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Updated: 3 min 36 sec fa

Microsoft modifica Windows 10 con elementi di Windows 11

Lun, 07/13/2026 - 09:23

Un utente Reddit chiamato Androbots ha notato qualcosa di strano nella pagina “Informazioni” delle Impostazioni di Windows 10: elementi visivi di Windows 11 appiccicati sopra l’interfaccia di Windows 10. Come un quadro moderno appeso in una stanza barocca.

I bordi arrotondati di Windows 11 accanto agli angoli squadrati di Windows 10. Due epoche di design Microsoft che coabitano nella stessa pagina, senza che nessuno abbia pensato di armonizzarle. Il post ha ricevuto molti upvote. Gli utenti concordano: è brutto.

Windows 10, l’ultimo aggiornamento crea un’interfaccia “ibrida” che irrita gli utenti, cos’è successo

Microsoft sta modernizzando alcuni elementi dell’interfaccia di Windows 10, incluso lo spinner dell’era Windows 8 e la finestra di dialogo Esegui, usando componenti di design di Windows 11. Ma il risultato sulla pagina “Informazioni” è un mosaico di due linguaggi visivi diversi che non comunicano tra loro. L’utente ha provato a ripristinare il design originale, ma non c’è stato niente da fare.

Windows 10 non è più ufficialmente supportato, a parte gli aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU). Microsoft ha poche ragioni per investire tempo nella coerenza visiva di un sistema operativo che vuole che abbandoniamo. Il focus dell’azienda è su Windows 11, sull’AI e su Copilot, e recentemente è emerso che Redmond sta lavorando su un sistema operativo Windows AI dedicato basato sul web.

Correggere un’incoerenza visiva nella pagina “Informazioni” di un OS che non supporta più non è nella lista delle priorità.

L’anno scorso, Microsoft ha elogiato il proprio design di Windows definendolo “speciale”, aggiungendo che il feedback degli utenti da solo non avrebbe reso possibile quel risultato. Forse è vero. Ma il feedback degli utenti avrebbe probabilmente impedito di incollare pezzi di Windows 11 dentro Windows 10 come se fossero adesivi su un diario delle vacanze.

Apple: AI accelera lo sviluppo dei chip per Mac e iPad

Lun, 07/13/2026 - 09:07

In base alle informazioni ottenute da Mark Gurman, Apple lancerà un unico chip della serie M6 per passare velocemente alla serie M7. Il giornalista di Bloomberg ha ora fornito maggiori dettagli sulla roadmap, spiegando il principale motivo per cui l’azienda di Cupertino ha deciso di accelerare lo sviluppo dei chip proprietari.

Serve maggiore potenza per l’AI

Come è noto, Apple aveva avviato lo sviluppo di un veicolo a guida autonoma. Il progetto è stato successivamente abbandonato, dopo aver speso oltre 10 miliardi di dollari. Per ottenere il livello 5 (a titolo di confronto, le Tesla sono livello 2, mentre i robotaxi di Waymo sono livello 4) era necessario un chip in grado di elaborare enormi quantità di dati in tempo reale. Quel chip non è stato mai realizzato, ma ha permesso di sviluppare il Neural Engine, componente dei chip attuali che esegue i calcoli AI direttamente sul dispositivo.

Il primo Neural Engine è stato integrato nel chip A11 Bionic dell’iPhone X (2017), ma serviva principalmente per il riconoscimento facciale (Face ID) e la creazione di avatar 3D (Animoji). Tutti i chip prodotti da Apple per i Mac integrano un Neural Engine che consentono l’esecuzione locale delle funzionalità AI. Le tecnologie sviluppate per la self-driving car sono state sfruttate anche per chip Ultra usati nei server Apple Intelligence.

L’investimento di 10 miliardi di dollari inizia oggi a dare i suoi frutti e i miglioramenti ottenuti permetteranno di velocizzare la roadmap. Secondo Gurman, Apple non annuncerà i chip M6 Pro, Max e Ultra, ma solo il modello base M6. L’azienda di Cupertino ha già completato il design del chip M7 che dovrebbe arrivare sul mercato entro metà 2027. Seguiranno quindi i chip M7 Pro e Max (fine 2027) e infine il chip M7 Ultra (2028).

Questa accelerazione è dovuta alla necessità di utilizzare un Neural Engine più potente. Il chip M7 Ultra dovrebbe avere prestazioni paragonabili alle GPU Blackwell di NVIDIA. Gli ingegneri di Apple hanno già avviato lo sviluppo di un chip per server, basato su M7 Ultra, che arriverà nel 2029. Può supportare fino a 1,5 TB di memoria.

La roadmap prevede inoltre i chip M8, due dei quali (nomi in codice Soko e Cardinal) troveranno posto nei Mac del 2028. Verranno realizzati con tecnologia di processo a 1,4 nanometri. Non è noto se la produzione verrà affidata interamente a TSMC o se ci sarà anche il contributo di Intel.

Conto con prelievi e bonifici gratis, è il momento di scegliere Banca Mediolanum

Lun, 07/13/2026 - 09:00

SelfyConto è il conto online proposto da Banca Mediolanum. Si tratta di un prodotto molto interessante (disponibile anche come conto cointestato) che permette di sfruttare la possibilità di azzerare il canone oltre a prelievi e bonifici gratis. Il conto include anche la possibilità di richiedere la carta di credito e l’accesso al trading online. Per richiedere l’apertura del conto è sufficiente raggiungere il [affiliate_link link_id=”388″]sito ufficiale di Banca Mediolanum[/affiliate_link], tramite il box qui di sotto. La promozione è valida solo per un breve periodo di tempo e solo tramite apertura online.

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Le caratteristiche del conto di Banca Mediolanum

Con SelfyConto è possibile sfruttare un conto online ricco di vantaggi. Tra le caratteristiche troviamo la possibilità di azzerare il canone, a tempo indeterminato per gli Under 30 e fino a fine 2027 per gli Over 30 (che devono accreditare lo stipendio oppure spendere almeno 500 euro al mese). Il canone ordinario è di 3,75 euro al mese.

Al conto è abbinata la carta di debito, con canone zero per un anno (poi 10 euro all’anno) e con prelievi gratis in tutta l’area euro. Da segnalare anche la possibilità di disporre bonifici senza commissioni. 

I clienti che scelgono Banca Mediolanum hanno la possibilità di richiedere la carta di credito, con canone zero per un anno (poi 20 euro all’anno), e possono accedere al trading online, per investire in azioni, Titoli di Stato, ETF e altri prodotti finanziari.

Si tratta, quindi, di un conto completo e ricco di vantaggi, pensato per poter garantire un’operatività completa e a costo zero. Per richiedere l’apertura di SelfyConto (anche in versione cointestata, ideale per le famiglie) basta seguire il link qui di sotto e completare una veloce procedura online. La promo in questione è valida solo per un breve periodo di tempo.

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Patente sull'app IO, problemi per chi ha la dieresi nel nome

Lun, 07/13/2026 - 08:50

Sono già oltre 10 milioni i caricamenti della patente di guida nell’app IO, a testimoniare il successo dell’iniziativa IT-Wallet. C’è però chi non riesce ad aggiungere il documento all’applicazione, a causa del suo nome o cognome. A denunciarlo apertamente è stata per prima Maria Elisabeth Rieder del Team K, movimento politico attivo nella Provincia di Bolzano, con un’interrogazione in Consiglio.

Il problema della patente nell’app IO

Il motivo è da ricercare nella presenza di una dieresi (ä, ö, ü) nel nome o nel cognome. La procedura si interrompe e mostra un messaggio di errore (Problema anagrafe), impedendo di andare avanti. Sul tema ci sono da tempo discussioni sul forum di Agenzia per l’Italia Digitale.

È arrivata la risposta del presidente della Provincia, Arno Kompatscher. La questione è nota e all’inizio dell’anno è già stata segnalata al Ministero dell’Interno. Ne è al corrente anche il ministro Matteo Piantedosi e si sta lavorando per trovare una soluzione efficace, ma non è dato sapere in che modo o con quali tempistiche.

Rieder parla di uno svantaggio concreto che penalizza chi non riesce a portare a termine il processo, un problema avvertito soprattutto in Alto Adige, dove molti cognomi contengono dieresi. È effettivamente così, considerando che i documenti digitali inseriti nell’applicazione hanno valore legale e, ad esempio, possono essere esibiti alle forze dell’ordine durante i controlli.

La digitalizzazione non deve portare all’esclusione delle persone a causa del proprio nome. Le dieresi sono una parte naturale della lingua e dell’identità tedesca. Per questo mi aspetto dagli uffici statali competenti un rapido adeguamento tecnico, affinché tutte le cittadine e i cittadini possano usufruire allo stesso modo dei servizi digitali.

Dovranno quasi certamente occuparsene PagoPA, che ha in carico lo sviluppo dell’app IO, e la Motorizzazione Civile che prende in carico le richieste per l’aggiunta della patente nella sezione Portafoglio.

Ottime cuffie da gaming a basso costo? HyperX Cloud Stinger II Core

Lun, 07/13/2026 - 08:19

Devi acquistare delle cuffie da gaming ma non vuoi spendere un mucchio di soldi? Vorresti il giusto compromesso tra qualità e prezzo ma non hai ancora trovato l’offerta giusta? Allora vai subito su Amazon e approfitta di questa promozione acquistando le HyperX Cloud Stinger II Core a soli 29,99 euro, invece che 49,99 euro.

Con lo sconto del 40% potrai risparmiare 20 euro sul totale e soprattutto potrai avere delle cuffie da gaming con microfono davvero molto interessanti. Non tardare perché ovviamente a un pezzo del genere le vorranno tutti e le unità disponibili non sono infinite.

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HyperX Cloud Stinger II Core a questo prezzo sono super

Le HyperX Cloud Stinger II Core sono ottime cuffie da gaming e dunque con questo sconto del 40% sono da prendere al volo. Offrono una grandissima comodità grazie a un archetto regolabile e imbottito sulla parte superiore e cuscinetti che avvolgono completamente le orecchie e sono in memory foam. Inoltre hanno un peso di soli 275 grammi e quindi potrai indossarle per tante ore senza che ti diano fastidio.

Hanno driver da 40 mm che esaltano le basse frequenze, c’è la cancellazione attiva del rumore e un microfono che captata la voce e la restituisce perfettamente per comunicare con i tuoi amici durante le partite online. Il cavo jack da 3,5 mm le rende compatibile con tantissimi dispositivi e garantisce zero latenza. Troverai poi una rotella sul padiglione auricolare che ti permetterà di regolare il volume e potrai silenziare il microfono semplicemente portandolo verso l’alto.

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Windows 10 ESU: nell'email, Microsoft dice una mezza verità

Lun, 07/13/2026 - 08:18

Rimani al sicuro per un altro anno. Si apre così l’email che Microsoft sta inviando agli utenti con un PC ancora fermo a Windows 10 e che hanno aderito al programma ESU (Extended Security Updates). Come scritto a fine giugno, la software house ha annunciato l’estensione per un anno del supporto gratuito al suo vecchio sistema operativo. Non avrebbe potuto fare altrimenti, considerando quanti stanno ancora facendo affidamento sulla piattaforma.

Estensione Windows 10 ESU, arrivano le email

Oggi, la redazione del sito Windows Latest racconta che stanno arrivando i messaggi inviati per comunicare la novità. Si presentano come nello screenshot qui sotto. Per beneficiarne non è necessaria alcuna azione: semplicemente, si continueranno a ricevere aggiornamenti per la sicurezza fino al 12 ottobre 2027, la scadenza è stata posticipata rispetto al 13 ottobre 2026 previsto inizialmente.

La protezione offerta da Windows 10 Extended Security Updates (ESU) è stata estesa.

Sottolinea che si tratta di una decisione presa per consentire all’utente il passaggio a un nuovo PC. Il programma nasce infatti per questo, per non lasciare esposti e vulnerabili quelli che non soddisfano i requisiti hardware per effettuare il salto al più recente Windows 11.

Sappiamo che il passaggio a un nuovo PC può richiedere tempo. Nell’ambito del nostro impegno costante per garantire la sicurezza dei clienti durante la transizione, il programma […] viene esteso di un anno.

Microsoft, però, ignora volontariamente un dettaglio molto importante, dice una mezza verità: qualcuno non ha ancora eseguito l’upgrade non perché non abbia abbastanza RAM, spazio su disco o un processore lento, ma perché non vuole. C’è chi preferisce rimanere su W10 ritenendolo migliore di W11. Lo stesso gruppo di Redmond in qualche modo lo pensa, considerando l’impegno preso per rendere l’ultimo sistema operativo più simile al precedente, ripulendolo da funzionalità che nessuno ha mai chiesto e inserite a forza, a partire da quelle di intelligenza artificiale.

Bose SoundLink Flex (2ª Gen): suono di qualità per 12 ore ininterrotte

Lun, 07/13/2026 - 08:02

Se ti piace ascoltare la musica e desideri avere una cassa Bluetooth che ti permetta di portartela ovunque approfitta di questa promozione che ti stiamo segnalando. Se vai subito su Amazon puoi aggiungere al tuo carrello la Bose SoundLink Flex (2ª Gen) a 109,99 euro, anziché 179,95 euro.

Sul pezzo di partenza c’è dunque uno sconto del 39% che ti permette di risparmiare 70 euro sul totale e riporta il prezzo al più basso fino alla registrato su Amazon. Inoltre puoi dilazionare il pagamento in comode rate a tasso zero con Cofidis, selezionando l’opzione visibile in pagina. E potrai scegliere tra tantissime colorazioni differenti allo stesso prezzo.

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Bose SoundLink Flex (2ª Gen): audio premium senza rinunce

La cassa Bluetooth Bose SoundLink Flex (2ª Gen) offre un audio spettacolare con una potenza massima di uscita da 7,5 W che spinge il suono molto lontano e ti permette quindi di ascoltare la musica anche all’aperto. L’audio non distorcei nemmeno alzando il volume al massimo ed è sempre molto fedele all’originale.

È un design compatto e robusto con un piccolo epatico laccetto che ti consente di agganciarla ad esempio a un moschettone per averla sempre con te. E ci sono poi dei comandi sulla parte superiore che ti permetteranno di gestire la musica e la connessione. Con la tecnologia Bluetooth 5.3 la cassa si collega ai tuoi dispositivi in modo semplice e garantisce una bassa latenza e una stabilità fino a 9 metri di distanza dal dispositivo associato. È resistente all’acqua e alla polvere con certificazione di grado IP67 e vanta 12 ore di autonomia.

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Oggi puoi avere il meglio senza doverlo strapagare. Perciò vai immediatamente su Amazon e acquista la tua Bose SoundLink Flex (2ª Gen) a 109,99 euro, anziché 179,95 euro. Se concludi l’ordine ora la riceverai a casa domani senza costi in aggiunta, grazie ai servizi Prime. Se non sei ancora abbonato fallo adesso cliccando qui.

CMF Buds 2: bellissimi auricolari wireless con 55 ore di autonomia

Lun, 07/13/2026 - 07:48

Oggi ti segnaliamo una promozione straordinaria che ti permette di avere degli auricolari wireless molto belli esteticamente e anche performanti a un ottimo prezzo. Stiamo parlando dei mitici CMF Buds 2 che ora su Amazon puoi avere a soli 34,95 euro, invece che 49,95 euro.

C’è dunque uno sconto del 30% che fa crollare il prezzo e ti permette di risparmiare un bel po’. Soprattutto potrai ottenere degli auricolari wireless estremamente performanti, comodi e con un’ottima batteria che dura a lungo. Approfitto anche tu velocemente di questa promozione prima che scada.

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CMF Buds 2: rapporto qualità prezzo imbattibile

Possiamo dire con certezza che i CMF Buds 2, soprattutto con questo sconto, garantiscono un rapporto qualità prezzo difficilmente battibile. Hanno un design estremamente compatto e pratico con inserti in silicone morbido che si adattano alle orecchie e li potrai scegliere in tre diverse colorazioni: arancione, verde chiaro e nero. Hanno una connessione affidabile e a bassa latenza e potrai collegarli fino a due dispositivi contemporaneamente per passare da uno all’altro in modo rapido senza doverli associare dissociare tutte le volte.

Possiedono driver da 11 mm in PMI per bassi profondi e alti e medi chiari che ti permetteranno sia di ascoltare la musica che di fare chiamate in modo eccellente. I microfoni interni riescono a captare solo la tua voce senza i disturbi di sottofondo per offrire chiamate più nitide anche in ambienti rumorosi. Sono resistenti all’acqua e alla polvere con certificazione di grado IP55 e quindi le potrai usare per fare sport. E poi garantiscono la bellezza di 55 ore complessive e 7,5 ore con una ricarica di appena 10 minuti.

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L’offerta potrebbe scadere da un momento all’altro quindi fai veloce. Vai ora su Amazon e acquista i tuoi CMF Buds 2 a soli 34,95 euro, invece che 49,95 euro. Se completi l’ordine adesso li riceverai a casa già domani senza costi aggiuntivi, grazie ai servizi Prime. Se non sei ancora abbonato fallo ora cliccando qui.

NordVPN, 28 mesi di utilizzo illimitato a prezzo scontato: ecco la promo (-70%)

Dom, 07/12/2026 - 18:00

Con NordVPN è possibile accedere a una VPN completa che ora viene proposta in forte sconto. Scegliendo il piano di 24 mesi con 4 mesi extra, per un totale di 28 mesi di utilizzo, il servizio è ora disponibile con un prezzo ridotto fino a 3,37 euro al mese.

Il prezzo è ottenibile aggiungendo il codice BLAZE4MO al momento dell’attivazione. Per tutti i nuovi utenti ci sono 30 giorni di garanzia di rimborso. L’offerta è accessibile in esclusiva tramite il [affiliate_link link_id=”142″]sito ufficiale di NordVPN[/affiliate_link], qui di sotto.

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NordVPN  è in offerta e il prezzo è ottimo

Tra le caratteristiche di NordVPN troviamo l’accesso alla rete VPN con la crittografia del traffico dati, per una connessione protetta anche quando la rete non è privata. Il servizio prevede, inoltre, una politica no log che elimina qualsiasi forma di tracciamento dell’attività online.

A disposizione degli utenti c’è anche un network composto da migliaia di server VPN sparsi in tutto il mondo.  Si tratta di un elemento centrale per il servizio che consente di spostare il proprio IP in un altro Paese in modo da aggirare blocchi geografici durante la navigazione.

La VPN prevede anche la possibilità di utilizzo multi-dispositivo, con fino a 10 dispositivi in contemporanea, senza limitazioni di banda e di traffico dati. Da segnalare anche l’accesso a funzionalità avanzate, per una maggiore sicurezza durante la connessione, con il sistema antimalware, il password manager e altro ancora, con i piani più completi che costano pochi euro in più.

Sfruttando la promo in corso e scegliendo il piano di 24 mesi con 4 mesi extra, grazie al codice BLAZE4MO, è ora possibile attivare NordVPN con un prezzo ridotto fino a 3,37 euro al mese. L’offerta in questione prevede 30 giorni di garanzia di rimborso per tutti i nuovi utenti.

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Starship: SpaceX annuncia data e obiettivi del 13esimo lancio

Dom, 07/12/2026 - 17:08

Dopo aver completato con successo il test di accensione dei 33 motori del primo stadio, SpaceX ha comunicato la data del 13esimo volo di Starship. È il primo lancio dopo il debutto al Nasdaq, quindi un successo avrà sicuramente un impatto positivo sul valore azionario. L’azienda di Elon Musk ha spiegato che gli obiettivi sono simili a quelli del 12esimo volo.

Varie modifiche rispetto al precedente test

Il 13esimo volo di Starship è previsto alle ore 17:45 locali del 16 luglio (le 00:45 del 17 luglio in Italia). Come per il 12esimo test, il primo stadio del razzo (Super Heavy Booster 20) non verrà catturato dalle “braccia” di Mechazilla, ma ammarerà nell’Oceano Atlantico (Golfo del Messico). SpaceX ha apportato però varie modifiche hardware e software per risolvere i problemi rilevati durante il precedente volo.

Durante la separazione degli stadi, piccole differenze nell’accensione dei motori hanno causato una rotazione del booster di circa 90 gradi. SpaceX ha cambiato la sequenza di accensione per ottenere una maggiore robustezza rispetto alle variazioni di temporizzazione. Durante la manovra di rientro, cinque dei 33 motori del booster hanno riscontrato problemi di riaccensione. Ciò ha causato un “hard splashdown” nel Golfo del Messico, ovvero l’esplosione del primo stadio.

SpaceX ha implementato modifiche hardware a Super Heavy 20 che migliorano l’affidabilità della riaccensione e aggiornamenti alle procedure di aborto dei motori per adattarsi alle condizioni riscontrate nell’ambiente di volo multi-motore. Anche stavolta il secondo stadio (Ship 40) ammarerà nell’Oceano Indiano. Verrà inoltre riacceso un motore nello spazio (operazione non effettuata durante il 12esimo volo).

Verranno anche rilasciati 20 satelliti Starlink di terza generazione. Si collegheranno alla costellazione tramite laser e rientreranno nell’atmosfera circa 20 minuti dopo. Su sei satelliti ci saranno videocamere che riprenderanno lo scudo termico di Ship 40. Sono state infine apportate modifiche hardware per risolvere un problema riscontrato durante il volo precedente., ovvero la perdita di uno dei tre motori dopo la separazione degli stadi.

Anche la Cina ha un razzo riutilizzabile come SpaceX

Dom, 07/12/2026 - 16:19

La China Aerospace Science and Technology Corporation ha completato con successo la missione inaugurale del razzo Long March 10B. Per la prima volta è stato recuperato lo stadio inferiore con una particolare tecnica che permette di ridurre il peso e quindi aumentare la capacità di carico. È la terza azienda nel mondo a raggiungere questo obiettivo, dopo SpaceX e Blue Origin.

Sistema net-capture per Long March 10B

Il razzo Long March 10B (Changzheng 10B o CZ-10B) è stato lanciato alle ore 6:15 italiane del 10 luglio dal Wenchang Commercial Space Launch Site sulla Hainan Island. Il primo stadio ha sette motori alimentati con cherosene e ossigeno liquido, mentre il secondo stadio ha un motore alimentato con metano e ossigeno liquido. Mentre il secondo stadio portava in orbita un satellite (CX-26), il primo stadio rientrava sulla Terra, come si può vedere nel video:

SpaceX è stata la prima azienda a recuperare lo stadio inferiore o booster del razzo Falcon 9 nel 2015. In questo caso atterra su una nave drone (alcune volte sulla terraferma) con i suoi quattro piedi. Un sistema simile viene utilizzato da Blue Origin per il suo razzo New Glenn. Starship è invece interamente riutilizzabile, in quanto i due stadi vengono catturati al volo con le “braccia” della torre di lancio (Mechazilla). Finora è stato catturato solo il primo stadio.

Anche lo stadio inferiore del razzo Long March 10B è stato catturato al volo, ma sfrutta un sistema differente, noto come net-capture.

La cattura viene effettuata da una rete di cavi che si avvicinano al primo stadio con l’aiuto di quattro LiDAR posizionati negli angoli della struttura montata sulla nave di recupero. Nella parte superiore dello stadio ci sono quattro uncini che si agganciano ai cavi.

Close-up stage capture footage of the CZ-10B from the cable net barge. via https://t.co/ulR7uRDRBC pic.twitter.com/1hmDOq5WN2

— Ace of Razgriz (@raz_liu) July 11, 2026

Long March 10B verrà utilizzato per portare satelliti in orbita o per missioni cargo verso la stazione spaziale Tiangong. La versione più grande con tre stadi (Long March 10) porterà lander e astronauti sulla Luna (forse entro il 2030).

Cuffiette Bluetooth a conduzione ossea perfette per nuoto e tanto altro (42€)

Dom, 07/12/2026 - 14:29

Sei un appassionato di sport e quindi stai cercando delle cuffiette senza fili che si adattino bene alle orecchie e non perdano la connessione con il tuo dispositivo nemmeno in acqua? Allora vai subito su Amazon e acquista queste cuffiette Bluetooth a conduzione ossea a soli 42,99 euro, invece che 129,99 euro.

Sembra incredibile ma ti assicuro che è tutto vero. Oggi dal pezzo di partenza c’è uno sconto del 67% che ti permette di risparmiare 87 euro sul totale. Una grandissima promozione da non lasciarsi sfuggire. Dato che si tratta di un’offerta a tempo dovrai essere veloce.

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Cuffiette Bluetooth a conduzione ossea per ogni sport

Queste cuffiette Bluetooth a conduzione ossea sono perfette per ogni tipo di sport perché grazie all’archetto che passa dietro la testa e quello che va intorno all’orecchio rimangono più stabili. Inoltre la tecnologia a conduzione ossea ti permette di continuare ad ascoltare la musica senza perdere la cognizione di ciò che sta intorno a te. Sono anche resistenti all’acqua e alla polvere con certificazione di grado IP68 e quindi perfette per il nuoto.

Offrono la tecnologia Bluetooth 6.0 che si connette velocemente con i tuoi dispositivi, garantisce una bassissima latenza e rimane stabile. Inoltre puoi passare alla modalità MP3 che, grazie alla memoria integrata da 8 GB, puoi ascoltare i tuoi brani preferiti senza nemmeno lo smartphone. Senza contare che garantiscono fino a 12 ore di autonomia con una singola ricarica e con appena 10 minuti di ricarica avrai altre 3 ore di riproduzione.

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Mondiali di calcio 2026: truffe con scommesse in criptovalute

Dom, 07/12/2026 - 13:15

I Mondiali di calcio 2026 sono un’ottima occasione per i cybercriminali. Sono state rilevate numerose truffe, tra cui siti che vendono biglietti falsi e merchandising non ufficiale. Molto diffusi anche i siti di scommesse sui risultati delle partite. Gli esperti di Malwarebytes hanno descritto una piattaforma che permette di vincere crypto token.

Pagamenti in criptovalute per token senza valore

La truffa non prevede tecniche di ingegneria sociale per convincere le ignare vittime ad inviare la seed phrase che permette di accedere ai wallet e rubare le criptovalute. Sono gli stessi utenti che accedono ai siti di pronostici e piazzano le scommesse sui risultati delle partite dei Mondiali di calcio 2026 in corso.

La piattaforma fasulla scoperta da Malwarebytes inviata gli utenti a collegare il proprio wallet per incassare l’eventuale vincita. Le puntate sono gratuite, quindi le probabilità di successo della truffa sono maggiori. Altri siti chiedono un deposito iniziale che, ovviamente, non verrà mai restituito. In casi rari viene effettivamente pagata la vincita, ma il crypto token non ha nessun valore.

I ricercatori hanno descritto tre tipi di truffe recenti. Nel primo caso, il gioco viene pubblicizzato come gratuito, ma per partecipare è necessario acquistare o possedere un token. Nel secondo caso, il token utilizza un nome simile a quello di una criptovaluta molto popolare, quindi gli utenti credono che sia un progetto legittimo. Nel terzo caso, i token passano ripetutamente attraverso un wallet centrale, creando l’impressione di un’attività di trading.

Malwarebytes consiglia di verificare quante persone possiedono il token, la cronologia dei trasferimenti e se esiste una criptovaluta con lo stesso nome. Gli utenti che hanno già inviato denaro difficilmente lo recupereranno. Ovviamente non devono pagare ancora per ricevere una vincita (truffa nella truffa). Devono inoltre essere scollegati i wallet e revocate eventuali autorizzazioni di spesa.

Microsoft sostituisce GPT e Claude con i suoi modelli MAI

Dom, 07/12/2026 - 12:28

Come altre aziende, Microsoft spende miliardi di dollari per costruire, aggiornare e gestire i data center AI. Per ridurre i costi utilizza anche i suoi chip della serie Maia. Secondo le fonti di Bloomberg, l’azienda di Redmond ha deciso di risparmiare anche sostituendo GPT e Claude con i suoi modelli MAI.

Addio ai modelli di OpenAI e Anthropic in Microsoft 365?

Inizialmente le funzionalità AI integrate in Microsoft 365 erano basate unicamente sui modelli GPT di OpenAI. A fine 2024 erano trapelate indiscrezioni sulla possibile scelta di alternative. I modelli Claude sono infatti stati aggiunti a fine settembre 2025 per Copilot.

Secondo le fonti di Bloomberg, Microsoft sostituirà gradualmente i modelli di OpenAI e Anthropic con i suoi modelli MAI nelle applicazioni della suite di produttività, tra cui Excel e Outlook. Durante la conferenza Build 2026, l’azienda di Redmond ha presentato sette nuovi modelli della serie, tra cui MAI-Thinking-1, il primo con capacità di ragionamento. Offre prestazioni simili a Claude Sonnet 4.6 in alcuni compiti.

All’inizio di giugno, Mustafa Suleyman (CEO di Microsoft AI) ha dichiarato che i modelli di Anthropic sono troppo costosi, quindi è necessario trovare alternative. Microsoft 365 Copilot “consuma” enormi quantità di token AI. L’azienda può attualmente sfruttare lo sconto concordato con OpenAI, ma l’accordo è prossimo alla scadenza. L’uso dei modelli MAI permetterà di ridurre i costi, evitando di pagare le cifre imposte da altri provider AI.

I modelli MAI sono anche accessibili attraverso GitHub Copilot, l’assistente AI per la programmazione. Il modello MAI-Tanscribe-1.5 verrà utilizzato nei prossimi mesi per trascrivere le videoconferenze effettuate con Microsoft Teams (supporta 43 lingue).

Pirateria online: Google si oppone al blocco di IP, DNS e VPN

Dom, 07/12/2026 - 11:29

La Commissione europea ha chiesto un parere sulle possibili misure volte a modernizzare la direttiva sul copyright del 2019. Uno dei 432 feedback è arrivato da Google. L’azienda di Mountain View ha criticato il blocco di indirizzi IP, DNS e VPN, in quanto non serve a nulla, citando anche la piattaforma italiana Piracy Shield.

Le ingiunzioni di blocco causano danni collaterali

Dopo aver descritto le funzionalità e le procedure utilizzate per contrastare la diffusione dei contenuti pirata sul motore di ricerca e YouTube, Google ha evidenziato che le cosiddette ingiunzioni in tempo reale causano più danni che benefici. In diversi paesi, tra cui Italia, Francia e Portogallo, viene ordinato il blocco di indirizzi IP, DNS e VPN, ma questi servizi sono usati principalmente per scopi legali.

Il blocco di resolver DNS, IP e VPN è inefficace, poiché non rimuove affatto i contenuti ed è facilmente aggirabile utilizzando resolver DNS alternativi. È sproporzionato, in quanto colpisce servizi legittimi, solleva preoccupazioni in materia di extraterritorialità e blocca interi domini. Analogamente, il blocco degli indirizzi IP non rimuove i contenuti né raggiunge risultati proporzionati, poiché molti servizi legittimi potrebbero utilizzare lo stesso indirizzo IP.

Google cita alcuni esempi di “overblocking”. In Portogallo sono stati bloccati gli indirizzi IP virtuali usati per i servizi Google e dai clienti Google Cloud. Piracy Shield in Italia ha bloccato l’accesso a Google Drive e gli indirizzi IP di Cloudflare.

Google suggerisce quindi varie soluzioni per migliorare l’attuale direttiva sul copyright. Le ingiunzioni di blocco dovrebbero essere emesse solo in casi estremi. Alle aziende private (ad esempio DAZN e Sky in Italia) non dovrebbe essere consentito di segnalare contenuti illegali aggirando il meccanismo previsto dall’art. 9 del Digital Services Act.

Gli ordini di blocco non dovrebbero colpire DNS, CDN e indirizzi IP perché siti e servizi legittimi diventerebbero inaccessibili. Le ingiunzioni dovrebbero essere basate su prove concrete e soggette a supervisione giuridica. I costi di implementazione dovrebbero essere condivisi tra intermediari e titolari dei diritti (in Italia sono quasi interamente a carico degli ISP).

È necessaria inoltre una maggiore trasparenza. Tutte le parti interessate (presunto pirata e utenti) dovrebbero essere informati sul motivo del blocco. Secondo Google occorre implementare un sistema per i ricorsi che preveda l’immediata sospensione del blocco. Infine, le ingiunzioni dovrebbero avere una durata limitata. Eventuali estensioni dovrebbero essere autorizzate dal giudice.

L’azienda di Mountain View non è iscritta a Piracy Shield in Italia, ma collabora con AGCOM attraverso un meccanismo di segnalazione dedicato.

ChatGPT: 5 vecchie abitudini che oggi peggiorano le risposte

Dom, 07/12/2026 - 09:30

ChatGPT degli esordi e ChatGPT di oggi sono due strumenti che condividono il nome e poco altro. Il modello di oggi mantiene il contesto delle conversazioni lunghe, ragiona su problemi articolati, collabora attraverso scambi multipli e integra strumenti specializzati per compiti diversi. Eppure milioni di persone continuano a usarlo esattamente come la prima volta: un prompt, una risposta, stop.

ChatGPT è cambiato, tu no: 5 errori da non fare più

ChatGPT è cambiato, ma le abitudini di molti utenti no. Il risultato è che continuano a usare strategie che oggi non solo sono meno efficaci, ma possono persino peggiorare le risposte. Ecco cinque abitudini da abbandonare subito.

1. Smettere di cercare il prompt perfetto

Il mito più resistente nell’uso dell’intelligenza artificiale è che ogni conversazione debba iniziare con un prompt monumentale, che contenga ogni dettaglio possibile. Un blocco di testo perfettamente formulato che anticipa ogni variabile e produce la risposta definitiva al primo colpo.

Nel 2022 aveva una sua logica, perché il modello era meno bravo a gestire il contesto nelle conversazioni lunghe. Oggi non serve più, e spesso peggiora i risultati. Un prompt enorme costringe a prevedere in anticipo esigenze che non si conoscono ancora, produce risposte altrettanto enormi e difficili da valutare, e toglie al chatbot la possibilità di fare ciò che sa fare meglio: collaborare.

L’approccio che funziona oggi con ChatGPT è diverso. Si parte con una richiesta semplice, si guarda cosa produce, si lima in due o tre messaggi successivi. La conversazione diventa parte del processo creativo, e il risultato finale è quasi sempre più forte di qualsiasi prompt scritto cercando di prevedere tutto in anticipo.

2. Smettere di usare ChatGPT come un motore di ricerca

Se le interazioni con ChatGPT si limitano a domande secche con risposta unica (es. qual è il portatile migliore sotto i mille euro? o cos’è la fotosintesi?, si sta usando il dieci per cento delle capacità disponibili. Per le domande a risposta singola i motori di ricerca tradizionali funzionano benissimo e consumano molta meno energia.

ChatGPT eccelle quando gli si chiede di pensare, non di cercare qualcosa. Confrontare, analizzare, sintetizzare, valutare compromessi, sono questi i compiti in cui la differenza con un motore di ricerca diventa abissale.

Invece di chiedere: Qual è il portatile migliore sotto i mille euro?, funziona meglio: Confronta questi tre portatili sotto i mille euro per uno studente di giornalismo che viaggia spesso. Spiega i compromessi di ciascuno, consigliamene uno e dimmi cosa perderei scegliendolo rispetto agli altri due.

Invece di chiedere una definizione, si può chiedere a ChatGPT di confrontare idee, spiegare perché gli esperti non sono d’accordo o riassumere più punti di vista prima di dare un consiglio. Più gli si chiede di analizzare e collegare, più il risultato ha valore.

3. Non ignorare la memoria

Una delle funzionalità più sottovalutate di ChatGPT è la memoria. Quando è attiva, il modello ricorda dettagli come lo stile di scrittura preferito, i progetti ricorrenti e le preferenze personali, per evitare di dover ripetere le stesse istruzioni a ogni nuova conversazione.

Chi chiede regolarmente a ChatGPT di scrivere in un certo tono o lavora sullo stesso progetto per settimane troverà nella memoria un incredibile alleato. Non è per tutti, chi preferisce conversazioni senza continuità può disattivarla o gestire selettivamente cosa il modello deve ricordare. Ma sapere che esiste e decidere consapevolmente se usarla o no è già un passo avanti rispetto a ignorarla del tutto.

4. Non accontentarsi della prima risposta

L’abitudine più costosa è anche la più diffusa: leggere la prima risposta di ChatGPT, copiarla e andare avanti. La prima risposta è un punto di partenza, non un punto di arrivo. Trattarla come definitiva è come accettare la prima offerta in una trattativa.

I prompt più utili sono spesso quelli che si usano dopo la prima risposta:

Prompt da utilizzare con ChatGPT: Critica la tua stessa risposta. Oppure: Cosa manca? o ancora: Qual è il punto più debole di quello che hai appena scritto?

Alcune delle conversazioni più produttive con ChatGPT passano attraverso cinque o sei cicli di raffinamento prima di arrivare a un risultato soddisfacente. Ogni iterazione aggiunge informazioni che il modello non poteva conoscere alla prima richiesta, le proprie reazioni, le priorità, i dettagli che emergono solo vedendo la bozza. È un processo di collaborazione, non di estrazione.

5. Smettere di usare lo stesso strumento per ogni compito

Molte persone pensano ancora a ChatGPT come a un singolo assistente generico. In realtà è diventato una collezione di strumenti specializzati, e usare quello giusto per il compito giusto fa più differenza che riscrivere il prompt per la dodicesima volta…

Per una ricerca approfondita su un tema complesso, la funzione di ricerca approfondita produce risultati più ricchi di una domanda generica nella chat. Per un problema di ragionamento difficile, i modelli con capacità di ragionamento avanzato analizzano le variabili con una profondità che il modello standard non raggiunge. Per i progetti che si sviluppano nel tempo, la funzione Progetti mantiene il contesto senza dover ricominciare da zero a ogni sessione. Per la generazione di immagini, per la conversazione vocale, per l’automazione del codice, ciascuno di questi compiti ha il suo strumento dedicato dentro la stessa piattaforma.

Scegliere la funzionalità giusta prima di scrivere il prompt è spesso la decisione che influenza di più la qualità del risultato. Eppure è la decisione che la maggior parte degli utenti non prende mai, perché non sa che quelle funzionalità esistono o perché l’abitudine della chat generica è più forte della curiosità.

Cambiare mentalità

Il filo che collega tutte e cinque le abitudini da abbandonare è lo stesso: trattare ChatGPT come un distributore di risposte anziché come un collaboratore. Oggi è un interlocutore che funziona meglio quando lo si sfida, lo si corregge, lo si guida e gli si dà il tempo di capire cosa si vuole veramente.

Sinner-Zverev: a che ora inizia la finale di Wimbledon 2026

Dom, 07/12/2026 - 07:02

Domenica pomeriggio a Londra Jannik Sinner sfiderà Alexander Zverev nella finale di Wimbledon 2026. L’incontro inizierà alle ore 17 e sarà trasmesso in diretta su Sky Sport Uno e in streaming su NOW.

Per seguire l’intera giornata odierna, dall’avvicinamento alla partita agli approfondimenti post match, il pacchetto più conveniente resta [affiliate_link link_id=”546″]il pass Sport di NOW, disponibile in offerta a 19,99 euro al mese per dodici mesi[/affiliate_link] invece di 29,99 euro al mese. Il pacchetto in questione dà accesso all’intera programmazione sportiva di Sky, che nella stessa giornata di oggi propone anche la diretta del Gran Premio del Sachsenring della MotoGP alle ore 14.

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I precedenti

L’ultima volta che Sinner e Zverev si sono affrontati in una finale Slam risale al 2025, quando all’atto conclusivo dell’Australian Open l’azzurro liquidò per tre set a zero il tedesco conquistando per il secondo anno consecutivo il primo Slam dell’anno. Quella fu la seconda delle nove vittorie consecutive che Jannik può vantare contro l’attuale numero due del mondo, una striscia aperta che in caso di vittoria oggi salirebbe a dieci.

L’attuale striscia aperta di vittorie di Jannik Sinner contro Alexander Zverev

2024

  • Masters 1000 Cincinnati, semifinale: Sinner batte Zverev 7-6, 5-7, 7-6

2025

  • Australian Open, finale: Sinner batte Zverev 6-3, 7-6, 6-3
  • ATP 500 Vienna, finale: Sinner batte Zverev 3-6, 6-3, 7-5
  • Masters 1000 Parigi, semifinale: Sinner batte Zverev 6-0, 6-1
  • ATP Finals, Round Robin: Sinner batte Zverev 6-4, 6-3
  • ATP Indian Wells, semifinale: Sinner batte Zverev 6-2, 6-4

2026

  • ATP Miami, semifinale: Sinner batte Zverev 6-3, 7-6
  • ATP Montecarlo, semifinale: Sinner batte Zverev 6-1, 6-4
  • ATP Madrid, finale: Sinner batte Zverev 6-1, 6-2

Gli altri precedenti

2020

  • Roland Garros, R16: Sinner batte Zverev 6-3, 6-3, 4-6, 6-3
  • ATP 250 Colonia, semifinale: Zverev batte Sinner 7-6, 6-3

2021

  • US Open, R16: Zverev batte Sinner 6-4, 6-4, 7-6

2022

  • Masters 1000 Montecarlo, quarti di finale: Zverev batte Sinner 5-7, 6-3, 7-6

2023

  • US Open, R16: Zverev batte Sinner 6-4, 3-6, 6-2, 4-6, 6-3

Il bilancio complessivo parla dunque di 10 vittorie di Sinner su quattordici incontri disputati, contro le quattro di Zverev. Il tedesco non vince contro l’azzurro dallo US Open del 2023, quando agli ottavi di finale riuscì ad eliminarlo al quinto set.

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Apple Watch SE 3 GPS con cassa da 44mm a un prezzo conveniente

Dom, 07/12/2026 - 06:10

Oggi parliamo di uno dei migliori Apple Watch sul mercato, per via del suo rapporto qualità prezzo, ovvero l’Apple Watch SE che ora su Amazon puoi avere a soli 239 euro, invece che 309 euro.

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Apple Watch SE: per ciò che offre è il meglio a questa cifra

L’Apple Watch SE ha un ottimo design con un display Retina LTPO OLED luminoso che arriva fino a 1000 nit, una cassa in alluminio riciclato da 44 mm e un peso di circa 33 grammi. È dotato di un cinturino sport a mezzanotte che risulta estremamente comodo e non fa sudare eccessivamente il polso, più pulsante e rotella fisica. E poi è resistente all’acqua fino a una profondità di 50 metri ed è quindi utilizzabile per nuotare in piscina e al mare.

A bordo troviamo il potente chip Apple S10  SiP dual-core a 64 bite una memoria interna da 64 GB per muoversi in modo fluido e veloce. Tra le tante opzioni c’è un altimetro, un sensore della luce ambientale e una bussola. È in grado di monitorare continuamente il battito del cuore, di rilevare le cadute e di monitorare il sonno. Puoi effettuare chiamate direttamente dal polso e con il GPS integrato sai sempre dove sei e tracci i tuoi percorsi in modo preciso. Dulcis in fundo, offre un’ottima autonomia che arriva fino a 18 ore di utilizzo classico.

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GigaWiper: accesso remoto e distruzione dei dati su disco

Sab, 07/11/2026 - 17:59

Gli esperti di Microsoft hanno descritto un nuovo malware “multifunzione”, denominato GigaWiper, che combina le caratteristiche di backdoor e wiper. Può quindi consentire l’accesso remoto e la distruzione dei dati su disco. Le varie soluzioni di sicurezza dell’azienda di Redmond, tra cui Microsoft Defender, possono rilevare e bloccare questa pericolosa minaccia informatica.

Descrizione delle funzionalità di GigaWiper

Microsoft ha rilevato i primi attacchi nel mese di ottobre 2025. GigaWiper è una backdoor con capacità distruttive. I cybercriminali possono accedere ai computer Windows da remoto ed eseguire comandi, scegliendo tre modalità di distruzione. Un wiper standalone opera a livello fisico del disco sovrascrivendo i dati e rimuovendo i metadati delle partizioni.

Un ransomware derivato da Crucio cifra i file con chiavi generate casualmente e mai salvate, quindi la decifrazione e il recupero dei file è impossibile. Un altro wiper, derivato da FlockWiper, cancella i dati in modo sicuro con passaggi multipli.

Il primo wiper è standalone (separato) e sovrascrive il contenuto dei dischi sui quali è installato Windows. Al successivo riavvio non viene più eseguito il sistema operativo. Il secondo wiper è invece un componente della backdoor con simili funzionalità. La backdoor aggiunge una chiave nel registro e crea un’attività pianificata per la persistenza (esecuzione ad ogni avvio).

GigaWiper effettua quindi la connessione al server remoto, dal quale riceve 20 comandi che permettono l’esecuzione delle varie azioni, tra cui distruzione dei dati, cifratura dei file, upload dei file, registrazione dello schermo, raccolta di informazioni sul sistema, gestione di processi/servizi/registro e controllo remoto tramite un server TCP.

GigaWiper viene installato dopo l’intrusione iniziale, quindi è necessario prevenire il download monitorando attentamente le possibile “strade di ingresso”, come email, siti o app fasulle.

Auto più sicure dal 7 luglio, ma la privacy è garantita?

Sab, 07/11/2026 - 16:44

A partire dallo scorso 7 luglio, tutti i nuovi veicoli venduti in Europa dovranno rispettare il regolamento (UE) 2019/2144. Alcuni obblighi erano già in vigore, tra cui adattamento intelligente della velocità, scatola nera e alcolock. La Commissione europea ha ricordato le novità più recenti. Diversi esperti hanno evidenziato i possibili rischi per la privacy.

Le automobili spiano i guidatori?

Le tecnologie più controverse si chiamano Driver Drowsiness and Attention Warning (DDAW) e Advanced Driver Distraction Warning (ADDW). La prima rileva la stanchezza del guidatore, mentre la seconda (obbligatoria dal 7 luglio) rileva la distrazione, ad esempio se viene usato lo smartphone. Simili obblighi entreranno in vigore negli Stati Uniti l’anno prossimo.

Il monitoraggio del comportamento del guidatore viene effettuato con una videocamera ad infrarossi (funziona anche di notte). Vengono “tracciati” direzione dello sguardo, orientamento della testa e frequenza del battito delle palpebre per individuare eventuali segni di sonnolenza o distrazione. In tal caso si attivano diversi avvisi: spia sul cruscotto, segnale acustico e vibrazione del volante o del sedile.

Secondo molti esperti di privacy, le future automobili diventeranno un sistema di sorveglianza sempre attivo. Secondo l’Unione europea, le tecnologie non registrano video, non memorizzano profili biometrici e non trasmettono dati all’esterno del veicolo, ma i produttori di automobili potrebbero inviare i dati biometrici ai server aziendali o condividerli con le compagnie di assicurazione (come in Texas). In Europa ci sono leggi più rigide, quindi meno probabilità che accada.

Gli stessi produttori di automobili hanno evidenziato la possibilità di falsi positivi. Gli esperti temono che i sistemi possano classificare erroneamente la stanchezza, i movimenti oculari/facciali legati alla disabilità o una momentanea distrazione. Teoricamente potrebbero essere aggiunte altre funzionalità di monitoraggio tramite un aggiornamento software automatico.

È certo invece un aumento dei prezzi delle automobili. Queste tecnologie dovrebbero ridurre il numero di incidenti e teoricamente i costi delle polizze assicurative. Gli esperti di Malwarebytes suggeriscono di leggere la documentazione sulla privacy prima di acquistare un’automobile, ma saranno sicuramente informazioni incomprensibili alla maggioranza delle persone.

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