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Updated: 58 min 19 sec fa

Meta risponde a Grok 4.5 con Muse Spark 1.1

Gio, 07/09/2026 - 17:33

Negli ultimi due giorni c’è stato un botta e risposta tra tre aziende statunitensi. Meta ha svelato Muse Image. Poi sono arrivati GPT-Live di OpenAI e Grok 4.5 di SpaceXAI. Elon Musk ha evidenziato i costi più bassi rispetto a Opus 4.7 di Anthropic. Oggi l’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha risposto con Muse Spark 1.1.

Muse Spark 1.1 anche per gli sviluppatori

Muse Spark, annunciato all’inizio di aprile, è il primo modello sviluppato dai Superintelligence Labs guidati dal 29enne Alexandr Wang. Rappresenta la “rinascita” di Meta dopo il fallimento dei precedenti modelli Llama. È accessibile tramite Meta AI (web e app), WhatsApp, Instagram, Facebook e Messenger.

Meta Spark 1.1 è la versione aggiornata che offre prestazioni superiori. È ovviamente multimodale, quindi può comprendere immagini, video, audio e documenti. Meta ha migliorato le capacità di scrittura del codice e può rilevare bug. Permette di eseguire compiti agentici delegando il lavoro a subagenti che operano in parallelo. Le prestazioni sono superiori a quelle di GPT-5.5 e simili a quelle di Opus 4.8.

È disponibile anche la funzionalità Computer Use. Muse Spark 1.1 può quindi interagire con le interfacce di browser, computer e dispositivi mobile.

3/ computer use: it can operate desktop, browser, and mobile. muse spark 1.1 is trained to know when to automate and when to use interfaces directly. it scripts when that’s faster, clicks when direct interaction is simpler, and batches actions at each step. pic.twitter.com/oyw1x4q1av

— Alexandr Wang (@alexandr_wang) July 9, 2026

Gli utenti possono testare il nuovo modello scegliendo la modalità Thinking in Meta AI su web, Android e iOS. A differenza di Muse Spark è accessibile anche agli sviluppatori (solo negli Stati Uniti in anteprima pubblica) attraverso le Meta Model API. Ciò consente di realizzare app che sfruttano le sue capacità.

Gli sviluppatori riceveranno un credito di 20 dollari per account. I prezzi sono 1,25 dollari per un milione di token in input e 4,25 dollari per un milione di token in output, quindi è più economico di Grok 4.5. Nelle prossime settimane sarà disponibile anche in WhatsApp, Instagram, Facebook, Messenger e smart glass.

Quando Gemini batte ChatGPT, 4 scenari in cui è la scelta migliore

Gio, 07/09/2026 - 17:30

ChatGPT resta uno strumento eccellente, e per alcune cose è ancora insostituibile. Ma ci sono quattro scenari in cui Gemini vince con un margine che non è più trascurabile.

ChatGPT o Gemini? Ecco 4 scenari in cui Google è imbattibile 1. Gemini vive dove vivono i propri file

Per quanto potente, ChatGPT lavora soprattutto con le informazioni che gli vengono fornite. La realtà, però, è che quelle informazioni sono sparse tra e-mail, documenti, fogli di calcolo e cartelle nel cloud. Gemini, grazie alla sua integrazione con l’ecosistema Google, può accedere direttamente a Gmail, Documenti e Drive, senza dover cercare e caricare manualmente ogni contenuto.

Se serve trovare un’autorizzazione sepolta in una vecchia conversazione e-mail e trasformarla in un documento di sintesi, basta un prompt. Non c’è bisogno nemmeno di ricordare il nome esatto del file o la data di invio, bastano poche parole correlate e Gemini lo trova. Per chi lavora all’interno dell’ecosistema di Google, e sono tanti, questa integrazione è un vantaggio competitivo che ChatGPT non può eguagliare.

2. La finestra di contesto che non costringe a scegliere cosa caricare

Quando si ha davanti una montagna di materiale da analizzare, i limiti di contesto diventano un problema concreto. Con ChatGPT ci si scontra relativamente presto con il muro dei messaggi disponibili, e ogni volta che si raggiunge il limite bisogna decidere cosa tenere e cosa sacrificare.

Gemini offre una finestra di contesto da due milioni di token, sufficiente per caricare interi archivi documentali in una sola volta. Si possono inserire contemporaneamente pagine di trascrizioni, manuali completi e documenti di ricerca senza che il modello dimentichi il primo documento quando finisce di leggere l’ultimo.

3. L’elaborazione nativa di video e audio

ChatGPT analizza le immagini con competenza. Ma quando il materiale è un video di venti minuti o una registrazione audio, la situazione cambia. Gemini elabora contenuti multimediali in modo nativo: può guardare un intero video, individuare i momenti specifici, estrarre i passaggi chiave e riassumere le argomentazioni principali.

Non si limita a leggere una trascrizione generata automaticamente, elabora simultaneamente i dati audio e visivi, il che produce risultati più ricchi e più precisi. Per chi deve analizzare presentazioni, estrarre citazioni da interviste registrate o rivedere interventi a conferenze, è una capacità che elimina ore di lavoro manuale di scorrimento e trascrizione. ChatGPT, su questo terreno specifico, non offre nulla di paragonabile.

4. La ricerca sul web costruita sulle fondamenta di Google

Per chi ha bisogno di informazioni aggiornate al minuto, un annuncio tecnologico appena pubblicato, un prezzo corrente, una notizia dell’ultima ora, la differenza tra i due strumenti è strutturale. Le capacità di ricerca web di ChatGPT sono migliorate, ma Gemini è costruito direttamente sull’infrastruttura di ricerca di Google.

In pratica, questo significa che Gemini trova informazioni in tempo reale con una velocità e un’accuratezza che ChatGPT fatica ad eguagliare. Per qualsiasi cosa che sta accadendo adesso, non ieri, non la settimana scorsa, ora, Gemini è lo strumento più affidabile. Per chi lavora con le notizie, con i mercati o con qualsiasi ambito dove i minuti contano, non è un dettaglio.

Dove ChatGPT resta insostituibile

Sarebbe disonesto presentare Gemini come il vincitore assoluto, perché non lo è. Ci sono scenari in cui ChatGPT mantiene un vantaggio che Gemini non ha ancora colmato.

La memoria a lungo termine di ChatGPT è strutturalmente migliore. Si può tenere aperta una singola conversazione per settimane, sviluppando un’idea in profondità, e il modello ricorda la logica specifica, le preferenze e le scelte fatte nel tempo. Gemini tende a perdere questo tipo di contesto tra una sessione e l’altra, il che lo rende eccellente per compiti puntuali ma meno efficace per collaborazioni prolungate.

ChatGPT eccelle anche nella personalizzazione avanzata con i suoi assistenti personalizzati e nell’area di lavoro collaborativa per la modifica di testi e codice riga per riga. Per chi usa l’AI come partner di scrittura o di programmazione a lungo termine, ChatGPT resta la scelta più ovvia.

E poi c’è una questione di temperamento. ChatGPT è un interlocutore più paziente nella conversazione lunga e strutturata. Gemini è più reattivo, più rapido, più pratico. Sono qualità diverse che servono in momenti diversi.

La regola pratica

La questione non è quale AI sia migliore in assoluto, è quale sia migliore per il compito specifico che si ha davanti. Se serve un compagno di ragionamento con memoria lunga e capacità di personalizzazione, ChatGPT resta la prima scelta. Se serve uno strumento che accede ai propri file, elabora documenti enormi, guarda i video e verifica le informazioni in tempo reale, Gemini è la scelta più efficiente.

Usare l’AI giusta per il compito giusto produce risultati migliori di qualsiasi fedeltà a una singola piattaforma. Ogni modello ha punti di forza e limiti: conoscerli e scegliere di volta in volta lo strumento più adatto è ciò che fa davvero la differenza in termini di qualità, tempo e produttività.

Meta lavora su occhiali AI che registrano tutto il giorno

Gio, 07/09/2026 - 16:55

Il LED è spento, le lenti sono trasparenti. L’aspetto è quello di un paio di occhiali normali. Ma registrano audio in modo continuo e scattano foto ogni pochi secondi. Il LED che indica la registrazione, quello che Meta ha appena protetto dalla manomissione, in questa modalità resta spento.

Secondo il Financial Times, Meta sta sviluppando un prototipo di occhiali “super sensing” che raccolgono dati ambientali costantemente. Poi l’utente può chiedere a Meta AI informazioni basate sull’audio e sulle immagini catturate. La promessa: un assistente personale sempre al proprio fianco, che ricorda le cose e aiuta a raggiungere gli obiettivi prefissati.

La realtà è che è un dispositivo che registra tutto ciò che succede attorno alla persona che lo indossa, senza che chi è intorno lo sappia.

Gli occhiali AI di Meta registrano audio e scattano foto senza accendere il LED

Il progetto prevede che Meta non memorizzi foto, video o registrazioni audio nella loro forma originale. Gli occhiali analizzerebbero invece ciò che vedono e sentono, trasformandolo in metadati che vengono inviati ai server per essere elaborati da Meta AI.

L’azienda sostiene che questa soluzione riduca l’impatto sulla privacy, perché non conserva i file completi. Tuttavia i metadati possono essere molto dettagliati: permettono di ricostruire chi si incontra, dove ci si trova, cosa si fa e perfino gli argomenti della conversazione. In pratica, cambiano i dati raccolti, ma non necessariamente la quantità di informazioni che possono essere ricavate.

In un whitepaper di luglio 2025, Meta ha spiegato che il LED di registrazione sarebbe riservato alle situazioni di “cattura attiva”, quando l’utente salva foto o video, e resterebbe spento durante l’uso delle funzionalità AI, come la scansione di un menu. La giustificazione: evitare che gli utenti si abituino troppo al LED acceso.

In modalità “super sensing,” il LED resterebbe spento, perciò gli occhiali registrano audio e scattano foto continuamente, ma il LED non lo indica. Nessuno attorno sa che si sta registrando, nemmeno guardando il LED.

Lo stesso giorno in cui Meta annuncia la protezione anti-manomissione del LED, il Financial Times rivela che il LED non si accenderà nella modalità di registrazione continua. La protezione protegge un indicatore che Meta stessa intende tenere spento.

Le parole di Zuckerberg

Nella conference call Q1 2026, Zuckerberg ha detto: Sono davvero entusiasta di vedere gli occhiali evolvere dal rispondere a domande all’essere un agente personale che è con te tutto il giorno, aiutandoti a ricordare le cose e raggiungere i tuoi obiettivi.

In un blog post di marzo: Meta AI sugli occhiali passerà da qualcosa che devi sollecitare con una domanda ogni volta a un assistente più continuo, nel momento, che può aiutarti durante la giornata.

A quanto pare “Assistente continuo” è un altro modo per dire “registra sempre.”

Chat Control: scansione delle chat private fino al 2028

Gio, 07/09/2026 - 16:29

Come previsto, il Parlamento europeo ha approvato la nuova deroga alla direttiva ePrivacy fino al 3 aprile 2028. Ciò significa che le Big Tech statunitensi potranno effettuare la scansione volontaria delle conversazioni private degli utenti per cercare e segnalare alle autorità eventuali contenuti pedopornografici. Sono tuttavia escluse le comunicazioni protette dalla crittografia end-to-end.

Ritorna il Chat Control 1.0

La deroga alla direttiva ePrivacy è scaduta il 3 aprile 2026 e non è stata prorogata, in quanto il Consiglio non ha raggiunto un accordo sulle modifiche proposte dal Parlamento e sulla nuova scadenza (3 agosto 2027). Il Consiglio ha quindi inviato nuovamente lo stesso regolamento al Parlamento in seconda lettura con la scadenza del 3 aprile 2028, come inizialmente suggerito dalla Commissione europea.

Si tratta di un “trucco” procedurale (consentito) che lasciava poche alternative al Parlamento. Per respingere la proposta del Consiglio serviva la maggioranza assoluta (360 eurodeputati). Durante le due votazioni di oggi (ultimo giorno prima della pausa estiva) non è stata raggiunta la maggioranza assoluta, quindi il Chat Control 1.0 è nuovamente valido.

Sono stati approvati solo due emendamenti che vietano la scansione delle conversazioni private se il servizio utilizza la crittografia end-to-end e la ricerca di contenuti non precedentemente rilevati. Come evidenzia Patrick Breyer del Partito Pirata (ex parlamentare europeo) è un’esenzione simbolica perché i provider non effettuano comunque la scansione. È stato invece respinto l’emendamento che prevedeva solo la scansione delle comunicazioni delle persone sospettate.

Il testo passerà ora al Consiglio che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo.

Secondo Breyer è certo che la scansione delle comunicazioni private verrà prorogata fino al 3 aprile 2028. Nel frattempo proseguono i negoziati sulla versione aggiornata del Chat Control 2.0 (la prima è stata ritirata) che rappresenta la soluzione permanente. L’accordo tra Parlamento e Consiglio è molto vicino.

WhatsApp ti ricorderà i compleanni

Gio, 07/09/2026 - 16:07

Presto non servirà più fare affidamento sul calendario di Facebook per ricordarsi i compleanni degli altri: ci penserà WhatsApp facendo comparire una notifica sullo schermo. Potremo così fingere di averli tenuti a mente senza aprire il social network e inviare una GIF di auguri senza nemmeno cambiare schermata. Il team di Meta è al lavoro sulla caratteristica che sarà implementata con uno dei prossimi aggiornamenti dell’applicazione.

I promemoria dei compleanni su WhatsApp

Ricordiamo come sempre che si tratta di una funzionalità introdotta per ora in fase di test e che trascorrerà del tempo prima di vederla su tutti i dispositivi. È stata scovata nella versione beta 2.24.12.25 per Android dalla redazione del sito WABetaInfo, che ha catturato e condiviso lo screenshot qui sotto. Al posto di quel messaggio, nella nuova sezione ci sarà l’elenco delle persone da festeggiare.

Da un paio di anni abbondanti, WhatsApp chiede l’anno di nascita agli utenti (non in tutti i territori), per la conformità alle leggi di alcuni Paesi sull’età minima per l’accesso alla piattaforma. Una volta fornita, l’informazione non può più essere cambiata e rimane riservata, mai condivisa con gli altri.

La funzionalità in fase di test si spinge oltre e ha una finalità diversa, quella di ricordare i compleanni, appunto. Avrà bisogno ovviamente del giorno esatto di nascita. È quasi certo che sarà opzionale e comunque verrà permesso di decidere se rendere noto questo dettaglio o meno, con un’impostazione dedicata, a tutela della privacy.

L’app rimane un cantiere aperto

È solo una delle tante novità in arrivo per WhatsApp. Tra le altre già avvistate, ma non ancora distribuite a tutti, vale la pena citare quella che migliora la gestione delle chat su smartwatch con sistema operativo Wear OS e i nomi utente per avviare le chat senza dover rendere noto il proprio numero di telefono.

Nuova VPN al miglior prezzo: -70% con la promo estiva per Proton VPN

Gio, 07/09/2026 - 15:40

Per una nuova VPN illimitata è possibile puntare su Proton VPN, servizio che, da tempo, rappresenta un vero e proprio punto di riferimento del settore. La promo estiva, infatti, mette a disposizione uno sconto del 70% sul costo della VPN.

Scegliendo il piano biennale, infatti, la VPN ora è disponibile con un prezzo di 2,99 euro al mese e un risparmio complessivo di 168 euro. Per accedere all’offerta basta premere sul box qui di sotto e raggiungere il [affiliate_link link_id=”277″]sito ufficiale di ProtonVPN[/affiliate_link].

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La VPN da scegliere oggi è Proton VPN

Con ProtonVPN è possibile accedere a una VPN completa e illimitata, in grado di offrire un accesso a Internet protetto e senza blocchi geografici.

Tra le caratteristiche della VPN troviamo la possibilità di criptare il traffico dati, per rendere sicura una connessione anche quando si sta utilizzando una rete non privata.

In aggiunta, il servizio propone un network di migliaia di server, con possibilità per gli utenti di scegliere un server situato in un altro Paese per aggirare blocchi su base geografica e censure online.

Da segnalare anche la possibilità di utilizzo multi-dispositivo: con ProtonVPN, infatti, è possibile connettersi alla rete VPN da 10 dispositivi in contemporanea, utilizzando le app disponibili per i principali sistemi operativi.

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Problemi con Vinted, gli aggiornamenti sul down del 9 luglio

Gio, 07/09/2026 - 15:25

Il portale Downdetector sta raccogliendo da alcuni minuti parecchie segnalazioni relative a un malfunzionamento di Vinted. Sembra non trattarsi di un vero e proprio down esteso a tutti, ma il picco dei feedback nel grafico qui sotto fa capire che ci sono comunque problemi, iniziati poco prima delle 15:00 (ora italiana). Aggiorneremo questo articolo con tutte le novità, non appena saranno disponibili.

Il down di Vinted del 9 luglio 2026

Come sempre accade in questi casi, ci sono post sui social network che aiutano a capire cosa sta andando storto. In particolare, sembra essersi rotto l’ingranaggio attraverso cui il sistema invia automaticamente all’acquirente una notifica quando il venditore gli invia l’oggetto comprato. Non ci sono invece particolari intoppi nello sfogliare il catalogo del marketplace, nell’effettuare ricerche, nel navigare tra le schede degli oggetti leggendo descrizioni e aprendo fotografie o per quanto riguarda la sezione della messaggistica.

Anyone else’s vinted down? 🥲

— abs🐬 (@rud0lph__) July 9, 2026

Aggiornamento (9 luglio 2026, 16:00)

Il problema sembra essere in fase di risoluzione. Con tutta probabilità, i tecnici hanno notato l’anomalia e sono intervenuti per correggerla. La causa è ignota. Il volume dei feedback inviati dagli utenti di Vinted al portale Downdetector sta diminuendo progressivamente.

Aggiornamento (9 luglio 2026, 16:09)

Altra diminuzione delle segnalazioni negli ultimi minuti. Si può tornare a comprare o vendere sulla piattaforma senza alcun ostacolo. Il down può considerarsi chiuso, l’impatto è stato minimo. Dal team di Vinted non è giunta alcuna comunicazione in merito a quanto accaduto.

Disclaimer

Quanto riportato in questo articolo si basa solo ed esclusivamente sui feedback mostrati dal portale Downdetector (link in coda) e inviati dagli utenti, sulle segnalazione raccolte attraverso i social network, su quelle inviate dai nostri lettori oppure su testimonianza diretta. Un down temporaneo e circoscritto, dovuto a un problema tecnico o di altra natura, non è da ritenere un giudizio sulla qualità generale di un servizio, di un prodotto o di una piattaforma.

Passa a Very con 200 GB in 5G, prezzo fisso per sempre e 1 mese gratis. ecco l'offerta

Gio, 07/09/2026 - 15:15

Con Very Mobile è possibile accedere a un’offerta 5G molto interessante con 200 GB in 4G e 5G (Full Speed) con un costo di 6,99 euro al mese per sempre. La promo in questione è disponibile per clienti Iliad e di alcuni operatori virtuali, come PosteMobile e CoopVoce. Per un periodo di tempo limitato, l’offerta include 1 mese omaggio per tutti i nuovi clienti. Per sfruttare la promo basta visitare il [affiliate_link link_id=”888″]sito di Very Mobile[/affiliate_link], accessibile qui di sotto.

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Perché scegliere l’offerta di Very Mobile

Con la promo di Very Mobile è possibile ottenere:

  • minuti  illimitati
  • 200 SMS ogni mese
  • 200 GB in 4G e 5G Full Speed ogni mese
  • 10,5 GB otre a minuti illimitati e 200 SMS al mese in roaming in UE

Il costo è di 6,99 euro al mese, con attivazione di 0,99 euro e con un mese in omaggio.

La promozione in questione è valida con portabilità da operatori selezionati. Ecco l’elenco completo:

Ecco l’elenco in formato testo lineare, separato da virgole:

  • 1Mobile, CMLink, CoopVoce, Daily Telecom Mobile, Digi Mobil, Dimensione, Enegan, Feder Mobile, Green Telecomunicazioni, Iliad, Intermatica, Lycamobile, Mundio Mobile, Noitel, NVmobile, Optima, Ovunque, PLINK, Plintron, PosteMobile, Rabona, Segnoverde, Telmekom, Tiscali, Vianova, WithU

Si tratta di una soluzione molto interessante che garantisce tanti Giga a un prezzo fisso per sempre, nessun vincolo e nessun costo nascosto, per una tariffa ricca di contenuti e in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli utenti, anche considerando la possibilità di sfruttare il 5G Full Speed (Very Mobile usa la rete WINDTRE).

Per accedere subito alla promozione basta premere sul box qui di sotto. Tramite il sito web dell’operatore è possibile accedere a diverse altre promo, con la possibilità anche di ottenere Giga illimitati in 5G per chi ha bisogno di una tariffa di questo itpo.

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Truffe online in 97 paesi: arrestate oltre 5.800 persone

Gio, 07/09/2026 - 14:52

Interpol ha pubblicato i risultati ottenuti al termine della Operation First Light 2026 effettuata tra il 15 gennaio e il 30 aprile 2026. Le forze dell’ordine di 97 paesi hanno collaborato per smantellare diverse reti di truffe online che sfruttavano l’ingegneria sociale per ingannare le vittime e chiedere versamenti di denaro, successivamente riciclati (quasi sempre tramite criptovalute).

oltre 142.000 vittime in 97 paesi

L’ingegneria sociale è purtroppo una tecnica molto diffusa. Viene sfruttata dai cybercriminali per guadagnare la fiducia delle ignare vittime e ottenere informazioni personali o somme di denaro. Le truffe prevedono ad esempio l’uso di email che sembrano arrivare dall’interno dell’azienda, la minaccia di pubblicare contenuti compromettenti (sextortion) o presunti investimenti finanziari con facili profitti.

Dopo la raccolta e lo scambio di informazioni, i 97 paesi partecipanti alla Operation First Light 2026 hanno effettuato perquisizioni, congelato conti bancari e portafogli digitali, e identificato oltre 142.000 vittime. In dettaglio sono stati esaminati 152.808 casi, bloccato 31.014 conti bancari, risolto 23.715 casi, identificato 15.606 sospettati, arrestato 5.811 persone e sequestrato circa 293 milioni di dollari.

Nel comunicato di Interpol sono elencate alcune truffe finanziarie. La polizia di eSwatini ha arrestato 82 persone e smantellato una rete criminale specializzata in gioco d’azzardo online illegale, riciclaggio di denaro e truffe basate sul furto di identità.

La polizia della Thailandia ha scoperto un sistema di riciclaggio di denaro che convogliava fondi illeciti provenienti da truffe sentimentali in varie criptovalute. Nel portafoglio digitale di uno dei sospettati erano passati 122,5 milioni di dollari in 10 mesi. Le autorità di Singapore e dell’Oman hanno bloccato il trasferimento illecito di 6,6 milioni di dollari ottenuti tramite una truffa BEC (Business Email Compromise). La somma era stata inviata a falsi fornitori da una società di trading di materie prime.

La polizia di Macao ha scoperto un’organizzazione criminale che, fingendosi funzionari pubblici, avevano convinto la vittima a trasferire denaro con la scusa di un’indagine per frode. Tomonobu Kaya, Direttore del Financial Crime and Anti-Corruption Centre di Interpol, ha dichiarato:

Le truffe di ingegneria sociale continuano a rappresentare una minaccia significativa per la nostra società. Le organizzazioni criminali sfruttano la psicologia umana per manipolare le loro vittime e nessuna nazione può sentirsi al sicuro se tutti i paesi non sono attrezzati e impegnati a contrastarle congiuntamente. L’Interpol si impegna a supportare i paesi membri nella costruzione di una strategia globale e coordinata per contrastare i crimini finanziari abilitati dal cyberspazio, le reti criminali organizzate e il riciclaggio di denaro che li alimenta.

Wimbledon, Sinner contro Djokovic: ecco a che ora si gioca

Gio, 07/09/2026 - 14:40

Venerdì è in programma la semifinale di Wimbledon tra Jannik Sinner e Novak Djokovic. C’era grande attesa sull’orario di inizio del match, reso noto proprio in questi minuti: l’incontro si disputerà sul campo centrale non prima delle 16:10, al termine della prima semifinale tra Alexander Zverev e la sorpresa britannica Arthur Fery.

L’incontro tra il numero uno del mondo e la leggenda serba sarà trasmesso in diretta sui canali di Sky Sport e in streaming su NOW. A tal proposito, vi confermiamo che il pacchetto più conveniente per seguire tutti gli incontri dello Slam sull’erba e l’intera programmazione sportiva di Sky resta il [affiliate_link link_id=”546″]pass Sport di NOW, ora in offerta a 19,99 euro al mese[/affiliate_link] per dodici mesi invece di 29,99 euro.

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Il programma del 10 luglio

La prima semifinale di venerdì fra Zverev e Fery avrà inizio alle 14:30 sul campo centrale. Il favorito assoluto è il campione tedesco, di recente trionfatore del Roland Garros dopo la vittoria in finale contro l’azzurro Flavio Cobolli. E proprio il tennista italiano è l’ultima vittima della wild card inglese, che nel turno precedente aveva eliminato anche un talento indiscusso sull’erba come Grigor Dimitrov.

A seguire, comunque non prima delle 16:10, il campo centrale si accenderà con la seconda semifinale di giornata tra Jannik Sinner e Novak Djokovic. L’ultima volta che i due si sono affrontati è stata in occasione della semifinale dell’Australian Open di quest’anno, quando a spuntarla fu Nole al quinto set, dopo essere stato sotto per due set a uno. Sulla carta Jannik è il favorito per la vittoria, ma quando di fronte c’è un fuoriclasse assoluto come Novak ogni pronostico diventa terribilmente complicato. Molto dipenderà comunque anche dal recupero di Djokovic, che durante il match contro il canadese Felix Auger-Aliassime ha accusato diversi problemi fisici: riuscirà Nole a presentarsi al meglio delle sue possibilità?

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L'iPhone cade in mare e continua a registrare: il video è virale

Gio, 07/09/2026 - 14:01

Lyal Mreeh Farhat è una content creator israeliana che in questi giorni sta vedendo la sua popolarità subire un’impennata improvvisa. E il merito è di un incidente (senza conseguenze). Era su un’imbarcazione al largo quando ha deciso di appoggiare il suo iPhone 16 in modo precario sulla fiancata della barca, per registrarsi, forse per un reel in compagnia degli amici. Appena si è girata, il telefono è caduto in acqua, continuando a riprendere. Il risultato? Un video con quasi 16 milioni di visualizzazioni e 4,5 milioni di like.

L’iPhone cade in mare e continua a filmare

È rimasto sott’acqua, ha continuato a registrare per tutto il tempo ed è tornato con filmati migliori di quanto mi aspettassi. Il Requiem di Mozart come tappeto sonoro e il contenuto virale è servito.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Lyal mreeh farhat (@lyalfarhat)

La clip pubblicata dura poco meno di un minuto e mezzo, ma la creatore racconta che l’iPhone è rimasto in ammollo per 11 minuti (Il mio iPhone ha fatto una nuotata di 11 minuti). Prima la fotocamera ha ripreso la discesa, poi incredibilmente si è posizionata sul fondale rivolta verso l’alto, giusto giusto per inquadrare chi è sceso a recuperarlo. Sembrerebbe quasi fatto apposta, ma non vogliamo pensare a un gesto volontario. C’è anche un elogio alla mela morsicata: Apple, hai creato un vero e proprio mostro. Questo il momento esatto in cui un frame inquadra la ragazza che si rende conto di quanto sta accadendo.

Di fianco a lei si vedono altre tre persone. Nella discesa, vengono inquadrati il fondo dell’imbarcazione e alcuni pesci.

Il telefono è rimasto a una profondità di pochi metri. Dopo 50 secondi di filmato, il taglio e poi la comparsa della sagoma di chi è sceso per recuperarlo. Tutto è bene quel che finisce bene (e porta like).

Furto degli account Google con i colloqui di lavoro

Gio, 07/09/2026 - 12:57

Un ricercatore di Team Cymru ha descritto una nuova campagna di phishing che sfrutta noti marchi per inviare email con offerte di lavoro. Per effettuato un colloquio è necessario indicare la data del meeeting virtuale con il responsabile delle risorse umane. Il vero scopo è rubare le credenziali dell’account Google.

Attenzione alle false offerte di lavoro

Il ricercatore non specifica come i cybercriminali hanno ottenuto gli indirizzi email. Quasi certamente sono stati recuperati da LinkedIn o altri social media. Dopo aver raccolto le informazioni necessarie, come nome e occupazione attuale, inviano email ai destinatari tramite PeopleForce, una piattaforma legittima per le risorse umane. Viene inoltre utilizzato un dominio associato al servizio Salesforce Marketing Cloud.

Per incrementare le probabilità di successo sono stati sfruttati nomi e loghi di aziende molto note, tra cui Adidas, American Airlines, Coca-Cola, Adobe, OpenAI e Netflix. Come specificato nel corpo delle email, quasi tutte cercano esperti nel settore del marketing. L’utente deve quindi cliccare su un link per programmare il meeting.

Dopo una serie di reindirizzamenti, che includono anche il dominio del CRM Wise Agent, l’ignara vittima finisce sulla pagina di phishing che mostra il nome e la foto del vero responsabile delle risorse umane dell’azienda. È necessario quindi effettuare l’accesso con un account Google per scegliere giorno e ora del presunto colloquio di lavoro.

Viene aperta una finestra di login che sembra legittima. Invece è stata creata con codice HTML e CSS all’interno della pagina di phishing, quindi non può essere spostata. La tecnica è nota come BitB (Browser-in-the-Browser). Se l’utente inserisce indirizzo email e password, i cybercriminali intercettano le credenziali e prendono il controllo dell’account Google.

Netflix punta sui video brevi di Rolling Stone e altri media

Gio, 07/09/2026 - 12:03

Netflix è conosciuta soprattutto per i suoi film e le sue serie. Ma, poco a poco, il servizio SVOD sta diversificando il proprio catalogo per offrire agli abbonati un intrattenimento sempre più ampio. L’abbonamento Netflix, ad esempio, permette già di accedere a un catalogo di videogiochi senza costi aggiuntivi. L’applicazione propone anche podcast. E, per variare ulteriormente i contenuti, aggiungerà presto anche video di grandi brand editoriali.

Netflix cambia strategia: arrivano video di BuzzFeed, Vanity Fair e altri media

In un annuncio pubblicato questa settimana, Netflix comunica che metterà a disposizione video di BuzzFeed, Vanity Fair, Cosmopolitan, Rolling Stone, Variety e altri, direttamente nel catalogo. Dalla gastronomia ai viaggi, dalla moda all’intrattenimento, passando per design e benessere, questi contenuti proporranno diversi formati, dai brevi video di tre minuti agli episodi da venti minuti. Gli utenti potranno così scoprire nuove idee per le vacanze, ricette, tendenze, approfondimenti sulle celebrità e consigli per la casa e il giardinaggio., spiega il servizio.

Disponibilità limitata

Il catalogo includerà video già pubblicati da queste testate, oltre a nuove serie ottenute da Netflix tramite licenze. L’azienda annuncia già l’aggiunta di nuovi editori alla lista dei partner. L’obiettivo è chiaro. Invece di cercare questi contenuti altrove sul web, gli abbonati possono accedervi direttamente da Netflix. Il lancio riguarda solo alcuni paesi, e l’Italia non è contemplata, almeno per il momento.

La competizione con YouTube e TikTok

Piattaforme come Netflix hanno già reso obsoleta la televisione lineare. Ora, però, Netflix si trova a competere con i video di YouTube, TikTok, Instagram e Facebook. Ed è proprio questo lo scopo di questi accordi: permettere a Netflix di rivaleggiare con queste piattaforme gratuite, proponendo nella propria applicazione i contenuti che gli utenti cercano altrove.

Inoltre, sull’abbonamento con la pubblicità, Netflix può generare entrate aggiuntive ogni volta che l’abbonato trascorre più tempo sulla piattaforma.

Mercato PC in calo: poca RAM e troppo costosa

Gio, 07/09/2026 - 11:47

IDC ha pubblicato i dati sulle spedizioni di PC nel secondo trimestre 2026 che rispecchia l’attuale crisi della RAM. La diminuzione del 5% circa rispetto allo stesso periodo del 2025 è dovuta alle difficoltà di approvvigionamento e ai costi elevati. Apple è l’unico produttore che ha registrato un notevole incremento, grazie al successo di vendite del MacBook Neo.

Crollano le spedizioni di PC per colpa della RAM

In base alle rilevazioni di IDC, le spedizioni mondiali di PC sono diminuite del 4,9% nel secondo trimestre del 2026. In totale sono circa 68,2 milioni di unità, mentre nel secondo trimestre del 2025 erano circa 71,7 milioni. Si tratta del primo calo dopo nove trimestri consecutivi di crescita. Ovviamente la causa è da attribuire alla persistente carenza dei chip di memoria.

Come è noto, i tre principali produttori (Samsung, SK hynix e Micron) hanno incrementato la fornitura delle HBM (High Bandwidth Memory) usate nei data center AI. L’offerta delle tradizionali DRAM è diminuita e sono aumentati i costi. In base alle ultime stime, i prezzi finali aumenteranno fino al 2028 (per colpa nostra, secondo il CEO di Micron). La domanda di nuovi PC è quindi diminuita, nonostante la maggiore quantità di RAM necessaria per eseguire le funzionalità AI.

Rispetto all’anno corso non ci sono variazioni nella top 5 dei produttori mondiali. In testa c’è sempre Lenovo con un market share del 24,4% (16,6 milioni di PC spediti). Seguono HP (19,1%), Dell (13,6%), Apple (9,9%) e ASUS (7,4%).

Vedendo la classifica si nota il +10,1% di Apple rispetto al secondo trimestre del 2025. Questo risultato positivo è quasi interamente dovuto al successo di vendite del MacBook Neo. L’azienda di Cupertino non è tuttavia immune alla crisi della RAM. Ha infatti comunicato un aumento dei prezzi per i Mac. Per ridurre i costi potrebbe usare le DRAM di CXMT, ma solo nei prodotti venduti in Cina.

Spotify ora permette di fissare 20 elementi nella Libreria

Gio, 07/09/2026 - 11:38

Quattro, era il numero massimo di elementi che si potevano fissare in cima alla propria Libreria Spotify. Quattro tra playlist, album, artisti, podcast e audiolibri. In pratica, con un podcast quotidiano, una playlist per l’allenamento, un audiolibro e un paio di artisti preferiti, ed era già finito lo spazio. Spotify ha finalmente portato il limite a 20, un aggiornamento molto atteso dagli utenti.

Spotify porta a 20 il limite di elementi che si possono fissare nella Libreria

Basta tenere premuto un elemento nella propria Libreria e toccare “Fissa.” L’elemento resta in cima. È possibile fissare playlist, album, artisti, podcast, audiolibri e creator, fino a 20. Prima erano soltanto 4, condivisi tra tutto.

L’aggiornamento è disponibile su tutte le piattaforme, per utenti Free e Premium. Il rollout a livello globale sarà graduale. Un aggiornamento che dà agli utenti ciò che chiedono da anni è un piccolo gesto che all’azienda non costa nulla, ma fa sentire gli utenti ascoltati. Dimostra che qualcuno legge i feedback e ne fa tesoro.

La svolta AI di Spotify

Negli ultimi mesi Spotify ha fatto parlare soprattutto per l’intelligenza artificiale, tra l’aumento della musica generata automaticamente e l’accordo con Universal Music Group per i remix AI delle canzoni, un add-on a pagamento per gli abbonati Premium che consente di remixare brani già esistenti con il consenso degli artisti e con un sistema di royalty. La possibilità di fissare più elementi nella Libreria va invece nella direzione opposta, non introduce una nuova tecnologia, ma risolve una piccola frustrazione che gli utenti segnalavano da anni.

Linux Mint 23 cambia con il supporto ufficiale a Wayland

Gio, 07/09/2026 - 10:48

È un anno ricco di cambiamenti per una delle distribuzioni Linux più apprezzate, scelta da molti per sostituire Windows 10 sul proprio PC in seguito all’abbandono da parte di Microsoft. Dopo aver deciso di passare a un ciclo di sviluppo più lungo (ci torneremo più avanti), il team al lavoro su Linux Mint 23 ha comunicato che la prossima major release della piattaforma includerà il supporto ufficiale a Wayland, insieme all’ambiente grafico Cinnamon. Non sarà più accompagnato dall’etichetta sperimentale, come invece è ancora nella versione 22.3 Zena lanciata a gennaio.

Wayland non più sperimentale in Linux Mint 23

Non sparirà comunque X11. Al momento non è chiaro quale delle due opzioni verrà resa quella di default. Ecco quanto si legge nel comunicato appena condiviso sul blog, a cui rimandiamo per l’elenco completo dei miglioramenti che hanno permesso il passo in avanti.

Abbiamo lavorato sodo su Wayland e siamo arrivati ​​a un punto in cui risulta stabile e l’esperienza è quasi alla pari con X11. Il supporto per Wayland non sarà più considerato sperimentale. Nella prossima versione di Cinnamon, sia X11 che Wayland saranno pienamente supportati.

Il passaggio di consegne sembra una diretta conseguenza di quanto appena riportato, un avvicendamento quasi inevitabile. Dopotutto, è il percorso di evoluzione che hanno già affrontato parecchie altre distribuzioni come Fedora, Ubuntu, Debian e openSUSE.

La prossima major release arriverà entro l’anno

L’arrivo di Linux Mint 23 è atteso entro la fine del 2026. Sarà il risultato del nuovo ciclo di sviluppo a cui abbiamo accennato in apertura. L’obiettivo dichiarato è quello di avere meno release distribuite durante l’anno, indicativamente solo una invece delle due a cui erano stati abituati gli utenti. Questo dovrebbe concedere a chi cura il progetto più tempo per creare e implementare funzionalità inedite, riducendo quello da spendere nella fase di test che anticipa l’arrivo di ogni versione.

Windows 11 su Steam Machine con i driver, ma c'è un rischio

Gio, 07/09/2026 - 10:30

Da fine giugno è possibile acquistare la Steam Machine (a prezzi piuttosto alti). Valve ha evidenziato però che gli utenti possono accedere all’intero catalogo di giochi senza abbonamento e che può essere utilizzata come un normale PC, non solo per il gaming. L’azienda statunitense ha ora rilasciato i driver per Windows 11, ma è una procedura riservata ai più esperti.

Dual boot non supportato, serve un reset completo

Steam Machine integra componenti hardware che si trovano in molti PC gaming. Ci sono un processore AMD a sei core basato sull’architettura Zen 4, 16 GB di RAM DDR5, SSD da 512 GB o 2 TB e GPU Radeon con 8 GB di memoria GDDR6. Altre specifiche sono: microSD, Gigabit Ethernet, Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.3, uscite HDMI 2.0 e DisplayPort 1.4, cinque porte USB (quattro Type-A e una Type-C).

La principale differenza è rappresentata dal sistema operativo: SteamOS 3.8 basato su Arch Linux con ambiente desktop KDE Plasma. Gli utenti possono creare la propria Steam Machine installando il sistema operativo su un PC con GPU AMD oppure sostituire SteamOS con Windows 11.

Quest’ultima opzione è possibile da alcuni giorni, in quanto Valve ha pubblicato i driver per GPU, Wi-Fi, Bluetooth e controller microSD. Ovviamente non verrà fornito nessun supporto tecnico, quindi gli utenti devono trovare da soli le soluzioni ad eventuali problemi. L’azienda di Bellevue ha inoltre evidenziato che, al momento, non è supportato il dual boot con SteamOS (l’installer con supporto per il dual boot non è ancora disponibile).

Ciò significa che l’installazione di Windows 11 comporta la cancellazione di SteamOS. Valve aggiunge inoltre che l’inserimento del product key di Windows 11 richiede l’accesso a Internet. La connessione può avvenire solo tramite Ethernet perché il Wi-Fi non funziona durante la configurazione iniziale.

Per reinstallare SteamOS è necessario seguire queste istruzioni. È evidente che si tratta di una procedura riservata agli utenti più esperti.

La NVIDIA SHIELD TV a tubo potrebbe essere fuori produzione

Gio, 07/09/2026 - 10:09

La NVIDIA SHIELD TV è stata per lungo tempo il migliore set-top box in circolazione. Lo posso affermare senza timore di essere smentito essendo da un decennio abbondante felice possessore del dispositivo. Il primo modello è arrivato nell’ormai lontano 2015, quando le Smart TV non erano ancora così diffuse nei nostri salotti, permettendo a tutti di trasformare un qualsiasi televisore o monitor in un apparecchio pronto per lo streaming (e per il gioco), con una spesa tutto sommato contenuta. E poi c’è a bordo la piattaforma Android, un valore aggiunto. Però si sa, l’obsolescenza è una brutta bestia e non perdona, le dinamiche del mercato nemmeno. L’azienda sembra aver deciso di abbandonare al suo destino una delle due versioni lanciate nel 2019.

Niente più NVIDIA SHIELD TV (2019) sul mercato?

Si tratta di quella tubolare, l’edizione base visibile nell’immagine qui sotto (l’altra con il form factor più tradizionale è la Pro). La redazione di AFTVnews ha notato che il sito ufficiale non la sta più vendendo e che anche sugli e-commerce di terze parti è sold out. Potrebbe essere dunque fuori produzione, a causa di una richiesta non sufficiente per continuare a realizzarla.

Al momento, da NVIDIA non sono arrivate conferme o smentite ufficiali. L’ipotesi di un addio non è comunque da escludere, considerando che questa particolare versione del dispositivo non ha mai ottenuto il successo commerciale sperato. Le dimensioni compatte hanno costretto ad accettare qualche compromesso, soprattutto in termini di connettività, dovendo rinunciare alle porte extra presenti invece sulla variante Pro, ancora in vendita anche su Amazon, sebbene a prezzo leggermente superiore rispetto a quello di listino (219 euro).

[parse_card link=”https://www.amazon.it/dp/B07Z6RD4M9?tag=hdblit-21&linkCode=ogi&th=1&psc=1″ program=”amazon” format_id=”4600″]NVIDIA SHIELD TV Pro[/parse_card]

Detto questo, la scelta non dovrebbe comunque tradursi in un abbandono lato software. Ricordiamo infatti che, solo pochi mesi fa, l’azienda ha distribuito un nuovo aggiornamento per il primo modello del 2015, a testimonianza di un supporto davvero longevo. Immortale.

Su Google Foto arriva Video Remix, il nuovo editor AI per i video

Gio, 07/09/2026 - 09:49

Un video girato al buio può essere illuminato dalla luce del mattino. Un salotto può trasformarsi in una serra tropicale. Una semplice clip può assumere l’aspetto di un acquerello, di uno schizzo a matita o di un dipinto a olio. Con Video Remix, Google Foto introduce un nuovo strumento basato su Gemini Omni che permette di modificare e reinventare i video senza alcuno sforzo. Non servono competenze di editing, basta aprire Google Foto, andare nella tab “Crea,” e Video Remix fa il resto.

Cosa si può fare con Video Remix

Con Video Remix è possibile schiarire clip scure con effetti di luce diversi, ad esempio bagliore mattutino, luce calda, illuminazione da studio. Si possono anche sostituire gli sfondi, cambiare lo sfondo di un video con un ambiente diverso, tipo una serra, una spiaggia, un bosco. Grazie agli Stili artistici, inoltre, è possibile trasformare il video in acquerello, schizzo a matita grezza, pittura a olio.

https://storage.googleapis.com/gweb-uniblog-publish-prod/original_videos/01_Google_Photo_Video_Remix.mp4

Creare clip video belle non dovrebbe richiedere competenze professionali o ore di editing, dice Google. Con Video Remix, potete trasformare video ordinari in momenti da condividere in pochi tocchi.

Disponibilità

Il rollout inizia oggi per gli abbonati Google AI Plus, Pro e Ultra. Purtroppo però l’Europa non è nella lista iniziale.

Per anni Google Foto è stato il posto dove conservare i ricordi. Ora vuole diventare anche il luogo in cui quei ricordi vengono trasformati. Mentre Adobe integra Firefly nei suoi programmi, Meta porta Muse Image su Instagram e Apple arricchisce la Fotocamera con nuove funzioni AI, Google sceglie una strada diversa. Porta l’intelligenza artificiale direttamente dove si trovano già tutte le loro foto e i loro video. È una scelta apparentemente semplice, ma spesso è la comodità, più dei benchmark, a decretare il successo di uno strumento.

Sydney Sweeney e Giorgia Meloni i deepfake AI più cercati

Gio, 07/09/2026 - 09:37

In prima posizione c’è Sydney Sweeney, poi Giorgia Meloni, al terzo posto Jenna Ortega. È questo il podio della particolare classifica stilata da Truffa.net, quella relativa ai deepfake AI che coinvolgono personaggi pubblici più cercati in Italia. Si tratta di immagini, video e/o audio falsi, creati con l’intelligenza artificiale, a volte con finalità criminali.

I deepfake più cercati: Sweeney e Meloni in testa

Lo studio è stato condotto prendendo in esame le ricerche online che associano il nome a termini come deepfake e a descrizioni riconducibili a contenuti generati con l’AI, alla clonazione vocale e ad altre forme di impersonificazione. Ecco la Top 10, tra parentesi la stima delle query su base annuale.

  1. Sydney Sweeney (10.920);
  2. Giorgia Meloni (7.320);
  3. Jenna Ortega (6.000);
  4. Diletta Leotta (5.760);
  5. Billie Eilish (5.040);
  6. Sabrina Carpenter (4.080);
  7. Dua Lipa (4.080);
  8. Rose Villain (3.120);
  9. Chiara Ferragni (2.760);
  10. Taylor Swift (2.520).

La prima cosa che si nota è che sono tutte donne. Il problema è noto da tempo: su queste pagine abbiamo scritto del caso Scarlett Johansson addirittura nel 2019.

La Top 10 italiana e il caso Gerry Scotti

Di seguito, invece, la Top 10 stilata prendendo in considerazione esclusivamente i personaggi pubblici italiani. Ci sono diversi ex aequo.

  1. Giorgia Meloni (7.320);
  2. Diletta Leotta (5.760);
  3. Rose Villain (3.120);
  4. Chiara Ferragni (2.760);
  5. Elodie (1.320);
  6. Annalisa Scarrone (840);
  7. Gerry Scotti, Michelle Hunziker (720);
  8. Caterina Balivo, Mara Venier, Mike Bongiorno, Monica Bellucci (480);
  9. Angelina Mango, Geolier, Giulia Salemi (360);
  10. Carlo Conti, Mina, Miriam Leone (240).

Merita una citazione il fatto che il nome di Gerry Scotti sia quello più associato alle ricerche sui contenuti audio falsificati. Quasi certamente, molti vogliono creare una voce finta del conduttore. Dopotutto, lui stesso ha autorizzato la produzione di deepfake AI con il suo volto per una celebre campagna pubblicitaria.

Come sempre, a fare la differenza è la modalità d’uso della tecnologia e la sua finalità. Sul tema sono intervenuti di recente il Garante Privacy e la Polizia Postale, quest’ultima chiudendo siti per adulti con foto e video creati in modo non consensuale attraverso l’intelligenza artificiale.

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