Crea il tuo sistema di allarme domestico smart con Tapo

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 12:15

Tapo è la soluzione ideale per chi vuole creare il proprio sistema di allarme domestico smart senza spendere una fortuna. Puoi scegliere tu gli step, ma sappi che per un buon sistema non dovrai spendere più di 600 euro. Parliamo di telecamere di sicurezza, sensori di movimento, sensori di contatto, hub con storage integrato, sensori di fughe d’acqua e tanto altro ancora. Su Amazon trovi prezzi sicuramente interessanti e la consegna gratuita inclusa.

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Puoi risparmiare più di 100 euro scegliendo il Tapo H200 Smart Hub con Suoneria Allarme 64+4 Dispositivi MicroSD Alexa che offre la possibilità di integrare uno storage locale tramite MicroSD grazie allo slot disponibile. Collega Sensori e Pulsanti Tapo, 19 Suonerie, Allarme Intelligente, Archiviazione microSD, Plug&Play, Alexa. Oggi è in offerta a soli 34,99 euro, anche a rate tasso zero con Amazon.

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Ovviamente non possono mancare le videocamere di sicurezza. In questo momento, grazie a un’offerta a vendita rapida, la Tapo C200 FHD Telecamera WiFi Interno Videocamera Sorveglianza 360° PTZ, un ottimo dispositivo, la acquisti a soli 19,99 euro! Potrai gestire il suo comportamento quando sei a casa e quando esci di casa con automazioni accessibili dall’app.

Ti consigliamo anche di acquistare Tapo T110 Sensore Contatto Smart Porte Finestre che, collegato a un hub Tapo, è in grado di segnalare un accesso indesiderato all’istante inviando una notifica sul tuo smartphone e attivando l’allarme. Oggi lo trovi in offerta al 40% di sconto su Amazon.

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Per completare il tuo sistema di allarme domestico smart non può mancare il Tapo Sensore di movimento intelligente per individuare la presenza di qualcuno e attivare l’illuminazione dal movimento, con batteria inclusa, montaggio magnetico, facile installazione, e compatibilità con Alexa. Anche in questo caso l’hub richiesto separatamente.

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Un ottimo investimento, per ogni stanza con acqua, il Tapo T300, un sensore di perdite d’acqua con allarme e integrazione perfetta al sistema di allarme domestico smart. Oggi è in offerta su Amazon a soli 18,99 euro!

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Discord attiva la verifica dell'età, dopo le proteste

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 12:06

All’inizio di febbraio, Discord aveva annunciato l’introduzione della verifica dell’età in tutto il mondo. Visti i precedenti, molti utenti hanno protestato evidenziando i rischi per sicurezza e privacy. L’azienda californiana ha quindi deciso di posticipare il lancio. Ieri sera ha comunicato l’avvio del rollout globale e fornito più dettagli sul funzionamento.

Sette metodi per verificare l’età

Discord sottolinea che oltre il 90% degli utenti non dovrà confermare l’età. Usando alcuni “segnali” dell’account, come la data di iscrizione e le attività nelle varie community (server), verrà automaticamente assegnato il gruppo Adulto (18 anni in poi) o Adolescente (13-17 anni). Questa operazione viene effettuata da un modello di machine learning. Se il gruppo è sbagliato o non è possibile l’assegnazione automatica, l’utente può effettuare la verifica dell’età.

Inizialmente erano disponibili solo due metodi: riconoscimento facciale (selfie) e scansione del documento di identità + selfie. Lo stesso partner di Discord (k-ID) offre ora altre due opzioni: carta di credito e AgeKey. La prima è ovviamente riservata ai maggiorenni e prevede l’addebito temporaneo di 0,50 dollari (tramite Stripe) per confermare la validità.

AgeKey è simile alle passkey, ma include l’informazione sull’età. Viene conservato sul dispositivo e può essere utilizzato su ogni sito supportato. Gli utenti possono anche utilizzare Google Wallet in alcuni paesi (Brasile, Singapore, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti), dove è possibile aggiungere il passaporto.

I metodi che garantiscono una maggiore privacy sfruttano Google Play Store e Apple App Store. In entrambi i casi, l’utente non deve fornire l’età esatta, ma solo l’intervallo di età associato all’account. Discord sottolinea che tutti i dati verranno immediatamente cancellati dopo aver completato la verifica dell’età.

Gli utenti nel gruppo Adolescenti non riceveranno i messaggi degli sconosciuti, ma solo una richiesta di contatto. Non potranno accedere ai server per adulti e i contenuti (immagini e video) non adatti ai minori verranno bloccati o sfocati. Le suddette novità sono valide in tutto il mondo con quattro eccezioni (Australia, Brasile, Regno Unito e Texas).

Octopus taglia i prezzi di luce e gas con la nuova promo anti-rincari

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 11:55

Octopus taglia il prezzo di luce e gas con la nuova versione della sua Octopus Fissa 12M, l’offerta che blocca per 12 mesi il costo dell’energia, garantendo una protezione nel lungo periodo dai rincari.

Per i nuovi clienti che scelgono oggi Octopus è possibile bloccare il prezzo a 0,165 €/kWh per la luce e a 0,7 €/Smc per il gas naturale, con una quota fissa ridotta a 6 euro al mese per la luce e 7 euro al mese per il gas.

L’attivazione è gratuita, senza vincoli o penali. L’offerta è sottoscrivibile avendo a disposizione i dati dell’intestatario e il codice identificativo della fornitura (POD per la luce e PDR per il gas).

Per accedere alle offerte basta visitare il [affiliate_link link_id=”4577″]sito ufficiale di Octopus[/affiliate_link], accessibile tramite il box qui di sotto. Le condizioni descritte sono valide per nuove attivazioni entro il 25 settembre.

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Le caratteristiche dell’offerta di Octopus

Ecco le caratteristiche dell’offerta di Octopus:

  • Energia elettrica: costo dell’energia pari a 0,165 €/kWh (in diminuzione rispetto alla versione precedente che bloccava il prezzo a 0,1826 €/kWh) e quota fissa di 6 euro al mese; l’energia elettrica fornita viene prodotta al 100% da fonti rinnovabili
  • Gas naturale: costo del gas prima pari a 0,7 €/Smc (in diminuzione rispetto alla versione precedente che bloccava il prezzo a 0,85 €/Smc) e quota fissa di 7 euro al mese

L’attivazione della promo è gratuita e può avvenire entro il prossimo 25 settembre, con le condizioni descritte. Per la sottoscrizione è sufficiente avere a disposizione:

  • i dati dell’intestatario
  • il codice identificativo della fornitura (POD per la luce e PDR per il gas).
  • le coordinate IBAN del conto corrente per la domiciliazione

Per sfruttare la promo basta seguire la procedura online, tramite il link qui di sotto. Non ci sono costi iniziali o vincoli.

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ChatGPT ha problemi: tutti gli aggiornamenti sul down (risolto)

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 11:33

OpenAI conferma un down almeno parziale per ChatGPT. Ecco quanto si legge sulla status dashboard ufficiale del servizio, con riferimento a un numero elevato di errori restituiti durante le interazioni con l’intelligenza artificiale. La causa potrebbe avere a che fare con il lancio dei nuovi modelli GPT-6 Sol e Luna, appena avvenuto. Aggiorneremo questo articolo con tutte le novità del caso.

Il down di ChatGPT del 23 settembre 2026

Al momento non sappiamo quanto sia esteso il problema. Dall’avviso pubblicato, sappiamo che sono interessati gli utenti con abbonamento Plus e Pro. Sono due dei piani che includono l’accesso ai nuovi GPT-6 Sol e Luna, ecco il perché dell’ipotesi formulata in apertura.

Abbiamo rilevato un elevato numero di errori per i servizi interessati. Stiamo lavorando all’implementazione di una soluzione di mitigazione.

C’è anche un picco di segnalazioni su Downdetector, questo il grafico. Il volume dei feedback è comunque contenuto. Continueremo a monitorare la situazione.

Aggiornamento (23 settembre 2026, 11:51)

Un nuovo update pubblicato da OpenAI sulla status dashboard fa sapere che i tecnici hanno già implementato il fix e il servizio è in fase di ripristino. Tutto dovrebbe essere risolto a breve.

Aggiornamento (23 settembre 2026, 11:55)

Anche i feedback inviati dagli utenti attraverso il portale Downdetector sono in forte calo. Possiamo considerare terminato il breve down di ChatGPT. L’impatto è stato piuttosto circoscritto, interessando solo gli abbonati premium con sottoscrizione alle formule Plus e Pro.

Disclaimer

È bene precisare che, quanto riportato in questo articolo, si basa solo ed esclusivamente sui feedback mostrati dal portale Downdetector (link in coda) e inviati dagli utenti, sulle segnalazione raccolte attraverso i social network, su quelle inviate dai nostri lettori alla redazione oppure su testimonianza diretta. Un down temporaneo e circoscritto, dovuto a un problema tecnico o di altra natura, non è da ritenere in alcun modo un giudizio sulla qualità generale di un servizio, di un prodotto o di una piattaforma.

ASUS ExpertCenter PN54-S1: otto core, 38 TOPS e 64 GB in 550gr

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 11:06

In questo articolo andiamo a esaminare l’ASUS ExpertCenter PN54-S1, l’ultimo arrivato nella serie PN di mini PC business di ASUS. Si tratta di una macchina che nasce con un obiettivo preciso: stare in 0,6 litri, consumare poco, restare accesa 24 ore su 24 e farsi aprire senza cacciavite quando c’è da metterci mano.

Il PN54-S1 è la variante più accessibile del PN54: al posto dei Ryzen AI serie 300 troviamo i Ryzen serie 200, che AMD ha costruito sull’architettura Zen 4. Attenzione però, perché “più accessibile” non significa automaticamente “meno potente”: la gamma parte da un Ryzen 3 210 pensato per il digital signage e arriva a un Ryzen 7 260 a otto core, ed è proprio questa la configurazione che abbiamo avuto modo di provare, portata al massimo delle sue possibilità con 64 GB di RAM e un SSD da 1 TB.

Il pubblico di riferimento è dichiarato senza ambiguità da ASUS: piccole e medie imprese, postazioni di lavoro condivise, sistemi POS, chioschi e digital signage nel retail. Ma nella configurazione che abbiamo testato il discorso si allarga parecchio, e comprende anche la scrivania di casa, la workstation leggera e – come vedremo – l’esecuzione di modelli di intelligenza artificiale direttamente in locale. Vediamolo nel dettaglio.

Design e costruzione

Il PN54-S1 misura 130 x 130 x 34 mm per 550 grammi in configurazione barebone, che diventano 620 nella versione completa di RAM e SSD. Il volume complessivo è di appena 0,6 litri: per capirci, occupa lo spazio di un paio di custodie per CD impilate ed è più basso e più leggero anche dell’ASUS NUC 14 Pro (117 x 112 x 54 mm).

La scelta dell’alluminio si sente al tatto e fa la differenza rispetto ai tanti mini PC con chassis in plastica: la struttura non flette, non scricchiola e trasmette una sensazione di prodotto pensato per durare. L’estetica è deliberatamente anonima, senza LED, senza inserti a contrasto, senza nulla che ricordi il mondo gaming. È un pregio, considerando che questo prodotto è progettato per finire dietro un monitor tramite staffa VESA — inclusa in confezione — sotto il bancone di una cassa o dentro un armadio di fortuna. ASUS dichiara peraltro la compatibilità con il funzionamento continuo 24/7, e il sistema è certificato Energy Star.

Il dettaglio che ci ha convinto di più è l’accesso tool-less: il coperchio si rimuove senza attrezzi, e da lì si arriva ai moduli SO-DIMM e allo slot M.2. Nel nostro caso questo si è tradotto in un upgrade da 16 a 64 GB completato in meno di cinque minuti, senza un cacciavite e senza istruzioni. Per un reparto IT che deve gestire una flotta di macchine è una comodità concreta, non un vezzo da recensione.

Nota positiva anche sul jack audio combo da 3,5 mm sul frontale: è esattamente la mancanza che avevamo rimproverato all’ASUS NUC 14 Pro. Ci sono inoltre un altoparlante interno con Smart AMP e microfoni integrati nello chassis: non sostituiscono un buon setup audio, ma tolgono dall’impaccio in una videochiamata improvvisa senza aggiungere periferiche sulla scrivania.

Un tocco che si apprezza nell’uso quotidiano: abbinando il mini PC a un monitor ASUS compatibile con la tecnologia HDMI CEC, chiamata da ASUS Power Sync, si accendono entrambi con una sola pressione.

Specifiche tecniche

La configurazione in prova è quella di punta, con Ryzen 7 260 e memoria portata al massimo supportato. La piattaforma è disponibile anche in versione barebone e con CPU meno spinte (Ryzen 3 210 e Ryzen 5 220).

  • Dimensioni: 130 x 130 x 34 mm (0,6 litri)
  • Peso: 550 g in versione barebone
  • Processore: AMD Ryzen 7 260 (Zen 4, famiglia Hawk Point, 8 core / 16 thread, da 3,8 a 5,1 GHz, 16 MB di cache L3, TDP nominale 45 W configurabile tra 35 e 54 W)
  • NPU: Ryzen AI da 16 TOPS
  • Potenza di calcolo AI complessiva: fino a 38 TOPS sommando NPU, CPU e GPU
  • Grafica: AMD Radeon 780M integrata (RDNA 3, 12 compute unit, fino a 2.700 MHz)
  • Memoria RAM: 64 GB DDR5-5600 SO-DIMM (2 x 32 GB, dual channel) — è il massimo supportato dalla piattaforma
  • Archiviazione: SSD SanDisk SN8000S M.2 NVMe PCIe 4.0 da 1 TB, fino a 7.300 MB/s in lettura sequenziale
  • Sistema operativo: Windows 11 Pro
  • Wireless: Wi-Fi 7 (fino a 5,7 Gbps dichiarati), Bluetooth 5.4
  • LAN: doppia porta 2.5G Ethernet (10/100/1000/2500 Mbps)
  • Porte frontali/laterali: 1 x USB 3.2 Gen2 Type-C con erogazione 5V/3A (10 Gbps), 2 x USB 3.2 Gen2 Type-A (10 Gbps), 1 x jack audio combo, 1 x slot Kensington
  • Porte posteriori: 1 x USB4 Type-C (40 Gbps, con DisplayPort 1.4 e PD-in), 1 x USB 3.2 Gen2 Type-A, 1 x USB 2.0, 1 x HDMI 2.1 (fino a 4K@60Hz), 2 x DisplayPort 1.4, 2 x RJ45 2.5G, alimentazione
  • Sicurezza: lettore di impronte digitali per Windows Hello, fTPM integrato (dTPM opzionale), slot Kensington
  • Alimentatore: esterno da 120 W (19 V / 6,32 A)
  • Raffreddamento: dissipazione attiva con ventola
  • Certificazioni: Energy Star, operatività 24/7 dichiarata

Sei porte USB in totale, quattro uscite video utilizzabili in contemporanea e due LAN da 2,5 Gbps: per un corpo macchina da 0,6 litri è una dotazione seria. La configurazione a quattro monitor si raggiunge senza dock esterni, sfruttando le due DisplayPort, l’HDMI e la USB4 in DP Alt Mode: un dettaglio progettuale che semplifica non poco le installazioni retail e di digital signage.

La doppia Ethernet, poi, è una scelta inusuale in questa fascia e apre scenari che vanno oltre l’ufficio: reti cablate ridondanti o segmentate, uso come firewall, router software o piccolo nodo di rete.

Esperienza d’uso

Qui la configurazione fa tutta la differenza del mondo, e vale la pena spiegare perché.

Il Ryzen 7 260 non è un chip nuovo: è, hardware alla mano, un Ryzen 7 8845HS ribattezzato. Stessi otto core Zen 4, stessa Radeon 780M, stessa NPU. Non aspettatevi quindi salti generazionali rispetto a quella piattaforma, ma sappiate anche che si tratta di uno dei processori mobile più equilibrati degli ultimi anni, e che in un mini PC con dissipazione attiva e alimentatore da 120 W può esprimersi meglio che in molti portatili sottili.

Il secondo elemento decisivo sono i 64 GB in dual channel. La Radeon 780M non ha memoria dedicata e pesca interamente dalla RAM di sistema: con un solo banco installato, come accade nelle configurazioni base preassemblate, le prestazioni grafiche crollano. Con due moduli il quadro cambia radicalmente, ed è il motivo per cui consideriamo il dual channel non un optional ma un requisito.

Il terzo è l’SSD. L’unità SanDisk SN8000S da 1 TB tocca i 7.300 MB/s in lettura sequenziale, valori da NVMe di fascia alta che si traducono in avvii quasi istantanei, apertura immediata di progetti pesanti e nessuna attesa nei trasferimenti di file di grandi dimensioni.

Nell’uso quotidiano la macchina non si scompone mai. Decine di schede aperte, posta, pacchetto Office, videoconferenze, macchine virtuali in background: gli otto core reggono senza affanno, e i 64 GB rendono di fatto impossibile saturare la memoria in uno scenario d’ufficio.

Sul fronte creativo il PN54-S1 in questa configurazione se la cava molto meglio di quanto lascerebbe intendere la sua stazza. Photoshop e Lightroom girano fluidi anche su file pesanti, il montaggio video in 1080p è tranquillo e il 4K è alla portata, con i limiti fisiologici di una GPU integrata sulle timeline più complesse e sugli effetti in tempo reale. Il motore multimediale gestisce in hardware codifica e decodifica di AVC, HEVC e AV1, il che accorcia sensibilmente i tempi di export e lo rende anche un ottimo media center silenzioso sotto il televisore.

Il gaming merita un paragrafo onesto. La Radeon 780M è oggi tra le migliori grafiche integrate disponibili e, con 12 compute unit RDNA 3 alimentate da 64 GB in dual channel e dal supporto a FidelityFX Super Resolution, permette di giocare alla maggior parte dei titoli in 1080p a dettagli bassi o medi. Titoli competitivi, indie ed emulazione girano senza problemi. Resta ovviamente lontana dalle prestazioni di una GPU dedicata, e i giochi AAA più recenti richiedono compromessi importanti, ma definire il PN54-S1 “non adatto al gioco” sarebbe scorretto: semplicemente, non è per quello che è nato.

Intelligenza artificiale in locale: il vero asso nella manica

È il capitolo che merita più spazio, perché è quello che distingue davvero questa configurazione dalle altre della gamma e da buona parte della concorrenza in questa fascia di ingombro.

A differenza delle versioni con Ryzen 5 220 e Ryzen 3 210, che di NPU sono completamente prive, il Ryzen 7 260 integra un acceleratore Ryzen AI da 16 TOPS. Sommando il contributo di NPU, CPU e GPU, la potenza di calcolo complessiva dedicata all’intelligenza artificiale arriva a 38 TOPS: un valore di tutto rispetto per una macchina che sta in mezzo litro e consuma quanto un paio di lampadine.

Perché una NPU cambia le carte in tavola

Le NPU (Neural Processing Unit) sono unità di calcolo progettate specificamente per i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. Non sostituiscono CPU e GPU, le affiancano con un’architettura ottimizzata per le operazioni di inferenza. E i vantaggi che portano sono quattro, tutti concreti.

Efficienza energetica. A parità di operazioni AI, una NPU consuma sensibilmente meno di una GPU tradizionale. In un sistema come questo, con un raffreddamento contenuto dentro uno chassis da 34 mm, significa poter eseguire elaborazioni AI prolungate senza far salire temperature, rumore e bolletta.

Elaborazione senza cloud. È il punto centrale. Con una NPU a bordo, modelli e funzioni di intelligenza artificiale girano direttamente sulla macchina, senza dover interrogare un server remoto. Questo vuol dire che continuano a funzionare anche senza connessione a Internet, e che la latenza si azzera: le risposte sono praticamente immediate, senza il ritardo del viaggio di andata e ritorno verso il cloud.

Privacy. Conseguenza diretta del punto precedente, e per molte aziende è l’argomento decisivo. I dati elaborati in locale non lasciano mai il sistema. Documenti riservati, registrazioni audio, immagini di clienti: tutto resta confinato dentro la macchina, senza transitare per server esterni. In contesti soggetti a GDPR o a policy interne stringenti non è un dettaglio, è un requisito.

Equilibrio del sistema. Delegando l’inferenza a un’unità dedicata, CPU e GPU restano libere per il resto. Il risultato è una fluidità superiore nel multitasking, anche mentre sono in esecuzione applicazioni pesanti o sessioni di lavoro prolungate.

Cosa ci si fa, in pratica

Le applicazioni immediate sono quelle già integrate nelle suite di produttività moderne: riconoscimento vocale e trascrizione automatica, traduzione in tempo reale, miglioramento delle immagini, rimozione del rumore di fondo e sfocatura dello sfondo in videoconferenza. Tutte funzioni che, delegate alla NPU, girano senza appesantire il sistema e senza inviare nulla all’esterno.

Ma è sui modelli linguistici in locale che i 38 TOPS complessivi, uniti ai 64 GB di RAM, aprono lo scenario più interessante. La quantità di memoria disponibile è infatti il vero collo di bottiglia quando si eseguono LLM sul proprio hardware, e 64 GB permettono di caricare modelli di dimensioni ben superiori a quanto consenta una macchina con 16 o 32 GB. Chi vuole sperimentare con assistenti AI privati, analisi documentale offline o automazioni basate su modelli locali trova qui una base più che dignitosa.

Un limite da conoscere

C’è una precisazione doverosa, che ASUS non evidenzia. I 16 TOPS della NPU non bastano a soddisfare i requisiti Copilot+ di Microsoft, che ne richiedono almeno 40: il PN54-S1 non è e non sarà un Copilot+ PC, e le funzioni di Windows 11 riservate a quella categoria — Recall, Cocreator, gli effetti Studio avanzati — non sono disponibili. Se quelle funzioni specifiche sono un requisito d’acquisto, bisogna guardare al PN54 con Ryzen AI serie 300. Per tutto il resto dell’ecosistema AI, compresi i modelli locali, la NPU da 16 TOPS fa il suo lavoro.

Software e prestazioni

Il PN54-S1 arriva con Windows 11 Pro preinstallato e configurato, senza eccessi di software preinstallato. Nulla vieta di installare altri sistemi operativi, ma va detto che ASUS certifica ufficialmente solo Windows.

Sul fronte gestionale ci sono due strumenti. ASUS Control Center, disponibile con il programma Corporate Stable Model, è la suite che consente ai reparti IT di monitorare e amministrare da remoto un’intera flotta di dispositivi da un’interfaccia unica. MyASUS, preinstallato, dà invece controllo su stato del sistema e aggiornamenti e mette in contatto diretto con l’assistenza.

Il lettore di impronte digitali integrato funziona con Windows Hello e, nella nostra prova, si è dimostrato rapido e affidabile: su un desktop fisso è un comfort che si apprezza più di quanto ci si aspetti.

Per capire fin dove si spinge il processore lo abbiamo messo sotto stress con Cinebench 2024 in multi-core, uno scenario volutamente fuori dai canoni per un mini PC di questa categoria ma utile a fotografarne i limiti reali. Il risultato è convincente: il sistema tenta inizialmente frequenze e consumi più alti per poi assestarsi su valori stabili, con un assorbimento della CPU attorno ai 54 watt e clock che restano su livelli adeguati per tutta la durata del test. Le prestazioni complessive superano quelle di un Ryzen 7 5800X desktop, una CPU ancora oggi presente in molti sistemi gaming.

Il prezzo da pagare c’è: sotto carico prolungato la temperatura sale parecchio e la ventola si fa sentire. In uso normale, però, il PN54-S1 resta silenzioso, e va ricordato che stiamo parlando di uno stress test deliberatamente estremo per un telaio da 34 mm di spessore.

  • Cinebench 2024 multi-core: prestazioni superiori a un Ryzen 7 5800X desktop, con consumo CPU stabilizzato attorno ai 54 W
  • SSD (lettura sequenziale): fino a 7.300 MB/s
  • Gaming 1080p: 100 fps su Fortnite, qualità media; 60 fps su EA Sports FC 26, qualità media
Prezzo e disponibilità

Il PN54-S1 è disponibile in Italia sia in versione barebone sia preassemblata. Il listino della configurazione che abbiamo provato parte da 1.069 euro tramite ASUS Gold Store e rivenditori autorizzati.

È una cifra importante, e va contestualizzata. Pesa da un lato il posizionamento business del prodotto — garanzia, disponibilità a lungo termine dei ricambi, certificazioni, strumenti di gestione della flotta — e dall’altro l’attuale “crisi della memoria”, con i prezzi di RAM e storage spinti verso l’alto dalla domanda dei datacenter. È lecito attendersi ritocchi al ribasso quando il mercato si normalizzerà.

Per chi acquista fuori dal contesto aziendale, il nostro consiglio resta di valutare la versione barebone e di aggiungere RAM e SSD in autonomia: il risparmio è significativo e, grazie al design tool-less, l’assemblaggio richiede pochi minuti.

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Conclusioni

L’ASUS ExpertCenter PN54-S1 nella configurazione con Ryzen 7 260, 64 GB di RAM in dual channel e SSD da 1 TB è una piattaforma matura e sorprendentemente ben bilanciata. Chassis in alluminio da 0,6 litri, accesso senza attrezzi, doppia LAN 2.5G, Wi-Fi 7, quattro display 4K gestiti senza dock esterni, lettore di impronte digitali e 38 TOPS di potenza AI compongono un pacchetto difficilmente eguagliabile a parità di ingombro.

Gli otto core Zen 4 abbinati alla Radeon 780M coprono con disinvoltura scenari che vanno ben oltre l’automazione d’ufficio per cui il prodotto è stato progettato, e la NPU integrata trasforma questa macchina in una base concreta per l’intelligenza artificiale eseguita in locale, con tutti i vantaggi di privacy, latenza e indipendenza dal cloud che ne conseguono.

I limiti restano e vanno conosciuti. Il Ryzen 7 260 è un rebrand dell’8845HS e non porta nulla di nuovo sul piano architetturale; i 16 TOPS della NPU non bastano per la certificazione Copilot+; manca un lettore di schede SD, che sarebbe stata la ciliegina su una dotazione I/O altrimenti completa; l’HDMI si ferma a 4K@60Hz; e sotto stress prolungato la ventola si fa sentire.

In sintesi: se cercate il mini PC più veloce per euro speso, guardate verso altre soluzioni. Se invece vi serve una macchina compatta, robusta, gestibile, certificata per il funzionamento continuo e capace di far girare l’AI senza mandare i vostri dati in giro per il mondo, il PN54-S1 così configurato è una scelta che difficilmente vi farà pentire. La raccomandazione fondamentale resta una sola: non accontentatevi mai del singolo banco di RAM.

PRO e CONTRO

PRO:
✅ Chassis in alluminio da appena 0,6 litri, solido e discreto

✅ Otto core Zen 4 e Radeon 780M: prestazioni superiori a un Ryzen 7 5800X desktop in multi-core

✅ NPU Ryzen AI da 16 TOPS, 38 TOPS complessivi per l’intelligenza artificiale in locale

✅ Supporto fino a 64 GB DDR5-5600 in dual channel

✅ SSD PCIe 4.0 rapidissimo, fino a 7.300 MB/s in lettura

✅ Quattro display 4K gestiti senza dock esterni

✅ Connettività completa: 6 porte USB (di cui una USB4), doppia LAN 2.5G, Wi-Fi 7

✅ Accesso tool-less, staffa VESA inclusa, certificazione 24/7 ed Energy Star

✅ Jack audio, altoparlante con Smart AMP e microfoni integrati

✅ Lettore di impronte digitali, fTPM e slot Kensington

CONTRO:
❌ Il Ryzen 7 260 è un rebrand dell’8845HS: nessun progresso architetturale

❌ 16 TOPS non sufficienti per la certificazione Copilot+

❌ Manca il lettore di schede SD

❌ HDMI limitato a 4K@60Hz

❌ Ventola udibile sotto carico prolungato

❌ Le configurazioni preassemblate di fascia bassa arrivano in single channel

Trump all'ONU: Non chiamatela più AI, ma Super Intelligence

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 10:53

Donald Trump vuole lasciare il segno sulla sua epoca. E non solo attraverso le decisioni politiche, anche attraverso i nomi di luoghi e istituzioni americane, come il Kennedy Center, al centro di una battaglia portata avanti dal presidente degli Stati Uniti. Negli ultimi giorni, ha lanciato un sondaggio sul suo social network Truth Social, questa volta per rinominare l’intelligenza artificiale. Peccato che, alla fine, la consultazione sia servita a poco: la decisione, a quanto pare, era già stata presa.

Donald Trump sceglie il nuovo nome per l’AI: d’ora in poi sarà “Super Intelligence”

Donald Trump voleva cambiare il nome dell’intelligenza artificiale. In origine, nel suo sondaggio, proponeva tre termini: “extreme intelligence”, “superior intelligence” e “supreme intelligence”. Eppure, nessuno di questi tre termini sembra aver trovato grazia ai suoi occhi.

Infatti, nel suo discorso tenuto all’ONU, il presidente americano ha affrontato questo dossier (creato da lui stesso). Ha così spiegato che, d’ora in avanti, le amministrazioni americane avrebbero utilizzato il termine “super intelligence” per designare l’AI.

Il presidente americano storce il naso davanti alla parola “artificiale”

Il problema di Donald Trump con il termine intelligenza artificiale sta nella parola “artificiale” che, a suo avviso, suona come se questa tecnologia fosse falsa, cosa che non è. E Super Intelligence, sia…

E, naturalmente, anche questa volta Trump ha trovato il modo di riportare tutto a sé stesso. «Vedremo se ho potere», ha scherzato il presidente americano, confidando evidentemente che il nuovo termine possa essere adottato da governi di tutto il mondo. Bisogna vedere se il suo desiderio troverà davvero seguito, in un panorama internazionale che oggi sembra tutt’altro che disposto ad assecondarlo.

Windows 11 KB5124010: importanti novità per Esplora file

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 10:38

Microsoft ha rilasciato ieri sera l’aggiornamento opzionale KB5124010 per Windows 11 25H2/24H2. Include tutte le novità delle build 26200.9539 e 26100.9539 rilasciate nel canale Release Preview del programma Insider. Per Windows 11 24H2 è l’ultimo update, in quanto il supporto terminerà il 13 ottobre. L’azienda di Redmond ha confermato due bug, per uno dei quali esiste una soluzione parziale.

Principali novità di KB5124010

L’aggiornamento KB5124010 può essere scaricato da Windows Update o Microsoft Update Catalog. Al termine dell’installazione, le build saranno 26200.9550 per Windows 11 25H2 e 26100.9550 per Windows 11 24H2. Le novità più importanti riguardano Esplora file, il componente più “difettoso” del sistema operativo che Microsoft ha finalmente deciso di migliorare.

L’update modifica la gestione dei file scaricati dal web nel riquadro di anteprima. Per i file HTML viene mostrato un nuovo pulsante “Anteprima comunque” che permette di visualizzare l’anteprima del file. I file diversi da HTML, come i PDF, vengono invece visualizzati automaticamente. La schermata Home mantiene ora lo stato delle sezioni (aperte o chiuse), mentre il riquadro Dettagli consente di individuare più facilmente le proprietà dei file nel cloud.

Gli utenti troveranno inoltre nuove emoji (parte di Emoji 17.0) e diversi miglioramenti relativi agli sfondi, come il supporto per i file immagine DIB. Un lungo elenco di miglioramenti riguarda la connettività Bluetooth. Ci sono anche novità per l’accessibilità. Un’impostazione consente di aprire automaticamente le finestre delle app a pieno schermo (massimizzate) e sono state aggiornate le icone di Magnifier (Lente di ingrandimento).

Per i touchpad ci sono due nuove gesture: scrolling con un dito in verticale partendo dal lato sinistro o destro e scrolling automatico senza sollevare le dita vicino al bordo del touchpad. Una nuova impostazione permette invece di rimappare il tasto Copilot come tasto Ctrl destro o menu contestuale.

Microsoft ha confermato due bug, ereditati dall’aggiornamento KB5124008 dell’8 settembre. Il primo impedisce la connessione sicura ad un dominio Active Directory. La soluzione temporanea prevede modifiche al registro di Windows 11, quindi è meglio attendere il fix definitivo. Il secondo impedisce l’avvio dei dispositivi audio USB Class 1.0 e la riproduzione audio. Un fix arriverà nei prossimi giorni.

Le offerte eBay di oggi da non perdere assolutamente

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 10:16

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Conto deposito remunerato al 4% per sei mesi: la promozione di Banca Mediolanum

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 10:11

Gli investimenti non sono per tutti, vero, ma è anche vero che esistono altre strategie per ottenere un guadagno dai propri risparmi. Una di queste porta al conto deposito, uno strumento messo a disposizione dalle banche per i loro clienti e su cui è possibile ottenere una piccola remunerazione. Quando poi ci sono promozioni come quella di Banca Mediolanum, che si spinge fino al [affiliate_link link_id=”388″]4% annuo lordo per sei mesi[/affiliate_link], il guadagno è ancora superiore e in qualche misura paragonabile con il 6-7% degli investimenti che presentano comunque sempre una percentuale di rischio.

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I requisiti da soddisfare per ottenere il 4% sui propri guadagni sono l’apertura del conto corrente online SelfyConto entro il 30 ottobre, la costituzione di un deposito a tempo entro il 6 novembre, e l’accredito dello stipendio entro una settimana prima del termine del deposito stesso. L’importo minimo che si può depositare è 100 euro, quello massimo 500.000 euro. In caso di emergenza, poi, è possibile ritirare i soldi in qualsiasi momento con gli interessi maturati fin lì. Altra cosa importante da sottolineare è la natura del tasso, fisso e garantito dall’inizio alla fine al 4% annuo lordo, un aspetto questo non banale, soprattutto se si parla di finanza.

Dedichiamo quest’ultimo paragrafo al conto corrente SelfyConto, la cui apertura è il primo passo per beneficiare del 4% annuo sui propri risparmi. SelfyConto è il conto online di Banca Mediolanum, a canone zero per tutti il primo anno e fino a trent’anni per gli under 30, poi 3,75 euro al mese con la possibilità comunque di azzerarlo tramite l’accredito dello stipendio o una spesa mensile di almeno 500 euro. Inclusi nel canone vi sono l’invio di bonifici SEPA istantanei e ordinari a costo zero, i prelievi senza commissioni in Italia e negli altri Paesi Ue, la carta di debito Mediolanum Card (anche in formato digitale), l’addebito delle utenze e l’assistenza via chat.

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5 smartphone che devi acquistare se vuoi spendere poco e avere tanto

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:53

Abbiamo selezionato 5 smartphone che devi assolutamente acquistare se vuoi spendere poco e avere tanto in termini di prestazioni, intelligenza artificiale, esperienza utente, aggiornamenti, supporto e fotografia. Ovviamente al primo posto abbiamo messo il Pixel 10a che, a soli 399 euro, è un vero e proprio affare, con almeno 7 anni di aggiornamenti, tutte le funzionalità AI di Google e un ottimo comparto fotografico.

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Clipchamp, arriva l'upscaling AI in 4K: bene, ma non benissimo

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:42

C’è una novità importante da segnalare per Clipchamp, l’applicazione di Microsoft dedicata all’editing video e integrata in Windows 11: è arrivato l’upscaling AI. Ho appena controllato sul mio PC e risulta già disponibile. In italiano si chiama molto semplicemente Aumenta la risoluzione. Vediamo come funziona e a chi può tornare utile.

Upscaling AI fino al formato 4K per Clipchamp

La funzione è chiara, ben spiegata nella descrizione del software: Aumenta la risoluzione dei video per un aspetto più nitido e chiaro, anche se è stato registrato con un telefono meno recente. Non è dato sapere perché il gruppo di Redmond dia per scontato che i filmati debbano essere catturati per forza di cose con uno smartphone, ma sorvoliamo.

È sufficiente selezionare una qualsiasi clip aggiunta alla timeline per veder comparire nella parte destra dell’interfaccia la voce Aumenta la risoluzione. Un clic mostra quando riportato nello screenshot qui sotto, con la possibilità di scegliere tra le opzioni 1080p e 4K. Naturalmente, per la definizione maggiore serve più potenza di calcolo e di conseguenza un’attesa più lunga.

Un primo test: qualcosa è andato storto

Facciamo un test estremo. Quest’estate ho registrato alcuni video con un dispositivo che non fa certo dell’alta risoluzione il suo punto di forza, la Nilox Mini Action Cam.

Salva video in formato 1280×720 pixel, senza possibilità di sceglierne altri, con una qualità d’altri tempi (che poi è esattamente la ragione per cui l’ho comprata). Proviamo a caricarne uno in Clipchamp. Qui sotto un ritaglio 1:1.

Di seguito, invece, il risultato finale, dopo averlo sottoposto all’aumento della risoluzione con l’intelligenza artificiale, spingendoci fino al 4K. La clip dura pochi secondi, l’elaborazione ha richiesto circa un minuto di attesa. Per ragioni che non so spiegare, invece di incrementare la definizione, tutto è diventato psichedelico.

Se la funzionalità non compare subito, è possibile forzare l’installazione dell’ultima versione aprendo Microsoft Store, selezionando la scheda Download e premendo Controlla aggiornamenti disponibili.

Snapdragon 8 Elite Gen 6: anche in versione Extreme per AI

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:37

Qualcomm ha svelato il nuovo chip per smartphone di fascia alta. Quest’anno, l’azienda californiana ha deciso di offrire due versioni: Snapdragon 8 Elite Gen 6 e Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Le differenze riguardano principalmente l’elaborazione AI, la registrazione video e le prestazioni gaming. I primi dispositivi con i due processori sono Xiaomi 18 Pro e 18 Pro Max.

Serie Snapdragon 8 Elite Gen 6 per l’era agentica

Durante l’evento Snapdragon Summit, il Presidente e CEO Cristiano Amon ha chiarito subito la caratteristica più importante dei nuovi chip, ovvero il supporto per l’elaborazione locale dei modelli AI. La versione Extreme può eseguire modelli con 30 miliardi di parametri. Entrambi permettono di gestire gli agenti AI senza accesso al cloud.

Le specifiche dei due chip sono quasi identiche. Entrambi sono realizzati da TSMC con processo a 2 nanometri e integrano una CPU ota core Oryon in configurazione 2+6 (due core Prime a 5 GHz e sei core Performance a 4 GHz), una GPU Adreno, una NPU Hexagon e un modem X105 5G (velocità in download fino a 14,8 Gbps). Lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 supporta la registrazione video fino a 8K e 60 fps (30 fps per la versione base), il codec Advanced Professional Video (APV), storage UFS 5.0 (4.1 per la versione base) e Adreno Neural Fusion (usa l’AI per migliorare le prestazioni gaming).

Queste sono le altre caratteristiche: connettività Wi-Fi 8, Bluetooth 6.0, NFC, UWB, GPS e Galileo, supporto per fotocamere fino a 320 megapixel e display con risoluzione fino a QHD+ (8K per display esterni) e memorie LPDDR5X fino a 24 GB.

Come detto, i primi smartphone sono gli Xiaomi 18 Pro (Snapdragon 8 Eite Gen 6) e 18 Pro Max (Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6), annunciati in Cina. Il Motorola Signature 27 con Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 arriverà entro fine anno. Gli altri smartphone sono HONOR Magic9 Pro Max (Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6) e REDMAGIC 12 Pro+ (Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6). Tra i partner ci sono anche iQOO, OPPO, REDMI e vivo.

In meno di 50 anni abbiamo perso una quantità inestimabile di ghiaccio

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:33

All’interno di un importante e recente rapporto, pubblicato il 16 settembre 2026 su Scientific Data, si trova uno studio condotto da 58 scienziati provenienti da istituzioni di tutto il mondo che ha rivelato informazioni decisamente preoccupanti che riguardano tutti noi. Nello specifico, in soli 47 anni abbiamo perso 12 trilioni di tonnellate di ghiaccio dalle principali calotte glaciali della Terra.

In questo studio, confrontiamo e combiniamo 42 stime indipendenti del bilancio di massa delle calotte glaciali, derivate da osservazioni satellitari delle variazioni temporali del flusso, del volume e dell’attrazione gravitazionale delle calotte glaciali, per determinare il bilancio di massa delle calotte glaciali dal 1972 (Groenlandia) e dal 1979 (Antartide) al 2023.

Queste informazioni ci riguardano e spaventano perché, come spiegano gli scienziati, “le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide sono tra i principali fattori responsabili dell’innalzamento del livello medio globale del mare e si prevede che continueranno a esserlo in futuro”. Inoltre, “rappresentano anche la principale fonte di incertezza nelle proiezioni sull’innalzamento futuro del livello del mare, rendendo cruciali stime affidabili delle variazioni di massa osservate nelle calotte glaciali”.

Secondo i dati pubblicati nello studio, si può scoprire che lo scioglimento del ghiaccio dalle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide ha innalzato il livello globale del mare di circa 31,4 millimetri dal 1979. Le informazioni arrivano dai dati satellitari registrati che risalgono al 1972 fino ai giorni nostri.

“La nostra valutazione tiene conto solo delle variazioni di massa della calotta glaciale che contribuiscono all’innalzamento del livello del mare e non considera la perdita di ghiaccio dovuta all’assottigliamento delle piattaforme di ghiaccio, al loro arretramento o al ritiro del ghiaccio ancorato al di sotto del livello del mare“, ha precisato il team.

Dietro la perdita di ghiaccio c’è il riscaldamento dei ghiacciai

L’autrice principale dello studio, Inès Otosaka, glaciologa della Northumbria University nel Regno Unito, ha spiegato: “Oltre i quattro quinti del ghiaccio perso sono stati riversati nell’oceano da ghiacciai a scorrimento più rapido, anziché sciogliersi in superficie: questo ci indica che la tendenza a lungo termine è guidata dalla risposta dinamica delle calotte glaciali al riscaldamento degli oceani“.

Andrew Shepherd, anch’egli della Northumbria University e fondatore dell’IMBIE, ha chiarito: “Un innalzamento del livello del mare di poco più di tre centimetri può sembrare poco, ma mette a rischio di inondazioni ed erosione costiera altri sei-nove milioni di persone. Dato che le calotte glaciali sono destinate a perdere molto più ghiaccio nei prossimi decenni, le valutazioni globali come quella dell’IMBIE sono fondamentali per proteggere le comunità colpite dai cambiamenti climatici“.

100 Mbps per una famiglia: quando bastano e quando no

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:07

Quanta banda serve davvero a casa? Quale velocità della connessione internet può essere considerata sufficiente? Un nuovo studio condotto dall’Osservatorio Tariffe Segugio.it svela che 100 Mbps possono risultare già sufficienti per due o tre persone, nella maggior parte dei casi, anche se c’è chi lavora in smart working, chi studia da remoto e chi guarda contenuti in streaming, tutti in contemporanea.

100 Mbps sono abbastanza per una famiglia?

Molto spesso, nella scelta dell’operatore, ci facciamo abbagliare dalla prospettiva di poter contare su 1 Gbps o più, finendo poi inevitabilmente per non sfruttare mai un potenziale davvero enorme per un normale nucleo familiare. Uno degli esempi simula uno scenario con due videochiamate, attività scolastiche e uno streaming a risoluzione 4K: insieme richiedono circa 41,7 Mbps in download.

Certo, ci sono casi di utilizzo intensivo in cui una banda insufficiente si può trasformare in un collo di bottiglia. Per un utilizzo intensivo, con due videochiamate, streaming 4K, cloud gaming 4K e scuola online, si sale a circa 112,5 Mbps. Allora sì, ha senso scegliere una connessione da almeno 200 o 300 Mbps. Bisogna poi ovviamente tenere conto anche delle prestazioni in upload, della latenza, della stabilità e della qualità della rete Wi-Fi domestica.

Qual è il consumo di banda generato dalle applicazioni più comuni? Ce lo dice l’Osservatorio Tariffe di Segugio.it.

  • Zoom (videochiamata): 1,8 Mbps in download e 2,6 Mbps in upload;
  • Microsoft Teams (videochiamata): 4 Mbps in download e in upload;
  • YouTube (streaming): 5 Mbps in Full HD e 20 Mbps in 4K;
  • GeForce NOW (cloud gaming): 25 Mbps in Full HD e 45 Mbps in 4K a 120 fps;
  • navigazione, gestione documenti e studio: 2 Mbps in download e 1 Mbps in upload.

Può sembrare paradossale, ma quelle più veloci costano meno. L’analisi delle offerte praticate dagli operatori svela che una linea da 1 Gbps è venduta mediamente a 24,23 euro al mese, mentre quelle da 100-300 Mbps a 24,31 euro.

Anthropic presenta Claude Opus 5.5: più veloce e sicuro

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:05

Dario Amodei, il capo di Anthropic, ha invitato l’industria dell’AI a rallentare lo sviluppo dei modelli più potenti, ma questo non sembra ridimensionare le ambizioni della sua azienda, che punta anzi a consolidare la propria posizione nel settore. Solo qualche tempo fa era emersa la notizia di un nuovo modello AI in arrivo a ridosso dell’IPO di Anthropic. E ora è ufficiale: Claude Opus 5.5 è realtà.

Claude Opus 5.5 è ufficiale: Anthropic svela il nuovo modello prima dell’IPO

Un nuovo modello Opus 5.5 è disponibile nel chatbot Claude. Anthropic lo presenta come un sistema che offre prestazioni paragonabili a quelle di Claude Fable 5.1 per la maggior parte dei compiti, anche se in assoluto si colloca al di sotto di quest’ultimo.

Anthropic presenta Claude Opus 5.5 come un nuovo punto di riferimento per la programmazione e il lavoro intellettuale. Sul fronte della sicurezza, il modello adotta le stesse misure di salvaguardia già previste per Fable 5.1 negli ambiti della cybersicurezza e della biologia, a conferma del peso crescente attribuito alla gestione dei rischi legati all’AI.

Secondo Anthropic, Opus 5.5 ha stabilito un nuovo record nei test interni di allineamento, dimostrandosi il modello più affidabile mai testato su migliaia di scenari.

Claude Opus 5.5 è anche più economico e veloce

Oltre alle prestazioni, Opus 5.5 abbatte i costi d’utilizzo. Le tariffe calano del 20% rispetto a Opus 5 (4$ per milione di token in ingresso, 20$ in uscita), mentre la velocità di risposta registra un incremento del 30%.

Guidare team e progetti digitali: il PM come leva strategica nell’era AI

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 09:01

Un progetto digitale può partire da una buona idea e arenarsi molto prima di arrivare al risultato. Le ragioni sono note: obiettivi che cambiano, competenze distribuite tra più team, scadenze strette, fornitori da coordinare, rischi sottovalutati. Oggi a queste variabili si aggiunge l’intelligenza artificiale, che mette a disposizione nuovi strumenti ma introduce anche nuove decisioni da prendere. È in questo scenario che il Project Management torna al centro, con un ruolo che va ben oltre il controllo di tempi e budget.

Il Project Manager deve sapere dove sta andando il progetto, capire quando il piano non regge più e mettere persone diverse nelle condizioni di lavorare sullo stesso obiettivo. Nei progetti digitali significa muoversi tra tecnologia, organizzazione e business, spesso senza poter contare su percorsi già definiti.

È il terreno sul quale si concentra il Major in Project Management del Master in Gestione delle Risorse Umane e dei Progetti di Luiss Business School, rivolto a laureandi e neolaureati e pensato per formare figure capaci di gestire e coordinare iniziative progettuali in organizzazioni pubbliche e private. Il programma dura 12 mesi e viene proposto in modalità full-time, on campus, nelle sedi di Roma e Milano.

Project Management e AI: gli strumenti cambiano, il progetto va comunque governato

L’intelligenza artificiale generativa sta entrando anche negli strumenti utilizzati per organizzare il lavoro. Può velocizzare alcune attività, aiutare nella gestione delle informazioni o offrire supporto nelle fasi di analisi. Il punto, per un Project Manager, è capire come inserirla all’interno di processi che hanno già vincoli precisi e conseguenze concrete.

Una pianificazione sbagliata resta una pianificazione sbagliata anche se viene prodotta più rapidamente.

Per questo il percorso non tratta l’AI come un argomento separato dal resto. Nel curriculum compare un modulo dedicato all’Artificial Intelligence per il PM, descritto nella documentazione del Master come un framework pratico e metodologico per integrare strumenti di Generative AI nei processi di Project Management. Attorno a questo tema rimangono le discipline che costituiscono la base del mestiere: Project Governance, Agile Project Management, gestione dei rischi, pianificazione, controllo, Contract Management, Change Management e Compliance Management.

È un’impostazione che riflette abbastanza bene ciò che accade nei progetti tecnologici. L’adozione di uno strumento nuovo raramente riguarda soltanto lo strumento. Cambiano procedure, responsabilità, modalità di lavoro e, in qualche caso, gli stessi obiettivi iniziali. Il Project Manager si trova quindi a fare da punto di raccordo tra chi sviluppa, chi prende le decisioni e chi dovrà utilizzare ciò che viene realizzato.

L’approccio Agile trova spazio proprio in questo contesto. Non come formula valida per qualsiasi progetto, ma come metodo da conoscere insieme a quello tradizionale, per capire quale impostazione sia più adatta al lavoro da svolgere. Lo stesso vale per il risk management: identificare prima i problemi possibili, valutarne l’impatto e preparare una risposta evita che la gestione del progetto diventi una sequenza di emergenze.

La componente tecnica, però, rappresenta solo una parte del lavoro. Il project management comprende anche attività legate al processo decisionale, al problem solving, alla gestione delle persone, alla negoziazione, alla comunicazione e alla trasformazione digitale. Sono competenze più difficili da misurare rispetto a un diagramma di Gantt, ma diventano estremamente concrete quando occorre prendere una decisione, risolvere un conflitto tra priorità o rimettere in carreggiata un gruppo di lavoro.

Dai satelliti alla mobilità aerea: il progetto diventa un caso reale

La parte più utile per capire come queste competenze vengano messe insieme arriva dalle challenge aziendali. Durante il Master gli studenti lavorano in gruppo su un problema proposto da un’azienda partner, con la supervisione di un tutor aziendale. Non si tratta quindi soltanto di analizzare un caso già concluso: occorre costruire una risposta progettuale a un’esigenza concreta.

Nel 2026 la challenge proposta da Thales Alenia Space Italia ha portato il Project Management dentro la Space Economy. Il lavoro era incentrato sul Critical Infrastructure Monitoring e prevedeva l’implementazione di un sistema satellitare coordinato tra Italia, Germania, Francia e Spagna. Tra gli scenari affrontati figurava il monitoraggio di aree remote esposte al rischio di incendi, con l’impiego dei dati satellitari a supporto dei soccorsi.

Qui la tecnologia era solo una parte del problema. Ai team è stato chiesto di costruire anche gli elementi manageriali del progetto, lavorando sulla Work Breakdown Structure, sulla pianificazione del budget e sull’analisi dei rischi.

Un anno prima il campo di applicazione era diverso. La challenge proposta da ENAC riguardava HyperTwin, piattaforma legata alla mobilità aerea innovativa. I gruppi hanno lavorato su più fronti: dallo sviluppo di un portale per coinvolgere nuovi partner, con attenzione a UX e integrazione con sistemi CRM, fino alla progettazione di workshop e alla definizione della HyperTwin Alliance, pensata per favorire collaborazione e condivisione di conoscenze nel settore.

Due progetti lontani tra loro, almeno in apparenza. In entrambi, però, la questione centrale è la stessa: prendere un obiettivo ampio, dividerlo in attività gestibili, individuare risorse e rischi, coordinare interlocutori differenti e arrivare a un risultato verificabile.

Ed è probabilmente questo il modo più concreto per leggere l’impatto dell’AI sul Project Management. Gli strumenti diventano più potenti e alcune attività possono essere accelerate, ma aumenta anche il numero delle possibilità tra cui scegliere. Qualcuno deve valutarle e inserirle in un progetto che abbia senso.

[branded_content po_number=”DC06″ program_code=”luis” format_id=”53″ link=”https://businessschool.luiss.it/project-management/download-brochure/?utm_source=blaze_media&utm_medium=website&utm_campaign=MFT_PM_P-000020″]Scarica la brochure completa e vedi nel dettaglio programma, docenti e date[/branded_content]

Dalla formazione alla certificazione

Il Major prevede anche la preparazione alla certificazione ISIPM-Base®, promossa dall’Istituto Italiano di Project Management. La preparazione e la partecipazione all’esame sono comprese nella quota di iscrizione. A questo si aggiungono il supporto del Career Service e il tirocinio curriculare, previsto nella parte conclusiva del percorso per mettere in pratica quanto affrontato durante la formazione e confrontarsi direttamente con figure professionali del settore.

La prossima edizione del Master parte il 26 ottobre 2026, sia a Roma sia a Milano.

Per chi guarda al Project Management come sbocco professionale, il cambiamento più rilevante non sta quindi nell’aggiungere “AI” alla lista delle competenze. Sta nell’imparare a gestire progetti nei quali tecnologie, persone e vincoli cambiano più in fretta di prima. Sapere usare gli strumenti conta. Sapere che cosa farne, e come portarli dentro un progetto reale, conta di più.

[faq id=763970]

In collaborazione con Luiss Business School

Novità per TivùSat: cambia ancora la lista canali

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 08:56

Tante novità sono arrivate su TivùSat in questi giorni, per le quali è stata ancora una volta aggiornata la lista dei canali. La prima modifica riguarda 6 canali presenti nel palinsesto offerto dalla piattaforma di intrattenimento satellitare che sono passati alla definizione HD:

  1. Svoboda Tv HD
  2. Svoboda News HD
  3. Svoboda Plus HD
  4. Russia’s Future HD
  5. Belarus Tomorrow HD
  6. Gordon Live HD

La seconda novità riguarda l’arrivo di un nuovo canale alla LCN 223 che si chiama Insight UHD. Questa emittente trasmette in Ultra HD 4K. Questi aggiornamenti arrivano dopo il recente aggiornamento delle frequenze TivùSat.

La lista canali TivùSat aggiornata

Vediamo quindi la lista canali TivùSat completamente aggiornata.

  • 1 Rai 1 HD
  • 2 Rai 2 HD
  • 3 Rai 3 HD
  • 4 Rete 4 HD
  • 5 Canale 5 HD
  • 6 Italia 1 HD
  • 7 La7 HD
  • 8 Tv8 HD
  • 9 Nove HD
  • 10 Rai 4 HD
  • 11 Iris HD
  • 12 La 5 HD
  • 13 Rai 5 HD
  • 14 Rai Movie HD
  • 15 Rai Premium HD
  • 16 Italia 2 HD
  • 17 Mediaset Extra HD
  • 18 TV2000 HD
  • 19 Cielo HD
  • 20 Mediaset 20 HD
  • 21 Rai Sport HD
  • 22 Focus HD
  • 23 Rai Storia HD
  • 24 Rai News 24 HD
  • 25 TgCom 24 HD
  • 26 Rai Scuola HD
  • 27 TwentySeven HD
  • 28 Dmax HD
  • 29 La7 Cinema HD
  • 30 We Do Movies
  • 31 Real Time HD
  • 33 Food Network HD
  • 34 Cine 34 HD
  • 35 Radio Italia Tv HD
  • 36 RTL 102.5 Tv HD
  • 37 Discovery HD
  • 38 Giallo HD
  • 39 Top Crime HD
  • 40 Boing HD
  • 41 Cartoonito HD
  • 42 Rai Gulp HD
  • 43 Rai Yoyo HD
  • 47 Super! HD
  • 48 Arte HD
  • 49 Mezzo
  • 50 RDS Social TV HD
  • 51 Equ Tv HD
  • 52 ACI Sport Tv HD
  • 54 Sportitalia Solo Calcio HD
  • 55 Marcopolo Travel Tv
  • 56 HGTV HD
  • 58 Euronews Italian
  • 59 Discovery Turbo HD
  • 60 We Do Big Stories HD
  • 62 RTL 102.5 Caliente HD
  • 63 Radio Italia Live HD
  • 64 Radio Kiss Kiss Tv HD
  • 65 Radio Zeta Tv HD
  • 66 Radio Freccia Tv HD
  • 67 Radio Monte Carlo Tv HD
  • 68 Virgin Radio Tv HD
  • 69 France 24 HD English
  • 70 BBC News Europe
  • 71 Al Jazeera English HD
  • 72 TRT World HD
  • 73 NHK World HD
  • 74 Freedom
  • 75 France 24 HD Français
  • 76 Dim Tv
  • 77 Al Jazeera HD
  • 79 Sonlife Broadcasting Network
  • 81 CNBC Europe HD
  • 82 Bloomberg European Tv
  • 83 Daystar HD
  • 85 DW – Deutsche Welle HD
  • 86 Euronews HD English
  • 87 CGTN HD
  • 88 CGTN Documentary HD
  • 89 Senato Italiano HD
  • 90 Camera dei Deputati
  • 91 KBS World HD
  • 92 CCTV 4 HD
  • 94 Svoboda Tv
  • 95 Svoboda News
  • 96 Svoboda Plus
  • 97 Russia’s Future
  • 98 Belarus Tomorrow
  • 99 Gordon Live
  • 187 CGTN
  • 202 Rai Radio 2 Visual
  • 210 Rai 4K
  • 220 Museum 4K
  • 222 MyZen 4K
  • 223 Insight UHD
  • 225 TravelXP 4K
  • 230 Hot Bird 4k
  • 301 Rai 3 TGR Valle d’Aosta
  • 302 Rai 3 TGR Piemonte
  • 303 Rai 3 TGR Liguria
  • 304 Rai 3 TGR Lombardia
  • 305 Rai 3 TGR Veneto
  • 306 Rai 3 TGR Alto Adige
  • 307 Rai 3 TGR Trentino
  • 308 Rai Südtirol HD
  • 309 Rai 3 TGR Friuli Venezia Giulia
  • 310 Rai 3 TGR FVG Bis
  • 311 Rai 3 TGR Emilia Romagna
  • 312 Rai 3 TGR Toscana
  • 313 Rai 3 TGR Marche
  • 314 Rai 3 TGR Umbria
  • 315 Rai 3 TGR Lazio
  • 316 Rai 3 TGR Abruzzo
  • 317 Rai 3 TGR Molise
  • 318 Rai 3 TGR Campania
  • 319 Rai 3 TGR Puglia
  • 320 Rai 3 TGR Basilicata
  • 321 Rai 3 TGR Calabria
  • 322 Rai 3 TGR Sardegna
  • 323 Rai 3 TGR Sicilia
  • 412 Teleradio Pace HD
  • 413 Sender Neu Jerusalem
  • 420 People Tv – Rete 7 HD
  • 422 Telecupole
  • 444 Horse Tv HD
  • 445 Padre Pio Tv HD
  • 447 BeJoy Kids
  • 454 Parole di Vita
  • 500 Tivù La Guida
  • 519 TRM h24
  • 550 San Marino Rtv HD
  • 601 Rai Radio 1
  • 602 Rai Radio 2
  • 603 Rai Radio 3
  • 604 Rai Isoradio
  • 605 Rai GR Parlamento
  • 606 Rai Radio 1 Sport
  • 607 Rai Radio 3 Classica
  • 608 RDS
  • 609 DimSuono Roma
  • 610 RTL 102.5
  • 611 Radio Zeta
  • 612 Radio Freccia
  • 615 Radio 105
  • 616 Virgin Radio
  • 617 R101
  • 618 Radio Monte Carlo
  • 619 Rai Radio Südtirol
  • 620 Radio Italia s.m.i.
  • 621 M2O
  • 622 Radio Capital
  • 623 Radio DeeJay
  • 624 Radio 24
  • 625 DiscoRadio
  • 626 Radio Onda d’Urto
  • 627 Anni 60
  • 629 Radio Supersound
  • 630 Radio Margherita
  • 631 Radio Number One
  • 633 Radio Maria
  • 634 Radio Mater
  • 635 Popolare
  • 636 Rai No Name Radio
  • 637 Rai Radio Tutta Italiana
  • 638 Rai Radio Techetè
  • 639 Rai Radio Kids
  • 640 Rai Radio Live Napoli
  • 641 Rai Radio 1 L’Ora della Venezia Giulia
  • 642 Rai Radio Trst A
  • 643 Radio Kiss Kiss
  • 644 Radio Sportiva
  • 645 RVS Accendi la Speranza
  • 646 Canzoni Napoletane
  • 656 RFI Francais
  • 661 Swiss Pop
  • 662 Swiss Jazz
  • 663 Swiss Classica
  • 667 DW-FM02
  • 669 DW08
  • 670 DW09
  • 701 Uninettuno University Tv
  • 815 Vatican Media Europa HD
  • 819 Videolina HD
  • 822 Tele Sardegna HD
  • 832 TvA Vicenza
  • 868 Arte In Channel HD

Motorola Edge 70 5G da 512GB: il medio gamma che fa faville e costa poco

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 08:44

Devi acquistare un nuovo smartphone e sei indeciso su quale modello prendere senza dover spendere troppo? Allora dai un’occhiata a questa interessantissima occasione. Se vai subito su eBay puoi mettere le mani sul Motorola Edge 70 5G da 512 GB a soli 385,32 euro, invece che 799,90 euro, inserendo il codice promozionale SETT26 al momento del pagamento.

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Motorola Edge 70 5G: rapporto qualità prezzo invincibile

Sicuramente il rapporto qualità prezzo del Motorola Edge 70 5G e ciò che lo rende uno dei migliori medio gamma da acquistare oggi. Ha un display OLED da 6,7 pollici con refresh rate da 120 Hz e luminosità massima di 2000 nit. Pesa appena 159 grammi ed è impermeabile e resistente alla polvere con la certificazione di grado IP69.

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A bordo troviamo il potente processore Snapdragon 7 Gen 4 con ben 12 GB di RAM a supporto e una memoria interna in questa versione da 512 GB che non si esaurisce mai. Estremamente fluido dunque anche per il multitasking e il gaming. Il reparto fotografico è composto da un sensore principale posteriore da 50 MP con grandangolare, più una camera anteriore sempre da 50 MP. Il tutto gestito in modo funzionale e intuitivo da Moto AI. Niente male nemmeno l’autonomia che, grazie a una batteria da 4.800 mAh, riesce ad arrivare fino a sera con oltre il 20% dell’autonomia e si ricarica via cavo a 68 W e wireless a 15 W.

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A questo prezzo è un best buy assoluto perciò non tardare. Vai ora su eBay e acquista il tuo Motorola Edge 70 5G da 512 GB a soli 385,32 euro, invece che 799,90 euro, inserendo il codice promozionale SETT26 al momento del pagamento.

Con Hosting Aruba nasce il tuo progetto online a partire da 0,99€

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 08:41

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Motorola Signature 27, l'anti-flagship con Snapdragon 8 Elite Gen 6

Punto Informatico - Mer, 09/23/2026 - 08:32

Il brand lo definisce il nostro smartphone più avanzato di sempre: Motorola Signature 27 si presenta con l’ambizione di dire la propria nel segmento dei top di gamma (a quanto pare l’unico ancora in grado di correre), forte di un design ricercato e di un comparto tecnico di rilievo. È stato svelato durante l’evento Qualcomm Tech Summit, dove il chipmaker ha annunciato il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 6 in dotazione al telefono.

Cosa sappiamo del Motorola Signature 27

Tra le caratteristiche incluse non possono ovviamente mancare quelle dedicate all’intelligenza artificiale (sicuramente ci sarà l’integrazione nativa di Gemini), moduli per la connettività con supporto a reti e standard di ultima generazione e un comparto imaging avanzato con quattro fotocamere posteriori, due delle quali supportate da un sensore Sony LYTIA 910 da 50 megapixel e un altro da 200 megapixel con teleobiettivo periscopico (Super Zoom Pro fino a 100x con AI generativa). A questo si aggiungono la tecnologia Video Enhancement Engine per la correzione colore nella registrazione dei filmati (dovrebbero arrivare a 8K/60 fps e 4K/240 fps), l’audio progettato in collaborazione con Bang & Olufsen e il sistema di raffreddamento ArcticMesh che unisce una vapor chamber con metallo liquido, dissipatore in rame e un gel termico arricchito con diamanti.

Lato software, la piattaforma è ovviamente Android con la promessa di fornire aggiornamenti per almeno sette anni dal lancio, come fa Google con i suoi Pixel. Sono due le colorazioni proposte: Coal Smoke (con finitura Tactical Weave ispirata ai tessuti) e Capulet Green.

Il nuovo Motorola Signature 27 arriverà sul mercato entro i prossimi mesi, sicuramente in Nord America. Al momento non ci sono informazioni sulla data di uscita precisa né in merito ai territori che lo vedranno sugli scaffali. Mancano conferme anche sul prezzo di vendita, che sarà svelato più avanti.

Ricordiamo infine che nelle scorse settimane, subito dopo la presentazione di iPhone Duo, il marchio ha anticipato l’arrivo di un nuovo smartphone pieghevole. A quando l’annuncio del prossimo razr fold?

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