Elon Musk elogia la rivale Anthropic, perché?
Mi sbagliavo chiaramente su Anthropic. ha ammesso Elon Musk su X. L’uomo che a settembre 2025 scriveva vincere non è mai stato tra gli esiti possibili per Anthropic adesso afferma che è il leader attuale nell’AI, e che nessuna azienda ha rilasciato un modello buono quanto Mythos e Fable. Addirittura azzarda che l’azienda dei fratelli Amodei abbiano già in cantiere Mythos 2.
Cosa è cambiato tra settembre 2025 e luglio 2026? Forse un contratto da 1,25 miliardi di dollari al mese…
Da nemico a cliente: Anthropic acquista capacità computazionale da SpaceXAIA maggio, Anthropic ha firmato un accordo per acquistare 300 megawatt di capacità computazionale, l’intera produzione del data center Colossus 1 di xAI vicino a Memphis, Tennessee. Il prezzo: 1,25 miliardi di dollari al mese fino a maggio 2029. Valore totale per SpaceXAI: circa 40 miliardi di dollari. Anche Google ha firmato un accordo per affittare l’infrastruttura di SpaceX fino a giugno 2029, per 920 milioni di dollari al mese.
Il rivale più pericoloso di Musk nell’AI è diventato il suo cliente più grande. E il rivale più grande di tutti, Google, è il secondo.
Alcuni utenti su X hanno suggerito che Musk potrebbe svegliarsi un giorno e semplicemente cacciare Anthropic dai server SpaceX per azzoppare un concorrente. Musk ha risposto che non lo farebbe mai in un modo che potrebbe danneggiarli gravemente, anche come competitor, perché non sarebbe nel suo stile.
Come prova del suo “stile,” Musk cita la decisione di Tesla nel 2014 di non avviare cause brevettuali contro chi usa la sua tecnologia in buona fede. Cita l’apertura della rete Supercharger ai concorrenti è SpaceX che lancia sistemi satellitari concorrenti senza aumentare il prezzo.
Anche i miei peggiori nemici possono attaccarmi su questa piattaforma, ha aggiunto.
Perché fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio…Musk ha fatto causa a OpenAI. Ha comprato Twitter e lo ha usato per promuovere Grok. Ha confrontato Grok con Opus scegliendo la versione precedente, non quella attuale. Il suo “stile” competitivo non è sempre facile da interpretare.
Ma Anthropic non deve fidarsi dello stile di Musk, piuttosto del contratto. Le conseguenze contrattuali di un taglio improvviso sarebbero enormi. E SpaceXAI ha tutto l’interesse a mantenere l’accordo, non solo Anthropic paga profumatamente, ma gli ingegneri di SpaceX imparano a costruire e supportare l’AI di Anthropic.
Il rischio di distillazioneDurante il processo contro OpenAI, Musk ha riconosciuto che la distillazione AI è reale. Quando un avvocato gli ha chiesto se xAI avesse mai distillato tecnologia da OpenAI, Musk ha risposto: In generale, le aziende AI distillano altre aziende AI.
Anthropic ha accusato tre aziende cinesi di distillazione su Claude, e questa settimana ha accusato Alibaba di 28,8 milioni di scambi tramite 25.000 account falsi. Ospitare l’infrastruttura computazionale di Anthropic dà a SpaceXAI una visibilità sulle operazioni dell’azienda che la maggior parte dei concorrenti non avrebbe mai. Evidentemente, Anthropic e Google presumibilmente ritengono di avere salvaguardie sufficienti.
Cosa sono le carte collezionabili NVIDIA dedicate a GeForce
Senza che nessuno se lo aspettasse, NVIDIA ha annunciato un mazzo di carte collezionabili dedicate alla storia di GeForce. In totale sono 11 e fanno parte della Series 1, il che fa pensare che più avanti ne arriveranno altre. Vediamo di cosa si tratta e come averle.
Le carte collezionabili di NVIDIA GeForceNon sono da gioco, non hanno indicazioni su punti vita e attacco come quelle di Magic o Hearthstone. Sono semplicemente un oggetto da collezione, niente di più e niente di meno. Qui sotto il video pubblicato per presentare l’iniziativa.
Ecco quali sono le carte che fanno parte della Series 1. Sono elencate in ordine cronologico, sulla base dell’evento che omaggiano nella storia del brand GeForce e dell’azienda.
- NV1 (1995): il primo processore multimediale di NVIDIA con audio, joystick, 2D e 3D;
- GeForce 256 (1999): la prima vera GPU al mondo con gestione di luci e rendering direttamente sulla scheda;
- GeForce 3: la prima con shader programmabili per dare agli sviluppatori maggiore controllo;
- GeForce 7800 GTX: il modello di punta degli anni 2000 con rendering HDR e shader avanzati;
- GeForce 10 Series (Pascal): la GTX 1080 con passi in avanti per efficienza, prestazioni e supporto alla realtà virtuale;
- Bubble, Chameleon e Medusa: demo tecniche storiche per mostrare in tempo reale la potenza delle nuove schede;
- The way it’s meant to be played: carte dedicate al programma di partnership NVIDIA, ispirate a giochi cult come Unreal Tournament 2004 e Borderlands;
- GeForce RTX 2080 Ti Cyberpunk 2077 Edition: edizione speciale che celebra il ray tracing e Night City;
- checklist card: una carta per i collezionisti, utile per tracciare la raccolta.
È bene precisare che non saranno in vendita, anche se non fatichiamo a immaginare che ben presto le vedremo comparire su eBay e altri marketplace simili. NVIDIA le distribuirà dal vivo, agli eventi come Bilibili World 2026, QuakeCon 2026 e gamescom 2026: bisognerà visitare lo stand e chiederle.
Più patch di sicurezza per Windows 11 con l'uso dell'AI
Il Patch Tuesday di giugno è stato uno dei più corposi della storia di Microsoft con oltre 200 vulnerabilità risolte. Questa non sarà un’eccezione, in quanto l’azienda di Redmond sfrutterà ampiamente i modelli AI per trovare i problemi di sicurezza nei suoi software. Gli utenti vedranno quindi un numero elevato di patch in ogni rilascio mensile.
MDASH per trovare le vulnerabilità in minor tempoI modelli AI più potenti, come Claude Mythos 5 di Anthropic, potrebbero essere sfruttati per attività offensive (ricerca di vulnerabilità e scrittura degli exploit) dai cybercriminali. Le aziende devono quindi velocizzare la distribuzione delle patch. Gli stessi modelli possono essere utilizzati per attività difensive, ovvero ricerca delle vulnerabilità e scrittura delle patch.
La soluzione sviluppata da Microsoft si chiama MDASH (Multi-Model Agentic Scanning Harness). È un’infrastruttura cloud dedicata che permette la scansione del codice di Windows 11 utilizzando oltre 100 agenti AI specializzati per tipo di bug basati sui migliori modelli AI sul mercato. Il sistema seleziona le possibili vulnerabilità che vengono successivamente validate da altri agenti per eliminare i falsi positivi.
Gli ingegneri umani effettuano quindi il controllo manuale attraverso la riproduzione dei bug e il test delle patch scritte dall’AI prima della distribuzione. L’obiettivo di Microsoft è ridurre al minimo l’intervallo di tempo tra la scoperta delle vulnerabilità e il rilascio delle patch. L’uso dell’AI porterà ovviamente ad un aumento del numero degli aggiornamenti di sicurezza. Le aziende in particolare dovranno installarli al più presto.
Attualmente Microsoft distribuisce le patch il secondo martedì di ogni mese (Patch Tuesday). In caso di emergenza (gravi vulnerabilità zero-day) può rilasciare le patch senza rispettare la cadenza mensile. Considerato l’ampio uso dell’AI è probabile che queste patch “out-of-band” diventino più frequenti.
ChatGPT Work e Codex nella nuova app per Windows e macOS
Insieme alla disponibilità pubblica dei modelli GPT-5.6 (Sol, Terra e Luna), OpenAI ha annunciato altre due novità. Il browser Atlas è stato ritirato, in quanto le funzionalità sono ora integrate nella nuova app ChatGPT per desktop. Quest’ultima permette anche di accedere agli agenti AI ChatGPT Work e Codex.
ChatGPT Work e Codex nell’app desktopCodex è già noto ai programmatori. È un agente AI che può scrivere codice in autonomia. ChatGPT Work è invece la novità annunciata ieri sera da OpenAI. Sfrutta la stessa tecnologia di Codex per eseguire compiti in ambito lavorativo. È quindi un agente AI che può completare autonomamente progetti complessi utilizzando informazioni da app, documenti, presentazioni, fogli di calcolo e web.
Per il ragionamento e la creazione di contenuti viene ovviamente utilizzato GPT-5.6. Work è accessibile inizialmente agli abbonati Pro, Enterprise e Edu tramite ChatGPT su web e app (sarà disponibile nei prossimi giorni anche agli abbonati Plus e Business). È invece accessibile a tutti senza abbonamento tramite la nuova app ChatGPT per Windows e macOS.
Gli utenti possono avviare un’attività su smartphone e proseguire sul desktop, sfruttando la possibilità di accedere ai file locali. L’accesso al web avviene mediante il browser integrato (ex Atlas). I plugin consentono di accedere alle app, tra cui Slack, Teams e Google Drive. È disponibile anche la funzionalità Sites che consente di creare siti web o web app (in beta solo per abbonati Business e Enterprise). La funzionalità Scheduled Tasks permette invece di eseguire attività ripetitive.
La nuova app desktop include ora Chat, Work e Codex. Dopo l’aggiornamento, l’app Codex diventerà la nuova ChatGPT per desktop. La vecchia versione cambierà nome in ChatGPT Classic.
New York Times: OpenAI sapeva delle violazioni del copyright
Per due anni, OpenAI ha detto ai giudici che non poteva cercare nei propri dati di addestramento né nelle conversazioni di ChatGPT per trovare contenuti giornalistici protetti da copyright. Troppo complesso, troppo oneroso e problematico dal punto di vista della privacy.
Poi, in una deposizione ordinata dal tribunale ad aprile, un ingegnere di OpenAI avrebbe rivelato che l’azienda aveva già condotto ricerche interne nel proprio corpus di addestramento per cercare opere giornalistiche protette. E che prima ancora che il New York Times depositasse la causa, OpenAI aveva già accumulato un database di circa 78 milioni di conversazioni ChatGPT usate internamente per determinare quanto stava violando il copyright altrui. Quindi, OpenAI sapeva eccome, ma in tribunale diceva di non poterlo fare.
Caso OpenAI-New York Times, le nuove accusePoco dopo l’avvio della causa, OpenAI avrebbe sviluppato un filtro denominato Bloom, integrandolo in una suite di strumenti interni chiamata Project Giraffe, progettata per individuare e monitorare i casi in cui ChatGPT riproduceva contenuti protetti da copyright.
In altre parole, OpenAI non solo aveva gli strumenti per cercare la violazione del copyright, li aveva sviluppati appositamente. E non li aveva condivisi con il tribunale.
I querelanti avevano chiesto a OpenAI un campione di 120 milioni di log di conversazione. OpenAI ha negoziato per ridurlo a 20 milioni. Il campione è stato consegnato a dicembre, ma con così tante censure da renderlo inutilizzabile, secondo il tribunale.
I querelanti sostengono anche che OpenAI ha cancellato miliardi di output di ChatGPT dopo l’avvio della causa, violando l’ordine di conservazione del tribunale, — e ha sostituito milioni di log nel campione richiesto.
Cosa chiedono NYT e Daily NewsIl New York Times e il Daily News chiedono al giudice di sanzionare OpenAI, accusandola di aver nascosto prove e ostacolato la fase di raccolta delle evidenze. In particolare, chiedono che il campione di 20 milioni di conversazioni fornito dall’azienda venga dichiarato inutilizzabile perché ritenuto inaffidabile.
Domandano inoltre che il tribunale riconosca come provato il fatto che quei log avrebbero mostrato numerosi casi di riproduzione dei loro contenuti protetti, impedendo a OpenAI di sostenere il contrario. Infine, chiedono che l’azienda sia condannata a rimborsare le spese legali sostenute per ottenere le prove.
La risposta di OpenAIMan mano che il caso del Times si indebolisce e sono stati costretti a ritirare delle rivendicazioni, insistono nei loro sforzi di invadere la privacy delle persone che non hanno nulla a che fare con questa causa, facendo queste accuse palesemente false, ha detto il portavoce Drew Pusateri. Continueremo a difendere la privacy dei nostri utenti e i principi consolidati del fair use.
Dalla causa sul copyright alla crisi di trasparenzaSe le accuse fossero fondate, non si parlerebbe più soltanto di un modello addestrato su contenuti protetti, ma di un’azienda che avrebbe sviluppato strumenti per monitorare quel fenomeno, raccolto milioni di conversazioni per misurarlo e creato sistemi dedicati a individuarlo, sostenendo però davanti ai giudici di non poter effettuare quelle stesse verifiche.
Alle accuse si aggiungono quelle di aver fornito un campione di dati ritenuto inutilizzabile e di aver cancellato miliardi di output dopo l’avvio della causa. Se dimostrato, sarebbe un comportamento destinato ad avere conseguenze ben più gravi della sola disputa sul copyright.
HUAWEI WATCH GT 5 Pro ha chiamate Bluetooth, 100 app e 14gg di autonomia
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HUAWEI WATCH GT 5 Pro adesso è un best buyIl HUAWEI WATCH GT 5 Pro è realizzato con materiali premium che garantiscono un design moderno ed elegante senza sacrificare la robustezza. Gode di un display AMOLED da 1,43 pollici con cassa da 46 mm in lega di titanio aerospaziale, vetro in cristallo di zaffiro resistente ai graffi e agli urti e modalità Always-on Display. Pesa circa 53 grammi e ha una corona digitale rotante con pulsante fisico laterale.
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Netflix ha fatto il giro e sta diventando come la TV
Forse non vedremo mai il Festival di Sanremo su Netflix, ma la direzione è quella. Quella stessa piattaforma che ancora oggi domina il mercato dello streaming premium e che avrebbe dovuto/voluto spazzare via la TV tradizionale, guarda a quest’ultima per dare nuovo slancio a un modello di business non più in grado di crescere. Gli abbonati non mancano, ma trascorrono sempre meno tempo sul servizio. E questo, alla lunga, potrebbe diventare un problema. La soluzione trovata dai vertici dell’azienda? Diventare come Rai e Mediaset.
TV in diretta su Netflix: come si cambia…L’idea è stata messa sul tavolo durante un meeting tra i piani alti organizzato in primavera, ma di cui solo ora il Wall Street Journal ha rivelato alcuni dettagli. C’è soddisfazione per i profitti in crescita, il numero di chi cancella la sottoscrizione è tutto sommato sotto controllo, nonostante i rincari periodici. Preoccupa però il trend legato all’interesse per il catalogo dei contenuti e se ne sono accorti anche gli azionisti, con il valore del titolo in Borsa che nell’ultimo anno ha fatto segnare un -40%.
Sembra che, per provare a invertire la tendenza, su Netflix arriveranno canali in diretta, proprio come quelli della vecchia TV. Saranno trasmessi in streaming, ma con un palinsesto vecchio stampo: prima uno show, poi un film, seguito dagli episodi di una serie e così via. Un po’ come oggi fanno le emittenti tradizionali. Questo permetterebbe anche di trovare nuovo spazio per le pubblicità.
Un’altra ipotesi al vaglio è quella di includere altri servizi nella sottoscrizione, con dei bundle. Si è pensato a Peacock di NBCUniversal. La formula sarebbe la stessa già adottata da tempo dal concorrente Amazon, che tramite Prime Video concede ad esempio l’accesso a Paramount+ e Apple TV attraverso canali dedicati, a fronte di un pagamento extra.
L’impressione è che la società stia cercando nuove strade da percorrere, dopo aver visto sfumare l’acquisizione di Warner Bros. Discovery che all’inizio dell’anno era data ormai per certa. Avrebbe permesso di arricchire notevolmente il catalogo dei contenuti, ma Paramount si è messa di traverso e ha fatto saltare l’affare.
La seconda stagione è sempre più difficile (cit.)Un altro problema serio che Netflix deve affrontare è quello relativo al flop delle seconde stagioni. I numeri descrivono un tasso di abbandono molto elevato dopo la prima tranche di episodi, per alcune delle produzioni di maggior peso del calibro di One piece -30%, Beef -70%, The night agent -50%, Avatar: la leggenda di Aang -60%. Fanno eccezione hit come Stranger things, Squid game e Bridgerton.
Samsung Galaxy A27 5G da 256GB: appena uscito già in sconto su Amazon
Oggi ti segnaliamo una grande promozione che ti permette di avere uno smartphone uscito praticamente una settimana fa a un prezzo già molto interessante. Se vai velocemente su Amazon puoi fare tuo il Samsung Galaxy A27 5G da 256 GB a soli 359 euro, anziché 449 euro.
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Samsung Galaxy A27 5G a questo prezzo è perfettoIl Samsung Galaxy A27 5G è uno smartphone medio gamma che riesce a migliorare qualcosa rispetto ai suoi predecessori senza dover spendere cifre esorbitanti. Possiamo notare ad esempio che il processore è uno Snapdragon 6 Gen 3 (quindi niente Exynos) e viene sostenuto da 8 GB di RAM. E la memoria interna in questa versione è da 256 GB. Offre un’ottima batteria da 5000 mAh che supporta la ricarica cablata fino a 25 W.
C’è un generoso display Super AMOLED da 6,7 pollici con frequenza di aggiornamento che arriva fino a 120 Hz. Il peso rimane dentro i canoni con i sui 200 grammi e uno spessore di 7,8 mm. Non è un peso piuma ma riesce comunque a essere maneggevole. Lo scomparto fotografico è composto da un sensore principale posteriore da 50 MP con OIS, ultra grandangolare da 5 MP e zoom digitale fino a 10x. La fotocamera frontale invece si ferma a 12 MP.
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Arrivano GPT-5.6 e ChatGPT Work dopo il via libera degli USA
Dopo due settimane di anteprima limitata, con l’approvazione del Governo USA caso per caso, OpenAI riceve il via libera completo. GPT-5.6 è pubblico. Sam Altman lo definisce il miglior modello mai prodotto, e per celebrare l’evento, OpenAI annuncia anche ChatGPT Work, un agente AI che combina ChatGPT e Codex per gli utenti non esperti.
GPT-5.6: la famiglia Sol, Terra e LunaGPT-5.6 è una suite di tre modelli. Sol è il più potente, specializzato in coding, cybersicurezza e scienza. Terra è il livello intermedio. Luna è il più economico. OpenAI presenta Sol come alternativa a costo inferiore rispetto ai modelli più potenti dei concorrenti.
Il rollout è a livello globale: utenti Mac e Windows, inclusi quelli del piano gratuito, hanno accesso immediato tramite l’app desktop. Su mobile e web, Pro, Enterprise e Edu prima, poi Plus e Business nei prossimi giorni.
ChatGPT Work: Codex per tuttiChatGPT Work è il concorrente diretto di Claude Cowork di Anthropic, e funziona con la stessa logica. Combina il chatbot con l’agente di coding per creare un assistente capace di svolgere dei compiti, non solo rispondere a domande.
Come spiega OpenAI, può attingere ai dati delle app, dei file e dei flussi di lavoro che l’utente decide di condividere per generare documenti, fogli di calcolo, presentazioni e applicazioni web pronti all’uso. Una directory di plugin unificata collega ChatGPT a Slack, Gmail, Google Drive, calendari e CRM.
Le ambizioni di OpenAILa corsa è già iniziata. Da una parte c’è Anthropic con Claude Cowork, dall’altra Microsoft con Scout. Ora OpenAI entra in pista con ChatGPT Work. Tutti inseguono lo stesso obiettivo: creare un agente AI davvero utile nella vita di tutti i giorni, capace di lavorare davvero al posto nostro.
Il traguardo, però, è ancora lontano. Nelle presentazioni tutto sembra perfetto, basta assegnare un compito e l’AI restituisce il lavoro finito. Nella realtà quotidiana, invece, gli agenti sono ancora lontani dall’essere così affidabili. Con GPT-5.6, OpenAI spera di colmare questo divario e conquistare un vantaggio sui concorrenti. Ci riuscirà?
Apple iPhone 17e da 256GB con chip A19 ora a prezzo accessibile
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Apple iPhone 17e: il giusto compromessoL’Apple iPhone 17e è pensato per riuscire ad andare incontro alle esigenze degli utenti che non vogliono spendere un capitale. Nonostante costi meno dei modelli di punta non delude affatto. Il design è molto interessante, con un peso di soli 169 grammi, uno spessore di 7,8 mm e la certificazione di grado IP68 per resistere all’acqua e alla polvere. Troviamo poi il display Super Retina XDR da 6,1 pollici con luminosità massima da 1200 nit protetto dal robustissimo Ceramic Shield 2.
Il potente processore A19 di Apple con 8 GB di RAM garantisce ottime prestazioni e in questa versione la memoria interna è da 256 GB per cui non dovrai fare sacrifici. La fotocamera posteriore ha sensore principale da 48 MP con OIS mentre la fotocamera frontale è da 12 MP. Niente di straordinario ma garantisce comunque ottimi scatti. La batteria ha una capacità da 4000 mAh con ricarica veloce MagSafe da 15 W. Inoltre supporta la doppia eSIM.
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Insomma un iPhone di tutto rispetto che però pagherai molto meno e con lo sconto di oggi a un prezzo ancora più basso. Dunque vai immediatamente su Amazon e acquista il tuo Apple iPhone 17e a 649 euro, invece che 729 euro. Completa l’ordine adesso e lo riceverai a casa in pochi giorni senza costi aggiuntivi, grazie ad Amazon Prime. Non sei ancora abbonato? Che aspetti? Fallo ora cliccando qui.
Character.AI non protegge i minori, una multa dal Garante
Character Technologies Inc., l’azienda statunitense che gestisce Character.AI, ha ricevuto dal Garante Privacy italiano una multa per aver consentito anche ai minorenni di creare personaggi virtuali e interagire con loro, oltre che per alcune altre criticità individuate. L’Autorità ha rilevato diverse violazioni per quanto riguarda la disciplina di protezione dei dati: carenze nell’informativa, una valutazione dell’impatto tardiva e la designazione del rappresentante europeo che non è giunta in tempo.
Multa del Garante Privacy a Character.AIC’è poi la questione legata alla verifica dell’età. Le procedure impiegate non sono in grado di garantire una tutela adeguata a chi non ha ancora compiuto 18 anni, necessaria considerando i rischi derivanti dall’impiego dell’intelligenza artificiale generativa in un servizio di intrattenimento.
La somma da pagare è in realtà piuttosto irrisoria, per un’azienda che punta a un ruolo da protagonista nell’ambito dell’intelligenza artificiale: una sanzione amministrativa da 158.000 euro. Rappresenta comunque un segnale concreto, dimostra che esistono dei limiti da non oltrepassare e delle linee guida da seguire durante lo sviluppo dei prodotti. La piattaforma è già finita più volte nel mirino di associazioni e autorità per questioni legate ai chatbot psicologici che ingannano gli utenti e a quelli che forniscono consigli medici.
Il Garante riconosce al team il merito di aver implementato alcune modifiche dall’avvio dell’istruttoria, pur non ritenendole sufficienti. Ha chiesto alla società di integrare meccanismi che impediscano i nuovi tentativi di registrazione da parte dei minorenni già bloccati (il cosiddetto periodo di raffreddamento). Inoltre, i profili già attivi in questa fascia d’età dovranno essere impostati di default in modalità privata. Ora, Character.AI ha 120 giorni di tempo per muoversi di conseguenza e rispondere.
Intanto, il servizio continua a crescere con l’inclusione di nuove funzionalità. Tra le ultime lanciate ci sono quelle dedicate ai classici della letteratura, alle Stories e a una sorta di social feed AI.
Google indica le pubblicità create con l'AI: la nuova etichetta
La pubblicità che si vede su Google Search potrebbe essere stata scritta, progettata o modificata dall’AI, e adesso Big G lo dice chiaramente. Una nuova etichetta “creato o modificato con l’AI” appare nella sezione “Come è stata fatta questa pubblicità” nel pannello My Ad Center. Basta toccare i tre puntini o il pulsante info su una pubblicità e si vedrà se è stata prodotta con strumenti di AI generativi.
È la stessa trasparenza che YouTube applica ai video AI e che Meta offre con l’etichetta “AI info” nelle proprie pubblicità.
Google rende riconoscibili gli annunci creati con l’AI: ecco cosa cambiaGoogle applica automaticamente l’etichetta AI a tutte le pubblicità create con i propri strumenti. Per le pubblicità AI create con altri tool, l’etichetta deve essere applicata manualmente dall’inserzionista. In alcuni Paesi, l’etichetta potrebbe apparire direttamente sulla pubblicità, automaticamente o quando l’inserzionista dichiara volontariamente l’uso dell’AI. L’etichetta è visibile su Google Search, Google Discover e YouTube.
I limitiL’applicazione automatica funziona solo per gli strumenti AI di Google. Se un inserzionista crea una pubblicità con Midjourney, DALL-E o qualsiasi altro strumento esterno e non dichiara l’uso dell’AI, l’etichetta non appare. La trasparenza dipende dall’onestà dell’inserzionista, il che lascia il tempo che trova…
Google punta sulla trasparenzaGoogle aveva già introdotto un obbligo di dichiarazione per i contenuti sintetici o alterati digitalmente nelle pubblicità politiche nel 2024. Ha anche ampliato l’impiego di tecnologie come SynthID e dello standard C2PA per facilitare l‘identificazione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale e dei deepfake.
L’etichetta AI sulle pubblicità è un un ulteriore passo verso la trasparenza. sapere che la pubblicità che si sta guardando è stata generata da un modello invece che da un team creativo è un’informazione utile. Ma l’etichetta viene applicata automaticamente solo ai contenuti realizzati con gli strumenti AI di Google, negli altri casi è l’inserzionista a dover dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale, e questo purtroppo lascia spazio a possibili omissioni.
Addio ChatGPT Atlas, il browser avrebbe dovuto uccidere Chrome
Quando nell’ottobre scorso OpenAI ha lanciato il suo browser ChatGPT Atlas ci siamo posti una domanda: potrà davvero farci abbandonare Chrome? Ora abbiamo la risposta ed è un secco No. Il progetto è stato chiuso e, ironia della sorte, Sam Altman e i suoi hanno scelto di puntare proprio sul software di Google per il futuro.
Addio ad Atlas, il browser di OpenAILe prospettive cambiano in fretta, nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dove visioni e roadmap sono piegate al volere degli investitori e alla disperata necessità di monetizzare. E così, pochi mesi dopo aver tagliato il ramo secco di Sora, l’azienda ha deciso di fare lo stesso con l’app che avrebbe dovuto rivoluzionare il modo di navigare e di svolgere qualsiasi altra attività online.
L’annuncio dell’addio è nascosto in un lungo comunicato che conferma, tra le altre cose, la disponibilità generale dei nuovi modelli GPT-5.6. Ecco quanto si legge.
Inizieremo a dismettere il browser Atlas autonomo e condivideremo con gli utenti informazioni su come passare a ChatGPT.
Fa sorridere il fatto che OpenAI abbia scelto di puntare proprio su Chrome per favorire l’accesso a ChatGPT via browser: se non puoi batterli, unisciti a loro.
Stiamo inoltre aggiornando la nostra estensione Chrome per rendere possibile l’uso di ChatGPT direttamente nella barra laterale di Chrome. Queste funzionalità si basano su ciò che abbiamo imparato da Atlas e dagli utenti che ci hanno aiutato a capire come gli strumenti agentici possano rendere più utile il lavoro basato sul browser.
Atlas è stato reso disponibile fino a oggi solo in versione macOS. Quella per Windows non è mai arrivata (e a questo punto, non arriverà mai).
Adesso ChatGPT ha un browser integratoAd ogni modo, ora l’app desktop di ChatGPT include un browser integrato che aiuta l’utente a trovare informazioni online e lo supporta nel flusso di lavoro. Si interfaccia con Google Workspace e Microsoft 365 per l’elaborazione dei file, senza dover passare da altri software.
C’è poi una funzionalità inedita chiamata Uso del computer che permette al chatbot di usare il tuo computer per eseguire attività in background, ad esempio facendo clic, digitando e spostando contenuti dove serve. È una novità in linea con la visione legata agli agenti AI.
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Meritano un capitolo a parte i clienti under 30, che beneficiano del canone di tenuta del conto gratuito fino a trent’anni. Restano inoltre invariati i vantaggi già citati qui sopra, vale a dire l’assenza di costi extra per quanto riguarda i bonifici SEPA ordinari e istantanei, i prelievi di contante presso gli ATM in area Euro e la carta di debito digitale.
A proposito della carta, la Mediolanum Card è disponibile sia in formato fisico che, appunto, in formato digitale. È una carta di debito appartenente al circuito di pagamento internazionale Mastercard, di conseguenza può essere utilizzata ovunque, tanto in negozio quanto online, con la certezza di completare il pagamento ogni volta senza preoccupazioni.
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Wimbledon, il programma di oggi 10 luglio: a che ora sono le due semifinali
Uno dei giorni più attesi è arrivato. Oggi pomeriggio, a Londra, si disputeranno infatti le semifinali maschili del torneo di Wimbledon. Sul campo principale dell’All England Club si affronteranno prima la wild card britannica Arthur Fery contro il numero due del tabellone Alexander Zverev, dopodiché sarà la volta della sfida tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.
Entrambe le semifinali di oggi saranno trasmesse in diretta sui canali di Sky Sport e su NOW. Prosegue intanto l’offerta sul pass Sport della piattaforma streaming NOW, [affiliate_link link_id=”546″]disponibile a 19,99 euro al mese per dodici mesi[/affiliate_link] invece di 29,99 euro, pacchetto che offre l’accesso completo all’intera programmazione sportiva di Sky.
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Gli orari delle due semifinali di Wimbledon 2026Ad aprire il programma odierno sul campo principale sarà la semifinale tra Arthur Fery e Alexander Zverev, con l’inizio del match fissato per le ore 14:30. Ai quarti la rivelazione del torneo ha superato per tre set a zero l’azzurro Flavio Cobolli, mandando letteralmente in estasi i suoi connazionali, mentre il vincitore del Roland Garros si è sbarazzato con disarmante facilità dello statunitense Taylor Fritz, numero 6 del seeding. Va da sé che i favori del pronostico siano tutti per il campione tedesco, che potrebbe giocare la sua seconda finale Slam nel giro di un mese, ma il tennis ci ha insegnato che le favole sono più reali di quanto crediamo.
Al termine della prima semifinale, e comunque non prima delle 16:10, a sfidarsi per un posto in finale saranno Jannik Sinner e Novak Djokovic. Un incontro che si preannuncia carico di significato per entrambi: da una parte il numero uno del mondo ha la possibilità di raggiungere per il secondo anno consecutivo la finale dello Slam più iconico, dall’altra Nole ha forse un’ultima possibilità per vincere il suo 25° slam, diventando così il tennista ad aver vinto più slam della storia del tennis.
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Occhiali Android XR con Gemini, la musica si adatta all'ambiente
Hey Gemini, metti la colonna sonora a quello che sto guardando. Si è in palestra, e parte qualcosa di energico. Si guarda il tramonto, e parte qualcosa di calmo. Si cammina in città, e parte qualcosa di ritmato. Gli occhiali vedono, Gemini interpreta e Spotify suona.
È la funzionalità trovata nel codice di Spotify v9.1.66.1259, stringhe che rivelano come l’app si stia preparando per gli occhiali Android XR con un’integrazione profonda con Gemini di Google.
Spotify sugli occhiali Android XR: Gemini crea playlist basate su ciò che si vedeLe stringhe indicano tre funzionalità: controllo della riproduzione tramite voce, creazione di playlist con prompt vocali, e, la più sorprendente, scoperta musicale basata sul contesto visivo. La fotocamera degli occhiali vede l’ambiente. Gemini lo analizza, e Spotify sceglie la musica.
Non pensiamo normalmente alla musica come qualcosa che si adatta a ciò che vediamo. Ma ha senso, la musica che si vuole in palestra è diversa da quella che si desidera ascoltare, magari in tarda serata, distesi sul divano. La differenza è che fino a oggi spettava all’utente scegliere, cercare la playlist, aprire l’app, scrollare. Con gli occhiali Android XR, l’ambiente diventa il prompt.
È Gemini a rendere possibile tutto questo, la fotocamera fornisce il contesto visivo, il modello linguistico lo interpreta, Spotify lo traduce in musica.
Google prevede di vendere 2 milioni di occhiali Android XR quest’anno tra Xreal Aura e altri dispositivi in arrivo. Spotify si posiziona come early adopter della piattaforma. L’integrazione con Gemini è fondamentale: sugli occhiali, dove non c’è schermo grande, la voce e il contesto ambientale sono l’interfaccia principale.
Resta da vedere se la funzionalità funziona bene nella pratica, se Gemini capisce davvero la differenza tra una palestra e un tramonto, e se la musica che sceglie è effettivamente quella giusta. Ma l’idea potrebbe far vendere sia gli occhiali che l’abbonamento a Spotify.
Modelli AI come Mythos sono un rischio per il sistema finanziario
La Banca Centrale Europea (ECB) e Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) hanno evidenziato che i modelli AI più avanzati possono rappresentare un pericolo per la stabilità finanziaria dell’Unione europea. Gli istituti di credito devono quindi implementare le necessarie misure per ridurre i rischi di cybersicurezza. Claude Mythos 5 di Anthropic può trovare vulnerabilità nei software, ma attualmente non è accessibile al pubblico.
Piano d’azione entro fine ottobreNella lettera (PDF) inviata da Claudia Buch (Presidente del Supervisory Board della Banca Centrale Europea) ai CEO di 110 istituti bancari viene evidenziata la rapida evoluzione dei sistemi AI. I modelli più avanzati possono trovare vulnerabilità nei software e scrivere gli exploit ad un velocità sorprendente, quindi molto prima del rilascio delle patch.
Le banche devono quindi valutare l’impatto di questa minaccia senza ritardi e sviluppare un piano d’azione dettagliato che elenca misure concrete per rafforzare i controlli, allocare le risorse necessarie, assegnare chiari ruoli e responsabilità, definire scadenze per l’implementazione.
Gli istituti di credito devono in particolare migliorare le protezioni per i sistemi ICT connessi ad Internet, applicare rapidamente le patch e sostituire le tecnologie non più supportate. Il piano d’azione deve essere inviato entro il 31 ottobre 2026, quindi ci sono meno di quattro mesi di tempo.
Il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) ha pubblicato un avviso (PDF) che descrive i rischi dovuti alle capacità cyber dei nuovi modelli AI, evidenziando anche la dipendenza dalle aziende statunitensi e quindi la necessità di rafforzare le capacità AI dell’Unione europea, come previsto dalla Commissione.
Non c’è nessun riferimento ad uno specifico modello, ma sembra chiaro che i timori riguardino l’eventuale accesso pubblico a Claude Mythos 5 o simili in futuro. Sia la NSA (National Security Agency) che la CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency) degli Stati Uniti hanno verificato direttamente come il modello di Anthropic riesca a trovare vulnerabilità in poco tempo.
Google Chrome 150 per Android introduce il pulsante Indietro
Google Chrome versione 150 per Android è disponibile, con una novità importante: un pulsante Indietro dedicato per facilitare la navigazione. Dopo i dispositivi desktop (Windows, Linux, macOS), Chrome 150 arriva su Android con la versione 150.0.7871.114. L’aggiornamento include miglioramenti alla stabilità e alle prestazioni, oltre alle stesse correzioni di sicurezza già presenti su desktop.
Google lancia anche alcune nuove funzionalità, tra cui una in particolare è destinata a far parlare di sé.
Chrome su Android: la novità del pulsante IndietroL’applicazione Chrome su Android si dota, infatti, di un pulsante Indietro, per offrire agli utenti una nuova opzione di navigazione. Finora, quando si apriva il menu di Chrome, toccando l’icona con i tre puntini verticali, il browser disponeva solo di un pulsante “Avanti” accanto ai pulsanti per i preferiti e i download (che ora sono stati spostati di una posizione verso destra). D’ora in poi, come nelle versioni desktop e su iPhone, sarà possibile tornare alla pagina precedente anche da questo menu.
È un’alternativa utile rispetto al pulsante o al gesto (da destra a sinistra) di ritorno che funziona nativamente a livello di sistema su Android. In alcuni casi, avere un pulsante dedicato all’interno dell’interfaccia di Chrome può tornare comodo, ad esempio quando l’utente ha scelto di nascondere la barra di navigazione per guadagnare spazio e il gesto di ritorno non funziona, per qualsiasi motivo.
Per non appesantire il menu e mantenere solo cinque pulsanti, Google ha eliminato quello delle informazioni, poco utilizzato. È comunque sufficiente accedere alla sezione “Controlli del sito” per trovare i dati precedentemente visualizzati in quel modo. Intanto, il menu a tendina di Chrome continua ad allungarsi, costringendo a scorrere sempre di più per raggiungere, ad esempio, le Impostazioni.
Per chi ha attivato gli aggiornamenti automatici, Chrome 150 dovrebbe essere già installato sullo smartphone Android. In caso contrario, basta andare sul Play Store e scaricare l’ultima versione.
Bollette al riparo dai rincari: Octopus blocca luce e gas per 12 mesi a prezzi stracciati
Bloccare il costo dell’energia in un mercato sempre più imprevedibile è l’unica mossa per evitare brutte sorprese in bolletta con l’arrivo dei mesi più energivori. Ora siamo in quelli più esigenti per quanto riguarda la luce, visto l’uso massiccio dei condizionatori per difenderci dal caldo, poi sarà la volta dei riscaldamenti in inverno. Insomma, sapere in anticipo quanto spendi sarà un grosso vantaggio. Ecco quindi che fino al 13 luglio hai la possibilità di attivare con Octopus Energy una tariffa a prezzo fisso sia per la luce che per il gas valida per 12 mesi.
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La matematica dell’offerta non lascia spazio a dubbi o sorprese: la componente luce viene bloccata a 0,1243 €/kWh (con soli 6 €/mese di costi fissi) e il gas a 0,49 €/Smc (con 7 €/mese). Con questa tariffa, insomma, attivi uno scudo contro qualsiasi crisi geopolitica o picco di domanda si verifichi nei prossimi dodici mesi: la tua spesa per la materia energia non subirà aumenti. Inoltre, le quote di commercializzazione che abbiamo già visto sono tra le più basse del mercato.
Non ci sono vincoli: allo scoccare del tredicesimo mese, il fornitore ti permetterà di valutare le nuove condizioni di mercato per decidere in totale autonomia se passare alla loro tariffa Flex (variabile) o bloccare nuovamente il prezzo oppure semplicemente disdire. Naturalmente, è giusto precisare che le cifre qui espresse si riferiscono unicamente alla materia prima e ai costi di commercializzazione. Come per ogni fornitore in Italia, la bolletta finale includerà sempre le spese di trasporto, la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte governative (IVA e accise). Questi costi sono stabiliti dall’ARERA e dallo Stato e si sommeranno al prezzo bloccato da Octopus.
Comunque, è un’ottima soluzione per combattere le speculazioni del mercato energetico e goderti ben dodici mesi di stabilità in bolletta.
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Streaming globale e zero pubblicità: Norton VPN crolla a 2,50€ al mese
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