I PDF Adobe diventano esperienze interattive condivisibili con l'AI
Si caricano un mucchio di PDF, documenti, note e link su Acrobat. L’AI li analizza, genera un riassunto audio, crea una presentazione interattiva con immagini e brand, e produce un’esperienza condivisibile, dove il destinatario può esplorare i materiali e fare domande a un chatbot AI personalizzato.
Il destinatario non riceve un allegato da 40 pagine, riceve un link a uno spazio interattivo dove l’AI ha già fatto il lavoro di sintesi e organizzazione. Adobe chiama questa funzione “PDF Spaces” e la definisce un nuovo formato, non una nuova funzionalità.
Adobe reinventa il PDF con L’AI, audio e analytics: arriva PDF Spaces su AcrobatPDF, documenti, link e note possono essere raccolti in un unico spazio all’interno di Acrobat. L’agente di intelligenza artificiale crea automaticamente l’area di lavoro, che può poi essere arricchita aggiungendo contesto, struttura e contenuti multimediali. Quando si aggiornano i documenti originali, l’esperienza condivisa si aggiorna automaticamente, i destinatari vedono sempre la versione più recente.
È possibile personalizzare un assistente AI per ogni spazio. Basta dirgli quali sono gli obiettivi e chi sono i destinatari, e l’assistente risponderà alle domande e fornirà suggerimenti pertinenti a quel contesto specifico.
L’AI genera anche un riassunto audio automatico dei materiali, un podcast breve che orienta il destinatario prima di esplorare il contenuto. La sintesi è completamente modificabile, ad esempio si può aggiungere il logo aziendale per un’esperienza brandizzata.
Oltre il businessNon è solo per i team vendite. Adobe cita casi d’uso per dirigenti, team finanziari, marketing, HR, compliance, ma anche usi personali come itinerari di viaggio o dettagli di eventi da condividere.
Non stiamo solo aggiungendo nuove funzionalità, stiamo introducendo un nuovo formato, dice Abhigyan Modi, senior vice president di Adobe Document Cloud. Per la prima volta, condividere documenti significa condividere un’esperienza su misura per il pubblico destinatario.
PDF Spaces è disponibile in Acrobat Express e Acrobat Studio.
Il PDF ha 33 anni ed è sempre stato un formato statico. Adobe lo sta trasformando in un contenitore interattivo, anche grazie all’intelligenza artificiale. Se manterrà le promesse, si tratterà del cambiamento più rilevante per il PDF dalla sua nascita.
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Deepfake AI: nuovo avvertimento del Garante Privacy
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un nuovo avvertimento in merito ai deepfake non consensuali generati con l’intelligenza artificiale. L’autorità ha ribadito quanto già evidenziato all’inizio di gennaio, ricordato il provvedimento di blocco emesso nei confronti di Clothoff e chiesto maggiori poteri di intervento.
Deepfake AI: reato e violazione della privacyIl tool di intelligenza artificiale sono ormai disponibili a tutti e sempre più spesso vengono utilizzati per scopo illegali. All’inizio di ottobre 2025, il Garante aveva imposto la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani alla società che sviluppa Clothoff, un’app in grado di generare deepfake di nudo a partire da immagini con persone vestite. In quel caso erano state accertate diverse violazioni del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e dell’AI Act.
Come è noto, circa tre mesi dopo, Grok ha iniziato a generare immagini sessualizzate di persone reali (donne e bambini) senza consenso. La Commissione europea ha avviato un’indagine per la possibile violazione del Digital Services Act. La Data Protection Commission dell’Irlanda ha invece avviato un’indagine per la possibile violazione del GDPR.
Il Garante della privacy aveva quindi avvertito gli utenti che la diffusione dei contenuti generati senza il consenso degli interessati è un reato, oltre che una grave violazione dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte. Purtroppo, l’uso improprio di questi tool AI continua come prima, quindi l’autorità ha pubblicato un nuovo avvertimento per ribadire quanto evidenziato quattro mesi fa.
Il Garante ha chiesto inoltre maggiori poteri di intervento per impedire l’accesso dall’Italia ai servizi che permettono la generazione di deepfake non consensuali. Solo così si potrebbe bloccare con tempestività la catena delle condivisioni e la diffusione incontrollata. Gli ordini di blocco vengono solitamente emessi da AGCOM o dai tribunali.
Il Parlamento europeo vuole vietare i sistemi AI che creano o manipolano immagini sessualmente esplicite o intime, incluse le app di nudificazione, ma non è stato ancora trovato l’accordo con il Consiglio.
Sky contro DAZN e TIM sui diritti TV del calcio 2021-2024
La notizia è questa: Sky Italia ha chiesto un risarcimento pari a 1,9 miliardi di euro a DAZN e TIM, presentando la denuncia nelle scorse settimane presso il Tribunale di Milano. A riportarla in anteprima è stata la redazione di Reuters. Al centro della contesa ci sono i diritti TV del calcio, in particolare gli accordi stipulati da DAZN e TIM per il periodo 2021-2024, già ritenuti lesivi per la concorrenza dall’autorità antitrust.
1,9 miliardi: la richiesta di Sky a DAZN e TIMIl riferimento è ovviamente alle partite di Serie A. Ricordiamo che DAZN, ancora oggi, detiene i diritti per trasmetterle tutte, dieci per ogni giornata di campionato. Sky invece ha accesso a tre match per turno, in coesclusiva (anche in streaming su NOW).
Nel 2021, DAZN si è assicurata l’intero pacchetto per le successive tre stagioni, pagando 2,5 miliardi di euro, siglando poi una collaborazione con TIM per la distribuzione. Una mossa contro cui ora Sky punta il dito.
La cifra pari a 1,9 miliardi di euro è così calcolata: 1,1 miliardi per mancati ricavi, 500 milioni di interessi e 380 milioni per danni relativi alla svalutazione del marchio.
Reuters dichiara di aver ricevuto conferma da TIM di quanto sta accadendo e di essere a conoscenza della causa dal 25 marzo. Nessuna delle tre aziende coinvolte ha però rilasciato dichiarazioni o comunicati ufficiali.
Le puntate precedenti: la sanzione di AGCMRicostruendo la vicenda, AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) nel 2023 ha erogato una sanzione da circa 7 milioni di euro a TIM e DAZN, proprio per l’accordo stipulato sulle partite di Serie A dal 2021 al 2024. Una multa poi confermata dal TAR del Lazio l’anno successivo.
… in aggiornamento
A questo prezzo devi acquistare subito Apple iPhone 17e
Apple iPhone 17e è lo smartphone perfetto per chi vuole entrare nel mondo Apple senza dover spendere una fortuna, ma beneficiando di un sistema operativo fluido, affidabile e sempre aggiornato. L’economico di Casa Cupertino oggi ha davvero senso grazie a una delle migliori offerte disponibili su eBay! A questo prezzo è un vero e proprio best buy da non perdere. Acquista la versione da 256GB a soli 599 euro!
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Devi essere veloce perché sta andando letteralmente a ruba, ma non potrebbe essere altrimenti. Presentato a inizio marzo di quest’anno, questo telefono ha diviso la critica. C’è chi lo ha definito inutile e chi, invece, lo ha classificato intelligente. Sicuramente, quello che ha lasciato più perplessi gli utenti è l’unica fotocamera che però, durante l’utilizzo quotidiano, grazie alla tecnologia Fusion da 48MP permette di scattare belle foto e registrare video 4K in Dolby Vision.
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Ottimo anche il display Super Retina XDR da 6,1 pollici, protetto dal Ceramic Shield 2, ma sprovvisto della Dynamic Island. Inoltre, iPhone 17e è anche provvisto di MagSafe per ricariche wireless rapide e accessori interessanti come caricabatterie e custodie. Tra l’altro, questo smartphone integra anche le rivoluzionarie funzioni satellitari di Apple tra cui SOS emergenze, Roadside Assistance, Messaggi via Satellite e Dov’è.
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Daemon Tools: attacco confermato e soluzione
Disc Soft Limited, azienda che sviluppa il popolare Daemon Tools, ha confermato l’attacco supply chain scoperto dai ricercatori di Kaspersky. Con un post sul blog ufficiale sono state fornite informazioni aggiuntive sull’acceso non autorizzato e descritte le misure implementate per rimediare al problema. L’indagine è ancora in corso.
Rimuovere le versioni precedenti alla 12.6Ignoti cybercriminali (probabilmente di origine cinese) hanno sostituito gli installer di Daemon Tools Lite sul sito ufficiale. Gli utenti di oltre 100 paesi, tra cui l’Italia, hanno quindi installato sui loro computer versioni infette che scaricavano backdoor. Disc Soft Limited ha confermato l’accesso ai server attraverso un sofisticato attacco supply chain.
Come indicato nel post, l’azienda ha ricevuto la segnalazione da Kaspersky il 5 maggio. Entro le 12 ore successive sono state eseguite diverse azioni, tra cui l’isolamento dei sistemi colpiti, la rimozione di tutti i file compromessi, la pubblicazione di una nuova versione e il rafforzamento dei controlli di sicurezza.
Le versioni infette sono quelle fino a 12.5.1. Gli utenti devono immediatamente disinstallarle, eseguire una scansione antivirus completa e scaricare la versione 12.6.0.2445 di Daemon Tools Lite (Free). Nessuna infezione è stata trovata negli altri software (a pagamento), tra cui Daemon Tools Lite, Daemon Tools Ultra e Daemon Tools Pro.
Il ricercatore di sicurezza Will Dormann ha notato che ora viene mostrato un avviso all’avvio di Daemon Tools Lite 12.5.1. Il messaggio evidenza tuttavia che questa versione non è più supportata, non che è stata infettata.
L’indagine è ancora in corso. Disc Soft Limited deve ancora stabilire le cause (come è stato effettuato l’accesso) e lo scopo dell’attacco. Al momento non è possibile attribuire l’intrusione a nessun gruppo noto di cybercriminali. Secondo gli esperti di Kaspersky potrebbe essere un attacco di cyberspionaggio.
Outlook permetterà di ritirare le email inviate a clienti e partner
Inviare per errore un’email al destinatario sbagliato è più comune di quanto si pensi. Fino a oggi, Outlook permetteva di richiamare un messaggio solo all’interno della propria azienda, a patto che mittente e destinatario usassero lo stesso sistema Exchange. Con i contatti esterni, come clienti, partner o fornitori, non c’era modo di tornare indietro. Microsoft ora cambia approccio. La funzione di richiamo sarà estesa anche alle comunicazioni tra aziende diverse su Exchange Online.
Outlook permetterà di richiamare email inviate per errore anche fuori dall’azienda, come funzionaCon la nuova funzione, quindi sarà possibile richiamare messaggi inviati per errore anche a destinatari esterni che usano Exchange Online. Il sistema, però, funziona solo se l’azienda destinataria abilita esplicitamente il mittente tramite un elenco di autorizzazione gestito dagli amministratori IT. Senza questa configurazione, il richiamo non sarà disponibile.
È un compromesso ragionevole, tutto sommato. L’azienda ricevente decide chi ha il permesso di ritirare messaggi dalla propria casella. Senza questa restrizione, chiunque potrebbe far sparire email già consegnate, creando problemi di compliance e tracciabilità.
DisponibilitàLa disponibilità generale è prevista per agosto 2026. Come sempre con la roadmap Microsoft 365, le date possono slittare, e in base al feedback o a bug, alcune funzionalità potrebbero non arrivare affatto.
Nel frattempo, Microsoft continua a ricevere critiche per la rimozione della funzione che permetteva di nascondere i contatti suggeriti in Outlook. La modifica, annunciata a febbraio, sta mostrando solo ora i suoi effetti più problematici: indirizzi vecchi, errati o indesiderati stanno ricominciando a comparire nei suggerimenti automatici. Perciò il richiamo dei messaggi inviati per errore è una buona notizia in un periodo in cui Outlook ne ha bisogno.