Carta di credito con TF Bank, è gratuita e non richiede l'apertura di un nuovo conto
È il momento giusto per richiedere una carta di credito gratuita, anche senza dover aprire un nuovo conto corrente. Il prodotto giusto è, senza dubbio, TF Mastercard Gold di TF Bank.
Si tratta di una carta a canone zero (senza requisito da rispettare) che include diversi vantaggi, come la polizza viaggi gratuita.
Questa carta può rappresentare la soluzione giusta per un gran numero di utenti, alla ricerca di uno strumento di pagamento senza costi e ricco di vantaggi.
Per richiedere la carta basta seguire una semplice procedura online,[affiliate_link link_id=”4841″] tramite il sito ufficiale di TF Bank[/affiliate_link], accessibile qui di sotto.
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Carta di credito gratuita con TF BankTF Mastercard Gold di TF Bank rappresenta la soluzione giusta per richiedere una nuova carta di credito gratuita. Tra le caratteristiche troviamo:
- canone zero, senza alcun requisito da rispettare
- emissione senza apertura di un nuovo conto corrente
- polizza viaggi inclusa in modo gratuito
- nessuna commissione sui cambi
- possibilità di rateizzare le spese oppure di pagare in un’unica soluzione
- acquisti online protetti con Mastercard ID Check
- supporto ad Apple Pay e Google Pay in arrivo
La carta di credito di TF Bank rappresenta un’ottima opzione per tutti gli utenti alla ricerca di un nuovo prodotto gratuito e ideale anche per l’uso in viaggio, soprattutto all’estero.
Per richiedere l’emissione della carta basta seguire il link qui di sotto. La procedura è semplice e veloce e consente di completare la richiesta di emissione in pochissimo tempo.
Non ci sono costi iniziali e di mantenimento. Per una carta di credito gratuita senza conto, in questo momento, TF Mastercard Gold rappresenta la soluzione giusta.
La promozione descritta è valida solo per un breve periodo e solo tramite il sito ufficiale della banca.
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Le migliori offerte luce di luglio
Luglio è il mese ideale per riuscire a strappare un’offerta per la luce che consenta di risparmiare in modo significativo fino ad inizio estate 2027 sfruttando il blocco per i primi dodici mesi. Nella lista delle migliori proposte di questo mese il costo medio della materia prima si aggira intorno ai 0,11 euro/kWh: di seguito i dettagli completi.
Octopus Fissa 12 M (offerta valida fino al 6 luglio)- 0,1188 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per 12 mesi
- 72 euro l’anno: costo della quota di commercializzazione
[affiliate_link link_id=”4577″]L’offerta Octopus Fissa 12 M[/affiliate_link] consente di bloccare il costo della materia prima Luce per 12 mesi, con in più il vantaggio di poter scegliere la tariffa più bassa tra Fissa e Flex al termine del primo anno, così da poter estendere il risparmio anche una volta concluso il periodo promozionale.
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E.ON Luce Click Verde (offerta valida per un periodo limitato)- 0,10747 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per i primi 12 mesi
- 109,23 euro/POD/anno: corrispettivo di commercializzazione
Anche con E.ON Luce Click Verde gli utenti possono bloccare il costo della Luce per un anno consecutivo al momento della sottoscrizione della nuova fornitura. [affiliate_link link_id=”5008″]Tramite la pagina dedicata all’offerta[/affiliate_link] è inoltre disponibile un comodo box tramite cui è possibile effettuare una stima mensile in base alla potenza impiegata e al consumo annuo in kWh.
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NeN (offerta valida per un periodo limitato)Luce | Dieci
- 0,119 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per i primi dieci anni
- 72 euro l’anno: quota fissa per la commercializzazione
Luce | Due
- 0,124 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per i primi due anni
- 96 euro l’anno: quota fissa per la commercializzazione
NeN, appartenente al Gruppo A2A, [affiliate_link link_id=”4806″]propone due offerte Luce distinte[/affiliate_link]: una permette di bloccare il costo della materia prima per dieci anni, l’altra per 24 mesi. L’offerta che blocca il prezzo per due lustri di fila rappresenta un unicum in Italia.
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Pulsee Luce Relax (offerta valida fino al 6 luglio)
Luce e Gas Relax 36 mesi
- 0,115 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per i primi tre anni
- 84 euro l’anno per 2 anni invece di 144 euro: costo relativo alla quota vendita Luce
Luce e Gas Relax 24 mesi
- 0,128 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per i primi due anni
- 84 euro l’anno per 2 anni invece di 144 euro: costo relativo alla quota vendita Luce
Il tratto distintivo dell’offerta Relax di Pulsee sta nello [affiliate_link link_id=”4964″]sconto fino a 240 euro[/affiliate_link] se in fase di sottoscrizione si inserisce il codice promozionale SUPER. Maggiori dettagli sono consultabili al link che segue.
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Engie PuntoFisso 12 mesi (offerta valida fino all’8 luglio)- 0,1186 euro/kWh: costo della materia prima Luce bloccato per dodici mesi
- 72 euro l’anno: quota fissa relativa alla commercializzazione della Luce
Tra le offerte per risparmiare sulla bolletta energetica a luglio [affiliate_link link_id=”4549″]figura anche quella di Engie[/affiliate_link], grazie alla quale è possibile bloccare il costo della materia prima Luce per dodici mesi consecutivi. Tra le altre cose, presenta la quota fissa per la commercializzazione più bassa al pari di Octopus Fissa 12M e NeN Luce | Dieci.
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Jeff Bezos spiega perché l'AI creerà una carenza di manodopera
Jeff Bezos, fondatore ed ex CEO di Amazon, non crede che l’AI provocherà una disoccupazione di massa. Al contrario, secondo lui questa tecnologia causerà piuttosto una carenza di manodopera.
Presente al salone VivaTech 2026 di Parigi il mese scorso, ha colto l’occasione di un intervento per esporre il suo punto di vista sull’argomento.
L’AI causerà una carenza di manodoperaPenso in realtà che l’AI porterà a una carenza di manodopera, perché consentirà alle persone di identificare un numero maggiore di problemi. C’è un’infinità di cose da inventare, e sono le nostre capacità attuali a limitarci oggi. Non è la nostra immaginazione a frenarci, ma ciò che siamo realmente in grado di fare, ha spiegato.
Oggi molte idee non si concretizzano proprio a causa di questi limiti. Ma, per Jeff Bezos, grazie all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie non saremo più limitati dalle nostre capacità, ma solo ed unicamente dalla nostra immaginazione.
Questo mondo in cui è possibile creare rapidamente nuovi prodotti a partire da semplici idee esiste già oggi nel software. Grazie all’AI, ad esempio, è possibile creare una vera applicazione mobile usando pochi prompt, senza scrivere una riga di codice. E attraverso la sua nuova start-up Prometheus, Jeff Bezos vuole portare questa evoluzione anche nella progettazione e nella produzione di beni fisici.
A Parigi, il fondatore di Amazon ha indicato che l’obiettivo di questa start-up è creare strumenti che permettano agli ingegneri di inventare e produrre più rapidamente. Questo nuovo progetto, che ha recentemente raccolto 12 miliardi di dollari, è stato anch’esso al centro dell’intervento di Jeff Bezos.
Per il momento non si conoscono tutti i dettagli, ma è noto che Prometheus non si concentra sui grandi modelli linguistici, poiché gli obiettivi che l’azienda si è prefissata richiedono un tipo di addestramento completamente diverso, che non si basa esclusivamente sui testi. La progettazione di oggetti fisici è qualcosa di complesso, e non basta leggere testi sull’argomento per riuscirci, come ha spiegato il miliardario.
Broadcom fornirà chip custom ad Apple fino al 2031
Broadcom ha annunciato l’estensione della partnership con Apple fino al 2031. L’azienda di Palo Alto svilupperà e fornirà chip custom per i futuri prodotti dell’azienda di Cupertino. La collaborazione prosegue quindi sulla scia dell’accordo sottoscritto circa tre anni fa, nonostante la recente “autonomia wireless” ottenuta da Apple.
Prosegue la partnership tra Broadcom e AppleCome è noto, Apple progetta i suoi chip per smartphone, tablet, notebook e smartwatch. Fino a pochi anni fa, Broadcom forniva i chip per la connettività Wi-Fi e Bluetooth. L’azienda di Cupertino ha gradualmente sostituito i chip con il suo N1 (supporta Wi-Fi 7 e Bluetooth 6.0) presente nei recenti iPhone, iPad e Mac.
Broadcom fornisce ancora alcuni componenti per le reti 5G che funzionano insieme ai modem progettati da Apple (C1/C1X) sulla base dell’accordo pluriennale firmato a maggio 2023. L’azienda di Palo Alto ha ora comunicato che la partnership continuerà almeno fino al 2031. Secondo Mark Gurman (giornalista di Bloomberg), Broadcom svilupperà e fornirà chip custom, in particolare ASIC (Application Specific Integrated Circuit) che verranno integrati nei futuri prodotti di Apple.
Questi chip possono essere utilizzati anche per l’inferenza dei modelli AI, ovvero per offrire la potenza di calcolo necessaria all’elaborazione delle richieste degli utenti (ad esempio, i prompt per i chatbot). Gurman ipotizza che l’accordo riguardi anche i chip per server AI di Apple. Attualmente vengono utilizzati i chip dei Mac, non adatti per gestire carichi di lavoro elevati. Il primo dovrebbe essere una versione derivata dal chip M5 Ultra che verrà integrato nei futuri Mac Studio.
Claude Sonnet 5 rifiuta i compiti e dà consigli fuori luogo
Sulla carta Sonnet 5 è il miglior modello mai realizzato da Anthropic. Nella pratica, c’è chi racconta di aver chiesto un semplice controllo tra fatture e ordini d’acquisto e di essersi ritrovato accusato di voler commettere una frode. Altri segnalano risposte incoerenti, ragionamenti forzati pur di evitare di dare ragione all’utente e consigli fuori contesto, come l’invito ad andare a dormire.
Anthropic aveva descritto Sonnet 5 come il suo modello migliore di sempre. I benchmark sembrano confermarlo, ma Reddit è inondato di lamentele.
Sonnet 5 è davvero il miglior modello di Anthropic?La lamentela più diffusa è che Sonnet 5 rifiuta di eseguire i compiti. Invece di fare ciò che gli viene chiesto, entra in un ciclo infinito di obiezioni, correzioni e disaccordo. Un utente ha scoperto che le istruzioni interne del modello includono indicazioni di essere onesto, non essere ciecamente d’accordo, essere disposto a obiettare o offrire correzioni. Il risultato è il modello cerca qualcosa su cui dissentire a ogni risposta, per non sembrare servile. La cura per l’adulazione è diventata la malattia opposta.
Alcuni utenti sospettano che Sonnet 5 indirizzi i compiti a sotto-agenti multipli, che spesso sottoperformano e producono risultati di qualità inferiore. Il costo in token aumenta. La qualità dell’output cala. Una situazione peggiore su entrambi i fronti.
Perdita di contesto e consigli non richiestiGli utenti lamentano anche la perdita di contesto dopo 2-3 prompt in una conversazione nuova. Risposte piene di disclaimer e riserve. E l’abitudine di dire agli utenti di andare a dormire, che esisteva anche nelle versioni precedenti, ma che con Sonnet 5 sembra più frequente.
Evidentemente, Anthropic ha a cuore la salute dei suoi utenti… Ma quando un chatbot manda a letto mentre si sta cercando di lavorare, la premura diventa irritazione.
La lotta contro l’adulazione era una delle promesse principali di Anthropic. Ma Sonnet 5 dimostra quanto sia difficile trovare il giusto equilibrio, invece di limitarsi a essere più critico, in alcuni casi sembra diventare eccessivamente diffidente. L’obiettivo non dovrebbe essere né dare sempre ragione né sospettare sempre il peggio. Dovrebbe essere capire il contesto. E a quanto pare, non ci siamo ancora.
Furto degli account Microsoft con Device Code Phishing
Circa tre mesi fa, Microsoft aveva descritto questa tecnica in dettaglio. I ricercatori di Kasperky hanno recentemente rilevato nuove campagne di phishing che sfruttano l’autenticazione con codice dispositivo per rubare gli account degli utenti. La software house russa ha fornito utili consigli per non cadere nella trappola dei cybercriminali.
Attenzione ai codici via email o messaggiL’autenticazione con un codice viene utilizzata ad esempio per l’accesso ad un account su smart TV, stampanti e altri dispositivi che non hanno un browser web o una tastiera virtuale. Viene quindi mostrato un codice che deve essere inserito tramite smartphone o PC per il login. Nel caso delle app su smart TV viene spesso generato un codice QR che deve essere inquadrato dalla fotocamera dello smartphone.
Dopo aver ricevuto la richiesta di autenticazione, il server Microsoft invia il codice. Se inserito dall’utente viene approvato l’accesso. Il token scade dopo un’ora, quindi il dispositivo invia automaticamente un’altra richiesta per mantenere l’accesso. L’utente non deve così inserire un nuovo codice, ma i cybercriminali sfruttano questa funzionalità per rubare gli account.
L’attacco descritto dagli esperti di Kaspersky inizia con l’invio di un’email con un allegato PDF protetto da password (il mittente è un presunto studio legale). Dopo aver inserito la password (scritta nell’email) viene mostrato un link da cliccare per visualizzare i documenti. Il link apre un’altra pagina in cui è presente un pulsante da cliccare per richiedere un codice di accesso.
La richiesta viene inviata al server Microsoft, quindi l’ignara vittima inserisce il codice nella pagina di autenticazione e permette ai cybercriminali di accedere al suo account, alle email, ai file su OneDrive, alle conversazioni di Teams e altri dati personali.
Gli utenti non devono mai inserire codici ricevuti via email o messaggi, se non hanno avviato la procedura di autenticazione. È sufficiente posizionare il puntatore del mouse sui link per scoprire che il dominio fasullo è aggiunto a quello legittimo di Microsoft.
ChatGPT per organizzare le vacanze in città e scoprire eventi e luoghi
Può sembrare assurdo, ma in molte grandi città i turisti conoscono il territorio meglio dei residenti… Vengono da lontano, studiano le guide, si perdono nei quartieri e scoprono angoli che chi ci abita da vent’anni non ha mai visto. Chi vive a Roma, per esempio, conosce il percorso casa-lavoro, i tre ristoranti di fiducia e il parco dove porta il cane. Il resto della città, quella sterminata, stratificata, piena di sorprese, esiste in teoria ma non nella pratica quotidiana. Si rimanda sempre, e quel “prima o poi” non arriva mai.
La vacanza senza partire, restare nella propria città ma viverla come un turista, è un’idea che sta prendendo sempre più piede. Costa poco, non richiede valigie né aerei e, se fatta bene, può produrre scoperte più sorprendenti di un viaggio dall’altra parte del mondo. Il problema è che pianificarla da soli richiede lo stesso sforzo che si cerca di evitare: ricercare, selezionare, organizzare. Ed è qui che l’intelligenza artificiale trasforma un’idea pigra in un piano concreto.
Il prompt per pianificare le vacanze in città con ChatGPTLa chiave per ottenere risultati utili, e non la solita lista di attrazioni turistiche già note, è dare al chatbot il maggior numero possibile di informazioni sui propri gusti, interessi e obiettivi. Un prompt generico produce un itinerario generico. Un prompt che racconta chi si è e cosa si cerca produce scoperte genuine.
Prompt da utilizzare: Diventa il mio concierge personale per una vacanza estiva senza partire. Vivo a Roma e voglio esplorare la mia città come se fossi in vacanza, uscendo dalla mia routine abituale. I miei interessi includono: [elenco degli interessi: cucina, musica, arte, cinema, sport, fumetti, videogiochi, natura, architettura, fotografia, tutto ciò che appassiona]. I miei obiettivi sono: Scoprire luoghi che la maggior parte dei residenti non conosce; trovare eventi unici in programma quest’estate; sostenere le attività locali quando possibile; alternare attività gratuite e esperienze a pagamento che ne valgano la pena. Evitare di passare l’intera settimana e il fine settimana chiuso in casa. Creare esperienze memorabili invece di limitarmi a spuntare attrazioni turistiche dalla lista. Cerca e costruisci la mia vacanza in città ideale.
Il livello di dettaglio negli interessi fa la differenza. Più informazioni riceve il chatbot, più i suggerimenti si allontanano dall’ovvio e si avvicinano a ciò che effettivamente entusiasmerebbe.
Cosa produce il chatbot (e perché sorprende)La prima cosa che ChatGPT restituisce non è un elenco di posti. È un cambio di prospettiva. Il suggerimento di fondo è di non pensare a ogni uscita come a qualcosa da “trovare da fare” ma come a un episodio di un programma di viaggio in cui si è i protagonisti, esplorando una città che milioni di persone credono di conoscere già. Sembra retorica, ma è il principio che trasforma una passeggiata al quartiere accanto in un’esplorazione.
Da lì, il chatbot costruisce un itinerario giornaliero che incrocia i propri interessi con i luoghi della città. Chi ha indicato la cucina internazionale si ritrova con un percorso gastronomico attraverso quartieri diversi, non i ristoranti famosi, ma quelli autentici dove la comunità di riferimento va a mangiare davvero. Chi ha indicato il cinema potrebbe scoprire rassegne estive all’aperto in cortili di palazzi storici che non aveva mai notato passando. Chi ama i fumetti potrebbe trovare negozi specializzati in quartieri che non aveva mai esplorato. Chi è appassionato di musica potrebbe venire a sapere di concerti gratuiti in parchi o festival estivi di cui non aveva mai sentito parlare.
Il valore non è nel singolo suggerimento, è nel match tra i propri interessi specifici e la conoscenza capillare che il chatbot ha dei luoghi. È un tipo di ricerca incrociata che manualmente richiederebbe ore di navigazione tra siti di eventi, blog locali e raccomandazioni sparse.
Personalizzare e approfondireUna volta ottenuto l’itinerario di base, si può continuare la conversazione per affinarlo.
Prompt di approfondimento: Per il giorno dedicato al cibo, trova ristoranti gestiti da famiglie locali che non compaiono nelle guide turistiche più note. Preferisco posti con pochi coperti e menù che cambiano con le stagioni.
Prompt alternativo: Aggiungi per ogni giorno un’attività gratuita che si possa fare all’aperto e un locale dove fare aperitivo dopo, possibilmente in un quartiere diverso da quelli centrali.
Ogni iterazione aggiunge profondità al piano. Il chatbot può suggerire percorsi a piedi tematici, mercati rionali con produttori locali, laboratori artigianali che aprono al pubblico d’estate, giardini nascosti, terrazze panoramiche poco frequentate, librerie indipendenti con eventi serali, cinema all’aperto in location insolite.
Quando ChatGPT funziona meglio delle guide tradizionaliLe guide turistiche sono progettate per chi non conosce la città. Le raccomandazioni puntano alle certezze: il monumento imperdibile, il ristorante celebre, il quartiere iconico. Per chi nella città ci vive, tutto questo è già noto o già scartato. Servono suggerimenti che partano dalla conoscenza che il residente ha già e la superino, che trovino ciò che sta nei vuoti tra le abitudini consolidate.
ChatGPT non dice di visitare il Colosseo, a che a trecento metri dal Colosseo c’è un posto che non si è mai notato, o che nel quartiere dove si va a fare la spesa c’è un evento settimanale interessante.
L’intelligenza artificiale non può dare il sole del mare o l’aria della montagna. Ma può dare qualcosa che mancava da tempo: la sensazione di scoprire qualcosa di nuovo nel posto dove si è sempre vissuto. E chi ha mai camminato per un quartiere della propria città con lo sguardo del turista, curioso, lento, senza fretta di arrivare da nessuna parte, sa che quella sensazione vale più di quanto sembri.
Microsoft licenza 4.800 persone (3.200 della divisione XBOX)
Come ampiamente previsto, Microsoft ha annunciato una nuova riduzione della forza lavoro. Esattamente un anno dopo il precedente taglio di circa 9.100 persone, l’azienda di Redmond ha comunicato che licenzierà altri 4.800 dipendenti (circa il 2,1% del totale), 3.200 dei quali sono nella divisione XBOX. Il “reset” era stato anticipato un mese fa dalla nuova CEO Asha Sharma.
Brutte notizie anche per quattro studiosMicrosoft non ha pubblicato i dettagli, ma dalla comunicazione interna scritta da Amy Coleman (Vice Presidente esecutiva e Chief People Officer) si deduce che l’ennesimo taglio è dovuto a cambiamenti nel settore tecnologico e alla necessità di adeguare risorse e ruoli per rispondere all’impatto dell’AI. La dirigente sottolinea però che i circa 4.800 dipendenti non verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale.
Decisioni come queste non sono mai facili e vi garantisco che stiamo costantemente cercando modi per ridurre la necessità di licenziamenti. Quando possibile, la nostra priorità è quella di ricollocare le persone in nuovi ruoli in linea con le massime priorità aziendali e le maggiori opportunità. Nell’ultimo anno, abbiamo ricollocato oltre 4.000 dipendenti in nuovi ruoli, di cui altri 500 solo questo mese.
Come detto, la maggioranza dei licenziamenti riguarda la divisione XBOX. Entro la fine dell’anno fiscale (31 luglio 2027) verrà eliminato circa il 20% dei ruoli per un totale di 3.200 persone, 1.600 delle quali ha perso il lavoro oggi. Questa è la prima conseguenza del “reset” annunciato da Asha Sharma all’inizio di giugno. La CEO aveva evidenziato che negli ultimi 5 anni fiscali sono stati spesi oltre 20 miliardi di dollari per investimenti in contenuti e sussidi per l’hardware, mentre il fatturato annuo è diminuito di quasi mezzo miliardo di dollari nello stesso periodo.
Come è noto sono anche aumentati i costi di memoria e storage. Microsoft ha recentemente incrementato i prezzi delle console, ma potrebbe essere solo il primo dei rincari che arriveranno nei prossimi mesi. È prevista inoltre una riorganizzazione interna per ridurre i livelli gestionali.
Infine ci sarà anche un taglio al portafoglio dei contenuti che interessa quattro game studios. Double Fine e Compulsion Games ritorneranno nelle mani dei fondatori (Tim Schafer e Guillaume Provost, rispettivamente) con proprietà intellettuali e catalogo dei giochi. Ninja Theory e Undead Labs verranno invece venduti a ignoti acquirenti.
Non è stata ancora stabilita la sorte di Arkane Studios, in quanto devono essere avviate consultazioni con il suo Works Council (in Francia ci sono leggi sul lavoro più rigide). Sono previsti tagli anche per Activision, Bethesda/ZeniMax, Blizzard, King, Mojang e XBOX Game Studios, ma non verrà cancellato nessun progetto già annunciato.
Fine del supporto per Ubuntu 25.10, come aggiornare a 26.04 LTS
Se si usa ancora Ubuntu 25.10 “Questing Quokka,” si hanno solo tre giorni. Il 9 luglio Canonical termina il supporto, niente più aggiornamenti di sicurezza. Quindi, ogni giorno dopo quella data si è un po’ più esposti, e ogni patch che esce che il sistema non riceve è una porta in più lasciata aperta.
Come aggiornare a Ubuntu 26.04 LTSPer fare l’aggiornamento, basta aprire il Gestore aggiornamenti. Si vedrà l’opzione per aggiornare a Ubuntu 26.04 LTS, a questo punto si può avviare l’aggiornamento. Si scarica, si applica e si riavvia. Per precauzione è consigliabile fare un backup dei dati prima.
Ubuntu 25.10 è una release “interim”, rilasciata a ottobre 2025 con nove mesi di supporto. Le release interim esistono per chi vuole provare le nuove funzionalità desktop prima che arrivino nella versione LTS. La maggior parte degli utenti usa le versioni LTS (Long-Term Support), che ricevono cinque anni di aggiornamenti.
Chi ha scelto la release interim, perciò, ha stretto un patto: funzionalità nuove subito, ma supporto breve. I nove mesi sono passati.
Per chi è su Ubuntu 24.04 LTSChi usa Ubuntu 24.04 LTS e si chiede quando potrà aggiornare a 26.04 LTS: Canonical prevede l’update dopo l’arrivo di Ubuntu 26.04.1 LTS ad agosto. Non manca molto.
Chat Control: ritorna la scansione volontaria fino al 2028?
Sembrava tutto finito. Invece il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di aggirare una prerogativa della Commissione, presentando una nuova proposta di regolamento che reintroduce il cosiddetto Chat Control 1.0. In pratica viene nuovamente autorizzata la scansione volontaria delle comunicazioni private. È stata anche sfruttata una particolare procedura che lascia poche scelte al Parlamento europeo.
Nuovo Chat Control 1.0 fino al 3 aprile 2028Lo scorso 3 aprile è scaduto il regolamento UE 2021/1232, noto come Chat Control 1.0. Era una soluzione temporanea che consentiva la scansione volontaria dei messaggi da parte dei provider per individuare materiale pedopornografico online e segnalarlo alle autorità, in deroga alla direttiva ePrivacy.
Il Parlamento europeo aveva approvato la proroga fino al 3 agosto 2027, aggiungendo alcune limitazioni. Erano stati quindi avviati i negoziati con il Consiglio, ma l’accordo non è stato raggiunto. Gli eurodeputati hanno pertanto respinto la proroga della deroga a fine marzo 2026.
Google, Meta, Microsoft e Snap hanno comunicato all’inizio di aprile 2026 che, in attesa di una nuova soluzione definitiva (sono in corso discussioni sulla versione modificata del Chat Control 2.0), continueranno la scansione volontaria delle conversazioni private.
A fine giugno, commentando l’accordo politico raggiunto sulle nuove norme in tema di abusi e sfruttamento sessuale dei minori, la Commissione europea aveva sollecitato l’introduzione di un nuovo quadro giuridico per l’identificazione degli abusi sessuali sui minori online. Seguendo l’invito di Roberta Metsola (Presidente del Parlamento europeo che aveva bocciato la proroga), il Consiglio ha proposto un nuovo regolamento (PDF) che è la copia del Chat Control 1.0.
Reintroduce in pratica la scansione volontaria delle comunicazioni private attraverso una deroga alla direttiva ePrivacy fino al 3 aprile 2028, in attesa dell’approvazione di un regolamento a lungo termine. La procedura usata è piuttosto discutibile. L’iniziativa legislativa spetta alla Commissione europea, non al Consiglio. Inoltre non è più richiesto il parere del Garante europeo della protezione dei dati (EDPS).
Il testo verrà ora esaminato e votato (forse il 7 luglio) in seconda lettura. Ciò significa che gli eurodeputati possono emendare o respingere la proposta solo con la maggioranza assoluta. Le probabilità di approvazione sono quindi molto alte, considerato che il numero di voti contrari è quasi impossibile da raggiungere.
Il drone che sfida il Guinness: Quantum Systems vola a 699 km/h
Si chiama Apex Recordhunter ed è il nuovo drone progettato a Monaco di Baviera da Quantum Systems che, come si può intuire dal nome, è a caccia di un Guinness dei primati. Il suo team N3XT afferma di aver raggiunto la velocità di 699 km/h in un test eseguito internamente. Il record andrà comunque certificato da una realtà esterna, affrontando una serie di prove codificate. Al momento la medaglia d’oro è attribuita a un’unità da 658 km/h.
699 km/h per il nuovo drone di Quantum SystemsL’iniziativa è portata avanti dalla società tedesca in collaborazione con la sua divisione ucraina WIY Drones, come parte di una ricerca che punta a sviluppare droni intercettori da impiegare in uno scenario di guerra. Tra le caratteristiche in dotazione ci sono anche la capacità di trasportare un carico da 0,5 kg e la trasmissione dei dati in tempo reale, così da consentirne il controllo attraverso una visuale in prima persona.
Perché l’Ucraina è coperta da cavi di fibra otticaDa quando è iniziata la guerra con la Russia, l’esercito dell’Ucraina ha fatto ampio uso di questa tecnologia. In molti casi, le unità non inviano le immagini in modalità wireless, ma attraverso matasse di lunghissimi cavi di fibra ottica. Dopo essersi srotolate, si depositano inevitabilmente a terra, ricoprendo tutto ciò che si trova sotto. L’impatto sul territorio è enorme, il video seguente lo testimonia.
Ci sono altri droni a contendere il recordChi segue con attenzione gli sviluppi in questo ambito non farà fatica a ricordare un altro drone che, nei mesi scorsi, ha addirittura superato questa soglia: si tratta di Blackbird. È stato sviluppato come un progetto amatoriale ed è l’opera di due appassionati neozelandesi che affermano di essersi spinti fino a raggiungere i 730 km/h. Anche in questo caso, così come per Apex Recordhunter, il record non è ancora stato certificato.
Smantellata la rete che organizzava gli stupri online, 57 arresti
Se vuoi sapere fino a quale abisso si può spingere l’essere umano, prosegui nella lettura di questo articolo. Un gruppo composto da Europol e dalle autorità di sette paesi, guidato da quelle di Germania e Regno Unito, ha identificato una rete criminale dedita all’organizzazione di stupri online. È definita una operazione senza precedenti che ha individuato 156 vittime (in gran parte donne) del reato noto in gergo con l’acronimo DFSA. Per esteso si legge drug-facilitated sexual assault ovvero aggressione sessuale facilitata dalla droga, commessa dopo aver compromesso la capacità di opporsi e resistere.
57 arresti con l’operazione di Europol e autoritàL’azione delle autorità prende il nome di Project Medusa. Durante un anno di indagini sono state identificate comunicazioni tramite applicazioni di messaggistica crittografata, forum e chat di gruppo accessibili solo su invito. Attraverso questi canali venivano scambiati video e immagini delle violenze, dettagli sulle esperienze dei membri e sulle tecniche impiegate, consigli su come ottenere narcotici e prescrizioni mediche necessarie per le sostanze da somministrare, persino suggerimenti sulla pianificazione logistica, talvolta mettendo a disposizione propri congiunti. Tutto questo accompagnato da una narrativa che ha contribuito a normalizzare gli abusi.
Il risultato dell’operazione sono 57 arresti messi a segno in diversi paesi. Durante gli accertamenti sono emersi anche casi di lesioni personali gravi e un tentato omicidio.
Le indagini hanno portato alla luce reti online in cui i responsabili oggettificano e disumanizzano le vittime.
Project Medusa non si conclude qui. Europol e i suoi partner sanno bene che potrebbero esserci altre reti criminali attive con lo stesso fine. Per questo, l’azione passa dalla creazione di una task force dedicata, dalla condivisione delle informazioni raccolte tra le autorità dei diversi paesi e da pratiche come l’incrocio degli indirizzi IP riconducibili ai criminali individuati, oltre che a una scansione profonda del Dark Web alla ricerca di altri gruppi.
Asili e scuole gestiti dall'AI: la nuova scommessa della Silicon Valley
La maggior parte degli americani non si fida dell’AI, ma un gruppo di famiglie benestanti, molte della Silicon Valley, sta pagando decine di migliaia di dollari per far educare i propri figli da tutor AI invece che da insegnanti in carne e ossa…
Le scuole AIAziende come Forge Prep e Alpha School offrono un modello educativo basato su tutor AI e workshop interattivi basati su progetti. Le rette arrivano fino a 75.000 dollari l’anno. È un esperimento educativo su larga scala, ma sbagliare significa compromettere l’educazione di un essere umano in formazione.
In alcune sedi, Alpha School accompagna gli studenti dall’asilo fino alla scuola superiore. Non si tratta quindi di un semplice supporto didattico, ma di anni di formazione affidati a sistemi di intelligenza artificiale che, per loro natura, tendono spesso ad assecondare l’utente più che a metterne in discussione le idee, un approccio che rischia di entrare in conflitto con uno degli obiettivi fondamentali dell’educazione: sviluppare spirito critico e capacità di confronto.
La cofondatrice di Alpha School, MacKenzie Price, ha detto che intende tenere fuori dall’aula le questioni sociali controverse. Nel clima politico attuale, questo potrebbe significare diritti delle donne, storia della schiavitù, passato di immigrazione degli Stati Uniti. All’asilo potrebbe sembrare irrilevante. Alle superiori, dove Alpha School arriva, niente affatto.
Forge non condivide metriche sulle prestazioni degli studenti. Non c’è evidenza che queste scuole AI migliorino i risultati educativi rispetto alle scuole tradizionali. I genitori pagano 75.000 dollari l’anno sulla base di una promessa, non di dati.
L’AI può insegnare, ma può davvero sostituire un insegnante?L’idea che la scuola serva ancora a “ripetere fatti” appartiene a un’altra epoca. Da anni l’obiettivo è sviluppare capacità di analisi, spirito critico e risoluzione dei problemi, non la semplice memorizzazione. Eppure c’è chi spende 75.000 dollari l’anno convinto che l’AI possa rivoluzionare un modello educativo che, almeno su questi aspetti, è già cambiato.
Con una differenza, le scuole hanno insegnanti umani che vedono un bambino in difficoltà e intervengono. L’AI ha un prompt e un modello statistico di ciò che un bambino dovrebbe sapere. Tra i due, il bambino sa quale preferisce, anche se il genitore della Silicon Valley no.
Il Napoli ha riportato in vita Maradona per la nuova maglia: è AI?
È già un caso la nuova prima maglia del Napoli, quella del centenario. E pensare che non è ancora stata nemmeno presentata in via ufficiale. È bastata un’immagine condivisa sui profili social della società per accendere il dibattito, anche perché chiama in causa un simbolo della città: Diego Armando Maradona.
AI o non AI? Maradona e la nuova maglia del NapoliIl campione argentino è ritratto giovane e seduto sugli spalti dello stadio che oggi porta il suo nome, rigorosamente sul seggiolino numero 10. Addosso ha la divisa che sarà ufficialmente svelata questo pomeriggio, in occasione di un evento organizzato insieme al main sponsor. Leggendo tra i commenti, non tutti hanno digerito la scelta.
PE’ CIENT’ANNE pic.twitter.com/JLBrCp54TH
— Official SSC Napoli (@sscnapoli) July 6, 2026
Una polemica che si esaurirà in fretta, così come tutte quelle che divampano sui social, magari con l’annuncio dei prossimi colpi del calciomercato. La presidenza è al lavoro per garantire al nuovo mister Max Allegri una rosa all’altezza delle sue pretese, sufficientemente attrezzata per tornare a vincere lo scudetto.
Il dibattito ci dice però una cosa ben precisa. Diversi tifosi stanno puntando il dito contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la realizzazione dell’immagine, ma dove sta scritto che sia andata così? Siamo arrivati al punto in cui si dà per scontato che qualsiasi elaborazione grafica, qualsiasi fotoritocco o fotomontaggio, è percepito come opera dell’AI.
Un tempo si sarebbe detto Photoshop, per attribuire l’etichetta di non autentico a un contenuto grafico. Oggi si dà per certo che l’autore sia ChatGPT o qualche altro servizio similare.
La nuova maglia del Napoli è stata realizzata in collaborazione con EA7 ed è ispirata alla lanetta delle divise degli anni ’80, quelle indossate proprio da Maradona. La colorazione è Centenary Blue, a celebrare il secolo dalla fondazione del 1926. C’è un gagliardetto con il numero 100 e il Corsiero del Sole, il cavallo diventato il primo simbolo del club.
JadePuffer è il primo ransomware controllato da agente AI
È noto che i modelli AI vengono utilizzati per cercare vulnerabilità e scrivere il codice degli exploit (malware). I ricercatori di Sysdig hanno scoperto il primo attacco ransomware controllato interamente da un agente AI. Tutti i passi, dall’accesso iniziale alla richiesta del riscatto, sono stati eseguiti in maniera automatica, senza nessun intervento umano.
JadePuffer: primo ransomware agenticoJadePuffer ha sfruttato la vulnerabilità CVE-2025-3248 di Langflow, un popolare famework open source per lo sviluppo di applicazioni AI. La patch è disponibile dal 1 aprile 2025, ma ci sono ancora istanze vulnerabili accessibili da Internet. Il bug consente l’accesso remoto senza autenticazione e l’esecuzione di codice Python sul server.
Dopo aver ottenuto l’accesso, JadePuffer ha iniziato a cercare e raccogliere numerosi dati sensibili, tra cui chiavi API di modelli AI (OpenAI, Anthropic, DeepSeek, Gemini e altri), credenziali cloud e file di configurazione. Ha inoltre effettuato il dumping di un database PostgreSQL e stabilito la persistenza per mantenere l’accesso.
L’agente AI ha quindi spostato l’attenzione su un server MySQL. Sfruttando diverse vulnerabilità di Nacos (Naming and Configuration Service) eseguito sul server ha ottenuto l’accesso con privilegi di amministratore, cancellato l’account admin e creato un suo account admin. Successivamente ha installato un ransomware, cifrato i file di configurazione, cancellato i file originari e scritto il testo per chiedere il pagamento del riscatto in Bitcoin.
La chiave di cifratura è stata generata casualmente e mai salvata o inviata, quindi un’eventuale vittima non avrebbe potuto decifrare i file dopo aver pagato il riscatto. Gli esperti di Sysdig hanno trovato anche il ragionamento fatto dall’agente AI per effettuare l’accesso al server in 31 secondi, dopo i tentativi falliti.
Utilizzando un agente AI è possibile quindi eseguire attacchi a costo quasi zero. Occorre pertanto individuare e correggere le vulnerabilità nel minor tempo possibile.
Flipper Zero: nuovi firmware con il supporto della community
Pavel Zhovner, fondatore di Flipper Devices, ha comunicato che l’azienda non abbandonerà lo sviluppo di nuovi firmware per Flipper Zero, ma ciò avverrà con l’aiuto della community. La scelta delle funzionalità da aggiungere verrà effettuata tramite votazione su GitHub. Le poche risorse disponibili in termini di persone verranno principalmente usate per la progettazione di nuovi prodotti, come il recente Flipper One.
Nuovo approccio per lo sviluppo del firmwareFlipper Zero è stato lanciato nel 2020 su Kickstarter. A differenza di altri progetti finanziati dagli utenti, il dispositivo è stato inviato a tutti i sostenitori, nonostante critiche, insulti e aumento dei costi di approvvigionamento. Sono state implementate tutte le funzionalità promesse e realizzata una completa piattaforma software con tool, API e SDK (tutto open source).
La versione 1.0 del firmware è stata rilasciata a settembre 2024. Dato che lo spazio disponibile è solo 700 KB di memoria flash, l’azienda ha sviluppato il caricamento dinamico delle app dalla scheda microSD. Ciò ha permesso di ridurre la dimensione del firmware. Le versioni successive (l’ultima è 1.4.3) non includono nuove funzionalità, ma solo bug fix.
Dato che il firmware ha raggiunto la maturità desiderata, Flipper Devices aveva deciso di spostare le risorse sui nuovi prodotti. In seguito alle proteste ricevute ha ora scelto un nuovo approccio che prevede l’aiuto della community. Gli utenti possono richiedere nuove funzionalità tramite le discussioni su GitHub, seguendo precise regole.
L’azienda avvierà lo sviluppo delle nuove funzionalità più votate. Ovviamente le modifiche del codice non devono causare problemi a quelle già esistenti. Per questo motivo sarà obbligatorio effettuare test approfonditi del nuovo firmware (anche in questo caso con l’aiuto della community). Gli utenti devono evitare richieste personali e soprattutto inutili, altrimenti c’è veramente il rischio che il supporto venga interrotto. A quel punto si potrà fare affidamento solo sui firmware alternativi.
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Apple fatica a produrre iPhone Fold, lancio con disponibilità ridotta
La grande novità di questa stagione per il catalogo Apple dovrebbe essere iPhone Fold (o iPhone Ultra). Il telefono pieghevole della mela morsicata potrebbe essere presentato insieme alla gamma iPhone 18, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, dando immediatamente il via alla fase di preordine, ma debuttare sul mercato solo più avanti. È prevista una domanda elevata, ma poche unità disponibili nell’ultimo trimestre dell’anno.
Dubbi sulla produzione di iPhone Fold/UltraL’analista Ming-Chi Kuo, solitamente affidabile per rumor e indiscrezioni di questo tipo, cita alcune fonti interne all’industria secondo le quali il gruppo di Cupertino starebbe incontrando qualche difficoltà nel pianificare la produzione del dispositivo. Più nel dettaglio, anche a causa della sua complessità, l’azienda sarebbe in grado di distribuirne circa 500.000 unità entro il terzo trimestre, per poi accelerare e arrivare a 7-8 milioni prima di fine 2026.
Sembra in qualche modo destinata a ripetersi la storia già vista nel 2017 con il lancio di iPhone X, a suo tempo innovativo con la dotazione di un pannello OLED su tutta la superficie frontale, il notch e la fotocamera TrueDepth. Si tratta di cambiamenti importanti sul fronte del design, che costringono a rivedere in modo significativo la catena di fornitura e le linee di assemblaggio.
Come già scritto, ci si aspetta una domanda elevata per iPhone Fold/Ultra, nonostante sia previsto un prezzo fino a 2.500 dollari. Vedremo se Apple sarà in grado di rendere mainstream questo form factor, obiettivo almeno in parte mancato dagli altri produttori che hanno tentato di fare lo stesso negli ultimi anni. Ancora oggi, gli smartphone pieghevoli sono relativamente poco diffusi, quasi un oggetto di nicchia.
Dal punto di vista delle specifiche tecniche, stando a quanto trapelato potrebbe integrare un display esterno da 5,5 pollici e uno interno da 7,8 pollici che si richiude su se stesso. La diagonale sarebbe di poco inferiore rispetto a quella di iPad mini, rendendolo di fatto un 2-in-1, smartphone e tablet insieme.
A scanso di equivoci, l’immagine di copertina non è reale, ma creata con l’AI. Il design ha come riferimento quanto mostrato da alcuni render CAD pubblicati nei mesi scorsi.
Amazon chiude il servizio Mechanical Turk?
Amazon ha comunicato che non accetterà più nuovi clienti per Mechanical Turk a partire dal prossimo 30 luglio. A fine giugno è stato inserito nell’elenco dei servizi in manutenzione. Non cambierà nulla per gli attuali clienti, ma sembra un indizio della possibile chiusura. Da alcuni anni viene utilizzato per verificare l’etichettatura effettuata dalle reti neurali.
Mechanical Turk non accetta nuovi requesterMechanical Turk è stato lanciato da Amazon Web Services a novembre 2005. È un marketplace in cui i requester (richiedenti) pubblicano piccole attività che vengono scelti e completati dai worker (lavoratori) da remoto, in cambio di un compenso. È quindi un servizio che consente a singole persone o aziende di sfruttare una forza lavoro globale in crowdsourcing.
Amazon spiega che, nonostante l’evoluzione delle tecnologie, ci sono ancora molti compiti che gli esseri umani possono eseguire in modo molto più efficace dei computer. Invece di assumere lavoratori temporanei, che richiedono tempo e denaro, Mechanical Turk consente di suddividere un progetto manuale e dispendioso in compiti più piccoli e gestibili che vengono completati da lavoratori tramite Internet.
Da circa sei anni, il servizio è parte di SageMaker AI. Tra i compiti assegnati ai worker c’è la revisione dell’etichettatura effettuata dalle reti neurali. Gli umani devono ad esempio confermare testo, immagini o trascrizioni audio/video riconosciute dall’intelligenza artificiale.
Un annuncio sul sito ufficiale indica che Mechanical Turk verrà chiuso per i nuovi clienti a partire dal 30 luglio.
Dopo un’attenta valutazione abbiamo deciso di chiudere l’accesso dei nuovi clienti ad AWS Mechanical Turk a partire dal 30/07/2026. I clienti esistenti potranno continuare ad utilizzare il servizio normalmente. AWS continua a investire nel miglioramento della sicurezza e della disponibilità di Mechanical Turk, ma non prevediamo di introdurre nuove funzionalità.
In pratica non verranno più aggiunti micro lavori al marketplace. L’etichettatura automatica viene oggi effettuata dal servizio SageMaker Ground Truth. Amazon non ha spiegato il motivo della decisione. Secondo alcuni utenti, il numero di requester è diminuito a causa di bot e frodi. Il servizio potrebbe essere definitivamente chiuso perché i server rappresentano solo un costo inutile per l’azienda di Seattle.
Wimbledon, gli incontri di oggi 6 luglio: Cobolli e Paolini in campo nel primo pomeriggio
La seconda settimana di Wimbledon prenderà il via con gli ultimi incontri del quarto turno. Saranno due gli azzurri in campo: Flavio Cobolli, opposto all’australiano De Minaur, e Jasmine Paolini, che avrà l’onore di giocare sul campo centrale contro la ceca Alex Eala, capace di superare per due set a zero nel terzo turno nientemeno che Iga Swiatek.
Tutti gli incontri di giornata, così come gli altri match che rimangono da giocare da qui alla fine del torneo, saranno trasmessi in esclusiva in diretta sui canali di Sky Sport e in streaming su NOW. Il pass più conveniente per seguire Wimbledon è proprio il [affiliate_link link_id=”546″]pass Sport di NOW, ora disponibile a 19,99 euro al mese[/affiliate_link] per dodici mesi invece di 29,99 euro.
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Il programma di lunedì 6 luglioLa programmazione del campo principale inizierà con la sfida tra Jasmine Paolini e Alex Eala, a partire dalle 14:30. Sulla carta è la nostra azzurra a partire favorita, ma dovrà essere brava a non sottovalutare la sua avversaria, che ha già dimostrato di essere capace di imprese impossibili.
A seguire, non prima delle 15:40, il bulgaro Grigor Dimitrov affronterà il britannico Arthur Fery, unico superstite tra gli atleti del Regno Unito dopo la prima settimana. Il terzo e ultimo match in calendario sul campo centrale è quello tra Lehecka e Zverev, che inizierà non prima delle 17:20.
Anche il programma del campo 1 verrà aperto da un nostro atleta: alle 14:00 si disputerà infatti l’ottavo di finale tra Alex de Minaur e Flavio Cobolli. Dopo la conclusione dell’incontro dell’azzurro, comunque non prima delle 15:40, la statunitense Keys giocherà contro la Noskova. In chiusura, non prima delle 16:50, Taylor Fritz proverà ad uscire indenne dalla sfida contro l’estroso Bublik, autore nell’ultimo incontro disputato contro Tiafoe del punto del torneo (un lob da dietro la schiena a segno).
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