Windows 11 ora rimuove da remoto i driver difettosi
Addio ai 15 GB gratis? Gmail testa nuovi limiti sugli account
Da molto tempo, aprendo un nuovo account Gmail si ottengono 15 GB in cui salvare i propri messaggi, gli allegati e i file caricati su Drive, così come gli upload delle immagini su Foto. A quanto pare, Google sta cambiando strategia, concedendo solo 5 GB gratis agli utenti che effettuano la registrazione senza specificare il numero di telefono.
Gmail: solo 5 GB gratis senza numero di telefonoLa segnalazione è arrivata da Reddit, dove è stato condiviso lo screenshot che riportiamo qui sotto. Come si può vedere, la schermata propone di tenere 5 GB di storage oppure di sbloccare 15 GB di storage senza costi utilizzando il numero di telefono. Cercando sui social si scoprono post dedicati all’argomento anche risalenti alla scorsa settimana. Nel messaggio in fondo si legge che Google usa l’informazione per assicurarsi che a ogni persona sia abbinata una sola quota di storage, dunque per evitare abusi.
Abbiamo provato, ma non siamo riusciti a replicare questo comportamento. Non ci è stato possibile procedere senza effettuare la verifica via SMS, dunque inserendo un numero di telefono. Inoltre, al termine del processo, sono comparsi i 15 GB a cui siamo abituati. Dalle discussioni che sono nate in seguito al post, pare che sia una fase di test circoscritta ad alcuni territori specifici come Kenya e Nigeria. Nelle pagine del supporto ufficiale non si citano mai 5 GB gratuiti.
Al momento non si registrano chiarimenti da parte di bigG, che forse sta raccogliendo feedback per capire se procedere o abbandonare l’idea. L’obiettivo potrebbe essere quello di spingere gli utenti alla sottoscrizione di un abbonamento premium che include storage aggiuntivo. Dopotutto, per il gruppo di Mountain View è una delle fonti di reddito.
Con l’evento I/O 2026 alle porte (andrà in scena il 19 e 20 maggio), è lecito attendersi che qualcuno chiederà conto di questa modifica. Qualcosa ci dice che ne sapremo di più a breve.
Immagini non consensuali: obbligo di rimozione entro 48 ore
Andrew Ferguson, Presidente della Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti, ha inviato una lettera a diverse aziende per comunicare che il Take It Down Act (TIDA) verrà applicato a partire dal 19 maggio. Si tratta della legge, approvata un anno fa, che impone la rimozione delle immagini non consensuali entro 48 ore dalla richiesta. Secondo i critici potrebbe essere usato in modo improprio a scopo di censura.
Cosa prevede la legge voluta da Melania TrumpLa legge, fortemente “sponsorizzata” dalla First Lady Melania Trump, è stata approvata a fine aprile 2025 e firmata dal Presidente il 19 maggio 2025. Il nome completo è Tools to Address Known Exploitation by Immobilizing Technological Deepfakes on Websites and Networks Act, da cui Take It Down Act o TIDA. L’obiettivo principale è chiaro già dal nome: impedire la diffusione di contenuti non consensuali sulle piattaforme online.
Le aziende che forniscono i servizi dovranno rimuovere immagini e video entro 48 ore dalla segnalazione. Il Presidente della FTC, agenzia che vigilerà sul rispetto della legge, ha ricordato con una lettera (PDF) che verrà applicata a partire dal prossimo 19 maggio. L’obbligo non riguarda solo i social media, ma anche siti, app, servizi di messaggistica, piattaforme gaming e di condivisione audio/video.
Tra le aziende interessate ci sono quindi Amazon, Alphabet, Apple, Automattic, Bumble, Discord, Match Group, Meta, Microsoft, Pinterest, Reddit, SmugMug, Snapchat, TikTok e X. Le piattaforme devono fornire informazioni chiare sulla modalità di segnalazione (anche da chi non ha un account) e sulla procedura di rimozione di immagini e video (reali, modificati dall’AI o veri e propri deepfake).
Devono essere eliminate tutte le copie pubblicate in messaggi, commenti, post, livestream e altri luoghi. Per impedire la condivisione di contenuti intimi già rimossi può essere utilizzata una tecnologia di hashing. Quelli che riguardano i minori devono essere inviati al National Center for Missing and Exploited Children. Per ogni violazione è prevista una sanzione fino a 53.088 dollari.
La legge ha ricevuto diverse critiche, in quanto potrebbe essere usata per limitare la libertà di parola e imporre la disattivazione della crittografia. Trump aveva dichiarato che sfrutterà la legge per chiedere la rimozione dei contenuti indesiderati. Diventerebbe quindi un’arma di censura.
Microsoft può rimuovere i driver con bug da remoto
I driver sono componenti fondamentali di un sistema operativo e devono essere aggiornati spesso per migliorare le prestazioni (soprattutto quelle delle GPU). Microsoft distribuisce le nuove versioni (non sempre) tramite Windows Update. L’azienda di Redmond ha sviluppato una funzionalità che permette di rimuovere automaticamente i driver con bug, senza l’intervento dell’utente.
Come funziona il Cloud-Initiated Driver RecoveryLa soluzione ottimale è scaricare i driver dal sito del produttore. Gli utenti devono però conoscere marca, modello e versione di tutti i componenti hardware (scheda video, scheda di rete, audio e altri). Windows Update è quindi l’opzione più rapida, in quanto viene identificato automaticamente il componente e scaricato il driver adatto (se fornito a Microsoft dal produttore).
In alcuni casi, il driver è “difettoso”, quindi causa problemi più o meno gravi (dal calo di prestazioni al famigerato BSoD). Microsoft ha sviluppato la funzionalità Cloud-Initiated Driver Recovery che permette di rimuovere il driver con bug e ripristinare quello stabile dal cloud.
Se un driver ha problemi di qualità, Windows Update verifica la presenza di una nuova versione. Se non esiste viene attivato il rollback, ovvero la disinstallazione del driver difettoso e il ripristino della versione funzionante precedente. Tutto ciò avviene senza intervento manuale da parte dell’utente. È in pratica simile al Known Issue Rollback (KIR) per gli aggiornamenti di Windows.
La funzionalità è attualmente in test tramite il programma Windows Insider. Dovrebbe essere disponibile per tutti entro il mese di settembre. L’altra novità riguarda solo i driver per GPU. Microsoft modificherà l’identificatore hardware per evitare che Windows Update installi una versione più vecchia di quella scaricata dal sito del produttore. Sarà disponibile tra fine 2026 e inizio 2027.
Claude lo ha aiutato a recuperare 400.000 dollari in Bitcoin
Ha cambiato la password del portafoglio crypto mentre non era lucido, in uno stato di alterazione, poi l’ha dimenticata. Errori di gioventù che rischiano di costare cari, molto cari. E così, per i successivi 11 anni ha cercato inutilmente di recuperarla, per accedere ai 5 BTC salvati al suo interno. Ogni tentativo è fallito, anche quelli eseguiti con le tecniche brute force da miliardi di combinazioni, finché non ha provato con Claude.
Wallet crypto bloccato? Ci pensa ClaudeStando al racconto del suo protagonista, l’AI di Anthropic ha svolto il proprio compito partendo dal vecchio codice di accesso (quello non più in uso) e dall’analisi di tutti i file presenti nel computer utilizzato durante gli anni del college. Lì dentro, nascosto in una cartella, il chatbot ha scoperto un vecchio file di backup legato proprio al wallet e lo ha decifrato, permettendo all’uomo di riallungare le mani sui suoi circa 400.000 dollari in criptovaluta.
HOLY FUCKING SHIT OMG CLAUDE JUST CRACKED THIS SHIT, THANK YOU @AnthropicAI THANK YOU @DarioAmodei NAMING MY KID AFTER YOU 😍https://t.co/gObNirRDpS https://t.co/ByTdIM4d20 pic.twitter.com/xB5LUJb6Pe
— 🍜 (@cprkrn) May 13, 2026
Esistono strumenti open source come btcrecover che fanno esattamente questo (o almeno ci provano): corrono in soccorso di chi ha perso l’accesso ai suoi Bitcoin. Nel caso specifico, non aveva però funzionato a causa di un bug nel codice del tool che Claude è riuscito a individuare e correggere. Preso dall’entusiasmo, il fortunato ha promesso di dare a suo figlio il nome del CEO, Dario Amodei.
Una dimenticanza che avrebbe potuto costare caraAlla fine, paradossalmente l’uomo si trova a dover ringraziare quella serata in cui racconta di aver assunto sostanze stupefacenti per poi farsi venire la brillante idea di cambiare la password del wallet. Il motivo? Nel corso degli 11 anni in cui racconta di essere rimasto chiuso fuori dal portafoglio, il prezzo della criptovaluta è aumentato di quasi 200 volte. A metà 2015 era intorno ai 230 dollari, oggi ne vale circa 80.000. Quando si dice che vale la pena attendere…
SpaceX completa Starship V3 e annuncia la data di lancio
SpaceX ha completato l’assemblaggio di Starship V3 e il test finale (noto come Wet Dress Rehearsal) sulla nuova base di lancio (Pad 2) a Starbase. L’azienda di Elon Musk ha pubblicato informazioni dettagliate sulla versione aggiornata del razzo e gli obiettivi del dodicesimo volo di test che, in assenza di problemi, avverrà alle ore 17:30 del 19 maggio (le 00:30 del 20 maggio in Italia).
Primo volo di Starship V3L’undicesimo test è stato un successo, in quanto sono stati completati tutti gli obiettivi. Quello del 13 ottobre 2025 era l’ultimo volo con Starship V2 (alto circa 123,1 metri). Per il dodicesimo volo verrà usato per la prima volta Starship V3 (alto circa 124,4 metri), formato da Super Heavy Booster 19 (primo stadio) e Ship 39 (secondo stadio). Doveva essere utilizzato Super Heavy Booster 18, ma è esploso a fine novembre 2025.
Rispetto alla seconda versione sono state effettuate diverse modifiche (aumenta quindi la probabilità di incidenti). Il numero di alette direzionatrici del primo stadio è stato ridotto da quattro a tre, ma ora sono più grandi del 50% e più resistenti. Sono state fissate più in basso per ridurre l’esposizione al calore dei motori dello stadio superiore durante la fase di separazione (hot-staging).
SpaceX ha aggiunto una protezione in acciaio per il serbatoio, mentre il tubo di trasferimento del propellente verso i motori Raptor 3 è stato riprogettato per consentire l’accensione simultanea dei 33 motori. Altre modifiche riguardano i sistemi di propulsione e avionica. È stato infine aggiunto un secondo connettore di alimentazione per il caricamento di propellente e ossidante, in modo da avere una ridondanza.
Molte novità anche per lo stadio superiore. È stato riprogettato il sistema di propulsione per consentire un nuovo metodo di avviamento dei motori Raptor 3, aumentare il volume del serbatoio del propellente e migliorare il sistema di controllo di reazione. SpaceX ha inoltre aggiunto quattro punti di aggancio che verranno utilizzati per il trasferimento del propellente in orbita.
I nuovi motori Raptor 3 (33 del primo stadio e 6 del secondo stadio) forniscono una spinta maggiore. Anche l’avionica (sensori, batterie, inverter) è stata aggiornata nei due stadi e ci sono nuove videocamere che trasmetteranno ad una velocità di 480 Mbps sfruttando la connettività Starlink.
Il lancio avverrà dal nuovo Pad 2, dove Starship V3 è stato assemblato il 9 maggio. Tre giorni fa è avvenuto il test Wet Dress Rehearsal che simula l’intera procedura di lancio con il caricamento del propellente. Considerate le numerose modifiche, il primo stadio non ritornerà alla base, ma cadrà nell’Oceano Atlantico (Golfo del Messico).
Lo stadio superiore rilascerà 22 falsi satelliti Starlink (simulatori) di terza generazione, due dei quali verranno usati per trasmettere le immagini dello scudo termico. È inoltre previsto l’accensione di un motore Raptor 3 nello spazio. Ship 39 cadrà nell’Oceano Indiano.
Finanziamento milionario per KDE
Wikipedia fatta solo di allucinazioni AI: ecco cos'è Halupedia
Esiste un’enciclopedia online dove ogni voce è una bugia, ogni citazione è apocrifa, ogni nota a piè di pagina rimanda a libri che nessuno ha mai scritto, anche se sembra tutto credibile. Almeno per qualche secondo.
Halupedia: l’enciclopedia AI dove ogni voce è una bugia perfettaSi chiama Halupedia, è costruita su allucinazioni generate dall’intelligenza artificiale, e funziona così: si scrive una parola nella barra di ricerca, si clicca su uno dei collegamenti, e un modello linguistico nel retrobottega cuce in tempo reale una voce enciclopedica usando, per ammissione stessa dei suoi creatori, il tono compassato di una casa editrice accademica dell’Ottocento.
Ogni collegamento porta a una pagina che non esiste finché qualcuno non decide di seguirla. Nel momento esatto in cui si clicca, l’articolo viene partorito dall’AI con tutti gli orpelli del caso: citazioni inventate, riferimenti bibliografici a riviste che nessuna biblioteca conserva, perfino le note a piè di pagina, perché un’allucinazione che si rispetti non lesina sui dettagli.
La home page non nasconde nulla. Lo dice apertamente: qui dentro è tutto finto. Ma basta entrare in una qualsiasi delle voci per dimenticarsene. Il linguaggio è quello giusto, la struttura pure, e gli articoli si rimandano gli uni agli altri come in una vera enciclopedia, costruendo un universo parallelo che si regge sulla coerenza interna delle sue fandonie.
I nomi propri sono cliccabili, naturalmente. È possibile approfondire la storia di chiunque, e da lì rimbalzare in altre pagine altrettanto immaginarie, in una specie di tana del Bianconiglio dove la rete dei collegamenti non finisce mai perché nasce mentre si percorre.
Gli sviluppatori non volevano un generatore di sciocchezze a caso. Volevano un generatore di sciocchezze coerenti. Per questo hanno introdotto un meccanismo di scrittura prospettica: i collegamenti verso articoli ancora da generare contengono metadati nascosti che il modello legge prima di produrre il testo, in modo da fissare date, eventi e fatti canonici dell’universo finto.
In pratica Halupedia ha un’intelligenza artificiale istruita a non contraddirsi mai. Cosa che, va detto, le riesce con un certo margine di errore. La Royal Society for Avian Enumeration risulta sciolta nel 1927 secondo la sua pagina, ma il Censimento dei Piccioni del 1887 sostiene che si sia dissolta formalmente nel 1891. Una svista che in un universo finto è praticamente una crisi costituzionale.
Vedere un modello AI applicare il registro austero della saggistica vittoriana a richieste palesemente trollesche ha sicuramente un effetto comico. Quando qualcuno prova a forzare la mano con termini razzisti o offensivi, l’AI tende a ignorarne il significato e a produrre qualcosa di goffamente innocuo nel suo stile altisonante. Non è proprio un sistema di moderazione, ma funziona.
Il paragone con GrokipediaInevitabile il confronto con Grokipedia, la versione anti-woke di Wikipedia voluta da Elon Musk, che però commette il peccato di citare fonti vere e tossiche, inclusi siti neonazisti, presentandole come materiale informativo legittimo. Halupedia, almeno, ha l’onestà di dichiararsi una finzione integrale. Sa di essere falsa, lo dice, e dentro questa cornice esplicita gioca le sue carte.
Il valore del progetto, ammesso che ce ne sia uno oltre il puro divertimento, sta proprio in questo gesto: mettere in vetrina l’attitudine allucinatoria dei modelli linguistici invece di nasconderla sotto la patina di autorevolezza che troppe applicazioni AI cercano di vendere.
La community che litiga sul nullaNaturalmente esiste già un subreddit dedicato, perché qualsiasi cosa su Internet finisce in un subreddit. È lì che cominceranno i dibattiti più surreali… In un’epoca in cui la verità online vacilla, l’idea di un’enciclopedia dichiaratamente falsa risulti quasi rilassante.
Alleanza Apple-Google contro la Commissione UE
Come è noto, Apple userà un modello Gemini di Google per la nuova Siri. La collaborazione tra le due aziende si estende anche ad altri ambiti. Apple ha criticato le misure imposte a Google dalla Commissione europea per garantire l’interoperabilità AI con Android. Si tratta degli obblighi previsti dal Digital Markets Act (DMA), elencati pochi giorni fa sul sito dedicato.
Rischi per sicurezza e privacyIn seguito all’avvio del procedimento a fine gennaio, la Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica sulle misure che Google dovrà implementare per consentire ai servizi AI di terze parti di accedere alle funzionalità di Android e alle app installate. Al momento questo privilegio viene concesso solo a Gemini (una analoga consultazione ha riguardato l’accesso ai dati del motore di ricerca).
La consultazione sull’interoperabilità AI di Android è terminata il 13 maggio. Non è noto il numero di feedback ricevuti, ma uno di essi è arrivato da Apple. L’azienda di Cupertino ha “spezzato una lancia” a favore di Google, criticando le misure proposte dalla Commissione europea:
Le misure sollevano preoccupazioni urgenti e serie. Se confermate, creerebbero rischi profondi per la privacy e la sicurezza degli utenti, nonché per l’integrità e le prestazioni dei dispositivi. Tali rischi sono particolarmente gravi nel contesto dei sistemi di intelligenza artificiale in rapida evoluzione, le cui capacità, comportamenti e vettori di minaccia rimangono imprevedibili, come stiamo vedendo ripetutamente.
Apple ha inoltre sottolineato che la Commissione europea vuole sostituirsi agli ingegneri di Google, imponendo la riprogettazione di Android. La decisione finale arriverà entro il 27 luglio. Verranno quindi stabilite le modifiche e le relative scadenze di implementazione.
La Commissione europea ha pubblicato l’elenco delle misure relative all’interoperabilità. La maggioranza di esse sono per iOS. Alcune sono già disponibili, mentre altre dovranno essere implementate entro il 1 giugno.
Windows 11 e i driver GPU: Microsoft mette fine a un incubo
Chiunque abbia mai aggiornato a mano i driver della scheda grafica sa bene cosa significa… si scarica l’ultima versione dal sito del produttore, si installa con cura, si riavvia il computer convinto di avere finalmente la macchina al massimo delle sue possibilità. Poi parte Windows Update, e decide in totale autonomia che il driver vecchio gli piace di più, e lo rimette al posto di quello nuovo.
Microsoft corregge Windows 11: i driver grafici non verranno più sostituiti da versioni vecchieFinalmente, quest’incubo sta per finire. Microsoft ha annunciato una revisione della propria politica di pubblicazione dei driver grafici. Il sistema di distribuzione automatica dei driver su Windows si basava su un sistema di identificazione hardware a quattro componenti, pensato in teoria per garantire la massima precisione nell’abbinamento tra driver e configurazione. Nella pratica, quella complessità si traduceva in errori, discrepanze, e driver più recenti sostituiti silenziosamente da versioni precedenti perché Windows Update riteneva di sapere meglio dell’utente cosa fosse meglio per il suo computer.
In pratica, il programma Windows Hardware Compatibility passerà da un modello di targeting a quattro parti a uno a due parti, basato sulla combinazione di Hardware ID e Computer Hardware ID. Va specificato che la nuova politica riguarda esclusivamente i driver futuri. Quelli già pubblicati continueranno a viaggiare sui binari del vecchio sistema a quattro parti.
Microsoft ha indicato come finestra di completamento il periodo compreso tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027.
Il rollback automatico via cloudIn parallelo Microsoft ha confermato un’altra funzionalità destinata a Windows 11: il rollback automatico dei driver problematici sfruttando il cloud. In sostanza, se un driver appena distribuito comincia a causare crash diffusi sui dispositivi degli utenti, il sistema sarà in grado di accorgersene e di tornare indietro alla versione precedente senza che nessuno debba alzare un dito.
X lancia la scheda Cronologia per segnalibri, like, video e articoli
X ha lanciato una scheda chiamata Cronologia che raccoglie in un unico posto segnalibri, like, video e articoli letti durante la navigazione. Una specie di taccuino personale dentro l’app, dove le cose che meritavano una seconda occhiata non evaporano più nel nulla.
Nuova Cronologia su X con segnalibri, like, video e articoli lettiL’aggiornamento, per ora disponibile su iOS, è stato annunciato da Nikitia Bier, il responsabile prodotto di X. La novità più visibile è la trasformazione del pulsante Segnalibro nel menu di sinistra dell’app mobile. Quel tasto che molti utilizzavano per archiviare i post da rileggere più avanti, e che spesso finiva per essere una piccola discarica di tweet dimenticati, è diventato Cronologia. Da qui si accede a una pagina con quattro schede distinte: segnalibri, “Mi piace”, video e articoli.
Today we're rolling out a new History tab on iOS to help you keep track of all your favorite content on X.
Bookmarks, Long Videos, Articles and Likes will live here — so you can always come back and continue watching or reading.
The Timeline moves fast, so we hope this… pic.twitter.com/4hUGQS6KJf
— Nikita Bier (@nikitabier) May 12, 2026
Video e articoli che ricompaiono da soliPiù che i segnalibri e i like, l’aspetto interessante riguarda le altre due schede. La sezione video e quella degli articoli non si riempiono in base a un’azione esplicita dell’utente, ma in base a quello che effettivamente l’utente ha guardato o letto durante lo scrolling.
L’effetto è simile a quello della cronologia di un browser. Si torna sull’app dopo qualche ora, si apre Cronologia, e si ritrovano in fila i contenuti che hanno catturato la nostra attenzione. Bier ha precisato che la sezione resta privata, visibile solo al singolo utente. Una rassicurazione doverosa, perché un elenco automatico di tutto quello che abbiamo guardato farebbe rabbrividire chiunque abbia un minimo di pudore.
Un social che gioca a fare il browserLa piattaforma assomiglia sempre meno a un flusso da consumare e dimenticare, e sempre più a un piccolo ecosistema in cui i contenuti restano disponibili nel tempo. Una mossa che ricorda da vicino l’evoluzione di YouTube, che da puro raccoglitore di video è diventato anche un archivio personale della propria storia di visualizzazione, sfruttato dall’algoritmo per costruire raccomandazioni sempre più precise.
Per X, la trasformazione ha senso, per almeno due ragioni. La prima è la fidelizzazione. Più un utente trova comodo tornare nell’app per finire qualcosa che aveva cominciato a leggere, meno è probabile che apra altre app per la stessa funzione. La seconda è il consolidamento di funzioni che fino a oggi erano sparse. La scheda sugli articoli lunghi non è casuale. X ha spinto molto negli ultimi anni verso il formato lungo, posizionandolo come strumento per aziende e creatori che vogliono pubblicare contenuti oltre i canonici 280 caratteri.
Avere una scheda apposta dentro Cronologia, che salva automaticamente gli articoli letti, è un modo per dare visibilità a quel formato e per costruire una specie di lettore di news personalizzato dentro la piattaforma.
Il panorama dell’editoriaIl contesto in cui arriva questa novità è quello di un’editoria web sempre più in difficoltà. Negli ultimi mesi i publisher hanno registrato un calo significativo del traffico in arrivo da piattaforme come Facebook e Google, conseguenza diretta di cambiamenti algoritmici e dell’arrivo delle esperienze potenziate dall’AI che riducono drasticamente il numero di clic verso siti esterni. Quando un utente trova la risposta dentro le AI Overview di Google, raramente clicca per leggere l’articolo originale.
X vede in questa crisi un’opportunità: attirare editori e creatori a scrivere direttamente sulla propria piattaforma, dove la distribuzione e la scoperta del contenuto sono già integrate. Per l’utente medio, la novità si tradurrà soprattutto in un cambio di abitudini su come si conservano i contenuti interessanti intercettati durante la navigazione.
Vulnerabilità BitLocker permette accesso ai dischi cifrati
Un ricercatore di sicurezza ha pubblicato i dettagli di una vulnerabilità di BitLocker, denominata YellowKey, che permette di accedere ai dischi cifrati. È possibile in pratica aggirare la protezione di Windows 11 tramite un exploit che funziona come una backdoor. A proposito di BitLocker, Microsoft ha risolto il bug introdotto con l’aggiornamento KB5083769.
Descrizione della vulnerabilità YellowKeyIl ricercatore di sicurezza, noto come Chaotic Eclipse o Nightmare Eclipse, ha deciso di pubblicare i dettagli sulla vulnerabilità e il codice dell’exploit su GitHub in segno di protesta contro la modalità di gestione delle segnalazioni da parte di Microsoft (lentezza nella risposta e mancata pubblicazione delle patch), come già avvenuto con altre vulnerabilità.
L’exploit YellowKey permette di aggirare la protezione BitLocker copiando la directory FsTx (disponibile su GitHub) su un drive USB o nella partizione EFI. Forzando il riavvio nel Windows Recovery Environment (WinRE) viene aperta una finestra di shell (prompt dei comandi) e letti i file nella directory che consentono l’accesso al disco prima del blocco di BitLocker. In pratica funziona come una backdoor.
Altri ricercatori di sicurezza hanno confermato la presenza della vulnerabilità. Uno di essi ha suggerito di usare un PIN e una password del BIOS. Nightmare Eclipse ha spiegato che l’exploit funziona anche se viene impostato un PIN, ma non ha pubblicato il codice perché il problema è già abbastanza grave.
Microsoft corregge il bug di BitBoclerRimanendo in tema, Microsoft ha corretto il bug introdotto con l’aggiornamento KB5083769 del 14 aprile, ma solo per Windows 11 25H2. Sui computer con uno specifico criterio di gruppo veniva chiesto l’inserimento della chiave di ripristino. Il problema è stato risolto con l’aggiornamento KB5089549 del 12 maggio (che alcuni utenti non riescono ad installare).
T1 di Trump arriva nei negozi, lo smartphone con valori americani
Si fa fatica a immaginare cosa significhi davvero uno smartphone progettato pensando ai valori americani. Quel che è certo è che il T1, lo smartphone della Trump Mobile, sta iniziando a uscire dai magazzini americani diretto verso le case di chi lo aveva preordinato mesi fa.
T1, un’attesa lunga quasi un annoL’annuncio originale della Trump Organization risale a quasi un anno fa, quando fu presentato l’arrivo di uno smartphone a marchio Trump assemblato sul suolo statunitense. La data di lancio iniziale era stata fissata per agosto, poi spostata a ottobre, poi rinviata di nuovo. Una sequenza di slittamenti che ha alimentato l’ironia degli scettici e l’attesa dei sostenitori, in un cocktail che sembra ormai inseparabile da ogni operazione commerciale legata al nome del presidente.
Adesso, secondo quanto riferito da USA TODAY, le consegne sono cominciate questa settimana. A confermarlo è Pat O’Brien, CEO di Trump Mobile, che ha fatto sapere che i ritardi sono stati nelle loro intenzioni un male necessario per garantire un prodotto all’altezza. Sul numero esatto di unità prenotate, però, regna il silenzio. O’Brien si è limitato a dirsi incredibilmente soddisfatto dell’interesse mostrato sia per il servizio Trump Mobile sia per il dispositivo, formula passe-partout che nelle conferenze stampa significa tutto e niente.
Il punto su cui Trump Mobile insiste di più è l’origine produttiva. I primi T1, secondo O’Brien, sono stati assemblati negli Stati Uniti, e l’azienda ha intenzione di aumentare progressivamente la quota di componenti prodotti principalmente in America per le generazioni successive. È una promessa importante. Assemblato negli Stati Uniti non significa fabbricato negli Stati Uniti. La differenza è enorme. In un assemblaggio si avvitano insieme pezzi che possono essere arrivati da qualsiasi parte del pianeta. Una fabbricazione vera comporta filiere, materie prime, impianti, una geografia industriale complessa.
La precisazione di O’Brien sull’aumento futuro dei componenti made in USA è in fondo l’ammissione che, per ora, la maggior parte dei pezzi che compongono un T1 arriva da altrove. Probabilmente, come per qualunque smartphone Android, da una rete di fornitori asiatici che produce display, batterie, sensori e chip a prezzi che gli Stati Uniti non possono replicare con la stessa convenienza. La componentistica americana, oggi, è più una destinazione di marketing che una realtà industriale immediata.
La scheda tecnicaAl di là della retorica patriottica, vale la pena guardare cosa c’è davvero dentro al T1. Il display è un AMOLED da 6,78 pollici con refresh rate a 120 Hz. La batteria è da 5.000 mAh, taglia ormai standard per la fascia media alta. Sotto al cofano gira un processore Snapdragon, senza ulteriori specifiche pubbliche sulla generazione esatta, particolare che dovrebbe essere il primo dato di una scheda tecnica seria e che invece resta in penombra. C’è un sensore di impronte digitali e il riconoscimento facciale AI per lo sblocco.
Sul fronte fotografico, il T1 monta una fotocamera principale da 50 megapixel, un grandangolo da 8 megapixel e un teleobiettivo 2x da 50 megapixel. La fotocamera frontale è anch’essa da 50 megapixel. Il sistema operativo è Android 15, con il consueto strato di personalizzazione che a oggi non è stato svelato pubblicamente.
Il prezzo promozionale è di 499 dollari. I nuovi clienti devono iscriversi a una lista d’attesa e versare un deposito rifondibile di 100 dollari per assicurarsi un’unità. Una cifra che colloca il T1 nella fascia media degli smartphone Android, dove la competizione è feroce e dove brand consolidati come Xiaomi, Motorola, Samsung con la gamma A e perfino Google con i Pixel di livello base offrono pacchetti molto simili allo stesso prezzo più o meno.
Il marchio prima del prodottoQuello che il T1 vende non è un’esperienza tecnica unica nel panorama Android, almeno non sulla base delle specifiche pubbliche. Quello che vende è l’appartenenza simbolica. Comprare un T1 significa scegliere di portare il nome Trump nella tasca dei pantaloni, ed è un gesto che per una fetta dell’elettorato americano vale più della differenza di prezzo o delle prestazioni della fotocamera.
Una strategia che ricalca quella di altri capi di stato e personaggi pubblici che hanno trasformato il proprio cognome in un marchio commerciale, dalle borse alle bottiglie d’acqua, dai cappelli ai conti corrente.
Precompilata 2026, da oggi l'invio: le novità di quest'anno
Come anticipato a fine aprile, da oggi (giovedì 14 maggio) e fino al 30 settembre è possibile inviare la precompilata 2026. Per farlo è sufficiente collegarsi al servizio nell’area riservata del sito di Agenzia delle Entrate ed effettuare l’autenticazione con SPID, CIE o CNS.
Il giorno della precompilata 2026: da oggi l’invioPer quest’anno, il Fisco ha previsto alcune novità. Sono infatti considerate nuove informazioni che si vanno ad aggiungere a quelle già presenti negli anni scorsi. Eccole nel dettaglio.
- I contributi per l’acquisto di elettrodomestici ad elevata efficienza energetica;
- i proventi derivanti dalla cessione al GSE dell’energia prodotta in esubero da impianti alimentati da fonti rinnovabili;
- per i soggetti IVA in regime di vantaggio e forfettario, le informazioni sui contributi
previdenziali per l’impresa artigianale o commerciale comunicate dall’INPS.
C’è poi un cambiamento per chi ha redditi superiori a 75.000 euro, ai quali si applica la nuova disposizione sul riordino delle detrazioni: la procedura di liquidazione calcola automaticamente il limite di spesa detraibile, evitando di dover fare manualmente calcoli complessi.
I dati inclusi da Agenzia delle EntrateEcco quali sono i dati inclusi nella precompilata 2026, che il contribuente può rivedere ed eventualmente correggere prima dell’invio. L’elenco completo con tutti i dettagli per ogni singola voce è disponibile in un documento PDF condiviso dall’Agenzia delle Entrate.
- Certificazione unica consegnata dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico;
- dati dei famigliari a carico;
- compensi da lavoro autonomo occasionale;
- compensi per attività di libero professionista;
- informazioni sulle locazioni brevi;
- somme ricevute dal GSE;
- redditi da lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri;
- interessi passivi sui mutui e premi delle assicurazioni conformi;
- contributi versati per lavoratori domestici;
- somme restituite all’INPS;
- spese sanitarie e rimborsi comunicati da medici, farmacie e strutture;
- spese veterinarie e rimborsi;
- spese universitarie;
- spese funebri;
- contributi versati alla previdenza complementare;
- spese per frequenza degli asili nido e relativi rimborsi;
- spese scolastiche e relativi rimborsi;
- tasse scolastiche versate con F24;
- erogazioni liberali agli enti del terzo settore, alle Onlus, alle fondazioni e alle associazioni;
- spese per acquisto di abbonamenti dei trasporti pubblici;
- bonifici riguardanti spese per recupero del patrimonio edilizio;
- alcuni dati dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente;
- spese per interventi sulle parti comuni dei condomini;
- contributo per l’acquisto degli elettrodomestici;
- spese per intermediazione immobiliare;
- canoni di locazione per l’abitazione principale;
- oneri per riscatto dei periodi non coperti da contribuzione;
- rimborsi dalla CAI per adozioni e affidi;
- altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria;
- informazioni contenute nelle certificazioni di lavoro.
Agenzia delle Entrate fa sapere che se il contribuente accetta il 730 precompilato senza apportare modifiche non saranno effettuati controlli sui documenti che attestano le spese. In caso contrario le verifiche riguarderanno solo i dati variati.
Il calendario con le scadenze da ricordareRiportiamo infine il calendario con le scadenze da ricordare, stabilite dal Fisco.
- 30 aprile: primo giorno per l’accesso alla dichiarazione precompilata 730-2026;
- 14 maggio: inizio accettazione, modifica e invio della 730 precompilata;
- 19 maggio: possibilità di annullare il 730 già inviato e presentare una nuova dichiarazione;
- 20 maggio: possibilità di accedere e modificare la dichiarazione modello Redditi persone
fisiche precompilato; - 27 maggio: invio del modello Redditi persone fisiche precompilato, del modello Redditi aggiuntivo del 730, del modello Redditi correttivo e annullamento del modello Redditi già inviato presentando una nuova dichiarazione;
- 22 giugno: entro questa data è possibile annullare il 730 già inviato;
- 26 giugno: ultimo giorno per annullare il modello Redditi (e i modelli Redditi Pf correttivi ad esso collegati) inviato con modello F24 predisposto;
- 30 giugno: per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi, scade il termine per versare il saldo e il primo acconto;
- 30 luglio: per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi, scade il termine per versare, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, il saldo e il primo acconto;
- 30 settembre: scade il termine per presentare il 730 precompilato;
- 12 ottobre: scade il termine per comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’IRPEF o di volerlo effettuare in misura inferiore;
- 15 ottobre: ultimo giorno per annullare il modello Redditi (e i modelli Redditi Pf correttivi ad esso collegati) inviato senza modello F24;
- 26 ottobre: scade il termine per presentare, solo tramite Caf o professionista abilitato, il 730 integrativo;
- 2 novembre: scade il termine per inviare il modello Redditi Persone fisiche 2026, il modello Redditi correttivo del 730 e il modello Redditi aggiuntivo del 730;
- 10 novembre: ultimo giorno per presentare il 730 integrativo;
- 30 novembre: scade il termine per versare il secondo o unico acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi;
- 1 febbraio: ultimo giorno per presentare il modello Redditi precompilato tardivo.
Stop ai rincari e spese più basse per le bollette di luce e gas: ecco la soluzione
Evitare i rincari per le bollette luce e gas è possibile: basta scegliere tariffe a prezzo fisso in grado di garantire un costo dell’energia ridotto e bloccato per un lungo periodo di tempo. La soluzione giusta, per questa categoria di offerte, è rappresentata da Octopus Energy che mette a disposizione dei nuovi utenti la promozione Octopus Fissa 12M.
Per chi sceglie quest’offerta, il costo dell’energia è fisso e bloccato per 12 mesi ed è pari a 0,1298 €/kWh per la luce e 0,53 €/Smc per il gas naturale. L’offerta è disponibile tramite il [affiliate_link link_id=”4577″]sito ufficiale di Octopus,[/affiliate_link] qui di sotto. L’offerta è valida solo per un breve periodo di tempo.
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Luce e gas a prezzo fisso con OctopusPer chi sceglie oggi l’offerta di Octopus c’è la possibilità di bloccare il prezzo dell’energia per 12 mesi. Per quanto riguarda l’energia elettrica, le condizioni di fornitura prevedono un prezzo fisso a 0,1298 €/kWh, con un costo di commercializzazione di 6 euro al mese. Per il gas naturale, invece, è previsto un costo di 0,53 €/Smc, con una quota fissa di 7 euro al mese.
Come sottolineato in precedenza, le promo garantiscono condizioni fisse e bloccate per 12 mesi, con una protezione nel lungo periodo dai rincari del mercato energetico e con la possibilità di dare un taglio netto alle bollette fin da subito. Non ci sono costi di attivazione e non sono previsti vincoli di alcun tipo.
Per attivare l’offerta è sufficiente avere a propria disposizione:
- i dati dell’intestatario della fornitura
- il codice identificativo della fornitura (POD per la luce e PDR per il gas) riportato in bolletta
- le coordinate IBAN del conto per la domiciliazione
L’offerta è accessibile tramite il box qui di sotto ed è valida, con le condizioni descritte in precedenza, fino al prossimo 21 maggio.
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PlayStation 5 Digital Edition 825GB a soli 515€ su eBay con coupon
Vuoi divertirti davvero con i nuovi titoli per un’esperienza di intrattenimento coinvolgente e senza lag? Allora è arrivato il momento di acquistare la fantastica PlayStation 5 Digital Edition da 825GB. Oggi la trovi in offerta a un prezzo super speciale su eBay grazie al nuovo coupon che ti permette di ottenere un extra sconto del 5% sul prezzo della promozione. Cosa stai aspettando? Acquistala adesso a soli 515 euro! Sì, hai capito bene.
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Tutto quello che devi fare è solamente metterla in carrello e, alla pagina dei metodi di pagamento, prima di confermare l’ordine e pagarlo, inserire il voucher MAG26 nella casella dei codici sconto. In questo modo ti assicuri il 5% di extra sconto con un risparmio massimo di 45 euro! Niente male vero? Tra l’altro puoi anche decidere di selezionare PayPal o Klarna come metodo di pagamento per attivare il tasso zero in tre rate con un click.
PlayStation 5 Digital Edition 825GB: risparmia 84€ su eBayPlayStation 5 Digital Edition 825GB a soli 515 euro è un vero e proprio regalo di eBay visto che da listino costa 599,99 euro. Fare l’affare del giorno è prioritario visto che sta andando a ruba e le scorte potrebbero terminare da un momento all’altro. Goditi la tua passione per i videogiochi con questa console completamente digitale, senza lettore di dischi. Accedi al tuo account PlayStation e vai al PlayStation Store per acquistare e scaricare i giochi.
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Il design slim è elegante e compatto, garantendo un’estetica incredibile ovunque la vuoi posizionare. Gli 825GB di memoria incorporata ti permettono di scaricare e installare qualsiasi gioco e godertelo senza problemi di spazio. Infatti, l’unità SSD ad altissima velocità assicura un’esperienza di gioco estremamente top. E con la frequenza dei fotogrammi fino a 120 fps con output a 120 Hz tutto è fluido. Ordina la tua PlayStation 5 Digital Edition 825GB a soli 515 euro con MAG26 su eBay.
GTA 6: preordini al via la prossima settimana con un nuovo trailer?
Era chiaro che il silenzio intorno a GTA 6 non sarebbe potuto durare ancora a lungo: mancano sei mesi al lancio (salvo ulteriori rinvii) e la fase di preordine dovrebbe prendere il via a breve, anzi a brevissimo. Una nuova voce di corridoio prevede già all’inizio della prossima settimana.
Ci siamo: preordini e nuovo trailer per GTA 6La data precisa è quella di lunedì 18 maggio, come riportato da Cheap Ass Gamer, una fonte solitamente ben informata su queste cose. Fa riferimento a un’informazione ottenuta attraverso un’affiliazione con Best Buy. È lecito attendersi che facciano lo stesso anche gli altri rivenditori.
GTA 6 Pre-Orders Start via Best Buy on May 18th. Got this in an email from the Best Buy Affiliate Account. pic.twitter.com/A1RcGI6uK8
— Cheap Ass Gamer (@videogamedeals) May 14, 2026
Sappiamo inoltre che il publisher Take-Two ha organizzato per il 21 maggio una call con gli investitori per discutere gli ultimi risultati finanziari e le prospettive future: arrivare all’appuntamento forte dell’hype scatenato dall’annuncio potrebbe fare la differenza.
C’è da chiarire il nodo relativo al prezzo di vendita. Sarà proposto a 79,99 euro come tutti gli altri titoli AAA oppure davvero si arriva a quei 100 euro che qualcuno ha ipotizzato in passato? Per la Standard Edition, si intende.
La data di uscita fissata per Grand Theft Auto VI rimane quella del 19 novembre 2026, solo nelle versioni per PS5 e Xbox Series X/S. L’edizione per PC dovrebbe arrivare più avanti, mentre non ci sono conferme sull’eventuale porting per Switch 2.
Già candidato al Game of the Year 2026Non ci sono dubbi sul fatto che sarà un successo commerciale e che punti a diventare il gioco dell’anno. Tra l’altro, considerando le pubblicazioni a cui abbiamo assistito in questi primi quattro mesi e mezzo del 2026, i concorrenti non sembrano essere poi molti.
Certo, un qualsiasi passo falso costerebbe carissimo a Rockstar Games, che sta per giungere al termine di una fase di sviluppo iniziata addirittura nel 2014 e passata attraverso diversi guai: dal clamoroso leak del 2022 al doppio rinvio per avere più tempo a disposizione e curare ogni minimo dettaglio.
Casa smart a 17€ con l'interruttore intelligente SONOFF MINI DUO
Rendere casa tua smart ti costa solo 17 euro oggi grazie all’interruttore intelligente SONOFF MINI DUO in offerta speciale su Amazon. Cosa stai aspettando? Mettilo in carrello a questo prezzo super conveniente! Ricordati però di applicare prima il coupon 5%. Si tratta di una promozione che potrebbe terminare da un momento all’altro. Quindi è fondamentale che tu confermi l’ordine immediatamente, prima che vada in sold out.
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Semplice da installare, il suo design ultra compatto si adatta perfettamente alle scatole di montaggio standard, senza occupare spazio extra. Goditi un setup senza complicazioni. Tutti possono installarlo senza problemi e godersi una casa smart spendendo pochissimo. Questo gioiellino controlla simultaneamente due carichi, supportando un carico massimo di 16A per una gestione sempre efficiente dell’energia.
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Steam Controller fa l'urlo di Wilhelm se lo lasci cadere (easter egg)
Come se non bastassero i sold out con relativa lista d’attesa e i bagarini che lo rivendono a prezzi folli, oggi Steam Controller torna al centro dell’attenzione. Questa volta, però, lo fa per una cosa divertente: qualcuno ha scoperto un easter egg incluso da Valve. Se lo si lascia cadere (non fatelo, almeno non su una superficie dura) riproduce l’urlo di Wilhelm.
Scoperto l’easter egg di Steam ControllerA testimonianza di quanto sostenuto da un utente su Reddit c’è il breve filmato visibile qui sotto. Non si tratta di un montaggio, come confermato tra gli altri dalla redazione di Engadget che ha fatto un test. È curioso che non disponendo di un altoparlante interno (a differenza, ad esempio, del DualSense di PS5), il joypad emetta il suo grido disperato attraverso i motori del feedback aptico, gli stessi utilizzati per le vibrazioni durante il gameplay.
A quanto pare, l’urlo si attiva quando i sensori interni rilevano una caduta, ma non sempre. Forse è previsto un criterio di casualità. Inoltre, c’è un periodo di timeout, circa un minuto, durante il quale non è possibile ripetere l’operazione. Se proprio ci tenete a farlo, scegliete almeno una superficie morbida.
L’urlo di Wilhelm è forse il più celebre effetto sonoro cinematografico, quello emesso da una persona colpita o uccisa. Solitamente lo si utilizza per chi cade da grandi altezze. Il primo film a includerlo è Tamburi lontani del 1951 con Gary Cooper, ma è presente anche in Star Wars e in molte altre produzioni, anche nel mondo gaming, sempre come easter egg.
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d9/Wilhelm_Scream.ogg
La registrazione originale è stata ritrovata accompagnata dall’etichetta Uomo morso da un alligatore. Non è certo di chi sia quella voce, ma l’ipotesi più probabile è quella che conduce all’attore e cantante Sheb Wooley. La conferma è arrivata solo dopo la sua morte, dalla vedova Linda Dotson.
Microsoft Edge: nuove funzionalità AI su desktop e mobile
Microsoft ha annunciato nuove funzionalità AI per Edge su desktop e mobile. Ovviamente sono basate su Copilot. Ora è più integrato nel browser e consente di effettuare diverse azioni sulle schede aperte sfruttando la sua capacità di ragionamento. L’azienda di Redmond ha quindi eliminato la funzionalità Copilot Mode (interfaccia con box di input nella pagina Nuova scheda).
Funzionalità Copilot in dettaglioMicrosoft ha innanzitutto portato su mobile alcune esperienze Copilot già disponibili su desktop. Invece di passare da una scheda all’altra, l’utente può chiedere informazioni al chatbot su tutte le schede aperte. Copilot “leggerà” il contenuto e fornirà la risposta.
Journeys (disponibile solo negli Stati Uniti su mobile) permette invece di riprendere la precedente attività dal punto in cui era stata interrotta. Copilot fornirà riassunti e suggerimenti per i passi successivi, ad esempio su come pianificare un viaggio con il cane. Su desktop è ora accessibile in tutti i mercati con lingua inglese.
La funzionalità Vision and Voice consente di condividere lo schermo, descrivere a voce il contenuto e chiedere spiegazioni al chatbot. In pratica è come avere un secondo paio di occhi. Quando Copilot è attivo, l’utente vedrà chiari indicatori visivi che permettono di sapere quando interviene fornendo assistenza. Microsoft ha inoltre aggiornato la pagina Nuova scheda combinando chat, ricerca e navigazione.
L’utente può aggiungere le schede aperte e la cronologia di navigazione per ottenere risposte più complete. Sfruttando la memoria a lungo termine, Copilot utilizza anche le chat precedenti.
Sono state inoltre aggiunte funzionalità che migliorano la produttività. Study and Learn permette di trasformare un articolo web in una sessione di studio guidata o in un quiz interattivo.
Writing Assistant (disponibile solo negli Stati Uniti) aiuta invece l’utente nella scrittura di bozze. Può anche riscrivere il testo per maggiore chiarezza e cambiare il tono.
L’ultima funzionalità consente di trasformare le schede in podcast (solo in inglese). È necessario però un account Microsoft. C’è anche un limite massimo di utilizzo, maggiore per gli abbonati a Microsoft 365 Personal, Family e Premium.