Basta clausole nascoste: la carta di credito trasparente di TFBank
Tassi poco chiari, canoni che scattano dopo il primo anno, documenti su documenti: con molte banche capire cosa stai davvero firmando è complicato. Con TFBank richiedi la tua carta online in soli 180 secondi, senza carta e senza sorprese: [affiliate_link link_id=”4147″]TF MasterCard Gold a canone annuo gratuito[/affiliate_link], con assicurazione viaggio inclusa.
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TF MasterCard Gold: semplice dove le altre sono complicateMentre molte banche nascondono i costi reali in tabelle di commissioni difficili da decifrare, la TF MasterCard Gold gioca a carte scoperte: zero commissioni annuali, punto. Nessun canone “promozionale” che poi scatta al secondo anno, nessuna soglia minima di spesa da rispettare per non pagare. È uno strumento pensato tanto per le piccole spese quotidiane quanto per gli acquisti importanti, e funziona da subito con Apple Pay e Google Pay: basta un tap con lo smartphone o lo smartwatch, senza configurazioni complesse o passaggi macchinosi.
Chi viaggia spesso conosce bene il problema: molte carte applicano commissioni sul cambio valuta difficili da individuare finché non arriva l’estratto conto, e le polizze assicurative allegate sono spesso un labirinto di eccezioni e massimali poco chiari. Con TFBank il discorso si semplifica su entrambi i fronti:
- Zero commissioni sul cambio valuta: quello che spendi all’estero è quello che paghi, senza costi nascosti da scovare a posteriori.
- Assicurazione inclusa, senza clausole da decifrare: basta usare la carta per coprire almeno il 50% delle spese del viaggio per attivare automaticamente una copertura completa — assistenza medica, protezione bagaglio (fino a 2.500 euro), rimborso per annullamento (fino a 3.000 euro) e tutela infortuni. Tutto spiegato in modo chiaro, senza bisogno di un avvocato per capire cosa è davvero coperto.
Dove altre banche complicano, TFBank semplifica: richiesta immediata, gestione intuitiva, condizioni trasparenti. Entra nel futuro dei pagamenti digitali con TFBank.
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Se vuoi foto eccellenti sotto i 400€ il nome giusto è Google Pixel 10a
Stai cercando uno smartphone che sia performante, soprattutto nello scomparto fotografico, ma non vuoi spendere cifre esorbitanti? Allora probabilmente abbiamo trovato l’offerta giusta per te. Se vai velocemente su Amazon puoi aggiungere al tuo carrello il Google Pixel 10a a soli 399 euro, invece che 549 euro.
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Google Pixel 10a è super e scatta foto splendideA questa cifra è davvero difficile trovare smartphone con lo scomparto fotografico che ha il Google Pixel 10a. Quindi se il tuo obiettivo è fare ottime foto allora è indubbiamente l’acquisto giusto. Ha un sensore posteriore principale da 48 MP con OIS, con lente ultra grandangolare da 13 MP e fotocamera frontale sempre da 13 MP.
Con un peso di 183 grammi e uno spessore di 9 mm risulta abbastanza maneggevole anche se non è tra i più leggeri. Offre un display pOLED da 6,3 pollici con refresh rate che arriva fino a 120 Hz e luminosità massima di 2000 nit. Monta una batteria da 5100 mAh che dura a lungo e si carica velocemente (via cavo a 45 W) anche in modalità wireless. Il processore è Google Tensor G4 con coprocessore di sicurezza Titan M2, sostenuto da 8 GB di RAM. La memoria interna in questa versione è da 128 GB, forse l’unica pecca, ma per il prezzo ci possiamo passare sopra.
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Siamo quindi di fronte a un grande smartphone che non ha certo bisogno di pubblicità e che garantisce un perfetto equilibrio e un ottimo scomparto fotografico. Come dicevamo oggi su Amazon il Google Pixel 10a lo puoi acquistare a soli 399 euro, invece che 549 euro. E se concludi l’ordine ora lo riceverai a casa tua entro pochi giorni senza costi in aggiunta, grazie ai servizi Prime. Se non sei ancora abbonato fallo adesso cliccando qui.
realme Watch 5 con display AMOLED da 1,97" e resistenza IP68 è ottimo
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realme Watch 5 è uno dei migliori per questa cifraIl realme Watch 5 è indubbiamente uno dei migliori smartwatch a questo prezzo. Si presenta con un generoso display AMOLED da 1,97 pollici con refresh rate da 60 Hz e grande luminosità per garantire un’ottima visione anche di fronte alla luce diretta del sole. Potrai scegliere tra oltre 300 temi per i quadranti in modo da averlo come desideri e personalizzarlo a tuo piacimento. Inoltre è resistente all’acqua e alla polvere con la certificazione di grado IP68.
Poi avvalerti di ben 108 modalità sportive che ti aiuteranno a rimanere in forma e tenere monitorato il tuo corpo. È integrata una bussola per orientarti e il GPS estremamente preciso che ti permette di tracciare i tuoi percorsi. Con la corona in lega di alluminio puoi scorrere velocemente tra le app e l’altoparlante a nido d’ape ti permette di rispondere alle chiamate senza perderti nulla. Un’altra cosa interessante è la sua batteria che è in grado di arrivare fino a 16 giorni con una ricarica completa.
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Questo è indubbiamente un best buy quindi devi fare presto per riuscire ad averlo a questa cifra. Perciò vai immediatamente su Amazon e acquista il tuo realme Watch 5 a soli 46,92 euro, invece che 69,99 euro. Se completi l’ordine adesso lo riceverai a casa tua già domani senza costi aggiuntivi, grazie ai servizi Prime. Se non sei ancora abbonato fallo ora cliccando qui.
OPPO annuncia tre nuovi smartphone della serie Reno16
OPPO ha annunciato la nuova serie Reno16. È composta dai modelli Reno16, Reno16 FS e Reno16 Pro (recensione completa). Condividono molte caratteristiche estetiche e hardware. Le principali differenze sono rappresentate da schermo, processore e fotocamere posteriori. Sono già in vendita con offerte dedicate.
OPPO Reno16 Series: specifiche e prezziTutti gli smartphone hanno un telaio unibody in alluminio di grado aerospaziale che resiste a polvere e acqua (certificazione IP69K). OPPO Reno16 ha uno schermo AMOLED da 6,32 pollici con risoluzione di 2640×1216 pixel, refresh rate di 120 Hz e luminosità massima di 1.800 nits.
Queste sono le altre specifiche: processore Qualcomm Snapdragon 7 Gen 4, 8 GB di RAM LPDDR5X, 512 GB di storage UFS 3.1, tre fotocamere posteriori da 50 megapixel (principale, ultra grandangolare e teleobiettivo), fotocamera frontale da 50 megapixel, connettività Wi-Fi 6, Bluetooth 5.4, GPS, Galileo, NFC e 5G, lettore di impronte digitali, porta USB Type-C e batteria da 6.000 mAh con ricarica rapida da 80 Watt. Il sistema operativo è ColorOS 16 basato su Android 16.
Il prezzo di listino è 899,99 euro. Fino al 31 luglio si può acquistare a 749,99 euro sullo store del produttore e presso i principali rivenditori di prodotti elettronici.
OPPO Reno16 FS ha uno schermo AMOLED da 6,57 pollici con risoluzione di 2372×1080 pixel, refresh rate di 120 Hz e luminosità massima di 1.400 nits.
Queste sono le altre specifiche: processore MediaTek Dimensity 7300-Energy, 8 GB di RAM LPDDR5X, 512 GB di storage UFS 3.1, fotocamere posteriori da 50, 8 e 50 megapixel (principale, ultra grandangolare e teleobiettivo), fotocamera frontale da 50 megapixel, connettività Wi-Fi 6, Bluetooth 5.4, GPS, Galileo, NFC e 5G, lettore di impronte digitali, porta USB Type-C e batteria da 6.500 mAh con ricarica rapida da 45 Watt. Il sistema operativo è ColorOS 16 basato su Android 16.
Il prezzo di listino è 799,99 euro. Fino al 31 luglio si può acquistare a 649,99 euro sullo store del produttore e presso i principali rivenditori di prodotti elettronici.
OPPO Reno16 Pro ha uno schermo AMOLED da 6,32 pollici con risoluzione di 2640×1216 pixel, refresh rate di 120 Hz e luminosità massima di 1.800 nits.
Queste sono le altre specifiche: processore MediaTek Dimensity 8550 SUPER, 12 GB di RAM LPDDR5X, 512 GB di storage UFS 3.1, fotocamere posteriori da 200, 50 e 50 megapixel (principale, ultra grandangolare e teleobiettivo), fotocamera frontale da 50 megapixel, connettività Wi-Fi 6, Bluetooth 5.4, GPS, Galileo, NFC e 5G, lettore di impronte digitali, porta USB Type-C e batteria da 6.000 mAh con ricarica rapida da 80 Watt. Il sistema operativo è ColorOS 16 basato su Android 16.
Il prezzo di listino è 1.099,99 euro. Fino al 31 luglio si può acquistare a 899,99 euro sullo store del produttore e presso i principali rivenditori di prodotti elettronici.
Tre nuovi lander e un gemello di Perseverance sulla Luna
La NASA ha scelto Astrobotic, Firefly Aerospace e Intuitive Machines per il lancio di quattro nuovi lander entro il 2028. Si tratta di missioni propedeutiche alla costruzione di una base lunare, come spiegato a fine marzo. L’agenzia spaziale potrebbe inoltre inviare sulla Luna un rover simile a Perserverance, attualmente usato per i test al Jet Propulsion Laboratory (JPL).
Quattro missioni e il rover PROMISEL’annuncio della NASA riguarda la cosiddetta fase 1 del programma Moon Base che dovrebbe essere completata entro il 2029. Entro la fine del 2026 sono previste tre missioni. La prima è tuttavia in dubbio. Blue Origin deve portare sulla Luna il lander Blue Moon Mark 1 Endurance con il razzo New Glenn, ma deve completare la riparazione della base di lancio.
La NASA ha assegnato contratti per quasi 600 milioni di dollari a tre aziende: Astrobotic (297,9 milioni per due missioni), Firefly Aerospace (144,2 milioni per una missione) e Intuitive Machines (148,3 milioni per una missione). Dovranno portare sulla Luna tre strumentazioni scientifiche con le versioni aggiornate dei lander già lanciati:
- Stereo Camera for Lunar Plume Surface Studies (SCALPSS): quattro videocamere che utilizzano una tecnica chiamata fotogrammetria stereoscopica per produrre una vista 3D dell’impatto del pennacchio di scarico di un motore sulla polvere lunare durante la discesa del lander. Queste immagini contribuiranno alla creazione di modelli per prevedere l’erosione della polvere lunare e le caratteristiche del materiale espulso
- Laser Retroreflector Array (LRA): riflette i raggi laser trasmessi dalle sonde orbitali lunari o dai veicoli spaziali in atterraggio per aiutarli a determinare la loro posizione orbitale o a navigare verso la superficie. È un dispositivo, delle dimensioni di un biscotto, composto da otto prismi di quarzo a sezione cubica incastonati in una struttura di alluminio a forma di cupola (non richiede alimentazione)
- Linear Energy Transfer Spectrometer (LETS): rilevatore al silicio che misura l’energia trasportata dalle radiazioni spaziali. Fornirà informazioni sull’intensità e la tipologia delle radiazioni che colpiscono la superficie lunare, consentendo di progettare missioni più sicure e proteggere gli astronauti durante esplorazioni di lunga durata
La NASA potrebbe infine lanciare PROMISE (Polar Rover for Observation, Mapping, and In-Situ Exploration). È un rover simile a Perseverance che potrebbe essere alimentato con un generatore termoelettrico a radioisotopi (invece che tramite pannelli solari). Attualmente viene usato per testare i comandi prima di inviarli al rover su Marte. Pesa circa 1.000 Kg, quindi dovrebbe essere portato sulla Luna con i lander di Blue Origin (Blue Moon) o SpaceX (Starship).
10 prompt per smascherare le truffe online con ChatGPT e Claude
ChatGPT e Claude sono già già abbastanza bravi a riconoscere il linguaggio tipico delle frodi, il senso di urgenza, gli errori grammaticali, le richieste di dati sensibili. Ma l’aggiornamento recente rende le cose ancora più concrete. Ora Claude integra nativamente il rilevatore di truffe di Norton attraverso i connettori della piattaforma, mentre ChatGPT offre lo stesso strumento come applicazione dedicata dal proprio catalogo.
In entrambi i casi si possono incollare collegamenti sospetti, caricare schermate di e-mail ambigue o interi scambi di messaggi per ottenere un’analisi immediata della probabilità di truffa.
Il punto cruciale, però, è che chiedere semplicemente è una truffa? non basta. L’AI produce risultati molto più utili quando riceve istruzioni precise su cosa cercare e come valutarlo. Ecco dieci prompt riutilizzabili, uno per ogni tipo di truffa più comune, da salvare e condividere con parenti e amici.
Come attivare il rilevatore di truffeSu ChatGPT si aggiunge l’applicazione del rilevatore di truffe dal catalogo delle app nella barra laterale. Su Claude si accede attraverso i connettori. Si clicca sul segno “+” nella barra dei prompt, si naviga alla sezione dei connettori, si seleziona “aggiungi connettore” e si cerca il rilevatore di truffe di Norton nella libreria disponibile. Una volta collegato, è pronto all’uso per qualsiasi conversazione.
10 prompt per 10 tipi di truffa 1. Per le e-mail sospettePrompt: Analizza questa e-mail come un analista di sicurezza informatica. Cerca tattiche di phishing, informazioni del mittente contraffatte, senso di urgenza, incongruenze grammaticali, collegamenti potenzialmente dannosi e richieste di informazioni sensibili. Assegna un punteggio di rischio da 1 a 10 e spiega il tuo ragionamento.
Questo è il prompt più versatile della lista e probabilmente quello che si userà più spesso. L’e-mail di phishing è ancora il veicolo più comune per le truffe digitali, e il punteggio di rischio rende il risultato immediatamente comprensibile anche per chi non ha competenze tecniche.
2. Per i messaggi di testo sospettiPrompt: Questo messaggio è legittimo o è una truffa? Spiega ogni segnale di allarme che trovi, identifica il tipo di truffa, stima il tuo livello di sicurezza e dimmi cosa succederebbe se qualcuno rispondesse.
3. Per i siti di acquisti dall’aspetto dubbioPrompt: Indaga su questo sito prima che compri qualcosa. Cerca indicatori di affidabilità, segnali di allarme, recensioni false, prezzi sospetti, informazioni di contatto, politiche di rimborso, età del dominio se disponibile e somiglianze con negozi truffa conosciuti.
I siti di e-commerce falsi sono diventati sofisticatissimi, alcuni riproducono fedelmente l’aspetto di negozi legittimi. Questo prompt chiede all’AI di guardare oltre la superficie.
4. Per i codici QR sospettiPrompt: Analizza questo codice QR e spiega quali rischi potrebbero essere associati alla sua scansione. Se porta a un sito web, dimmi se la destinazione appare affidabile.
I codici QR sono diventati un vettore di truffe sempre più frequente, vengono incollati su parchimetri, volantini, menu di ristoranti, e la maggior parte delle persone li scansiona senza pensarci.
5. Per le offerte di lavoro troppo belle per essere verePrompt: Esamina questa offerta di lavoro come un selezionatore esperto e un analista di sicurezza. Identifica segni di reclutamento falso, truffe occupazionali, frodi nei pagamenti, assegni falsi o tentativi di furto di identità.
6. Per le truffe sentimentaliPrompt: Esamina questa conversazione alla ricerca di segni di truffa sentimentale, manipolazione emotiva, adescamento finanziario o falsa identità. Segnala qualsiasi schema comportamentale che ti preoccupa.
Le truffe sentimentali sono tra le più devastanti dal punto di vista economico ed emotivo, e chi ne è vittima spesso non riconosce i segnali perché il coinvolgimento emotivo disattiva la lucidità.
7. Per le truffe sui mercatini onlinePrompt: Analizza questa conversazione su un mercatino online. Evidenzia le tattiche di truffa, i metodi di pagamento falsi, le frodi sulla spedizione e se è sicuro continuare la transazione.
8. Per i finti messaggi di assistenza tecnicaPrompt: Qualcuno mi ha contattato dicendo di essere dell’assistenza tecnica di Microsoft, Apple, Amazon o della mia banca. Analizza questa conversazione e dimmi se corrisponde a truffe note del supporto tecnico.
Queste truffe sfruttano la paura, dicono che il proprio dispositivo è infetto o il conto è compromesso, e la pressione dell’urgenza spinge ad agire prima di pensare.
9. Per i piani di investimento sospettiPrompt: Esamina questa opportunità di investimento. Identifica promesse irrealistiche, truffe legate alle criptovalute, caratteristiche di schemi piramidali, tattiche di adescamento finanziario progressivo o altri indicatori di frode.
10. Per i profili social che sembrano falsiPrompt: Analizza questo profilo sui social. Dimmi se sembra autentico o se sta impersonando un’altra persona o un’azienda.
Come usare questi prompt nella vita di tutti i giorniIl modo più efficace di usare questi prompt è condividerli con le persone che ne hanno più bisogno, come i familiari meno esperti di tecnologia che sono anche i bersagli più frequenti delle truffe digitali. Si possono salvare come note sul telefono, stamparli, o ancora meglio, insegnare loro come accedere a ChatGPT o Claude e usare direttamente i prompt quando ricevono qualcosa di sospetto.
Il rilevatore di truffe non sostituisce il buon senso e non offre garanzie assolute. Ma aggiunge un livello di analisi che la maggior parte delle persone non saprebbe fare da sola, come controllare l’età di un dominio, riconoscere gli schemi di manipolazione emotiva, identificare i metodi di pagamento tipici delle frodi.
Le truffe digitali purtroppo sono sempre più sofisticate, e l’intelligenza artificiale viene usata anche per crearle. Usare la stessa tecnologia per difendersi non è paranoia, è igiene digitale.
Addio alle richieste dei certificati: accesso diretto all'ANPR
Il Dipartimento per la trasformazione digitale ha annunciato una “rivoluzione” nella Pubblica Amministrazione. A partire da ieri, tutti gli enti pubblici e i gestori dei servizi pubblici possono accedere automaticamente all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali. I cittadini italiani possono quindi dire addio alle richieste multiple dei certificati.
Meno burocrazia e meno costiL’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) permette ai cittadini di accedere ai vari servizi e scaricare gratuitamente diversi certificati. L’accesso da parte di amministrazioni e gestori avviene tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) che consente lo scambio sicuro e standardizzato di informazioni tra gli enti.
Le amministrazioni potranno consultare direttamente i dati anagrafici aggiornati alla fonte, evitando di chiedere autocertificazioni di dati già disponibili. Ciò permette di eliminare pratiche ridondanti e lungaggini burocratiche. Grazie all’interoperabilità garantita dalla PDND non saranno più necessarie verifiche manuali e duplicazione delle banche dati.
Altri vantaggi sono la riduzione dei costi amministrativi e una maggiore velocità di erogazione dei servizi pubblici. I cittadini non dovranno fornire più volte gli stessi documenti alle diverse amministrazioni. Gli enti devono ovviamente garantire la legittimità dell’accesso, il rispetto dei principi di proporzionalità e l’adozione di adeguate misure di sicurezza, in quanto titolari del trattamento dei dati.
Il Ministero dell’Interno svolgerà un’attività di monitoraggio degli accessi effettuati tramite PDND. In caso di anomalie o utilizzi non coerenti con le finalità dichiarate, gli enti riceveranno una segnalazione e dovranno svolgere i controlli necessari. La mancata verifica potrà comportare la sospensione del servizio di accesso.
Mondiali 2026, il programma di sedicesimi e ottavi e dove vedere i match in TV
La fase a eliminazione diretta dei Mondiali 2026 è entrata nel vivo e ci sono tanti match da seguire nel corso dei prossimi giorni. Tutte le partite, ricordiamo, sono visibili su DAZN, con la possibilità di attivare il piano Full oppure il piano Family o ancora con il Pass Mondiali da 24,99 euro. In questo momento, inoltre, il piano Full è in sconto con un prezzo ridotto fino a 19,99 euro al mese. Per accedere alle offerte basta visitare il [affiliate_link link_id=”543″]sito ufficiale di DAZN[/affiliate_link], qui di sotto.
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Le prossime partite dei Mondiali 2026Nelle prossime ore è prevista la conclusione dei sedicesimi di finale con i seguenti match:
- Australia – Egitto in programma alle 21 di oggi 3 luglio
- Argentina – Capo Verde con calcio di inizio alla mezzanotte del 4 luglio
- Colombia – Ghana che si giocherà alle 3:30 del 4 luglio
Tutti gli orari indicati sono relativi alla visione del match dall’Italia.
Subito dopo la fine dei sedicesimi, inoltre, si passerà agli ottavi di finale. I match già definiti sono i seguenti:
- Canada – Marocco alle 19 del 4 luglio
- Paraguay – Francia alla mezzanotte del 5 luglio
- Brasile – Norvegia alle 23 del 5 luglio
- Messico – Inghilterra alle 3 del 6 luglio
- Portogallo – Spagna alle 22 del 6 luglio
- USA – Belgio alle 3 del 7 luglio
Tutte le partite citate saranno visibili su DAZN, con possibilità di sfruttare la promo in corso che consente di attivare il piano Full con un prezzo scontato a 19,99 euro al mese per i primi 4 mesi (poi 36,99 euro al mese). Quest’offerta è particolarmente interessante in quanto garantisce uno sconto anche per l’inizio del campionato di Serie A. Per attivarla basta seguire il link qui di sotto, raggiungendo il sito ufficiale di DAZN per completare una veloce procedura di attivazione online. L’offerta è valida solo per un breve periodo di tempo.
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Alibaba vieta ai dipendenti di usare Claude Code
Alibaba ha vietato l’uso di Claude Code ai suoi dipendenti. Secondo la fonte di Reuters, nel codice del popolare tool di programmazione agentica è nascosta una backdoor che permette di identificare gli utenti cinesi. Sembra però una risposta all’accusa di accesso illecito al modello di Anthropic.
Claude Code traccia gli utenti cinesi?Claude Code è probabilmente il migliore tool AI per la scrittura di codice. È molto popolare tra gli sviluppatori cinesi che, in teoria, non potrebbero utilizzarlo a causa delle restrizioni imposte da Anthropic e dal governo statunitense. La fonte di Reuters afferma che Alibaba ha vietato l’uso di Claude Code ai suoi dipendenti per motivi di sicurezza.
Il ban entrerà in vigore il 10 luglio. I dipendenti dovranno usare la piattaforma Qoder. Al momento non è arrivata nessuna dichiarazione ufficiale dalle due aziende. Anthropic ha accusato Alibaba di aver utilizzato quasi 25.000 account per accedere a Claude e sfruttare le risposte per addestrare i suoi modelli Qwen tramite la tecnica nota come distillazione.
Secondo l’azienda cinese è presente una backdoor nel codice di Claude Code che può rilevare l’ambiente usato dall’utente, il fuso orario della Cina e proxy con dominio cinese. Queste informazioni vengono quindi inviate ai server di Anthropic. Un ricercatore ha scoperto questa particolare funzionalità e pubblicato i dettagli su Reddit. La versione “infetta” è 2.1.91 del 1 aprile. La backdoor è stata eliminata con la versione 2.1.196 (nella note di rilascio viene chiamata Remote Control).
Un dipendente di Anthropic ha specificato che era un esperimento iniziato a marzo. Il suo scopo era prevenire l’abuso degli account da parte di rivenditori non autorizzati e proteggere i modelli dalla distillazione. Nei mesi successivi sono state implementate misure di mitigazione più efficaci, quindi il controllo remoto è stato rimosso.
Data center nello spazio: gli esperti dicono che è un'idea folle
Sembra che chiunque abbia qualche render e un white paper scritto da qualcuno gasato da un’AI troppo compiacente possa ottenere finanziamenti VC al giorno d’oggi. Brian McManus, ingegnere aeronautico irlandese e autore del canale YouTube Real Engineering, non è diplomatico nella sua analisi di Starcloud, la startup uscita da Y Combinator che ha raccolto 170 milioni di dollari per costruire data center in orbita terrestre con l’aiuto di SpaceX.
Il video, una collaborazione con IEEE Spectrum, smonta pezzo per pezzo l’idea che i data center orbitali siano fattibili con la tecnologia attuale. E il consenso emergente tra gli esperti è che il piano non è solo troppo ambizioso, richiederebbe più rivoluzioni tecnologiche simultanee di quante ne siano mai avvenute.
Data center in orbita: ecco perché non funziona Il problema del raffreddamentoSulla Terra, raffreddare l’hardware AI che lavora al massimo è già complicato, servono sistemi sofisticati. Nel quasi-vuoto dello spazio è peggio, il calore non può semplicemente dissiparsi. Serve una rete estesa di tubi con liquidi refrigeranti lungo le file di pannelli solari.
Con fluidi come il glicol, ogni data center dovrebbe pompare oltre 68.000 chilogrammi di refrigerante al secondo, come svuotare una piscina olimpica in 40 secondi. Portate di flusso che sulla Terra si vedono solo nelle dighe idroelettriche alimentate dalla gravità.
Le dimensioni impossibiliPer raggiungere i 5 gigawatt di capacità pubblicizzati, ogni data center, pannelli solari inclusi, coprirebbe 4 chilometri quadrati. Quasi 5.000 volte la superficie dei pannelli della Stazione Spaziale Internazionale.
Anche ignorando pompe, refrigerante, schermatura dalle radiazioni, carburante, ruote inerziali e strutture, la stazione di Starcloud supera i 113 milioni di chilogrammi, calcola McManus. Più di una portaerei in orbita. Più di sei volte la massa totale lanciata nello spazio nella storia dell’umanità.
I detriti spazialiTutta quella superficie esposta ai milioni di detriti spaziali che affollano l’orbita terrestre. Anche i frammenti più piccoli possono bucare i pannelli. Le riparazioni costerebbero enormemente, e richiederebbero un viaggio nello spazio.
SpaceX lo sa bene, la rete Starlink ha dovuto eseguire 300.000 manovre di elusione collisione nel solo 2025.
Le radiazioni che corrompono i datiLe particelle ionizzanti che attraversano i satelliti bruciano i transistor e invertono i bit di informazione. Questo produrrebbe la madre di tutte le allucinazioni AI senza un software che controlli costantemente i risultati, spiega McManus. I computer a bordo della ISS devono eseguire calcoli ridondanti e confrontare i risultati per eliminare i dati corrotti.
Un data center AI in orbita, dove ogni calcolo deve essere perfetto, richiederebbe livelli di ridondanza che moltiplicano i costi e la massa.
I chip durano 2-4 anniLa vita utile dei chip AI attuali è di due-quattro anni, sulla Terra, dove il degrado è molto meno problematico. Nello spazio, le radiazioni accorciano ulteriormente la vita dell’hardware. Mantenere una rete di data center orbitali significherebbe sostituire i chip ogni pochi anni, con lanci spaziali.
Una parte significativa della valutazione multitrilionaria di SpaceX dopo l’IPO è legata alla visione dei data center orbitali di Musk. Gli investitori scommettono sulla promessa, nonostante il track record di Musk sulle promesse mantenute sia, come nota McManus, abissale.
I miliardari cercheranno di coprirvi gli occhi e convincervi che questa tecnologia ha senso, dice McManus. La realtà è che questa tecnologia è stupida.
E questo, è quanto…
Claude Fable 5 è tornato: 5 prompt per capire cosa sa fare davvero
Tre giorni dopo il lancio, il modello di intelligenza artificiale più potente mai reso disponibile al pubblico è stato spento. Non per un difetto tecnico o un problema di prestazioni, bensì per un ordine del governo degli Stati Uniti. I ricercatori di Amazon avevano scoperto un modo per aggirare le protezioni di sicurezza di Claude Fable 5 e fargli identificare vulnerabilità informatiche. L’ordine di restrizione all’esportazione è scattato il 12 giugno 2026, tre giorni dopo il lancio del 9 giugno. Per diciannove giorni, il modello è rimasto inaccessibile a tutti gli utenti nel mondo.
Dal 1° luglio Fable 5 è tornato disponibile con nuove protezioni. Un classificatore di sicurezza analizza le richieste. Se il classificatore ritiene che una richiesta rientri in una categoria considerata rischiosa (ad esempio perché potrebbe sfruttare la vulnerabilità segnalata), non la lascia gestire da Fable 5. Invece di bloccarla, la inoltra automaticamente a Claude Opus 4.8, un modello ritenuto più sicuro per quel tipo di richiesta. Se si vede quella notifica, il sistema sta funzionando come previsto.
5 prompt quotidiani per testare le capacità di Claude Fable 5Per chi si abbona ai piani a pagamento di Anthropic, Fable 5 è incluso fino al cinquanta per cento del limite settimanale di utilizzo fino al 7 luglio, dopodiché richiederà crediti aggiuntivi. È una finestra limitata per testare cosa sa fare il modello più discusso degli ultimi mesi.
E cosa sa fare, esattamente? Secondo Anthropic, Fable 5 è progettato per sostenere compiti lunghi e complessi, ragionare su più immagini contemporaneamente, verificare il proprio lavoro e completare progetti che prima richiedevano molte sessioni di conversazione. Ecco cinque prompt quotidiani per testarne le capacità.
1. Pianificare un evento dall’inizio alla finePrompt da utilizzare: Pianifica una cena a casa con gli amici dall’inizio alla fine: un tema, un modello per la lista degli invitati, una lista della spesa con i costi stimati, una check list per le due settimane precedenti e un piano alternativo in caso di pioggia. Prima di concludere, verifica se manca qualcosa, poi consegnami la versione definitiva.
Questo prompt si può adattare a qualsiasi tipo di evento, personale o professionale. È il modo più semplice per vedere come Fable 5 mantiene il controllo su un compito lungo e articolato. I modelli precedenti tendevano a completare gran parte della richiesta, ma saltavano silenziosamente qualche dettaglio. Fable 5 è progettato per tenere traccia di ogni elemento e rivedere il proprio lavoro prima di consegnare il risultato, un piccolo dettaglio che cambia la qualità del risultato finale.
2. Trasformare il frigorifero nel piano dei pastiPrompt da utilizzare: Ecco le foto del mio frigorifero, della dispensa e del congelatore. Suggerisci una cena usando solo quello che ho già in casa. Dopo, consigliami i tre ingredienti più strategici da comprare per trasformare quello che ho già in casa nel maggior numero possibile di pasti durante la settimana.
Questo prompt chiede a Fable 5 di fare qualcosa di più complesso della semplice analisi di un’immagine, ragionare su più immagini contemporaneamente, riconoscere gli ingredienti che si sovrappongono e trasformarli in idee pratiche per la cena. È un test reale della capacità del modello di collegare informazioni visive provenienti da fonti diverse.
Per chi vuole andare oltre, si può aggiungere: Sulla base delle mie preferenze, costruisci un’applicazione per la pianificazione dei pasti. Fable 5 può generare un prototipo funzionante direttamente nella conversazione.
3. Capire i documenti complicatiPrompt da utilizzare: “Ti invio il contratto di mutuo, il prospetto informativo e la documentazione ricevuta dalla banca. Riassumimi i punti più importanti in modo semplice, evidenzia eventuali clausole a cui prestare attenzione, spiegami tutti i costi previsti e suggeriscimi le domande da fare prima di firmare.”
La vita reale è un groviglio di documenti, e le informazioni davvero importanti raramente si trovano tutte nello stesso luogo. Questo prompt testa la capacità di Fable 5 di collegare informazioni provenienti da più fonti e di formato diverso. Invece di riassumere ogni documento separatamente, il modello combina tutto in una spiegazione unica e comprensibile, evidenzia le date importanti e segnala ciò che sembra poco chiaro o contraddittorio. Come sempre, il risultato va trattato come un aiuto informativo, non come un parere legale.
4. Costruire uno strumento, non solo una rispostaPrompt da utilizzare: Cerca le migliori scarpe fatte a mano sotto i 250 euro e mettile a confronto. Poi crea una comparazione che mi permetta di vedere quali sono più adatte in base a ciò che per me conta di più: comfort, qualità dei materiali, durata e prezzo.
Invece di chiedere semplicemente un consiglio, si chiede a Fable 5 di fare ricerca su prodotti reali e poi creare qualcosa di utilizzabile per prendere una decisione.
5. Ottenere critiche oneste, non complimentiPrompt da utilizzare: Ecco la mia bozza. Voglio un feedback onesto, non solo una revisione: evidenzia i tre punti deboli principali, cosa potrebbe dedurre o fraintendere chi la legge e quali parti risultano ambigue o poco chiare.
Molti assistenti di intelligenza artificiale tendono a essere eccessivamente incoraggianti. Fable 5, come i modelli di Claude in generale, è tra i meno inclini all’adulazione. Per questo è particolarmente adatto a chiedere critiche costruttive. Identifica gli argomenti deboli, le formulazioni maldestre e i punti ciechi che sono sfuggiti. È un riscontro che migliora davvero la qualità del lavoro, molto più di una correzione grammaticale.
Cosa rende Fable 5 diverso nella praticaFable 5 non è infallibile, nessun modello lo è. Ma la combinazione di autonomia prolungata, ragionamento su fonti multiple e autoverifica lo rende il primo modello che gestisce compiti complessi senza bisogno di essere guidato passo dopo passo. Per chi ha la possibilità di testarlo nella finestra gratuita fino al 7 luglio, vale la pena scoprire cosa significa lavorare con un’intelligenza artificiale che porta il progetto fino in fondo invece di fermarsi a metà strada.
Relazione annuale Garante Privacy: molti interventi sull'AI
Il Presidente Pasquale Stanzione ha illustrato la relazione sull’attività svolta nel 2025 dal Garante per la protezione dei dati personali. Come evidenziato durante il suo discorso alla Camera dei Deputati, molti interventi riguardano l’intelligenza artificiale. L’autorità ha esaminato diversi aspetti della tecnologia (anche in ambito lavorativo) e adottato alcuni provvedimenti per limitare o bloccare il trattamento dei dati degli utenti.
AI, deepfake e verifica dell’etàIl 2025 è iniziato con la decisione di limitare il trattamento dei dati da parte di DeepSeek. Il Garante ha inoltre avviato un’attività istruttoria, dalla quale è emersa la presenza sul mercato di numerose piattaforme che consentono di generare deepfake (immagini, audio, video) di persone reali. Questi contenuti sono stati condivisi sui social media senza il consenso degli interessati.
L’autorità ha quindi avvertito gli utenti di questi servizi della possibile violazione del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e invitato i provider a progettare i sistemi rispettando la privacy. Nel corso del 2025 sono aumentati i cosiddetti tool di nudificazione che permettono di “spogliare” le persone a partire da un’immagine reale. All’inizio di ottobre 2025 è stato quindi disposto un provvedimento di limitazione provvisoria del trattamento dei dati personali nei confronti della società che sviluppa Clothoff (la situazione è peggiorata all’inizio del 2026 con Grok).
Un altro importante intervento ha riguardato la raccolta dei dati biometrici attraverso i sistemi di riconoscimento facciale. L’autorità ha disposto la sospensione del sistema FaceBoarding dell’aeroporto di Milano Linate, in quanto i dati biometrici di oltre 24.500 passeggeri sono stati conservati in un archivio centralizzato, senza garantire il controllo agli interessati.
Il Garante ha effettuato anche attività di vigilanza sull’accesso ai social media da parte dei minori e quindi sul rispetto dell’età minima. In diverse occasioni ha inoltre evidenziato i rischi del cosiddetto sharenting, ovvero la condivisione online da parte dei genitori di fotografie, video e altri contenuti riguardanti i propri figli.
Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, l’autorità ha avvertito una startup italiana (Myndoor) che il suo plugin per Teams e Slack non può essere utilizzato per rilevare lo stress psicologico attraverso l’analisi AI delle conversazioni. Sono state infine inflitte pesanti sanzioni, soprattutto a società del settore energetico, per telemarketing aggressivo.
Steam Machine fuori uso per la Red Line of Death, dopo 20 minuti
Non è esattamente così che avevano immaginato l’esordio della Steam Machine, i tanti che per mesi hanno aspettato l’arrivo del PC/console di casa Valve. Prima l’annuncio dei prezzi folli dovuti anche alla crisi delle memorie, ora le segnalazioni di un problema che potrebbe metterne fuori uso l’hardware, poco dopo averlo acceso per la prima volta. Già si parla della Red Line of Death, ma è bene non creare allarmismo. Vediamo di cosa si tratta e cosa racconta l’unico caso documentato.
Incubo Red Line of Death per Steam Machine?L’immagine qui sotto è stata condivisa da un utente su Reddit. Racconta di aver visto diventare la striscia LED rossa dopo aver trascorso circa 20 minuti in compagnia della macchina. Prima ha provato qualche minuto a giocare a No Man’s Sky, poi ha scaricato un aggiornamento di sistema. Evidentemente, qualcosa è andato storto con l’installazione dell’update.
Le pagine del supporto ufficiale fanno corrispondere quella particolare modalità di illuminazione della striscia LED a un problema della GPU. Più precisamente, se lampeggia in modo lento come a simulare un respiro, si tratta del mancato riconoscimento della componente. Niente di buono o che possa essere riparato con un riavvio.
Non è dato sapere se si tratta di un caso isolato o meno. Il fatto che Valve abbia previsto e codificato l’anomalia, però, consentirà all’acquirente di rivolgersi senza troppi ostacoli all’assistenza. Speriamo per lui che non debba aspettare troppo prima di poterci mettere di nuovo le mani.
Red Line of Death altro non è che una citazione al Red Ring of Death di Xbox 360, il problema che ha messo in ginocchio un numero spropositato di console. E in qualche modo anche alla Blue Screen of Death di Windows, la schermata che di tanto in tanto compare all’improvviso sui monitor dei nostri PC per ricordarci che la vita è imprevedibile.
OPPO vuole unificare il software, OxygenOS e realme UI a rischio
Se due indizi fanno una prova, sembrano esserci pochi dubbi su quello che sarà il destino di OnePlus. Nei giorni scorsi la notizia del sito ufficiale che, in alcuni Paesi, ha iniziato a proporre dispositivi della parent company OPPO. Oggi arriva invece un’indiscrezione sul possibile addio a OxygenOS, il fork di ColorOS installato sugli smartphone del marchio.
Probabile l’addio a OxygenOS e realme UIA segnalarlo è il portale Smartprix, la cui fonte è descritta come un insider molto affidabile dell’industria mobile. OPPO avrebbe scelto di puntare su un percorso di consolidamento, accentrando sotto la propria ala l’offerta anche a livello software. Lo stesso destino sembra toccare a realme UI, altra personalizzazione presente sui telefoni del brand (anche in questo caso controllato da OPPO, a sua volta posseduta dal colosso BBK Electronics).
La diretta conseguenza è l’installazione di ColorOS sui dispositivi di tutti e tre i marchi, a livello globale. Come parte di questa riorganizzazione, OnePlus dovrebbe concentrarsi su quelli che attualmente rappresentano i suoi due mercati più redditizi, ovvero India e Cina. Invece, realme potrebbe lasciare il territorio cinese per puntare su altri territori. Utilizzare il condizionale è d’obbligo in attesa di conferme.
Meno risorse da impiegare per OPPOL’eventuale addio a OxygenOS e realme UI si tradurrebbe per OPPO in un risparmio economico. Mantenere continuamente aggiornate tutte le tre personalizzazioni richiede tempo e risorse. A farne le spese sarà ovviamente la differenziazione dell’offerta, qualcuno storcerà il naso non potendo più contare sull’interfaccia a cui è stato abituato nel corso degli anni.
Varrà soprattutto per gli utenti OnePlus, da sempre legati a un’identità ben precisa, quella dei flagship killer, anche a livello visivo. Per quanto riguarda telefoni realme, invece, hanno già in dotazione una UI non troppo diversa rispetto a quella di ColorOS, dunque il passaggio dovrebbe risultare meno traumatico.
Wimbledon, oggi inizia il terzo turno: esame statunitense per Sinner
A Londra ha preso il via il terzo turno di Wimbledon. In questa prima giornata di incontri c’è spazio anche per Jannik Sinner, chiamato a sfidare il tennista statunitense Jenson Brooksby sul campo 1. I pronostici danno per favorito il numero uno del tennis azzurro, che nei primi due turni dello Slam sull’erba ha esibito un servizio portentoso superando quota 50 ace complessivi.
Il match tra Sinner e Brooksby, così come tutti gli altri in calendario oggi e fino alla finale, sarà trasmesso in diretta sui canali di Sky Sport e su NOW. A proposito della piattaforma streaming, gli appassionati di tennis possono approfittare dell’offerta sul [affiliate_link link_id=”546″]pass Sport, disponibile a 19,99 euro al mese per dodici mesi[/affiliate_link] invece di 29,99 euro, pacchetto che dà accesso all’intera programmazione sportiva di Sky.
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Il programma di venerdìIniziamo dall’incontro di Jannik Sinner contro Jenson Brooksby. Come anticipato all’inizio, il match si disputerà sul campo 1 dopo la fine della sfida tra Kasatkina e Osaka, indicativamente tra le 15:30 e 16:00. A chiudere il programma odierno del campo 1 sarà il derby statunitense tra Claire Liu e Coco Gauss, con l’inizio fissato non prima delle 16:50.
Spostandoci invece sul campo centrale, il via al programma di giornata è stato dato dal match che vede opposti Novak Djokovic e il francese Arthur Rinderknech. Sullo stesso campo, non prima delle 16:10, spazio all’incontro del singolare femminile tra Aryna Sabalenka e la lettone Jelena Ostapenko. L’ultimo match sarà quello tra il numero 3 del tabellone Felix Auger-Aliassime e l’americano Michael Zheng.
Sul campo 2 Tommy Paul proverà a rispettare i pronostici che lo vedono favorito contro il polacco Hurkacz (il match inizierà non prima delle 15:45), mentre sul campo 3 nel primo pomeriggio Medvedev affronterà il tedesco Struff. Le altre due partite in programma sono Davidovich Fokina-Fucsovics (campo 12, non prima delle 15:30) e Rafael Jodar-Shintaro Mochizuki (campo 18, nel momento in cui vi scriviamo lo spagnolo è avanti per 1 set a zero). È invece arrivato al capolinea il torneo di Joao Fonseca, sconfitto in tre set dal russo Roma Safiullin /autore fin qui di uno Slam incredibile iniziato dal primo turno delle qualificazioni, dopo aver già eliminato il connazionale Rublev e l’olandese Botic van de Zandschulp).
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Amazon progetta chip custom per dispositivi Echo e Fire TV
Durante un’intervista rilasciata a CNBC, Panos Panay (Vice Presidente della divisione hardware e servizi) ha confermato che Amazon progetterà i chip per i futuri dispositivi Echo e Fire TV. Un piccolo assaggio è arrivato con i nuovi Echo Dot Max, Studio, Show 8 e Show 11 annunciati a fine settembre 2025. L’azienda di Seattle ha inoltre avviato lo sviluppo di gadget AI.
Progettazione in collaborazione con Alchip?Fin dai primi prodotti, Amazon ha sempre utilizzato processori di terze parti, principalmente quelli di MediaTek. Nella recente Fire TV Stick HD (2026) è ad esempio presente un MediaTek MT8698D (quad core a 1,7 GHz). In alcuni Echo Show ci sono invece chip di Amlogic.
I nuovi Echo Dot Max, Studio, Show 8 e Show 11 integrano i chip AZ3 e AZ3 Pro. Come si può intuire dal nome sono stati progettati da Amazon. Possono eseguire i modelli AI direttamente sul dispositivo, senza accesso al cloud. Ciò permette di velocizzare le risposte di Alexa+ (disponibile in Italia da metà aprile) e di garantire una maggiore privacy.
Panos Panay ha confermato che i chip custom verranno utilizzati per i futuri dispositivi (insieme a quelli di terze parti, tra cui Qualcomm). Non solo Echo, ma anche Fire TV, Kindle, Blink e Ring. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, Amazon collaborerà con Alchip. L’azienda di Seattle seguirà quindi la strategia di Apple per ottenere una stretta integrazione tra hardware e software.
Su alcuni dei dispositivi più critici al momento, la nostra attenzione è rivolta ai chip end-to-end perché, se si desidera davvero quella connessione hardware e software, e se vogliamo offrire alle persone questa esperienza ambientale in casa nel modo più sicuro possibile, dobbiamo assolutamente pensare all’integrazione end-to-end dell’hardware.
Panay ha inoltre confermato che sono in sviluppo diversi gadget AI. È stata già stabilita una roadmap, quindi il lancio sul mercato potrebbe avvenire entro fine 2026. Non ha fornito nessun dettaglio, ma sembra che non avranno né schermo, né app. Gli utenti interagiranno solo con Alexa+.
Un robot da 8.000 dollari piega i vestiti e pulisce casa
Il sogno di chi odia piegare il bucato ha un prezzo: 7.999 dollari. O 449 dollari al mese in abbonamento. Si chiama Isaac-1, lo produce l’americana Weave Robotics, e fa le faccende domestiche, come raccogliere i vestiti sporchi, svuotare i cesti della biancheria, piegare e riporre il bucato, rifare i letti, rimettere cuscini e coperte al loro posto, raccogliere giocattoli, scarpe e oggetti sparsi per la casa.
Si muove su ruote e lavora in autonomia. Quando non riesce a completare un compito, un teleoperatore umano prende il controllo a distanza per finirlo.
Cosa fa il robot Isaac-1Isaac-1 è un assistente domestico pensato per mantenere la casa in ordine. Le funzionalità disponibili al debutto rappresentano solo il punto di partenza: l’azienda prevede di aggiungerne altre tramite aggiornamenti software, fino ad arrivare a gestire anche l’intero ciclo del bucato, dal caricamento della lavatrice allo svuotamento dell’asciugatrice.
Il proprietario controlla Isaac-1 da un’app mobile, dove può richiedere o programmare compiti. Per le faccende quotidiane di base, il robot lavora autonomamente. Per i compiti più complessi o quando qualcosa va storto, un teleoperatore umano prende il controllo per garantire che il lavoro venga completato.
È un approccio ibrido e pragmatico. I robot completamente autonomi nelle case sono ancora lontani dal funzionare in modo affidabile. Un teleoperatore che interviene quando serve è il compromesso da accettare.
Disponibilità e prezziI preordini sono già aperti, al prezzo di 7.999 dollari o 449 dollari al mese in abbonamento. Le consegne inizieranno negli USA questo autunno.
Il mercato dei robot domestici sta prendendo sempre più forma. Genesis AI, la startup francese finanziata dall’ex CEO di Google Eric Schmidt, prepara Eno, il robot senza testa, destinato prima alle fabbriche e poi alle case. Amazon ha Proteus nei magazzini. A Hong Kong, il robot Xiao Gai gestisce un negozio da solo.
Isaac-1 è tra i primi a puntare direttamente al consumatore domestico con un prodotto preordinabile e un prezzo, caro, ma concreto. La domanda è se 8.000 dollari per un robot che piega il bucato e rifà il letto siano un investimento o un lusso. Per una famiglia con due genitori che lavorano e tre figli che lasciano calzini ovunque, la risposta potrebbe essere diversa da quella di chi vive da solo.
OpenAI vuole cedere il 5% allo Stato, Google e Meta potrebbero seguire
È una proposta che lascia a bocca aperta. Secondo le informazioni del Financial Times, OpenAI starebbe discutendo con l’amministrazione Trump per cedere il 5% del suo capitale allo Stato americano. Sam Altman suggerisce che anche gli altri colossi del settore, come Anthropic, Google o Meta, potrebbero adottare lo stesso approccio.
OpenAI pronta a cedere miliardi al governo USA: il piano per convincere Washington sull’intelligenza artificialeL’obiettivo è prima di tutto politico. In vista della quotazione in Borsa, OpenAI cerca di rassicurare Washington, dove cresce l’attenzione dei legislatori verso i possibili effetti dell’AI: dalla perdita di posti di lavoro ai rischi per la cybersicurezza, fino all’impatto della costruzione di nuovi mega data center.
Offrendo una fetta della torta direttamente al governo, la startup spera di rimuovere questi ostacoli, guadagnarsi i favori dell’amministrazione e consolidare i propri profitti futuri.
l’AI sorvegliata specialeQuesta mano tesa alla Casa Bianca arriva in un clima particolarmente teso per l’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Pressata dal governo, infatti, OpenAI ha dovuto rinviare il lancio pubblico del suo nuovo modello, GPT-5.6. La sua grande rivale Anthropic è stata costretta a sospendere l’accesso al suo modello Fable 5 per i cittadini stranieri, per ragioni di sicurezza nazionale.
L’azienda di Sam Altman quindi, si ispira a un metodo collaudato. Di recente, Donald Trump si è mostrato molto più conciliante con il produttore di chip Intel dopo che lo Stato americano ha acquisito una partecipazione del 10% nel suo capitale. Con questa manovra finanziaria, la società spera di fare del governo un partner direttamente interessato al proprio successo economico.
Redistribuire i profitti di fronte alla minaccia dell’automazioneConcretamente, questa partecipazione del 5%, che rappresenterebbe circa 42,6 miliardi di dollari alla luce della valutazione attuale di OpenAI, non confluirebbe direttamente nelle casse dello Stato per le spese correnti. L’idea di Sam Altman è ispirarsi al Fondo Permanente dell’Alaska, un fondo sovrano alimentato dai proventi petroliferi locali che ogni anno restituisce dividendi ai propri residenti.
Applicato alla tecnologia, questo modello permetterebbe di redistribuire una parte della ricchezza generata dall’AI direttamente ai cittadini americani sotto forma di dividendo digitale. Un modo, in sostanza, per compensare l’impatto dell’automazione sul mercato del lavoro.
La proposta, per quanto ancora embrionale e subordinata a un futuro voto del Congresso, trova risonanza trasversale nel panorama politico. Sul tema c’è interesse sia tra i repubblicani sia tra i democratici. Donald Trump ha più volte parlato della necessità di far partecipare gli americani ai profitti dell’intelligenza artificiale. Bernie Sanders è d’accordo sul principio, ma propone una soluzione molto più ambiziosa, invece del 5%, lo Stato dovrebbe controllare quasi il 50% delle principali aziende dell’AI.
Un silenzio opaco sul mancato addio alla carta d'identità cartacea
Tra un mese esatto, la carta d’identità cartacea avrebbe dovuto andare definitivamente in pensione, per far posto a quella elettronica (CIE). Non sarà così, nonostante quanto dichiarato più volte dalle istituzioni in modo orgoglioso, nel nome della digitalizzazione e dell’innovazione, anche con uno spot tutto AI e accento regionale (Regazzì, con questa non entri), a dire il vero un po’ cringe. Con un colpo di scena di inizio estate, nelle scorse settimane il Governo l’ha salvata, cancellando di fatto l’addio previsto per il 3 agosto. La cosa incredibile è che nessuno ne parla, non c’è una campagna informativa rivolta ai cittadini.
Perché nessuno parla della carta d’identità?Lo sappiamo perché è stato scritto in un documento pubblicato dopo il Consiglio dei Ministri del 16 giugno, lo stesso che ha imposto di accelerare gli interventi necessari a ospitare gli europei di calcio del 2032 (sì, si giocheranno in Italia e in Turchia), deciso un sostegno al calcio femminile professionistico e stabilito i requisiti di ammissione all’esame per l’esercizio della professione di biologo. Insomma, non esattamente una seduta incentrata sul documento, in cui però si è approvato anche quanto segue.
[…] per garantire l’efficacia del documento di identità, si stabilisce che le carte d’identità cartacee non ancora scadute mantengano la propria validità fino alla naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto 2026, per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi. Nelle more del rilascio della carta d’identità elettronica, i comuni potranno inoltre rilasciare un documento di identità provvisorio.
Tradotto: avanti fino alla naturale scadenza della carta d’identità cartacea, solo successivamente il passaggio a CIE diventerà obbligatorio. L’obiettivo del provvedimento è soprattutto quello di non lasciare a piedi nessuno ed evitare le code dell’ultimo momento agli sportelli comunali.
Nulla di male, potrebbe anche trattarsi di una decisione legittima e motivata, non è questo il punto, ma perché non farlo sapere? Sul sito istituzionale curato dal Ministero dell’Interno non ce n’è traccia. L’ultima notizia pubblicata risale al 25 ottobre 2024 e riguarda la disponibilità dell’accesso al portale in lingua tedesca. Forse, il cambiamento avrebbe meritato almeno un aggiornamento.
Tocca spiegare al buttafuori dello spot AI che il regazzì potrà continuare a entrare in discoteca con la sua carta d’identità cartacea, al dipendente dell’ufficio pubblico che il documento è ancora valido e non può più rimbalzare la signora allo sportello. Il cambiamento da comunicare, a tutti gli effetti un dietrofront, non è però spendibile come spinta verso la digitalizzazione e l’innovazione. Sarà mica per quello che c’è tutto questo silenzio?
Meta Watermelon avrà prestazioni simili a quelle di GPT-5.5
Meta continua a rincorrere i concorrenti con il lancio di nuovi modelli AI. Alexandr Wang, responsabile dei Superintelligence Labs, ha comunicato ai dipendenti che Watermelon avrà prestazioni simili a quelle di GPT-5.5 (OpenAI) e nettamente superiori a quelle di Avocado, nome in codice di Muse Spark. Secondo Reuters, Mark Zuckerberg avrebbe evidenziato che lo sviluppo degli agenti AI procede troppo a rilento.
Watermelon molto più potente di AvocadoCome è noto, Meta aveva sviluppato i modelli Llama 4 per cercare di ridurre il gap dai principali rivali. Il piano è miseramente fallito, in quanto le prestazioni erano molto inferiori. La versione più potente (Behemoth) non è mai stata rilasciata perché i concorrenti avevano già annunciato modelli superiori. Mark Zuckerberg ha quindi deciso di spendere diversi miliardi di dollari per assumere i migliori ricercatori e creare i Superintelligence Labs guidati dal 29enne Alexandr Wang.
Il primo modello è Muse Spark (nome in codice Avocado) che, all’inizio di aprile, superava Claude Opus 4.6 (Anthropic), Gemini 3.1 Pro (Google), GPT-5.4 (OpenAI) e Grok 4.2 (xAI) in numerosi compiti. È la versione più piccola della serie, quindi sono in sviluppo modelli più grandi e potenti. Uno di essi è Watermelon.
Durante un meeting con i dipendenti, Wang ha comunicato che l’addestramento è ancora in corso, ma offrirà prestazioni nettamente superiori a Muse Spark e simili a quelle di GPT-5.5 (il nuovo GPT-5.6 non è disponibile al pubblico) nell’esecuzione di alcuni compiti, tra cui scrittura di codice e capacità agentiche, come sottolineato con un post su X.
Nonostante gli enormi investimenti in chip, data center e talenti (fino a 145 miliardi di dollari in infrastrutture AI solo nel 2026), Meta non ha ancora raggiunto i due principali leader del mercato (OpenAI e Anthropic). Durante lo stesso meeting, Mark Zuckerberg avrebbe evidenziato i ritardi nello sviluppo degli agenti AI. Wang ha smentito affermando che il CEO si riferiva ai progressi del settore in generale.