre il rilascio di 20 satelliti V3 della costellazione Starlink.

Obiettivi del 14esimo volo

I risultati del 13esimo test sono stati piuttosto positivi. L’unico problema di rilievo ha riguardato lo stadio inferiore (Super Heavy Booster 20). A causa della mancata accensione di alcuni motori ha toccato la superficie dell’Oceano Atlantico con eccessiva velocità ed è esploso. Durante il 14esimo volo verranno testati i correttivi, quindi Super Heavy Booster 21 cadrà ancora nel Golfo del Messico.

Lo stadio superiore (Ship 41) seguirà per la prima volta una traiettoria orbitale (invece che suborbitale). Come è noto, Ship 40 non è esploso, ma è rimasto a galleggiare nell’Oceano Indiano e verrà trasportato fino ad un porto australiano. Le riprese video effettuate con un drone hanno mostrato anche uno scudo termico in buone condizioni.

Elon Musk ha dichiarato:

Questo volo è andato incredibilmente bene. Lo scudo termico sembra essere molto robusto. Ship ancora a galla nell’oceano e prevediamo di recuperarla e riportarla indietro per le analisi. Direi che le cose sembrano molto positive, ed è per questo che, ammesso di ricevere l’approvazione delle autorità competenti, tenteremo di recuperare Ship con la torre di lancio durante il prossimo volo.

SpaceX tenterà quindi di catturare lo stadio superiore, operazione effettuata finora solo con il primo stadio (tre volte). Durante il volo orbitale, Ship 41 rilascerà 20 satelliti V3. Stavolta faranno parte della costellazione Starlink, considerata l’altitudine maggiore (quelli rilasciati durante il 13esimo test sono bruciati nell’atmosfera terrestre dopo circa 20 minuti).

Il 14esimo test dovrebbe essere effettuato entro fine agosto. Musk ha comunicato che la cadenza dei lanci verrà incrementata. Nel corso del 2027 è previsto almeno un lancio al giorno (verranno usate due torri di lancio per la cattura di entrambi gli stadi di Starship).

In base ai risultati finanziari del secondo trimestre fiscale (PDF), SpaceX ha registrato entrate per circa 7,8 miliardi di dollari, ovvero il 92% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Grazie a Starlink (entrate per circa 4,3 miliardi di dollari), le perdite sono diminuite da 970 a 143 milioni di dollari.

Gmail dice addio a POP e Gmailify: cosa cambia dal 2027

Mer, 08/05/2026 - 18:47

Google prosegue con la pulizia delle funzioni storiche di Gmail. A gennaio 2027, il servizio di posta abbandonerà la raccolta POP degli account di terze parti e la funzione “Invia email come”, due strumenti preziosi per centralizzare più indirizzi email in un’unica interfaccia.

Gmail elimina due funzioni storiche: stop a POP e “Invia email come”

Gmail non potrà più fungere da torre di controllo universale per tutti gli indirizzi email. A partire da gennaio 2027, Google metterà fine alla raccolta automatica dei messaggi provenienti da account di terze parti tramite POP e alla funzione “Invia email come”. Quest’ultima consente oggi di scrivere da Gmail mostrando un indirizzo Yahoo, Outlook, professionale o personale ospitato da un provider esterno.

Dalla fine del primo trimestre 2026, i nuovi utenti non possono più configurare “Controlla la posta da altri account”, ma le impostazioni esistenti resteranno attive fino a gennaio 2027. I messaggi già importati saranno comunque conservati. Gmailify e le sue funzioni, che applicavano tra l’altro il filtro antispam, le categorie e la ricerca avanzata di Gmail agli account esterni, seguono lo stesso destino.

Due precisazioni sono d’obbligo. Google non disattiverà l’accesso POP o IMAP a un indirizzo Gmail utilizzato da un software di terze parti. E sia su Android che su iPhone, l’app mobile di Gmail continuerà ad accogliere account Yahoo, Outlook o di altri provider.

Sarà ancora possibile leggere e inviare direttamente i loro messaggi, ma questi account non saranno più sincronizzati/recuperati nella casella Gmail principale e non beneficeranno più di Gmailify. Anche la funzione che permetteva di spedire un messaggio dal loro indirizzo tramite l’account Gmail principale verrà eliminata.

Soluzioni alternative meno pratiche

Ma allora, perché una pulizia del genere, per giunta su funzioni storiche e apprezzate di Gmail? Google spiega che ormai richiedono risorse di manutenzione sproporzionate. L’azienda non fornisce altre giustificazioni tecniche come, ad esempio, il DMARC e il potenziale tasso elevato di email bloccate, oppure la rigidità del protocollo POP per lo sfruttamento dei metadati.

Va comunque segnalato che gli altri indirizzi Gmail posseduti dall’utente e gli alias ospitati in Google Workspace non sono interessati da questi cambiamenti.

Per continuare a riunire i messaggi nella stessa interfaccia, si dovrà quindi attivare un inoltro automatico verso Gmail, aggiungere l’account esterno all’app mobile tramite IMAP o, direttamente, passare a un client come Thunderbird, Outlook o Apple Mail. L’inoltro però non sostituirà “Invia come” nella versione web.

Nell’era in cui Gemini occupa sempre più spazio all’interno di Gmail, Google elimina funzioni che avevano reso il servizio ben più di una semplice casella di posta.

Chrome supporta Netflix in 4K su Windows 11: ecco i requisiti

Mer, 08/05/2026 - 18:11

C’è voluto molto tempo, ma questa volta ci siamo: è possibile avviare Netflix su Chrome con Windows 11 e godersi il 4K del proprio schermo. Un ritardo che il browser di Google colma finalmente.

Si può guardare Netflix su praticamente qualsiasi dispositivo: smartphone, tablet, PC, televisore… L’esperienza, però, non è esattamente la stessa a seconda del supporto scelto. Ad esempio, se si avvia il servizio di streaming sul browser Chrome, si ha accesso al massimo a un’immagine in 1080p. Un peccato se il computer è collegato a uno schermo in grado di visualizzare il 4K. Fino ad ora bisognava ripiegare su Edge di Microsoft. Tutto questo appartiene ormai al passato, almeno su Windows 11.

In tutta discrezione, Netflix ha aggiornato la propria pagina relativa ai browser supportati. In una tabella riepilogativa si può notare che la riga che menziona Chrome versione 117 o successiva riporta una risoluzione video massima “fino a Ultra HD (2160p)”. Come Edge, quindi. Firefox e Opera, gli altri due browser compatibili, restano limitati al Full HD. Attenzione però, ci sono altri requisiti da soddisfare.

Addio limite a 1080p: Netflix in 4K ora funziona anche su Chrome, a patto che…

Come indica Netflix, lo streaming in 4K tramite Chrome (o Edge) richiede anche una scheda grafica Nvidia GeForce 1050 o AMD Radeon RX 400 Series come minimo. Lato processore, è necessario un Intel Core di settima generazione o più recente. Anche un chip AMD Ryzen è compatibile. Windows 11 e i driver dei componenti devono essere aggiornati. In alcuni casi è inoltre necessario installare il codec HEVC, richiesto per il supporto del 4K nel browser.

Senza dimenticare, ovviamente, uno schermo in grado di visualizzare un’immagine in 2160p a 60 Hz. Se non è integrato, sarà necessaria una connessione compatibile con HDCP 2.2. Quanto alla velocità di connessione, deve raggiungere almeno 15 megabit al secondo. Su macOS, Chrome resta ancora limitato al 1080p, a differenza di Safari. Da notare che su Windows, Edge mantiene ancora un vantaggio su Google grazie al supporto dell’HDR nei contenuti di Netflix.

Kimi AI, 7 prompt per scoprire cosa sa fare il chatbot cinese

Mer, 08/05/2026 - 17:30

Dalla Cina stanno arrivando modelli di intelligenza artificiale che meritano attenzione ben oltre la semplice curiosità geografica. Tra questi c’è Kimi AI, sviluppato dalla startup di Pechino Moonshot AI. Dopo il recente lancio del modello K3, la piattaforma sta guadagnando utenti a un ritmo che le piattaforme occidentali farebbero bene a non ignorare…

Kimi non punta a fare le stesse cose di ChatGPT. Se il modello di OpenAI eccelle nella versatilità e Claude nel ragionamento approfondito, Kimi si distingue soprattutto nella gestione di documenti molto lunghi, nell’analisi di intere basi di codice e nell’esecuzione di flussi di lavoro tecnici complessi. Un’altra caratteristica apprezzata è la tendenza a produrre meno informazioni inesatte: invece di privilegiare risposte immediate, il modello segue un processo di analisi più strutturato e passo dopo passo.

7 prompt per testare il chatbot AI Kimi

Per chi vuole testarlo, ecco sette prompt per principianti che coprono le capacità più interessanti, dalla semplificazione di argomenti complessi all’estrazione di informazioni da documenti lunghi, dal supporto alle decisioni alla costruzione di competenze.

1. Semplificare argomenti complessi

Prompt da utilizzare: Spiega [argomento complesso] come se avessi quindici anni. Usa un’analogia dalla vita quotidiana e segnala le tre idee sbagliate più diffuse sull’argomento.

Questo è il prompt più universale della lista e funziona come primo test per qualsiasi modello di intelligenza artificiale. La qualità della semplificazione, cioè la capacità di rendere accessibile un concetto senza banalizzarlo, è uno degli indicatori più affidabili dell’intelligenza di un modello. Kimi se la cava particolarmente bene perché tende a procedere per gradi anziché saltare alla conclusione, perciò produce spiegazioni più chiare e meglio strutturate.

2. Simulare un esperto con un piano d’azione concreto

Prompt da utilizzare: Sei un professionista senior nel campo di [professione] con vent’anni di esperienza. Sono un principiante che sta cercando di [obiettivo specifico]. Dammi un piano d’azione in cinque passi e per ciascun passo indicami l’errore più comune dei principianti e come evitarlo.

Il valore di questo prompt non sta nella simulazione in sé, tutti i chatbot sanno impersonare un ruolo, ma nella struttura della risposta. Chiedere non solo i passi ma anche gli errori da evitare per ciascuno costringe il modello a ragionare in modo bidirezionale: cosa fare e cosa non fare. Il risultato è un piano molto più pratico di un semplice elenco di consigli.

3. Costruire una matrice decisionale

Prompt da utilizzare: Devo scegliere tra [opzione A] e [opzione B] per [situazione specifica]. Costruisci una matrice decisionale con i criteri che contano davvero in questo contesto, assegna un punteggio a ciascuna opzione e segnalami quali criteri potrei star sopravvalutando o ignorando.

Quest’ultimo dettaglio, è la parte che fa la differenza. La maggior parte delle persone che chiedono aiuto per una decisione ha già una preferenza inconscia e cerca conferma. Questo prompt costringe il modello a mettere in discussione i criteri stessi, non solo le opzioni.

4. Estrarre il contenuto essenziale da documenti lunghi

Prompt da utilizzare: Ho un documento di [numero] pagine [allegare il file]. Leggi l’intero documento e produci un riassunto strutturato con: la tesi principale o l’argomento centrale, un riepilogo per punti di ogni sezione importante, tutti i dati chiave, le statistiche e le date menzionate, e un elenco delle conclusioni o raccomandazioni. Se il documento è troppo lungo, elaboralo in blocchi mantenendo la continuità tra le sezioni.

Questo è il terreno dove Kimi mostra i muscoli. La gestione di documenti molto lunghi, centinaia di pagine di rapporti, manuali tecnici, documentazione legale, è una delle sue specialità. Mentre altri modelli tendono a perdere dettagli nelle sezioni centrali dei documenti lunghi, Kimi mantiene una coerenza notevole dall’inizio alla fine.

5. Sintetizzare lo stato della ricerca su un argomento

Prompt da utilizzare: Riassumi il consenso attuale e i principali punti di dibattito su [argomento] aggiornati all’anno in corso. Cita pensatori, studi o sviluppi specifici e indicami su cosa una persona ragionevole potrebbe legittimamente dissentire.

Questo prompt trasforma il chatbot in un analista di ricerca che non si limita a riportare i fatti ma mappa il territorio del dibattito, dove c’è accordo, dove c’è disaccordo e perché. È il tipo di analisi che prepara a una conversazione informata su qualsiasi argomento, non solo a una ripetizione di nozioni.

6. Scrivere con vincoli creativi precisi

Prompt da utilizzare: Voglio scrivere un [racconto breve, un’e-mail, una presentazione] su [argomento], ma deve avere un tono [ad esempio: urgente, ma caldo, autorevole, ma accessibile]. Dammi tre aperture radicalmente diverse, poi aiutami a sviluppare quella che scelgo.

L’istruzione di produrre tre aperture diverse anziché una sola è la chiave, costringe il modello a esplorare direzioni che altrimenti scarterebbe automaticamente. Spesso è la seconda o la terza opzione, quella meno ovvia, a produrre il risultato più interessante.

7. Chiedere di insegnare un’abilità con il metodo del caso pratico

Prompt da utilizzare: Insegnami il modello mentale fondamentale di [abilità] in dieci minuti. Usa un caso pratico che io possa seguire passo dopo passo, dammi due problemi da risolvere e poi correggi le mie risposte quando te le comunico.

Questo prompt combina tre approcci didattici, teoria, pratica e verifica, in un’unica interazione. Il modello mentale fornisce la struttura concettuale, il caso pratico la rende concreta, i problemi da risolvere testano la comprensione e la correzione chiude il ciclo.

Dove si colloca Kimi AI

Kimi non è il sostituto di ChatGPT o Claude, è un’alternativa con punti di forza diversi. Per la gestione di documenti enormi, l’analisi tecnica strutturata e i flussi di lavoro a più fasi è tra i migliori strumenti attualmente disponibili. Per la conversazione creativa e la personalizzazione avanzata, i modelli occidentali mantengono un vantaggio.

L’approccio più intelligente, come sempre, è non scegliere un solo strumento, ma assegnare a ciascuno il compito in cui eccelle. E per chi non aveva mai considerato un chatbot cinese nel proprio arsenale di strumenti, questi sette prompt sono il modo più rapido per capire se Kimi merita un posto nel proprio cuore o meno.

Razzo Falcon 9 si schianta sulla Luna: possibili immagini

Mer, 08/05/2026 - 17:14

Lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX ha colpito la Luna ad una velocità di circa 8.700 Km/h, come previsto da parecchi mesi. L’impatto è avvenuto tra i crateri Einstein e Bell, quindi al confine tra le facce visibile e nascosta. Alcuni strumenti della NASA potrebbero aver registrato l’impatto in tempo reale, ma al momento non ci sono certezze. Quasi sicuramente verranno divulgate le immagini nei prossimi giorni.

Nuovo cratere largo circa 18 metri

SpaceX ha lanciato il razzo Falcon 9 il 15 gennaio 2025. A bordo c’erano i lander Blue Ghost di Firefly Aerospace e Haruto-R/Resilience di ispace. Lo stadio superiore ha utilizzato tutto il propellente per raggiungere l’orbita, quindi non era possibile un rientro controllato. A causa delle forze gravitazionali e dell’intensa attività solare ha seguito una traiettoria che l’ha portato verso la Luna.

Il suo viaggio è stato seguito dalla NASA e da molti astronomi indipendenti, tra cui Bill Gray di Project Pluto. La Luna non ha atmosfera che rallenti o bruci gli oggetti in arrivo, quindi viene colpita quotidianamente da meteoroidi. Lo stadio superiore del razzo Falcon 9 ha colpito la superficie a circa 8.700 Km/h. Non era visibile a occhio nudo dalla Terra, ma la NASA potrebbe aver registrato l’impatto con telescopi terrestri, in particolare il “pennacchio” di materiale (polvere e rocce) espulso verso l’esterno.

Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA e lo strumento ShadowCam a bordo del Korea Pathfinder Lunar Orbiter sudcoreano hanno sicuramente scattato immagini del sito prima e dopo l’impatto. Se l’illuminazione era sufficiente, nei prossimi giorni dovrebbero arrivare le immagini del cratere creato dallo stadio del razzo (le dimensioni stimate sono circa 18 metri di larghezza e 3,5 metri di profondità).

L’arrivo quotidiano di meteoridi e altri oggetti dallo spazio rappresenta un altro pericolo per le future missioni e la presenza umana nella base lunare.

Base lunare: aggiornamento sui lander della fase I

Mer, 08/05/2026 - 16:00

La NASA ha pubblicato un aggiornamento relativo ai lander che verranno inviati sulla Luna entro il 2028. Sono i primi veicoli spaziali previsti per la fase I del programma che porterà alla costruzione della base lunare. È stato anche avviato lo sviluppo di tre dimostrazioni tecnologiche che sfrutteranno alcuni componenti del modulo HALO del Lunar Gateway (cancellato).

Ultime novità sui lander lunari

Il primo lander dovrebbe essere Blue Moon MK1 Endurance di Blue Origin (se il razzo New Glenn tornerà a volare entro il 2026). Ha già superato il test ambientale che simula le condizioni sulla Luna. La struttura, gli elementi di propulsione e i sistemi avionici sono completamente assemblati e le prossime verifiche confermeranno i collegamenti dei cablaggi che consentono l’integrazione del carico utile.

Il lander ha inoltre completato i test di comunicazione con il sistema satellitare di tracciamento e ritrasmissione dati (TDRS) della NASA e con il Deep Space Network. Successivamente verrà caricato il propellente criogenico, uno degli ultimi test prima del lancio. Endurance dimostrerà le capacità di atterraggio di precisione, caratterizzerà l’ambiente lunare e testerà i sistemi autonomi per le future missioni sulla base lunare.

Il secondo lander è Trinity (Nova-C) di Intuitive Machines che verrà lanciato con la missione IM-3. Sono stati completati con successo i test termici nel vuoto per confermare il funzionamento dei sensori. Nelle prossime settimane, i team completeranno le fasi finali dello sviluppo, tra cui l’integrazione del motore e i test hot fire.

Insieme al lander verrà lanciato Altus-1, il primo satellite relay lunare per comunicazione e navigazione. A bordo ci sarà anche il ricevitore GPS/Galileo NavCube3-mini.

Il terzo lander è Griffin-1 di Voyager Technologies (che ha acquisito Astrobotic). Trasporterà sulla Luna il rover FLIP (FLEX Lunar Innovation Platform) di Astrolab e altri cinque payload. Sono stati completati i test relativi a navigazione, controllo e dinamica di volo. Nelle prossime settimane, ulteriori test ambientali che replicheranno le condizioni previste, dal lancio all’allunaggio, ridurranno ulteriormente il rischio della missione.

Durante la Blue Ghost Mission 2, Firefly Aerospace lancerà invece l’orbiter Elytra che rilascerà il lander Blue Ghost e tre payload della NASA. L’agenzia spaziale lavorerà infine con Northrop Grumman per sviluppare tre dimostrazioni tecnologiche basate sull’hardware di alimentazione e avionica del modulo HALO (Habitation And Logistics Outpost) del Lunar Gateway. Verranno testati sistemi in grado di sopravvivere alla notte e resistere alle condizioni estreme della Luna.

QIDI Plus5 in anteprima: la stampante 3D dal grande formato si rinnova ed evolve

Mer, 08/05/2026 - 15:01

QIDI Plus5 è la nuova stampante 3D CoreXY a camera chiusa con cui il produttore aggiorna la formula della precedente versione Plus4. Le novità non riguardano solo l’aumento del volume di stampa, ma anche il sistema di movimento, la testa di estrusione, il piano riscaldato, la gestione termica della camera e l’ecosistema software.

La macchina dispone di un’area utile di 320 × 320 × 300 mm, un hotend capace di raggiungere 370 °C, un piano riscaldato fino a 120 °C e una camera con riscaldamento attivo fino a 65 °C. Sono valori che collocano la Plus5 tra le stampanti desktop destinate non soltanto a PLA e PETG, ma anche ad ABS, ASA, policarbonato, nylon e polimeri rinforzati.

Per l’acquisto sono previste condizioni [link_plain format_type=”link” link=”https://eu.qidi3d.com/products/plus5?sca_ref=5749332.aObK2dhED8&sca_source=booBLZTRKood”]diverse in base alla tipologia di cliente[/link_plain]. Chi ha già acquistato in passato una stampante QIDI può accedere al prezzo riservato ai Loyal Member, pari a 669 euro per QIDI Plus5.

Chi si registra come nuovo membro può invece acquistare la stampante a 699 euro, ricevendo anche una bobina da 1 chilogrammo di filamento. Il prezzo originale indicato per il modello standard è di 749 euro.

La QIDI Plus5 Combo viene proposta a 819 euro per i Loyal Member. Il prezzo riservato ai nuovi membri è di 849 euro, con una bobina da 1 chilogrammo di filamento inclusa. Il prezzo originale della versione Combo è di 899 euro.

Le promozioni partono oggi e rimarranno valide fino al 31 agosto 2026. QIDI Plus5 è disponibile attraverso lo store ufficiale del produttore e viene presentata come una proposta per chi cerca una stampante 3D grande formato con camera riscaldata, struttura metallica e strumenti di controllo accessibili anche da smartphone.

QIDI Plus5 Vs Plus4: le principali differenze

 

La QIDI Plus5 mantiene molte caratteristiche della Plus4, tra cui velocità massima di 600 mm/s, hotend da 370 °C, piano da 120 °C e camera riscaldata fino a 65 °C. Le novità riguardano soprattutto volume di stampa, meccanica e sistemi di controllo.

L’area utile passa da 305 × 305 × 280 mm a 320 × 320 × 300 mm, con un aumento del volume complessivo di circa il 18%. La Plus5 introduce inoltre una guida lineare sull’asse X, il tensionamento automatico delle cinghie e un toolhead più leggero, soluzioni pensate per ridurre vibrazioni e VFA.

Il livellamento utilizza ora una load cell integrata nell’hotend, che rileva il contatto direttamente attraverso l’ugello. Migliorano anche la gestione termica, grazie al controllo tramite più sensori, e la filtrazione dell’aria, che passa a un sistema a tre stadi con prefiltro G3, HEPA H12 e carboni attivi.
La telecamera integra nuove funzioni per riconoscere anomalie come l’effetto spaghetti, mentre il supporto a QIDI Box permette di gestire fino a 16 colori. Lo schermo, invece, scende da 5 a 4 pollici.

Per chi possiede già una QIDI Plus4, il passaggio alla Plus5 offre quindi vantaggi soprattutto nelle stampe di grandi dimensioni, nella precisione del movimento, nel primo layer e nella gestione dei materiali tecnici.

QIDI Plus5: design e costruzione

QIDI Plus5 è una stampante completamente chiusa, costruita intorno a un telaio interamente in metallo. Le dimensioni esterne sono di 500 mm in larghezza, 488 mm in profondità e 558 mm in altezza, mentre il peso netto raggiunge 29 kg.

Non è quindi una macchina da spostare frequentemente. Richiede una superficie stabile e sufficientemente profonda, soprattutto considerando che durante l’installazione bisogna lasciare spazio per l’accesso, la ventilazione e la gestione delle bobine.

Il volume di stampa interno di 320 × 320 × 300 mm consente di produrre componenti di grandi dimensioni in un unico pezzo. Rispetto a macchine più compatte, lo spazio aggiuntivo risulta utile per caschi, elementi da cosplay, involucri, parti meccaniche, prototipi funzionali e componenti per robotica o attrezzature da laboratorio.

La stampante adotta una geometria CoreXY per gli assi X e Y, soluzione nella quale i motori principali rimangono fissi e muovono la testa attraverso un sistema di cinghie. QIDI utilizza nuove cinghie personalizzate con passo 1.5GT, caratterizzate da una maggiore densità dei denti rispetto alle comuni cinghie 2GT.

Questa configurazione permette un movimento più fluido e contribuisce a ridurre i VFA, ovvero le leggere ondulazioni verticali che possono comparire sulle pareti dei modelli stampati.

Sull’asse X è presente una guida lineare ad alta durezza, abbinata a un sistema automatico di tensionamento della cinghia. L’asse Z utilizza invece due motori indipendenti, alberi lineari e viti di movimentazione da 10 mm.

La struttura dell’asse Z permette alla macchina di controllare separatamente i due lati del piano. Si tratta di una configurazione utile per mantenere il sistema allineato e gestire in modo più preciso il posizionamento verticale della piattaforma.

Disponibilità e prezzi

QIDI ha confermato che la [branded_content po_number=”AS91″ program_code=”qith” format_id=”54″ link=”https://eu.qidi3d.com/products/plus5″]Plus5 sarà disponibile ufficialmente dal 5 agosto[/branded_content], con apertura delle vendite alle 15:00.

Per il lancio sono previste condizioni promozionali valide fino al 31 agosto, con prezzi differenziati tra clienti già in possesso di un prodotto QIDI e nuovi acquirenti.

QIDI Plus5

  • 669 € per i loyal member QIDI (utenti che hanno già acquistato un qualsiasi dispositivo del marchio);
  • 699 €, con 1 kg di filamento incluso, per i nuovi clienti;
  • 749 € come prezzo di listino.

QIDI Plus5 Combo

  • 819 € per i loyal member QIDI;
  • 849 €, con 1 kg di filamento incluso, per i nuovi clienti;
  • 899 € come prezzo di listino.
Caratteristiche tecniche della nuova QIDI Plus5 Specifiche tecniche Tecnologia Stampa 3D FDM con struttura CoreXY Volume di stampa 320 × 320 × 300 mm Dimensioni della macchina 500 × 488 × 558 mm Peso netto 29 kg Temperatura massima hotend 370 °C Temperatura massima del piano 120 °C Temperatura massima della camera 65 °C Portata volumetrica massima 40 mm³/s Velocità massima del toolhead 600 mm/s Accelerazione massima 20.000 mm/s² Ugello di serie Bimetallico da 0,4 mm Firmware Klipper open source Prezzo indicativo 749 dollari Un nuovo toolhead più leggero

La testa di stampa della Plus5 è stata alleggerita per ridurre l’inerzia durante accelerazioni e cambi di direzione. L’obiettivo è migliorare la regolarità delle superfici e limitare artefatti come ringing, ghosting e VFA.

Il sistema di estrusione è di tipo direct drive e utilizza due ingranaggi in acciaio temprato. Il filamento viene quindi trascinato direttamente sopra l’hotend, senza un lungo tubo Bowden tra estrusore e zona di fusione.

Questa configurazione è adatta anche ai filamenti flessibili, perché riduce la distanza tra il sistema di trascinamento e l’ugello. Gli ingranaggi in acciaio sono inoltre pensati per sostenere l’uso di materiali tecnici e filamenti caricati con fibre.

L’hotend utilizza una piastra riscaldante ceramica e una costruzione multimetallo. L’ugello incluso è un modello bimetallico da 0,4 mm, mentre QIDI prevede ugelli opzionali da:

  • 0,2 mm;
  • 0,6 mm;
  • 0,8 mm.

Il diametro del filamento supportato è quello standard da 1,75 mm.

Hotend da 370 °C e portata fino a 40 mm³/s

La temperatura massima della testa di stampa è di 370 °C. È uno dei dati che distinguono maggiormente la Plus5 dalle stampanti rivolte soprattutto ai materiali di uso comune.

Una temperatura così elevata permette di lavorare con polimeri che richiedono più calore rispetto a PLA, PETG, ABS e ASA. Nel materiale tecnico QIDI cita esplicitamente filamenti come PA6-CF, PPA-CF, PPA-GF, PET-CF e PPS-CF.

La portata volumetrica massima dichiarata raggiunge 40 mm³/s. Il dato indica la quantità di materiale che il sistema può fondere ed estrudere nell’unità di tempo, ma la portata effettivamente utilizzabile varia in base al filamento, alla temperatura, al diametro dell’ugello e all’altezza dello strato.

QIDI elenca tra i materiali supportati:

  • PLA;
  • PETG;
  • TPU;
  • ABS;
  • ASA;
  • PA;
  • PC;
  • polimeri caricati con fibra di carbonio;
  • polimeri caricati con fibra di vetro.

La combinazione tra hotend da 370 °C, ugello bimetallico, estrusore con ingranaggi in acciaio e camera riscaldata rende la Plus5 una macchina orientata anche alla produzione di componenti funzionali.

L’effettiva qualità ottenibile con materiali come PPS-CF o PPA-CF dipenderà comunque dalla maturità dei profili di stampa, dalla conservazione del filamento e dalla capacità del sistema di mantenere temperature stabili durante lavorazioni prolungate.

Camera riscaldata fino a 65 °C

 

 

La Plus5 integra una camera con riscaldamento attivo fino a 65 °C. Il sistema utilizza una ventola dedicata per distribuire l’aria calda all’interno del vano di stampa.

La camera riscaldata è particolarmente importante con materiali soggetti a forte contrazione. ABS, ASA, nylon e policarbonato possono deformarsi o separarsi dal piano se il modello si raffredda troppo rapidamente o in modo irregolare.

Mantenendo una temperatura interna controllata, la Plus5 riduce la differenza termica tra gli strati appena depositati e quelli già solidificati. Questo aiuta a limitare warping, crepe e delaminazione, soprattutto sui pezzi più grandi.

Il riscaldamento della camera funziona insieme a un sistema di controllo della temperatura a circuito chiuso, basato su più sensori. La macchina monitora quindi il comportamento termico e regola i componenti di riscaldamento e ventilazione in base alle condizioni rilevate.

Polar Cooler: raffreddamento attivo dell’estrusore

Una camera calda migliora il comportamento del modello, ma può creare problemi nella zona superiore dell’hotend. Quando il calore risale lungo il percorso del filamento, il materiale può ammorbidirsi prima di raggiungere la zona di fusione e causare un blocco dell’estrusione.

Per gestire questo fenomeno, la Plus5 utilizza il sistema Polar Cooler (opzionale), un raffreddamento attivo dedicato al toolhead.

Il sistema genera un flusso d’aria intorno alla parte fredda dell’estrusore, mantenendola separata dal calore della camera. QIDI lo descrive come una sorta di condizionatore per la testa di stampa.

La macchina può così riscaldare l’ambiente intorno al modello senza lasciare che la stessa temperatura comprometta l’alimentazione del filamento. È una soluzione particolarmente importante durante le stampe lunghe con camera chiusa e materiali ad alta temperatura.

La ventola dell’hotend utilizza un collegamento PWM a quattro pin con feedback del numero di giri. Anche la ventola ausiliaria e quella dedicata al raffreddamento del pezzo utilizzano controllo PWM e monitoraggio RPM.

Piano riscaldato da 320 × 320 mm

Il piano riscaldato raggiunge una temperatura massima di 120 °C ed è costruito in alluminio e silicone.

Lo strato riscaldante in silicone copre l’intera superficie da 320 × 320 mm (la versione Plus 4 305x305mm) QIDI utilizza fili riscaldanti ad alta densità e uno strato isolante in cotone termico, con l’obiettivo di distribuire il calore in modo uniforme anche nelle zone più lontane dal centro.

Su un piano di grandi dimensioni, l’uniformità termica è importante quanto la temperatura massima. Se i bordi rimangono sensibilmente più freddi, un modello che occupa gran parte della superficie può aderire correttamente al centro e sollevarsi agli angoli.

La piastra di stampa è una lastra in PEI testurizzato su entrambi i lati. Il materiale offre una superficie di adesione adatta a diversi filamenti e consente di rimuovere il modello flettendo la piastra dopo il raffreddamento.

La Plus5 integra inoltre un indicatore luminoso dedicato al piano caldo. La luce segnala visivamente la presenza di una superficie a temperatura elevata, riducendo il rischio di toccarla accidentalmente.

Livellamento automatico tramite load cell

Il sistema di livellamento utilizza una load cell integrata nell’hotend. Non è presente una sonda separata installata accanto all’ugello: è l’ugello stesso a entrare fisicamente in contatto con il piano.

Questa soluzione elimina l’offset laterale tra il punto nel quale viene effettuata la misura e il punto reale di estrusione. Il sistema può quindi rilevare direttamente la posizione della superficie sulla quale verrà depositato il filamento.

La load cell non dipende dal materiale della piastra e non viene influenzata dal diverso comportamento elettromagnetico delle superfici. È inoltre in grado di rilevare il contatto anche dopo la sostituzione della piastra o dell’ugello.

QIDI presenta questa configurazione come un sistema a offset zero, destinato a rendere più precisa e ripetibile la preparazione del primo strato.

La qualità del primo layer resta comunque legata anche alla pulizia della piastra, alla temperatura utilizzata, al flusso del filamento e alla corretta conservazione del materiale.

Velocità fino a 600 mm/s

La velocità massima del toolhead è di 600 mm/s, mentre l’accelerazione può raggiungere 20.000 mm/s².

Questi valori descrivono le capacità massime del sistema di movimento, non la velocità da utilizzare necessariamente per ogni parte del modello. Pareti esterne, piccoli dettagli, ponti e superfici inclinate richiedono generalmente impostazioni più contenute rispetto ai movimenti interni o agli spostamenti senza estrusione.

La Plus5 integra la compensazione della risonanza, funzione che modifica i comandi di movimento per limitare le vibrazioni generate dalle accelerazioni. Il sistema lavora insieme alla nuova guida lineare, alle cinghie 1.5GT e al toolhead alleggerito.

L’azionamento è stato progettato anche per ridurre il rumore dei motori.

Sarà quindi necessario valutare separatamente il rumore prodotto dai motori, dalle ventole, dal sistema di filtrazione e dal riscaldamento della camera.

QIDI Box e stampa fino a 16 colori

 

QIDI Plus5 supporta la stampa multicolore e multimateriale attraverso QIDI Box (opzionale).

Collegando più unità, il sistema può gestire fino a 16 colori. La QIDI Box controlla il caricamento e lo scaricamento dei filamenti e permette di utilizzare un materiale dedicato per i supporti.

La gestione automatica delle bobine comprende anche alcune funzioni di rilevamento. La scheda tecnica associa alla QIDI Box:

  • rilevamento dell’intasamento del filamento;
  • rilevamento del groviglio;
  • ripresa automatica dopo l’esaurimento di una bobina.

La stampante dispone comunque di un sensore di fine filamento e di un tagliafilamento integrato.

Telecamera AI e monitoraggio remoto

La Plus5 integra una telecamera HD con risoluzione fino a 1080p e frame rate ridotto. La telecamera permette di controllare la lavorazione a distanza e di registrare video time-lapse.

È presente anche un sistema di rilevamento delle anomalie basato sull’analisi delle immagini. Tra i problemi riconosciuti viene citato l’effetto spaghetti, che si verifica quando la stampante continua a estrudere materiale dopo il distacco o il cedimento del modello.

Il sistema è progettato per individuare anche la presenza di oggetti estranei nell’area di stampa.

La macchina dispone inoltre di:

  • sensore di esaurimento del filamento;
  • ripresa dopo interruzione di corrente;
  • compensazione della risonanza;
  • controllo termico tramite più sensori;
  • monitoraggio a circuito chiuso delle ventole;
  • materiali ritardanti di fiamma nella camera.

L’efficacia del rilevamento tramite telecamera dovrà essere valutata considerando sia le anomalie riconosciute correttamente sia gli eventuali falsi allarmi.

Filtrazione dell’aria a tre stadi

Il sistema di filtrazione della Plus5 è composto da tre elementi:

  1. prefiltro G3;
  2. filtro HEPA H12;
  3. filtro a carboni attivi ricavato da guscio di cocco.

QIDI dichiara una capacità di cattura pari al 99,5% di polvere e particelle aerodisperse.

Il prefiltro trattiene le particelle più grandi, il filtro HEPA intercetta le particelle più fini e il carbone attivo contribuisce a ridurre odori e parte dei composti presenti nell’aria espulsa.

La filtrazione rappresenta un elemento utile soprattutto con ABS, ASA e materiali ingegneristici. Non elimina però la necessità di utilizzare la stampante in un ambiente adeguatamente ventilato, in particolare durante lavorazioni lunghe o frequenti.

QIDI Studio, QIDI Maker, Klipper open source e App per smartphone

Il firmware della Plus5 è basato su Klipper open source e l’interfaccia di controllo è indicata come completamente aperta.

La macchina utilizza QIDI Studio come slicer ufficiale, ma supporta anche software di terze parti come OrcaSlicer e PrusaSlicer.

I formati compatibili comprendono:

  • STL;
  • OBJ;
  • 3MF;
  • STEP, comprese le estensioni .stp e .step.

I sistemi operativi supportati sono Windows, macOS e Linux.

QIDI affianca alla stampante la nuova piattaforma QIDI Maker, disponibile via web e app. Il servizio raccoglie modelli realizzati dalla community e permette di scegliere un progetto, utilizzare un preset e inviarlo alla stampante.

L’app mobile permette anche il monitoraggio remoto dello stato della lavorazione.

Sul piano hardware, la Plus5 dispone di un touchscreen a colori da 4 pollici, con risoluzione di 480 × 320 pixel, memoria interna eMMC da 32 GB e supporto per unità flash USB 2.0.

La connettività indicata nella tabella tecnica comprende:

  • Wi-Fi a 2,4 GHz;
  • Ethernet;
  • USB.
Pro e contro

Pro

  • Volume di stampa di 320 × 320 × 300 mm
  • Hotend fino a 370 °C
  • Portata volumetrica massima di 40 mm³/s
  • Camera con riscaldamento attivo fino a 65 °C
  • Piano riscaldato fino a 120 °C
  • Riscaldamento in silicone esteso a tutta la superficie
  • Indicatore luminoso del piano caldo
  • Struttura CoreXY con guida lineare sull’asse X
  • Cinghie 1.5GT con tensionamento automatico
  • Toolhead alleggerito
  • Livellamento tramite load cell integrata nell’hotend
  • Estrusore direct drive con doppi ingranaggi in acciaio
  • Firmware Klipper open source
  • Compatibilità con OrcaSlicer e PrusaSlicer
  • Telecamera fino a 1080p
  • Sistema di filtrazione G3, HEPA H12 e carbone attivo
  • Compatibilità con la stampa fino a 16 colori

Contro

  • Peso di 29 kg
  • Ingombro importante per un ambiente domestico
  • Alcuni sensori avanzati richiedono QIDI Box
Prova tecnica della QIDI Plus5

Abbiamo potuto provato per qualche giorno la QIDI Plus 5 e l’impressione che dà è di una macchina solida e ben controllata, soprattutto quando viene chiamata a gestire superfici ampie e materiali sensibili alle variazioni di temperatura.

Primo layer uniforme anche sulle stampe più grandi

Il sistema di livellamento basato sull’ugello funziona come elemento centrale della preparazione del piano. L’ugello entra direttamente in contatto con la superficie, senza l’offset tipico delle sonde installate lateralmente, e consente alla macchina di rilevare con precisione l’altezza del letto.

Il primo layer risulta uniforme e ben aderente anche quando il modello occupa una parte consistente dei 320 × 320 mm disponibili. Le linee vengono depositate con una pressione regolare, senza zone visibilmente troppo schiacciate o tratti nei quali il materiale fatica ad aderire.

A contribuire è anche il sistema di riscaldamento in silicone esteso su tutta la superficie del piano. La temperatura rimane omogenea tra il centro e i bordi, un aspetto importante quando si stampano pezzi larghi più di 200 mm e il rischio di sollevamento degli angoli diventa concreto.

La piastra PEI testurizzata offre una buona presa durante la lavorazione e permette di rimuovere il componente con maggiore facilità una volta raffreddato il piano.

Pareti più pulite e VFA meno evidenti

Il nuovo sistema di movimento rappresenta uno degli aggiornamenti più riusciti della Plus5. La combinazione tra guida lineare sull’asse X, cinghie 1.5GT, tensionamento automatico e toolhead alleggerito rende gli spostamenti più fluidi e controllati.

Sulle pareti lunghe, le linee appaiono regolari e le ondulazioni verticali sono meno evidenti rispetto a quelle osservabili su molte stampanti consumer. Anche nei tracciati più rapidi, la testa cambia direzione senza introdurre micro-vibrazioni troppo marcate.

Il miglioramento si nota soprattutto sulle superfici uniformi e sulle geometrie nelle quali ringing e ghosting diventano facilmente visibili. La Plus5 non elimina la necessità di ridurre la velocità sulle pareti esterne o sui dettagli più piccoli, ma mantiene una buona pulizia anche quando si sfruttano accelerazioni elevate.

I 600 mm/s dichiarati restano un valore massimo da utilizzare in condizioni specifiche. Il vantaggio più concreto non è tanto raggiungere quella velocità in ogni stampa, quanto poter completare riempimenti e spostamenti interni rapidamente senza compromettere la stabilità generale del modello.

ABS con meno deformazioni

La camera riscaldata fino a 65 °C incide in modo evidente sulle stampe di grandi dimensioni realizzate con ABS.

Durante la produzione di componenti superiori a 200 mm, la temperatura interna rimane stabile e limita il raffreddamento irregolare tra gli strati. Gli angoli conservano il contatto con il piano e le pareti mostrano una minore tendenza a incurvarsi man mano che il modello cresce in altezza.

La camera chiusa riduce anche il rischio di crepe e separazioni tra gli strati, problemi frequenti quando materiali come ABS e PC vengono stampati in ambienti troppo freddi o soggetti a correnti d’aria.

Il piano da 120 °C e la camera da 65 °C lavorano insieme per mantenere il pezzo in condizioni termiche controllate. È proprio sulle stampe più grandi che questa combinazione mostra il proprio valore: l’adesione del primo layer rimane stabile e il modello conserva meglio la geometria prevista.

Hotend da 370 °C e materiali rinforzati

Anche se non abbiamo potuto provare filamenti più tecnici che richiedono temperature superiori rispetto ai materiali più comuni, l’hotend che monta la Plus5 permette di arrivare a 370 °C. La macchina infatti è progettata per lavorare anche con polimeri caricati con fibra di carbonio o vetro e con materiali tecnici come PPA-CF, PET-CF e PPS-CF.

L’estrusore direct drive con doppi ingranaggi in acciaio trascina il filamento con continuità, mentre l’ugello bimetallico da 0,4 mm gestisce l’abrasività meglio di una soluzione standard in ottone.

L’estrusione rimane regolare anche durante le lavorazioni lunghe. Non emergono interruzioni frequenti del flusso o perdite evidenti di adesione del primo strato quando la temperatura dell’hotend viene aumentata per i materiali più impegnativi.

La portata massima di 40 mm³/s offre un buon margine per accelerare le parti meno complesse del modello, anche se velocità e flusso devono essere adattati al filamento utilizzato. Con i compositi, la qualità dipende ancora molto dalla corretta preparazione del materiale e dall’ottimizzazione del profilo.

Configurazione iniziale e preset


La configurazione iniziale è completamente automatica. Il livellamento tramite ugello semplifica la preparazione del piano, ma per ottenere i risultati migliori è comunque necessario dedicare tempo alla calibrazione e ai profili di stampa.

Con PLA e PETG, i preset rappresentano una base sufficientemente semplice da utilizzare. Passando ad ABS, policarbonato o filamenti compositi, diventa invece utile intervenire su temperatura, velocità, flusso, retrazione e raffreddamento.

La Plus5 premia chi ha già esperienza con lo slicing e sa riconoscere i segnali di un profilo non perfettamente ottimizzato. Gli utenti meno esperti potrebbero trovare la fase di messa a punto più impegnativa rispetto alle piattaforme costruite intorno a un ecosistema completamente chiuso.

La presenza di Klipper open source e la compatibilità con QIDI Studio, OrcaSlicer e PrusaSlicer offrono però una buona libertà di intervento. La macchina permette di modificare i parametri senza vincoli particolarmente rigidi e si presta a essere adattata ai materiali utilizzati.

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Valutazione della prova

La QIDI Plus5 concentra i propri punti di forza nella gestione delle stampe grandi e dei materiali tecnici.

Il primo layer è regolare, il piano mantiene una distribuzione termica uniforme e la camera riscaldata limita efficacemente il warping con ABS e policarbonato. Il nuovo sistema di movimento riduce la visibilità dei VFA, mentre il raffreddamento attivo del toolhead aiuta a mantenere stabile l’estrusione durante le sessioni più lunghe.

Il limite principale riguarda la messa a punto. Le automazioni riducono il numero di operazioni manuali, ma non trasformano la Plus5 in una macchina completamente indipendente dalla conoscenza dei materiali. Per sfruttare davvero hotend da 370 °C, camera da 65 °C e filamenti compositi è necessario lavorare sui preset.

La QIDI Plus5 offre prestazioni professionali di alto livello, adatte sia alle esigenze di base degli utenti principianti che alle richieste di aggiornamento degli utenti più esperti. Pur essendo dotata di funzionalità di livello industriale di alta qualità, vanta anche un flusso di lavoro estremamente intuitivo, in modo che i nuovi utenti possano utilizzarlo facilmente senza dover affrontare complesse fasi di apprendimento.

In collaborazione con QIDI

QIDI Plus5: debutta oggi la nuova stampante 3D dal grande formato da 669 euro

Mer, 08/05/2026 - 15:00

[link_plain format_type=”link” link=”https://eu.qidi3d.com/products/plus5?sca_ref=5749332.aObK2dhED8&sca_source=booBLZTRKood”]QIDI lancia oggi la nuova QIDI Plus5[/link_plain], una stampante 3D chiusa di grande formato rivolta a maker, progettisti, piccoli laboratori e utenti che hanno bisogno di realizzare modelli voluminosi.

La nuova arrivata amplia la serie Plus e introduce aggiornamenti al volume di costruzione, alla struttura meccanica, alla gestione della temperatura e all’ecosistema software. Accanto al modello standard viene proposta anche la versione QIDI Plus5 Combo, con offerte di lancio disponibili fino al 31 agosto.

QIDI Plus5 aumenta il volume di stampa senza crescere nelle dimensioni

La novità più evidente riguarda lo spazio disponibile per la stampa. QIDI Plus5 offre un volume di costruzione pari a 320 × 320 × 300 millimetri, quasi il 18% in più rispetto alla Plus4.

L’aumento non comporta però un ingombro esterno maggiore. Le dimensioni complessive della macchina rimangono invariate, una caratteristica utile per chi vuole produrre oggetti più grandi senza dover riorganizzare la scrivania o il banco di lavoro.

Lo spazio aggiuntivo può essere sfruttato anche per collocare più componenti sul piano durante la stessa sessione. Questo rende la stampante adatta non solo ai modelli di grandi dimensioni, ma anche alla produzione di piccole serie o di progetti composti da diversi elementi.

Sotto la scocca, QIDI ha adottato un telaio rinforzato interamente in metallo. L’asse X utilizza guide lineari ad alta precisione, pensate per rendere più stabile il movimento della testa e limitare oscillazioni e vibrazioni durante le stampe veloci.

La trasmissione impiega una cinghia 1.5GT larga 9 millimetri, anziché una più comune soluzione 2GT da 6 millimetri. Il passo più fine e la maggiore larghezza servono a mantenere una maggiore regolarità nei cambi di direzione, nelle accelerazioni e negli arresti rapidi.

Per la calibrazione del piano è presente un sistema di livellamento automatico di nuova generazione. L’ugello entra direttamente in contatto con la superficie per effettuare le misurazioni, senza affidarsi a un sensore separato. In questo modo la rilevazione non dipende dal materiale del piano e dovrebbe offrire una regolazione più precisa del primo strato.

Camera riscaldata, monitoraggio AI e gestione da smartphone

Un altro aggiornamento importante riguarda la camera riscaldata. Il sistema attivo di terza generazione può raggiungere una temperatura massima di 65 °C e utilizza un riscaldatore da 550 watt, con una potenza superiore del 37,5% rispetto a quella dichiarata per la Plus4.

Mantenere una temperatura uniforme all’interno della macchina è particolarmente utile quando si stampano oggetti di grandi dimensioni o si utilizzano filamenti che tendono a deformarsi durante il raffreddamento. Tra i materiali indicati da QIDI figurano PLA, ABS, policarbonato e ABS rinforzato con fibra di vetro.

QIDI Plus5 è inoltre compatibile con un nuovo sistema di raffreddamento attivo dell’estrusore. Il flusso d’aria aiuta a evitare un accumulo eccessivo di calore nella testa di stampa, un fenomeno che può rendere irregolare il passaggio del filamento o provocare ostruzioni durante i lavori più lunghi.

La stampante integra anche una videocamera con funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Il sistema controlla l’avanzamento del lavoro e può individuare alcuni problemi comuni, compreso il cosiddetto effetto spaghetti, che si verifica quando il filamento viene estruso senza aderire al modello.

Più sensori installati nella camera permettono di gestire la temperatura attraverso un controllo a circuito chiuso. Il piano riscaldato è inoltre dotato di indicatori luminosi che mostrano a colpo d’occhio se la macchina è in attesa, pronta oppure impegnata in una stampa.

La camera utilizza una struttura con materiali ritardanti di fiamma. Per il trattamento dell’aria è invece previsto un modulo di filtrazione a tre livelli, composto da un prefiltro G3, un filtro HEPA H12 e uno strato ai carboni attivi.

Secondo i dati dichiarati dal produttore, il sistema può catturare il 99,5% delle particelle e delle polveri sospese, oltre a ridurre gli odori generati durante la lavorazione di alcuni filamenti.

La gestione dei progetti passa anche attraverso QIDI Maker, la nuova piattaforma dedicata ai modelli per la stampa 3D. Dal sito e dall’app per smartphone è possibile consultare la libreria, scegliere un progetto e avviare lo slicing nel cloud con parametri preimpostati.

Il file può quindi essere inviato direttamente alla stampante. La procedura riduce i passaggi iniziali e rende più semplice l’avvio di un progetto anche per chi non ha ancora familiarità con le impostazioni dei programmi di slicing.

Prezzi di QIDI Plus5 e Plus5 Combo fino al 31 agosto

Per il lancio sono previste condizioni [link_plain format_type=”link” link=”https://eu.qidi3d.com/products/plus5?sca_ref=5749332.aObK2dhED8&sca_source=booBLZTRKood”]diverse in base alla tipologia di cliente[/link_plain]. Chi ha già acquistato in passato una stampante QIDI può accedere al prezzo riservato ai Loyal Member, pari a 669 euro per QIDI Plus5.

Chi si registra come nuovo membro può invece acquistare la stampante a 699 euro, ricevendo anche una bobina da 1 chilogrammo di filamento. Il prezzo originale indicato per il modello standard è di 749 euro.

La QIDI Plus5 Combo viene proposta a 819 euro per i Loyal Member. Il prezzo riservato ai nuovi membri è di 849 euro, con una bobina da 1 chilogrammo di filamento inclusa. Il prezzo originale della versione Combo è di 899 euro.

Le promozioni partono oggi e rimarranno valide fino al 31 agosto 2026. QIDI Plus5 è disponibile attraverso lo store ufficiale del produttore e viene presentata come una proposta per chi cerca una stampante 3D grande formato con camera riscaldata, struttura metallica e strumenti di controllo accessibili anche da smartphone.

[link_plain format_type=”button” link=”https://eu.qidi3d.com/products/plus5?sca_ref=5749332.aObK2dhED8&sca_source=booBLZTRKood”]Approfitta della promozione sul sito QIDI[/link_plain]

In collaborazione con QIDI

Signal permette di usare lo stesso account su due telefoni

Mer, 08/05/2026 - 12:17

Dalla beta alla realtà. Signal supporta ufficialmente il collegamento di più telefoni allo stesso account, Android e iPhone inclusi. La funzionalità che era in fase di test ora è finalmente disponibile per tutti con Signal 8.20 su Android e 8.22 su iPhone/iPad.

Fino a oggi, Signal permetteva di collegare PC e iPad al telefono principale, ma non un secondo telefono. Chi voleva avere Signal su due telefoni, doveva avere due numeri. Adesso no.

Signal ora funziona su più telefoni contemporaneamente, come funziona

Se si collega un secondo telefono, Android o iPhone, al proprio account Signal, si può controllare e rispondere ai nuovi messaggi su tutti i dispositivi collegati. È possibile scegliere se trasferire una copia crittografata end-to-end dei messaggi precedenti al nuovo dispositivo o meno, per ridurre il rischio su dispositivi che potrebbero essere condivisi, persi o compromessi.

La crittografia end-to-end resta su tutto: messaggi, trasferimento della cronologia, sincronizzazione. Signal non vede nulla.

Miglioramenti per gli schermi grandi

Signal ha anche apportato miglioramenti significativi all’interfaccia per supportare meglio i dispositivi di grandi dimensioni, inclusi miglioramenti per i telefoni pieghevoli, che hanno aiutato a rendere possibile il supporto per i tablet Android. L’azienda dice che la versione per schermi grandi è ancora un lavoro in corso, e che sta ottimizzando l’interfaccia anche per l’app Chromebook.

Signal colma il divario con WhatsApp e le altre app di messaggistica istantanea

WhatsApp supporta fino a quattro dispositivi collegati. Telegram funziona su quanti dispositivi si vuole. Signal era l’ultima grande app di messaggistica a limitare un account a un solo telefono, e adesso ha colmato la lacuna. Per chi usa Signal come unica app di messaggistica è sicuramente una buona notizia!

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