Abbonamento a Punto Informatico feed
Tutto si trasforma: l'innovazione, ogni giorno
Updated: 21 min 3 sec fa

T2 chiama in causa Microsoft e Reddit per i nuovi leak di GTA 6

Ven, 08/21/2026 - 16:01

In ambito gaming, l’ultima settimana è stata segnata dai nuovi leak di GTA 6, che hanno portato online materiale inedito sul titolo di Rockstar Games, facendo addirittura pensare che sia stata trafugata una versione giocabile. Com’era facile immaginare, il publisher Take-Two Interactive non ha alcuna intenzione di stare a guardare. Ha deciso di ricorrere alle vie legale per trovare i responsabili.

Leak GTA 6, Take-Two ricorre alle vie legali

Con questo obiettivo, l’editore ha depositato presso un tribunale di New York una citazione che coinvolge direttamente Microsoft e Reddit. Le due aziende sono chiamate a fornire tutte le informazioni in loro possesso per risalire all’identità di chi ha pubblicato screenshot e video. È trapelata anche la mappa di Vice City e dello stato di Leonida.

Il materiale protetto da copyright comprende, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, contenuti audiovisivi, opere d’arte, immagini, dialoghi o altri elementi creativi.

Ricordiamo che i leak degli ultimi giorni sono stati accompagnati dalla firma di CyberLeek. Non è dato a sapere se si tratti di un singolo o di un collettivo. I contenuti sono finiti online come segno di protesta contro la scelta di avviare la fase di preordine offrendo solo la versione digitale del gioco e di proporre un contenuto DLC a fronte di un pagamento extra. Al momento il sito su cui sono stati caricati risulta offline.

Per chi vuole saperne di più a proposito di Grand Theft Auto VI, l’appuntamento è fissato per la prossima settimana. Il 27 agosto andrà online su Netflix, come esclusiva temporale (poche ore dopo anche su YouTube), una lunga anteprima in cui forse potremo dare uno sguardo ufficiale al gameplay del titolo. Alcuni rumor ipotizzano che potrebbe trattarsi di una miniserie in tre episodi. La data di uscita rimane fissata al 19 novembre 2026, su PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Al lancio sarà inclusa la campagna single player, il multiplayer arriverà più avanti.

Tassa per Big Tech senza accordo con gli editori in Australia

Ven, 08/21/2026 - 15:59

Il Parlamento australiano ha approvato una legge che impone alle Big Tech di sottoscrivere accordi con gli editori locali per poter pubblicare i loro contenuti sulle rispettive piattaforme. Rispetto alla versione preliminare è stata aumentata la tassa da pagare in caso di mancato accordo. Le precedenti regole (poco efficaci) non vengono più applicate.

Legge australiana per supportare il giornalismo

In base al precedente News Media Bargaining Code del 2021, le piattaforme digitali dovevano sottoscrivere un accordo con gli editori locali e quindi pagare una somma per le news pubblicate. Questo obbligo poteva però essere aggirato con le scappatoie usate da Meta. Per un breve periodo ha rimosso le news da Facebook e Instagram. Successivamente ha sottoscritto un accordo, ma non è stato rinnovato alla scadenza (2024).

Il governo ha quindi presentato un disegno di legge (metà dicembre 2024) denominato News Bargaining Incentive, che elimina le suddette scappatoie. La legge è stata definitivamente approvata dal Parlamento il 20 agosto. Si applica alle piattaforme (social media e motori di ricerca) che generano almeno 250 milioni di dollari australiani con la pubblicità.

Rispetto al testo iniziale ci sono alcune novità introdotte il 3 agosto. Oltre a Google, Meta e TikTok si applica anche a LinkedIn. La tassa è stata inoltre aumentata dal 2,25% al 2,5% delle entrate pubblicitarie. La somma incassata dal governo verrà girata agli editori in base al numero dei giornalisti impiegati.

Per evitare la tassa o ottenere una riduzione, le suddette aziende dovranno sottoscrivere accordi con almeno otto editori entro la fine del relativo anno finanziario. Anika Wells, Ministra per Comunicazioni e Sport, ha dichiarato:

Il giornalismo è una componente essenziale di una democrazia forte, poiché responsabilizza cittadini, imprese e governi. Per questo motivo, il governo Albanese sostiene un settore dei media solido e sostenibile. Questa legge supporta anche gli editori più piccoli e regionali, così importanti per dare voce alle comunità.

La nuova legge non si applica però alle aziende AI che sfruttano gratuitamente i contenuti editoriali per l’addestramento dei modelli AI.

Falso rimborso ticket sanitario, attenzione alla truffa

Ven, 08/21/2026 - 14:47

Gli esperti del CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale) hanno rilevato e descritto una nuova truffa che riguarda le spese sanitarie. Invece delle spese per i farmaci, i cybercriminali cercano di ingannare gli utenti con un presunto rimborso del ticket. Tutto inizia con la tradizionale email di phishing e l’obiettivo finale è sempre lo stesso: rubare i dati della carta di credito.

Attenzione al falso sito del Ministero della Salute

Il mittente dell’email è fondisanitari@gov.it, quindi sembra apparentemente legittimo. L’oggetto è invece “Hai diritto a un rimborso“. Nel testo è scritto che, in seguito alle verifiche periodiche sui pagamenti sanitari, il Ministero della Salute ha stabilito il diritto al rimborso di 278,26 euro per un presunto doppio pagamento di un ticket sanitario.

Il sito utilizza un design simile a quello del Ministero della Salute. Nella parte superiore ci sono loghi e link identici, ma cliccando su questi ultimi non succede nulla. Gli utenti più attenti possono scoprire subito la truffa leggendo l’URL nella barra degli indirizzi del browser. È infatti completamente diverso da quello ufficiale

Cliccando sul pulsante “Conferma i tuoi dati” viene aperta la pagina iniziale in cui l’utente deve inserire codice fiscale e data di nascita. Successivamente viene mostrato l’importo del rimborso, il numero della pratica e la causale “Doppio pagamento ticket sanitario“. Nella pagina seguente devono essere inseriti nome, cognome, indirizzo email, numero di cellulare e indirizzo di residenza completo (via, numero civico, comune, provincia e CAP).

Nell’ultima pagina vengono chiesti i dati della carta di credito sulla quale arriverà il presunto rimborso: intestatario, numero, scadenza e codice CVV. Ovviamente l’ignara vittima non riceverà un euro, ma consegnerà nelle mani dei cybercriminali una serie di dati che possono essere utilizzati per furti di identità, transazioni fraudolente e altre attività illecite.

Gli utenti devono prestare molta attenzione a questo tipo di truffe, ricordando che non esiste nessun servizio del Ministero della Salute che prevede il rimborso dei ticket sanitari (la richiesta deve essere presentata all’ASL o all’Azienda Ospedaliera per casi specifici entro i termini). Il CERT-AgID ha informato il Ministero e chiesto la chiusura del sito (attualmente ancora attivo).

Tesla dice addio al Solar Roof, il tetto solare ha fallito

Ven, 08/21/2026 - 14:37

Visitando l’indirizzo tesla.com/solarroof si viene rimbalzati in automatico a tesla.com/solarpanel. Sembra la conferma di quanto riportato nelle ore scorse dal sito Electrek e poi ripreso da altre testate: il progetto Tesla Solar Roof, presentato nel 2016 con grandi aspettative ed evoluto negli anni successivi con l’arrivo delle nuove generazioni, pare essere stato abbandonato in via definitiva.

Addio al Solar Roof di Tesla, insostenibile

Non si è concretizzata la rivoluzione annunciata da Elon Musk. Il CEO puntava a rendere il tetto di ogni abitazione una copertura in grado di produrre energia pulita, da utilizzare, distribuire o immagazzinare nelle batterie. L’azienda non ha ancora pubblicato alcun comunicato ufficiale, ma a quanto pare avrebbe già fatto sapere agli installatori di terze parti che non è più possibile effettuare nuovi ordini e che, da qui in avanti, fornirà solo ed esclusivamente i pannelli fotovoltaici più tradizionali.

Perché l’iniziativa sarebbe stata cancellata? Quasi certamente per un successo commerciale mai arrivato. L’ambizione di Tesla legata a Solar Roof era quella di installarne un migliaio a settimana, ma i numeri emersi nel 2023 hanno certificato un sostanziale fallimento: solo circa 3.000 impianti terminati dal lancio.

Dunque, il progetto non verrebbe più ritenuto economicamente sostenibile. Il discorso cambia per Solar Panels. La richiesta per i pannelli fotovoltaici tradizionali è molto elevata, tanto che l’azienda sta costruendo un nuovo grande impianto in Texas per aumentarne la produzione e soddisfare la domanda.

Hanno contribuito al fallimento di Solar Roof i prezzi delle tegole. Musk ha annunciato inizialmente un costo inferiore rispetto a quanto richiesto per i moduli convenzionali, meno di 240 dollari al metro quadrato. Tesla ha poi aumentato i listini, anche dopo aver già sottoscritto dei contratti, una mossa che le è valsa una class action. In un caso citato da Electrek, un cliente ha visto la spesa passare dai 72.000 dollari previsti a 146.000 dollari.

Darth Vader al consiglio comunale, la cosa più bella che vedrai oggi

Ven, 08/21/2026 - 14:07

Una situazione surreale, ma esattamente ciò di cui avevamo bisogno in questo venerdì di quasi fine estate. Da oltreoceano, San Diego (California), arriva l’intervento di Darth Vader al consiglio comunale in cui si discute del caso Flock. Sarebbe stato da applausi, se così facendo non si rischiasse il carcere.

Darth Vader al consiglio comunale sul caso Flock

I rappresentanti dell’amministrazione locale ringraziano la signora molto appariscente che ha appena finito di parlare (quasi certamente una portavoce dell’Alleanza Ribelle), poi senza batter ciglio chiamano al microfono il signore dei Sith in persona, che esordisce così: L’imperatore è un fan di Flock. Tutto molto bello, da vedere.

Vale la pena riportare l’intervento integrale, che spiega perché l’Imperatore vuole la videosorveglianza di Flock.

Dobbiamo continuare a utilizzare la tecnologia di Flock, così possiamo seguire e sorvegliare i ribelli quando si muovono da parco giochi a parco giochi, da piscina a piscina, da piscina a palestra. Perché sappiamo tutti che le telecamere Flock non seguono solo le targhe delle auto, ma seguono anche i bambini, seguono i bambini nei parchi e nelle palestre. E ne abbiamo bisogno. Io ne ho bisogno, così posso stalkerare la mia ex fidanzata.

Inoltre, bisogna sapere che gli abitanti di questa città, gli sciocchi che vogliono che i loro tombini vengano puliti, non dovrebbero averli puliti, perché per farlo dovremmo aumentare le tasse. E come possono i cittadini fidarsi di questo consiglio comunale, se questo consiglio comunale continua a votare a favore di queste tecnologie di sorveglianza che li imprigionano?

Signorina Campbell, deve esercitarsi con i suoi trucchi mentali Jedi. Fallo in questo modo [fa il gesto con la mano]. Quando lo fate assicuratevi che, mentre cercate di convincerli che i servizi di polizia sono diventati più umanitari, assicuratevi di non enfatizzare il dettaglio che avete vietato il campeggio, che avete imposto un divieto, che avete criminalizzato i senzatetto ed è per questo che non esiste più un servizio di polizia umanitario per i senzatetto. Perché di fatto abbiamo criminalizzato la condizione di senzatetto, il che è positivo.

Ora possiamo assumere personale, possiamo riempire le nostre prigioni con manodopera carceraria gratuita, soprattutto come quella del centro di detenzione di Otay Mesa, dove guadagnano un dollaro al giorno per dodici ore di lavoro. E si sono verificati numerosi casi di tubercolosi.

Sì, questo è un bene. Questo è ciò di cui ha bisogno l’Imperatore. Questa tecnologia ci aiuterà a trovare i ribelli e la loro base segreta su Hoth. Questa tecnologia ci aiuterà a trovare Luke Skywalker mentre attraversa l’universo a bordo del suo X-wing. Questa tecnologia è una forza necessaria, necessaria.

Thank you, avanti il prossimo. Nulla da aggiungere, chapeau.

Ray-Ban Meta, il Regno Unito vuole vietarli nei cinema

Ven, 08/21/2026 - 13:08

A differenza di smartphone, orologi e braccialetti connessi, gli occhiali smart faticano a diventare un oggetto banale della vita quotidiana. Il motivo principale? La paura di essere filmati a propria insaputa. Certo, può già succedere con un cellulare, ma gli occhiali sono molto più discreti in questo senso, ed è facile non accorgersi di nulla prima che sia troppo tardi. Tanto più che, con qualche modifica, gli occhiali connessi possono diventare uno strumento inquietante.

I produttori, Meta in testa, cercano di rassicurare come possono, soprattutto rafforzando le misure di sicurezza per evitare che i dispositivi vengano visti come gli “occhiali da pervertito“, soprannome che alcuni gli hanno già affibbiato. Fatica sprecata… Nel Regno Unito i cinema vorrebbero vietarli.

Meta Ray-Ban nel mirino dei cinema britannici: perché potrebbero essere vietati

La UK Cinema Association (UKCA) annuncia così che diverse catene di sale cinematografiche stanno valutando di bandire l’uso degli occhiali smart. L’argomento principale è la lotta alla pirateria cinematografica. Le sale si unirebbero così ad alcuni ristoranti, pub, teatri e tribunali che hanno già vietato i Meta Ray-Ban e simili. La UKCA è consapevole che questi dispositivi possono anche aiutare le persone con problemi di vista, ad esempio mostrando i sottotitoli direttamente sulle lenti. Ma non abbastanza da controbilanciare il rischio che lo schermo venga filmato e il film caricato sui siti pirata.

Meta deplora queste misure, che l’azienda considera un arretramento considerevole. Dal suo punto di vista, si tratta di due pesi e due misure: I nostri occhiali sono dotati di una spia che si accende per segnalare alle persone che si sta scattando una foto o registrando un video, una funzionalità di cui non dispongono né gli smartphone né gli altri dispositivi con fotocamera.

Grok svela dati personali con la generazione dei riassunti

Ven, 08/21/2026 - 12:38

I ricercatori di Adversa hanno descritto una nuova tecnica, denominata Cryptographic Context Injection, che permette di esfiltrare dati personali chiedendo a Grok di generare il riassunto di una pagina web. Ciò avviene attraverso l’esecuzione di istruzioni cifrate nascoste. Nonostante la segnalazione a xAI, la vulnerabilità è ancora presente. Microsoft ha invece rilasciato la patch per un bug di Copilot.

Cryptographic Context Injection

La tecnica più nota per ingannare un chatbot si chiama prompt injection indiretto. I cybercriminali nascondono istruzioni in pagine web, email o documenti che vengono eseguite all’insaputa dell’utente. I modelli AI più recenti possono rilevate la “trappola” e bloccare l’esecuzione. Gli esperti di Adversa hanno descritto una nuova tecnica, denominata Cryptographic Context Injection, che permette di aggirare le protezioni di Grok.

Il trucco è nascondere in una pagina web istruzioni in forma cifrata, insieme alle istruzioni per decifrarle e alla chiave di decifrazione. Quando l’utente chiede di generare il riassunto della pagina, Grok esegue le istruzioni senza visualizzare avvisi o chiedere la conferma all’utente.

Le istruzioni decifrate guidano il chatbot a costruire quella sembra una chiave di decifrazione. In realtà, il valore della falsa chiave è costituito dai dati dell’utente, tra cui nome, posizione e cronologia delle chat. Le informazioni vengono successivamente inviate da Grok al server controllato dai cybercriminali.

I ricercatori di Adversa hanno segnalato la vulnerabilità a giugno, ma xAI non ha ancora risolto il problema. Una simile tecnica è stato utilizzata per eseguire un attacco di prompt injection contro Gemini. Google ha tuttavia rafforzato le protezioni nelle ultime settimane, quindi il chatbot può resistere all’attacco.

Data center in orbita di SpaceX, che fine faranno i loro rifiuti?

Ven, 08/21/2026 - 11:59

Ogni satellite avrà una vita di 3-5 anni, contro i cinque-quindici di un satellite tradizionale. Una volta dismessi, questi dispositivi seguiranno due traiettorie. Una parte si consumerà durante il rientro atmosferico, il resto raggiungerà un’orbita solare, lontano dalla Terra.

SpaceX ha presentato una nuova richiesta a luglio, presso l’autorità americana delle telecomunicazioni, per 100.000 satelliti Starlink di terza generazione, destinati alla stessa sorte a fine vita. La combustione rilascia vapore di alluminio, silicio e rame ad alta quota. Non proprio un toccasana per lo spazio…

Data center orbitali di SpaceX: i satelliti finiranno nell’atmosfera o nello spazio profondo

Simulazioni recenti indicano che questi rientri ripetuti depositerebbero nella mesosfera più alluminio di quello rilasciato dai meteoroidi naturali. Questo alluminio contribuisce a un deterioramento dello strato di ozono nell’arco di diversi decenni. Non se ne conoscono i danni in termini numerici. Queste particelle di alluminio modificherebbero anche la capacità dell’atmosfera di trattenere o riflettere il calore del sole. Questo meccanismo regola una parte della temperatura terrestre.

Ogni satellite trasporta anche metalli di valore, in particolare rame e oro, utilizzati nei suoi chip elettronici. Una volta deorbitati, questi metalli si disperdono nell’atmosfera o finiscono in orbita solare, fuori dalla portata di qualsiasi riciclo. Blue Origin e Google avanzano a loro volta su data center in orbita alimentati a energia solare, ma SpaceX è l’unica ad aver formalmente presentato una richiesta di licenza per un milione di satelliti. Le regole vigenti fissano un termine di deorbitazione di cinque anni.

La FCC ne sta esaminando l’adeguatezza per una flotta di queste dimensioni. Organizzazioni per la sicurezza spaziale richiedono, prima di qualsiasi licenza di esercizio, uno studio di impatto ambientale aggiornato ai sensi del National Environmental Policy Act (NEPA), la legge federale americana sulla valutazione ambientale. SpaceX dichiara di voler limitare, in un primo momento, il numero di satelliti lanciati, il tempo di misurare gli effetti ambientali reali prima di qualsiasi ampliamento. SpaceX afferma inoltre di lavorare per ridurre la luminosità dei propri satelliti, così da limitare il disturbo arrecato alle osservazioni astronomiche. I risultati ottenuti finora con Starlink sono stati alterni.

NVIDIA fornisce i chip, Amazon contesta il progetto

Il primo satellite del programma si chiama Starmind AI1. SpaceX ha annunciato, a inizio mese, una partnership esclusiva con NVIDIA per integrare nei propri satelliti dei rack Vera Rubin NVL72, i “Kyber”, ai quali viene attribuita una potenza di calcolo venticinque volte superiore a quella di un H100. Il lancio dei primi esemplari è previsto per il 2027.

Da parte sua, Amazon gestisce la propria costellazione di satelliti, Kuiper. L’azienda ha contestato il dossier di SpaceX alla FCC. Il progetto è, a suo dire, nel migliore dei casi un esercizio di comunicazione, nel peggiore un tentativo di appropriarsi della priorità su immense risorse orbitali senza una reale intenzione di dispiegamento. Amazon stima che sarebbe necessario lanciare 200.000 satelliti sostitutivi ogni anno per mantenere una flotta del genere, ossia quarantaquattro volte la produzione mondiale di lanci del 2025. SpaceX ha replicato che queste obiezioni riflettono un errore di comprensione elementare.

SpaceX produce attualmente circa 4.000 satelliti Starlink all’anno. SpaceX avrebbe bisogno di circa 16.700 voli di Starship per dispiegare un milione di esemplari, dato che il razzo è in grado di trasportare sessanta satelliti per lancio. Circa 14.500 satelliti attivi già occupano l’orbita terrestre, di cui due terzi appartengono alla costellazione Starlink.

Serie A, si comincia: le tre partite in onda su NOW il 22 e 23 agosto

Ven, 08/21/2026 - 11:58

Nel weekend prenderà il via la nuova stagione di Serie A. Sabato faranno il loro esordio anche i campioni d’Italia, che davanti al proprio pubblico ospiteranno la neopromossa Monza. In serata sarà la volta del nuovo Napoli di Massimiliano Allegri, impegnato in trasferta sul campo del Genoa. Domenica, invece, a Torino ci sarà grande curiosità sull’esordio del tecnico portoghese Amorim con il Milan, infine Lazio e Roma chiuderanno la prima giornata rispettivamente contro Bologna e Fiorentina, per due match che si preannunciano non affatto banali.

Anche quest’anno il pass Sport di NOW, che al [affiliate_link link_id=”546″]prezzo scontato di 19,99 euro al mese per dodici mesi[/affiliate_link] include l’intera programmazione sportiva di Sky, consentirà di vedere tre partite a turno di Serie A. Quelle della prima giornata sono Udinese-Como, anticipo del sabato, Genoa-Napoli, anticipo serale sempre in programma nella giornata del 22 agosto, e Torino-Milan, in calendario nella serata di domenica.

[affiliate_button link_id=”546″ format_id=”53″]Pagina offerta pass Sport NOW[/affiliate_button]

Di seguito il riepilogo della programmazione di NOW per la prima giornata di Serie A:

  • Sabato 22 agosto ore 18:30 – Udinese vs Como
  • Sabato 22 agosto ore 20:45 – Genoa vs Napoli
  • Domenica 23 agosto ore 20:45 – Torino vs Milan

Entrando ancora più nel dettaglio, ecco i canali di riferimento e le persone scelte per la telecronaca e il commento tecnico di ciascuna partita.

  • Udinese-Como sarà trasmessa sui canali Sky Sport Calcio, Sky Sport 252 e Sky Sport 4K, con la telecronaca di Riccardo Gentile e il commento tecnico di Lorenzo Minotti
  • Genoa-Napoli sarà trasmessa sui canali Sky Sport Calcio, Sky Sport 252 e Sky Sport 4K, con la telecronaca di Maurizio Compagnoni e il commento tecnico di Riccardo Montolivo
  • Torino-Milan sarà trasmessa sui canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 251 e Sky Sport 4K, con la telecronaca di Stefano Borghi e il commento tecnico di Massimo Gobbi

[affiliate_button link_id=”546″ format_id=”53″]Pagina offerta pass Sport NOW[/affiliate_button]

YouTube Premium, che stangata: fino a 4 euro in più al mese

Ven, 08/21/2026 - 11:44

Abbiamo appena ricevuto su uno dei nostri dispositivi in redazione il messaggio che riportiamo nello screenshot qui sotto: è quello che avvisa dell’aumento di prezzo per YouTube Premium. Il ritocco verso l’alto è importante, può arrivare fino a 4 euro in più al mese a seconda del piano scelto. Un’ennesima stangata, che arriva in un periodo in cui i rialzi sono ormai quasi all’ordine del giorno.

Aumentano i prezzi di YouTube Premium in Italia

A chi non lo sapesse, ricordiamo essere la sottoscrizione a pagamento che elimina le pubblicità dalla piattaforma di Google per lo streaming video e che include altri benefici come l’accesso senza limitazioni alla riproduzione dei brani su YouTube Music. Il rincaro scatterà da uno dei prossimi rinnovi, nel nostro caso da quello di ottobre.

Ancora una volta, l’annuncio dell’aumento è accompagnato da una frase di rito, sempre più o meno la stessa, ripetuta quasi come fosse un mantra in queste occasioni: Per continuare a offrire un servizio e funzionalità di alto livello, stiamo aumentando il prezzo del tuo abbonamento. Una giustificazione che lascia il tempo che trova, poco importa se il gestore del servizio di turno si dichiara dispiaciuto e promette di migliorare il servizio: Non prendiamo queste decisioni alla leggera, ma questo aggiornamento ci consentirà di continuare a migliorare […] e sostenere i creator e gli artisti.

Il nuovo listino dei quattro piani proposti

Diamo uno sguardo ai nuovi prezzi delle formule Individuali, Famiglia, Studenti e Lite. Tutte e quattro sono interessate da un ritocco verso l’alto.

  • Individuali passa da 13,99 a 15,99 euro al mese (+2,00 euro);
  • Famiglia passa da 25,99 a 29,99 euro al mese (+4,00 euro);
  • Studenti passa da 8,99 a 10,49 euro al mese (+1,50 euro);
  • Lite passa da 7,99 a 8,99 euro al mese (+1,00 euro).

Ovviamente, in qualsiasi momento è possibile cancellare il rinnovo dell’abbonamento, accettando però di dover fare i conti con le pubblicità e rinunciando agli altri vantaggi inclusi.

Point-in-time Restore in Windows 11 26H2, come funziona

Ven, 08/21/2026 - 11:23

Microsoft ha aggiornato la relativa pagina di supporto per comunicare un’importante novità. La funzionalità Point-in-time Restore, attualmente opzionale, verrà attivata per impostazione predefinita in Windows 11 26H2. Gli utenti potranno quindi ripristinare lo stato completo precedente del sistema operativo in caso di problemi.

Come funziona il Point-in-time Restore

Il Point-in-time Restore (Ripristino temporizzato in italiano) è disponibile in Windows 11 24H2/25H2 da fine giugno 2026. Può essere avviato in Impostazioni > Sistema > Ripristino oppure direttamente nel Windows Recovery Environment (WinRE) che appare automaticamente in caso di due riavvii consecutivi non riusciti del sistema operativo. La funzionalità sarà attiva in Windows 11 26H2 al termine dell’upgrade o dell’installazione da zero (se lo spazio riservato a Windows è almeno 200 GB).

Point-in-time Restore è la versione potenziata del System Restore (Ripristino configurazione di sistema) introdotta con Windows Me nel 2000. Sfrutta il Volume Shadow Copy Service (VSS) per creare snapshot dell’intero sistema ad intervalli regolari (l’impostazione predefinita è ogni 24 ore). I punti di ripristino vengono cancellati dopo 72 ore. Lo spazio massimo occupato per impostazione predefinita è il 2% del totale.

System Restore salva solo file e impostazioni di sistema. Point-in-time Restore salva tutti i dati: file del sistema operativo, app installate, impostazioni e configurazioni, account locali. Consente in pratica di ripristinare completamente lo stato precedente. System Restore è ancora disponibile e può essere utilizzato per ritornare ad uno stato (parziale) precedente alle 72 ore.

I file archiviati in servizi cloud come OneDrive non sono interessati dal ripristino. Se BitLocker è abilitato, è necessaria la relativa chiave per eseguire un ripristino. Point-in-time Restore sarà attivata in tutte le edizioni di Windows 11 26H2. Tuttavia, solo l’edizione Enterprise consente di cambiare la frequenza di creazione dei punti di ripristino (4-6-12-16-24-72 ore) e la durata di conservazione (6-12-16-24-72 ore).

Gemini AI Plus gratis per gli studenti: 12 mesi senza pagare

Ven, 08/21/2026 - 10:49

Poco meno di un anno fa, Google, per distinguersi dalla concorrenza, lanciava un’offerta eccezionale grazie alla quale gli studenti potevano accedere a 12 mesi gratuiti del piano Google AI Pro. Una prima volta che a quanto pare ha dato delle idee ai vertici del colosso americano, dal momento che una nuova offerta dello stesso tipo è appena stata annunciata!

Google regala 12 mesi di Gemini AI Plus agli studenti: ecco come ottenerlo

Gemini è uno degli assistenti AI più potenti accessibili al pubblico in tutto il mondo. E gli studenti, una categoria sociale solitamente piuttosto modesta, potranno presto metterci le mani sopra, gratis. Big G, infatti, ha appena annunciato un’offerta dedicata a loro: negli Stati Uniti sarà possibile usare gratuitamente il piano AI Pro per 12 mesi, mentre in altri 140 Paesi sarà disponibile per lo stesso periodo il piano Google AI Plus. L’abbonamento forse è un po’ meno interessante perché è meno completo rispetto ad AI Pro, ma come si dice, a caval donato non si guarda in bocca!

Back-to-school season is here and starting today, eligible college students can get a full year of Gemini on us:
– US students: 1 year of Google AI Pro at no cost
– 140+ countries: 1 year of Google AI Plus at no cost

Here’s what’s new for students 👇

— Google Gemini (@GeminiApp) August 19, 2026

Un’offerta che scade il prossimo 31 dicembre

Per chi non lo sapesse, questo programma rappresenta il livello base dei piani di abbonamento AI di Google Gemini, che normalmente costa 4,99 € al mese. Permette un accesso esteso a Gemini 3.1 Pro e a Deep Research, nonché alla generazione di immagini, musica e video di Gemini e nella ricerca Google. AI Pro offre anche 400 GB di spazio di archiviazione cloud.

Per chi fosse interessato, basta cliccare su questo link. Si dovrà poi verificare lo status di studenti, dopodiché ci si potrà abbonare, anche se si è già usufruito della precedente offerta gratuita del 2025. Attenzione, questa offerta è disponibile solo nel 2026 e termina il prossimo 31 dicembre.

Proton Mail organizza i messaggi in categorie

Ven, 08/21/2026 - 10:14

L’azienda svizzera ha annunciato una nuova funzionalità “copiata” da Gmail. Proton Mail può organizzare automaticamente i messaggi ricevuti in categorie. Gli utenti possono attivare/disattivare la relativa opzione in qualunque momento. Proton sottolinea che non legge i contenuti, quindi la privacy è garantita. In un altro post evidenzia la soluzione adottata da Google per evitare il blocco delle email politiche da parte dei sistemi anti-spam.

Sei categorie in Proton Mail

Molti utenti ricevono decine di email al giorno. Trovare quelle più importanti che meritano maggiore attenzione non è semplice. Proton ha quindi sviluppato un filtro automatico che sposta i messaggi nella relativa categoria, in modo simile alla funzionalità disponibile in Gmail da oltre 10 anni. Le categorie di Proton Mail sono sei:

  • Principale: messaggi personali e di lavoro, oltre che aggiornamenti e notifiche importanti
  • Social: aggiornamenti dalle piattaforme social
  • Promozioni: offerte, codici sconto e saldi
  • Newsletter: contenuti e notizie non promozionali
  • Transazioni: prenotazioni, fatture e ordini
  • Aggiornamenti: conferme e avvisi automatici

Le categorie sono attive per i nuovi utenti. È possibile scegliere le singole categorie da attivare/disattivare e spostare le email nella giusta categoria in caso di errori (ciò permette di aggiornare il filtro).

https://res.cloudinary.com/dbulfrlrz/video/upload/f_auto,q_auto/v1787235157/wp-pme/proton-mail-categories.mp4

Proton sottolinea che, a differenza di Gmail e Outlook, non vengono mostrate inserzioni e i dati non sono usati per addestrare i modelli AI. Ovviamente non può leggere le email in quanto sono protette dalla crittografia end-to-end.

A proposito di Google, Proton ha evidenziato che gli utenti statunitensi riceveranno più spam politico a partire dal 6 settembre. Le email inviate dai comitati politici iscritti al Gmail Verified Sender Program avranno un canale preferenziale. In pratica non verranno bloccate dai filtri anti-spam di Gmail. Il consiglio è usare Proton Mail.

Data center usa neuroni umani per l'AI: come funziona CL1

Ven, 08/21/2026 - 09:54

Il dispositivo si chiama CL1. Cortical Labs è una start-up di Melbourne. Lo commercializza dal 2025 come computer biologico i cui neuroni viventi, derivati da cellule staminali, sostituiscono i transistor per effettuare calcoli. Venti di queste unità compongono il rack installato a Singapore da DayOne, operatore singaporiano di data center, in collaborazione con la facoltà di medicina Yong Loo Lin dell’università nazionale, NUS Medicine.

Neuroni umani per far funzionare un data center AI… una follia?

Coltivate presso l’Istituto di scienze della vita della NUS, queste cellule restano vitali fino a sei mesi grazie a un sistema di sopravvivenza integrato in ogni unità. Oltre 80 invitati hanno assistito alla presentazione del prototipo.

Rickie Patani dirige il programma di neurobiologia presso l’Istituto di scienze della vita della NUS, dove le cellule staminali vengono trasformate in neuroni prima di essere trasferite sui chip CL1. Una volta collegati, questi neuroni scambiano impulsi elettrici con il silicio ed eseguono calcoli, secondo un principio applicato da Cortical Labs nelle sue strutture di Melbourne.

Secondo Cortical Labs, la prima installazione di questo tipo completamente autonoma al mondo. NUS Medicine, DayOne e Cortical Labs annunciano innanzitutto applicazioni nella scoperta di farmaci e nella ricerca sulle malattie neurologiche, prima di aggiungere possibili impieghi commerciali nella robotica umanoide e nel rilevamento di frodi e minacce informatiche.

Ogni unità CL1 assorbe tra 850 e 1.000 watt. Il consumo del rack completo raggiunge fino a 20 kilowatt. Il sistema funziona con biOS, il sistema operativo sviluppato da Cortical Labs per gestire gli scambi tra neuroni e silicio.

Cortical Labs dichiara una latenza in uscita ridotta a meno di un millisecondo. Il numero di ingressi elettrici raggiunge quota cinquantanove, contro gli otto del prototipo precedente, DishBrain. Ogni unità costa 35.000 dollari all’acquisto, circa 30.000 euro, oppure 300 dollari a settimana a noleggio, pari a 257 euro. Cortical Labs richiede inoltre ai propri clienti di ottenere un’autorizzazione etica prima di qualsiasi utilizzo del CL1.

Anche In-Q-Tel ha investito in Cortical Labs

In-Q-Tel, il fondo di venture capital creato dalla CIA per sostenere tecnologie utili all’intelligence americana, ha investito in Cortical Labs insieme a Horizons Ventures e Blackbird Ventures. Sul progetto hanno scommesso anche altri investitori, come LifeX Ventures e Radar Ventures. La start-up ha raccolto complessivamente 11 milioni di dollari, circa 9,4 milioni di euro, e organizza dimostrazioni pubbliche. A marzo, un’unità CL1 dotata di circa 800.000 neuroni, ha pilotato il videogioco Doom.

DayOne e Cortical Labs prevedono di portare gradualmente il progetto a Singapore fino a un migliaio di unità. Al momento, però, Cortical Labs non ha reso noti i consumi per singola operazione, ma soltanto la potenza assorbita da ciascuna unità.

Il castello di re Mark

Ven, 08/21/2026 - 09:49

Il fatto che il suo impero sia messo sotto pressione da una causa legale potenzialmente devastante per le casse di Meta non ha impedito a Mark Zuckerberg di coronare un suo sogno di grandezza, l’ennesimo: comprare un castello. Si tratta dello Strancally Castle in Irlanda, nella contea di Waterford, sulla riva del fiume Blackwater e circondato da 178 ettari di terreno. Potrebbe essergli costato qualcosa tra i 23 e i 35 milioni di dollari (cifra stimata), versati al finanziere Michael Alen-Buckley che ci ha vissuto con la famiglia nell’ultimo quarto di secolo. Eccolo visto dall’alto su Google Maps.

Mark Zuckerberg ha comprato un castello in Irlanda

La dimora nel suo stato attuale è stata costruita nel 1827 su commissione del parlamentare conservatore John Keily, che la affidò i lavori di progettazione e realizzazione agli architetti James e George Richard Pain. Quella originale risale invece al XII secolo, ai tempi dell’invasione anglo-normanna, eretta dal comandante Raymond FitzGerald. Nel mezzo cadde in rovina. Include una dozzina di camere da letto, quattro suite allestite nelle torri, una biblioteca, una sala da pranzo e un salotto. L’immagine qui sotto è prelevata dall’archivio del National Built Heritage Service.

Un portavoce di Meta ha confermato che Zuckerberg e la sua famiglia trascorreranno del tempo nel castello. La loro residenza rimarrà comunque negli Stati Uniti. La location dista circa due ore di auto dalla capitale Dublino, dove si trova il quartier generale del gruppo.

Mark e la sua famiglia sono entusiasti di continuare a prendersi cura di questa dimora storica e non vedono l’ora di trascorrere del tempo in Irlanda, dove Meta ha la sua sede centrale internazionale.

Se la cifra sborsata è ritenuta fuori scala per un qualsiasi comune mortale, è comunque nulla in confronto ai 300 milioni di dollari spesi per il varo del superyacht da 118 metri acquistato da re Mark.

Musica a tutto volume senza compromessi con le Beats Solo 4, oggi al 40%

Ven, 08/21/2026 - 09:24

Sei alla ricerca di cuffie wireless leggere e comode, che abbiano un’ottima autonomia e non costino troppo? Allora non perdere l’occasione che ti stiamo segnando. Vai immediatamente su Amazon e potrai acquistare le mitiche Beats Solo 4 a 139 euro, e invece che 229,95 euro.

Con lo sconto del 40% sul prezzo di listino indicato da Amazon avrai quindi un risparmio di oltre 90 euro sul totale. Per ciò che potrai ottenere è davvero un prezzo interessantissimo. Inoltre c’è anche la possibilità di pagarle in comode rate con Cofidis, selezionando l’opzione che puoi vedere in pagina.

[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0CZPMXGSH” program=”Amazon” format_id=”70″]Acquistale in offerta su Amazon[/parse_button]

Beats Solo 4: a questo prezzo sono un best buy

Possiamo dire con assoluta certezza che a questa cifra le Beats Solo 4 sono uno dei migliori acquisti nella categoria. Queste cuffie wireless garantiscono un suono eccezionale, grazie a trasduttori da 40 mm che riducono al minimo gli artefatti, la latenza e la distorsione. Così riuscirai ad ascoltare la musica nel modo più fedele possibile all’originale. Inoltre hanno un audio spaziale personalizzato con rilevamento dinamico della posizione della testa che crea un’esperienza d’ascolto estremamente immessiva.

[parse_image link=”https://www.amazon.it/dp/B0CZPMXGSH?tag=hdblit-21&linkCode=ogi&th=1&psc=1″ program=”amazon” format_id=”131044″]Beats Solo 4 – Cuffie wireless bluetooth on-ear, compatibili con Apple e Android, fino a 50 ore di autonomia – Nero opaco[/parse_image]

Pesano solo 217 grammi e hanno un design ergonomico On-ear con cuscinetti morbidi progettati per durare nel tempo e un archetto regolabile che si adatta alla tua testa. Sono compatibili sia con i dispositivi Apple che con quelli Android e garantiscono una connessione velocissima e senza latenza. Inoltre potrai usare anche il cavo USB Type-C e un cavo audio da 3,5 mm. Quando sono in modalità wireless garantiscono fino a 50 ore di autonomia con una singola ricarica.

[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0CZPMXGSH” program=”Amazon” format_id=”70″]Acquistale in offerta su Amazon[/parse_button]

Sicuramente la migliore soluzione di oggi per avere delle cuffie premium al giusto prezzo. Dunque corri su Amazon e fai tue le Beats Solo 4 a 139 euro, e invece che 229,95 euro. Non dovrai nemmeno preoccuparti della spedizione. Se sei abbonato ai servizi Prime le riceverai a casa entro pochi giorni senza costi aggiuntivi. Se non sei ancora iscritto fallo subito cliccando qui.

Mercato smartphone in calo in Europa, Samsung e Apple alla pari

Ven, 08/21/2026 - 09:22

Il mercato degli smartphone continua a perdere terreno in Europa. Nel secondo trimestre del 2026, le vendite sono calate del 10%. È il risultato peggiore degli ultimi tre anni. E non va molto meglio nel resto del mondo, dove il mercato è a sua volta in calo.

Il mercato europeo degli smartphone arretra ancora

Questa flessione colpisce quasi tutti i produttori. Samsung conserva il primo posto con il 34% di quota di mercato, contro il 31% di un anno fa. Una progressione relativa, dal momento che le vendite di smartphone calano del 10% sull’intero mercato europeo. Apple, invece, fa meglio. l’iPhone passa dal 25% al 34% e raggiunge così il rivale sudcoreano in cima alla classifica.

Dietro i due leader, la situazione peggiora. Xiaomi scende dal 19% al 15%, Oppo dal 6% al 4% e Honor dal 4% al 3%. Anche la categoria che raggruppa gli altri marchi arretra, dal 14% all’11%.

Diversi fattori spiegherebbero questa contrazione del mercato. I consumatori sembrano limitare gli acquisti considerati non indispensabili a causa della situazione economica. Allo stesso tempo, i produttori avrebbero ridotto le promozioni per preservare i propri margini.

Apple approfitta del segmento premium in Europa occidentale

La progressione di Apple è particolarmente visibile in Europa occidentale. Counterpoint non specifica tuttavia quali modelli di iPhone vendano di più. Indica invece che le vendite di smartphone di fascia alta sono in crescita in Europa occidentale.

La tendenza è in parte diversa nei Paesi dell’Europa orientale, dove i consumatori si orientano maggiormente verso modelli cinesi più economici. Sull’intero continente, il rapporto segnala inoltre un esaurimento delle scorte, mentre la carenza globale di chip e l’aumento del prezzo dei componenti continuano a pesare fortemente sul mercato.

Nonostante il calo previsto per la maggior parte dei marchi, in particolare sulla fascia bassa, Counterpoint ritiene che Apple dovrebbe continuare a resistere meglio dei suoi concorrenti nei prossimi mesi. Il perdurare della domanda per i modelli premium in Europa occidentale potrebbe inoltre giocare a favore di Apple in occasione del lancio dell’iPhone Ultra il mese prossimo.

Roblox deve impedire agli adulti di contattare i minori

Ven, 08/21/2026 - 09:21

Roblox deve implementare misure più efficaci per impedire agli adulti di contattare i minori. Il garante della privacy australiano (eSafety Commissioner) ha accertato che le modifiche comunicate a metà settembre 2025 non sono sufficienti. Dal mese di giugno sono disponibili in tutto il mondo i nuovi account con annessa verifica dell’età.

Roblox promette maggiori protezioni per i minori

In base alla legge australiana (Online Safety Act), le piattaforme online devono impedire i contatti indesiderati tra adulti e minori. È inoltre obbligatorio impostare come privati gli account degli utenti con meno di 16 anni. Alla fine del 2025, Roblox ha informato l’autorità australiana di aver implementato cinque cambiamenti:

  • Gli account degli utenti di età inferiore ai 16 anni sono privati per impostazione predefinita e sono stati introdotti strumenti per impedire agli adulti di contattare i minori di 16 anni senza il consenso dei genitori
  • Alcune funzionalità sono state disattivate, come le chat dirette e quelle all’interno dei giochi, fino a quando l’utente non ha completato la verifica dell’età
  • Dopo il completamento della verifica dell’età, i minori di 16 anni non potranno più chattare con gli adulti
  • I controlli parentali consentono ai genitori di disabilitare la chat per gli utenti di età compresa tra i 13 e i 15 anni, in aggiunta alle protezioni già esistenti per i minori di 13 anni
  • La chat vocale non sarà disponibile per i minori di 13 anni e non sarà consentita tra adulti e minori di 13-15 anni

Durante i test, il garante della privacy ha tuttavia verificato che:

  • gli adulti possono inviare richieste di connessione ai bambini senza il consenso dei genitori
  • bambini e adulti possono visualizzare e rispondere ai post reciproci sui forum al di fuori degli ambienti di gioco senza il consenso dei genitori
  • le connessioni dei bambini erano visibili a chiunque sulla piattaforma
  • i profili e le biografie dei bambini, inclusi i nomi degli account, il numero e i nomi delle connessioni, le immagini degli avatar e le informazioni biografiche non sensibili come i loro interessi, erano visibili a chiunque sulla piattaforma, senza alcuna opzione per limitare la visibilità di queste informazioni

Roblox crede di aver rispettato la legge, ma apporterà ulteriori modifiche. Si impegna quindi a:

  • prevenire che gli adulti contattino bambini sconosciuti senza il consenso dei genitori
  • rafforzare le impostazioni degli account dei bambini in modo che siano privati ​​per impostazione predefinita
  • introdurre meccanismi di segnalazione accessibili che notifichino agli utenti l’esito dei reclami
  • incaricare un revisore esterno indipendente di valutare l’efficacia delle sue misure di sicurezza, compresa l’implementazione delle sue misure di stima dell’età

Questi cambiamenti devono essere effettuati entro tre mesi, altrimenti verrà chiesta l’emissione di un ordine al tribunale federale. La violazione della legge prevede sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani.

Bilibili sfida YouTube: la piattaforma cinese arriva da noi

Ven, 08/21/2026 - 09:14

Se non hai mai sentito parlare di Bilibili, nessun problema, non sei il solo. Probabilmente, da qui in avanti le cose cambieranno. È una piattaforma cinese del tutto simile a YouTube che sta per fare il suo debutto anche in occidente.

Dalla Cina, Bilibili lancia la sfida a YouTube

La versione Android dell’applicazione mobile è già in fase di rollout a livello internazionale, su Google Play (da noi non risulta ancora disponibile), mentre quella iOS arriverà presto, stando a un post su X condiviso dal profilo ufficiale. E per supportare il lancio, pare che l’azienda stia contattando alcuni celebri youtuber per convincerli a pubblicare i loro video sul servizio.

Non che Bilibili non fosse già accessibile al di fuori della Cina, basta visitare l’indirizzo bilibili.com. Quella messa in campo ora è però una strategia finalizzata in modo esplicito a far conoscere la piattaforma in tutto il mondo.

Contenuti distribuiti a livello globale, migliore localizzazione e registrazioni più semplici senza verifica dell’identità… e in arrivo ulteriori ottimizzazioni e funzionalità di localizzazione!

Come parte di questa iniziativa, la società avrebbe iniziato ad assumere personale in giro per il mondo: Los Angeles, Londra, Città del Messico, San Paolo, Istanbul e Tokyo. È in preparazione anche la versione in inglese del portale, requisito fondamentale se l’obiettivo è quello di provare a fare concorrenza a YouTube.

Dalle pagine del sito ufficiale ricostruiamo la storia di Bilibili. Lancio nel 2009 da parte del fondatore Xu Yi, come sito focalizzato su anime, fumetti e videogiochi, integrazione dei giochi mobile nel 2014 e delle dirette streaming nel 2015. Lo scorso anno ha raggiunto i 363 milioni di utenti attivi su base mensile. Ha sede nel distretto Yangpu di Shanghai ed è quotata in borsa (BILI). Questa è la mission dell’azienda.

Offriamo un’esperienza di intrattenimento coinvolgente e contenuti di alta qualità che si adattano agli interessi in continua evoluzione e diversificati dei nostri utenti e delle nostre community. Abbiamo costruito la nostra piattaforma basandoci sul forte legame emotivo che i nostri utenti hanno con i nostri contenuti e le nostre community.

SteelSeries Rival 3: mouse wireless da Gaming con il miglior rapporto qualità prezzo

Ven, 08/21/2026 - 09:02

Approfitta velocemente di questa promozione che ti stiamo segnalando per ottenere uno dei migliori mouse da gaming per il suo rapporto qualità prezzo. Stiamo parlando del mitico SteelSeries Rival 3 che oggi su Amazon puoi avere a soli 39,95 euro, invece che 59,99 euro.

Con lo sconto del 35% potrai risparmiare 20 euro circa sul totale e soprattutto potrai ottenere un mouse eccezionale che ti permetterà di dominare le partite. Ha un’impugnatura ergonomica per fare meno fatica, diversi tasti per la scorciatoie veloci, connessione senza latenza e un’ottima autonomia.

[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0F5QF2JQQ” program=”Amazon” format_id=”70″]Acquistalo in offerta su Amazon[/parse_button]

SteelSeries Rival 3: a questa cifra non c’è di meglio

Il mouse wireless da Gaming SteelSeries Rival 3 è indubbiamente uno dei migliori acquisti nella categoria per chi non vuole spendere una fucilata. Benché non costi molto garantisce comunque ottime prestazioni. Ha un sensore ottico TrueMove Air da 1800 DPI in grado di rilevare anche minimi movimenti e di scorrere facilmente su qualsiasi superficie. Riuscirai dunque a spostare il puntatore in modo velocissimo e con estrema precisione. Inoltre è dotato di piedini al 100% PTFE per diminuire l’attrito.

Possiede 6 pulsanti estremamente resistenti che garantiscono 60 milioni di click, con feedback tattile eccellente e ottima reattività. Ha un design ergonomico che ti permetterà di impugnarlo in modo da avere il massimo del comfort e una posizione più naturale. Potrai collegarlo sia in modalità Bluetooth che con il ricevitore incluso in modalità wireless per una connessione velocissima e a bassa latenza. Senza dimenticare che garantisce un’autonomia fino a 200 ore in modalità wireless e 450 ore in modalità Bluetooth e potrai addirittura usare una sola batteria AAA per alleggerirlo.

[parse_button link=”https://www.amazon.it/dp/B0F5QF2JQQ” program=”Amazon” format_id=”70″]Acquistalo in offerta su Amazon[/parse_button]

Questa è davvero una promozione coi fiocchi per cui non perderla. Vai all’istante su Amazon e acquista il tuo SteelSeries Rival 3 a soli 39,95 euro, invece che 59,99 euro. Concludi subito il tuo ordine e lo riceverai a casa in pochi giorni senza ulteriori costi. Solo per i clienti Prime. Se non sei ancora iscritto al servizio fallo ora cliccando qui.

Pagine