Equo compenso agli editori: AGCOM vince, Meta perde
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha stabilito che gli editori hanno diritto ad un equo compenso per l’uso delle pubblicazioni giornalistiche da parte delle piattaforme online. Sono quindi legittime le eventuali sanzioni imposte da AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per l’uso dei contenuti senza consenso. Meta perde quindi il ricorso presentato al TAR del Lazio nel 2023.
Equo compenso italiano compatibile con diritto UECon il decreto legislativo n. 177 dell’8 novembre 2021 (in vigore dal 12 dicembre 2021) è stata recepita in Italia la direttiva UE 2019/790 sul diritto d’autore. AGCOM ha successivamente approvato il regolamento che stabilisce i criteri per il calcolo dell’equo compenso che le piattaforme online devono versare agli editori per i contenuti pubblicati.
Meta aveva vinto il ricorso presentato al TAR del Lazio, ottenendo la sospensione del regolamento (successivamente annullata dal Consiglio di Stato). Il tribunale amministrativo aveva però chiesto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea se il regolamento fosse compatibile con il diritto UE, in particolare con la libertà d’impresa garantita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
La CGUE ha stabilito che il diritto degli editori a ricevere un equo compenso è ammissibile, a condizione che tale remunerazione costituisca il corrispettivo economico per l’uso dei contenuti da parte delle piattaforme online. Gli editori possono negare l’autorizzazione o concederla a titolo gratuito. Non può essere però imposto alcun pagamento se le pubblicazioni non vengono utilizzate.
Sono inoltre ammissibili gli obblighi imposti da AGCOM di avviare trattative con gli editori (senza limitare la visibilità dei contenuti durante tale periodo) e di fornire i dati necessari per il calcolo della remunerazione. È infine compatibile con il diritto UE il potere sanzionatorio di AGCOM. FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) ha espresso grande soddisfazione per la sentenza della CGUE.
In Cina spopola app AI per chattare con l'ex dopo la rottura
C’è una nuova fase del lutto sentimentale che sta prendendo piede in Cina, e non è scritta in nessun manuale di psicologia. Si chiude una storia, si versano le lacrime di rito, si svuota il cassetto delle felpe lasciate a casa. Poi, invece di buttare tutto e cambiare numero di telefono, si apre un’app e si ricostruisce digitalmente la persona appena uscita di scena. Lo stesso tono, gli stessi modi di dire, gli stessi tic.
Cina, l’app AI che imita l’ex per superare la rotturaIl software al centro di questa moda, secondo quanto racconta il South China Morning Post, si chiama Ex-partner.skill. L’utente fornisce alla piattaforma gli storici delle conversazioni su WeChat o altre app di messaggistica, i post pubblicati sui social, le fotografie, la descrizione della personalità. Si possono aggiungere ricordi specifici, dettagli che servono a calibrare la voce e il carattere del clone.
Da quel materiale, l’intelligenza artificiale impasta un’imitazione plausibile. Il risultato è una versione conversazionale dell’ex che chatta usando le stesse strutture linguistiche, gli stessi schemi di pensiero, le stesse cadenze di una persona che fino a poco prima esisteva in carne e ossa. Non è una clonazione perfetta, perché nessun modello generativo può davvero entrare nella testa di qualcuno. Ma per chi ha frequentato a lungo quella persona, l’illusione regge.
Le storie che fanno discutere il PaeseI racconti raccolti dal quotidiano di Hong Kong descrivono una galleria di reazioni umane sorprendentemente variegate. C’è il ragazzo che ha passato un’intera notte a costruire la versione AI della sua ex fidanzata, programmandola pezzo per pezzo, e che ha dichiarato di sentirsi meglio dopo l’operazione.
Più interessante, sul piano psicologico, è il caso di chi attraverso le conversazioni con l’ex sintetico è arrivato a una piccola epifania. Riascoltando se stesso parlare con quella riproduzione algoritmica, l’utente si è reso conto che la relazione non era stata bella come sembrava. Una specie di terapia retrospettiva, dove l’AI serve a smontare le idealizzazioni che il dolore amplifica sempre.
Caso ancora più sorprendente, una donna ha finito per rompere anche con la versione AI dell’ex. Sì, ha chiuso digitalmente la stessa storia che aveva già chiuso nella realtà. E, a quanto pare, l’operazione l’ha aiutata a voltare pagina più rapidamente di quanto sarebbe accaduto senza quel passaggio supplementare.
Il confine sottile tra elaborazione del dolore e dipendenza emotivaMa restano delle questioni in sospeso. La prima è etica. Costruire la replica digitale di una persona reale usando conversazioni private senza il suo consenso non è un’applicazione innocua dell’AI. Quelle parole scambiate al telefono in un momento di intimità non erano state pronunciate per finire dentro un dataset di addestramento. La sensazione di violazione, se l’ex venisse a saperlo, sarebbe più che giustificata.
C’è anche un risvolto legale. L’uso di chat private e foto per generare contenuti che imitano una persona identificabile potrebbe ricadere sotto le normative sulla protezione dei dati personali, sull’immagine, e in qualche caso perfino sulla diffamazione, qualora il modello producesse frasi inventate ma plausibili. Il fatto che il fenomeno stia esplodendo in Cina, dove il quadro normativo è strutturato diversamente, non significa che la stessa pratica filtrerebbe pacificamente attraverso il GDPR.
Poi c’è la questione psicologica. Parlare con una versione AI dell’ex può effettivamente aiutare a elaborare, come raccontano alcuni utenti. Ma può anche alimentare un’illusione di prossimità che ritarda il distacco vero, prolunga il rimpianto, sostituisce il lavoro di lutto con una sostituzione comoda.
OpenAI GPT-5.5-Cyber accessibile alla Commissione UE
La Commissione europea ha chiesto e ottenuto l’accesso a GPT-5.5-Cyber, l’ultimo modello di OpenAI che può essere utilizzato per la ricerca delle vulnerabilità nei software. Nessuna risposta è arrivata invece da Anthropic per l’accesso a Claude Mythos, attualmente riservato quasi esclusivamente a governo, organizzazioni e aziende statunitensi.
Le autorità europee possono testare GPT-5.5-CyberOpenAI ha annunciato GPT-5.5-Cyber il 7 maggio, a distanza di tre settimane dalla precedente versione. L’accesso è riservato a partner selezionati attraverso il programma Trusted Access for Cyber. Questo “filtro” è necessario considerata la potenza del modello e l’eventuale abuso in caso di rilascio pubblico.
Il portavoce della Commissione europea (Thomas Regnier) ha confermato che OpenAI permetterà l’accesso al modello alle istituzioni europee, oltre a governi e aziende.
Accogliamo con favore la trasparenza di OpenAI e la sua intenzione di dare alla Commissione accesso al nuovo modello. Questo ci permetterà di seguire da vicino l’implementazione del modello e di affrontare le preoccupazioni in materia di sicurezza.
Ulteriori colloqui sono previsti questa settimana. Il portavoce ha confermato che è stata inviata anche una richiesta ad Anthropic. Ci sono stati quattro-cinque incontri con i rappresentanti dell’azienda guidata da Dario Amodei, ma al momento non ci sono risposte (positive o negative) sull’accesso a Claude Mythos.
Secondo Euroactiv, tra le aziende europee ci sono Deutsche Telekom, Telefonica e BBVA. OpenAI ha annunciato ieri l’iniziativa Daybreak, simile a Project Glasswing di Anthropic, che prevede l’integrazione tra GPT-5.5-Cyber e Codex Security, agente AI specializzato nella ricerca delle vulnerabilità.
La Commissione europea non ha fornito dettagli sull’uso di GPT-5.5-Cyber. Quasi certamente servirà per cercare e risolvere i bug nei software installati sui sistemi interni. All’inizio di febbraio è avvenuta un’intrusione nell’infrastruttura centrale che gestisce i dispositivi mobili, probabilmente sfruttando le vulnerabilità zero-day di Ivanti Endpoint Manager Mobile.
Basta compiacenza, il prompt che rende l'AI finalmente utile
Il problema dell’intelligenza artificiale è che è troppo gentile, e non in senso buono. Dà ragione anche quando non dovrebbe, ad esempio quando si propone un’idea mediocre e la definisce interessante, anche se non lo è affatto. Oppure si presenta un progetto pieno di falle e suggerisce come migliorarlo, senza dire che forse andava ripensato da zero.
È una trappola confortevole, l’AI fa sentire intelligenti, preparati, a buon punto. Ma sentirsi sulla strada giusta e esserlo sono due cose completamente diverse. E un assistente che dice sempre quello che si vuole sentire non è veramente utile. Ecco come cambiare radicalmente la qualità delle conversazioni con l’AI, dandole il permesso esplicito di non essere d’accordo.
Il prompt che disattiva la compiacenza dell’AIPrompt da provare: Comportati come un critico riflessivo, non come qualcuno che cerca di compiacermi. Se il mio ragionamento è debole, incompleto o distorto, dimmelo direttamente e spiega perché.
Una frase. Nessuna struttura complessa, solo un’istruzione chiara che cambia il tono dell’intera conversazione. Il prompt, invece di rinforzare automaticamente le proprie idee, l’AI inizia a mettere in discussione le ipotesi, a individuare falle logiche, a segnalare elementi mancanti e mettere in luce possibili pregiudizi emotivi, e far emergere rischi che non erano stati considerati. Non diventa ostile, piuttosto onesta, ed è una qualità preziosa.
C’è un motivo per cui l’AI è così compiacente, e non è solo una scelta di progettazione. È anche colpa di come la usiamo. Basta pensare a come sono formulati la maggior parte dei prompt: Aiutami a migliorare questa idea., oppure Dimmi cosa ne pensi. o ancora: Ha senso questo piano?
Ciascuna di queste domande incoraggia l’AI ad essere d’accordo. Aiutami a migliorare presuppone che l’idea sia buona e vada solo perfezionata. Dimmi cosa ne pensi è quasi sempre interpretato come una richiesta di conferma che l’idea è buona. Nessuno di questi prompt invita esplicitamente alla critica, e l’AI, progettata per essere cooperativa e utile, segue la direzione implicita.
Nel momento in cui le si chiede di criticare invece che assecondare, l’AI entra in una modalità diversa. Non diventa più intelligente, semplicemente non sente più il bisogno implicito di validare quello che si sta dicendo. A quel punto il ragionamento cambia tono. Invece di sostenere automaticamente le idee di partenza, comincia a stressarle, verificandone limiti, debolezze e presupposti impliciti.
Oltre le idee: la vita quotidiana al vaglio del criticoUn esempio semplice è chiedere all’AI di analizzare un programma settimanale troppo pieno. Non un elenco casuale di cose da fare, ma quel tipo di agenda ottimistica in cui ogni ora è assegnata e tutto sembra perfettamente sotto controllo.
Con un prompt normale, l’AI tende ad assecondare il piano, ad esempio suggerisce tecniche di produttività, app per organizzarsi meglio, modi per mantenere la disciplina. In pratica, parte dal presupposto che il programma sia valido e che il problema sia solo eseguirlo meglio.
Con il prompt del critico, invece, cambia prospettiva. L’AI inizia a chiedersi se il piano abbia davvero senso. Per esempio può notare che sono previste quattro ore consecutive di concentrazione in giornate piene di interruzioni, che ogni pomeriggio richiede lo stesso livello di energia mentale, che non esiste spazio per imprevisti, pause o stanchezza, che il programma è costruito per una versione ideale di sé stessi, non per quella reale.
Qui sta il valore reale del metodo: non aiuta a fare meglio qualcosa che forse non vale la pena fare. Rimette in discussione le premesse, stressa l’idea iniziale, cerca dove potrebbe cedere nella pratica. La soluzione che viene fuori conta meno di quello che il processo rivela.
Prompt aggiuntivi per applicare il principio in contesti diversiQuesto è il mio piano per [descrivere progetto/obiettivo]. Non partire dal presupposto che sia valido. Prima dimmi se la logica complessiva regge davvero, quali punti deboli vedi e quali premesse potrebbero essere sbagliate.
Sto per prendere questa decisione: [descrivere decisione]. Comportati come il mio consulente più schietto: cosa sto sottovalutando e cosa potrebbe andare storto?
Ho presentato questa idea a diverse persone e tutti l’hanno trovata buona. Questo mi preoccupa. Comportati come l’unica persona nella stanza che non è convinta e spiegami perché.
Quest’ultimo prompt è particolarmente potente, il consenso unanime su un’idea non è necessariamente un buon segno. Spesso significa solo che nessuno ha avuto la voglia o il coraggio di fare l’avvocato del diavolo. L’AI, a cui non importa essere popolare, è perfetta per quel ruolo.
Il disaccordo è il vero valore dell’AII modelli linguistici sono ottimizzati per essere utili, cooperativi e piacevoli da usare. Il problema è che “piacevole” e “utile” non sempre coincidono. A volte, nel tentativo di essere utili finiscono per diventare eccessivamente accomodanti, confermano intuizioni fragili, ed evitano il conflitto.
Basta però introdurre un po’ di spirito critico e la conversazione cambia completamente tono. L’AI smette di fare il tifo per l’utente e inizia ad analizzare davvero.
La differenza si vede bene con alcuni esempi pratici. Se qualcuno scrive: Sto pensando di lasciare il lavoro e aprire un bar. Dammi idee per farlo funzionare.
l’AI tenderà naturalmente a entrare in modalità collaborativa: branding, marketing, arredamento, strategie social. Parte dal presupposto che l’idea sia buona e fa di tutto per migliorarla.
Ma basta cambiare impostazione: Analizza questa idea come farebbe uno scettico. Perché potrebbe essere una pessima decisione?
E il tono cambia immediatamente. L’AI inizia a parlare di margini bassi, costi fissi elevati, saturazione del mercato, stress operativo e il rischio di sottovalutare quanto sia diversa la gestione di un locale rispetto all’idea romantica di aprire un bar.
Oppure ancora: Ho scritto questo articolo. Miglioralo. porta spesso a modifiche stilistiche leggere e incoraggiamento generale.
Mentre: Leggi questo articolo come farebbe un lettore ostile o annoiato. Dove perde credibilità? Dove rischia di sembrare superficiale? produce un’analisi molto più utile: passaggi poco chiari, argomenti deboli, ripetizioni, tono eccessivamente enfatico.
Il punto non è rendere l’AI più aggressiva. È smettere di trattarla come una macchina che deve confermare automaticamente ciò che pensiamo.
Social media: legge UE per vietare l'accesso ai minori?
La Commissione europea potrebbe presentare entro l’estate una proposta di legge che introduce il divieto di acceso ai social media per i minori. L’anticipazione è arrivata dalla Presidente Ursula von der Leyen durante un summit a Copenaghen. Arriverà anche una legge specifica sui design che creano dipendenza, un problema già affrontato con il Digital Services Act.
Ban per i minori e verifica dell’etàDurante il suo intervento, la Presidente della Commissione europea ha parlato dei pericoli derivanti dall’uso dei social media. Tra le possibili conseguenze per gli adolescenti e minori in generale ci sono privazione del sonno, depressione, ansia, autolesionismo, comportamenti di dipendenza, cyberbullismo, adescamento, sfruttamento e suicidio. I rischi vengono amplificati con l’uso dell’intelligenza artificiale.
Secondo Ursula von der Leyen, ciò deriva dal business model delle aziende che considerano i minori come una merce. Le interfacce e le funzionalità sono state sviluppate per creare dipendenza e quindi per ottenere maggiori profitti. La Presidente ha citato le indagini in corso su TikTok, Instagram, Facebook e X per la violazione del Digital Services Act.
La Commissione europea ha istituito un gruppo di esperti sulla sicurezza dei minori online per ricevere consulenza. In base ai risultati ottenuti potrebbe essere presentata una proposta di legge entro l’estate per vietare l’accesso ai social media. Non è stata ancora decisa l’età minima, ma verrà presa come riferimento la legge australiana (divieto per i minori di 16 anni). La legge dovrebbe quindi mettere d’accordo i paesi che vogliono introdurre un ban, tra cui Austria, Danimarca, Francia, Germania, Spagna, Norvegia, Portogallo e Italia.
La Presidente ha ricordato che sarà presto disponibile un’app per la verifica dell’età (in Italia tramite IT-Wallet). Recentemente è stato suggerito di introdurre anche il ban per le VPN, in quanto permettono di aggirare la verifica.
Il divieto di sviluppare interfacce che creano dipendenza (scrolling infinito, riproduzione automatica, notifiche push) verrà incluso nel Digital Fairness Act, atteso entro fine 2026. È in pratica una legge pensata come “approfondimento” di alcune disposizioni contenute nel Digital Services Act.
Gemini su Google Home smette di fare il moralista sui cocktail...
Per mesi chi chiedeva a Google Nest Hub la ricetta di un margarita si beccava un bel due di picche. Ora Mountain View ha allentato la presa, e Gemini per Google Home ha finalmente accettato l’idea che gli adulti possano farsi un cocktail senza chiedere il permesso a un algoritmo…
Gemini su Google Home: meno censura e risposte più rapideBig G ha fatto retromarcia sulla pagina di supporto di Google Home. Gli adulti, scrive l’azienda, sperimenteranno ora una maggiore disponibilità per le query generali, incluse ricette per bevande soggette a restrizioni di età. In pratica, chi è maggiorenne e vuole sapere come si prepara una margarita, finalmente Gemini lo dirà senza far sentire come un adolescente sorpreso a frugare nel mobile bar di famiglia. I filtri erano stati impostati pensando ai minori, e nell’incertezza venivano applicati a tutti.
Per chi avesse provato la richiesta dopo l’aggiornamento e si fosse trovato comunque davanti al muro, Google fornisce un piccolo decalogo di controllo. Bisogna verificare le impostazioni del Parental Control e i filtri sulle risposte di Gemini for Home, entrambi configurabili dentro l’app Google Home. Insomma, la rete di sicurezza esiste ancora, ma adesso è personalizzabile in base a chi vive in casa e a chi si rivolge al dispositivo. Una scelta più matura.
Il pollice in su e in giùL’altra novità interessante riguarda il feedback. Sui display intelligenti compariranno due piccoli pulsanti dopo la maggior parte delle interazioni vocali, uno con il pollice verso l’alto e uno con il pollice verso il basso. Google dice che le risposte raccolte serviranno a capire cosa migliorare, formula classica che non promette nulla ma lascia intendere che l’azienda voglia raccogliere finalmente segnali strutturati su cosa funziona e cosa no.
La tata diventa riconoscibile dal nomeCon l’aggiornamento arriva anche il riconoscimento personalizzato. Si può ora dire a Gemini che la propria tata si chiama Alice. Da quel momento in poi, quando si chiederà se è arrivata la tata, oppure se è arrivata Alice, l’assistente cercherà un volto familiare nei filmati delle telecamere di sicurezza domestiche e fornirà la risposta. Una piccola comodità.
L’altra funzione che sembra rubata a un film di fantascienza è Home Brief. Si torna a casa dopo una giornata fuori, si chiede a Gemini un riassunto rapido di quello che è successo, e l’assistente racconta. Ad esempio, che il cane ha abbaiato per dieci minuti alle tre del pomeriggio, il corriere ha lasciato un pacco alle quattro e mezza, qualcuno ha suonato il campanello senza ricevere risposta. Tutto compresso in una specie di telegiornale domestico personalizzato.
Le sveglie partono prima, finalmenteChiude l’elenco un miglioramento minore, ma probabilmente quello che gli utenti apprezzeranno di più nella vita quotidiana, l’impostazione delle sveglie. Gemini risponde più velocemente, riducendo i tempi di attesa e l’esigenza di ripetere il comando una seconda volta.
Kindle Scribe Colorsoft arriva a sorpresa: è il primo a colori
Il nuovo Kindle Scribe Colorsoft è arrivato a sorpresa nel catalogo di Amazon. È il primo modello della gamma Kindle Scribe dotato di uno schermo a colori, più precisamente di un display da 11 pollici con effetto carta, luce frontale e supporto per la scrittura e il disegno a mano libera.
[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0FC1RMLVN” program=”Amazon” format_id=”70″]Compra il Kindle Scribe a colori[/parse_button]
È arrivato Amazon Kindle Scribe ColorsoftIl pannello utilizza una tecnologia a base di ossidi per riprodurre colori ad alto contrasto, non affaticando gli occhi e senza sfarfallii durante le interazioni. Dalla scheda tecnica apprendiamo che ha una superficie testurizzata e reattività ultra-rapida, regolazione automatica della luminosità e della tonalità a seconda dell’ambiente, taccuino con strumenti di intelligenza artificiale per trova le informazioni, generare riepiloghi, ottimizzare i testi e convertire le note. Non manca poi la possibilità di importare i documenti da Google Drive e Microsoft OneDrive, così come di esportarli su OneNote.
È già in vendita al prezzo di 649,99 euro nella versione con 32 GB di memoria interna, scocca color Grafite e penna Premium inclusa. Quella da 64 GB è proposta invece a 699,99 euro anche nella tinta Porpora. Si tratta di un preordine, le spedizioni inizieranno il 10 giugno.
[parse_card link=”https://www.amazon.it/dp/B0FC1RMLVN?tag=hdblit-21&linkCode=ogi&th=1&psc=1″ program=”amazon” format_id=”4600″]Amazon Kindle Scribe Colorsoft 32 GB (ultimo modello) — Schermo a colori da 11’’, effetto carta, luce frontale — Sottile, leggero, potente — Scrivi nel taccuino, nei documenti e nei libri – Grafite[/parse_card]
Non è l’unica novità annunciata da Amazon. C’è anche l’evoluzione del Kindle Scribe, proposto con e senza luce frontale. I passi in avanti rispetto ai modelli precedenti riguardano il design (5,4 millimetri di spessore, 400 grammi di peso), una velocità aumentata del 40% nella scrittura e nel cambio pagina oltre allo schermo antiriflesso più ampio che raggiunge gli 11 pollici.
Ecco di seguito tutte le versioni proposte.
- Kindle Scribe da 16 GB senza luce frontale a 449,99 euro;
- Kindle Scribe da 32 GB con luce frontale a 519,99 euro;
- Kindle Scribe da 64 GB con luce frontale a 569,99 euro.
Stanno vendendo su eBay il film rubato di Avatar
Il mese scorso, un utente ha condiviso su X un post in cui affermava di aver ricevuto via email un film d’animazione collegato alla saga di Avatar, in versione integrale. Per errore, secondo lui. Ha pubblicato anche due clip a supporto di quanto affermato. Di lì a poco si è scoperto che si trattava di The Legend of Aang: The Last Airbender, prima pellicola di una trilogia. Un progetto mai mostrato in via ufficiale, ma ben presto finito online con il più classico dei leak.
Blu-ray masterizzati con il film leaked di AvatarNe scriviamo oggi perché su eBay sono comparse parecchie copie in vendita su Blu-ray, come segnalato per prima dalla redazione di Gizmodo. Trovarle non è difficile: ci è bastato fare una ricerca sul marketplace indicando il titolo e sono comparse. A confermare che non sono inserzioni autorizzate il fatto che la consegna è prevista entro pochi giorni, mentre l’uscita è prevista da Paramount per il 9 ottobre, in streaming sulla piattaforma P+.
A proporle sono venditori prevalentemente asiatici (Cina e Hong Kong), ma anche alcuni europei (Germania, Regno Unito), che hanno già generato diversi acquisti. Si tratta quasi certamente di chi ha scaricato il file diffuso sui circuiti peer-to-peer e lo ha masterizzato su disco, pensando poi che fosse una buona idea caricarlo sul marketplace per farci qualche soldo. È a tutti gli effetti pirateria, per di più a scopo di lucro, si può andare incontro a conseguenze anche parecchio gravi.
Nemmeno l’illustrazione sulla copertina è tratta da una fonte ufficiale: è quella stampata su una t-shirt messa in vendita da Target. Ecco tutto ciò che sappiamo sulla trama, come riportato nella scheda di IMDb.
Segue Aang e i suoi amici ora da giovani adulti diversi anni dopo gli eventi del finale di Avatar: The Last Airbender.
Violazione della privacy: General Motors paga 13 milioni
General Motors ha accettato di pagare 12,75 milioni di dollari allo Stato della California per la violazione della legge sulla privacy (Consumer Privacy Act) e quella sulle pratiche anticoncorrenziali (Unfair Competition Law). L’azienda di Detroit ha raccolto e venduto i dati di migliaia di automobilisti. A metà gennaio, la FTC ha vietato la condivisione delle informazioni senza consenso.
Il servizio OnStar raccoglie troppi datiLa California Privacy Protection Agency aveva avviato un’indagine nel 2023 sulla raccolta dei dati con i servizi di connettività delle automobili. Circa un anno dopo, il New York Times ha scoperto che diversi produttori, incluso General Motors, vendono questi dati alle compagnie di assicurazione che li usano per modificare i prezzi delle polizze.
L’autorità californiana ha determinato che i guidatori dello Stato non hanno ricevuto aumenti, in quanto la vendita dei dati alle compagnie di assicurazione è vietato dalle leggi locali. Ha invece accertato la vendita di alcuni dati (nomi, informazioni di contatto, posizione geografica e comportamenti di guida) a due data broker (Verisk Analytics e LexisNexis Risk Solutions).
Questi dati sono stati raccolti attraverso il sistema Smart Driver di OnStar. General Motors ha ottenuto un guadagno di circa 20 milioni di dollari tra il 2020 e il 2024. Gli abbonati OnStar non sono stati informati e la raccolta è avvenuta senza il loro consenso.
General Motors eviterà il processo con il pagamento di 12,75 milioni di dollari. Non deve inoltre vendere i dati per cinque anni e deve cancellare quelli già raccolti entro 180 giorni. La raccolta, uso e vendita dovrà avvenire solo con il consenso degli utenti.
Un portavoce di General Motors ha dichiarato:
Questo accordo riguarda Smart Driver, un prodotto che abbiamo dismesso nel 2024, e rafforza le misure che abbiamo adottato per migliorare le nostre pratiche in materia di privacy. La connettività dei veicoli è fondamentale per un’esperienza di guida moderna e sicura, ed è per questo che ci impegniamo a essere chiari e trasparenti con i nostri clienti riguardo alle nostre pratiche e alle scelte e al controllo che hanno sulle proprie informazioni.
A fine ottobre 2025, l’azienda di Detroit ha integrato Gemini nella piattaforma OnStar. L’esperienza viene personalizzata con la raccolta dei dati, per i quali deve essere chiesto un permesso esplicito.
La proposta non è credibile: eBay ha rifiutato l'offerta di GameStop
Una settimana dopo aver confermato la ricezione dell’offerta, eBay l’ha rifiutata: il marketplace non passerà sotto il controllo di GameStop, almeno non alle condizioni stabilite. Il gigante del gaming (che in Italia sta scomparendo) ha messo sul tavolo 56 miliardi di dollari per portare a termine un’operazione che la controparte ha definito né credibile né interessante.
eBay ha rifiutato l’offerta di GameStopeBay ha pubblicato la lettera rivolta dal proprio consiglio di amministrazione a Ryan Cohen, CEO di GameStop. È un messaggio che lascia da parte la diplomazia per rispedire la proposta al mittente e porre l’accento su cosa non convince: il futuro dell’azienda come entità indipendente a seguito dell’eventuale acquisizione, l’incertezza relativa al finanziamento, l’impatto su crescita e redditività a lungo termine, rischi operativi, struttura di leadership e governance. Insomma, un colabrodo.
eBay è un’azienda solida e resiliente che ha conseguito risultati significativi negli ultimi anni. Abbiamo affinato la nostra strategia, rafforzato l’efficienza operativa, migliorato il nostro marketplace e l’esperienza dei venditori e costantemente restituito capitale agli azionisti.
Se questo spiega perché l’offerta non è stata ritenuta interessante, la sua credibilità è stata messa in discussione a causa della base finanziaria su cui poggia: di quei 56 miliardi, 20 sarebbero arrivati da un prestito, mentre il resto non è dato a sapere da dove.
Non c’è bisogno di una nuova proprietàInsomma, i vertici di eBay non avvertono la necessità di una cessione per continuare a crescere. Dopo aver ritrovato il proprio focus (iniziative come quella degli NFT hanno rappresentato una parentesi) e lanciato nuove iniziative come quella dedicata allo shopping live, la piattaforma sembra aver ben chiaro cosa fare per garantire un futuro di sostenibilità al proprio business.
Al momento il marketplace può contare su 136 milioni di utenti a livello globale, per un giro d’affari che si attesta intorno agli 80 miliardi di dollari su base annuale. Lo scorso anno ha generato 11,6 miliardi di dollari dalle commissioni applicate alle vendite e alle transazioni economiche.
Lotus torna al motore endotermico, sconfitta per le auto elettriche?
Sono trascorsi solo poco più di due anni da quando Lotus ha annunciato l’intenzione di concentrarsi solo ed esclusivamente sulle auto elettriche. Oggi, presentando la strategia Focus 2030, il produttore fa un incredibile dietrofront (retromarcia) e torna a prevedere la dotazione di un motore endotermico sui nuovi modelli in arrivo. A imporlo sono stati i risultati in termini di vendite e le condizioni di un mercato in costante evoluzione.
Si cambia idea: non più solo EV per LotusLe vetture lanciate da qui in avanti saranno perlopiù ibride, equipaggiate con la tecnologia Hybrid-X, a partire dalla supercar Type 135 che dovrebbe debuttare nel corso del 2028. È quella raffigurata nell’immagine teaser che apre questo articolo: monterà un V8 e avrà sotto il cofano 986 cavalli di potenza. La produzione dovrebbe avvenire in Europa.
È vero che il marchio britannico (sotto il controllo della cinese Geely) si rivolge a un target ben specifico, ma la scelta di tornare sui suoi passi non può che stimolare una discussione sul mercato EV, sul suo stato di salute. La decisione è dettata dall’esigenza di incrementare i ritmi di vendita, fortemente al di sotto delle aspettative rispetto alle previsioni formulate intorno al 2020: invece di arrivare a distribuire 150.000 veicoli all’anno, il contatore si è fermato sotto le 10.000 e ora l’intenzione è quella di riportarlo almeno intorno a 30.000.
Puntare esclusivamente sull’elettrico non ha pagato. A proposito della supercar con motore V8, il lancio della Type 135 rientra nella visione delineaa da Qingfeng Feng. Il CEO fa riferimento alla filosofia del fondatore Colin Chapman.
Lotus è nata dallo spirito ribelle di Colin Chapman e questo spirito non è andato perduto. Focus 2030 riavvierà sia il marchio che l’azienda per rimanere fedeli al nostro DNA. Siamo ossessionati dall’ingegneria, dalle prestazioni e dalla costruzione di auto per veri appassionati di guida ed è questo che farà crescere l’azienda.
Netflix spia gli utenti e vende i dati: denuncia in Texas
Il Procuratore Generale del Texas (Ken Paxton) ha presentato una denuncia contro Netflix per violazione del Deceptive Trade Practices Act (DTPA). L’azienda californiana è stata accusata di spiare i cittadini, inclusi i minori, in quando raccoglie i loro dati senza consenso. Le informazioni su preferenze e abitudini degli utenti verrebbero inoltre vendute a data broker e inserzionisti pubblicitari.
Quando guardi Netflix, Netflix guarda teNella denuncia è scritto che Netflix ha sottolineato per anni la principale differenza rispetto a Google, Facebook e Amazon. L’azienda californiana non raccoglie e condivide i dati degli utenti, non traccia le loro attività e non mostra annunci pubblicitari. I genitori possono anche creare profili per i figli con età inferiore a 12 anni.
Secondo il Procuratore Generale del Texas, Netflix ha invece sviluppato un programma di sorveglianza su larga scala. Nel 2022 ha inoltre introdotto il piano di abbonamento con pubblicità. L’azienda registra e monetizza miliardi di eventi comportamentali e traccia le abitudini di visione degli utenti, le loro preferenze, i dispositivi utilizzati, le reti domestiche e l’utilizzo delle app. Questo tracciamento si applica non solo agli account degli adulti, ma anche ai profili dei bambini.
Le informazioni raccolte vengono vendute a data broker (come Experian e Acxiom) e inserzionisti. Ciò permette di guadagnare miliardi di dollari ogni anno. Il Procuratore afferma inoltre che la piattaforma è stata progettata per creare dipendenza. Ad esempio, la funzionalità di riproduzione automatica crea un flusso continuo di contenuti, pensato per tenere incollati allo schermo gli utenti, compresi i bambini, per lunghi periodi di tempo.
Netflix avrebbe quindi violato il Deceptive Trade Practices Act. Il Procuratore chiede l’avvio di un processo, un risarcimento di 10.000 dollari per ogni violazione e un’ingiunzione per imporre la cancellazione dei dati raccolti e il blocco di raccolta, condivisione e vendita dei dati, oltre alla disattivazione della riproduzione automatica.
Un portavoce di Netflix ha dichiarato:
La causa intentata dal Procuratore Generale è priva di fondamento e si basa su informazioni inaccurate e distorte. Netflix prende sul serio la privacy dei suoi abbonati e si conforma alle leggi sulla privacy e sulla protezione dei dati in tutti i luoghi in cui opera. Non vediamo l’ora di rispondere alle accuse del Procuratore Generale in tribunale e di fornire ulteriori chiarimenti sui nostri controlli parentali all’avanguardia e a misura di bambino, nonché sulle nostre pratiche trasparenti in materia di privacy.
5 smartphone bomba a prezzo da strada su eBay con coupon
Grazie a questi 5 smartphone bomba in offerta a prezzo da strada solo su eBay puoi acquistare un telefono potente senza spendere una fortuna. Sfrutta il Coupon MAG26 per ottenere l’extra sconto che ti permette di risparmiare fino a 45 euro in più sul prezzo già in promozione. E con PayPal o Klarna puoi anche decidere di pagare in tre comode rate a tasso zero.
Apple iPhone 16 128GB Blu oltremare Eccellente – Ricondizionato a soli € 566,20 con MAG26!
[parse_image link=”https://www.ebay.it/itm/277705975183?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”131045″]APPLE iPhone 16 128GB Blu oltremare Eccellente – Ricondizionato[/parse_image]
MOTOROLA RAZR 60 ULTRA 5G 512GB DUAL SIM 16GB RAM ANDROID 6.9″ a soli € 622,87 con MAG26!
[parse_image link=”https://www.ebay.it/itm/157523882349?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”131045″]MOTOROLA RAZR 60 ULTRA 5G 512GB DUAL SIM 16GB RAM ANDROID 6.9″ VODAFONE SCARAB[/parse_image]
Google Pixel 10A 5G 128GB Memoria 8GB Ram Display 6.3″ 120Hz 48Mpx Obsidian Nero a soli € 422,18 con MAG26!
[parse_image link=”https://www.ebay.it/itm/298160322255?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”131045″]Google Pixel 10A 5G 128GB Memoria 8GB Ram Display 6.3″ 120Hz 48Mpx Obsidian Nero[/parse_image]
HONOR 400 Smart Nero 256GB Memoria 8GB Ram Display 6.7″ 108Mpx 4G Velvet Black a soli € 143,16 con MAG26!
[parse_image link=”https://www.ebay.it/itm/297952021383?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”131045″]Honor 400 Smart Nero 256GB Memoria 8GB Ram Display 6.7″ 108Mpx 4G Velvet Black[/parse_image]
REALME 12 4G 512GB DISPLAY 6.67” DUAL SIM IBRIDA ANDROID 14 8GB RAM VERDE a soli € 154,64 con MAG26!
[parse_image link=”https://www.ebay.it/itm/156661327946?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”131045″]REALME 12 4G 512GB DISPLAY 6.67” DUAL SIM IBRIDA ANDROID 14 8GB RAM VERDE[/parse_image]
FlexiSpot lancia il Brand Day: scrivania E7 Pro e sedia C7 fino al 50% di sconto
A maggio tornano le promozioni FlexiSpot dedicate all’ufficio ergonomico, con sconti fino al 50% su due prodotti molto diffusi: la scrivania regolabile E7 Pro 2026 e la sedia ergonomica C7. Le offerte rientrano nel calendario del Brand Day del marchio e si sviluppano in più fasi, tra periodi di sconto diretto e buoni limitati disponibili in orari precisi. Un’occasione interessante per chi sta valutando un upgrade della propria postazione, soprattutto in vista dei mesi più intensi di lavoro o studio.
Le offerte di maggio su E7 Pro e C7La scrivania regolabile in altezza E7 Pro 2026 rappresenta una delle soluzioni più aggiornate per chi cerca flessibilità durante la giornata lavorativa. Il modello sarà disponibile con uno sconto fino al 50% nel periodo compreso tra il 20 e il 24 maggio.
Parallelamente, anche la sedia ergonomica C7 entra nel calendario promozionale con condizioni simili. In questo caso, la finestra di sconto è più ampia: la C7 sarà infatti in offerta fino al 50% dall’11 al 24 maggio.
Entrambi i prodotti si inseriscono nel segmento dell’arredo ergonomico, sempre più rilevante per chi lavora molte ore al computer, sia in ufficio sia in smart working. La combinazione tra scrivania regolabile e sedia ergonomica permette di costruire una postazione più dinamica e attenta al comfort.
Buoni sconto e Brand Day FlexiSpotOltre alle promozioni dirette sui prodotti, FlexiSpot introduce una formula aggiuntiva pensata per aumentare il risparmio. Nelle giornate del 12, 19 e 26 maggio alle ore 9:00, saranno disponibili buoni sconto del 50% validi su tutto il negozio, in quantità limitata.
Si tratta di un’opportunità interessante, soprattutto per chi è pronto ad acquistare in orari precisi e vuole ottenere il massimo vantaggio economico. La disponibilità limitata rende queste finestre particolarmente competitive.
Tutte le offerte e gli aggiornamenti sono consultabili sulla pagina ufficiale del Brand Day:
https://www.flexispot.it/brand-day
Qui gli utenti possono trovare anche eventuali aggiornamenti su disponibilità, condizioni e ulteriori iniziative legate al mese promozionale.
Perché scegliere una postazione ergonomicaNegli ultimi anni, l’attenzione verso l’ergonomia è cresciuta in modo significativo. Scrivanie regolabili come la E7 Pro permettono di alternare posizione seduta e in piedi, contribuendo a ridurre la sedentarietà. Allo stesso modo, sedie come la C7 sono progettate per supportare correttamente la postura durante le ore di lavoro.
Questo tipo di configurazione non riguarda solo il comfort, ma anche la produttività. Una postazione ben progettata può aiutare a mantenere la concentrazione più a lungo e a ridurre l’affaticamento.
Le promozioni di maggio rappresentano quindi un’occasione concreta per valutare un aggiornamento della propria postazione, approfittando di condizioni economiche più favorevoli rispetto al normale.
Guardando ai prossimi mesi, è probabile che il tema dell’ergonomia continui a essere centrale, sia per chi lavora da casa sia per le aziende che investono nel benessere dei dipendenti. Le iniziative come il Brand Day si inseriscono proprio in questo contesto, offrendo un accesso più semplice a soluzioni progettate per migliorare l’esperienza lavorativa quotidiana.
In collaborazione con Flexispot
Copilot meno invadente su Office: arriva il pulsante unico
C’è stato un periodo, nemmeno troppo lontano, significava convivere con un piccolo bombardamento visivo. Pulsanti di Microsoft Copilot disseminati ovunque, suggerimenti che spuntavano a sorpresa, finestre laterali che apparivano da sole. Microsoft sembrava convinta che l’AI dovesse essere infilata in ogni angolo disponibile dello schermo. Dopo mesi di proteste più o meno educate, però, a Redmond hanno iniziato a fare pulizia.
Microsoft semplifica Copilot su Word, Excel, PowerPoint e OutlookMicrosoft sta ripensando il modo in cui Copilot appare dentro Word, Excel, PowerPoint e le altre applicazioni Microsoft 365: meno pulsanti sparsi nell’interfaccia e più suggerimenti contestuali per accompagnare l’utente verso funzioni realmente utili.
Da oggi Copilot vive in due posti soltanto. C’è un’icona nell’angolo in basso a destra dello schermo, lì pronta ad accogliere chi vuole davvero qualcosa. E c’è un punto di ingresso contestuale che compare quando si interagisce con il contenuto, per esempio quando si seleziona un pezzo di testo.
I suggerimenti che cambiano in base a quello che si faLa novità più curiosa è quella dei suggerimenti proattivi. Passando il mouse sopra il bottone Copilot o usando le scorciatoie da tastiera, l’utente riceve proposte che si adattano a ciò che ha sotto gli occhi. Se non c’è nulla di selezionato, l’assistente offre aiuti generici per redigere o impostare un documento. Se invece è stato evidenziato un paragrafo, una frase o anche solo una parola, le proposte diventano chirurgiche, con riformulazioni mirate e correzioni puntuali.
L’icona fluttuante dà sui nervi? Si può agganciareMicrosoft ha capito che il pulsante galleggiante in basso a destra non è amato da tutti. C’è chi lo trova utile, chi invadente. Per sbarazzarsene, basta fare clic con il tasto destro sul bottone Copilot, voce “Dock” dal menu, e l’icona si sposta lontano dal contenuto.
In futuro, promette l’azienda, si potrà anche trascinare l’icona per ancorarla manualmente a destra del contenuto, oppure a sinistra per chi lavora con lingue che si leggono da destra verso sinistra.
Le nuove scorciatoieLa parte forse più gradita è il restyling delle scorciatoie da tastiera. Chi finora usava Copilot dentro Word o Outlook ricorderà la combinazione Alt + H, F, X per aprire il pannello. Da oggi basta premere F6 per portare il focus sul pulsante Copilot, e poi la freccia verso l’alto per scorrere i suggerimenti proposti.
Per Outlook e Word, su Windows e Mac, arrivano anche le nuove combinazioni unificate Alt + C e Cmd + Control + I, che si attivano da subito per gli utenti che usano la lingua inglese. Il supporto alle altre app e alle altre lingue, italiano compreso, è atteso a breve giro. Microsoft non specifica una data precisa, ma promette che arriverà subito dopo il roll out completo del nuovo punto di ingresso.
Le build e il calendario del rilascioI requisiti per godersi le novità sono già stati pubblicati. Su Windows serve la build 2606, versione 19822.20182 o successiva. Su Mac serve la build 16.108, versione 26050324 o successiva. Il nuovo pulsante Copilot e le scorciatoie aggiornate stanno arrivando progressivamente su Word, Excel e PowerPoint per Windows e Mac, mentre il supporto per la versione web è atteso a breve. Microsoft punta a raggiungere la disponibilità generale entro l’inizio di giugno.
HUAWEI Band 10, il tuo personal trainer da polso a prezzo shock su eBay
HUAWEI Band 10 è la smartband più amata di sempre che si trasforma in un vero e proprio personal trainer una volta indossata al polso. Oggi la trovi su eBay a un prezzo shock grazie al nuovo coupon di primavera. Acquistala adesso a soli 124,88 euro! Per ottenere questo prezzaccio dovrai inserire il codice promozionale MAG26 nella casella dedicata ai codici sconto che trovi alla pagina dei metodi di pagamento.
[parse_button link=”https://www.ebay.it/itm/227305951184″ program=”eBay” format_id=”70″]Acquista HUAWEI Band 10[/parse_button]
Realizzata completamente in lega di alluminio, è super leggera e resistente, pronta ad affrontare la vita quotidiana e i momenti più estremi. Grazie ai sensori professionali integrati nella sua cassa, che poggiano sulla tua pelle una volta indossata al polso, è in grado di monitorare il tuo stato di salute, riconoscere l’allenamento e analizzare il sonno. Inoltre, le notifiche in tempo reale del tuo smartphone le ritrovi al polso per una produttività avanzata.
[parse_card link=”https://www.ebay.it/itm/227305951184?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”129946″]Huawei Band 10 Braccialetto Tracker Attività 1,47″ AMOLED Verde[/parse_card]
Completamente personalizzabile, non solo offre colori differenti, ma anche tantissimi quadranti sorprendenti. Questo trasforma la tua band in un accessorio senza tempo. Stile e funzionalità si fondono in questa smartband avanzata, dal design moderno, leggero e piacevole. E con il Display Sempre Attivo hai sempre sott’occhio che ore sono. Allacciala al polso e la adorerai immediatamente per tutte le funzionalità che include a un prezzo bassissimo.
[parse_image link=”https://www.ebay.it/itm/227305951184?mkevt=1&toolid=10001&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&siteid=101&campid=%7Bcampaign-id%7D&customid=booBLZTRKood&var=0″ program=”eBay” format_id=”131045″]Huawei Band 10 Braccialetto Tracker Attività 1,47″ AMOLED Verde[/parse_image]
[parse_button link=”https://www.ebay.it/itm/227305951184″ program=”eBay” format_id=”70″]Acquista HUAWEI Band 10[/parse_button]
Questa band assicura un monitoraggio digitale della tua salute 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La nuova misurazione del sonno monitora e analizza anche la variabilità della frequenza cardiaca media e offre nuovi consigli per migliorare il tuo riposo durante la notte. Frequenza cardiaca, ossigenazione nel sangue, gestione dello stress, funzionalità pensate per le donne e molto altro ancora al tuo polso. Ordina ora la HAWEI Band 10 a soli 124,88 euro con MAG26 su eBay!
Elon Musk non ha detto nulla sull'accordo Microsoft-OpenAI
Ieri è iniziata la terza settimana del processo nato in seguito alla denuncia presentata da Elon Musk nei confronti di OpenAI, Sam Altman, Greg Brookman e Microsoft. Durante la sua testimonianza, Satya Nadella (CEO dell’azienda di Redmond) ha risposto alle domande degli avvocati sull’accordo sottoscritto con OpenAI e sul ruolo avuto in occasione del temporaneo licenziamento di Altman.
Musk non ha mai contattato NadellaL’obiettivo di Musk è dimostrare che OpenAI non ha mantenuto la promessa originaria di rimanere una società senza scopo di lucro (Sam Altman è stato etichettato come ladro). Ha chiesto quindi un risarcimento danni fino a 134 miliardi di dollari, in quanto ha investito 38 miliardi nella startup. In caso vittoria, la somma stabilita dal giudice verrà donata alla OpenAI Foundation.
Una parte di quel risarcimento (fino a 25 miliardi di dollari) è stata chiesta a Microsoft. Secondo Musk, l’azienda di Redmond ha “favorito” la trasformazione di OpenAI in azienda a scopo di lucro. Microsoft ha infatti investito nella startup oltre 13 miliardi di dollari a partire dal 2019 e ora possiede il 27%.
Durante la testimonianza al processo, Satya Nadella ha confermato che Musk conosce il suo numero di telefono, ma non ha mai ricevuto obiezioni sull’accordo sottoscritto tra Microsoft e OpenAI, né avvertimenti sulla possibile violazione dei termini contrattuali e degli impegni concordati tra i fondatori della startup.
Nadella ha dichiarato che l’investimento era rischioso ma necessario perché Microsoft doveva fare concorrenza a Google. Il CEO ha inoltre confermato che OpenAI ha ricevuto sconti per l’accesso alle risorse cloud di Azure. Rispondendo alle domande sul temporaneo licenziamento di Altman, Nadella ha spiegato che non ha mai ricevuto una risposta chiara sul motivo dal consiglio di amministrazione.
Ovviamente è intervenuto direttamente (Altman e Brookman dovevano lavorare per Microsoft) per proteggere l’investimento e garantire la continuità dei servizi ai clienti. Nadella ha tuttavia sottolineato che non ha mai chiesto al consiglio di amministrazione di OpenAI di reintegrare Altman come CEO.
GitHub Mobile permette di creare nuovi progetti dal telefono
Con GitHub Mobile si può aprire un repository anche mentre si è in fila al supermercato, sull’autobus, in coda alla posta. Basta aprire l’app, premere un pulsante e nasce il progetto. La domanda, però, sorge spontanea: quanti sviluppatori avevano davvero questa urgenza? E soprattutto, quanta della loro vita lavorativa passa davvero davanti a uno schermo da sei pollici?
Creare repository da iOS e Android, la nuova funzione di GitHub MobileFino a oggi GitHub Mobile era soprattutto uno strumento da consultazione: pratico per controllare una pull request al volo o dare un’occhiata alle issue durante una pausa. Mancava però una delle azioni più simboliche dell’esperienza GitHub, cioè creare un repository da zero. Un passaggio basilare, quasi rituale, anche per chi si avvicina alla piattaforma per la prima volta.
L’aggiornamento appena rilasciato su iOS e Android colma quel vuoto e lo fa con la cura che ci si aspetta dalla piattaforma. La creazione del repository può partire da un template, scelta intelligente perché evita all’utente di dover impostare manualmente tutto da capo su uno schermo piccolo. C’è il controllo granulare sulla visibilità, pubblica o privata, l’opzione per aggiungere un file README iniziale, la possibilità di selezionare una licenza. Insomma, le stesse leve disponibili da desktop, solo su un’interfaccia più piccola.
Le istruzioni passo passoPer chi è curioso di provare la nuova funzione, su iOS si parte dalla schermata Home oppure dal profilo, si tocca il pulsante più e si sceglie “Create repository”. Su Android la creazione si può lanciare dalla Home o dalla sezione Repositories del profilo.
Una volta dentro al flusso di creazione, l’utente può decidere sotto quale account farlo nascere, dargli un nome, impostare la visibilità tra pubblico e privato, scrivere una descrizione opzionale e scegliere se applicare un template. Le opzioni successive cambiano a seconda della strada presa.
Con un template attivo, l’unica scelta aggiuntiva è se includere o meno tutti i branch, opzione disattivata di default. Senza template, si può decidere se inizializzare il repository con un README, sempre disattivato di default, e si possono aggiungere un file .gitignore e una licenza. Una procedura asciutta, pensata per essere completata in poco tempo.
Ma quanto è davvero utile poter creare un repository da telefono? La risposta onesta è: dipende dal tipo di developer che si è. Lo sviluppo software vero e proprio si fa davanti a uno schermo di grandi dimensioni, con una tastiera fisica, magari con due monitor e una sedia ergonomica, non su uno smartphone…
Ci sono però casi d’uso meno romantici, ma più reali. C’è chi vuole prenotare il nome di un progetto prima che qualcun altro se lo accaparri. C’è chi durante un meeting o una chiacchierata al bar ha l’illuminazione per un side project e vuole fissarlo subito, anche solo come scheletro. Tutti scenari plausibili, anche se di nicchia.
L’iPad come jollyUn dettaglio che merita un discorso a parte è proprio l’uso dell’iPad come dispositivo di sviluppo. Negli ultimi anni Apple ha spinto sempre più questa direzione con tastiere fisiche, app di coding, integrazioni con servizi cloud. Per chi gira con un iPad collegato a una Magic Keyboard e fa light coding tra un caffè e l’altro, poter creare un nuovo repository senza dover aprire il browser desktop è un’aggiunta che ha senso.
Lo stesso vale per chi vive di consulenze o di freelance e si trova spesso in giro. Una telefonata da un cliente, un’idea che parte da subito, un repository da impostare al volo per avere già una base condivisibile. In questi casi l’app non sostituisce il lavoro vero, ma fa da raccoglitore delle prime impostazioni.
Fire TV Stick 4K Select a prezzo Prime Day, ma per poco su Amazon
Grazie alla Fire TV Stick 4K Select il tuo televisore diventa smart. Oggi la trovi in offerta a vendita rapida su Amazon a prezzo Prime Day. Non perdere questa occasione. Acquistala a soli 29,99 euro, invece di 54,99 euro, con il 45% di sconto. Oltre a rendere smart qualsiasi schermo, questo gioiellino ti permette di portare sempre con te i tuoi contenuti preferiti con le piattaforme streaming che ami e le tue liste anche in viaggio.
[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0CN41GMDK” program=”Amazon” format_id=”70″]Acquista la Fire TV Stick 4K Select[/parse_button]
Stiamo parlando dell’ultimo modello che trasmette in streaming in 4K centinaia di migliaia di film e serie tv. Inoltre, hai la televisione in diretta gratis. Insomma, un vero e proprio bolide per l’intrattenimento in grado di offrire tutto quello che ami all’interno di un ecosistema estremamente fluido e reattivo, per un’esperienza sempre piacevole e confortevole. Insomma, una vera e propria bomba dello streaming.
[parse_card link=”https://www.amazon.it/dp/B0CN41GMDK?tag=hdblit-21&linkCode=ogi&th=1&psc=1″ program=”amazon” format_id=”4600″]Amazon Fire TV Stick 4K Select (ultimo modello) – Trasmetti in streaming in 4K centinaia di migliaia di film ed episodi TV, e la TV in diretta gratis[/parse_card]
Si collega direttamente all’attacco HDMI del televisore o dello schermo ed è subito pronta a trasmettere una volta connessa alla rete WiFi. Il telecomando con Alexa integrata ti permette di navigare tra le varie applicazioni e i vari giochi anche utilizzando i comandi vocali. Inoltre, sarà anche facilissimo farti consigliare cosa vedere dal tuo assistente vocale preferito.
[parse_image link=”https://www.amazon.it/dp/B0CN41GMDK?tag=hdblit-21&linkCode=ogi&th=1&psc=1″ program=”amazon” format_id=”131044″]Amazon Fire TV Stick 4K Select (ultimo modello) – Trasmetti in streaming in 4K centinaia di migliaia di film ed episodi TV, e la TV in diretta gratis[/parse_image]
[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0CN41GMDK” program=”Amazon” format_id=”70″]Acquista la Fire TV Stick 4K Select[/parse_button]
Addirittura con questa soluzione collegata al tuo televisore potrai anche giocare ai giochi per Xbox senza console accedendo a centinaia di titoli di alta qualità direttamente con il Game Pass Ultimate di Xbox via Cloud Gaming. Acquista ora la Fire TV Stick 4K Select a soli 29,99 euro su Amazon!
Lazio - Inter, come vedere la finale di Coppa Italia dall'estero
La Coppa Italia Frecciarossa 2025/2026 arriva al suo atto conclusivo: mercoledì 12 maggio, a partire dalle 21, si giocherà la finale con il match Lazio – Inter. La partita si giocherà allo Stadio Olimpico di Roma e sarà trasmessa in diretta TV su Canale 5 e in diretta streaming su Mediaset Infinity.
Come vedere la finale dall’esteroPer chi si trova all’estero c’è la possibilità di seguire la finale di Coppa Italia 2025/2026 ma bisogna verificare se nel Paese dove ci si trova al momento è prevista una copertura dell’evento.
In caso contrario, è possibile seguire Lazio – Inter in streaming dall’estero grazie a una VPN, andando a selezionare un server VPN italiano per avviare la connessione. Completato questo passaggio iniziale, sarà possibile accedere a Mediaset Infinity per seguire la partita in diretta, senza costi aggiuntivi.
La VPN giusta da scegliere è NordVPN, servizio di riferimento per il settore delle VPN. Grazie alla promo in corso, la VPN è ora disponibile con un prezzo ridotto fino a 2,99 euro al mese, scegliendo il piano biennale con 30 giorni di garanzia di rimborso (il piano mensile costa 11,59 euro).
L’offerta è attivabile direttamente tramite il [affiliate_link link_id=”3324″]sito ufficiale di NordVPN[/affiliate_link], qui di sotto. L’attivazione del servizio garantisce l’accesso immediato alla rete VPN.
[affiliate_button link_id=”3324″ format_id=”53″]Attiva qui NordVPN[/affiliate_button]
Le probabili formazioniEcco le probabili formazioni del match:
- Lazio (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni. All. Sarri.
- Inter (3-5-2): J. Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Bonny, Lautaro Martinez. All. Chivu.
Il calcio di inizio è fissato per mercoledì 13 maggio alle 21. La partita sarà trasmessa in diretta TV da Canale 5 e in diretta streaming da Mediaset Infinity.
Per vedere il match dall’estero è possibile ricorrere a una VPN (e poi accedere a Mediaset Infinity) come NordVPN, attivabile direttamente dal link qui di sotto.
[affiliate_button link_id=”3324″ format_id=”53″]Attiva qui NordVPN[/affiliate_button]