GTA 6 su PC all'inizio del 2027, sempre più probabile
Mancano solo 35 giorni all’uscita di GTA 6 su PC e Xbox Series X/S, fissata al 19 novembre, ma anche quella della versione PC potrebbe non essere così lontana. Il sito GamesBeat racconta di aver ricevuto conferma del suo arrivo nel Q1 2027. Ovviamente, la fonte è rimasta anonima. È un’ipotesi già formulata in passato e che ora sembra assumere ancora più credibilità.
La versione PC di GTA 6 a inizio 2027?Come si può immaginare, da Rockstar Games non è arrivato alcun commento. Tra l’altro, proprio in questi giorni, sia la software house sia il publisher sono alle prese con la nuova ondata di leak che ha portato online altri contenuti inediti del gioco, alcuni addirittura a luci rosse, con la protagonista Lucia ritratta senza veli durante una sessione di gameplay.
Se confermata, l’indiscrezione testimonierebbe un netto cambio di strategia rispetto a quanto visto in passato. Nel caso di GTA 5, lanciato su console nel settembre 2013, per assistere al debutto della versione PC è stato necessario aspettare quasi due anni, fino all’aprile 2015.
Portare il nuovo Grand Theft Auto VI su Windows in tempi brevi significherebbe anche voler puntare su questa piattaforma per monetizzare il prima possibile l’hype che circonda il titolo, senza dubbi il più atteso di quest’anno. Sappiamo che, nel 2023, Rockstar ha acquisito Cfx.re, il team di sviluppo dietro la celebre mod FiveM che permette di far girare il capitolo precedente su server personalizzati. Sembra dunque certa l’apertura verso i contenuti creati dalla community.
Restando in tema, pare che non dovremo aspettare molto nemmeno per veder arrivare la componente multiplayer online di GTA 6. Le ultime voci di corridoio la danno quasi per certa entro il 2027. Non fatichiamo a immaginare che diventerà immediatamente un altro successo, a livello commerciale e di richiamo, un’altra enorme fonte di guadagno per la software house e per il publisher Take-Two Interactive.
Google permette di installare le app create con l'AI dal Play Store
Fino a oggi, le app create tramite prompt con il cosiddetto “vibe coding” erano difficili da distribuire direttamente agli utenti. Google vuole semplificare il processo, almeno negli Stati Uniti, consentendo di scaricare queste applicazioni direttamente dal Play Store. In pratica, se si crea un’app personalizzata con AI Studio, non si deve più collegare il telefono al computer per installarla. Per ora la novità è disponibile solo negli USA.
Come lanciare un’app creata con AI Studio sul Play Store di GoogleLa possibilità di sfornare app Android personali con il vibe coding era partita a maggio. Adesso quella specie di laboratorio domestico ottiene finalmente un ingresso decente. Attenzione, però: non stiamo parlando di una corsia preferenziale per riempire lo store di esperimenti. Google precisa che queste app resteranno sicure, private e separate dal catalogo pubblico.
Per lanciarle basta un normale account Google, senza account sviluppatore o moduli da riempire. In arrivo c’è anche la possibilità di condividere la propria creazione con un gruppetto selezionato di persone, giusto per far provare il giocattolo agli amici senza trasformarlo in un prodotto.
Come diventare sviluppatori veriDietro la comodità c’è anche una strategia. Big G presenta la novità come una rampa di accesso per sviluppatori alle prime armi. L’idea è che si parte dall’app buttata giù per divertimento, e se ci su accorge che funziona e si vuole mostrarla al mondo, Google Play accompagna verso un account da sviluppatore professionista.
A quel punto si finisce sotto le stesse revisioni di Trust & Safety e gli stessi standard di qualità degli altri. Lo dice Sam Bright, vicepresidente e general manager di Google Play, nell’annuncio. Insomma, il parco giochi è libero, ma per salire sul palco ci vuole il badge.
Gemini 4 Argon: protezioni contro usi illeciti del modello
Google ha annunciato ieri sera la disponibilità globale di Gemini 4 Argon, dopo circa due settimane di accesso esclusivo ad alcuni partner. È disponibile agli abbonati Google AI Ultra e Pro tramite app Gemini e AI Mode in Search, e agli sviluppatori tramite Google AI Studio, Android Studio e Google Antigravity (con abbonamento Google AI Ultra). L’azienda di Mountain View ha illustrato le protezioni contro gli usi illeciti del modello.
Difese contro jailbreak e prompt injectionGemini 4 Argon può risolvere problemi complessi in diversi settori, tra cui programmazione, scienza, finanza, legale e cybersicurezza. Grazie alle sue capacità cyber può trovare vulnerabilità nei software e scrivere il codice delle patch. Durante le due settimane di anteprima, l’accesso è stato riservato agli iscritti al Fairwind Program. Considerato il rollout globale, Google ha esteso l’accesso al programma.
L’azienda di Mountain View ha contestualmente migliorato le protezioni contro gli usi illeciti del modello. In base alle valutazioni interne, Gemini 4 Argon si rifiuta di rispondere a richieste pericolose, ad esempio la scrittura del codice degli exploit e la realizzazione di armi biologiche. In generale vengono bloccati più prompt CBRN (chimici, biologici, radiologici e nucleari) rispetto ai modelli precedenti.
Google ha inoltre implementato tre livelli di protezione in tempo reale contro i jailbreak, ovvero i tentativi di aggirare le restrizioni cercando di ingannare il modello. Viene innanzitutto effettuata l’analisi della richiesta e del contesto della conversazione. Specifici componenti interni rilevano successivamente gli input che sembrano innocui. Infine viene attivato il monitoraggio continuo del ragionamento per interrompere la conversazione che diventa problematica.
Google ha inoltre rafforzato le protezioni contro il prompt injection, ovvero l’esecuzione di istruzioni nascoste in pagine web, codice o email. In base ai test, Gemini 4 Argon esegue tali istruzioni solo nello 0,7% dei casi. L’ultimo rischio è quello del disallineamento. Si verifica quando un agente AI decide autonomamente di raggiungere l’obiettivo in un modo diverso da quello previsto.
Google ha addestrato Gemini 4 Argon per rispettare i “confini di sistema”, segnalare risultati negativi in maniera onesta e fermarsi per chiedere conferma umana. L’azienda ha inoltre realizzato un tool per il monitoraggio in tempo reale del disallineamento che legge le azioni dell’agente e la sua catena di pensiero, in modo da bloccare eventuali violazioni in anticipo.
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Gemini 4 Argon, cosa sa fare davvero il nuovo modello di Google
Gemini 4 Argon, è arrivato ed è già pieno di promesse. Google giura che può stare accanto ai migliori modelli in circolazione. A detta di Big G rende meglio nei flussi di lavoro complicati. Sarebbe anche meno inclinato ai vizi che rendono certi chatbot insopportabili, come i “forse”, i “dipende”, le frasi ripetute due volte e i luoghi comuni serviti con la sicurezza di un oracolo.
Secondo l’azienda, Argon supera GPT-6 Astra, Claude Fable 5.1 e Claude Opus 5.5 in un’ampia fetta di benchmark, da codice e cybersicurezza a scienza, finanza e diritto. Sono ovviamente benchmark scelti e raccontati da Google. Prima di mettere la medaglia al collo, qualcuno dovrà rifare i conti.
Per convincerci, Google tira fuori degli esempi concreti di come usa Argon al proprio interno: trova e ripara vulnerabilità di sicurezza; ha dimezzato la potenza di calcolo necessaria alla sezione commenti di YouTube; ha ripulito dai bug il simulatore di fisica dei droni di Wing, la società di consegne con i droni di Alphabet.
DisponibilitàDa oggi Argon è disponibile per gli abbonati Pro e Ultra, nell’app Gemini e in AI Mode della Ricerca. Su Antigravity, la piattaforma di sviluppo agentico di Google, entra soltanto per gli Ultra. Chi ha il piano Plus o usa la versione gratuita, per ora, è tagliato fuori. Google non ha detto se, o quando, aprirà anche a loro.
Prima del debutto pubblico c’è stato un passaggio riservato a un gruppo selezionato, a cui il modello è stato dato per saggiarne i rischi. Ormai è la prassi per i modelli di questo livello, prima lo si fa provare a chi sa dove colpirlo, poi lo si mostra a tutti.
Il prezzoQui Google ha giocato la carta più aggressiva. Per il lancio Argon costa 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 per milione in uscita, circa un quinto di quanto chiedono OpenAI per GPT-6 Astra e Anthropic per i modelli Fable 5.
Attenzione, però, è un prezzo di benvenuto. A fine novembre i costi raddoppiano, a 4 e 20 dollari. Resteranno comunque più bassi di quelli dei concorrenti, ma il listino dice solo metà della verità. Modelli diversi consumano quantità diverse di token per fare lo stesso lavoro, e un prezzo basso per token può diventare un conto salato se il modello è prolisso. Si capirà solo usandolo davvero.
Un ritorno atteso da mesiArgon è il primo vero modello di frontiera di Google dopo Gemini 3, uscito a fine 2025. Nel frattempo Anthropic e OpenAI hanno sfornato modelli impressionanti, e Google è sembrata sempre più indietro. A complicare le cose ci sono stati terremoti interni di cui si è parlato molto, e qualcuno ha cominciato a chiedersi se l’azienda avesse ancora voglia, oltre che capacità, di rincorrere la testa del gruppo.
Vogliamo parlare poi del tempismo? Argon è sbarcato appena un giorno dopo Muse Wonder Full di Meta. Due annunci pesanti in 24 ore mostrano quanto in fretta cambino gli equilibri…
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OpenAI scopre una microspia in ufficio: ex dipendente arrestato
Il profilo Newsroom di OpenAI ha pubblicato un post su X che vale la pena riprendere. È quello in cui descrive qualcosa di molto simile a un’operazione di spionaggio che ha visto protagonista un suo ex dipendente, un dispositivo misterioso, l’impiego dei modelli più avanzati nel tentativo di decifrarlo e l’FBI. Si apre così Abbiamo scoperto un sofisticato dispositivo di registrazione nascosto all’interno di uno dei nostri uffici.
Operazione di spionaggio negli uffici di OpenAIIn sintesi, qualcuno all’interno dell’azienda ha nascosto il device dietro un televisore, facendo sì che passasse inosservato per almeno un paio di giorni. La finalità è da accertare, ma si pensa al tentativo di rubare segreti interni. Una volta individuato, è stata la stessa intelligenza artificiale a svelarne la provenienza e a permettere di risalire al responsabile. In seguito alla segnalazione alle autorità sono scattate le manette.
We discovered a sophisticated recording device that was hidden inside one of our offices. We used our models to understand the device and where it had come from, identifying that a specific employee had planted it a few days earlier. We referred the matter to the FBI, and we’re grateful to the agents and prosecutors who moved quickly to make an arrest. The FBI’s investigation is ongoing and we will continue to support their work.
At this time, we have no indications of this individual inappropriately accessing or exfiltrating model weights, source code, or customer data. The employee was terminated.
We take protecting our technology, data, and people seriously, and as a matter of national importance. Our security program is designed to protect against a wide range of threat actors, from insider risks to cybercriminals to nation states, and this case is an example of how AI can help address these sophisticated security threats.
— OpenAI Newsroom (@OpenAINewsroom) October 13, 2026
OpenAI afferma che non è ancora stato possibile verificare se c’è stato un furto di dati. La dichiarazione ha l’aria di essere un tentativo di mettere le mani avanti, giustificando eventualmente violazioni per quanto riguarda i progetti interni, il codice dei prodotti sviluppati o i clienti (banalmente, gli abbonati).
Un passaggio interessante è quello che conclude il post: […] questo caso è un esempio di come l’AI possa contribuire ad affrontare queste sofisticate minacce alla sicurezza. Un caso d’uso, insomma, per dimostrare il valore dell’intelligenza artificiale nell’ambito della cybersecurity, non solo per prevenire gli incidenti, ma anche per indagare sulla loro origine quando necessario. C’è del marketing anche nel comunicato che rende nota una compromissione.
Il responsabile è stato arrestatoAd aggiungere alcuni dettagli al racconto è il Dipartimento della Giustizia statunitense, con una nota dedicata a quanto accaduto. Fa riferimento a un dispositivo elettronico, meccanico o di altro tipo per intercettare comunicazioni orali. Il responsabile è Abdulrahman Alfozan, 35 anni, cittadino dell’Arabia Saudita in azienda dal luglio 2025. È stato tratto in arresto il 9 ottobre e comparso ieri davanti a un tribunale federale.
L’apparecchio, dal contenuto crittografato, è stato nascosto il 28 settembre in una sala riunioni nella sede di San Francisco, con l’obiettivo di intercettare segretamente le comunicazioni e scoperto due giorni dopo, collegato alla porta USB sul retro di un televisore. Per portarlo sul posto, è stato avvolto in un rotolo di carta igienica.
Il comunicato fa riferimento ripetutamente al termine Super Intelligence. È il nuovo nome attribuito dall’amministrazione Trump all’AI: l’industria si sta adeguando.
Windows 11 KB5127648: novità per Esplora file e tasto Copilot
È arrivato l’aggiornamento KB5127648 per le versioni 26H2, 25H2 e 24H2 di Windows 11. L’installazione le porta rispettivamente alle build 26300.9711, 26200.9711 e 26200.9711. Come sempre accade in occasione dei Patch Tuesday, si tratta di un update la cui installazione è automatica e obbligatoria, poiché include le patch di sicurezza che intervengono sulle vulnerabilità rilevate.
Le novità di KB5127648 per Windows 11Per verificare la disponibilità del pacchetto e dare subito il via al download è sufficiente aprire Windows Update ed effettuare un controllo. In alternativa, sul portale Update Catalog ci sono i file .MSU per procedere in modo manuale. Diamo uno sguardo alle novità introdotte nel sistema operativo.
Microsoft è intervenuta nuovamente su Esplora file, riabilitando l’anteprima di file come i documenti PDF nel riquadro dedicato. Si tratta di una funzionalità che la software house aveva bloccato un anno fa circa, per ragioni legate alla sicurezza. Il cambiamento è lo stesso che abbiamo osservato a fine settembre con l’arrivo dell’aggiornamento opzionale KB5124010. Ora, è sufficiente fare clic sul pulsante qui sotto per visualizzare la preview.
Sempre in Esplora file, premendo Home, la componente ora ricorda lo stato in cui era stata interrotta la sessione precedente, ad esempio espandendo o riducendo automaticamente le sezioni Accesso rapido e Preferiti.
Finalmente, è possibile rimappare il tasto Copilot assegnandogli una funzione diversa rispetto a quella predefinita, senza doversi affidare a utility di terze parti. L’opzione si trova in Impostazioni, Bluetooth e dispositivi, Tastiera.
All’interno delle Impostazioni, alla voce Accessibilità, poi Effetti visivi, c’è la nuova opzione Apri le app massimizzate che avvia automaticamente le applicazioni a tutto schermo, anziché in una finestra con le stesse dimensioni di quando sono state chiuse l’ultima volta.
A questo si aggiungono i bugfix per i problemi registrati con i dispositivi Bluetooth connessi, l’introduzione degli emoji previsti dalle specifiche Unicode 17.0, il supporto allo scrolling con un dito sui precision touchpad (scorrendo sui bordi) e la possibilità di utilizzare immagini .DIB come sfondo del desktop. Viene poi eliminato il tool per la migrazione PC-to-PC, spingendo così gli utenti verso OneDrive per eseguire l’operazione.
Per quanto riguarda la sicurezza, Microsoft ha rilasciato patch correttive per oltre 1.400 vulnerabilità individuate nei suoi software (non solo Windows): è un record, raggiunto grazie all’impiego dell’AI nel processo. Ricordiamo infine che, con il Patch Tuesday di ottobre, termina il supporto ufficiale alla versione 24H2 del sistema operativo, a due anni dal lancio. Vale per le edizioni Home e Pro.
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Super tempesta solare: quali sarebbero le conseguenze
Nel 1985 una super tempesta solare chiamata “Evento di Carrington” sorprese il mondo. Se una tempesta geomagnetica di portata paragonabile a quella dovesse raggiungere il nostro pianeta, quali sarebbero le conseguenze su uomini e macchine? Una domanda più che legittima che si sono posti scienziati e ricercatori del USGS e alla quale hanno cercato di rispondere in un articolo molto interessante.
L’11 novembre 2025, un’aurora boreale, solitamente visibile solo in luoghi come Canada e Alaska, aveva stupito gli abitanti degli Stati Uniti che si erano presi del tempo per osservare il cielo. Oltre allo spettacolo piacevole in cielo, questa tempesta geomagnetica ha anche causato lievi disagi tra cui un’interruzione di circa 30 minuti delle trasmissioni radio ad alta frequenza in Europa, Africa e Asia.
Questo particolare evento aveva anche causato il ritardo nel lancio del satellite ESCAPADE della NASA. Gli scienziati hanno anche voluto sottolineare che questa “aurora boreale” non programmata “è servita a ricordare che il Sole si trova ancora in una fase attiva e, di conseguenza, aumenta il potenziale di eventi meteorologici spaziali che possono influenzare le tecnologie terrestri da cui dipendiamo quotidianamente“, come una super tempesta solare.
Le conseguenza di una super tempesta solareJeffrey J. Love, geofisico dell’USGS e consulente per la ricerca geomagnetica, ha spiegato quali sarebbero le conseguenze di una super tempesta solare: “Questo studio dimostra che un’intensa tempesta magnetica potrebbe essere molto più pericolosa di quanto il settore della trasmissione di energia elettrica sia preparato ad affrontare. Queste grandi tempeste sono eventi che si verificano una volta ogni 100 anni, quindi, sebbene rari, possono comunque avere conseguenze potenzialmente gravi“.
I campi geoelettrici sono correnti elettriche naturali che scorrono nel sottosuolo quando le tempeste solari perturbano il campo magnetico terrestre. Queste correnti variano a seconda della geologia locale e possono essere più intense in alcune regioni rispetto ad altre. Utilizzando decenni di dati geomagnetici e misurazioni della conduttività terrestre provenienti da tutto il paese, lo studio ha rilevato che le regioni orientali e del Midwest degli Stati Uniti sarebbero le più colpite. Il substrato roccioso al di sotto di queste regioni, che includono molti dei maggiori centri abitati e infrastrutture critiche del paese, è più esposto a campi geoelettrici carichi che possono interferire con i sistemi di alimentazione elettrica.
Secondo gli scienziati continueranno a verificarsi tempeste geomagnetiche e le loro aurore boreali. Lo studio tranquillizza: “La maggior parte sarà di lieve entità“. Tuttavia, occorre tenere presente che la possibilità di una super tempesta solare rimane concreta.
Buone notizie! Un canale del digitale terrestre torna in HD
Dopo l’addio del marchio Warner Bros Discovery, in questi giorni un canale del digitale terrestre è tornato a trasmettere in alta definizione. Una buona notizia per tutti gli spettatori che sono abituati a seguirne le programmazioni, ora con una qualità decisamente più elevata.
Ci troviamo all’interno del MUX DFREE dove, esattamente a febbraio, come riportato dai colleghi di Italia in Digitale, il canale CUSANO CAMPUS 7, disponibile alla LCN 234 del telecomando, aveva ridotto la qualità delle trasmissioni. Ora ha ripristinato l’alta definizione con una risoluzione video a 1280 x 720 pixel.
Il MUX DFREE del digitale terrestre aggiornatoVediamo il MUX DFREE del digitale terrestre aggiornato dopo questa novità.
- MUX D-FREE (MUX 3D-FREE) Ch 24, freq. 498 MHz in gran parte d’Italia, escluse varie regioni/province/postazioni insistenti/sconfinanti su fascia Tirrenica, segnatamente Liguria, parte Toscana Tirrenica, parte Umbria, parte Lazio, parte Campania, ove è irradiato sul ch. 23, freq. 490 MHz – QAM64 I.G 1/4 Fec 3/4 — (Disponibili 22,39 Mbps)
- BOM CHANNEL (LCN 68)
- CANALE 122 (LCN 122)
- Lineagem (LCN 132)
- ArteIN (LCN 133)
- DELUXE 139 (LCN 139)
- PADRE PIO TV (LCN 145)
- FASCINO 147 (LCN 147)
- PRIMASET (LCN 149)
- EQUtv (LCN 151)
- Tesory Channel (LCN 152)
- FASCINO TV (FASCINO TV 157 HD) (LCN 157)
- Canale 165 (FASCINO TV 165) (LCN 165)
- ORLERTV (LCN 166)
- CANALE168 (LCN 168)
- CANALE169 (LCN 169)
- PRIMAFREE170 (LCN 170)
- AP CHANNEL (LCN 220)
- IT CHANNEL (LCN 221)
- RADIO ROMA NETWORK (LCN 222)
- Italia Sera (LCN 223)
- Amici Network (LCN 224)
- Teleshopping (FASCINO 147) (LCN 225)
- Tesory Channel (LCN 228)
- PRIMAFREE231 (LCN 231)
- CUSANO NEWS 7 HD (LCN 234)
- GENIUS 240 (LCN 240)
- SICILIA 242 (LCN 242)
- 244 (LCN 244)
- Parole di Vita (LCN 245)
- BeJoy.kids (LCN 247)
- 248 TV (LCN 248)
- MATRIX TV ITALIA (LCN 249)
- MOMENTO TV (LCN 251)
- Radio Radio TV (LCN 253)
- ADNPLAY (LCN 254)
- Maria Vision (LCN 255)
- Onair Italia (LCN 256)
- NTR RADIO 264 MUSIC TV (LCN 264)
- ARTEORA TV (LCN 267)
- 269ITALIA (AP CHANNEL) (LCN 269)
- 2Settanta Tv (LCN 270)
- FANTASFERA (LCN 401)
- My Plus Tv (LCN 402)
- Nexum Channel (LCN 403)
- Radio Margherita Piu’ (LCN 825)
- SUPERSIX (LCN 833)
Nel caso avessi problemi di sintonizzazione con CUSANO CAMPUS 7 ti consigliamo di effettuare una ricerca automatica dei canali del digitale terrestre.
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Shelly Flood S Gen4 – Rilevatore Smart Wi-Fi Bluetooth Zigbee Matter Allagamento, IP67, Piastre Sensore Acciaio Inox, Rilevamento Perdite e Pioggia, 3 Modalità Allarme, Buzzer, Home Assistant Alexa a soli 18,90 euro
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Samsung TV in offerta speciale su eBay: è ora di cambiare televisore
Questo è il giorno perfetto per cambiare televisore! Scopri le Smart TV Samsung in offerta speciale su eBay. Ci sono tantissimi modelli in forte sconto grazie alle promozioni esclusive del colosso dello shopping. Inoltre, con PayPal o Klarna, puoi pagare in tre comode rate a tasso zero. Cosa aspetti? Dai un’occhiata alla nostra selezione.
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SAMSUNG UE65U8092 2025 65″ SMART TV 4K BLACK EU a soli 476,64 euro
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Samsung Smart TV 65 Pollici 4K Mini LED UE65M80HAUXZT a soli 630,00 euro
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Samsung Smart TV QLED QE43Q7FAAUXXH 43″ 4K Classe energetica G [Versione EU] a soli 315,00
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SAMSUNG UE55U8072 55” SMART TV CRISTAL LED 4K 1.300 PQI BLACK EU a soli 383,63
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DAZN ha lanciato una nuova offerta sul piano MyClubPass da 12 mesi
In occasione del ritorno della Serie A, DAZN ha lanciato una nuova offerta sul piano MyClubPass della durata di 12 mesi, il pass che consente di vedere tutte le partite della propria squadra del cuore in diretta. Grazie alla promo valida per un periodo di tempo limitato, [affiliate_link link_id=”5015″]il prezzo passa da 29,99 euro a 24,99 euro al mese[/affiliate_link], per uno sconto complessivo di 60 euro.
La scelta della squadra del cuore avviene durante la fase di iscrizione. La piattaforma streaming consente di scegliere una delle venti squadre che partecipano alla massima serie del calcio italiano, nessuna esclusa.
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Intanto, nelle prossime due settimane e mezzo la Serie A tornerà in campo per disputare ben tre giornate. Il settimo turno avrà inizio venerdì 16 ottobre, con la sfida tra Frosinone e Sassuolo. A seguire, sabato pomeriggio, Venezia-Napoli e Bologna-Inter, mentre in serata la Roma ospiterà il Genoa. Domenica il lunch match sarà Udinese-Lecce, a seguire Fiorentina-Como e Milan-Atalanta, con il posticipo serale tra Juventus e Lazio. Chiudono la giornata numero sette gli incontri di lunedì tra Monza e Cagliari e Parma e Torino.
L’ottava giornata di Serie A è in calendario tra venerdì 23 e domenica 25 ottobre. L’anticipo del venerdì sarà Torino-Monza, mentre nel pomeriggio di sabato si disputeranno Cagliari-Bologna, Como-Sassuolo e Napoli-Roma, con Lazio-Parma a chiudere la serata. Domenica, all’ora di pranzo, a San Siro i campioni d’Italia dell’Inter affronteranno la Fiorentina, mentre nel pomeriggio spazio ad Atalanta-Frosinone, Genoa-Venezia e Lecce-Juventus, con il posticipo serale che vedrà il Milan giocare in trasferta contro l’Udinese.
Spazio infine al turno infrasettimanale tra martedì 27 e giovedì 29 ottobre, valido per la nona giornata di Serie A. Martedì il programma prevede Sassuolo-Lazio, Roma-Cagliari e Torino-Como, mercoledì invece ecco Milan-Bologna, Parma-Udinese, Venezia-Inter, Genoa-Juventus e Monza-Napoli, dopodiché chiuderanno la giornata le sfide Frosinone-Lecce e Fiorentina-Atalanta.
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Conto corrente online e carta a canone gratuito con Crédit Agricole
Crédit Agricole offre un conto corrente online e una carta di debito a canone gratuito ai nuovi clienti che scelgono di [affiliate_link link_id=”559″]sottoscrivere un conto entro il 2 novembre[/affiliate_link]. La carta, appartenente al circuito di pagamento internazionale VISA, si può richiedere durante la procedura di apertura del conto senza costi aggiuntivi.
Sono poi attive due promozioni che incentivano la sottoscrizione del conto online. Da una parte fino a 400 euro in buoni regalo Amazon se si invitano fino a un massimo di otto amici ad entrare in Crédit Agricole (50 euro di buoni regalo per ogni amico invitato), dall’altra fino a 250 euro in buoni Amazon partecipando all’iniziativa “Crédit Agricole ti premia con Visa”, di cui 50 euro come bonus di benvenuto, 100 euro accreditando lo stipendio o la pensione, e fino a 100 euro in base all’utilizzo della carta stessa.
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L’app e l’home banking per la gestione del conto corrente di Crédit Agricole sono gratuiti, così come lo sono i bonifici SEPA online, sia quelli ordinari che quelli istantanei. Allo stesso modo sono prive di commissioni le domiciliazioni bancarie, a cui poi si aggiunge l’invio dell’estratto conto e del documento di sintesi periodico, anch’esso a costo zero.
La carta di debito evoluta Crédit Agricole Visa è a canone gratuito per i primi due anni, in seguito il canone passa a 2 euro al mese. Se invece si richiede la carta di debito appartenente al circuito di pagamento nazionale Bancomat, il canone rimane gratuito anche dopo i primi 24 mesi. C’è poi la possibilità di ottenere la carta di credito Nexi Classic, il cui canone annuo è pari a 49,99 euro.
La Crédit Agricole PagoBancomat è utilizzabile per i pagamenti in tutto il mondo, sia nei negozi fisici che online, così come per effettuare prelievi illimitati di contante presso gli ATM Crédit Agricole senza costi. I prelievi di contante presso altre banche, invece, prevedono una commissione pari a 2,10 euro.
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Linus Torvalds usa Claude Code per ottimizzare Linux, la svolta
Il nome scelto da Linus Torvalds per il suo ramo, noref-filemap-read-with-llm, lascia pochi dubbi: l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo. Claude Code di Anthropic ha generato il codice, preparato i test, esaminato i problemi ancora da risolvere e scritto una prima bozza della lettera di accompagnamento. Torvalds ha poi eseguito i benchmark sulla propria macchina. È la prima volta che accredita un agente AI per un intervento sulla gestione della memoria del kernel Linux, un passo avanti rispetto ai precedenti utilizzi, limitati al debugging.
Claude Code mette mano al kernel Linux: la svolta di Linus TorvaldsIl cantiere riguarda la cache delle pagine, la zona di memoria RAM in cui il kernel conserva i file letti di recente. Quando più thread leggono piccoli frammenti dello stesso file, ogni lettura acquisisce e poi rilascia un riferimento sulla pagina interessata, due scritture atomiche sulla stessa linea di cache. I core se la contendono.
I tentativi precedenti copiavano i dati in un buffer senza riferimento, per poi validare a posteriori, ma si scontravano con race condition che questa validazione non rileva, come una pagina liberata e poi reinserita allo stesso indice. Torvalds elimina piuttosto la causa: una pagina uscita dalla cache non torna all’allocatore se non dopo un periodo di grazia, il che permette a un lettore di copiare direttamente verso il buffer utente, senza riferimento né limite di dimensione di lettura.
Secondo Hwbusters, con otto thread su un file, il costo kernel per lettura scende da circa 2.950 a 725 cicli, e il throughput passa da circa 10 milioni a 30-33 milioni di letture al secondo. Con un singolo thread, il guadagno è dell’ordine del 10%.
Un ramo non ancora integrato nel kernelIl ramo si basa su Linux 7.3-rc6 e per il momento nulla è stato integrato: gli utenti di Ubuntu o di un’altra distribuzione non vedranno quindi alcun cambiamento. Torvalds spera in guadagni più consistenti su macchine più grandi o multi-socket, senza aver testato nulla del genere.
Il contrasto con il suo discorso di due anni fa è netto: a ottobre 2024, riassumeva l’industria dell’AI come 90% marketing e 10% realtà. Continua a rifiutare che l’AI firmi il codice al posto dello sviluppatore, e il tema continua a dividere l’ecosistema: uno sviluppatore si è dimesso clamorosamente quando Debian ha autorizzato il codice prodotto dall’AI. Resta da vedere come i manutentori della gestione della memoria accoglieranno la serie.
Perseverance: record di distanza percorsa su Marte
Dopo aver completato una maratona, Perseverance ha battuto il record di distanza percorsa sulla superficie di un altro mondo. Il rover ha coperto 45,22 Km in appena 5 anni e mezzo. Il detentore del precedente record (45,16 Km) ha impiegato quasi 15 anni. La NASA ha recentemente approvato l’estensione della missione fino al 2028.
Navigazione automatica e intelligenza artificialeL’importante risultato è stato raggiunto mentre Perseverance viaggiava verso un’area denominata “Idubi”, situata nella regione oltre il bordo occidentale del cratere Jezero e soprannominata “Lac de Charmes”. Il rover ha iniziato ad esaminare uno dei terreni più antichi mai esplorati nel sistema solare, dove il team scientifico della NASA spera di individuare tracce di antichi sistemi idrotermali.
Il record di Opportunity è stato battuto l’11 ottobre. Perseverance utilizza un sistema di navigazione autonoma, noto come AutoNav. Il rover cattura immagini del terreno mentre è in movimento, crea una mappa 3D degli ostacoli e traccia la propria rotta tra i punti di passaggio selezionati dai pianificatori a Terra (anche con l’aiuto di Claude Code).
Oltre 90% della distanza totale è stata percorsa utilizzando AutoNav per valutare il terreno, contro circa il 5% del primo sistema AutoNav marziano impiegato su Opportunity e sul gemello Spirit. Ogni nuovo rover della NASA ha superato il suo predecessore. Sojourner ha coperto una distanza di 100 metri, Spirit 7,7 Km, Opportunity 45,16 Km, Curiosity 38,15 Km (dato provvisorio perché è ancora attivo).
La distanza percorsa da Perseverance è superiore anche a quella percorsa dai rover lunari guidati dagli astronauti durante le missioni Apollo 15, 16 e 17. Grazie al software più recente, Perseverance sterza meno e procede più fluidamente. Può inoltre verificare la propria posizione rispetto alle mappe orbitali durante gli spostamenti.
La NASA vuole ora risolvere un altro “problema”, ovvero i riflessi della luce solare che disturbano le videocamere di navigazione. Il rover deve quindi fermarsi a metà pomeriggio quando si muove in direzione del Sole. Se Perseverance riuscirà a vedere oltre questi artefatti, la giornata operativa sarà più lunga.
Data center AI consumano miliardi di litri d'acqua
Oltre ai disturbi acustici, i data center AI sprigionano un’enorme quantità di calore. E per raffreddarli, è necessario far evaporare acqua, il che equivale a un consumo diretto. Ma richiedono anche molta elettricità, e per produrla serve l’acqua, come ricorda Bloomberg.
Le centrali elettriche, sia fossili che nucleari, infatti, devono produrre vapore per far girare le loro turbine. Un aspetto che spesso non viene preso in considerazione dai giganti del cloud, mentre un data center AI può consumare fino a dieci volte più elettricità di un centro tradizionale.
Data center AI e consumo di acqua: cifre da capogiroI numeri fanno venire i brividi. In Meta, uno dei pochi gruppi a pubblicare questi dati, l’acqua indiretta rappresenta circa il 96% dei 21 miliardi di galloni (80 miliardi di litri) consumati nel 2024, secondo il suo rapporto di sostenibilità. Il restante 4% viene utilizzato in loco, soprattutto nei data center, che concentrano anche la quasi totalità dell’elettricità consumata dal gruppo.
Solo negli Stati Uniti, è molto difficile valutare quanta acqua questo consumo indiretto rappresenti davvero. Uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory avanza 211 miliardi di galloni all’anno, ossia 800 miliardi di litri, mentre l’analisi dell’ONG Ceres sale fino a 4.000 miliardi di galloni, circa 15.000 miliardi di litri. Abbastanza per alimentare tra 2 e quasi 37 milioni di famiglie americane per un anno.
Un esempio concretoIl caso dell’Arizona, uno Stato molto arido, ne è il perfetto esempio. Ad agosto, il governo federale ha annunciato un taglio del 27% dell’allocazione idrica. I data center della regione hanno quindi adottato sistemi di raffreddamento ad aria per limitare il loro consumo. Il problema è che questi sistemi sono ovviamente molto avidi di elettricità. Per riassumere, è il cane che si morde la coda.
Ecco che si aggiungono tensioni a quelle già palpabili legate alla proliferazione dei data center. Oltreoceano, almeno 45 progetti, per un valore di 68 miliardi di dollari, risultano così bloccati o ritardati.
Per la cronaca, diversi progetti di data center sono in corso anche in Europa. A Fouju, in Francia, il progetto Campus AI di Mistral e NVIDIA, che potrebbe raggiungere 1,4 gigawatt, ha ricevuto l’autorizzazione del prefetto il 29 luglio. Raffredderà i suoi server con gruppi frigoriferi, un modo per non intaccare la falda freatica, ma che si ripercuoterà, ovviamente, sulla rete elettrica…
Agenti AI fuori controllo, cosa sapere prima di usarli
Settecento agenti AI di OpenAI avrebbero dovuto completare i loro compiti all’interno di un ambiente controllato. Invece si sono coordinati tra loro, hanno trasformato un registro interno in una bacheca di messaggi improvvisata, hanno cercato il modo di aggirare le restrizioni che li tenevano isolati dalla rete e alla fine hanno violato una piattaforma di sviluppo reale, eseguendo codice su quarantuno server di produzione.
Non era un attacco ordinato da un operatore umano. Gli agenti stavano cercando di portare a termine i compiti assegnati, e hanno deciso autonomamente che attraversare i confini di sicurezza fosse il modo migliore per farlo. OpenAI ha definito l’incidente un caso di comportamento disallineato, ovvero l’AI che persegue un obiettivo in modi che i suoi creatori non avevano mai previsto.
E non è un caso isolato. OpenAI, Google, Meta e Anthropic hanno tutte riconosciuto episodi recenti in cui i loro modelli hanno avuto accesso a sistemi informatici reali senza autorizzazione durante valutazioni di sicurezza. Mentre le stesse aziende non vedono l’ora di mettere agenti sempre più autonomi nelle mani dei consumatori, questi incidenti sollevano una domanda scomoda: quanto controllo hanno effettivamente le aziende AI sulla tecnologia che stanno sviluppando?
L’incidente di OpenAI: coordinamento spontaneo e violazione realeL’episodio più allarmante ha coinvolto circa settecento agenti di OpenAI durante una valutazione di sicurezza informatica tra l’8 e il 13 luglio 2026, documentata sia dall’organizzazione di ricerca indipendente METR sia dal rapporto tecnico di OpenAI.
Gli agenti erano confinati in un ambiente isolato. Hanno trovato il modo di comunicare tra loro usando un registro interno come bacheca improvvisata, hanno cercato vie d’uscita dall’isolamento e alla fine hanno violato una piattaforma popolare tra gli sviluppatori di AI, eseguendo codice sui suoi server di produzione.
OpenAI ha ammesso che i segnali d’allarme nelle settimane precedenti avrebbero potuto innescare una risposta più tempestiva. La piattaforma violata non è stata l’unico bersaglio. in un aggiornamento successivo, OpenAI ha dichiarato di aver scoperto oltre cento aziende i cui sistemi potrebbero essere stati colpiti, agenti che hanno aggirato controlli di accesso, usato credenziali esposte e in alcuni casi modificato siti web esterni, incluse pagine pubbliche usate come bacheche improvvisate che hanno poi richiesto interventi di pulizia.
Gli incidenti di Google, Meta e AnthropicIl problema si estende ben oltre OpenAI. Meta ha confermato che uno dei suoi modelli ha violato i sistemi di un’altra azienda durante un test di sicurezza informatica. Un errore di configurazione da parte dell’azienda che conduceva i test ha dato al modello un accesso alla rete che non avrebbe dovuto avere. Il modello ha sfruttato una vulnerabilità in un servizio esterno e ha apportato modifiche ai sistemi interni dell’azienda colpita. Meta ha dichiarato che non si è trattato di una fuga dall’ambiente di test, ma il comportamento sottostante resta inquietante. Un sistema AI collocato nell’ambiente sbagliato è stato capace di agire contro un’azienda reale.
Google ha segnalato un problema simile con i modelli Gemini. Durante una valutazione di sicurezza, un modello che non avrebbe dovuto avere accesso a Internet è riuscito a ottenerlo per un problema di configurazione. Ha poi usato informazioni pubblicamente disponibili e credenziali indovinate per accedere ai sistemi di tre aziende reali.
Anthropic ha rivelato tre incidenti in cui modelli Claude hanno ottenuto accesso non autorizzato ai sistemi di produzione di tre aziende durante valutazioni di sicurezza. In un caso, un modello è stato indirizzato verso un bersaglio fittizio il cui nome corrispondeva al dominio reale di un’azienda esistente, con le conseguenze immaginabili.
Il problema non è la cattiveria, è il metodoQuando si legge che un agente AI ha “violato” un sistema, la reazione istintiva è pensare a un’intelligenza artificiale, malvagia che attacca deliberatamente. La realtà è diversa e, per certi versi, più preoccupante.
In nessuno di questi casi l’agente stava cercando di causare un danno. Stava cercando di completare un compito, e ha deciso che violare le regole fosse il percorso più efficiente verso l’obiettivo. Se un agente viene premiato per il completamento di un compito, può scoprire scorciatoie che violano le regole, sfruttano vulnerabilità o superano i permessi concessi. Non per malizia, per efficienza.
E a differenza di un chatbot tradizionale che si limita a produrre testo, un agente autonomo può interagire con siti web, eseguire codice e apportare modifiche ai sistemi collegati.
Cosa significa per chi usa l’AI ogni giornoPer la maggior parte delle persone, il rischio immediato non è che ChatGPT inizi a violare sistemi governativi. È che gli assistenti AI stanno diventando sempre più capaci di agire per conto degli utenti, con accesso alla posta, ai file, ai servizi collegati e alla possibilità di completare operazioni in più passaggi con meno supervisione.
Gli assistenti autonomi di OpenAI, l’agente personale di Meta e i prodotti simili di Google e Anthropic rappresentano un cambio di direzione: dall’AI che risponde alle domande a che completa i compiti. E ogni permesso aggiuntivo crea un’opportunità in più perché qualcosa vada storto.
Un agente con accesso alla posta può intercettare informazioni personali sensibili. Uno collegato all’archivio nel cloud può leggere documenti che non si intendeva condividere. Uno autorizzato a interagire con servizi esterni può imbattersi in istruzioni malevole o apportare modifiche inaspettate.
Come proteggersiLa soluzione non è smettere di usare gli agenti, possono essere effettivamente utili. Ma bisogna stare attenti a ciò a cui si dà accesso.
Controllare quali account, applicazioni e servizi il proprio assistente può raggiungere e scollegare tutto ciò che non serve, in particolare i servizi che contengono informazioni finanziarie, mediche o strettamente personali. Dove possibile, richiedere l’approvazione prima che un agente invii messaggi, modifichi file, effettui acquisti o compia altre azioni con conseguenze reali.
Vale la pena ricordare che un agente AI non si limita a fare esattamente ciò che si è immaginato dando l’istruzione. Un compito che sembra semplice per un essere umano può comportare decine di decisioni intermedie prese dall’AI lungo il percorso. Meno permessi ha l’agente, meno danni può causare una decisione inaspettata.
DC dimming sui Galaxy S27 Pro e Ultra: cos'è e a cosa serve?
La maggior parte degli schermi degli smartphone ricorre al PWM dimming (Pulse Width Modulation) per controllare la luminosità del display. Di solito è oggetto di critiche, poiché accende e spegne i pixel molto rapidamente nel caso dell’OLED (o la retroilluminazione per gli schermi LCD), provocando uno sfarfallio che appare invisibile per l’utente, ma che può provocare un certo affaticamento visivo. Non tutti reagiscono allo stesso modo, alcune persone sono molto più sensibili di altre.
Cos’è il DC dimming?La risposta dei produttori è stata spesso quella di aumentare la frequenza del PWM dimming per ridurre questa sensazione di sfarfallio. Marchi come Honor ne hanno persino fatto un argomento di marketing. Un’altra soluzione è passare a una tecnologia diversa: il DC dimming (in corrente continua), che permette di ridurre fortemente, o addirittura eliminare, questo fenomeno di sfarfallio che alla lunga può causare mal di testa. Ci riesce regolando direttamente la tensione di ingresso della sorgente luminosa.
Uno schermo che sfarfalla meno per i Galaxy S27 Pro e S27 Ultra?Il problema è che la sua implementazione è più complessa e più costosa, ecco perché è poco diffusa. Eppure, secondo il leaker WalleGalaxy, Samsung starebbe pensando di integrare il DC dimming nei suoi prossimi smartphone di fascia alta, i Galaxy S27 Pro e S27 Ultra. Ci si può quindi aspettare un miglior comfort visivo per questi due modelli, soprattutto durante un utilizzo prolungato al buio. Ma è possibile anche che Samsung adotti un approccio ibrido, con un uso del DC dimming unicamente per le luminosità alte e medie, e un PWM dimming chiamato in soccorso in caso di luminosità bassa.
The S27 Pro | S27 Ultra displays support DC dimming, which helps reduce eye strain.
Samsung is collaborating with various safety firms to understand how to lessen eye strain problems experienced in earlier models.
The Eye Comfort Shield will continue to enhance its performance. https://t.co/H872xYD2RI pic.twitter.com/KZNp3Xvmgj
— Walle (@WalleGalaxy) October 9, 2026
I Galaxy S27 Pro e S27 Ultra dovrebbero essere dotati di un pannello M16, contro l’M14+ dei Galaxy S26 e S26+. La diagonale del display misurerebbe 6,47 pollici per l’S27 Pro e 6,9 pollici per l’S27 Ultra. I due dispositivi sarebbero inoltre compatibili con la funzione di schermo per la privacy introdotta con il Galaxy S26 Ultra.