Dipendenza social: Meta chiede di annullare il verdetto

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 14:53

A fine marzo, una giuria del tribunale di Los Angeles ha stabilito che Meta e YouTube sono stati negligenti, in quanto non hanno avvisato gli utenti sui rischi derivanti dall’uso prolungato dei loro servizi che, nel caso di Kaley G.M., ha causato un dipendenza. In attesa dell’appello, entrambe le aziende hanno chiesto alla giudice di annullare il verdetto o ordinare un nuovo processo.

Social media non responsabili dei contenuti pubblicati?

Kaley G.M. ha iniziato ad usare YouTube, Instagram, TikTok e Snapchat quando aveva 6, 9, 10 e 11 anni, rispettivamente. Nel corso del tempo ha manifestato depressione, ansia e dismorfofobia. Ha quindi denunciato le quattro aziende nel 2023 per aver creato interfacce e funzionalità che spingono gli utenti a rimanere sulle piattaforme, tra cui riproduzione automatica dei video e scrolling infinito.

Snap e TikTok hanno sottoscritto un accordo extragiudiziale, mentre Meta e YouTube sono andati a processo, al termine del quale sono state condannate per negligenza nella progettazione dei servizi. Le due aziende dovranno inoltre pagare 4,2 e 1,8 milioni di dollari rispettivamente, come risarcimento danni.

In attesa dell’appello, Meta e Google hanno chiesto alla giudice Carolyn Kuhl di annullare il verdetto della giuria o ordinare un nuovo processo. Entrambe le aziende affermano che sono “schermate” dalla Section 230 del Communications Decency ​Act, una legge federale del 1996 che protegge le piattaforme online dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti.

In base alle prove presentate al processo, i problemi di salute mentale di Kaley G.M. erano collegati ai contenuti che visualizzava, non alle funzionalità implementate, come la riproduzione automatica e lo scrolling infinito, alle quali non si applica la suddetta Section 230.

In pratica, l’esito della richiesta e dell’appello dipenderanno dall’interpretazione della legge. La sentenza definitiva diventerà un riferimento per altre simili denunce (sono migliaia) presentate da singoli utenti, distretti scolastici e Stati. Meta rischia anche di pagare fino a 3,7 miliardi di dollari dopo aver perso il processo di primo grado in New Mexico.

AI Act: scadenze posticipate e ban dei deepfake sessuali

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 12:53

Parlamento e Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle modifiche all’AI Act proposte dalla Commissione con il pacchetto Digital Omnibus. Sono state posticipate le scadenze per alcuni obblighi per dare più tempo ai provider. I co-legislatori hanno anche introdotto il ban per i tool AI che permettono di generare deepfake sessuali, un divieto assente nel testo originario della legge.

Nuove scadenze di applicazione

Le nuove regole per i sistemi AI ad alto rischio dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2 agosto 2026. Non sono però disponibili le linee guida che spiegano la loro applicazione alle aziende interessate. Su proposta della Commissione, Parlamento e Consiglio hanno deciso di posticipare la scadenza al 2 dicembre 2027. Sono interessati i sistemi AI che sfruttano la biometria e quelli utilizzati in infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, giustizia e gestione delle frontiere.

L’applicazione è stata invece posticipata al 2 agosto 2028 per i sistemi AI ad alto rischio integrati nei prodotti (ad esempio giocattoli e ascensori) soggetti alla legislazione settoriale dell’UE in materia di sicurezza e sorveglianza del mercato. È stato infine posticipato al 2 dicembre 2026 (invece del 2 febbraio 2027 proposto dalla Commissione) l’obbligo di aggiungere un watermark ai contenuti generati dall’AI (audio, immagini, video o testo) per indicarne l’origine.

Ban per i deepfake sessuali

La vera novità è rappresentata dal ban dei sistemi AI che generano contenuti sessuali e intimi non consensuali o materiale di abuso sessuale sui minori. Il divieto riguarda l’immissione sul mercato di sistemi AI che generano tali contenuti, l’immissione sul mercato senza adeguate misure di sicurezza per impedire la generazione e i soggetti che utilizzano questi sistemi allo scopo di creare tali contenuti.

Il ban si applica ai immagini, video e audio. Le aziende hanno tempo fino al 2 dicembre 2026 per implementare le necessarie misure. L’accordo provvisorio dovrà essere approvato formalmente da Parlamento e Consiglio entro il 2 agosto 2026, altrimenti verranno applicate le regole per i sistemi AI ad alto rischio a partire da questa data, come previsto dal testo originario dell’AI Act.

Codex di OpenAI su Chrome, l'estensione per testare e sviluppare

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 12:51

Codex esce dall’app ed entra nel browser. OpenAI ha lanciato un’estensione Chrome per la sua piattaforma di coding AI che permette di testare web app, raccogliere contesto dalle schede aperte, usare Chrome DevTools in parallelo e organizzare i risultati, il tutto senza che il browser venga monopolizzato. L’estensione funziona su Windows e Mac.

L’estensione Chrome di Codex porta il coding AI direttamente nel browser

Con il plugin di Chrome, Codex può testare le web app direttamente nel browser, raccogliere contesto da più schede aperte contemporaneamente, usare i DevTools in modo efficiente in parallelo mentre l’utente lavora su altro, e mantenere i risultati organizzati.

Oggi gran parte del lavoro di sviluppo passa dal browser: test, debug, ispezione del codice, distribuzione. Finora Codex era confinato all’app desktop, inizialmente disponibile su macOS e poi estesa ad altre piattaforme, come Windows. L’integrazione nel browser riduce ora le interruzioni tra strumenti diversi e semplifica il lavoro quotidiano degli sviluppatori.

Ma il valore potenziale più grande è un altro, il browser è dove lavorano tutti, non solo gli sviluppatori. Integrando Codex su Chrome, OpenAI potrebbe avvicinare gli strumenti di programmazione assistita anche a professionisti senza competenze tecniche avanzate, ma che svolgono gran parte delle attività online.

La strategia segreta di OpenAI

OpenAI punta a un’app unificata che combini Codex, il chatbot ChatGPT e il browser proprietario Atlas. L’estensione Chrome è un passaggio intermedio, porta le capacità di Codex dove gli utenti già lavorano, in attesa che l’ecosistema completo sia pronto.

Aiutami a scrivere di Gmail impara il tono e lo stile dell'utente

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 12:21

Finora, le email generate con “Aiutami a scrivere” di Gmail avevano tutte lo stesso tono, corretto e formale, ma del tutto impersonale. Con i nuovi aggiornamenti di Gemini, Google punta a rendere la scrittura più naturale. L’AI può imparare il modo in cui l’utente scrive abitualmente e utilizzare documenti e file personali per aggiungere dettagli reali ai messaggi.

Gmail impara il tono di scrittura dell’utente

La prima novità è la personalizzazione di tono e stile. Gemini analizza le email già scritte in passato e genera bozze che rispecchiano il modo in cui si scrive. Se le email sono informali, le bozze saranno informali. Se si usa un registro più formale, l’AI si adatta di conseguenza. Non serve configurare nulla, l’AI impara dal proprio storico.

Arriva la contestualizzazione tematica

La seconda è la contestualizzazione tematica. Quando si scrive un prompt, Gemini può connettersi a Gmail e Google Drive, cercare informazioni rilevanti e inserirle nella bozza. Nell’esempio di Google, un utente scrive un’email sulle campagne influencer recenti e l’AI recupera i nomi delle campagne dai file di Drive e lo stato di avanzamento dalle email recenti, senza che l’utente debba incollare nulla manualmente.

Aiutami a scrivere” era utile per vincere il blocco della pagina bianca, ma produceva email che si dovevano riscrivere quasi interamente per sembrare scritte di proprio pugno. Con la personalizzazione del tono, la riscrittura dovrebbe ridursi. E con la contestualizzazione, anche il copia-incolla di dati da altre fonti.

Il concetto è lo stesso alla base di Personal Intelligence di Gemini e delle AI Overview su Gmail, l’AI conosce il proprio contesto e lo usa senza che dover spiegare nulla.

Switch 2 costerà di più: aumento di prezzo confermato da Nintendo

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 12:00

Lo abbiamo scritto in tempi non sospetti, prima che si iniziasse a discutere della crisi delle memorie: il gaming sta diventano una passione sempre più costosa. E l’ennesima conferma di quanto la previsione fosse azzeccata è appena arrivata da Nintendo, che ha annunciato un aumento di prezzo per la sua nuova console Switch 2.

Aumento di prezzo anche per Nintendo Switch 2

La buona notizia (vogliamo comunque vedere il lato positivo) è che il ritocco verso l’alto del listino in Europa non avverrà subito. Vale a dire che, chi vuole acquistare la piattaforma senza dover affrontare un esborso extra, ha tempo per farlo con relativa calma. Nel vecchio continente il cambiamento è previsto a partire dall’1 settembre 2026, così come negli Stati Uniti e in Canada. La scadenza è invece molto più stringente per il Giappone, fissata al 25 maggio 2026.

Dunque, quanto costerà Switch 2 dalla fine dell’estate? Si passa dagli attuali 469,99 euro al nuovo prezzo di 499,99 euro, considerando la versione con la sola console, non il bundle che include Mario Kart World. Un incremento non indifferente, giustificato da Nintendo proprio con l’impatto delle diverse variazioni delle condizioni di mercato.

Per il Giappone è previsto un rincaro anche dell’abbonamento al servizio Switch Online, da 306 yen a 400 yen mensili per la sottoscrizione annuale. Al momento l’annuncio non riguarda gli altri territori.

Secondo i risultati finanziari appena pubblicati, le vendite della console lanciata lo scorso anno hanno raggiunto i 2,49 milioni di unità nel corso dell’ultimo trimestre. È stata generalmente ben accolta dai giocatori, nonostante non si possa certo definire una piattaforma next-gen: le prestazioni sono paragonabili a quelle della generazione attuale (PlayStation e Xbox), ma spingere su comparto hardware e prestazioni non è mai stato tra le priorità di Nintendo, che preferisce concentrarsi sull’esclusività delle proprie IP e sull’offrire esperienze diverse rispetto alla concorrenza. Vedremo se la strategia pagherà anche questa volta.

Elon Musk nei guai: indagine criminale in Francia

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 11:42

La Procura di Parigi ha avviato un’indagine criminale nei confronti di X e xAI. È in pratica la versione più grave dell’indagine iniziata a luglio 2025 ed estesa a febbraio 2026. Le autorità francesi hanno nuovamente convocato Elon Musk e l’ex CEO Linda Yaccarino. In caso di incriminazione rischiano l’arresto.

Il caso diventa uno scontro tra Francia e Stati Uniti

L’indagine originaria riguardava la manipolazione dell’algoritmo di X per incrementare la visibilità dei contenuti di estrema destra. In seguito ad ulteriori segnalazioni è stata estesa per considerare anche la diffusione di contenuti negazionisti dell’Olocausto e deepfake sessualmente espliciti da parte di Grok.

Elon Musk e Linda Yaccarino dovevano presentarsi in Procura o rispondere alle domande in videoconferenza il 20 aprile. Nessuno dei due ha rispettato la richiesta. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti non ha collaborato, affermando che si tratta di un’indagine con motivazioni politiche.

La Procura di Parigi ha ora aperto un’indagine criminale con 9 capi di accusa (PDF):

  • Complicità nella detenzione di materiale pedopornografico e diffusione di immagini pornografiche di minori
  • Raccolta di dati personali con mezzi fraudolenti o illeciti
  • Trattamento di dati senza adeguate misure di sicurezza
  • Estrazione fraudolenta di dati da sistemi automatizzati
  • Violazione del segreto della corrispondenza elettronica
  • Falsificazione del funzionamento di un sistema di trattamento dei dati
  • Diffusione di contenuti sessuali generati tramite algoritmi che riproducono l’immagine o la voce di persone senza consenso
  • Gestione di una piattaforma online per consentire transazioni illegali
  • Negazionismo di crimini contro l’umanità facilitata da Grok

La procura di Parigi chiede che i giudici istruttori incriminino formalmente X, xAI, Elon Musk e Linda Yaccarino. Questi ultimi verranno convocati per raccogliere le loro osservazioni. Se non rispetteranno il mandato del giudice verranno incriminati in contumacia. I magistrati decideranno se iniziare un processo o chiudere il caso. Teoricamente Musk e Yaccarino rischiano anche l’arresto. Ovviamente il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti respingerà l’eventuale richiesta di estradizione.

Google e diritto all’oblio: la Cassazione riapre il tema del risarcimento

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 11:30

Con l’[branded_content po_number=”MT112″ program_code=”cybl” format_id=”54″ link=”https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/diritto-all-oblio-google-deve-risarcire-non-aver-deindicizzato-tempestivamente-AIhvX52B”]ordinanza n. 6433/2026[/branded_content], pubblicata il 18 marzo 2026, la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione è intervenuta su un caso di diritto all’oblio, accogliendo il ricorso proposto dagli [branded_content po_number=”MT112″ program_code=”cybl” format_id=”54″ link=”https://www.ilmessaggero.it/speciali/pm/cassazione_14488_2025_google_deve_cancellare_le_vecchie_notizie_incomplete-8955857.html”]avvocati Angelica Parente e Domenico Bianculli[/branded_content] avverso la sentenza del Tribunale di Roma n. 14793/2024. Quest’ultima aveva riconosciuto la violazione del diritto all’oblio da parte di Google LLC, ma aveva respinto la domanda risarcitoria per difetto di prova del danno. La Suprema Corte ha cassato la decisione con rinvio, disponendo un nuovo esame da parte del giudice di merito.

La vicenda trae origine da un procedimento penale risalente nel tempo, conclusosi nel marzo 2022 con declaratoria di estinzione del reato per prescrizione. A seguito di tale esito, il ricorrente aveva presentato a Google due istanze di deindicizzazione riguardanti articoli di stampa online che riportavano notizie relative alla vicenda giudiziaria. Nelle richieste era stato incluso anche il riferimento al provvedimento conclusivo del procedimento.

Secondo quanto ricostruito nel giudizio di merito, Google aveva accolto una sola delle due richieste, mentre l’altra non era stata evasa, con conseguente permanenza online degli URL contestati fino alla notifica del ricorso. Gli URL contestati erano stati rimossi solo successivamente alla notifica del ricorso introduttivo. Il Tribunale di Roma aveva quindi dichiarato cessata la materia del contendere, riconoscendo che la tardiva [branded_content po_number=”MT112″ program_code=”cybl” format_id=”54″ link=”https://studiolegaleparentebianculli.com/cancellare-notizie-da-google-ai-mode-perplexity-e-chatgpt-2145.html”]deindicizzazione[/branded_content] integrava una violazione del diritto all’oblio, ma aveva escluso la sussistenza di un danno risarcibile in assenza di prova specifica.

Avverso tale decisione, il ricorrente, assistito dagli avvocati Parente e Bianculli, proponeva ricorso per cassazione articolato in più motivi, censurando in particolare la valutazione del Tribunale in ordine alla prova del danno e alla motivazione della sentenza.

La Corte di Cassazione ha esaminato congiuntamente i motivi di ricorso, ritenendoli fondati nei limiti indicati in motivazione. In particolare, la Suprema Corte ha rilevato un vizio nella motivazione della sentenza impugnata, qualificandola come “apparente” e non conforme al minimo costituzionale richiesto dall’art. 111, comma 6, della Costituzione.

La Corte ha rilevato che il Tribunale, pur avendo accertato la violazione del diritto all’oblio, ha escluso il danno con una motivazione ritenuta non sufficiente sotto il profilo giuridico“, osserva l’Avv. Angelica Parente.

La Corte ha inoltre evidenziato che il giudice di merito avrebbe dovuto esaminare in modo puntuale le circostanze allegate dal ricorrente, tra cui la diffusione dei contenuti online, la loro visibilità nei risultati di ricerca e la natura delle informazioni pubblicate. L’Avv. Domenico Bianculli richiama poi il passaggio in cui la Cassazione ribadisce che il danno non patrimoniale può essere accertato anche mediante presunzioni semplici, valutando elementi come la diffusione della notizia, la rilevanza dell’offesa e la posizione del soggetto interessato.

La Suprema Corte ha quindi ritenuto che il Tribunale non abbia correttamente applicato i criteri di valutazione del danno, omettendo di considerare le allegazioni difensive e di utilizzare gli strumenti probatori disponibili, tra cui il ragionamento presuntivo.

Dal punto di vista tecnico, il caso riguarda il funzionamento stesso dei motori di ricerca e il modo in cui le informazioni vengono aggregate e rese reperibili online. Google indicizza continuamente pagine web attraverso sistemi automatizzati di crawling, associando contenuti, snippet e URL a specifiche query di ricerca, comprese quelle basate sul nome di una persona. La deindicizzazione non comporta la cancellazione della pagina dal sito sorgente, ma impedisce che quel determinato URL compaia tra i risultati associati a una ricerca nominativa. È un meccanismo che interviene direttamente sul livello di accessibilità dell’informazione, modificando il modo in cui gli algoritmi restituiscono contenuti agli utenti senza eliminare il dato dalla rete. Proprio per questo, il diritto all’oblio rappresenta oggi uno dei principali punti di contatto tra regolazione europea dei dati personali e architettura tecnica dei motori di ricerca.

Alla luce di tali rilievi, la Cassazione ha disposto la cassazione della sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Roma, in diversa composizione, affinché proceda a un nuovo esame della domanda risarcitoria, attenendosi ai principi enunciati. Il giudice del rinvio sarà chiamato anche a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.

L’ordinanza si inserisce nel quadro delle controversie sul trattamento dei dati personali online e sul diritto all’oblio, rafforzando gli strumenti di tutela della reputazione e la possibilità di [branded_content po_number=”MT112″ program_code=”cybl” format_id=”54″ link=”https://gdpr.net/tutti-i-passaggi-da-eseguire-per-cancellare-notizie-da-google/”]cancellare notizie pregiudizievoli da internet[/branded_content] quando non più attuali o adeguatamente aggiornate.

In collaborazione con Cyberlex

Spotify accoglie i podcast AI generati da Claude Code e Codex

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 11:21

Si raccoglie materiale di ricerca su un argomento, si dà in pasto a Claude, ChatGPT o qualsiasi chatbot si preferisce. L’AI genera un riassunto audio, un podcast personale sulla propria ricerca. E adesso quel podcast appare su Spotify, nel proprio feed, accanto agli altri che si ascoltano ogni giorno.

È “Salva su Spotify“, un nuovo strumento da riga di comando che permette agli agenti AI come Claude Code e Codex di OpenAI di salvare contenuti audio direttamente nella propria libreria Spotify.

Gli agenti AI possono salvare podcast generati direttamente su Spotify

Basta scaricare e installate la CLI Save to Spotify da GitHub. Poi si dà il prompt al proprio agente AI come al solito, aggiungendo “salva su Spotify” alla fine. L’audio generato appare nel proprio feed podcast.

Ora è possibile salvare e riprodurre podcast personali su Spotify, dice l’azienda nel blog. Il tuo agente può generare un briefing giornaliero, privato per te, salvato insieme a tutto il resto nella tua libreria. E come sempre con Spotify, è integrato su tutti i dispositivi che usi.

Per chi ha senso

Se si usa regolarmente l’AI per generare riassunti audio di ricerche, articoli, documenti o notizie, e si vuole ascoltarli durante il tragitto o la corsa mattutina, avere quei contenuti nel feed di Spotify invece di file audio sparsi è un miglioramento pratico. L’alternativa finora era scaricare l’audio, caricarlo da qualche parte, e poi ricordarsi dov’era.

Certo è, che Spotify sta cambiando faccia. da piattaforma di contenuti prodotti da altri a piattaforma dove i propri contenuti personali convivono con quelli professionali. Dopo la vendita di libri fisici, Page Match per sincronizzare audiolibri e libri cartacei, e l’integrazione di ElevenMusic per la musica generata dall’AI, Spotify aggiunge un altro formato.

Hantavirus: boom di ricerche online, le fonti affidabili per informarsi

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 10:43

Il grafico qui sotto mostra il volume delle ricerche su Google relative al termine hantavirus eseguite nelle ultime due settimane. Tra le parole correlate vi sono nave, crociera, cos’è e sintomi. Il motivo è chiaro: la diffusione delle notizie relative al focolaio esploso sulla MV Hondius che avrebbe già causato tre morti.

Dove trovare informazioni affidabili su hantavirus

Nel momento in cui virale può assumere una doppia valenza, una in ambito medico e l’altra sui social, è bene fare chiarezza e riferimento alle fonti autorevoli. C’è il documento pubblicato proprio nei giorni scorsi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con l’obiettivo di far luce (e tranquillizzare) su un argomento che sta finendo al centro dell’attenzione mediatica in tutto il mondo. È accompagnato da un breve video informativo che risponde ad alcune delle domande più frequenti sul tema.

Chi ha poca dimestichezza con l’inglese può consultare l’approfondimento condiviso da Humanitas, che tocca aspetti come le modalità di infezione da hantavirus, i sintomi, la diagnosi e le cure.

Quanto è esteso il problema? Il rischio di una nuova epidemia è reale? Prima che qualcuno riporti in auge le teorie del complotto chiamando in causa Bill Gates, vale la pena ricordare che su queste pagine abbiamo già scritto del tema nel marzo 2020, poche settimane dopo l’inizio della crisi sanitaria legata a COVID-19, quando online si stava diffondendo un clima di tensione molto simile a quello che si respira oggi. Riportiamo dal documento dell’OMS.

Ad oggi, la trasmissione da uomo a uomo è stata documentata solo per il virus Andes nelle Americhe e rimane rara. Quando si verifica, la trasmissione tra persone è stata associata a contatti stretti e prolungati, in particolare tra membri della stessa famiglia o partner intimi, e sembra più probabile durante la fase iniziale della malattia, quando il virus è più trasmissibile.

Apple pronta al lancio degli AirPods con fotocamere

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 10:26

Sotto la guida di John Ternus (nuovo CEO dal 1 settembre), Apple annuncerà nuovi dispositivi indossabili. Due di essi (smart glass e ciondolo) appartengono a categorie di prodotti mai sperimentate dall’azienda di Cupertino. Il terzo è invece l’evoluzione di un prodotto già sul mercato. Si tratta degli AirPods con fotocamere che hanno recentemente raggiunto l’ultimo stadio di sviluppo.

AirPods con fotocamere e Siri

Apple vende attualmente due auricolari wireless (AirPods 4 e AirPods Pro 3), oltre alle cuffie AirPods Max 2. Le prime indiscrezioni su una versione più avanzata risalgono a circa due anni fa. Mark Gurman (giornalista di Bloomberg) aveva confermato i piani di Apple a metà febbraio, ma l’arrivo sul mercato avverrà più tardi del previsto.

Le fonti di Gurman hanno comunicato che è stato raggiunto l’ultimo stadio di sviluppo. I prototipi hanno design e funzionalità che gli utenti troveranno sul prodotto finale. Gli AirPods con fotocamere sono quasi identici agli attuali AirPods Pro 3, ma hanno steli più lunghi per ospitare sensori e lenti. Non saranno però fotocamere di elevata qualità in grado di scattare immagini o registrare video. Serviranno solo per aggiungere “occhi” a Siri.

Dovevano essere disponibili entro metà 2026, ma il lancio è stato posticipato alla fine dell’anno perché la versione 2.0 di Siri (quella basata su Google Gemini) non è ancora pronta (verrà annunciata durante la WWDC 2026). Proprio la parte software necessita ancora di miglioramenti, in particolare le funzionalità Visual Intelligence.

Usando le fotocamere, Siri risponderà alle domande degli utenti su ciò che viene inquadrato. Fornirà ad esempio gli ingredienti di un piatto o indicazioni più precise per raggiungere una destinazione. Un LED indicherà l’attivazione delle fotocamere per informare le persone nelle vicinanze. Potrebbe però essere inutile considerate le dimensioni degli auricolari.

Non ci sono al momento indiscrezioni sul prezzo, ma sarà certamente maggiore dei 249 euro necessari per acquistare gli AirPods Pro 3.

A Fastweb non piace lo spot iliad con Megan Gale: effetto Streisand

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 10:12

Nei giorni scorsi iliad ha lanciato una campagna promozionale con una testimonial che non è passata inosservata: Megan Gale. Chi all’inizio del millennio aveva già tra le mani un telefonino non faticherà a ricordarla come volto delle pubblicità Omnitel e Vodafone. A qualcuno questo ritorno non è piaciuto e ora minaccia di ricorrere a vie legali.

Lo spot di iliad con Megan Gale e la lettera di Fastweb

Benedetto Levi, CEO di iliad, ha condiviso su LinkedIn la lettera ricevuta da Fastweb, che all’inizio dell’anno ha definitivamente incorporato Vodafone Italia. Si apre riconoscendo il valore evocativo del personaggio, molto forte presso il target di riferimento. Che poi, guarda caso, sarebbe proprio il motivo per cui l’attrice e modella è stata scelta per il nuovo spot. Prosegue citando alcune frasi pronunciate da chi la vede camminare per le vie di Milano, riconosciuta dalla gente come protagonista di un’altra pubblicità: Megan, cosa ci fai in questo spot?, Ho deciso di cambiare, Eh sì, è passata in iliad anche lei. Il dito è poi puntato contro la scelta dell’abbigliamento: Peraltro, Megan Gale è vestita di rosso, il colore che identifica Vodafone sin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003.

Fastweb cita la possibile violazione di numerose norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e del codice civile, poiché realizza infatti un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb, con effetti denigratori nei confronti del marchio, abbandonato persino dalla sua storica testimonial. Anche se purtroppo non ci è mai successo, comprendiamo bene che essere lasciati da una come Megan possa spezzare il cuore.

La lettera va avanti chiamando in causa una comparazione meramente suggestiva fra Vodafone e iliad a tutto vantaggio di quest’ultima. Va detto che non c’è mai alcun riferimento diretto a Vodafone, né un confronto tra le tariffe dei due operatori. Insomma, che fosse una frecciatina alla concorrenza l’abbiamo capito tutti dal primo frame, ma ce n’è abbastanza per chiedere l’immediata cessazione della diffusine della campagna?

Ciò che sta già avvenendo è il più classico effetto boomerang (o effetto Streisand): più si cerca di affondare un contenuto, in questo caso un messaggio pubblicitario, più gli si dà rilievo. Basta dare un’occhiata ai profili social di Gale per capire quanto la mossa sia stata efficace.

Mythos di Anthropic scova su Firefox bug nascosti da 15 anni

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 09:46

Ad aprile 2025, Firefox ha rilasciato 31 correzioni di bug. Ad aprile 2026, ne ha rilasciate 423. La differenza ha un nome: Mythos, il modello di cybersicurezza di Anthropic che Sam Altman ha definito “marketing basato sulla paura e che Anthropic ha dichiarato troppo potente per il rilascio pubblico.

I ricercatori di sicurezza di Mozilla ora raccontano cosa significa lavorare con Mythos nella pratica. La risposta: centinaia di vulnerabilità ad alta gravità scoperte, incluse alcune dormienti nel codice da oltre dieci anni.

Il salto di qualità con Mythos di Anthropic

Fino a sei mesi fa, gli strumenti AI per la ricerca di bug erano più un fastidio che un aiuto, inondavano i team di sicurezza con report di bassa qualità e falsi positivi. I ricercatori di Mozilla descrivono però un cambiamento rapidissimo: È difficile rendere l’idea di quanto la situazione sia cambiata in pochi mesi. Da una parte, i modelli sono diventati molto più capaci. Dall’altra, abbiamo migliorato radicalmente il modo in cui li utilizziamo.

La differenza, spiegano, è nei nuovi sistemi agentici, non si limitano a segnalare possibili problemi, ma verificano anche la qualità delle proprie analisi e scartano autonomamente i risultati meno affidabili.

Mythos riesce a violare la sandbox di Firefox

Il risultato più impressionante riguarda la sandbox di Firefox, la parte più sicura del browser, progettata per isolare i processi e impedire che codice malevolo raggiunga il sistema. Per trovare vulnerabilità nella sandbox, il modello deve scrivere una patch compromessa per il browser, poi attaccare la parte più sicura del software con il nuovo codice implementato. È un processo a più step, che richiede creatività e attenzione ai dettagli.

Il programma bug bounty di Mozilla paga fino a 20.000 dollari per chi trova un bug nella sandbox. Nonostante la cifra, Brian Grinstead, ingegnere di Mozilla, dice che Mythos trova più vulnerabilità sandbox di quante ne abbiano mai trovate i ricercatori umani.

Mythos trova i bug, ma non li corregge

Un dettaglio importante, Mozilla non usa l’AI per correggere i bug che trova. Il team chiede all’AI di proporre patch, ma il codice che ne risulta non può essere distribuito direttamente, serve come modello per un ingegnere umano. Per i bug di cui parliamo in questo post, ognuno ha un ingegnere che scrive la patch e uno che la rivede. Non può essere automatizzato, dice Grinstead.

Insomma, l’AI sa dove sono i problemi, ma non sa ancora come risolverli in modo affidabile.

Un mese dopo l’anteprima di Mythos, la maggior parte dei bug scoperti probabilmente non è stata ancora corretta. Anthropic segue le norme di divulgazione responsabile, ma è probabile che malintenzionati usino tecniche simili dietro le quinte.

Come osserva Grinstead: È uno strumento utile sia per gli hacker sia per chi si occupa di difesa. Però il fatto che sia disponibile sposta l’ago della bilancia leggermente a favore della difesa. La realtà è che nessuno conosce ancora davvero la risposta.

Il punto, quindi, è che queste tecnologie possono rafforzare entrambe le parti: chi protegge i sistemi e chi cerca di violarli.

Telegram: bot AI e altre 9 nuove funzionalità

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 09:11

La software house guidata da Pavel Durov ha rilasciato ieri sera la versione 12.7 di Telegram che include 10 nuove funzionalità. Quasi il 50% di esse riguarda l’uso dei bot AI per eseguire varie azioni. Ci sono inoltre novità per emoji, sticker, sondaggi, pianificazione dei messaggi e reazioni. L’aggiornamento può essere già scaricato dagli store di Apple e Google.

Tutte le novità di Telegram

Telegram permette ora di utilizzare gli assistenti AI o altri tool automatizzati di terze parti come bot ospiti all’interno delle chat private o di gruppo. Gli utenti devono solo citarli (fino a 3 contemporaneamente) con @username nel messaggio per chiedere informazioni o generare immagini. I bot hanno accesso solo al messaggio specifico in cui sono citati e a tutte le risposte a quel messaggio. Non possono vedere quali utenti sono nella chat e non possono accedere ad altri messaggi.

L’aggiornamento introduce anche la comunicazione tra bot. I bot possono quindi rispondere ad altri bot. La funzionalità è utile per automatizzare i flussi di lavoro con agenti completamente autonomi. I bot possono ora scrivere le risposte in streaming man mano che vengono generate, invece di attendere il completamento del messaggio.

Infine, gli utenti possono collegare un bot al proprio profilo e permettergli di rispondere ai messaggi. È possibile scegliere le chat a cui può accedere, escludendo ad esempio quelle con i contatti personali oppure rispondendo solo alle nuove chat. La funzionalità si trova in Impostazioni > Account > Automazione chat.

Telegram consente anche di creare stili AI personalizzati, inserendo un prompt nell’editor di testo. I team possono ad esempio standardizzare i testi per post e promozioni, mentre le community possono creare stili con meme per i loro membri. Ogni stile personalizzato ha un link condivisibile che permette agli altri utenti di visualizzare l’anteprima dello stile e di aggiungerlo al proprio editor di testo.

Sfruttando modelli AI custom che operano sulla rete Cocoon è possibile trovare facilmente oltre 100 milioni di emoji e sticker pubblici creati dagli utenti di Telegram attraverso la funzione di ricerca nel pannello degli sticker (sono supportate parole chiave in 36 lingue).

Altre due novità riguardano i sondaggi. Quelli nei gruppi e nei canali mostrano un grafico interattivo per gli amministratori che traccia il numero di voti per ogni opzione nel tempo. Gli amministratori dei canali possono invece impostare limiti personalizzati su chi può partecipare ai sondaggi, consentendo la partecipazione solo agli iscritti o solo agli utenti di specifici paesi.

Infine, i messaggi pianificati possono essere consegnati in modo silenzioso (senza suono di notifica), mentre gli amministratori dei gruppi possono ora eliminare le reazioni di utenti specifici.

Perplexity lancia Personal Computer su Mac: l'agente AI locale

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 09:06

Personal Computer di Perplexity è un agente AI che gira sul Mac, accede ai file locali, alle app native, al web e a oltre 400 connettori, ed esegue workflow multi-step per conto dell’utente. Dopo un mese di accesso limitato agli abbonati Max con lista d’attesa, ora è disponibile per tutti gli utenti Mac.

Un agente AI che lavora sul vostro Mac: cosa fa Perplexity Personal Computer

Personal Computer porta le capacità dell’agente AI di Perplexity dal cloud al proprio dispositivo. Lavora con i file locali, le app Mac native e il web. Può gestire strumenti, usare i connettori e sfruttare il proprio contesto personale, il tutto all’interno di un ambiente di sviluppo sicuro sui server di Perplexity.

Ad esempio, è possibile confrontare due file da app diverse, prendere appunti da un’app e creare una bozza in un’altra, lavorare con spreadsheet e documenti e materiali distribuiti tra più applicazioni. Se si abbina a Comet, il browser AI di Perplexity, può operare su strumenti web senza bisogno di connettori dedicati.

L’aspetto più interessante, è che è progettato per girare su dispositivi sempre accesi come un Mac Mini, Personal Computer può essere controllato da remoto dall’iPhone, si possono avviare compiti o approvare richieste dal telefono mentre l’agente lavora sul Mac.

La differenza con OpenClaw

OpenClaw ha reso popolare il concetto di agente AI locale, ma ha sollevato preoccupazioni serie sulla sicurezza a causa dei permessi elevati richiesti. Personal Computer si presenta come alternativa più sicura, o almeno, questa è la promessa. Il fatto che l’esecuzione avvenga in un ambiente controllato sui server di Perplexity, pur accedendo ai file locali, è il compromesso tra sicurezza e funzionalità.

Microsoft sta integrando funzionalità simili in Copilot, Google le porta su Chrome Enterprise con auto browse. Perplexity arriva con il vantaggio dell’indipendenza da un ecosistema specifico, non è legata a Windows come Copilot, né a Google Workspace come Chrome Enterprise.

La vecchia app Mac di Perplexity verrà deprecata nelle prossime settimane, il team si concentra su Personal Computer come app principale. Chi usava Perplexity su Mac dovrà passare alla nuova app.

Cloud a vita senza abbonamento con Internxt all'85% di sconto

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 09:00

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Luce e Gas a costo fisso per un anno con Octopus Energia

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 08:30

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Steam Controller è sold out: la lista d'attesa per fermare i bagarini

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 08:26

Come abbiamo segnalato nei giorni scorsi, la situazione bagarini relativa allo Steam Controller è letteralmente sfuggita di mano: unità rivendute a più di 400 euro su eBay e altri marketplace, quando il prezzo di listino è 99 euro. Il prodotto è ancora sold out. Valve è a conoscenza del problema e intenzionata ad affrontarlo con l’unica arma a sua disposizione: quella della lista d’attesa.

Nuove regole per acquistare lo Steam Controller

In un comunicato appena condiviso, l’azienda annuncia che questa sera (8 maggio, ore 19:00), sarà aperta una coda di prenotazione per l’acquisto. Vale a dire che non ci si potrà più semplicemente collegare allo store ufficiale e mettere la periferica nel carrello. L’obiettivo è quello di evitare situazioni come quella riportata nello screenshot qui sotto.

Una volta effettuata la prenotazione, il tuo posto in coda verrà mantenuto. Quando il prodotto tornerà disponibile, le email per effettuare l’ordine verranno inviate nello stesso ordine in cui sono state effettuate le prenotazioni.

Ci saranno inoltre alcune regole da rispettare. Paletti e restrizioni che non avrebbero senso di esistere in una situazione normale, ma come ben sappiamo la piaga dei bagarini è un problema reale e tutti ne devono pagare le conseguenze.

  • Le prenotazioni saranno limitate a un solo Steam Controller per utente;
  • una volta ricevuta l’email per l’ordine, si avranno tre giorni (72 ore) per completare l’acquisto su Steam;
  • per il momento, i clienti che hanno già acquistato uno Steam Controller non potranno prenotarne un altro;
  • l’account dovrà essere in regola su Steam;
  • bisogna aver effettuato almeno un acquisto su Steam prima del 27 aprile 2026.

Quest’ultima limitazione in particolare ha l’obiettivo di evitare che qualcuno possa creare una serie di nuovi account per accaparrarsi i controller (uno alla volta) e poi rivenderli. E per quanto riguarda le tempistiche di attesa, da noi bisognerà avere pazienza per alcune settimane.

Il rifornimento delle scorte varierà da regione a regione. Inizieremo a evadere le prenotazioni la prossima settimana negli Stati Uniti e in Canada, mentre nel Regno Unito, Unione Europea e Australia nelle settimane successive.

ChatGPT avviserà una persona di fiducia se si parla di autolesionismo

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 08:18

Se si parla di suicidio o autolesionismo con ChatGPT, l’AI potrà avvisare qualcuno scelto in anticipo, come un familiare, un amico, un caregiver. OpenAI ha lanciato “Contatto di fiducia” una funzione opzionale che permette agli utenti adulti di designare un contatto di emergenza che verrà allertato se i sistemi automatici rilevano conversazioni a rischio.

La funzione arriva dopo che un sedicenne si è tolto la vita dopo mesi di conversazioni con ChatGPT, l’evento che a settembre ha portato OpenAI a introdurre i controlli parentali e un contatto di emergenza per i minorenni. Lo stesso sistema ora arriva anche per gli adulti.

Come funziona Contatto di fiducia su ChatGPT

Qualsiasi utente adulto di ChatGPT può attivare la funzione nelle impostazioni dell’account, aggiungendo i dati di contatto di un altro adulto (che sia almeno maggiorenne). Il contatto designato deve accettare l’invito entro una settimana. Sia l’utente che il contatto possono rimuoversi in qualsiasi momento.

Se i sistemi automatici di OpenAI rilevano che l’utente sta parlando di farsi del male, ChatGPT lo incoraggia a contattare la persona di fiducia e lo avvisa che il contatto potrebbe essere allertato. Un piccolo team di persone appositamente formate rivede la situazione. Se la conversazione viene valutata a rischio, ChatGPT invia una notifica breve al contatto via email, SMS o notifica in-app. La notifica è limitata, non condivide dettagli della conversazione né trascrizioni.

Salute e Chatbot AI

La funzione è la risposta di OpenAI alle crescenti preoccupazioni sulla salute mentale degli utenti che interagiscono con i chatbot AI. Come abbiamo raccontato questa settimana, Grok ha convinto un uomo ad armarsi contro assassini inesistenti, una donna ha fatto causa a OpenAI perché ChatGPT ha alimentato le ossessioni del suo stalker.

Meta ha introdotto una funzione simile su Instagram che avvisa i genitori se i figli cercano ripetutamente contenuti sull’autolesionismo.

Contatti di fiducia è opzionale, deve essere l’utente a scegliere di attivarla. Quindi le persone che ne avrebbero più bisogno, quelle in crisi, isolate, senza un supporto, sono anche quelle meno propense ad attivarla. Ma per chi la attiva, è una rete di sicurezza che prima non esisteva.

GPT-5.5-Cyber è disponibile, l'alternativa di OpenAI a Mythos

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 08:10

Il nuovo territorio di conquista, nell’ambito dell’intelligenza artificiale, è quello della sicurezza informatica. Non ci sono dubbi sul fatto che il debutto (limitato) di Claude Mythos da parte di Anthropic abbia cambiato tutto, dimostrando le potenzialità di questa tecnologia se messa al servizio degli addetti ai lavori. Oggi, come promesso, OpenAI risponde con il suo GPT-5.5-Cyber.

GPT-5.5-Cyber di OpenAI è disponibile, per pochi

Anche in questo caso si tratta di un rollout controllato, con una versione di anteprima riservata ad alcune realtà che si occupano di cybersecurity in relazione a infrastrutture critiche, quelle che fanno parte del programma Trusted Access for Cyber lanciato dall’organizzazione. Il comunicato stampa non specifica quali siano.

Quali sono le reali prestazioni del modello (nome in codice Spud), se messo a confronto con quello di Anthropic? Una fonte di Axios riferisce che sono quasi allo stesso livello, ma con Claude Mythos ancora avanti nei benchmark eseguiti.

Anche in questo caso, la destinazione d’uso non cambia: potrà essere impiegato per la ricerca e la risoluzione dei bug presenti nei software, per analizzare i malware in circolazione e per studiare gli attacchi eseguiti.

Va da sé che una tecnologia di questo tipo, nelle mani sbagliate, potrebbe causare danni ingenti, da qui la necessità di non renderla disponibile pubblicamente. E per questo sono presenti alcune limitazioni come quelle che impediscono di forzare il modello all’esecuzione di attività come il furto di credenziali, la distribuzione di codice dannoso o la compromissione dei sistemi di terze parti.

Oltre alla variante Cyber, OpenAI ha annunciato l’avvio del rollout per un’altra versione di GPT-5.5 (with TAC, Trusted Access for Cyber), ottimizzata per gli addetti alla sicurezza, ma con meno restrizioni.

Proprio oggi, Mozilla ha annunciato di aver trovato e risolto 432 vulnerabilità in Firefox nel solo mese di aprile, con il supporto di Claude Mythos. Per fare un paragone, nello stesso mese dello scorso anno si era fermata a 31.

Sul digitale terrestre si spegne un canale

Punto Informatico - Ven, 05/08/2026 - 08:00

Sono ore particolarmente tristi sul digitale terrestre. Un canale radiotelevisivo nazionale si è spento fermando le trasmissioni. Una notizia che sta lasciando con l’amaro in bocca diversi utenti in tutta Italia, abituati a seguire le sue programmazioni già da diverso tempo.

Il canale in questione è Byoblu, in precedenza disponibile alla LCN 262 del MUX DFREE. Al suo posto, come riportato da Italia in Digitale, ora è visibile solo il monoscopio con barre di colore e la trasmissione non risulta più in H.264 HD con la risoluzione 1280 x 720, ma in definizione standard.

La nuova lista canali del digitale terrestre senza Byoblu

Di seguito trovi la nuova lista dei canali del digitale terrestre senza più Byoblu alla LCN 262 del MUX DFREE.

1 Rai 1 HD
2 Rai 2 HD
3 Rai 3 TGR Regione
4 Rete4 HD
5 Canale5 HD
6 Italia1 HD
7 LA7 HD
8 TV8 HD
9 NOVE
10 Emittente locale
11 Emittente locale
12 Emittente locale
13 Emittente locale
14 Emittente locale
15 Emittente locale
16 Emittente locale
17 Emittente locale
18 Emittente locale
19 Emittente locale
20 20Mediaset HD
21 Rai 4 in conflitto LCN con Rai 4 HD
22 Iris HD
23 Rai 5
24 Rai Movie HD
25 Rai Premium in conflitto LCN con Rai Premium HD
26 Cielo
27 27Twentyseven HD
28 TV2000
29 LA7CINEMA
30 La5 HD
31 Real Time
32 QVC HD
33 Food Network
34 Cine34 HD
35 Focus HD
36 RTL 102.5
37 Discovery
38 GIALLO
39 TOPcrime HD
40 Boing HD
41 K2
42 Rai Gulp
43 Rai YoYo
44 frisbee
45 Boing Plus
46 Cartoonito HD
47 Super!
48 Rai News 24 in conflitto LCN con Rai News 24 HD
49 Mediaset Italia2 HD
50 Sky TG24
51 TGCOM24 HD
52 DMAX
53 Italia 53 (Casa Italia 53)
54 Rai Storia HD
55 Mediaset Extra HD
56 HGTV – Home&Garden
57 Rai Scuola HD
58 Rai Sport HD
59 Discovery Turbo
60 SPORTITALIA HD
61 iL61
62 DONNA SPORT TV (DONNA TV)
63 CS24.LIVE (CANALE 63)
64 SUPERTENNIS
65 ALMA TV
66 RADIO 105
67 R101 TV
68 BOM CHANNEL
69 Deejay TV HD
70 RadioItaliaTV

75 France 24 HD (Valle d’Aosta)
76 RTS Un HD (Valle d’Aosta)
77 TV5 MONDE EUROPE (Valle d’Aosta)

101 Rai 4K
103 Rai 3 HD
104 Rete4 HD
105 Canale5 HD
106 Italia1 HD
107 LA7 HD
108 TV8 HD
109 NOVE
120 20Mediaset HD
121 ITALIA 121
122 CANALE 122
123 ITALIA CHANNEL
124 ARTE ITALIA 124
125 ARTE ITALIA 125
126 ITALIA 126
127 ITALIA 127
128 GOLD TV ITALIA
129 LA 4 ITALIA
130 CHANNEL 24
131 RETE ITALIA
132 Lineagem
133 ArteIN
134 ITALIA 134
135 ITALIA 135
136 ITALIA 136
137 GOLD INVEST TV
138 TELECAMPIONE
139 DELUXE 139
140 STARMARKET
141 Italia 141 (Italia 53)
142 ITALIA 142 (ITALIA 136)
143 ITALIA 143 (ITALIA 135)
144 CANALE 144
145 PADRE PIO TV
146 Rai Scuola HD
147 FASCINO 147
148 ITALIA 148 (ITALIA 127)
149 PRIMASET
150 Italia 150 (Italia 53)
151 EQUtv
152 Tesory Channel
153 TV 153 (CANALE 162)
154 ITALIA 154 (ITALIA 136)
155 ITALIA 155 (ITALIA 134)
156 ITALIA 156 (ARTE ITALIA 124)
157 FASCINO TV (FASCINO TV 157 HD)
158 RADIO KISS KISS TV
159 ITALIA 159 (ITALIA 127)
160 ITALIA 160 (ARTE ITALIA 125)
161 ITALIA 161 (ITALIA 121)
162 CANALE 162
163 CANALE 163 (ODEON 24)
164 ITALIA 164 (ITALIA 134)
165 Canale 165 (FASCINO TV 165)
166 ORLERTV
167 VH1
168 CANALE168
169 CANALE169
170 PRIMA FREE

200 Test HEVC main10

201 RaiPlay
202 Rai Radio 2 Visual HD
203 RaiPlay Sound
204 PROMO FOOD (CHANNEL 24)
205 PROMO TRAVEL (STARMARKET)
206 PROMO HOME (RETE ITALIA)
207 PROMO LIVING (GOLD INVEST TV)
208 PROMO LIFE (STARMARKET)
209 PROMO SHOPPING (STARMARKET)
220 AP CHANNEL
221 IT CHANNEL
222 RADIO ROMA NETWORK
223 Italia Sera
224 Amici Network
225 Teleshopping (FASCINO 147)
226 WELCOME IN
227 CANALE 227
228 Tesory Channel
229 LA7CINEMA
230 CANALE 230 (LA 4 ITALIA)
231 Terre Euganee Channel
232 CANALE 232 (CHANNEL 24)
233 RTL 102.5 CALIENTE
234 CUSANO NEWS 7
235 CANALE 235
236 Man-ga
237 CANALE 237 (RETE ITALIA)
238 PROMO KIDS (STARMARKET)
240 GENIUS 240
241 FRANCE 24
242 SICILIA 242
243 CANALE 243 (STARMARKET)
244 BABEL
245 PAROLE DI VITA
246 IlSole24ORE TV
247 BeJoy.kids
248 248 TV
249 MATRIX TV ITALIA
250 PROMO SPORT (GOLD TV ITALIA)
251 MOMENTO TV
253 Radio Radio TV
254 ADNPLAY
255 Maria Vision
256 Onair Italia
257 GAMBERO ROSSO
258 RADIOFRECCIA
259 BIKE
260 URANIA
261 DR PALMAS TV
263 CANALE 263 (CANALE 162)
264 NTR RADIO 264 MUSIC TV
265 RDS Social TV
266 RADIO ZETA
267 ARTEORA TV
268 CANALE 268
269 269ITALIA (AP CHANNEL)
270 2Settanta Tv

401 Satisfaction TV
402 My Plus Tv
403 Nexum Channel
410 MALPENSA 24 HD
412 IMPRESE
441 ITALIAN FISHING TV
455 ARTE E CULTURA (ARTE ATELIER HD)

500 tivù la guida
501 Rai 1 HD (provvisorio)
502 Rai 2 HD (provvisorio)
503 Rai 3 HD (provvisorio)
504 Rete4 HD
505 Canale5 HD
506 Italia1 HD
507 LA7 HD
508 TV8 HD
509 NOVE
510 AutoMoto
520 20Mediaset HD
521 Rai 4 HD
522 Iris HD
523 Rai 5 HD
524 Rai Movie HD
525 Rai Premium HD
527 27Twentyseven HD
528 TV2000
529 LA7CINEMA
530 La5 HD
531 RADIO ZETA
532 RADIOFRECCIA
533 RTL 102.5 CALIENTE
534 Cine34 HD
535 Focus HD
536 RTL 102.5
537 Discovery
539 TOPcrime HD
540 Boing HD
542 Rai Gulp HD
543 Rai YoYo HD
545 Boing Plus
546 Cartoonito HD
548 Rai News 24
549 Mediaset Italia2 HD
550 RTV San Marino
551 TGCOM24 HD
554 Rai Storia HD
556 Mediaset Extra HD
558 Rai Sport HD
560 SPORTITALIA HD
561 iL61
562 DONNA SPORT TV (DONNA TV)
565 ALMA TV
566 RADIO 105
567 R101 TV
569 Deejay TV HD
570 RadioItaliaTV

701 Rai Radio 1
702 Rai Radio 2
703 Rai Radio 3
704 Rai GR Parlamento
705 Rai Isoradio
706 Rai Radio 3 Classica
707 Rai Radio Kids
708 Rai Radio Live Napoli
709 Rai Radio Techete’
710 Rai Radio Tutta Italiana
711 Rai Radio 1 Sport
712 No Name Radio powered by Rai
713 Radio Capital
714 Radio Deejay
715 Radio m2o
724 RDS 100% GRANDI SUCCESSI
728 inBlu2000
733 RADIO VATICANA ITALIA
736 RTL 102.5
737 RADIO ZETA
738 RADIOFRECCIA
739 RTL 102.5 TRAFFIC
740 RTL 102.5 BEST
741 RTL 102.5 NAPULE’
742 RTL 102.5 DISCO
743 RTL 102.5 CALIENTE
744 RTL 102.5 BRO&SIS
770 R Italia SMI
771 Radio R101
772 Radio Monte Carlo
785 RADIO 105
786 VIRGIN RADIO
787 RADIOBRESCIA – La Leonessa
789 Radio Maria

801 Rai 3 TGR Valle d’Aosta
802 Rai 3 TGR Piemonte
803 Rai 3 TGR Liguria
804 Rai 3 TGR Lombardia
805 Rai 3 TGR Veneto
806 Rai 3 TGR Trentino Alto Adige Bolzano
807 Rai 3 TGR Trentino Alto Adige Trento
808 Rai 3 TGR Südtirol
809 Rai 3 TGR Friuli Venezia Giulia
810 Rai 3 TGR Furlanija Krajina (Rai 3 Bis)
811 Rai 3 TGR Emilia-Romagna
812 Rai 3 TGR Toscana
813 Rai 3 TGR Marche
814 Rai 3 TGR Umbria
815 Rai 3 TGR Lazio
816 Rai 3 TGR Abruzzo
817 Rai 3 TGR Molise
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819 Rai 3 TGR Puglia
820 Rai 3 TGR Basilicata
821 Rai 3 TGR Calabria
822 Rai 3 TGR Sardegna
823 Rai 3 TGR Sicilia

825 Radio Margherita Piu’

828 CLASS CNBC
829 LA7 Test
833 SUPERSIX
883 CLASS TV MODA
888 Caccia e Pesca
907 LA7 TEST
908 TV8 News On Demand
929 LA7 Servizi on demand
997 LA7 on demand (LA7 HD)
998 LA7 TEST
999 LA7CINEMA TEST (LA7CINEMA HD

Cosa fare in caso di problemi

Se a seguito di questo aggiornamento, con l’eliminazione di Byoblu, riscontri problemi di segnale del digitale terrestre, sul tuo televisore o decoder, avvia una ricerca automatica dei canali e tutto dovrebbe risolversi.

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