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Updated: 1 hour 2 min fa

Apple svela il nuovo Mac Studio con chip M5 Max e M5 Ultra

Mar, 08/25/2026 - 16:54

Insieme al Mac mini, Apple ha svelato il fratello maggiore Mac Studio. È ovviamente il Mac più potente tra quelli presenti nel catalogo, essendo indicato per professionisti della grafica e sviluppatori AI. Gli utenti possono acquistare versioni con il chip M5 Max (usato nei MacBook Pro da 14 e 16 pollici) e il nuovo M5 Ultra con CPU fino a 36 core, GPU fino a 80 core e Neural Engine a 32 core.

Apple Mac Studio (2026): specifiche e prezzo

Il Mac Studio (2026) è identico al modello del 2025. Come per il Mac mini, le novità sono nascoste all’interno del telaio in alluminio (dimensioni 19,7×19,7×9,5 millimetri e peso di 2,7-3,6 Kg). Apple ha sostituito i chip M3 Ultra e M4 Max con i più potenti M5 Max e M5 Ultra. Le prestazioni AI sono aumentate fino a 4,3 volte, mentre quelle grafiche fino a 1,8 volte. La CPU è fino a 1,3 volte più veloce.

Queste sono le altre specifiche: fino a 512 GB di RAM, SSD fino a 16 TB, connettività Wi-Fi 7, Bluetooth 6, 10Gb Ethernet, altoparlante, jack audio da 3,5 millimetri, uscita HDMI, due porte USB Type-A, quattro porte Thunderbolt 5 e slot per card SDXC. Frontalmente il modello con chip M5 Max ha due porte USB Type-C, mentre quelle del modello con chip M5 Ultra sono Thunderbolt 5. Il sistema operativo installato è macOS 27 Golden Gate.

Il Mac Studio è molto apprezzato dagli sviluppatori di app AI. Il Neural Engine integrato nei chip (16 core per M5 Max e 32 core per M5 Ultra) offre prestazioni quadruplicate rispetto alla precedente generazione. È possibile creare cluster di Mac Studio per l’elaborazione locale (inferenza) di modelli di grandi dimensioni, sfruttando anche gli SSD PCIe Gen 6.

Ovviamente i prezzi sono aumentati rispetto alla precedente generazione. I prezzi base sono 3.049 euro (M5 Max) e 6.699 euro (M5 Ultra). Può essere già ordinato sul sito Apple. Le consegne inizieranno il 22 settembre, quando sarà disponibile anche negli store fisici.

Apple annuncia il nuovo Mac mini con chip M5 Pro e M6

Mar, 08/25/2026 - 15:51

Come previsto, Apple ha annunciato il nuovo Mac mini. Gli utenti potranno acquistare i modelli con chip M5 Pro e M6. Quest’ultimo debutta ufficialmente con il dispositivo, insieme al chip M5 Ultra. Rispetto alla precedente generazione del 2024 ci sono altri aggiornamenti hardware. Ovviamente è stato aumentato il prezzo.

Apple Mac mini (2026): specifiche e prezzo

Il Mac mini (2026) conserva il design della versione 2024. Il telaio è in alluminio, mentre dimensioni e peso sono 12,7×12,7×5 centimetri e 670 grammi, rispettivamente. La principale novità è rappresentata dai processori. Apple ha utilizzato il chip M5 Pro (presente nei MacBook Pro da 14 e 16 pollici) e il nuovo M6 con CPU a 12 core, GPU a 12 core e due Neural Engine a 16 core.

Queste sono le altre specifiche: fino a 64 GB di RAM, SSD fino a 8 TB, connettività Wi-Fi 7, Bluetooth 6, 2.5Gb o 10Gb Ethernet, altoparlante, jack audio da 3,5 millimetri, uscita HDMI, due porte USB Type-C e tre porte Thunderbolt 4/5 (M5 Pro/M6). Il sistema operativo installato è macOS 27 Golden Gate.

Apple ha sottolineato l’incremento notevole di prestazioni (grafica e AI) rispetto alla precedente generazione. Ciò permetterà agli sviluppatori di eseguire localmente app e agenti AI che sfruttano modelli di grandi dimensioni. Non mancano ovviamente le funzionalità AI di Apple Intelligence. Siri AI (versione beta) sarà disponibile entro fine anno solo in lingua inglese (non in Europa).

Gli utenti possono ordinare il nuovo Mac mini da oggi. Le consegne inizieranno il 22 settembre, quando sarà disponibile anche negli store fisici. I prezzi base sono 1.079 euro (M6) e 2.029 euro (M5 Pro).

Propaganda russa con ChatGPT: OpenAI chiude gli account

Mar, 08/25/2026 - 15:09

OpenAI ha chiuso diversi account ChatGPT utilizzati per generare contenuti social a favore dell’International Burke Institute. Gli articoli pubblicati sul sito e verificati dall’azienda californiana sono quasi tutti copiati e fanno parte di una campagna di influenza avviata per manipolare l’opinione pubblica a favore della Russia. L’impatto reale sembra tuttavia molto limitato.

Propaganda russa con ChatGPT

Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, OpenAI ha rilevato e bloccato varie operazioni di influenza a favore della Russia, ma l’ultima è più sofisticata. L’azienda californiana ha scoperto che gli account erano stati aperti in Russia usando una VPN, visto che ChatGPT non è disponibile. Usando il chatbot sono stati generati post e commenti (quasi tutti in inglese) pubblicati su X, Facebook, Telegram, Substack e LinkedIn.

La maggioranza dei contenuti promuoveva articoli pubblicati sul sito dell’International Burke Institute (da non confondere con l’autorevole Burke Institute) con sede in Israele. Quest’ultima è una presunta comunità di esperti che scrive articoli relativi alla sovranità dei paesi. In realtà, come evidenziato da OpenAI, il sito contiene dozzine di articoli accademici copiati o attribuiti falsamente a veri studiosi. È inoltre presente un indice di sovranità usato per elogiare la Russia e screditare i paesi occidentali.

Alcuni post sono stati pubblicati sulle piattaforme elencate direttamente da account che riportano nome e logo dell’International Burke Institute (IBI). Altri post sembrano provenire da utenti comuni (probabilmente non autentici) e contengono link agli articoli dell’IBI. ChatGPT è stato usato anche per generare commenti e risposte ai post degli utenti.

Il chatbot non è stato sfruttato per scrivere gli articoli sul sito, ma OpenAI ha trovato che 34 su 36 articoli pubblicati tra settembre 2025 e maggio 2026 sono stati copiati da altre fonti. Alcuni di essi sono stati attribuiti a noti studiosi per dare maggiore legittimità al sito.

L’impatto dell’operazione di influenza è piuttosto limitata. I post hanno ricevuto poche visualizzazioni, mentre gli account dell’IBI hanno un numero molto basso di follower. Solo i canali Telegram hanno un seguito maggiore (fino a 20.000 iscritti). OpenAI evidenzia tuttavia la complessità della campagna e il crescente uso dei tool AI per generare fake news e manipolare l’opinione pubblica.

Ucraina condivide dati AI di guerra con il Regno Unito

Mar, 08/25/2026 - 13:05

Il Regno Unito è diventato il primo paese straniero che può accedere ai dati raccolti dall’Ucraina sul campo di battaglia. Vengono utilizzati dai militari per addestrare i modelli AI che permettono di identificare i bersagli russi. Il governo britannico userà le informazioni per lo sviluppo di tecnologie difensive. I due paesi collaboreranno anche per la realizzazione di vari progetti.

Milioni di dati da fotocamere e sensori

L’accordo è stato firmato a Kiev dal Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy e il Primo Ministro del Regno Unito Andy Burnham. Durante gli oltre quattro anni di guerra, iniziata con l’invasione della Russia, i militari ucraini hanno raccolto milioni di dati con fotocamere e sensori sul campo di battaglia che riguardano carri armati, artiglieria, fanteria e bersagli aerei, inclusi i droni Shahed e i droni da ricognizione usati dalla Russia.

I dati sono raccolti dagli Avengers AI Labs per l’addestramento dei nuovi modelli di intelligenza artificiale utilizzati principalmente dal sistema DELTA che aiuta i militari a prendere decisioni in tempo reale e identificare i bersagli russi. Il Ministro della Difesa ucraino ha dichiarato che può analizzare oltre 100.000 stream video al mese e identificare il 70% dei target nemici nelle immagini.

Il Regno Unito avrà accesso al database degli Avengers AI Labs e userà le informazioni per migliorare difesa e sicurezza nazionale, dal controllo del traffico aereo ai sistemi ferroviari. Potrebbero eventualmente essere sfruttate per rilevare in anticipo droni russi. In cambio, il Regno Unito sosterrà l’Ucraina con università, ricercatori e aziende tecnologiche leader a livello mondiale, consentendo di avvalersi dell’esperienza britannica per accelerare lo sviluppo di soluzioni a sfide urgenti.

L’accordo comprende inoltre l’avvio di vari progetti pilota. Il primo riguarda la protezione delle basi militari da manifestanti e altre persone che cercano di ottenere informazioni. Combinando dati ucraini e tecnologia britannica, i cavi in ​​fibra ottica interrati verranno trasformati in un gigantesco sensore AI.

Il secondo progetto prevede lo sviluppo di chip AI a basso consumo di nuova generazione per droni, robotica e sistemi autonomi. La tecnologia potrebbe essere alla base di una nuova generazione di macchine intelligenti in grado di operare più a lungo, reagire più velocemente e funzionare in ambienti ostili.

Spotify, gli audiolibri non partono? Il bug è in fase di correzione

Mar, 08/25/2026 - 12:13

Su Spotify non c’è solo musica, ma anche podcast e audiolibri. Soprattutto gli audiolibri stanno riscuotendo molto successo, perché è un formato molto apprezzato da chi non può dedicarsi alla lettura in modo tradizionale. Ad esempio chi affronta lunghi tragitti sui mezzi pubblici ogni giorno, ma non riesce a leggere durante il viaggio senza essere sopraffatto dalla nausea. A proposito, Android 17 ha la sua soluzione contro il mal d’auto: Motion Assist.

Il 24 agosto, numerosi utenti della piattaforma hanno riscontrato un problema con gli audiolibri, su mobile, dal computer e dal Web. Alcuni non riescono più ad avviarli, altri dicono che l’applicazione si rifiuta di passare al capitolo successivo una volta arrivati alla fine di quello in corso. Spotify passa anche da un capitolo all’altro senza mai avviare la riproduzione, mentre alcune persone non riescono proprio a scaricare alcun audiolibro.

Spotify è al lavoro per correggere il bug degli audiolibri

Sui propri forum, Spotify ha confermato di essere a conoscenza del bug che sta interessando gli audiolibri e di essere al lavoro per risolverlo, senza però fornire dettagli sulle cause. Il problema, inoltre, non sembra riguardare tutti allo stesso modo. Per alcuni utenti risulta già risolto, mentre per altri persiste. La varietà dei sintomi potrebbe rendere più complessa una soluzione definitiva.

Spotify, per ora, parla soltanto di audiolibri che non funzionano correttamente al momento, senza ulteriori precisazioni. In attesa di una correzione, è quindi bene aggiornare l’app all’ultima versione e segnalare eventuali anomalie direttamente a Spotify.

Android 17, arriva Motion Assist contro il mal d'auto

Mar, 08/25/2026 - 11:51

Il mal d’auto o cinetosi è un disturbo che colpisce molte persone. In sostanza, lo sfasamento tra ciò che si vede e ciò che il corpo percepisce crea un conflitto sensoriale che ha come conseguenze sintomi diversi: vertigini, nausea, sudori freddi, mal di testa o addirittura vomito.

Per molti è quindi impossibile usare lo smartphone in auto (lato passeggero, ovviamente), pena il rischio di star male. È per questo che Google ha sviluppato la propria soluzione contro il mal d’auto, che rilascerà con Android 17. Per inciso, Apple ha lanciato la stessa funzione con iOS 18.

Android 17 introduce Motion Assist contro il mal d’auto: come funziona

Motion Assist, come dicevamo, ha lo scopo di ridurre gli effetti della cinetosi. Come? Mostrando sui bordi dello schermo dello smartphone dei riferimenti visivi di movimento che corrispondono a quelli del veicolo, per evitare, o quantomeno attenuare, il conflitto sensoriale all’origine del disturbo.

Per attivarlo, ecco la procedura da seguire:

  • Aprire l’app Impostazioni.
  • Toccare il proprio profilo.
  • Selezionare la scheda Tutti i servizi.
  • Poi scorrere fino alla sezione Sicurezza dei dispositivi e sicurezza personale.

Lì si dovrebbe trovare Motion Assist, resta da vedere se porterà lo stesso nome o se verrà tradotto sui nostri dispositivi: la funzionalità non appare ancora su gran parte dei Pixel 11. Attivandola, si avvierà automaticamente quando il dispositivo rileverà che ci si trova in un veicolo in movimento. Ma può anche essere attivata e disattivata manualmente, grazie a un riquadro Motion Assist accessibile dal pannello di accesso rapido.

In entrambi i casi, una notifica indicherà che la funzione è attiva, e ,offrirà la possibilità di disattivarla. Sono disponibili diverse opzioni di personalizzazione: l’utente può regolare il colore, la forma o l’opacità dei riferimenti visivi di movimento, ma può anche optare per una variazione casuale di questi indicatori.

Il rollout sarà graduale. Google inizia dai Pixel e procede per fasi, ma è solo questione di tempo.

Nuovo Mac mini in arrivo prima di iPhone 18 e iPad mini

Mar, 08/25/2026 - 11:37

Mark Gurman, noto giornalista di Bloomberg, ha ricevuto conferma dalle sue fonti che il lancio del nuovo Mac mini è imminente. Il piccolo computer desktop dovrebbe essere annunciato da Apple nei prossimi giorni, quindi prima dell’evento dedicato agli iPhone 18 e all’iPhone pieghevole. Entro fine ottobre arriverà invece il nuovo iPad mini con schermo OLED.

Inizia il lancio dei nuovi prodotti Apple

L’attuale Mac mini è stato annunciato a fine ottobre 2024. Gli utenti possono acquistare i modelli con processori M4 e M4 Pro. La configurazione base con chip M4, 16 GB di RAM, 256 GB di storage e Gigabit Ethernet costava 729,00 euro. In seguito agli aumenti di fine giugno, il prezzo è diventato 979,00 euro (vecchio prezzo della versione da 512 GB).

Secondo le fonti di Mark Gurman, il nuovo Mac mini verrà annunciato prima dell’evento di settembre dedicato agli iPhone, quindi entro le prossime due settimane. Apple ha testato versioni con chip M5 e M6, ma è più probabile il primo rispetto al secondo. Il piccolo computer desktop è diventato molto popolare tra gli sviluppatori, in quanto permette di eseguire localmente app e agenti AI.

Le consegne sono state però rallentate dalle difficoltà di approvvigionamento di memoria e storage. Il problema non è stato ancora risolto, quindi potrebbe comportare una bassa disponibilità del nuovo modello. L’azienda di Cupertino avvierà la produzione anche a Houston (Texas) entro fine anno.

Dopo il debutto di iPhone 18 e iPhone pieghevole dovrebbe toccare al nuovo iPad mini. Come già anticipato a metà luglio, il tablet avrà uno schermo OLED, usato finora solo sugli iPad Pro. Il lancio è previsto entro fine ottobre. Ovviamente ci sarà un incremento di prezzo (quello base dell’attuale modello è 689,00 euro).

Il medio-gamma che fa faville senza costare troppo è POCO X8 Pro

Mar, 08/25/2026 - 11:08

Hai deciso di acquistare uno smartphone medio gamma per garantirti ottime prestazioni mantenendo comunque il costo più sostenibile? Allora approfitta di questa promozione interessantissima che ti stiamo segnalando. Se vai velocemente su eBay puoi mettere nel tuo carrello il POCO X8 Pro a soli 344 euro, invece che 379,90 euro, inserendo il codice promozionale BRANDAUG26 al momento del pagamento.

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POCO X8 Pro: il migliore tra i medio-gamma

Sono diverse le caratteristiche che rendono il POCO X8 Pro uno dei migliori medio-gamma in circolazione. Sicuramente tra queste spicca la sua straordinaria batteria da 6.500 mAh in grado di durare per tutto il giorno senza problemi e valorizzata anche da una ricarica super rapida da 100 W. Inoltre è dotato di una fotocamera posteriore Sony IMX882 da 50 MP con ultra grandangolare da 8 MP e fotocamera per selfie da 20 MP.

Ha un generoso display AMOLED da 6,59 pollici con refresh rate fino a 120 Hz e luminosità massima di 2000 nit. Il peso è di 201,47 grammi, ha uno spessore di 8,38 mm ed è resistente all’acqua e alla polvere con certificazione di grado IP68. A muoverlo c’è il potente processore MediaTek Dimensity 8500-Ultra con 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna. Possiede funzioni AI come Google Gemini, Cerchia e Cerca con Google. Inoltre potrai usare due Sim in contemporanea.

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GrapheneOS sui Motorola Razr, garantiti 7 anni di aggiornamenti

Mar, 08/25/2026 - 11:06

Da quando è stata annunciata, la partnership tra GrapheneOS e Motorola si sta sviluppando passo dopo passo. Con il passare del tempo iniziano a emergere sempre più chiaramente le ambizioni di entrambe le parti.

GrapheneOS sui Motorola Razr: supporto, sicurezza e 7 anni di update

GrapheneOS annuncia di voler integrare, a lungo termine, i Razr Fold e Razr Ultra nel proprio catalogo di dispositivi compatibili, oltre agli smartphone tradizionali. Se GrapheneOS è già compatibile con il formato Fold del Pixel, e quindi con il Razr Fold, l’arrivo del Razr Ultra apre il sistema allo smartphone a conchiglia. Va notato tuttavia che i modelli Razr commercializzati nel 2026 non beneficeranno di questa compatibilità.

GrapheneOS richiede la tecnologia MTE (memory tagging extension). Questo meccanismo integrato nel processore individua determinate corruzioni della memoria prima che vengano sfruttate da un software malevolo. GrapheneOS richiede inoltre un componente hardware isolato dal processore principale che conserva le chiavi di cifratura e limita i tentativi di sblocco. Sui Pixel, questa funzione è garantita dal chip Titan M2 di Google, ma GrapheneOS non ha precisato quale sarà il suo equivalente in casa Motorola.

Gli attuali Motorola Signature, Razr Fold e Razr Ultra si avvicinano a questi criteri, ma non li soddisfano completamente. Bisognerà quindi attendere la prossima generazione di chip Qualcomm, verosimilmente gli Snapdragon 8 Elite Gen 6, perché tutti i requisiti siano soddisfatti. Il primo smartphone Motorola compatibile, un modello classico non pieghevole, è atteso per il 2027.

GrapheneOS spiega che Motorola fornirà direttamente i firmware e i driver nel formato richiesto, e che gli eventuali problemi su questi componenti saranno gestiti direttamente con Motorola e Qualcomm. Gli sviluppatori del progetto ritengono che il supporto sarà più semplice rispetto agli ultimi Pixel, sui quali il ritmo dei grandi aggiornamenti di Android è diventato difficile da sostenere. Google non facilita tuttora il compito ai sistemi alternativi sui propri smartphone. Per questa ragione, GrapheneOS prevede di ospitare autonomamente i repository Git di AOSP, la base software libera di Android, così da preparare le proprie versioni in anticipo rispetto a ogni uscita importante.

7 anni di aggiornamenti

La nuova gamma Signature di Motorola promette sette anni di aggiornamenti. GrapheneOS desidera che questo ciclo sia garantito per i modelli di fascia alta prima di prenderne in considerazione la compatibilità. A titolo di confronto, il Motorola Edge 2026 resta su un ciclo arcaico e beneficia di soli due aggiornamenti maggiori di Android. Il prezzo previsto di questi primi modelli compatibili sarà superiore a quello di un Pixel equivalente.

Lenovo Legion Go: aggiornamento BIOS fallito, riparazione gratis

Mar, 08/25/2026 - 10:54

A distanza di oltre due mesi dalle prime segnalazioni, Lenovo ha finalmente confermato che l’installazione dell’ultimo BIOS per Legion Go rende inutilizzabile la console portatile. Essendo fuori garanzia, alcuni utenti hanno pagato la riparazione di tasca propria. Il produttore cinese ha comunicato che sarà gratuita.

BIOS rimosso dalla pagina, ma il danno è fatto

Il BIOS incriminato è la versione V42 (N3CN42WW) per Legion Go (8APU1), primo modello della console portatile annunciato a settembre 2023. Era disponibile per il download da circa due mesi prima della rimozione. Ora nella relativa pagina c’è il precedente N3CN40WW.

A fine giugno, un utente ha segnalato il grave bug. Dopo l’installazione del BIOS, la console non si avvia più. I sintomi sono schermo nero, LED del pulsante di accensione rosso e velocità della ventola al massimo.

Un responsabile del supporto di Lenovo ha suggerito alcune soluzioni di emergenza, ma non hanno funzionato. Essendo scaduta la garanzia, alcuni utenti sono stati costretti a pagare la riparazione (oltre 237 euro). Lenovo ha ufficialmente confermato il problema con questa dichiarazione:

Lenovo è a conoscenza del fatto che alcuni dispositivi Legion Go potrebbero presentare una schermata nera durante l’installazione della versione V42 del BIOS. La versione V42 del BIOS non è stata distribuita tramite Windows Update o Legion Space e Lenovo ha rimosso l’aggiornamento dal proprio sito Web di supporto mentre continua il lavoro di validazione. Gli utenti che hanno completato correttamente l’aggiornamento alla versione V42 non dovrebbero dover intraprendere ulteriori azioni al momento. Se un dispositivo presenta una schermata nera durante l’installazione della versione V42, gli utenti possono provare a tenere premuto il pulsante di accensione per circa 10 secondi, attendere circa un minuto e quindi riaccendere il dispositivo. Se il dispositivo non riprende a funzionare normalmente, i clienti devono contattare l’assistenza Lenovo per ulteriore supporto. Lenovo continua a valutare e validare i futuri aggiornamenti del BIOS per Legion Go.

Un dipendente ha comunicato che il bug si manifesta solo per alcune unità, in quanto dipende da specifici componenti della scheda madre. Ha successivamente confermato che la riparazione sarà gratuita in Europa anche fuori garanzia. L’indagine per determinare la causa è ancora in corso.

Apple, via libera di Trump alla RAM cinese di CXMT e YMTC?

Mar, 08/25/2026 - 10:23

La RAM oramai è diventata merce rara… La crescente domanda, infatti, sta assorbendo da tempo la capacità produttiva dei principali colossi del settore, come Samsung, SK Hynix e Micron. È anche per questo che aziende come Apple starebbero valutando di rivolgersi ai fornitori cinesi emergenti come CXMT e YMTC. Una prospettiva tutt’altro che semplice sul piano geopolitico.

Affidarsi a produttori cinesi significa coinvolgere direttamente aziende che operano nel Paese considerato da Washington il principale concorrente strategico degli Stati Uniti. La necessità di assicurarsi abbastanza memoria, tuttavia, potrebbe prevalere sulle considerazioni geopolitiche, fino a spingere Donald Trump a concedere un eventuale via libera.

RAM introvabile: Trump valuta il via libera ad Apple per i chip cinesi

Apple ha fatto bene a giocare d’anticipo e a testare già i componenti di memoria di CXMT? Potrebbe proprio essere così, stando all’account Weibo Mobile Chip Expert, di cui il media Wccftech si fa portavoce. Donald Trump avrebbe deciso di autorizzare Apple ad acquistare componenti di memoria di CXMT per produrre i suoi iPhone (almeno nel caso dei dispositivi venduti in Cina).

La decisione sarà comunicata ufficialmente il mese prossimo, quando Xi Jinping incontrerà Donald Trump alla Casa Bianca, il 24 settembre.

Il Congresso USA frena, ma Trump se ne frega…

L’apertura ai produttori cinesi, tuttavia, rischia di scontrarsi con il muro del Congresso americano. Diversi esponenti politici si sono già schierati contro questa possibilità, sostenendo che affidarsi a società cinesi per componenti strategici come le memorie potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale.

Un’opposizione che, però, potrebbe non essere sufficiente a fermare Donald Trump. Il presidente ha già dimostrato in altre occasioni di essere disposto a prendere decisioni in controtendenza rispetto a una parte del Congresso, come nel caso del via libera all’esportazione in Cina delle GPU H200 di NVIDIA, tra i chip più potenti destinati al mercato dell’intelligenza artificiale.

Pavel Durov ricorda l'indagine francese e accusa altri governi

Mar, 08/25/2026 - 10:00

Esattamente due anni fa, Pavel Durov è stato arrestato all’aeroporto di Le Bourget in Francia. Il CEO di Telegram ha ricordato la sua detenzione durata tre giorni con un post sul canale Telegram personale. Ha quindi approfittato dell’anniversario per ribadire che la moderazione sulla piattaforma non è peggiore rispetto a quella dei concorrenti e per evidenziare i tentativi di censura da parte di altri governi.

Nessun accusa per Meta anche se promuove contenuti pedopornografici

Pavel Durov è stato accusato dalle autorità francesi per crimini commessi dagli utenti. Il CEO è stato considerato complice a causa dell’assenza di moderazione su Telegram. Dopo alcuni giorni di custodia cautelare era stato rilasciato in libertà vigilata, pagando una cauzione di 5 milioni di euro. Doveva inoltre recarsi in una stazione di polizia due volte alla settimana e non poteva lasciare la Francia.

Queste restrizioni sono state successivamente revocate e ora può viaggiare liberamente all’estero, ma l’indagine è ancora in corso. Durov ha evidenziato che, negli ultimi due anni, sono emerse chiare prove dei motivi per cui Telegram viene attaccato dai governi.

Abbiamo assistito all’emergere di uno schema ricorrente in diversi paesi: Telegram subisce pressioni per concedere favori politici, come la censura o la sorveglianza illegali. Quando ci rifiutiamo, i media locali e le organizzazioni non governative lanciano campagne orchestrate che dipingono Telegram come un covo di criminalità, dalla pedopornografia al terrorismo.

A fine luglio, la Russia ha emesso un mandato di arresto internazionale per Durov, in quanto Telegram verrebbe utilizzato dall’Ucraina per organizzare attentati terroristici. All’inizio di agosto è stato avviato un procedimento civile in Australia perché non sono stati rimossi materiali pro-terrorismo. Apple ha invece rimosso temporaneamente l’app dal suo store per la pubblicazione di contenuti pedopornografici.

Durov ha sottolineato che la moderazione su Telegram non è peggiore di quella dei concorrenti. Il CEO ritiene che i governi prendano di mira solo le piattaforme che rifiutano le loro richieste politiche segrete, mentre le piattaforme che accettano tali accordi non vengono toccate. Durov cita come esempio Meta che mostra annunci pubblicitari pedopornografici.

Apple Pencil Pro è la migliore alleata per appunti e disegno (-40€)

Mar, 08/25/2026 - 09:38

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Apple Pencil Pro: non solo un accessorio

La Apple Pencil Pro è qualcosa di molto più che un semplice accessorio perché riesce a trasformare il tuo iPad in un quaderno per gli appunti o una tavoletta grafica. Grazie alla sensibilità alla pressione potrai fare tratti più o meno marcati in base alla forza che utilizzi, mentre con il rilevamento dell’inclinazione puoi creare ombre ed effetti realistici. Tutto questo con una minima latenza che non ti renderai nemmeno conto che esista e una precisione al pixel straordinaria.

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Elegante, microfono per chiamate e batteria da 14gg: Amazfit Balance

Mar, 08/25/2026 - 09:15

Mettiti al polso uno smartwatch elegantissimo con luminoso e ampio display rotondo, una generosa batteria che dura fino a due settimane, il microfono per le chiamate e tantissimo altro a un ottimo prezzo. Stiamo parlando del mitico Amazfit Balance che oggi su Amazon puoi avere a 104,99 euro, invece che 209,90 euro.

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Amazfit Balance: a metà prezzo è un best buy

Senza ombra di dubbio con lo sconto del 50% l’Amazfit Balance la 46 mm è uno smartwatch da non farsi scappare. Si nota subito il design elegante con telaio in metallo è una cinturino in nylon con aggancio magnetico. Offre un display AMOLED da 1,5 pollici e una lunetta in vetro antiriflesso estremamente visibile anche davanti alla luce del sole. È dotato di una ghiera e un pulsante per accedere alle varie funzionalità e ha un peso di appena 35 grammi.

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Con il GPS integrato supportato da 6 sistemi satellitari puoi tracciare con precisione i tuoi spostamenti e potrai avvalerti di 150 modalità sportive. Offre monitoraggio costante della salute, del sonno, pagamento NFC e un microfono per le effettuare e rispondere alle chiamate direttamente dallo smartwatch. Ha l’integrazione dell‘intelligenza artificiale e una batteria in grado di arrivare fino a 14 giorni con una ricarica completa.

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Hack Hugging Face: Alabama avvia indagine su OpenAI

Mar, 08/25/2026 - 09:04

Il Procuratore Generale dell’Alabama ha inviato un mandato di comparizione a OpenAI come parte dell’indagine relativa all’accesso non autorizzato ai server di Hugging Face effettuato da agenti AI basati su GPT-5.6 Sol e un altro modello in sviluppo. L’azienda californiana ha promesso di fornire tutti i dettagli alle autorità governative.

Probabili altre indagini sulla responsabilità di OpenAI

Hugging Face aveva descritto l’intrusione senza però indicare i responsabili. Alcuni giorni dopo, OpenAI ha ammesso che i suoi agenti AI hanno aggirato la sandbox dell’ambiente di test e attaccato l’infrastruttura dell’azienda di New York. OpenAI potrebbe teoricamente essere accusata di aver violato il Computer Fraud and Abuse Act, una legge federale che vieta l’accesso non autorizzato ai sistemi informatici protetti.

Invece la prima indagine è stata avviata dal Procuratore Generale dell’Alabama (Steve Marshall) per verificare la possibile violazione del Deceptive Trade Practices Act e altre leggi che proteggono i consumatori. Secondo Marshall, l’attacco conto Hugging Face è dovuto alla totale mancanza di supervisione e di adeguate misure di sicurezza.

L’indagine è stata avviata in seguito alla lettera (PDF) inviata all’inizio del mese dal Procuratore Generale dell’Alabama e di altri 14 Stati, con la quale è stato chiesto a OpenAI di conservare tutta la documentazione relativa all’incidente e alle valutazioni dei modelli AI. Nella lettera viene chiesto anche di interrompere i test, se non possono essere eseguiti in modo controllato (l’azienda californiana ha sospeso l’addestramento per due settimane).

Con il mandato di comparizione viene ordinato a OpenAI di fornire tutta la suddetta documentazione e le informazioni sui dipendenti coinvolti nell’intrusione di fine luglio o nei test dei modelli entro il 14 settembre. Un portavoce di OpenAI ha dichiarato:

L’incidente Hugging Face ha rappresentato un momento cruciale per la sicurezza dell’AI e stiamo conducendo un’analisi approfondita insieme a consulenti esterni. Una volta completata l’analisi, condivideremo un rapporto tecnico con le autorità governative competenti e pubblicheremo i nostri risultati.

Xiaomi, Samsung e HONOR: il tuo nuovo smartphone a prezzo da scaffale su eBay

Mar, 08/25/2026 - 08:48

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Mar, 08/25/2026 - 08:30

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Un canale tv amplia la sua copertura su scala nazionale e regionale

Mar, 08/25/2026 - 08:00

In queste ore un importante canale tv ha ampliato la sua copertura all’interno della piattaforma digitale terrestre. L’aggiornamento non riguarda solo il territorio regionale, ma anche quello nazionale. Stiamo parlando di SAN MARINO RTV HD che ha effettuato un restyling del suo logo, come riportato dagli esperti di Italia in Digitale. Questa emittente è proprietà al 50% della Rai e al 50% di Ente Radiodiffusione Sammarinese (ERAS).

Il direttore di San Marino Rtv, Roberto Sergio, in occasione di un’intervista ad Adnkronos riportata da Prima Online, ha dichiarato: “Dal 21 agosto San Marino Rtv ha un nuovo logo: Rtv 550 San Marino. Non è soltanto un cambiamento grafico. Il 550 diventa parte integrante della nostra identità perché rappresenta il progetto di rilancio avviato in questi anni: un canale sempre più riconoscibile, moderno e aperto oltre i confini della Repubblica“.

Abbiamo scelto di far debuttare il nuovo logo alla vigilia di una giornata storica, la visita apostolica di Papa Leone XIV a San Marino. Un momento di straordinaria visibilità che racconta bene ciò che vogliamo essere: un servizio pubblico radicato nel territorio, capace di innovare e di portare San Marino in Italia e nel mondo attraverso televisione, radio e digitale.

Dove sintonizzare il canale tv SAN MARINO RTV HD

SAN MARINO RTV HD è sintonizzabile a livello nazionale sulla LCN 550 del digitale terrestre. Questo canale tv è disponibile all’interno del MUX RAI B in DVB-T2. Al momento, nonostante la dicitura HD nel logo e nell’identificativo, la programmazione viene trasmessa in definizione standard e non in alta definizione.

A livello regionale, questa emittente è disponibile nel MUX SAN MARINO RTV. Questo canale può essere sintonizzato nelle aree raggiunte dalle frequenze di questo multiplex sull’UHF 42. Diversamente della LCN 550, in questo caso trasmette sempre in MPEG-4 H.264 ed in alta definizione con la risoluzione 1920×1080.

Secondo quanto riportato da Italia in Digitale, SAN MARINO RTV HD ha anche esordito recentemente nel MUX REGIONALE 2 Emilia Romagna e nel MUX REGIONALE 3 Emilia Romagna. In tutti e due i multiplex è disponibile alla LCN 550 con immagini in  H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080.

San Marino RTV amplia la propria copertura in Emilia-Romagna rendendo disponibile il segnale sul canale LCN 550 non solo in DVB-T2, ma anche nello standard DVB-T1. Questa novità consente la ricezione anche sui televisori e decoder meno recenti nei territori di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini, nelle rispettive province e lungo la costa romagnola fino a Cervia. Per ricevere l’emittente è sufficiente avviare una risintonizzazione automatica dei canali; l’intervento punta ad accrescere il bacino d’utenza e a garantire un accesso più capillare e inclusivo all’informazione, agli approfondimenti e alle produzioni del servizio pubblico sammarinese.

Cos'è l'enorme macchia rossa nel Marocco che si vede dallo spazio

Mar, 08/25/2026 - 07:30

Scienziati e ricercatori sono impegnati a osservare e analizzare un’enorme macchia rossa visibile dallo spazio che si espande all’interno del Marocco. La foto satellitare è stata scattata dall’Agenzia Spaziale Europea a gennaio di quest’anno e mostra un’immagine della regione di Ouarzazate. A catturare questi fotogrammi dal colore insolito è stato il satellite Copernicus Sentinel-2.

Tutti osservando questa macchia dall’intenso colore rosso si domandano cosa sia successo in quella regione marocchina. Niente di preoccupante. Infatti, come spiegato sul sito ufficiale dell’agenzia, si tratta di un’illusione ottica. In pratica, questo sistema satellitare viene utilizzato per monitorare la densità e la salute della vegetazione di alcune aree. Siccome le piante riflettono più luce del vicino infrarosso che del verde, i terreni con vegetazione densa appaiono di un colore rosso accesso.

Questa immagine, scattata nel gennaio 2026, durante la stagione delle piogge, mostra chiaramente anche affluenti minori, insieme alla vegetazione e ai campi coltivati. A nord della più ampia area rossa si trova il tessuto urbano di Ouarzazate, capoluogo di provincia, situato nella valle del fiume Ouarzazate, noto anche come Assif n’Tidili.

Lungo le rive dei fiumi che attraversano il territorio semi-arido circostante sono chiaramente visibili aree di vegetazione rossa“, si legge nel comunicato stampa ufficiale. “I fiumi della regione sono per lo più stagionali e in genere trasportano quantità significative di acqua solo durante l’inverno e la primavera“.

La macchia rossa in Marocco non è nulla di preoccupante

Spiegato il motivo per cui nella foto satellitare appare una macchia rossa in Marocco i suoi abitanti possono dormire sonni tranquilli. Nella regione di Ouarzate non sta succedendo niente di pericoloso e nemmeno di paranormale. Al contrario, questo effetto ottico è una buona notizia perché dimostra che la vegetazione è più fitta e la stagione delle piogge ha fatto il suo dover.

A pochi chilometri a est della città si trova il bacino artificiale di El Mansour Eddahbi, identificabile in nero dalla foto satellitare. “Il lago ha una profondità media di 30 metri ed è diviso in due sezioni: una parte occidentale più piccola, alimentata dal fiume Ouarzazate e da diversi corsi d’acqua minori, e una sezione orientale molto più ampia, alimentata dal Draa, il fiume più lungo del Marocco, visibile in basso a destra mentre scorre verso sud-est dal bacino“, spiegano dall’agenzia.

Potrebbe esistere un interruttore per spegnere il dolore

Mar, 08/25/2026 - 07:00

Grazie a un nuovo studio, alcuni scienziati hanno scoperto un meccanismo nei topi che potrebbe far pensare a un interruttore in grado di spegnere il dolore anche nell’uomo. Nello specifico, i ricercatori si sono accorti che i topi con dolore neuropatico mostravano una sensibilità ridotta a tutti gli stimoli tattili e termici rispetto ai loro compagni sani.

La ricerca si è concentrata su un gruppo di recettori sensibili agli oppioidi e che si trovano nei neuroni del locus coeruleus, ovvero l’area cerebrale che viene coinvolta nella gestione e modulazione del dolore. In pratica, questi neuroni sono normalmente capaci di ridurre la percezione del dolore quando vengono attivati da oppioidi naturali o farmaci come morfina e fentanyl.

L’interruttore è composto da recettori che modulano il dolore

L’interruttore che si può spegnere sarebbe formato da quei recettori che modulano il dolore. “L’attività spontanea del locus coeruleus inibisce tonicamente la nocicezione e modula bidirezionalmente l’ipersensibilità indotta da lesioni nervose croniche attraverso proiezioni distinte“, hanno spiegato i ricercatori. “Questi effetti sono regolati dal recettore MOR endogeno nei neuroni del LC che proiettano alla corteccia prefrontale mediale (mPFC) e al midollo spinale“.

Questi risultati hanno ampie implicazioni per la nostra comprensione della cronicizzazione del dolore e indicano possibili soluzioni terapeutiche“, parlando delle possibili opportunità derivanti da questo studio. “Ulteriori studi sui circuiti noradrenergici e sulle vie di segnalazione inibitorie in questi neuroni ci avvicineranno alla possibilità di sfruttare con successo il sistema del LC come bersaglio per il trattamento del dolore neuropatico cronico“.

Nondimeno, i ricercatori hanno anche chiarito i limiti di questa ricerca: “Nonostante i progressi nella genetica murina che consentono l’eliminazione condizionale del recettore degli oppioidi nei neuroni noradrenergici (NE), queste delezioni genetiche sono presenti anche in cellule NE non appartenenti al LC in tutto il corpo. Ciò comporta limitazioni intrinseche per l’eliminazione selettiva del tipo cellulare nell’interpretazione degli studi senza manipolazioni mirate del LC“.

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