Allarme BCE: AI sarà la nuova bolla speculativa?
Le valutazioni di mercato delle aziende che operano nel settore dell’intelligenza artificiale hanno raggiunto livelli mai visti prima. Secondo cinque economisti della Banca Centrale Europea (BCE), ciò potrebbe essere un indizio di una nuova bolla speculativa, simile a quella dot-com scoppiata tra fine anni ’90 e inizio anni 2000. Anche il CEO di Google non ha escluso questa possibilità.
Famiglie europee esposte per circa 440 miliardi di euroGli economisti della BCE sottolineano che l’attuale entusiasmo per l’intelligenza artificiale ha molti precedenti storici. Quando arriva una nuova tecnologia (elettricità, radio, Internet) aumentano gli investimenti e le azioni delle aziende raggiungono livelli altissimi in poco tempo. Ma come accaduto con le società dot-com c’è il rischio di un crollo rapido del valore azionario, ovvero lo scoppio della bolla AI.
La BCE ha considerato le azioni delle Magnifiche 7 (Alphabet, Amazon, Apple, Tesla, Meta, Microsoft e NVIDIA) per ipotizzare le conseguenze per le famiglie europee. Tutte le suddette aziende sviluppano tecnologie AI (Tesla tramite la “sorella” SpaceX) e chip per server AI (SpaceX avvierà la produzione nella Terafab). Spendono quindi miliardi di dollari all’anno attirando nuovi investimenti.
In caso di scoppio della bolla AI, le grandi società e banche di investimento riusciranno probabilmente a recuperare le perdite. Per i “piccoli risparmiatori” avrebbe conseguenze drammatiche. L’esposizione delle famiglie europee alle Magnifiche 7 ammonta a circa 440 miliardi di euro, principalmente attraverso fondi comuni e ETF. Ciò avviene senza essere consapevoli dei rischi. Anche assicurazioni e fondi pensione sono molto esposti.
Al momento non ci sono segnali di rallentamento degli investimenti. NVIDIA ha recentemente annunciato che spenderà 105 miliardi di dollari per supportare la costruzione di un nuovo data center in Ohio, gestito da SB Energy (sussidiaria di SoftBank Group). Verrà utilizzato da OpenAI per 20 anni.
Gli auricolari CMF Buds Neo non c'entrano con MacBook Neo
Sono trascorse solo un paio di settimane dalla presentazione del modello Clip Pro e CMF, il brand economico di Nothing, sta per presentare altri auricolari wireless: tra un paio di giorni toccherà a Buds Neo. A dispetto del nome, non avranno nulla a che fare con il MacBook Neo di Apple. Vediamo cosa è trapelato dalle anticipazioni pubblicate.
Sono in arrivo gli auricolari Buds Neo di CMFL’appuntamento è fissato per giovedì 20 agosto, come recita un post condiviso su X. C’è anche un breve filmato che svela in anteprima un dettaglio del design, in particolare un angolo della custodia di ricarica, colorata come da tradizione per il marchio. La ghiera che si vede dovrebbe permettere di gestire il volume, la riproduzione dei brani e le telefonate, sicuramente un valore aggiunto.
Buds Neo.
20 August. pic.twitter.com/ZjfWxscOXE
— CMF by Nothing (@cmfbynothing) August 18, 2026
Qui sotto c’è un altro indizio, sempre fornito dall’account ufficiale sul social, che mostra il profilo degli auricolari wireless.
A hint of what’s next. pic.twitter.com/dbUdJnmXQb
— CMF by Nothing (@cmfbynothing) August 17, 2026
Nessuna informazione è trapelata invece per quanto riguarda prezzo e disponibilità a livello internazionale. Il presidente e co-fondatore di Nothing, Akis Evangelidis, ha solo confermato che il prodotto arriverà in India. Non passerà molto prima di saperne di più: come anticipato, l’annuncio ufficiale è atteso già entro questa settimana, tra un paio di giorni.
Le accuse di AI slop per il materiale di Clip ProA proposito di Clip Pro, la scelta di pubblicizzare il prodotto con una serie di contenuti generati dall’intelligenza artificiale si è trasformata ben presso in un boomerang. Molti hanno invaso i profili social di CMF, riempiendoli di commenti negativi e accusando il marchio di AI slop, per aver deciso di non ingaggiare persone reali per girare i video.
Wherever the day takes you.
Clip on. Keep on. pic.twitter.com/uu9Y5z3Ofv
— CMF by Nothing (@cmfbynothing) August 5, 2026
Google non produrrà più i Pixel in Cina dal 2027
I Pixel 11 potrebbero essere gli ultimi smartphone di Google prodotti in Cina. Secondo le fonti di Mikkei Asia, l’azienda di Mountain View avrebbe comunicato ai fornitori che utilizzerà solo le fabbriche in India e Vietnam nel 2027. Le prime indiscrezioni risalgono a metà gennaio, ma erano riferite solo ai modelli di fascia alta (quindi non ai Pixel serie A).
Smartphone, smartwatch e auricolari in Vietnam e IndiaLe fonti di Nikkei Asia aveva confermato che la produzione dei nuovi Pixel, Pixel Pro e Pixel Fold è stata spostata in Vietnam. In Cina rimane al momento la produzione dei Pixel più economici, oltre che quella di smartwatch e auricolari wireless. In base alle nuove indiscrezioni, la Cina verrà definitivamente abbandonata nel 2027. Tutti i dispositivi verranno prodotti nelle fabbriche situate in India e Vietnam.
Google seguirà dunque l’esempio di Samsung. Apple ha incrementato la produzione fuori dalla Cina, anche per ridurre i costi associati ai dazi introdotti dall’amministrazione Trump, ma non può lasciare il paese. L’azienda di Cupertino vende i suoi prodotti in Cina e prossimamente offrirà anche le funzionalità di Apple Intelligence in collaborazione con Alibaba. Google invece non distribuisce i Pixel in Cina.
I Pixel offrono l’accesso prioritario alle nuove versioni di Android e alle funzionalità AI basate su Gemini, ma sono meno popolari degli smartphone di Apple, Samsung e varie aziende cinesi (Google non figura nella top 5 dei produttori mondiali). Nonostante l’incremento dei costi dei chip di memoria (il Pixel 11 costa più dell’iPhone 17), l’azienda californiana ha deciso di aumentare la produzione fino al 10% per superare le 12 milioni di unità del 2025.
Per aumentare il proprio potere contrattuale nell’acquisto, Google avrebbe combinato gli ordini di chip destinati al suo servizio cloud con quelli per gli smartphone nelle trattative con Micron, Samsung e SK hynix. Spostare completamente la produzione dei dispositivi in India e Vietnam potrebbe però comportare un aumento dei costi e quindi dei prezzi finali.
Il giorno in cui Varenne dimostrò che i dati non bastano
È morto Varenne, questa è la notizia di oggi che sentiremo dare e che vedremo rimbalzare un po’ ovunque, tra social, quotidiani e TV. 31 anni compiuti, in pista è diventato la leggenda del trotto. Il più grande di tutti i tempi secondo gli addetti ai lavori, tanto che all’inizio del millennio qualcuno pensò di clonarlo, dopo le prime sperimentazioni che hanno dimostrato la fattibilità dell’operazione.
I dati avevano visto il difetto, non il campioneEppure, prima di diventare il cavallo che tutti hanno conosciuto e consacrato, era stato quasi messo da parte. Solo lo scorso anno, il suo driver Giampaolo Minnucci lo definiva un pensionato di lusso, raccontando un aneddoto che vale la pena ripescare.
Era il maggio 1998, Varenne aveva tre anni ed era bruttino, per usare le parole di chi lo aveva visto allora. Dopo l’interesse manifestato da parte di alcuni addetti ai lavori, fu sottoposto a una radiografia. Evidenziò la presenza di un chip nel nodello della zampa anteriore sinistra, un piccolo frammento osseo che avrebbe dovuto suggerire una carriera di certo non ai vertici della categoria.
Ad ogni modo, il cavallo andò in pista per una dimostrazione e convinse il suo futuro compagno, Minnucci, ad acquistarlo. Fu pagato 180 milioni, c’erano ancora le lire. Fu operato, guarì e il resto è storia. Oggi, forse, dati e algoritmi lo avrebbero tenuto lontano dalle corse, qualcuno avrebbe immesso in un’AI le informazioni catturate da sensori, telecamere e analisi biometriche, restituendo un responso che avrebbe impedito al campione di entrare nella storia a suon di record.
Come si dice in questi casi, lascia più di 2.000 figli. Per approfondire una storia più unica che rara, proponiamo qui sotto in streaming il docufilm “Io sono Varenne, il figlio del vento”. È una produzione esclusiva di EQUtv per EPIQA, con la voce fuori campo di Luca Ward.
Pirateria su Telegram: scoperti centinaia di canali e bot
La pirateria audiovisiva, ovvero l’accesso illegale a film, serie TV e musica, sfrutta principalmente siti dedicati e IPTV. Queste piattaforme possono però essere smantellate dalle forze dell’ordine o chiuse dai gestori. Molti utenti hanno quindi scelto Telegram come canale di distribuzione. Uno studio accademico conferma la presenza di numerosi canali e bot.
Circa 1.000 canali e 19.000 titoliI ricercatori delle Louisiana State University e University of Texas (Arlington) hanno analizzato 1.057 canali con oltre 209.000 post unici pubblicati tra dicembre 2023 e gennaio 2026 per individuare il tipo di contenuti condivisi e le tecniche di distribuzione. L’uso di Telegram come piattaforma pirata è noto da tempo. Lo studio (PDF) conferma la sua popolarità.
Durante l’analisi è stato utilizzato il modello Gemma 3 27B di Google per “etichettare” i contenuti pirata, riducendo i falsi positivi. Molti canali sono legittimi, in quanto gli iscritti discutono su film e serie TV, pubblicano recensioni o visualizzano i trailer. Sono stati così identificati 19.033 titoli pirata di 175 paesi, la maggioranza dei quali sono film.
Questi canali hanno ottenuto oltre 4,85 miliardi di visualizzazioni. I ricercatori hanno stimato perdite economiche per i titolari dei diritti d’autore pari a circa 17,5 miliardi di dollari. La risoluzione dei contenuti varia tra 480p a 1080p. Solo 11 canali offrivano contenuti a risoluzione 4K. In molti post erano presenti più film o intere stagioni di serie TV.
La maggioranza dei titoli erano di Toei Company (17%), casa di produzione e distribuzione giapponese, nota per One Piece e Dragon Ball. Al secondo post c’è Netflix (15%), seguita da Warner Bros. (12,4%) e Universal Pictures (9,1%). I metodi di distribuzione sono vari: download diretto, link a canali secondari, link esterni (cloud storage, siti di streaming, Torrent) e bot. Alcuni canali vendono anche credenziali rubate di Netflix, Disney+ e altri servizi di streaming.
I ricercatori hanno inoltre sviluppato un tool AI, denominato Anti-RIP, che ha individuato 1.101 canali pirata, 524 dei quali sono stati chiusi dopo la segnalazione a Telegram e alle case cinematografiche. Il codice sorgente di Anti-RIP è disponibile su GitHub.
Google vuole ridurre le scie degli aerei con Operazione Blue Skies
Si chiama Operazione Blue Skies ed è la sperimentazione lanciata oggi da Google con l’obiettivo di ridurre l’impatto climatico generato dall’aviazione. Come? Non favorendo un risparmio del carburante oppure ottimizzando le tratte, almeno non in senso stretto, ma per aiutare a evitare le scie di condensazione, quelle sottili linee bianche che seguono i voli. Sono nuvole formate dal vapore acqueo che condensa intorno alle particelle di fuliggine, nei gas di scarico dei jet.
Cos’è l’Operazione Blue Skies di GoogleL’iniziativa, la prima di questo tipo al mondo sostenuta da uno Stato, è condotta su una scala pari a quella di un intero spazio aereo oceanico. Si svolgerà nei cieli sopra la metà orientale del corridoio del Nord Atlantico, nello spazio aereo di Shanwick, zona in cui si concentra il 5% circa del riscaldamento globale dovuto a questo fenomeno. Lo scopo è quello di dimostrare che il problema può essere affrontato concretamente. Come? Una piccola percentuale di voli verrà leggermente deviata, poi saranno valutati gli effetti.
Il gruppo di Mountain View non è solo nel progetto, ma è affiancato in un consorzio britannico di cui fanno parte la sua divisione UK, NATS, Contrails.org, Imperial College London e University of Cambridge e Met Office. La società ha messo a disposizione un contributo pari a 1,4 milioni di sterline attraverso competenze di ricerca sull’AI, tempo di progettazione e infrastrutture di computing.
I dati di Spirit Airlines per addestrare l’AIRestando in tema, proprio nelle ore scorse Bloomberg Law ha riportato la notizia dell’acquisto dei dati di Spirit Airlines da parte di Google. Si tratta di informazioni aziendali anonimizzate in possesso alla compagnia aerea low cost, soggetta a procedura fallimentare.
Nell’archivio sarebbero presenti 100 milioni di email, 500 milioni di chat su Microsoft Teams, storici relativi alle collaborazioni, dettagli inerenti a introiti, operatività dei voli, produttività, audit e frodi individuate. L’asta si è conclusa con un’offerta da 10 miliardi di dollari. Cosa ne farà? Li impiegherà per addestrare e migliorare i modelli AI e per migliorarli.
ChatGPT for Teens per gli under 18, meglio tardi che mai
Un annuncio necessario, forse un po’ tardivo: potremmo descrivere così quello di ChatGPT for Teens, presentato e lanciato oggi da OpenAI per gli utenti che vengono identificati come minorenni. È l’esperienza predefinita per gli under 18, che punta su un’interazione sicura con l’intelligenza artificiale, ma non solo. Il comunicato ufficiale fa riferimento anche all’obiettivo di aiutare gli adolescenti a sviluppare il pensiero critico, esigenza nata dalla consapevolezza che, spesso, gli automatismi dei chatbot non apportano benefici su questo fronte.
Cos’è e come funziona ChatGPT for TeensConsiderata la fascia di età, la novità si concentra quasi inevitabilmente sull’apprendimento, soprattutto al di fuori della classe. Per questo motivo include una modalità Studio che fa leva su domande guida e supporto passo passo nella comprensione degli argomenti, promemoria per i compiti che si attivano quando l’AI riconosce che il ragazzo sta cercando una scorciatoia e quiz per esercitarsi.
Come anticipato, a questo si aggiungono misure di sicurezza implementate per evitare utilizzi non consoni. Sappiamo che è già accaduto e che l’intelligenza artificiale per qualcuno è diventata un confidente: un livello di tutela in più era necessario.
Le caratteristiche di ChatGPT non finiscono qui. Ci sono promemoria che invitano a fare pause più frequenti e strumenti come le Quiet Hours (ore di silenzio) per definire limiti chiari nell’utilizzo della piattaforma. Inoltre, per i genitori che hanno collegato il loro account a quello di un adolescente, ci sono funzionalità di parental control come gli avvisi che scattano quando si verifica una situazione ritenuta ad alto rischio.
Un passaggio molto significativo dell’annuncio è quello che riguarda le protezioni rafforzate per impedire all’AI di lasciar intendere di essere cosciente o di provare emozioni. In questo caso, l’obiettivo dichiarato e condivisibile è quello di ridurre il pericolo di sviluppare una sorta di dipendenza emotiva da parte del giovane.
Disney+, la promozione di fine agosto consente di risparmiare fino al 25%
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Se la scelta ricarde sul piano Standard con pubblicità, vale a dire quello più economico, si può contare sia su una qualità video fino a 1080p Full HD sia sulla riproduzione su due schermi diversi in contemporanea. Per ottenere invece la visione senza pubblicità e l’opzione Download occorre affidarsi al piano Standard, mentre se si vuole la migliore qualità possibile (4K UHD) occorre sottoscrivere il piano Premium.
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Violazione copyright con Seedance: accordo ByteDance-MPA
La Motion Picture Association (MPA) ha comunicato di aver sottoscritto un accordo con ByteDance per proteggere la proprietà intellettuale degli Studios di Hollywood. La pace arriva dopo lo scontro iniziato a febbraio, quando l’azienda cinese ha annunciato il modello Seedance 2.0. L’attuale versione 2.5 include maggiori protezioni per evitare la violazione del copyright.
MPA sotterra l’ascia di guerraSeedance 2.0 è diventano virale sui social dopo la pubblicazione del video di un combattimento tra Brad Pitt e Tom Cruise. Nei giorni successivi sono apparse online clip che raffigurano personaggi di Disney, Paramount Skydance, Warner Bros. Discovery, Sony Pictures, Netflix e altre aziende che operano nel mercato dell’intrattenimento. ByteDance ha quindi iniziato a ricevere lettere di diffida, una delle quali è stata inviata dalla Motion Picture Association.
Il CEO Charles Rivkin aveva dichiarato:
In un solo giorno, il servizio AI cinese Seedance 2.0 ha fatto un uso non autorizzato di opere protette da copyright statunitense su vasta scala. Lanciando un servizio che opera senza adeguate misure di sicurezza contro la violazione del copyright, ByteDance ignora le consolidate leggi sul diritto d’autore che tutelano i diritti dei creatori e sono alla base di milioni di posti di lavoro americani. ByteDance dovrebbe cessare immediatamente la sua attività illecita.
ByteDance ha successivamente implementato modifiche per impedire la violazione del copyright e sospeso la distribuzione globale di Seedance 2.0. Ieri sera è stato annunciato un accordo che sancisce la fine dello scontro tra l’azienda cinese e MPA.
ByteDance rafforzerà i filtri per impedire la generazione di video e immagini non consentiti con modelli, tool e servizi, tra cui Seedance, Seedream, Dreamina, TikTok e CapCut. Questo è il commento dell’azienda cinese:
ByteDance rispetta i diritti di proprietà intellettuale che sono alla base delle industrie creative in tutto il mondo e crediamo che l’innovazione responsabile nell’AI vada di pari passo con una protezione significativa per i titolari dei diritti. Apprezziamo la proficua collaborazione con la MPA e i suoi membri, mentre continuiamo a rafforzare le misure di salvaguardia nei nostri servizi di AI generativa. Questo protocollo d’intesa stabilisce un importante quadro di riferimento per la collaborazione continua man mano che la tecnologia si evolve, attraverso una varietà di prodotti e piattaforme.
Dalla Svezia arriva la carta di credito a canone zero per i viaggiatori
TF Bank è una banca online svedese che propone una carta di credito a canone gratuito con zero commissioni sul cambio valuta, nessun costo extra per l’utilizzo della carta all’estero e un’assicurazione di viaggio completa. [affiliate_link link_id=”4841″]La carta in questione si chiama TF Mastercard Gold[/affiliate_link] e, come dice il nome, appartiene al circuito di pagamento internazionale Mastercard.
La quota annuale gratuita è da intendersi per sempre e non solo in via promozionale per uno o due anni, come invece accade con la maggior parte delle carte di credito di altre banche. Ciò rappresenta dunque un vantaggio significativo, a maggior ragione per chi ama viaggiare se si tengono in considerazione anche gli altri vantaggi.
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Il primo, quello più significativo, è l’assenza di commissioni sul cambio valuta, per un risparmio ingente durante una vacanza in un Paese dove la moneta circolante è diversa dall’euro (basti pensare a Stati Uniti, Giappone, Cina ma anche lo stesso Regno Unito).
Il secondo vantaggio è rappresentato dai zero costi aggiuntivi legati all’utilizzo della TF Mastercard Gold all’estero. Anche questo elemento non è banale, dal momento che la maggior parte delle altre carte di credito prevedono costi extra quando si effettuano pagamenti in un Paese diverso dall’Italia.
C’è poi un terzo vantaggio significativo, vale a dire l’assicurazione di viaggio completa. Quest’ultima è inclusa gratuitamente con la carta di credito di TF Bank e prevede la copertura da infortuni e malattie, oltre che fino a 2.500 euro per il rimborso dei bagagli smarriti e fino a 3.000 euro per l’annullamento del viaggio.
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GTA 6, l'esercito concede giorni liberi ai soldati per giocare?
Mancano tre mesi (tre mesi e un giorno per essere precisi) all’uscita di GTA 6 e molti stanno già pensando a come liberarsi nelle giornate dal 19 novembre in poi per una full immersion a Vice City. Una base dell’esercito statunitense in Georgia sembra esserne a conoscenza e aver deciso di concedere del tempo libero ai militari che rinnovano l’arruolamento, come incentivo, citando proprio il gioco di Rockstar Games nel contratto da sottoscrivere. Sempre che sia tutto vero.
L’esercito concede giorni liberi per GTA 6?Se la notizia fosse stata pubblicata a inizio aprile avremmo pensato a uno scherzo ben congegnato, ma a quanto pare non è così. Qui sotto la fotografia del documento che include: c’è la clausola che prevede quattro giorni di riposo proprio in concomitanza con l’arrivo del titolo.
Qualsiasi soldato che firmi un contratto di rinnovo dell’arruolamento tra l’1 agosto 2026 e il 14 novembre 2026, sarà autorizzato a ottenere un permesso speciale di quattro giorni […] è specificamente pensato per coincidere con l’attesissima uscita del videogioco Grand Theft Auto VI (GTA 6).
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C’è poi un’imprecisione per quanto riguarda la data di uscita, indicata come compresa tra il 20 e il 23 novembre, mentre sappiamo che il gioco arriverà il 19 (a meno che l’esercito USA non sappia già di un altro rinvio).
La redazione di Kotaku che per prima ha ripreso la notizia racconta di non aver ancora potuto verificarne la veridicità. La possibilità che sia un falso non è del tutto da escludere, ma ci sono dettagli che fanno pensare si tratta di un contratto autentico. E tra i commenti all’articolo c’è chi segnala una testimonianza che sembra avvalorarle l’ipotesi.
[…] quando ero in Corea del Sud nel 2006-2007, hanno dato a tutti il lunedì libero per guardare il Super Bowl (13 ore di differenza di fuso orario). Hanno la possibilità di fare parecchio per fidelizzare i dipendenti, quindi qualche giorno libero non è poi un grosso problema.
Unitree Superman corre più veloce di Usain Bolt e salta 2 metri
Unitree ha svelato “Superman“, un robot umanoide capace, secondo il costruttore cinese, di correre più veloce di Usain Bolt e di saltare a due metri di altezza. Prestazioni spettacolari, ma da prendere ancora con le pinze.
Unitree aveva già robot capaci di ballare, correre o sferrare qualche calcio. Il costruttore cinese passa ora a una marcia superiore con “Superman“, un nuovo umanoide la cui velocità di punta raggiungerebbe i 12,66 metri al secondo, ovvero circa 45,6 km/h.
Unitree presenta Superman, il robot umanoide che vuole battere Usain BoltÈ leggermente meglio della velocità massima di Usain Bolt durante il suo record del mondo dei 100 metri nel 2009. Lo sprinter giamaicano allora aveva raggiunto circa 12,42 metri al secondo. Unitree può quindi vantarsi, almeno sulla carta, di aver costruito una macchina più veloce dell’uomo più veloce della storia. Le prestazioni annunciate tuttvia, devono essere ancora verificate in modo indipendente.
Superman non si limita a correre. Il robot sarebbe anche in grado di effettuare un salto verticale di due metri da fermo, con gambe che misurano appena 85 centimetri. Il costruttore assicura di aver sviluppato questo nuovo modello in poco più di tre mesi. E non considera ancora il lavoro concluso, Unitree precisa che il robot è ancora in fase di sviluppo e che le sue capacità potrebbero migliorare ulteriormente nei prossimi mesi.
Unitree New Robot Preview: “Superman” Breaking the Limits of Humanity🥳
Standing high jump 2 m, top speed 12.66 m/s (0.85 m leg length)
Surpassing the standing high jump and running speed records of all humans around the world
This new machine has only been in development for a… pic.twitter.com/12i80ITU6p
— Unitree (@UnitreeRobotics) August 17, 2026
Queste dimostrazioni sono una specialità della casa. Gli umanoidi di Unitree si sono già fatti notare per le loro capacità di giocare a basket, eseguire movimenti complessi o praticare arti marziali. L’azienda afferma di aver prodotto e consegnato circa 18.000 robot umanoidi bipedi, tutti i modelli inclusi, entro la fine di luglio. Buona parte di questi robot ha però raggiunto laboratori di ricerca o serve per dimostrazioni a uso e consumo del pubblico. Sono ancora lontani dall’aver invaso le catene di produzione.
Per Unitree, la vera partita si giocherà probabilmente altrove. Correre più veloce di Usain Bolt attira l’attenzione, ma bisogna ancora trasformare queste prestazioni in robot capaci di lavorare davvero nelle fabbriche.
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Circola una truffa BANCOMAT Pay segnalata dalla Polizia Postale
La Polizia Postale ha pubblicato un nuovo avviso riguardante la sicurezza e, ancora una volta, si tratta di truffe che stanno circolando e prendendo di mira i conti degli utenti. Questa volta il comunicato chiama in causa le richieste di pagamento tramite app, citando in modo esplicito BANCOMAT Pay e altri servizi analoghi associati al numero di telefono, senza però specificare quali.
Negli ultimi giorni, stiamo ricevendo numerose segnalazioni di richieste di pagamento inviate tramite applicazioni come BANCOMAT Pay e altri servizi analoghi associati al numero di telefono.
Occhio alla nuova truffa che arriva dalle appPurtroppo, le informazioni condivide non sono molte e questo potrebbe rendere difficoltoso riconoscere il tentativo di raggiro. C’è però lo screenshot che abbiamo riportato qui sotto.
Secondo la Polizia Postale, i truffatori inviano le richieste di pagamento a un numero elevato di utenti, sperando che qualche potenziale vittima accetti e autorizzi la transazione senza prendersi il tempo di verificare chi è il destinatario. Questi i consiglio forniti.
- Verifica sempre chi sta richiedendo il denaro;
- controlla attentamente l’importo e la causale del pagamento;
- non autorizzare pagamenti a favore di soggetti che non conosci o di cui non puoi verificare l’identità;
- in caso di dubbi, rifiuta la richiesta e contatta la tua banca.
Un altro suggerimento utile è quello di non farsi mai prendere dal panico. Spesso i criminali fanno leva proprio su questo per scucire denaro, mettendo pressione o facendo finta che ci sia un’emergenza a cui far fronte: dal figlio trattenuto in caserma a cui pagare le spese legali alle cure mediche per un finto incidente in realtà mai accaduto.
Non lasciarti condizionare da richieste urgenti o pressioni a effettuare il pagamento in tempi rapidi. Prima di confermare qualsiasi operazione, verifica sempre l’identità del beneficiario e assicurati che la richiesta provenga da una fonte affidabile.
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Amazon distrugge libri rari per addestrare la sua AI
Alcune aziende che sviluppano modelli AI usano copie pirata dei libri per l’addestramento. L’alternativa legale è acquistare libri cartacei. Un’indagine di 404 Media ha purtroppo confermato quanto si sospettava da tempo. Amazon acquista numerosi libri rari, rimuove il dorso ed effettua la scansione delle pagine. Questa procedura comporta la distruzione dei libri.
Un AirTag nascosto rivela il destino dei libriI giornalisti di 404 Media hanno chiesto la collaborazione di un libraio per nascondere un AirTag in un libro raro, parte di un ordine effettuato da Amazon. Il dispositivo ha permesso di seguire il libro fino ad un un centro di addestramento per l’intelligenza artificiale a Las Vegas. Il logo sulla porta del magazzino, noto come VGT3, raffigura un tirannosauro che divora un libro (visibile nell’immagine all’inizio dell’articolo).
L’azienda di Seattle ha rilasciato questa dichiarazione:
Amazon acquista libri tramite canali commerciali per contribuire allo sviluppo e al miglioramento dei prodotti e dei servizi utilizzati dai nostri clienti.
Non c’è nessun riferimento all’AI, né alla procedura utilizzata per la scansione dei libri. Come altre aziende AI, Amazon deve trovare fonti utili nel mondo reale per addestrare i modelli. Usare libri rari rappresenta ovviamente un vantaggio rispetto ai concorrenti, ma il metodo usato è piuttosto criticabile.
Per trasformare la versione cartacea in copie digitali è necessario effettuare una scansione di elevata qualità. I dipendenti di Amazon staccano il dorso del libro per velocizzare la scansione delle singole pagine. Ovviamente ciò significa distruggere il libro. Una simile operazione viene eseguita anche da Internet Archive, ma la scansione manuale non distrugge il libro.
Altre aziende seguono il cattivo esempio di Amazon. Come magra consolazione sembra che vengano acquistati solo vecchi libri con basso valore monetario, libri che non sono mai stati tradotti da una lingua straniera oggi poco diffusa oppure libri che non hanno mai avuto la popolarità necessaria per un’ampia distribuzione.
Oltre alle critiche ci sono anche commenti positivi. Questi libri rari rimangono sugli scaffali delle librerie a prendere polvere per molti anni. Grazie all’inserimento nei dati di addestramento dei modelli AI potrebbero diventare accessibili a tutti tramite i chatbot.
Microsoft elimina Copilot da Excel, ecco perché
Microsoft ha annunciato il ritiro di Copilot da Excel. Dopo un anno di test e a pochi mesi da quello che avrebbe dovuto essere il suo lancio ufficiale, l’azienda preferisce gettare la spugna.
Copilot, perché Microsoft fa marcia indietro su ExcelUn anno fa, Microsoft distribuiva il suo assistente AI Copilot su Excel attraverso una funzione a lui dedicata. L’idea all’epoca era permettere agli utenti di descrivere ciò di cui avevano bisogno in linguaggio naturale e lasciare che Copilot si occupasse della parte tecnica. Questa opzione è disponibile e in fase di test da agosto scorso per gli utenti iscritti ai programmi Frontier (accesso anticipato alle funzionalità AI sperimentali su Microsoft 365) e Insider (novità Windows in anteprima).
L’azienda prevedeva di lanciarla ufficialmente in versione stabile per tutti gli utenti a gennaio 2027, ma alla fine non se ne farà nulla. Ha deciso di eliminarla a partire dal 14 settembre 2026.
Copilot non scompare del tutto da Microsoft ExcelMicrosoft ritiene che Copilot di Excel non sia più utile da quando è possibile accedere all’assistente AI all’interno del software attraverso altri punti di ingresso. Infatti, sono stati aggiungi un pannello laterale dedicato a Copilot e un pulsante di azione fluttuante, che permettono di interagire con l’assistente in modo più rapido rispetto al ricorso alla funzione dedicata. Gli sviluppatori devono essersi accorti che questa possibilità veniva sfruttata molto poco dagli utenti.
Ricordiamo inoltre che Copilot su Excel è ancora piuttosto limitato. La stessa Microsoft ne sconsiglia l’utilizzo in alcuni casi per via dei problemi di affidabilità dei risultati. Come nel caso dei calcoli numerici (somma, media, ecc.). Anche se non potersi fidare dell’AI per i calcoli in un’applicazione di fogli di calcolo è piuttosto strano.
Copilot per Excel nella sua forma attuale è pensato soprattutto per generare riassunti di intervalli di celle, dati di esempio per la prototipazione o le dimostrazioni, descrizioni di prodotti a partire dalle loro caratteristiche tecniche, oppure per assegnare categorie o etichette alle voci di testo.
Una sola scottatura solare può cambiare per sempre la tua salute
L’estate è al suo culmine e le vacanze non sono ancora finite. Agosto è il mese per eccellenza perché in Italia quasi tutte le aziende e le attività chiudono qualche settimana per un po’ di meritato riposo. Per molti questo è il periodo dell’anno durante il quale non si pensa a nulla, ma il rischio è quello di abbassare totalmente la guardia, soprattutto quando ci si espone al sole. Infatti, una ricerca ha scoperto e confermato che una sola scottatura solare può cambiare per sempre la tua salute.
La meta-analisi composta da 17 studi, con il coinvolgimento di oltre 321 mila persone, suggerisce che le scottature frequenti del passato probabilmente hanno lasciato danni permanenti alla pelle. “Una frequenza medio-alta di scottature solari dolorose, con vesciche e/o gravi nel corso della vita di un individuo, così come un’elevata frequenza di tali scottature durante l’infanzia, è risultata significativamente associata a un aumento delle probabilità di carcinoma squamocellulare cutaneo“, si legge nell’articolo di studio pubblicato su JAMA Dermatology.
Qualsiasi scottatura solare dolorosa, con vesciche e/o grave nel corso della vita ha aumentato significativamente le probabilità di carcinoma squamocellulare cutaneo. Questo studio supporta l’evidenza di un’associazione tra scottature solari dolorose, con vesciche e/o gravi e carcinoma a cellule squamose cutaneo.
Cosa succede alla tua salute quando il corpo ripara una scottatura solare intensaLa domanda alla quale i ricercatori hanno cercato di rispondere è una sola: cosa succede alla salute di una persona quanto il corpo cerca di riparare una scottatura solare intensa. Adrienne Victor, oncologa presso il Wilmot Cancer Institute dell’Università di Rochester, in un recente comunicato stampa ha spiegato: “Quando il corpo ripara quel danno, a volte possono verificarsi degli errori“.
Nel tempo, queste mutazioni possono accumularsi e contribuire allo sviluppo del cancro della pelle.
Jinia El-Feghaly, primario di Dermatologia Pediatrica presso l’University of Rochester Medicine Golisano Children’s, ha precisato: “I bambini sono più suscettibili a causa di molteplici fattori di rischio, tra cui la biologia delle loro cellule cutanee che producono pigmento, la maggiore probabilità di esposizione al sole e l’uso discontinuo di protezioni solari“.
Gli studi dimostrano che una maggiore frequenza di scottature solari durante l’infanzia è associata a un rischio più elevato di cancro della pelle, anche se le scottature diventano meno frequenti in età adulta.
Come prevenire le scottature solariRidurre il rischio di incorrere in una scottatura solare intenso riduce automaticamente il rischio di cancro della pelle causato proprio da queste scottature. Gli esperti parlano di più strategie per prevenirle, raccomandando l’utilizzo di diverse forme di protezione solare quando si è all’aperto come:
- Crema solare ad ampio spettro;
- Indumenti protettivi;
- Cappelli;
- Ombra;
- Limitare l’esposizione diretta alla luce solare, soprattutto quando i livelli di raggi UV sono più elevati.
L’oncologa Victor ha spiegato: “Alcune persone evitano la protezione solare a causa di falsi miti secondo cui i suoi ingredienti potrebbero causare il cancro della pelle. Tuttavia, le prove più solide indicano l’esposizione ai raggi UV come la causa principale della maggior parte dei tumori della pelle“.
Passeggiata spaziale per sostituire un'antenna sulla ISS
Alle ore 8:35 di oggi (le 14:35 in Italia) verrà effettuata la seconda passeggiata spaziale del mese, dopo quella del 6 agosto. Due astronauti usciranno all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per sostituire un’antenna che permette le comunicazioni ad alta velocità con il Mission Control Center di Houston (Texas). La terza passeggiata è prevista il 25 agosto.
Passeggiata spaziale in diretta streamingA bordo della Stazione Spaziale Internazionale ci sono attualmente sette astronauti che fanno parte della Expedition 75. Pyotr Dubrov (Roscosmos), Anna Kikina (Roscosmos) e Anil Menon (NASA) sono arrivati il 14 luglio con la missione Soyuz MS-29. Jessica Meir (NASA), Jack Hathaway (NASA), Sophie Adenot (ESA) e Andrey Fedyaev (Roscosmos) sono arrivati il 14 febbraio con la missione SpaceX Crew-12.
La prima passeggiata spaziale è stata completata il 6 agosto da Jessica Meir e Anil Menon. I due astronauti hanno posizionato un componente hardware che servirà per l’installazione di un pannello solare entro fine anno. Dopo circa 10 giorni di preparazione è arrivato il momento della seconda passeggiata spaziale. Anil Menon uscirà per la seconda volta e verrà accompagnato da Sophie Adenot, che sarà la prima astronauta donna francese ad eseguire una EVA (attività extraveicolare).
I due astronauti usciranno dall’airlock Quest alle ore 8:35 (le 14:35 in Italia). La passeggiata spaziale potrà essere seguita in diretta streaming sul canale YouTube della NASA a partire dalle ore 13:00. Durerà circa 6,5 ore. È prevista la sostituzione di un’antenna usata per la trasmissione dei dati verso il Mission Control Center di Houston.
Adenot si aggancerà alla struttura della ISS, mentre Menon rimarrà agganciato al braccio robotico Canadarm2 controllato da altri due astronauti (Jack Hathaway e Jessica Meir) dall’interno della stazione spaziale. La terza passeggiata è prevista il 25 agosto. Gli astronauti collegheranno cavi di alimentazione nell’ambito delle attività di manutenzione ordinaria (che includono i preparativi per la futura deorbitazione) e sostituiranno un dispositivo di navigazione utilizzato per il docking delle navicelle spaziali alla porta anteriore del modulo Harmony.
WhatsApp, si può vedere l'anteprima delle foto senza aprire la chat
Una novità benvenuta su WhatsApp. L’app mostra ormai anteprime dei file multimediali, quindi foto, video e sticker, direttamente nella lista delle conversazioni, ovvero la schermata principale della piattaforma.
WhatsApp, arrivano le nuove anteprime nelle chatFinora WhatsApp si limitava a riportare le diciture “Foto”, “Video” e “Sticker” quando l’ultimo messaggio della conversazione conteneva uno di questi elementi. Ora le conversazioni diventano più facili da riconoscere a colpo d’occhio, soprattutto quando si cerca una chat e si ricorda soltanto una delle foto o dei video condivisi.
Questo nuovo sistema di miniature mostrerà l’anteprima di una foto condivisa accanto alla scritta “Foto”. Stessa logica per i video e gli sticker. L’utente così può avere un piccolo assaggio senza per forza dover aprire la conversazione. La miniatura resta compatta, in modo che ogni conversazione occupi lo stesso spazio di prima. Sullo schermo quindi, si hanno sempre lo stesso numero di chat visualizzate contemporaneamente. Lo stesso principio si applica ai video e agli sticker. Nel caso dei video, l’anteprima serve soprattutto a capire al volo di cosa si tratta, bisognerà poi aprirlo completamente per guardarlo.
DisponibilitàQuesta novità non è un grosso cambiamento, ma migliorerà l’esperienza degli utenti che ricevono regolarmente file multimediali su WhatsApp e che si ritrovavano la lista delle conversazioni piena di indicazioni laconiche come “Foto”, “Video” e “Sticker”.
La nuova funzione è attualmente disponibile nella versione beta 2.26.32.11 di WhatsApp per Android. Chi vuole provarla può iscriversi al programma beta direttamente dal Play Store, anche se l’accesso alla funzione viene distribuito gradualmente e non tutti i tester possono ancora utilizzarla. Per il momento non è stata comunicata una data di rilascio della versione stabile.