Meta pubblicizzava un'app AI per creare video pornografici
Meta ha pubblicato, fino a metà agosto, degli annunci pubblicitari per Kromix, un’applicazione di ritocco immagini basata sull’intelligenza artificiale. In una di queste, una donna dal volto simile a quello di una personalità politica americana appare nuda in un video pornografico generato dall’AI. Le pubblicità sono scomparse dopo le domande del sito WIRED, pochi giorni prima della rimozione dell’applicazione da parte di Apple.
Meta sotto accusa per le pubblicità di KromixKromix si presentava come un editor di immagini basato sull’intelligenza artificiale. Dietro un abbonamento a pagamento, l’applicazione invitava a caricare foto per creare scenari che andavano da “amore Disney” allo “stupro in camera da letto”, e proponeva anche video pornografici generati automaticamente.
In una delle pubblicità individuate da WIRED, una voce fuori campo affermava che il tool era senza restrizioni e che tutti i personaggi erano persone reali. Eppure, le regole pubblicitarie di Meta vietano questo tipo di inserzioni a sfondo sessuale. Katie Paul, direttrice del Tech Transparency Project, ha scoperto questa campagna. Diffusa con lo slogan “Liberate la magia dell’AI di nuova generazione“, era rivolta esclusivamente a utenti di sesso maschile.
Un account senza follower ha diffuso 32 pubblicità prima della rimozioneLa pubblicità scoperta da WIRED si apre con una donna che ricorda nel volto una personalità politica americana, inquadrata davanti alla bandiera degli Stati Uniti e a quella presidenziale. E se traslocasse?, recita la didascalia. Dopo un breve ammiccamento, il video passa a una scena pornografica in cui compare un volto identico a quello mostrato nell’immagine iniziale.
Grazie al database pubblicitario di Meta, WIRED è riuscita a risalire all’origine di questa inserzione. L’account ha diffuso ben trentadue pubblicità, la maggior parte con dieci impressioni o meno. La pagina ha preceduto di poco il lancio delle inserzioni.
Meta sostiene di verificare automaticamente ogni pubblicità prima che venga pubblicata su Facebook e Instagram. Eppure, secondo Katie Paul, tutte le inserzioni in questione mostravano donne nude in scene pornografiche generate dall’AI. Dopo le domande di WIRED, le pubblicità sono scomparse dalle piattaforme. Nessuna risposta, invece, è arrivata dal contatto indicato all’interno dell’applicazione.
Il Tech Transparency Project ha censito 483 milioni di download già ad aprileIn primavera, il Tech Transparency Project ha analizzato 38 app per creare o modificare immagini sessuali, disponibili sull’App Store e su Google Play. Le app avevano totalizzato 483 milioni di download e circa 106 milioni di euro di ricavi. E 31 di queste erano accessibili ai minori. Secondo il rapporto, i due store ne aumentavano anche la visibilità, mostrandole nei risultati di ricerca e negli spazi pubblicitari.
Fino a metà agosto, Apple ha comunque ospitato Kromix, prima di rimuoverla dal suo App Store dopo essere stata contattata da WIRED, secondo 9to5mac. Dopo aver superato l’esame iniziale dell’App Store, Kromix ha aggiunto questi contenuti, secondo Apple. L’azienda afferma peraltro di vietare le applicazioni progettate per produrre pornografia.
Deepfake e politica: con l’AI chiunque può creare contenuti falsiLe donne impegnate in politica sono da tempo tra i principali bersagli dei deepfake. E l’AI sta rendendo il fenomeno ancora più accessibile. Benjamin Shultz, ricercatore principale dell’American Sunlight Project, spiega che immagini e video pubblici, come i ritratti ufficiali o le registrazioni delle conferenze stampa, oggi possono essere utilizzati come base per creare contenuti falsi con strumenti semplici, spesso senza bisogno di competenze tecniche.
Batteria infinita, fotocamera professionale ed eleganza: OPPO Reno16 FS 5G
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GTA 6, nuovo leak: online video, immagini e la mappa di Vice City
L’hype intorno a GTA 6 sta raggiungendo il suo culmine, ora che mancano tre mesi esatti all’uscita del gioco, fissata per il 19 novembre. Lo dimostra l’attenzione rivolta al nuovo leak che ha appena portato online diversi video e alcune immagini rubate alla nuova opera di Rockstar Games. C’è anche la mappa con la città di Vice City e lo stato di Leonida. Una doverosa premessa: per ovvie ragioni, non troverai il materiale in questo articolo.
Un altro leak per GTA 6, sembra autenticoA distribuire i contenuti è stato CyberLeek, che sul suo profilo X si descrive come uno che sta lottando per i diritti dei giocatori. La sua è un’azione ben orchestrata, con tanto di upload su mirror diversi per ospitare i file, così da evitare che risultino irraggiungibili dopo l’inevitabile eliminazione.
L’obiettivo del leak è quello di alzare la voce contro la politica di Rockstar Games e del publisher Take-Two, ritenuti colpevoli di aver messo in vendita un gioco privo della componente multiplayer (questa non è però necessariamente una colpa), proponendo finti DLC a fronte di un pagamento extra (il riferimento è alla Ultimate Edition) e promuovendo una fase di preordine concentrata esclusivamente sul formato digitale.
CyberLeek afferma inoltre di essere in possesso di altro materiale inedito e di essere pronto a pubblicarlo, pretendendo delle scuse dallo sviluppatore per quanto appena scritto. Ricordiamo che già anni fa, ancora prima del suo annuncio ufficiale, Grand Theft Auto VI è stato protagonista di una enorme fuga di dati che si è poi rivelata autentica. Abbiamo visionato il nuovo materiale ed effettivamente sembra essere genuino.
A ogni modo, non bisognerà aspettare molto prima di avere informazioni e contenuti ufficiali. Il 27 agosto arriverà la lunga anteprima del titolo, in esclusiva temporale su Netflix (per poche ore). Sarà l’occasione di dare uno sguardo approfondito a GTA 6.
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ChatGPT Ads: arrivano le pubblicità in Italia, tra pochi giorni
OpenAI ha appena annunciato l’arrivo di ChatGPT Ads in Europa. Tradotto: vedremo arrivare le pubblicità nelle conversazioni con l’AI. La novità segue l’apertura della piattaforma per gli inserzionisti risalente a maggio. Il programma sarà disponibile a partire dalla prossima settimana in 31 nuovi mercati, con l’obiettivo di offrire ad aziende e agenzie un nuovo modo per raggiungere le persone mentre esplorano, confrontano soluzioni e prendono decisioni e con quello di creare un nuovo flusso di denaro per le casse dell’organizzazione di Sam Altman.
Le pubblicità su ChatGPT, anche in ItaliaLa data scelta per il lancio è quella di lunedì 24 agosto. Interesserà anche l’Italia, insieme a Germania, Francia, Spagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Irlanda, Belgio, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Portogallo e altri territori.
Si tratta di una mossa che arriva a sei mesi circa dal debutto di OpenAI Ads, passando dalla fase pilota alla distribuzione globale. Le prime agenzie partner coinvolte sono Publicis, WPP, Omnicom, MediaPlus, Havas e dentsu, mentre a breve verrà messa a disposizione una piattaforma self-service per piccole imprese e imprenditori. Di seguito le parole di Dave Dugan, VP della divisione Ads, riportate nel comunicato giunto in redazione.
Le persone si rivolgono a ChatGPT con un obiettivo preciso. Nell’economia dell’attenzione, per i brand era fondamentale essere interessanti; nell’economia dell’intelligenza, devono essere utili. ChatGPT Ads è progettato per aiutare le aziende a contribuire in modo significativo quando una persona sta decidendo di agire, mantenendo al contempo la fiducia degli utenti e rispettando i nostri principi di indipendenza delle risposte, tutela della privacy e libertà di scelta e controllo da parte degli utenti.
Un ambiente pubblicitario conversazionaleOpenAI vuole far leva sul concetto di ambiente pubblicitario conversazionale, un contesto plasmato dalle intenzioni espresse dagli utenti, per mostrare annunci identificati e separati dalle risposte del chatbot, che non influenzano queste ultime. Prosegue Dugan.
Siamo particolarmente entusiasti di portare ChatGPT Ads in Europa in concomitanza con il traguardo dei sei mesi della nostra attività pubblicitaria globale. Non esiste un pubblico europeo uniforme ed è proprio questo a rendere la regione così dinamica. L’Europa ospita alcuni dei mercati pubblicitari più creativi e sofisticati al mondo, dove le aspettative in termini di rilevanza, qualità e fiducia sono giustamente molto elevate. Puntiamo a essere all’altezza di questi standard.
Sempre facendo riferimento al comunicato stampa, OpenAI afferma che sono già presenti su ChatGPT decine di migliaia di inserzionisti e che il 20% delle conversazioni con l’intelligenza artificiale include un’intenzione commerciale, mentre molte altre sono riconducibili a una decisione di acquisto o a una scelta aziendale.
Solo per utenti Free e Go?Il comunicato ufficiale non lo riporta, ma secondo l’annuncio di gennaio che per primo ha confermato l’arrivo delle pubblicità in ChatGPT, le inserzioni dovrebbero comparire solo sugli schermi di chi ha un account gratuito o l’abbonamento Go, quello più economico. Di fatto, verrebbero escluse le sottoscrizioni Plus e Pro.
Gli incendi boschivi potrebbero essere fermati con gli infrasuoni
Tutto il mondo ha seguito in tempo reale l’avanzare del fuoco che ha devastato e sta devastando diverse aree della terra, tanto in Spagna quanto in Italia, con conseguenze al pianeta e alle persone, infrastrutture e abitazioni incluse. E se gli incendi boschivi si potessero fermare rapidamente grazie agli infrasuoni? Questa è la scoperta frutto di vecchie scoperte e nuove ricerche condotte da alcuni ricercatori.
Nel 2024, un team di ricercatori, guidato da scienziati della Boise State University, sul Journal of Applied Acoustics, ha pubblicato i risultati di uno studio che dimostrava come ascoltare lo “sbuffo” di un incendio potrebbe fornire segnali fondamentali per la rilevazione precoce degli incendi boschivi. Come indicato nello studio, il principale vantaggio è che questo tipo di rilevamento non si basa sulla visibilità diretta, quando potrebbe essere già troppo tardi.
Gli autori dichiararono: “Le nostre registrazioni di incendi di cumuli di materiale si estendono da una frequenza di emissione sonora di circa 1,0-1,3 Hz fino alla banda udibile a bassa frequenza. Questo risultato di sorveglianza a distanza è incoraggiante perché prevediamo che incendi più grandi e più intensi saranno rilevabili a distanze molto maggiori, consentendo lo sviluppo degli infrasuoni come efficace strumento di telerilevamento da terra“.
Uno studio moderno ha “ascoltato” incendi boschi grazie agli infrasuoniDopo circa due anni, un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, ha ampliato le precedenti scoperte testando il rilevamento degli infrasuoni sugli incendi boschivi di grandi dimensioni. Il vantaggio? “Questo nuovo approccio al monitoraggio degli incendi è in grado di rilevare incendi di dimensioni più ampie, non dipende da tecniche di rilevamento a vista e non interferisce con le operazioni di spegnimento“, hanno spiegato gli autori.
In questo incendio di bassa intensità in un pascolo, abbiamo rilevato infrasuoni fino a circa 2 km di distanza dalle fiamme che li hanno generati. Gruppi di sensori, denominati array di infrasuoni, sono stati in grado di identificare la direzione dell’incendio e di tracciarne la progressione.
“Queste informazioni cruciali, rilevabili anche in caso di incendi di lieve entità – hanno concluso i ricercatori – possono contribuire al monitoraggio degli incendi boschivi e fornire dati su un’ampia gamma di scale temporali e spaziali“.
Nondimeno, Jake Anderson, geofisico della BSU e autore principale dello studio, ha anche precisato: “Se c’è molto vento, potrebbero crearsi ogni sorta di problema. A lungo termine, la soluzione ideale sarebbe una tecnologia che possa essere installata dagli stessi vigili del fuoco“.
2 nuovi canali e 2 cancellazioni sul digitale terrestre in una regione italiana
Continua a sorprenderci la piattaforma di intrattenimento nazionale del digitale terrestre. In queste ore due canali sono stati aggiunti mentre altri due sono stati cancellati all’interno del multiplex locale di un’importante regione italiana.
Nello specifico, come riportato dai colleghi di Italia in Digitale, ci troviamo all’interno del Mux Regionale 3 Emilia-Romagna. Le frequenze riaggiornate sono state protagoniste di due interessanti aggiunte che arricchiscono l’offerta d’intrattenimento locale degli spettatori.
- All’interno del Mux Regionale 3 Emilia-Romagna, Medianews è stata aggiunta alla numerazione LCN 95 e attualmente sta trasmettendo le sue programmazioni in H.264 e in definizione standard. Questo canale ripete col proprio logo la programmazione in differita di TELETRICOLORE, uno dei due canali che ha abbandonato queste frequenze e che trasmetteva alla LCN 97 in alta definizione, con risoluzione video a 960 x 1080 pixel.
- All’interno del Mux Regionale 3 Emilia-Romagna, ROMAGNA24 ha iniziato a trasmettere la sua programmazione alla numerazione LCN 98, in definizione standard. Questa accensione ha sostituito ER24 erroneamente identificata TV PARMA +1 che ora non esiste più.
Il Mux Regionale 3 Emilia-Romagna del digitale terrestre si è quindi aggiornato, offrendo ora due canali a chi è raggiunto dalle sue frequenze. Consigliamo di avviare una ricerca automatica dei canali dalle impostazioni del proprio televisore o decoder per ottenere la numerazione LCN ufficiale dei canali regionali di questo multiplex.
- LCN 75 – RADIO BRUNO TV 3
- LCN 76 – TELESANTERNO 2
- LCN 77 – STUDIOPIU’ Emr
- LCN 79 – Giovanni Paolo tv
- LCN 80 – TELECENTRO
- LCN 81 – RETE 8 CASA
- LCN 82 – E’TV RETE 17
- LCN 83 – CANALE ITALIA Emilia Romagna
- LCN 84 – RADIO STELLA TV
- LCN 85 – TELEANTENNA:IT NETWORK
- LCN 87 – BIRIKINA
- LCN 88 – CANALE 88
- LCN 90 – COMPRO ORO TV
- LCN 93 – NETTUNO BOLOGNA1
- LCN 94 – ITALIA 8 PRESTIGE
- LCN 95 – Medianews
- LCN 96 – VMT
- LCN 98 – ROMAGNA24
- LCN 110 – Tvqui 24
Se hai problemi di sintonizzazione perché con la ricerca automatica uno o più canali non vengono sintonizzati prova con la ricerca manuale dei canali, inserendo i dati delle frequenze dell’emittente che vuoi sintonizzare:
- Modulazione: 64 QAM;
- Intervallo di Guardia: 1/4 – FEC: 3/4;
- TID: 19710 – ONID: 8572.
Pulizia e comfort a casa con queste offerte eBay in promo speciale
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WordPress lancia l'estensione ufficiale per Chrome e Safari
La fondazione WordPress.org pubblica un’estensione ufficiale per browser, disponibile su Chrome e Safari. Permette di nascondere il pannello di amministrazione mantenendo le scorciatoie accessibili dalla barra degli strumenti. Il progetto, nato come iniziativa personale di uno sviluppatore, è diventato in pochi mesi un progetto ufficiale sostenuto dal fondatore di WordPress.
Di norma, il pannello di amministrazione di un sito WordPress viene visualizzato in cima a ogni pagina consultata da un utente connesso. Se da un lato facilita l’accesso alla dashboard, dall’altro può disturbare la visualizzazione del risultato finale di un sito, in particolare sulle pagine con intestazione fissa o effetti legati allo scorrimento. L’estensione propone di spostare queste scorciatoie al di fuori della pagina consultata.
WordPress nasconde la barra di amministrazione: la nuova estensione è ufficiale su Chrome e SafariL’icona dell’estensione indica se il sito visitato funziona con WordPress e se l’utente è connesso. Su un sito che amministra, l’utente accede direttamente alla dashboard o all’editor del contenuto visualizzato sullo schermo, compresi le pagine realizzate a partire da modelli nell’editor del sito dei temi a blocchi. L’estensione nasconde la barra di amministrazione sito per sito, oppure di default su tutti i siti, e la ripristina in due clic senza passare dalla dashboard. Un modulo conserva inoltre la lista dei siti visitati, per tornarci rapidamente.
Altre funzioni si rivolgono più specificamente agli sviluppatori e ai team di testing. L’estensione può mostrare i contorni dei blocchi su una pagina pubblicata, per individuare come è strutturata, aprire una finestra nel formato di uno schermo da smartphone per verificare la resa mobile, oppure ricaricare una pagina ignorando la cache del browser. Permette anche di cancellare i cookie e i dati memorizzati localmente per un dato sito, senza disconnettere l’utente, al fine di testare scenari di personalizzazione o automazione.
Sul fronte della privacy, la fondazione WordPress.org precisa che l’estensione analizza prima la pagina consultata per determinare se gira su WordPress, e interroga il sito stesso solo quando è necessario. Le preferenze e la lista dei siti salvati restano memorizzate nel browser, e non vengono trasmessi a servizi terzi e senza componenti di tracciamento o analisi.
L’estensione di WordPress in arrivo anche su FirefoxIl progetto è partito da Jake Goldman, fondatore dell’agenzia 10up, che desiderava ottenere una visualizzazione del sito identica a quella dei visitatori senza rinunciare alle scorciatoie di amministrazione. Presentato in seguito a Matt Mullenweg, fondatore di WordPress, lo strumento ha ottenuto il suo status ufficiale. Goldman precisa di aver sviluppato l’estensione con soluzioni di intelligenza artificiale, tra cui Claude Code e OpenAI Codex. In futuro l’estensione sarà disponibile anche su Firefox.
Firefox 154: novità per Smart Window e supporto GeForce NOW
Mozilla ha rilasciato Firefox 154 per Windows, macOS, Linux, Android e iOS. Le novità più numerose sono presenti nella versione desktop del browser, una delle quali riguarda la funzionalità Smart Window (non ancora disponibile in Europa). Grazie alla tecnologia sviluppata da Exa è possibile recuperare informazioni da Internet. È stato inoltre aggiunto il supporto per GeForce NOW.
Novità di Mozilla Firefox 154Smart Window è praticamente un chatbot AI integrato in Firefox (solo in Canada e Stati Uniti) che fornisce risposte utilizzando cronologia di navigazione e contenuti delle schede aperte. Sfruttando la tecnologia di ricerca sviluppata da Exa.ai, Smart Window recupera le informazioni web più recenti e mostra le fonti nella risposta senza la necessità di aprire una pagina di risultati di ricerca separata.
Smart Window può anche suggerire gruppi di schede, scegliere un nome per il gruppo e chiudere eventuali duplicati. Può inoltre mostrare anteprime delle pagine nella cronologia di navigazione, semplificando l’individuazione di quella desiderata, senza aprire le singole pagine. La funzionalità è opt-in e può essere disattivata nelle impostazioni tramite i controlli AI.
Gli utenti in Germania, Francia, Austria, Svizzera e Olanda possono scegliere Startpage come motore di ricerca. Viene garantita la massima privacy, in quanto le informazioni inviate insieme alla query (ad esempio, l’indirizzo IP) sono eliminate prima dell’elaborazione.
Firefox 154 è la prima versione del browser di Mozilla compatibile con il servizio GeForce NOW di NVIDIA. Gli utenti possono eseguire in streaming oltre 2.000 giochi fino a risoluzione 1440p.
Gli utenti troveranno altre novità e diversi miglioramenti, tra cui la possibilità di scegliere l’icona dell’app nelle impostazioni. Non mancano vari bug fix e un lungo elenco di patch che risolvono vulnerabilità (il numero è aumentato grazie all’uso dell’AI).
Gboard, arriva la scorciatoia per inserire contenuti al volo
L’applicazione Gboard di Google potrebbe presto ricevere una nuova scorciatoia “Inserimento Rapido”. Come suggerisce il nome, il suo scopo è rendere più fluido l’inserimento di contenuti nei messaggi.
Big G aggiorna regolarmente la tastiera predefinita degli smartphone Android, con opzioni a volte attese da molto tempo dagli utenti.
È qui che compare una nuova scorciatoia che, volendo, si può aggiungere alla barra degli strumenti sopra la tastiera. Per chi non la conoscesse, questa barra contiene una serie di riquadri dedicati alle diverse funzioni disponibili. Per personalizzarla, basta toccare l’icona all’estrema sinistra, rappresentata da quattro quadrati con gli angoli arrotondati, quindi premere sulla matita in basso a destra. A quel punto è possibile trascinare nella barra le funzioni che si desidera avere sempre a portata di mano.
Tra quelle disponibili c’è anche “Quick Insert”, che nella versione italiana dovrebbe chiamarsi “Inserimento Rapido“. L’icona è facilmente riconoscibile: è un rombo con un segno “+” al centro.
L’opzione “Inserimento Rapido” di Gboard è in fase di testNessun mistero sullo scopo della funzione: “Inserimento Rapido” punta a rendere più fluido l’inserimento di contenuti nei messaggi. Le categorie per ora previste, che compaiono dopo aver toccato l’icona del rombo, sono sei:
- Strumenti: ad esempio la digitazione vocale.
- Espressioni: emoji o sticker.
- Appunti: la cronologia recente di ciò che avete copiato.
- Strumenti di scrittura: possono mettere in evidenza il testo che avete modificato di frequente.
- Immagini.
- Contatti.
Alcune categorie come Immagini mostrano qualche esempio, e tutte dispongono di una barra di ricerca per andare oltre. Questa barra è peraltro presente anche prima di scegliere una categoria. Per quanto riguarda i Contatti, si può scegliere di inserire tutte o solo alcune delle informazioni proposte (nome, eventuale soprannome, numero di telefono).
La nuova scorciatoia è piuttosto completa, ma è presto per dire se velocizza davvero l’inserimento di contenuti rispetto alle opzioni già disponibili. Nessuna data di rilascio è nota al momento.
Rimborso spesa acquisto farmaci: truffa con falso FSE
Gli esperti del CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale) hanno individuato l’ennesima campagna di phishing che sfrutta nome, logo e grafica di un servizio offerto ai cittadini. Stavolta il bersaglio è il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). I cybercriminali invitano gli utenti ad inserire i dati richiesti per ottenere un presunto rimborso delle spese per l’acquisto dei farmaci.
Attenzione alla nuova truffa con falso FSEIl design del sito fasullo è molto simile a quello legittimo. Oltre a caratteri e loghi ci sono anche gli stessi dati statistici. Mancano però la sezione delle notizie e alcuni link nella parte superiore della pagina. Gli utenti più attenti scopriranno subito l’inganno leggendo l’URL nella barra degli indirizzi.
All’apertura del sito viene mostrato un CAPTCHA. È necessario scrivere il risultato di una somma per dimostrare di essere umano e superare la verifica di sicurezza. Nella pagina successiva viene indicato che l’utente ha diritto ad un rimborso del 19% (20,73 euro) per le spese di acquisto dei medicinali in farmacia. Devono essere quindi forniti i dati richiesti per ottenere l’accredito sul conto corrente.
L’utente deve inserire nome, cognome, data di nascita, CAP, indirizzo, città, numero di telefono e indirizzo email. Nella pagina successiva vengono chiesti i dati di pagamento (nome del titolare della carta, numero, data di scadenza e codice CVV). Al termine della procedura viene mostrato un numero di protocollo e comunicato che la richiesta è stata inviata all’Agenzia delle Entrate. Il presunto rimborso arriverà entro 7 giorni lavorativi.
Ovviamente i dati anagrafici e di pagamento verranno utilizzati per futuri attacchi, venduti online o usati per eseguire transazioni fraudolente. Il CERT-AgID ha informato le pubbliche amministrazioni interessate e chiesto la chiusura del sito (al momento è ancora attivo).
Gli utenti devono controllare attentamente l’URL nella barra degli indirizzi e non cliccare mai su link apparentemente innocui. Il rimborso del 19% per le spese di acquisto dei farmaci tramite FSE non esiste. C’è solo la detrazione IRPEF del 19% per le spese sanitarie inserite nella dichiarazione dei redditi.
5 cose che Gemini sa fare e ChatGPT ancora no
ChatGPT e Gemini rispondono alle domande con competenza simile, scrivono testi di qualità paragonabile e gestiscono la maggior parte dei compiti quotidiani senza differenze eclatanti. Le distanze diventano visibili solo quando si esce dal territorio delle domande e delle risposte e si entra in quello della creazione e dell’integrazione con i servizi esterni.
Google parte da una posizione privilegiata: possiede già l’ecosistema digitale in cui gli utenti fanno moltissime cose ogni giorno. E-mail, fotografie, appuntamenti, video, musica e smartphone sono tutti tasselli che Gemini può collegare tra loro. È un vantaggio difficile da replicare per ChatGPT, perché non ha accesso allo stesso ecosistema.
5 funzioni di Gemini che ChatGPT non ha ancoraEcco cinque funzionalità che rendono la scelta tra i due meno ovvia di quanto sembri.
1. Generare una canzone originale da scaricareChatGPT può scrivere testi, suggerire progressioni di accordi e aiutare a pianificare la struttura di un brano. Ma non può prendere tutto questo e consegnare una traccia finita con musica e voce.
Gemini può farlo, invece, grazie al generatore musicale integrato nella piattaforma. Si descrive la canzone desiderata, genere, atmosfera, tema del testo, oppure si carica una foto, un video o persino uno scambio di messaggi come ispirazione. Gemini genera la musica e il testo insieme, producendo un brano che si può scaricare come file audio o video con tanto di copertina.
Esempio di prompt: Crea una canzone pop allegra sulla sopravvivenza alla prima settimana di scuola dal punto di vista di un genitore esausto.
La funzione richiede il modello avanzato di Gemini. È una delle differenze più nette tra i due assistenti, ChatGPT aiuta a progettare la canzone, Gemini la produce.
2. Cercare tra le proprie foto senza caricare nullaTrovare una foto specifica in una libreria di migliaia di scatti quasi identici, è un’operazione che può richiedere anche ore. Gemini può cercare direttamente nella libreria fotografica di Google collegata all’account, usando le persone, i luoghi e gli oggetti che compaiono nelle immagini. Si può chiedere di trovare le foto di un compleanno specifico, mostrare le immagini dell’estate scorsa o cercare le foto che contengono una persona particolare. Può anche rispondere a domande basate sui dettagli delle foto, per esempio, quali temi sono stati usati nelle feste di compleanno degli anni precedenti.
ChatGPT può analizzare qualsiasi foto caricata nella conversazione, ma non può cercare autonomamente nella libreria fotografica. Si devono trovare le immagini manualmente e aggiungerle alla chat, cosa che vanifica il vantaggio della ricerca.
La funzione richiede un account personale Google, l’attivazione di alcune impostazioni sulla privacy e l’abilitazione del riconoscimento dei volti nella libreria fotografica. E una nota di buon senso: chiedere a un’AI di recuperare documenti sensibili dalle proprie foto richiederebbe una riflessione in più sulla sicurezza.
3. Trasformare un documento in un podcastGemini può prendere un documento, una presentazione, una ricerca o un rapporto approfondito e trasformarlo in una panoramica audio, una conversazione in stile podcast tra due voci artificiali che discutono il contenuto del materiale caricato.
Invece di leggere un rapporto di trenta pagine, lo si ascolta mentre si guida, si cammina o si cucina. La produzione richiede qualche minuto e il risultato si può ascoltare nell’applicazione, scaricare o condividere con un collegamento.
ChatGPT nella modalità vocale può leggere le risposte ad alta voce e discutere un documento caricato. Ma non ha una funzionalità dedicata che trasformi il materiale in una produzione audio strutturata e condivisibile. È chiaro che a livello di assimilazione del contenuto, ascoltare due persone che discutono invece che ascoltare un riassunto, è decisamente più efficace.
4. Creare un avatar digitale di sé stessiGoogle permette agli abbonati a pagamento di costruire un avatar personale, un gemello digitale che assomiglia e parla come l’utente, generato a partire da una registrazione del volto e della voce direttamente nell’applicazione.
La procedura prevede di girare la testa da un lato all’altro e leggere frasi ad alta voce in modo che Gemini possa mappare la struttura facciale e il profilo vocale. Una volta creato, l’avatar si può richiamare nelle conversazioni e usare come rappresentazione visiva per contenuti generati dall’AI.
Esempio di prompt per creare un avatar personalizzato: Genera un’illustrazione tridimensionale di un professionista con [descrivere l’aspetto], sfondo colorato, illuminazione da studio, ad alta risoluzione.
ChatGPT non offre nulla di paragonabile. La creazione di un gemello digitale basato sulla propria immagine e voce è una capacità che posiziona Gemini in un territorio completamente diverso, più vicino alla produzione multimediale che all’assistenza testuale.
5. Analizzare un video a partire dal collegamentoL’ultima funzionalità è forse la più pratica per l’uso quotidiano. Si incolla il link di un video nella conversazione con Gemini e si fanno domande specifiche sul contenuto, senza dover guardare l’intero video.
Esempio di prompt: Ecco il collegamento a un tutorial di trenta minuti su [argomento]. Quali impostazioni consiglia chi presenta? Elenca i passaggi per risolvere il problema tralasciando le sezioni promozionali.
Gemini può riassumere il video, rispondere a domande su argomenti specifici trattati e estrarre consigli o istruzioni puntuali. Può anche cercare video, playlist e canali pertinenti prima di rispondere alle domande sul loro contenuto.
ChatGPT offre una funzionalità simile attraverso la sua estensione per il browser, che utilizza la trascrizione del video quando i sottotitoli sono disponibili. La differenza è dove funziona: Gemini gestisce i collegamenti ai video direttamente nell’applicazione principale, sul web e sul telefono, mentre la versione di ChatGPT richiede di aprire il video attraverso il browser con l’estensione installata.
ChatGPT resta lo strumento più versatile per molti compiti quotidiani. Ma quando la domanda non è chi risponde meglio, ma chi può creare e fare di più senza lasciare la conversazione, Gemini ha un asso nella manica che va oltre le capacità del modello. Il merito è dell’ecosistema che ha alle spalle. E più Google aggiunge integrazioni, più quel vantaggio diventa evidente.
Allarme BCE: AI sarà la nuova bolla speculativa?
Le valutazioni di mercato delle aziende che operano nel settore dell’intelligenza artificiale hanno raggiunto livelli mai visti prima. Secondo cinque economisti della Banca Centrale Europea (BCE), ciò potrebbe essere un indizio di una nuova bolla speculativa, simile a quella dot-com scoppiata tra fine anni ’90 e inizio anni 2000. Anche il CEO di Google non ha escluso questa possibilità.
Famiglie europee esposte per circa 440 miliardi di euroGli economisti della BCE sottolineano che l’attuale entusiasmo per l’intelligenza artificiale ha molti precedenti storici. Quando arriva una nuova tecnologia (elettricità, radio, Internet) aumentano gli investimenti e le azioni delle aziende raggiungono livelli altissimi in poco tempo. Ma come accaduto con le società dot-com c’è il rischio di un crollo rapido del valore azionario, ovvero lo scoppio della bolla AI.
La BCE ha considerato le azioni delle Magnifiche 7 (Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta, Microsoft e NVIDIA) per ipotizzare le conseguenze per le famiglie europee. Tutte le suddette aziende sviluppano tecnologie AI (Tesla tramite la “sorella” SpaceX) e chip per server AI (SpaceX avvierà la produzione nella Terafab). Spendono quindi miliardi di dollari all’anno attirando nuovi investimenti.
In caso di scoppio della bolla AI, le grandi società e banche di investimento riusciranno probabilmente a recuperare le perdite. Per i “piccoli risparmiatori” avrebbe conseguenze drammatiche. L’esposizione delle famiglie europee alle Magnifiche 7 ammonta a circa 440 miliardi di euro, principalmente attraverso fondi comuni e ETF. Ciò avviene senza essere consapevoli dei rischi. Anche assicurazioni e fondi pensione sono molto esposti.
Al momento non ci sono segnali di rallentamento degli investimenti. NVIDIA ha recentemente annunciato che spenderà 105 miliardi di dollari per supportare la costruzione di un nuovo data center in Ohio, gestito da SB Energy (sussidiaria di SoftBank Group). Verrà utilizzato da OpenAI per 20 anni.
Gli auricolari CMF Buds Neo non c'entrano con MacBook Neo
Sono trascorse solo un paio di settimane dalla presentazione del modello Clip Pro e CMF, il brand economico di Nothing, sta per presentare altri auricolari wireless: tra un paio di giorni toccherà a Buds Neo. A dispetto del nome, non avranno nulla a che fare con il MacBook Neo di Apple. Vediamo cosa è trapelato dalle anticipazioni pubblicate.
Sono in arrivo gli auricolari Buds Neo di CMFL’appuntamento è fissato per giovedì 20 agosto, come recita un post condiviso su X. C’è anche un breve filmato che svela in anteprima un dettaglio del design, in particolare un angolo della custodia di ricarica, colorata come da tradizione per il marchio. La ghiera che si vede dovrebbe permettere di gestire il volume, la riproduzione dei brani e le telefonate, sicuramente un valore aggiunto.
Buds Neo.
20 August. pic.twitter.com/ZjfWxscOXE
— CMF by Nothing (@cmfbynothing) August 18, 2026
Qui sotto c’è un altro indizio, sempre fornito dall’account ufficiale sul social, che mostra il profilo degli auricolari wireless.
A hint of what’s next. pic.twitter.com/dbUdJnmXQb
— CMF by Nothing (@cmfbynothing) August 17, 2026
Nessuna informazione è trapelata invece per quanto riguarda prezzo e disponibilità a livello internazionale. Il presidente e co-fondatore di Nothing, Akis Evangelidis, ha solo confermato che il prodotto arriverà in India. Non passerà molto prima di saperne di più: come anticipato, l’annuncio ufficiale è atteso già entro questa settimana, tra un paio di giorni.
Le accuse di AI slop per il materiale di Clip ProA proposito di Clip Pro, la scelta di pubblicizzare il prodotto con una serie di contenuti generati dall’intelligenza artificiale si è trasformata ben presso in un boomerang. Molti hanno invaso i profili social di CMF, riempiendoli di commenti negativi e accusando il marchio di AI slop, per aver deciso di non ingaggiare persone reali per girare i video.
Wherever the day takes you.
Clip on. Keep on. pic.twitter.com/uu9Y5z3Ofv
— CMF by Nothing (@cmfbynothing) August 5, 2026
Google non produrrà più i Pixel in Cina dal 2027
I Pixel 11 potrebbero essere gli ultimi smartphone di Google prodotti in Cina. Secondo le fonti di Mikkei Asia, l’azienda di Mountain View avrebbe comunicato ai fornitori che utilizzerà solo le fabbriche in India e Vietnam nel 2027. Le prime indiscrezioni risalgono a metà gennaio, ma erano riferite solo ai modelli di fascia alta (quindi non ai Pixel serie A).
Smartphone, smartwatch e auricolari in Vietnam e IndiaLe fonti di Nikkei Asia aveva confermato che la produzione dei nuovi Pixel, Pixel Pro e Pixel Fold è stata spostata in Vietnam. In Cina rimane al momento la produzione dei Pixel più economici, oltre che quella di smartwatch e auricolari wireless. In base alle nuove indiscrezioni, la Cina verrà definitivamente abbandonata nel 2027. Tutti i dispositivi verranno prodotti nelle fabbriche situate in India e Vietnam.
Google seguirà dunque l’esempio di Samsung. Apple ha incrementato la produzione fuori dalla Cina, anche per ridurre i costi associati ai dazi introdotti dall’amministrazione Trump, ma non può lasciare il paese. L’azienda di Cupertino vende i suoi prodotti in Cina e prossimamente offrirà anche le funzionalità di Apple Intelligence in collaborazione con Alibaba. Google invece non distribuisce i Pixel in Cina.
I Pixel offrono l’accesso prioritario alle nuove versioni di Android e alle funzionalità AI basate su Gemini, ma sono meno popolari degli smartphone di Apple, Samsung e varie aziende cinesi (Google non figura nella top 5 dei produttori mondiali). Nonostante l’incremento dei costi dei chip di memoria (il Pixel 11 costa più dell’iPhone 17), l’azienda californiana ha deciso di aumentare la produzione fino al 10% per superare le 12 milioni di unità del 2025.
Per aumentare il proprio potere contrattuale nell’acquisto, Google avrebbe combinato gli ordini di chip destinati al suo servizio cloud con quelli per gli smartphone nelle trattative con Micron, Samsung e SK hynix. Spostare completamente la produzione dei dispositivi in India e Vietnam potrebbe però comportare un aumento dei costi e quindi dei prezzi finali.
Il giorno in cui Varenne dimostrò che i dati non bastano
È morto Varenne, questa è la notizia di oggi che sentiremo dare e che vedremo rimbalzare un po’ ovunque, tra social, quotidiani e TV. 31 anni compiuti, in pista è diventato la leggenda del trotto. Il più grande di tutti i tempi secondo gli addetti ai lavori, tanto che all’inizio del millennio qualcuno pensò di clonarlo, dopo le prime sperimentazioni che hanno dimostrato la fattibilità dell’operazione.
I dati avevano visto il difetto, non il campioneEppure, prima di diventare il cavallo che tutti hanno conosciuto e consacrato, era stato quasi messo da parte. Solo lo scorso anno, il suo driver Giampaolo Minnucci lo definiva un pensionato di lusso, raccontando un aneddoto che vale la pena ripescare.
Era il maggio 1998, Varenne aveva tre anni ed era bruttino, per usare le parole di chi lo aveva visto allora. Dopo l’interesse manifestato da parte di alcuni addetti ai lavori, fu sottoposto a una radiografia. Evidenziò la presenza di un chip nel nodello della zampa anteriore sinistra, un piccolo frammento osseo che avrebbe dovuto suggerire una carriera di certo non ai vertici della categoria.
Ad ogni modo, il cavallo andò in pista per una dimostrazione e convinse il suo futuro compagno, Minnucci, ad acquistarlo. Fu pagato 180 milioni, c’erano ancora le lire. Fu operato, guarì e il resto è storia. Oggi, forse, dati e algoritmi lo avrebbero tenuto lontano dalle corse, qualcuno avrebbe immesso in un’AI le informazioni catturate da sensori, telecamere e analisi biometriche, restituendo un responso che avrebbe impedito al campione di entrare nella storia a suon di record.
Come si dice in questi casi, lascia più di 2.000 figli. Per approfondire una storia più unica che rara, proponiamo qui sotto in streaming il docufilm “Io sono Varenne, il figlio del vento”. È una produzione esclusiva di EQUtv per EPIQA, con la voce fuori campo di Luca Ward.
Pirateria su Telegram: scoperti centinaia di canali e bot
La pirateria audiovisiva, ovvero l’accesso illegale a film, serie TV e musica, sfrutta principalmente siti dedicati e IPTV. Queste piattaforme possono però essere smantellate dalle forze dell’ordine o chiuse dai gestori. Molti utenti hanno quindi scelto Telegram come canale di distribuzione. Uno studio accademico conferma la presenza di numerosi canali e bot.
Circa 1.000 canali e 19.000 titoliI ricercatori delle Louisiana State University e University of Texas (Arlington) hanno analizzato 1.057 canali con oltre 209.000 post unici pubblicati tra dicembre 2023 e gennaio 2026 per individuare il tipo di contenuti condivisi e le tecniche di distribuzione. L’uso di Telegram come piattaforma pirata è noto da tempo. Lo studio (PDF) conferma la sua popolarità.
Durante l’analisi è stato utilizzato il modello Gemma 3 27B di Google per “etichettare” i contenuti pirata, riducendo i falsi positivi. Molti canali sono legittimi, in quanto gli iscritti discutono su film e serie TV, pubblicano recensioni o visualizzano i trailer. Sono stati così identificati 19.033 titoli pirata di 175 paesi, la maggioranza dei quali sono film.
Questi canali hanno ottenuto oltre 4,85 miliardi di visualizzazioni. I ricercatori hanno stimato perdite economiche per i titolari dei diritti d’autore pari a circa 17,5 miliardi di dollari. La risoluzione dei contenuti varia tra 480p a 1080p. Solo 11 canali offrivano contenuti a risoluzione 4K. In molti post erano presenti più film o intere stagioni di serie TV.
La maggioranza dei titoli erano di Toei Company (17%), casa di produzione e distribuzione giapponese, nota per One Piece e Dragon Ball. Al secondo post c’è Netflix (15%), seguita da Warner Bros. (12,4%) e Universal Pictures (9,1%). I metodi di distribuzione sono vari: download diretto, link a canali secondari, link esterni (cloud storage, siti di streaming, Torrent) e bot. Alcuni canali vendono anche credenziali rubate di Netflix, Disney+ e altri servizi di streaming.
I ricercatori hanno inoltre sviluppato un tool AI, denominato Anti-RIP, che ha individuato 1.101 canali pirata, 524 dei quali sono stati chiusi dopo la segnalazione a Telegram e alle case cinematografiche. Il codice sorgente di Anti-RIP è disponibile su GitHub.